Ultras Lazio: identificati i presunti responsabili dei gesti razzisti. In arrivo le sanzioni

Sanzioni e iniziative contro l’istigazione all’odio razziale degli ultras Lazio

Roma- Sono stati identificati in poche ore, analizzando le immagini delle telecamere poste all’interno dello stadio Olimpico, i presunti responsabili dei gesti razzisti che, domenica sera durante la gara tra Lazio e Cagliari, hanno  attaccato adesivi di stampo antisemita nella Curva Sud della Roma e vicino ai bagni.

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Il gesto, riconducibile al  gruppo ultrà laziale “Irriducibili”, è stato condannato da tutte le autorità sia sportive che politiche.

Tra i responsabili dell’azione antisemita individuati dalla Procura Federale, che aveva subito aperto un’inchiesta sulla vicenda, ci sono anche due minorenni di cui uno  tredicenne. Sono tutti accusati di istigazione all’odio razziale, in violazione dell’art. 1 della L. 93/95 (Legge Mancino): questa legge rappresenta il principale strumento legislativo che l’ordinamento italiano offre per la repressione dei crimini d’odio.

La legge 1993/205  sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. La legge punisce anche l’utilizzo di simbologie legate a suddetti movimenti politici.

Emanata con il decreto legge 26 aprile 1993 n. 122 – convertito con modificazioni in legge 25 giugno 1993, n. 205 – è nota come legge Mancino, dal nome dell’allora Ministro dell’Interno che ne fu proponente.

C’è qualcuno che li difende dichiarando che è stata “solo una bravata” diretta a colpire i tifosi romanisti, senza pensare che in tal modo si tende a giustificare un gesto che alimenta l’odio razziale.

Dal fronte ultras Lazio, gli Irriducibili, anziché ammettere le proprie responsabilità, protestano: “Non partecipiamo alla gogna mediatica” e decidono perciò di non seguire la propria squadra in trasferta contro il Bologna. E mentre l’invito è quello di non prestare il fianco a facili strumentalizzazioni, sono in arrivo provvedimenti e iniziative concrete e repressive.

SANZIONI

Per la gravità di quanto commesso, in applicazione alla Legge Mancino, sono previste condanne da 1 a 4 anni per istigazione all’odio razziale.

Dal punto di vista amministrativo, invece, i responsabili delle azioni incriminate rischiano fino ad 8 anni di Daspo.

Anche la Federcalcio si è attivata con iniziative concrete. Dopo la visita di Lotito alla comunità ebraica di Roma (al termine della partita Lazio–Cagliari), ecco il successivo atto “repressivo” in risposta alle offese dei tifosi laziali: prima dell’inizio delle partite su tutti i campi di gioco sarà letto un brano del ‘Diario di Anna Frank’ al quale seguirà un minuto di riflessione. Inoltre già ieri sera, nell’anticipo Inter-Sampdoria, i capitani delle due squadre, Mauro Icardi e Fabio Quagliarella, hanno consegnato Il diario di Anna Frank Se questo è un uomo di Primo Levi ai bambini che hanno accompagnato i giocatori in campo.

La prevenzione all’odio riparte dai campi di calcio; l’insegnamento delle famiglia e della scuole, a quanto pare, non bastano.

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Maria D’Auria

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