Voltare pagina senza rinunciare all’ambizione. È questa la missione della nuova Juve Stabia, che dopo l’insediamento della proprietà guidata da Alfredo Guerri e l’arrivo di Pietro De Giorgio in panchina si prepara ad affrontare il campionato di Serie B 2026/2027 con idee nuove e una precisa identità tecnica.
L’eredità lasciata da Ignazio Abate, passato al Torino dopo l’ottima stagione vissuta a Castellammare di Stabia, è stata affidata a un allenatore giovane ma già affermato in categoria. Reduce dall’eccellente esperienza alla guida del Potenza, De Giorgio ha firmato un contratto fino al 2028 e rappresenta uno dei pilastri del nuovo progetto gialloblù.
Ma il tema che più di ogni altro anima il dibattito tra i tifosi riguarda l’aspetto tattico. Dopo anni in cui il 3-5-2 è diventato il marchio di fabbrica delle Vespe, il “Romeo Menti” potrebbe presto assistere a una vera rivoluzione.
Il marchio di fabbrica di De Giorgio
La carriera recente del tecnico calabrese racconta di un allenatore con idee ben definite. Nelle ultime due stagioni il sistema di gioco maggiormente utilizzato è stato il 4-3-3, un modulo che rispecchia perfettamente la sua filosofia: intensità, coraggio, ricerca della verticalità e una costante predisposizione ad attaccare.
Sono concetti che De Giorgio ha ribadito anche nel corso della conferenza di presentazione, lasciando intendere la volontà di costruire una squadra propositiva, capace di aggredire gli avversari e di sviluppare un calcio moderno e dinamico.
Questo, però, non significa che il nuovo tecnico sia un integralista. Nella sua prima esperienza al Potenza ha dimostrato di sapersi adattare anche al 3-5-2 quando le caratteristiche della rosa lo rendevano opportuno. Più che il modulo, ciò che sembra non voler mai sacrificare è il centrocampo a tre, considerato il motore della squadra e il punto di equilibrio tra fase difensiva e offensiva.
Una Juve Stabia diversa
Se il direttore sportivo Stefano Stefanelli completerà il mercato seguendo le indicazioni del nuovo allenatore, la Juve Stabia potrebbe cambiare profondamente volto.
Il primo reparto destinato a trasformarsi è la difesa. Il passaggio dalla linea a tre a quella a quattro richiederà interpreti differenti, soprattutto sugli esterni. I terzini saranno chiamati a garantire ampiezza in fase offensiva, ma anche equilibrio e attenzione nei ripiegamenti, diventando elementi fondamentali nello sviluppo del gioco.
Le novità più evidenti, però, potrebbero arrivare nel reparto avanzato. Il classico tandem offensivo lascerebbe spazio a un tridente composto da un centravanti di riferimento e due attaccanti esterni capaci di saltare l’uomo, attaccare la profondità e convergere verso il centro sfruttando le verticalizzazioni immediate tanto care a De Giorgio.
Si tratta di un’idea di calcio più aggressiva e spettacolare, che punta ad aumentare le soluzioni offensive senza perdere solidità.
Il mercato sarà decisivo
Naturalmente ogni valutazione dovrà fare i conti con il mercato. La Serie B è un campionato equilibrato, nel quale qualità e organizzazione devono procedere di pari passo. Toccherà quindi alla dirigenza costruire una rosa che permetta al nuovo allenatore di esprimere al meglio la propria filosofia.
Gli acquisti delle prossime settimane saranno indicativi non solo del valore della squadra, ma anche della direzione tecnica scelta dalla società. Se arriveranno esterni offensivi, terzini di spinta e centrocampisti dinamici, sarà il segnale definitivo della svolta verso il 4-3-3.
La sensazione è che a Castellammare si stia aprendo una nuova fase. L’epoca del 3-5-2 che ha accompagnato le recenti soddisfazioni delle Vespe potrebbe lasciare spazio a un calcio più offensivo e verticale. Un cambiamento importante, ma coerente con la volontà della nuova proprietà di inaugurare un ciclo capace di coniugare continuità nei risultati e un’identità di gioco ancora più riconoscibile.



