La Juve Stabia vuole dare continuità alla vittoria conquistata contro il Südtirol e affrontare con il giusto atteggiamento un ciclo di tre partite che potrebbe rivelarsi decisivo per il cammino in campionato. Alla vigilia della trasferta contro la Cremonese, valida per l’ottava giornata di Serie BKT, mister Pietro De Giorgio ha fatto il punto sulla condizione della squadra, sulle possibili rotazioni e sulle ambizioni delle Vespe, chiamate a recuperare terreno in classifica dopo la penalizzazione.
Il successo per 3-0 al Romeo Menti ha restituito entusiasmo e fiducia all’ambiente, ma il tecnico non vuole che la soddisfazione si trasformi in appagamento. All’orizzonte ci sono tre impegni ravvicinati contro Cremonese, Verona ed Empoli, appuntamenti nei quali sarà fondamentale raccogliere punti preziosi per allontanarsi dalla zona playout.
«Abbiamo tre partite difficili ravvicinate e sto pensando di ruotare qualcosa. Non so se lo farò già dall’inizio a Cremona oppure nelle gare successive, ma nella mia testa c’è questa possibilità, anche perché tanti ragazzi stanno bene», ha spiegato De Giorgio, consapevole della necessità di gestire le energie senza perdere equilibrio e competitività.
Tre partite per dare una svolta alla classifica
Il tecnico gialloblù individua nella prossima settimana un passaggio importante della stagione. La Juve Stabia ha mostrato segnali di crescita, ma adesso deve trasformare le buone prestazioni in risultati capaci di incidere concretamente sulla graduatoria.
«Per noi è fondamentale muovere la classifica, ne abbiamo necessità e bisogno. È vero che non siamo più ultimi, ma siamo ancora nei playout. Dobbiamo legare le prestazioni ai risultati e farli in queste tre partite, perché è troppo importante per noi».
La penalizzazione continua a pesare sul percorso delle Vespe, ma la squadra ha dimostrato di poter competere con gli avversari e di avere margini di miglioramento. De Giorgio guarda con soddisfazione soprattutto al cambiamento nell’atteggiamento dei suoi calciatori.
«È un ottimo risultato non vederci più ultimi in classifica. Credo che questo abbia fatto bene soprattutto ai ragazzi, che vedo molto più sereni e anche più orgogliosi di loro stessi. Veniamo da quattro risultati utili consecutivi, un buon cammino, ma queste tre partite sono particolarmente importanti per la classifica».
«A Cremona vogliamo fare la Juve Stabia»
La vittoria contro il Südtirol ha rappresentato una giornata speciale anche per l’allenatore, che ha festeggiato il suo primo successo casalingo sulla panchina gialloblù. Una soddisfazione accompagnata dalla consapevolezza che il percorso verso la salvezza richiede ancora tanto lavoro.
«È stata una sensazione bella perché cercavamo questa vittoria. Volevamo mandare un messaggio chiaro a tutti, soprattutto ai nostri tifosi: la squadra c’è e ha tanta voglia di salvarsi. Il nostro obiettivo rimane quello».
Adesso, però, c’è da misurarsi con una Cremonese che può contare su un organico di qualità e che nella scorsa stagione ha disputato il campionato di Serie A. Il rispetto per l’avversario non deve diventare timore: la Juve Stabia dovrà presentarsi allo stadio Zini con coraggio, intensità e personalità.
«Abbiamo studiato l’avversario e il suo organico, che è importante. Ci sono giocatori di grande qualità, come Berti, ma non soltanto lui. Per fare risultato bisogna pedalare tanto e avere quel furore agonistico che domenica ci ha permesso di fare la differenza».
Il messaggio di De Giorgio è chiaro: le Vespe non intendono rinunciare alla propria identità neppure lontano dal Romeo Menti.
«Noi dobbiamo andare a fare la Juve Stabia, non sappiamo fare altro. Fuori casa stiamo facendo un buon cammino e vogliamo continuare così. Abbiamo già dimostrato a Palermo e nelle altre partite di voler giocare ovunque con coraggio. Rispettiamo gli avversari, ma andremo a Cremona per fare i tre punti e offrire una buona prestazione».
Douglas e Bettella, nuove certezze per la difesa
Tra gli aspetti più incoraggianti emersi nell’ultima gara ci sono le prestazioni di alcuni calciatori che, dopo un periodo di adattamento e recupero fisico, stanno diventando risorse importanti per la squadra. È il caso di Terrence Douglas e Davide Bettella, due elementi sui quali De Giorgio ripone grande fiducia.
«Sono molto contento. Douglas è arrivato da un campionato estero e doveva recuperare dopo un infortunio al legamento collaterale. Lo abbiamo preparato fisicamente, lo abbiamo aspettato e credo che stia venendo fuori un giocatore importante, quello che aspettavamo. La sua prestazione contro il Südtirol è stata molto positiva, soprattutto in un momento in cui abbiamo Scuderi indisponibile».
Parole altrettanto significative per Bettella, arrivato a mercato ormai concluso e costretto inizialmente a fare i conti con una condizione atletica non ottimale.
«Si è messo subito a disposizione e nelle prime partite aveva già fatto bene. Poi ha avuto un calo fisico perché non aveva svolto la preparazione, ma oggi è un giocatore forte, che mi piace. Sa giocare a calcio, è silenzioso ma molto importante per tutti».
La crescita dei due difensori amplia le possibilità di scelta dell’allenatore e rappresenta un segnale positivo per una squadra che sta progressivamente assimilando i meccanismi richiesti dal nuovo progetto tecnico.
«Il gruppo sta crescendo, abbiamo ancora margini di miglioramento»
De Giorgio ha rivendicato la bontà del lavoro svolto quotidianamente, anche nei momenti in cui i risultati non avevano ancora premiato la squadra. Il tecnico ritiene che la Juve Stabia abbia compiuto progressi significativi sul piano tattico e organizzativo, pur essendo ancora lontana dalla sua versione migliore.
«Sono sempre stato convinto del lavoro fatto, anche quando ero sotto attacco, perché sono qui tutti i giorni e vedo come si allenano i ragazzi. Ci sono stati miglioramenti incredibili. Stiamo curando dettagli difensivi importanti, di quelli che normalmente affronti dopo sei o sette mesi di lavoro con una squadra».
Un percorso che, secondo l’allenatore, ha richiesto anche un cambiamento di mentalità e di interpretazione del gioco.
«Ho trovato un tipo di gioco diverso da quello che volevo io. È stato come dover svestire e rivestire una persona, ma la cosa bella è che ai ragazzi piace quello che stiamo proponendo. Fuori casa mi piace soprattutto il coraggio con cui andiamo a giocare ovunque. Anche in alcune partite perse, come quella di Palermo, la Juve Stabia è uscita a testa alta. Dobbiamo continuare, perché abbiamo ancora grandi margini di miglioramento».
Maistro, un leader ritrovato: «Può diventare un giocatore forte»
Tra i calciatori maggiormente valorizzati dal lavoro di De Giorgio c’è Fabio Maistro, che nelle ultime giornate ha mostrato personalità, qualità e una crescente capacità di incidere nella fase offensiva.
Il tecnico ha spiegato di aver creduto fortemente nel suo ritorno, condividendo la scelta con il direttore sportivo, e di aver individuato per lui una collocazione più avanzata, nella quale poter esprimere al meglio le proprie caratteristiche.
«È un giocatore che abbiamo voluto nuovamente qui insieme al direttore. Era svincolato e io vedevo in lui margini importanti. Secondo me, spostato più avanti, poteva diventare un giocatore forte, perché sa giocare a calcio e può ricoprire più ruoli».
Per De Giorgio, il cambiamento più evidente riguarda soprattutto la responsabilità con cui Maistro interpreta il proprio compito negli ultimi metri.
«Davanti ha responsabilità, sia nel fare gol sia nel servire l’ultimo passaggio. In queste partite è arrivato alla conclusione almeno quindici o venti volte e avrebbe potuto avere già tanti gol. Contro il Südtirol è andato davvero vicino alla rete, ma è stato un po’ sfortunato».
L’allenatore apprezza anche la maturazione caratteriale del calciatore, diventato un punto di riferimento per i compagni.
«Vedo come si allena e come lo abbiamo recuperato. Mi sembra molto maturato: oggi è un leader nello spogliatoio e in campo, per personalità e qualità. Deve però dare continuità alle prestazioni, perché non può permettersi di sedersi. C’è subito qualcuno pronto a prendere il suo posto e la competizione è molto viva».
Tifosi al seguito, una spinta in più per le Vespe
La trasferta di Cremona segnerà anche il ritorno dei tifosi gialloblù nel settore ospiti dopo il periodo di restrizioni. Una presenza attesa dalla squadra e che, secondo De Giorgio, potrà offrire una motivazione ulteriore in una gara particolarmente impegnativa.
«Avere i nostri tifosi al fianco fa soltanto piacere. Sapere che saranno con noi anche fuori casa ci dà un senso di responsabilità in più ed è motivo d’orgoglio. Sarà bello poter festeggiare con loro nel momento in cui riusciremo a ottenere qualche risultato».
Scuderi, Pietrangeli e Vismara: le ultime sugli infortunati
Nel corso della conferenza stampa, De Giorgio ha aggiornato anche sulle condizioni degli indisponibili. Per Scuderi servirà ancora tempo: gli esami hanno evidenziato un edema e il recupero non appare imminente.
«Scuderi ha ancora un edema emerso dalla risonanza effettuata l’altro giorno. Ci vorrà più di una settimana».
Situazione da monitorare anche per Pietrangeli, che ha ripreso a lavorare individualmente sul campo, ma avverte ancora fastidio e non è rientrato in gruppo. Anche per lui, dunque, sarà necessario attendere prima di ipotizzare il ritorno a disposizione.
Segnali incoraggianti, invece, per Vismara, che sta proseguendo il percorso di recupero e potrebbe tornare ad allenarsi con i compagni dalla prossima settimana.
Vukovic confermato tra i pali: «Si è fatto trovare pronto»
Infine, il capitolo portieri. Dopo le difficoltà attraversate da Boer e l’infortunio di Vismara, De Giorgio ha scelto di affidarsi ad Ante Vukovic, che ha risposto con una prestazione convincente contro il Südtirol.
Il tecnico ha spiegato che la scelta di concedere un turno di riposo a Boer è stata dettata anche dalla volontà di tutelarlo dopo le critiche ricevute, evitando di esporlo a ulteriori pressioni.
«Mi dispiace molto per Boer, ma credo che Ante Vukovic abbia fatto un’ottima partita. Boer è stato solo sfortunato nell’ultimo intervento in occasione del gol subito a Chiavati. L’ho voluto far riposare contro il Sudtirol, anche per toglierlo un po’ dalle critiche e tutelarlo».
Il giovane portiere Ante Vukovic, classe 2004, ha convinto l’allenatore per sicurezza e personalità, dimostrando di poter reggere le responsabilità della categoria.
«Vukovic si è fatto trovare pronto. È un debuttante del 2004, ma ha fatto molto bene e sembrava un giocatore che avesse già disputato due anni con la Juve Stabia. In questo momento credo sia giusto continuare con lui. Ci sarà poi modo per giocarsi il posto con gli altri».
La Juve Stabia si presenta così alla sfida dello Zini con entusiasmo rinnovato, una rosa che offre nuove soluzioni e la consapevolezza di dover compiere un altro passo avanti. La vittoria sul Südtirol ha restituito fiducia, ma adesso serve confermare i progressi anche contro un avversario di alto livello. Per le Vespe, il ciclo con Cremonese, Verona ed Empoli rappresenta un banco di prova importante: giocare con coraggio, raccogliere punti e trasformare le buone sensazioni in una classifica più rassicurante sono le priorità indicate da De Giorgio.