La Juve Stabia continua a raccogliere i frutti di un progetto che, negli ultimi due anni, ha sorpreso l’intero panorama calcistico italiano. Due stagioni consecutive in Serie B con tanto di semifinali playoff rappresentano il risultato di un percorso costruito con competenza, idee chiare e una programmazione che ha saputo coniugare risultati sportivi e sostenibilità economica. Un modello che ha portato le Vespe a essere considerate una delle realtà più virtuose della categoria, ma che inevitabilmente espone il club all’interesse delle società più blasonate.
Un progetto costruito con competenza
Alla base della crescita gialloblù c’è stato il lavoro svolto in panchina prima da Guido Pagliuca e successivamente da Ignazio Abate, due allenatori che hanno saputo valorizzare il gruppo, trasmettendo identità e mentalità vincente. A ciò si è aggiunto il prezioso operato dell’ex direttore sportivo Matteo Lovisa, autentico artefice di un mercato capace di individuare talenti, valorizzarli e aumentarne sensibilmente il valore.
La Juve Stabia ha dimostrato di sapersi muovere con lucidità sia nelle operazioni in entrata che in quelle in uscita, costruendo una rosa competitiva senza mai perdere di vista l’equilibrio economico.
Il prezzo del successo
Ma ogni favola calcistica porta con sé anche delle conseguenze. Quando una società di dimensioni contenute riesce a ottenere risultati importanti, è inevitabile che i propri calciatori finiscano nel mirino di club economicamente più forti. È la legge del calcio moderno, una dinamica che negli anni ha coinvolto tante piccole realtà capaci di stupire.
Il primo nome destinato a salutare sembra essere quello di Giuseppe Leone, anche se il suo addio appare più legato a un particolare meccanismo contrattuale e a clausole già previste piuttosto che a una vera e propria cessione decisa dalla società. Ma Leone potrebbe essere soltanto il primo.
Mezza Serie B guarda in casa gialloblù
Sui taccuini di numerosi direttori sportivi figurano infatti diversi protagonisti dell’ultima stagione della Juve Stabia. Da Giorgini a Mosti, passando per Correia, sono tanti i calciatori che hanno attirato l’attenzione grazie alle prestazioni offerte con la maglia gialloblù.
Ed è forse il riconoscimento più bello per il lavoro svolto: oggi i giocatori della Juve Stabia rappresentano uno dei patrimoni tecnici più ricercati dell’intera Serie B. Un motivo di orgoglio per il club, ma anche una situazione da gestire con estrema attenzione. Su questo punto proprio il patron Guerri è stato chiaro: “Non svenderemo nessun protagonista delle ultime due stagioni. Chi li vuole deve parlare con noi e saremo noi a decidere il prezzo”. Un chiaro segnale da parte della nuova proprietà di voler mantenere l’ossatura delle ultime due stagioni e di privarsi di qualcuno di loro sono dietro la giusta valutazione economica.
Quando arriva l’offerta giusta
Il calcio moderno insegna che, davanti a un’offerta importante o addirittura irrinunciabile, spesso è necessario prendere decisioni rapide. Non si tratta soltanto di una questione economica, ma di una strategia indispensabile per garantire continuità al progetto.
I motivi sono molteplici. Da una parte il calcio italiano vive un periodo in cui anche molte società anche di Serie A devono fare i conti con risorse limitate, rendendo fondamentale cogliere le occasioni di mercato quando si presentano. Dall’altra c’è l’aspetto umano: trattenere un calciatore che desidera compiere il salto di qualità può trasformarsi in un rischio, con il classico “mal di pancia” che finirebbe per penalizzare sia il giocatore sia la squadra.
Obiettivo: giovani di qualità, under, da inserire in rosa
Nella prima fase del calciomercato bisognerà sfoltire la rosa con i tanti over, alcuni molto probabilmente fuori dal progetto tecnico, per inserire under di qualità ma con contratti non di semplice prestito. Non sarà semplice trovare giovani di qualità ma si confida sulle qualità di scouting del neo D.S. Stefano Stefanelli.
Strategia e programmazione per continuare a crescere
La vera sfida della nuova Juve Stabia sarà proprio questa: saper vendere senza impoverirsi. Una gestione intelligente dovrà saper coniugare strategie di mercato, capacità di sostituire chi parte con nuovi profili di prospettiva e, perché no, anche quella dose di fortuna che nel calcio non guasta mai.
Negli ultimi anni il club ha dimostrato di possedere tutte queste qualità. Per questo motivo, anche se nelle prossime settimane dovessero arrivare altre cessioni eccellenti, i tifosi dovranno guardare al futuro con fiducia; perché il vero patrimonio della Juve Stabia non è soltanto rappresentato dai singoli calciatori, ma da un modello organizzativo che ha trasformato le Vespe in una delle società più apprezzate e rispettate dell’intero campionato cadetto e che vede in Guerri un Presidente che vuole alzare l’asticella verso obiettivi di mercato più prestigiosi.



