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Napoli, protestano per l’esigua pena dell’assassino: scatta il raid punitivo

L’intervento della Polizia ha sventato l’attacco

Si sono presentati sotto l’abitazione in scooter, armati di mazze, richiamando l’attenzione urlando e a colpi di clacson, e sono scappati non appena sono arrivate le forze dell’ordine. Ha tutta l’aria di un raid punitivo, saltato per l’intervento della Polizia, quello avvenuto nella notte scorsa a Bagnoli (Napoli), ai danni dei familiari della vittima di un omicidio.

I fatti risalgono alle 3.30 circa della notte tra martedì e mercoledì. L’abitazione presa di mira è quella in cui abita la famiglia Zito, il cui figlio, Pasquale, è stato ucciso nel 2016 sotto casa; per quell’omicidio è stato arrestato, e condannato in appello a 12 anni, un ragazzo minorenne imparentato con un boss emergente di Cavalleggeri. La vittima non risultava inquadrata in contesti criminali, il movente sarebbe stata una storia di gelosie tra giovanissimi.
Le indagini per fare luce su questo raid sono in corso, ma c’è un antefatto su cui si concentrano gli investigatori: nei giorni scorsi, dopo la condanna in Appello, i familiari di Zito avevano vivamente protestato, anche tramite la stampa, ritenendo esigua la pena. La spedizione punitiva potrebbe essere quindi in qualche modo collegata a quella vicenda.

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