La Juve Stabia deve guardare avanti, concentrarsi sul campionato e costruire basi solide per il futuro. È questa la linea indicata da Alfonso Morrone, amministratore unico e legale rappresentante del club gialloblù, chiamato a guidare la società in una fase particolarmente delicata sul piano amministrativo. La priorità, però, resta il campo: conquistare la permanenza in Serie B senza dover attendere gli ultimi verdetti della stagione, accompagnando il percorso sportivo con una gestione attenta e responsabile.
Nominato dal Tribunale di Napoli Nord lo scorso 9 ottobre, su richiesta di Giovanni Montaperto, amministratore giudiziario di Domus Srl, proprietaria dell’intero capitale sociale della Juve Stabia, Morrone ha portato a Castellammare un bagaglio professionale maturato in anni di attività nel mondo del calcio. Il suo percorso comprende incarichi nell’Associazione italiana direttori e collaboratori sportivi e nella Fédération Internationale des Directeurs Sportifs, esperienze che rappresentano il punto di partenza per affrontare una responsabilità nuova: rappresentare una società di Serie B in un contesto complesso.
Morrone, intervistato dal collega Gaetano D’Onofrio, non nasconde il peso dell’incarico ma affronta la sfida con determinazione. La Juve Stabia, sottolinea, può contare su persone affidabili e su un legame con la città che va preservato. Per l’amministratore unico, la nomina costituisce anche un riconoscimento al lavoro dei direttori sportivi, figure che ritiene debbano recuperare centralità nelle dinamiche del calcio professionistico.
Proprio il funzionamento del mercato è uno degli aspetti sui quali invita a riflettere. I costi delle intermediazioni e le commissioni, secondo Morrone, hanno assunto un peso considerevole, sottraendo spazio al ruolo di chi costruisce le squadre e ne pianifica le strategie. Una maggiore fiducia nei direttori sportivi, a suo giudizio, aiuterebbe a restituire equilibrio a un sistema nel quale le spese accessorie incidono sempre più sui bilanci dei club.
La serenità del gruppo al centro del progetto
Sul versante sportivo, il bilancio delle prime gare della nuova gestione lascia spazio alla fiducia. I quattro punti conquistati dalla Juve Stabia dal suo arrivo avrebbero potuto essere accompagnati da un bottino ancora più consistente: contro l’Entella, infatti, Morrone ritiene che la squadra avrebbe meritato di ottenere l’intera posta in palio.
Al di là dei risultati, il messaggio rivolto all’ambiente è chiaro: proteggere la tranquillità dello spogliatoio e permettere ai calciatori di lavorare senza distrazioni. L’amministratore unico assicura che gli adempimenti relativi a stipendi e ritenute sono stati assolti, così da consentire alla squadra di concentrarsi esclusivamente sulle prestazioni.
Il gruppo allenato da Pietro De Giorgio viene descritto come un insieme di professionisti motivati, uniti dalla volontà di fare il bene del club. Una compattezza che Morrone considera indispensabile per raggiungere l’obiettivo stagionale e affrontare con la giusta mentalità le difficoltà che inevitabilmente accompagnano un campionato competitivo come quello cadetto.
Il recente successo per 3-0 contro il Südtirol ha rafforzato la convinzione che la squadra possieda le qualità necessarie per conquistare la salvezza. L’amministratore unico apprezza il lavoro svolto dal tecnico, che conosceva già per la precedente esperienza a Potenza, e confida nella capacità del gruppo di proseguire lungo una strada condivisa.
Castellammare e la Juve Stabia, un legame da custodire
La sfida, tuttavia, non riguarda soltanto il rettangolo verde. La società opera in regime di amministrazione giudiziaria, con due amministratori nominati dal Tribunale, mentre anche il contesto cittadino è segnato dal commissariamento. Una situazione che richiede prudenza, collaborazione istituzionale e una gestione capace di garantire continuità.
Morrone non sottovaluta le difficoltà, ma esclude di voler affrontare questo percorso in isolamento. Tra i primi obiettivi figura un confronto con i commissari prefettizi, nella convinzione che il Comune possa offrire un contributo importante. Parole di apprezzamento vengono rivolte anche agli amministratori giudiziari Scarpa e Ferrara, considerati interlocutori preziosi per competenza, dedizione e disponibilità al dialogo.
Nel frattempo, il rapporto con Castellammare di Stabia si sta trasformando in qualcosa di più profondo di un semplice impegno professionale. Morrone conosceva già il Romeo Menti per averlo frequentato ai tempi dell’Astrea, ma oggi guarda alla città con occhi diversi, colpito dal suo lungomare, dalle sue dimensioni e soprattutto dalla passione con cui la tifoseria accompagna le vespe.
È proprio questa partecipazione a rappresentare una responsabilità ulteriore. Il compito della dirigenza, nella sua visione, è proteggere l’entusiasmo dei sostenitori, garantire serenità all’ambiente e fare tutto il possibile affinché Castellammare possa conservare una categoria calcistica di grande valore sportivo e sociale.
Resta, naturalmente, il capitolo della penalizzazione di due punti, che Morrone considera ingiusta e sulla quale pesa l’attesa per gli sviluppi della vicenda. L’attenzione, però, non deve distogliere la squadra dal proprio cammino: la salvezza va conquistata sul campo, attraverso prestazioni, risultati e continuità.
L’appello ai tifosi: «Il Menti deve essere sempre pieno»
Il calendario propone impegni importanti, a cominciare dalla trasferta di Cremona e dalla successiva sfida interna contro il Verona. Due appuntamenti che possono offrire nuove indicazioni sulle ambizioni della Juve Stabia e sulla capacità del gruppo di dare seguito alla vittoria contro il Südtirol.
In vista delle prossime partite, Morrone si rivolge direttamente alla tifoseria, auspicando una presenza sempre più numerosa sugli spalti del Romeo Menti. Per l’amministratore unico, la partecipazione del pubblico rappresenta molto più di una semplice cornice: è il segnale concreto di una città che continua a riconoscersi nella propria squadra e che può sostenerla nella corsa verso la permanenza in Serie B.
Sul futuro societario, invece, la prudenza rimane d’obbligo. Morrone chiarisce di non occuparsi direttamente dei dettagli delle questioni giudiziarie, ma ribadisce la propria convinzione sulla solidità della gestione e sulla necessità di lavorare con serietà.
Il messaggio che emerge dalle sue parole è quello di una società chiamata a ricostruire fiducia attraverso i fatti, senza perdere di vista l’obiettivo immediato. Prima la salvezza, dunque, poi la possibilità di consolidare un percorso che restituisca stabilità al club.
In una fase nella quale il futuro della Juve Stabia continua a suscitare interrogativi, Morrone prova a indicare una direzione precisa: compattezza, responsabilità e collaborazione. Con una convinzione che accompagna ogni aspetto del progetto gialloblù: la squadra deve pensare al campo, la società deve lavorare per il club e Castellammare deve continuare a sentirsi parte integrante della propria Juve Stabia.