L’arrivo di Pietro De Giorgio sulla panchina della Juve Stabia non rappresenta soltanto l’inizio di un nuovo progetto tecnico, ma anche il ritorno di una tradizione che negli ultimi anni ha regalato grandi soddisfazioni ai colori gialloblù. Nato a Praia A Mare, il nuovo allenatore delle Vespe riporta infatti la Calabria al centro della storia recente della società stabiese.
Una terra che ha già lasciato un segno profondo a Castellammare di Stabia grazie a tecnici del calibro di Fabio Caserta, protagonista della storica promozione in Serie B del 2019, e Gaetano Fontana, altro allenatore calabrese che ha guidato la squadra in un momento importante del suo percorso.
Negli ultimi anni la Juve Stabia ha attraversato un vero e proprio viaggio lungo l’Italia calcistica. Prima della scelta di De Giorgio, la panchina gialloblù era stata affidata a Ignazio Abate, nato a Sant’Agata de’ Goti, in Campania, mentre in precedenza era stato il toscano Guido Pagliuca, originario di Cecina, a conquistare il cuore della piazza con il suo lavoro.
Ed è proprio la Toscana una delle regioni che più hanno contribuito alla storia tecnica delle Vespe. Oltre a Pagliuca, impossibile non ricordare Piero Braglia, uno degli allenatori più amati dalla tifoseria stabiese, senza dimenticare Guido Carboni e Stefano Sottili, protagonisti di altre pagine del calcio gialloblù.
Anche la Puglia ha offerto un contributo significativo con Pasquale Padalino, Pino Raffaele e Leonardo Colucci, mentre tornando qualche anno più indietro nel tempo emerge anche il nome di Salvatore Ciullo, nato a Taurisano, in provincia di Lecce.
Naturalmente non può mancare la Campania, una regione che ha scritto pagine importanti nella storia della Juve Stabia. Walter Novellino rappresenta uno dei nomi più prestigiosi passati sulla panchina delle Vespe, così come Ciro Ferrara, che ha guidato la squadra in Serie B, ed Eduardo Imbimbo. A questi si aggiungono figure profondamente legate al territorio come Salvatore Di Somma, autentico stabiese doc, oltre a Massimo Rastelli ed Ezio Capuano.
La Sicilia, invece, ha visto alternarsi diversi allenatori nel corso degli anni. Giorgio Lucenti ha vissuto un’esperienza breve ma significativa, mentre Salvatore Vullo e Pino Rigoli hanno contribuito ad arricchire la presenza dell’isola nella storia tecnica della Juve Stabia.
Restando in Calabria, oltre a Caserta, Fontana e oggi De Giorgio, trovano spazio anche Nunzio Zavettieri, originario di Melito Porto Salvo, e Giuseppe Pancaro, altro nome importante del panorama calcistico nazionale che ha avuto l’opportunità di guidare i gialloblù.
Anche il Lazio ha avuto una nutrita rappresentanza. Marco Savini guidò la squadra nella seconda parte della stagione 2015, mentre Sandro Pochesci, Massimo Morgia e Nello Di Costanzo, quest’ultimo nato a Roma, hanno rappresentato la regione capitolina sulla panchina stabiese.
Per arrivare al Nord bisogna tornare indietro di qualche anno. Dal Veneto arrivò Maurizio Costantini, nato a San Donà di Piave, mentre la Lombardia ha regalato alla Juve Stabia due tecnici come Fulvio Pea, originario di Casalpusterlengo, e Dario Bonetti, nato a Brescia.
Il nostro viaggio nella storia della panchina della Juve Stabia non vuole essere esaustivo perchè sarebbe lunghissimo (sono ben 119 gli anni di storia del club). Abbiamo voluto evidenziare che la storia è, in fondo, anche la storia di un’Italia calcistica che si ritrova a Castellammare di Stabia. Allenatori provenienti da ogni angolo del Paese hanno portato idee, carattere, esperienze e personalità differenti, contribuendo ciascuno a scrivere un capitolo della lunga avventura delle Vespe.
Con Pietro De Giorgio si apre ora una nuova pagina, che riporta simbolicamente la Calabria al centro del progetto tecnico gialloblù. Sarà il campo a dire quale sarà il destino di questa nuova avventura, ma una cosa è certa: la storia degli allenatori della Juve Stabia continua ad essere un affascinante viaggio attraverso le regioni d’Italia, un mosaico ricco di volti, emozioni e ricordi destinato ad arricchirsi ancora nelle prossime stagioni.



