Milano, bonus alle mamme con reddito “normaleā€: il Comune incentiva le nuove nascite

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Milano – Dai 500 ai 1.500 euro per tata, visite, pannolini o latte in polvere. L’obiettivo ĆØ sostenere 2mila famiglie giĆ  quest’anno. Il contributo potrĆ  essere chiesto dal quarto mese di gravidanza fino al primo anno di vita del bambino

Un buono per le nuove mamme. È partito da lì, Palazzo Marino, dalla fotografia di una generazione di trenta-quarantenni che, tra precarietà, crisi, ritmi e contratti di lavoro, fa ancora fatica a costruire una famiglia. Un problema che riguarda, dicono, non soltanto chi è in seria difficoltà economica. Ed è per questo che è stato immaginato quel nuovo pezzo di welfare comunale: un contributo che potrà essere chiesto dal quarto mese di gravidanza fino al primo anno di vita del bambino.

Un fondo che, a seconda del livello di reddito, potrĆ  andare dai 500 ai 1.500 euro una tantum e che potrĆ  essere speso in una serie di servizi, dalla tata alle visite, o beni indispensabili, dai pannolini al latte in polvere, che l’amministrazione indicherĆ . In tutto, si partirebbe entro il 2016 con i primi 2 milioni di euro per sostenere 2mila nuove famiglie e, spiega l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, “tutte le donne, non soltanto le più povere, ma anche quelle che hanno un reddito normale” e che comunque fanno ancora fatica a pensare di mettere al mondo un figlio.

Vuole (ri)cominciare dalle donne, il Comune. E dalle gravidanze. Per aiutare “tutte le famiglie, senza discriminazioni, dalle madri sole alle coppie di fatto eterosessuali e omosessuali”. Con un’idea che Majorino descrive come “una novitĆ  per l’Italia” e che verrĆ  presentata durante il Forum delle politiche sociali che partirĆ  mercoledƬ: quattro giorni, fino a sabato, 30 eventi, 130 relatori, inaugurazione all’Elfo Puccini e tappe nella Milano sociale che termineranno al carcere minorile Beccaria. Un progetto che arriva adesso, quando l’amministrazione Pisapia sta per scadere. Ma che, assicura l’assessore, nonostante in caso di vittoria del centrosinistra sarĆ  il prossimo sindaco a staccare quegli assegni, verrĆ  trasformato in atti concreti nelle prossime settimane:

“Presenterò una delibera per inquadrare il provvedimento e cercheremo giĆ  tra le pieghe di questo bilancio i primi 2 milioni”. Il punto di partenza ĆØ quello: “Essere ancora più efficaci per fare in modo che possano nascere nuove famiglie”. E farlo allargando anche i confini tradizionali di coloro che ricevono aiuti. “I trenta-quarantenni – dice Majorino – oggi possono essere davvero un anello debole, magari anche se sono cresciuti in contesti sociali forti perchĆ© la precarizzazione del lavoro e le minori tutele dei nuovi contratti possono esporli di più”.

E i dati del calo delle nascite lo dimostrerebbero. Non solo una misura contro le povertĆ , quindi, ma un sostegno ai genitori. I particolari, dal tetto di reddito ai contributi precisi, andranno specificati nella delibera. Ma il piano c’ĆØ e la caccia ai primi fondi ĆØ iniziata. CosƬ come a breve partirĆ  un altro strumento per le famiglie (si pensa di sostenerne 1.500), in questo caso che si trovano in grave disagio economico e sono seguite dai servizi sociali: buoni spesa (l’investimento ĆØ di 750mila euro) da utilizzare in una rete di negozi, piccoli e grandi, convenzionati. VerrĆ  confermato anche il bando per l’affitto delle giovani coppie. E, sempre pensando alla salute delle donne, c’ĆØ un nuovo fronte: “Anche se non sarebbe nostra competenza, viste le carenze della Regione, penseremo con il terzo settore a creare nuovi consultori.

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