Teatro di Raffaele Viviani
Teatro di Raffaele Viviani

Dal palco alla piattaforma: il Teatro di Raffaele Viviani è online

Lunedì 16 dicembre, al Teatro di Ateneo, Campus di Fisciano – Edificio A2, presentazione della digitalizzazione dell’opera Teatro di Raffaele Viviani.

Dal palco alla piattaforma: il Teatro di Raffaele Viviani è online

SALERNO- Lunedì 16 dicembre, alle ore 10,00, al Teatro di Ateneo (Campus di Fisciano – Edificio A2), verrà presentata l’ opera Teatro di Raffaele Viviani, in versione digitale. Nata nell’ambito del progetto Cantieri Viviani, finanziato dalla Regione Campania e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festivaldal, l’opera è stat realizzata dal team di lavoro dei laboratori A.L.P.H.A.N.V.S. e Filosofia e linguaggi dell’immagine dell’Università degli Studi di Salerno. Giovedì, verrà inoltre proiettato il breve filmato “Digitalizzazione. Riflessioni dal mondo accademico internazionale”.
Raffaele Viviani è uno degli artisti di Castellammare di Stabia che più ha reso onore non solo alla cittadina stabiese ma al Paese intero. Probabilmente meno noto alla maggioranza, rispetto a titani del teatro come Eduardo, è stato però capace di diffondere le sua opere teatrali che ancora oggi, per chi è appassionato e studioso, davvero interessato all’ Arte, non si possono ignorare. Il suo è stato un teatro totale, dove l’uso della lingua dialettale è stato rivalutato, perchè capace di raccontare l’animo umano al suo stato più viscerale. Rispetto alla vita trascorsa e il suo modo di fare teatro diceva: “Le illusioni se ne vanno. Ho fatto per l’arte tutti i sacrifici. Ma il pubblico vuole soltanto ridere… divertirsi”. Viviani fa i conti con questo stato di fatto e ne è la prova Napoli in Frack, un testo del 1926, che ha il formato quasi di una rivista, in un quadro c’è “ la tarantella Sorrentina” che riscuote un grandissimo successo. Nel 1934 si era arrivati a 1466 repliche. Ancora Viviani: “io non posso svolgere la mia arte in una sola direzione, quella dell’Arte con la A maiuscola per gli iniziati. Devo anche cercare di far teatro. E il teatro vuol dire pubblico … se fossi rimasto alle macchiette, avrei milioni … invece no… l’Arte”.
Grazie a questo progetto, la collezione digitale delle opere (dall’edizione in sei volumi Raffaele Viviani, Teatro, a cura di Guido Davico Bonino, Antonia Lezza, Pasquale Scialò, Napoli, Guida Editori, 1987-1991, 5 voll.; vol. VI a cura di Antonia Lezza e Pasquale Scialò, Introduzione di Goffredo Fofi, Napoli, Guida Editori, 1994), è pubblicata ad accesso aperto e gestita da EleA, l’archivio open access dell’Università degli Studi di Salerno.

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