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Un Dybala in più: così è cambiata la Roma di Mourinho

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Ogni squadra ha il proprio uomo simbolo, che sia una bandiera, il giocatore più forte o, a volte, quello più eccentrico.

Nel caso della Roma, la bandiera issata accanto a quella della Lupa c’è quella dell’Argentina.

Sì perché per José Mourinho è Paulo Dybala l’uomo squadra, il perno fondamentale su cui fondare il potenziale offensivo dei giallorossi, giocatore di qualità, quantità, visione tattica e intelligenza calcistica attorno al quale far girare Abraham e compagni.

Con lui in campo “è tutta un’altra cosa”, ha detto Mourinho ed in effetti con la presenza de La Joya nell’undici titolare giallorosso, la Roma ha perso una sola volta in campionato, contro l’Udinese nella forse peggior partita stagionale di tutta la squadra.

Poi 9 vittorie e tre pareggi.

Con l’argentino fuori per infortunio i ragazzi di Mou hanno raccolto tre sconfitte, due vittorie e un pareggio. Proprio l’infortunio di ottobre è stato lo spartiacque di questa stagione.

Un campionato tribolato e la rinascita

Il calvario inizia contro il Lecce, il 9 ottobre scorso, quando l’attaccante argentino si infortuna con una lesione al retto femorale. Un incidente che porta un calciatore a star fuori dal campo almeno 6/8 settimane.

La Roma senza di lui non trova punti di riferimento e fa difficoltà a trovare fluidità nella manovra offensiva nonostante la grande qualità di Zaniolo, Pellegrini, Abraham e compagni.

La Roma ha dovuto dunque fare a meno di lui per un mese, poi è arrivata la pausa per i Mondiali.

In Qatar la Joya non vede il campo mai, fino alla semifinale contro la Croazia (per soli 16 minuti) e contro la Francia in finale dove entra solo per battere i rigori che avrebbero assegnato la terza Coppa del Mondo alla formazione Albiceleste.

Anche la Nazionale dunque ha voluto chiamarlo a tutti costi e attenderlo fino al momento giusto.

Di lì, con un altro mese di pausa del campionato, Dybala è tornato riposato, ristabilito e più forte.

Con la ripresa del campionato è ripartito con la numero 21 addosso da titolare per non mollarla più.

E trascinare la squadra, così come voleva Mou.

Ed è grazie a lui (complice anche la penalizzazione della Juventus) che la Roma può tornare ad essere protagonista del campionato inseguendo un posto in Champions League.

Tesi confermata anche da tutti i bookmakers e dagli analisti sportivi i cui dati sono consultabili su un qualsiasi comparatore delle quote su partite di Serie A che avvalora questa analisi.

I numeri di Dybala

Dybala è un campione, non c’è dubbio alcuno. E come tale è un simbolo della squadra, un giocatore capace di spostare gli equilibri ed essere decisivo per natura.

Con lui in campo la Roma può vantare una media punti di 2,22 a partita, contro l’1,16 senza di lui. E c’è anche da dire che Dybala ha segnato da solo il 28% delle reti dell’intera squadra.

Dall’inizio dell’anno la Roma ha giocato 5 partite (4 in campionato e una in Coppa Italia) e l’argentino si è reso protagonista con 3 gol e 3 assist.

Ma in tutta la stagione, nonostante sia stato fermo per nove gare per infortunio (considerando quelle di campionato, Coppa Italia ed Europa League) Dybala è entrato in campo per 17 volte realizzando 10 gol e 5 assist.

Nella sola Serie A ha giocato 13 partite, segnando 7 gol e mandando in porta i compagni per 5 volte. La sua qualità è evidente a tutti e, insomma, i numeri parlano per lui.

Ma di certo c’è che quando la Joya prende palla gli avversari tremano e i compagni si illuminano.

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