Il Podio Gialloblu di Juve Stabia – Foggia 2 – 3 d.c.r.

La Juve Stabia saluta la Coppa Italia per mano del Foggia che, dopo il pareggio a reti bianche ed i supplementari, passa ai calci di rigore.

PODIO
Medaglia d’oro: a Danilo Russo, che protegge bene la porta della Juve Stabia. Gara sicura per il fedelissimo dei colori stabiesi, che nei 120 minuti di gioco regala interventi sicuri, sia in uscita alta che in parate vere e proprie: decisiva la sua respinta su Petermann ma non solo. Quando la gara finisce con l’esito più rischioso, quello dei rigori, Russo ipnotizza Costa senza però poi trovare la stessa freddezza nei compagni.

Medaglia d’argento: a Giuseppe D’Agostino che, come Russo, perde la vetrina della Coppa Italia. Non va in gol come con il Cerignola, ma il giovanissimo esterno napoletano spinge con vivacità sulla corsia di destra, costringendo Nicolao al costante affanno. Alla luce della sua generosità, sarebbe auspicabile vederlo con più continuità anche in campionato.

Medaglia di bronzo: ad Alessandro Vimercati, che acquisisce sempre maggiore sicurezza. Altra prestazione incoraggiante con cui il 77 gialloblu dà continuità alla prova positiva offerta col Pescara. Elegante nelle chiusure e lontano dal correre rischi, Vimercati vive una serata tranquilla in cui gli unici brividi sonoper il freddo pungente.

CONTROPODIO
Medaglia d’oro: a Michele Peluso, che continua a non incidere quando chiamato in causa. Da lui non ci si aspetta che faccia la differenza ma neanche che sia così impalpabile come avvenuto sin qui. Si sgancia pochissimo per andare al cross e quando D’Agoistino stringe al centro raramente sale. Evitabili i consueti battibecchi con gli avversari.

Medaglia d’argento: ad Accursio Bentivegna, che confonde ancora il calcio con uno sport individuale. Il 10 prosegue nella sua crociata isolata finalizzata a risolvere le gare da solo: se ci riuscisse sarebbe un bella notizia, ma dato che i risultati sono diversi le perplessità aumentano. Dal dischetto, quando sì che è il momento di fare la differenza da solo, centra la traversa.

Medaglia di bronzo: a Luca Berardocco, il cui giro palla è lento è prevedibile. Non commette errori di impostazione perché, semplicemente, l’impostazione quasi manca del tutto. I passaggi corti ed orizzontali sono ben lontani dall’essere armi per saltare il centrocampo del foggia. La musica cambia con l’ingresso di Maselli.

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