La Juve Stabia ritrova il sorriso, travolge il Südtirol per 3-0 e si gode ancora una volta Antonio Di Nardo. L’attaccante gialloblù, autore di una prestazione di grande sostanza impreziosita dal gol che ha indirizzato definitivamente la gara, si conferma uno dei punti di riferimento della squadra di Pietro De Giorgio. Al Romeo Menti decidono le reti di Sibilli, Di Nardo e Sandrucci, ma oltre al risultato c’è una prestazione che racconta la crescita di un gruppo capace di reagire alle difficoltà e di trasformare la delusione per i punti lasciati per strada in una vittoria convincente.
In sala stampa, Di Nardo mette subito in evidenza la parola che meglio descrive la mentalità delle Vespe: perseveranza. Dopo quanto accaduto a Chiavari, con il pareggio subito in extremis contro la Virtus Entella, il rischio era quello di rivivere una giornata segnata dalla sfortuna. Questa volta, però, la squadra non si è lasciata condizionare dagli episodi e ha continuato a giocare fino a trovare il risultato meritato.
«Rispondo brevemente con una parola: perseveranza. Nonostante la partita si stesse mettendo su un piano simile a quella con l’Entella, abbiamo continuato a fare il nostro gioco e a creare occasioni. Il risultato è giusto».
«Non mi aspettavo di trovare una famiglia così»
Il gol è soltanto una parte della storia di Di Nardo, che nelle sue parole mette al primo posto il valore umano dello spogliatoio. L’attaccante non nasconde la sorpresa per l’ambiente trovato a Castellammare di Stabia e sottolinea come il clima costruito all’interno del gruppo rappresenti una delle principali risorse della squadra.
«Siamo un gruppo straordinario, bellissimo. Parlo chiaramente: non mi aspettavo di arrivare qui e trovare una famiglia del genere. È un gruppo sano, formato da bravissimi ragazzi e da persone che hanno dei valori. Questa è la vittoria più grande, perché lavorare con un gruppo così fa tanto».
Un legame che si riflette anche sul campo, dove la Juve Stabia sta mostrando una crescente capacità di reagire alle difficoltà e di mantenere alta la concentrazione. Le Vespe arrivavano alla sfida con il Südtirol dopo quattro partite consecutive con risultati utili, un percorso che alimenta fiducia e consapevolezza.
«Sono quattro partite che facciamo risultati utili ed è una cosa molto positiva. Dobbiamo pensare partita dopo partita. Dove possiamo arrivare ce lo dirà il campo».
L’obiettivo personale è la doppia cifra, ma prima viene la Juve Stabia
Di Nardo non rinuncia alle ambizioni individuali, ma chiarisce che ogni traguardo personale deve essere funzionale al bene della squadra. L’attaccante punta a raggiungere la doppia cifra in campionato, senza lasciarsi distrarre dalle etichette e dall’entusiasmo che accompagna le sue prestazioni.
«Il mio obiettivo è arrivare in doppia cifra, ma la cosa principale è il gruppo, la prestazione e vincere più partite possibili. Sto semplicemente facendo la mia stagione, lavorando per migliorarmi e cercando di entrare in campo per vincere le partite, offrire la migliore prestazione e segnare più gol possibili. Voglio aiutare la Juve Stabia a vivere una grandissima stagione».
Parole che confermano la maturità di un attaccante concentrato sul presente e consapevole che il percorso della squadra non può dipendere soltanto dalle prodezze dei singoli. Il suo rendimento, tuttavia, sta diventando un fattore importante per le ambizioni gialloblù: attacca la profondità, lavora per i compagni e trova con sempre maggiore frequenza i tempi giusti per presentarsi davanti alla porta avversaria.
«Il pubblico ci ha dato una grandissima mano»
La vittoria contro il Südtirol ha restituito al Romeo Menti il calore delle giornate migliori. Il sostegno della tifoseria è stato costante e Di Nardo, parlando da protagonista della gara, ha voluto dedicare un pensiero speciale ai sostenitori stabiesi.
«Il pubblico oggi è stato veramente bello. Anche dal campo si sentiva che lo stadio era lì con noi, come se i tifosi stessero giocando insieme a noi. Avevo voglia di sentire il calore di tutto lo stadio, sono contento e spero che questa situazione possa ripetersi anche nelle prossime partite, perché ci hanno dato una grandissima mano».
Un messaggio importante per una piazza che chiede alla squadra di rappresentare la città con orgoglio e determinazione. Il legame tra il pubblico e il gruppo può diventare un elemento decisivo nel cammino verso la salvezza, soprattutto nei momenti in cui serviranno carattere e capacità di soffrire.
L’attaccante, del resto, non ha dubbi su ciò che la squadra dovrà garantire da qui alla fine della stagione: impegno, sacrificio e attaccamento alla maglia.
«A Chiavari la prestazione c’era già, è cambiato soltanto il risultato»
Nel confronto con le settimane precedenti, Di Nardo non individua una trasformazione radicale nel lavoro quotidiano. A suo giudizio, la squadra aveva già offerto segnali incoraggianti nella trasferta contro la Virtus Entella, dove il risultato finale non aveva premiato la prestazione delle Vespe.
«Abbiamo fatto la stessa settimana di lavoro. Il gruppo è formato da grandissimi professionisti che si allenano sempre forte. Anche a Chiavari siamo scesi in campo e la prestazione c’è stata. Oggi è stata un’altra bellissima prestazione, con un risultato netto e giusto. Secondo me non è cambiato nulla: è cambiato soltanto il risultato».
Una lettura che sottolinea la fiducia dei calciatori nel percorso intrapreso con De Giorgio. Il 3-0 al Südtirol non rappresenta, quindi, una ripartenza da zero, ma la conferma di un lavoro che comincia a raccogliere i frutti attesi.
Candellone, un capitano esemplare: «La concorrenza ci aiuta a fare bene»
Nel reparto offensivo della Juve Stabia la competizione è elevata e Antonio Di Nardo sa bene quanto sia importante avere alle proprie spalle un compagno come Leonardo Candellone, riferimento tecnico e umano dello spogliatoio.
«Leo è un grandissimo giocatore, ma prima ancora una grandissima persona. È un professionista vero, un calciatore forte, non lo scopro certamente io. Lavoriamo sulla concorrenza, ma sappiamo che chi gioca deve dare il massimo per fare il bene della Juve Stabia. Lui è una persona umile, un capitano vero».
La forza delle Vespe passa anche da questo: una rosa in cui il posto da titolare non è garantito e in cui ogni calciatore è chiamato a farsi trovare pronto. La qualità delle alternative rappresenta una risorsa preziosa per affrontare un campionato lungo e impegnativo, nel quale la capacità di incidere anche entrando dalla panchina può fare la differenza.
«Il gruppo va oltre i soldi e i giocatori forti: possiamo giocarcela con tutti»
Il calendario metterà la Juve Stabia davanti ad avversari ambiziosi, alcuni dei quali costruiti per puntare al salto di categoria. Di Nardo, però, non intende partire battuto né accettare gerarchie determinate soltanto dal valore economico delle rose.
«Dobbiamo affrontare ogni partita con la mentalità che abbiamo avuto oggi, la settimana scorsa e due settimane fa. Non amo le etichette: ci sono squadre forti, costruite per tornare in Serie A, ma anche noi siamo una squadra forte e un gruppo unito. Credo che il gruppo vada sempre oltre i soldi e oltre i giocatori forti. Il gruppo fa tutto e noi possiamo giocarcela con tutti».
Una dichiarazione che fotografa lo spirito con cui la squadra vuole affrontare il prosieguo della stagione. La Juve Stabia ha dimostrato di poter competere anche contro avversari attrezzati, a condizione di mantenere compattezza, intensità e fiducia nei propri mezzi.
Lavoro e intelligenza tattica: Di Nardo studia anche i movimenti
Tra gli aspetti più interessanti della sua prestazione c’è stata la capacità di leggere la linea difensiva del Südtirol, evitando di cadere ripetutamente nella trappola del fuorigioco. Un dettaglio tutt’altro che secondario, frutto di un lavoro specifico sui movimenti e sui tempi di attacco della profondità.
«È una cosa che prima mi capitava spesso, quella di trovarmi oltre la linea difensiva. Ci ho lavorato tanto e questo è un merito del lavoro fatto. Bisogna partire con i tempi giusti, perché loro giocano con la linea molto alta e lasciano tanto spazio alle spalle».
L’attaccante ha spiegato anche l’importanza di sapersi adattare alle caratteristiche dell’avversario, senza rinunciare ai principi di gioco della squadra.
«A noi piace giocare palla a terra e venire incontro, ma ci sono partite in cui non puoi farlo sempre. Devi saper andare anche lungo e capire come farlo. Il calcio d’angolo da cui è nato uno dei gol è arrivato proprio da una palla lunga».
Una duttilità che amplia le soluzioni offensive a disposizione di De Giorgio e conferma la crescita di un centravanti capace di lavorare non soltanto sulla finalizzazione, ma anche sulla lettura delle situazioni di gioco.
Il messaggio alla città: «Daremo sempre l’anima e suderemo la maglia fino alla fine»
In chiusura, Di Nardo raccoglie idealmente l’appello dei tifosi, che chiedono alla squadra di difendere i colori gialloblù e l’identità di Castellammare di Stabia in ogni partita. La risposta è una promessa che va oltre i gol e i risultati.
«Noi daremo sempre l’anima, partita dopo partita. Suderemo la maglia fino alla fine, perché siamo un gruppo unito, forte e sano, che vuole fare soltanto il bene della Juve Stabia. Ci aspetta sicuramente una grandissima stagione».
Parole che accompagnano una vittoria dal peso specifico importante. Il 3-0 contro il Südtirol regala alle Vespe fiducia e punti, ma soprattutto rafforza la convinzione di poter affrontare il campionato senza paura. Antonio Di Nardo si gode il gol e guarda alla doppia cifra, ma la sua priorità resta quella condivisa con tutto lo spogliatoio: continuare a crescere, vincere e portare la Juve Stabia il più in alto possibile. Con il popolo stabiese al proprio fianco e una promessa ben precisa: lottare fino all’ultimo minuto per questa maglia.