Napoli-Lazio 0-1 – L’occhio indiscreto: Sarri imbriglia Spalletti

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Napoli-Lazio 0-1 – L’occhio indiscreto: al “Maradona” va in scena il Napoli che non ti aspetti di fronte al maestro Maurizio Sarri.

IL NAPOLI CADE CONTRO LA LAZIO DEL MAESTRO SARRI.

Un Napoli che Sarri imbriglia sin dal primo minuto di gioco con una gara accorta, bloccando innanzitutto le fonti di gioco degli azzurri. Non a caso Lobotka viene imbavagliato in un quadrilatero che ha tra i suoi esponenti principali Immobile in prima battuta e lo stesso Luis Alberto in ultima battuta che per una sera deve distruggere piuttosto che illuminare.

E la Lazio facendo tanta densità in mezzo al campo e giocando molto stretta tra i reparti racchiusi in 20 metri, chiude tutte le linee di passaggio e mette in grande difficoltà il Napoli almeno nella prima mezz’ora di gioco. Osimhen e Kvaratskhelia sembrano per una sera due pesci fuor d’acqua e poco innescati da un centrocampo in cui Lobotka e Anguissa appaiono poco ispirati e tra i peggiori tra le fila degli azzurri.

Al resto ci pensa Vecino, in passato appetito anche dal Napoli soprattutto ai tempi di Maurizio Sarri, che piazza un tiro dai 25 metri imparabile (complice un assist involontario di Kvaratskhelia) che non lascia scampo a Meret e determina la vittoria di una Lazio che non ruba nulla e merita i tre punti soprattutto per aver sterilizzato il Napoli, speriamo solo per una sera.

La seconda sconfitta stagionale in campionato del Napoli (che diventano 4 se consideriamo anche il Liverpool in Champions e la Cremonese in Coppa Italia) fa scaturire una serie di riflessioni molto importanti.

Innanzitutto la gara del “Maradona” ci fa capire che Maurizio Sarri, vituperato e sottovalutato solo da chi non capisce assolutamente nulla di calcio, è pur sempre un Maestro con la M maiuscola di questo sport ed è da considerare come uno dei più grandi allenatore in circolazione in Italia se non il più grande in assoluto della massima serie.

Sarri avrebbe ampiamente meritato di vincere lo scudetto col Napoli 5 anni fa e sappiamo benissimo quali furono i fattori (anche extra-calcistici, vedi scandaloso arbitraggio di Orsato nel famoso Inter-Juventus con mancata espulsione sacrosanta di Pjanic a poche giornate dalla fine e con Napoli e Juve divise da un solo punto) che non permisero a quel Napoli, nonostante i 91 punti, di vincere il campionato già in quella stagione.

Infine il Napoli non deve assolutamente sottovalutare la sconfitta con la Lazio che può anche non essere solo un banale incidente di percorso. In settimana si era parlato troppo di torte e canzoni celebrative per Osimhen, bandiere, feste e tanto altro. Tutte cose che possono solo distrarre gli azzurri e nulla più.

La stagione è ancora lunghissima e lo scudetto molto lontano. Bisogna in fretta serrare le fila e all’orizzonte ci sono tre gare, Atalanta, Torino e Milan molto complicate per gli azzurri. A partire dalla prima contro gli uomini di Gasperini, compagine molto fisica e per questo da sempre molto insidiosa per il Napoli, che di sicuro non sarà per nulla un avversario semplice per gli azzurri.

Occorre in fretta indossare di nuovo gli occhiali da fabbro che ti permettono di guardare solo avanti e concentrarti solo sul prossimo avversario. Il vantaggio di punti è cospicuo ma lo scudetto è lontano. E bisogna renderlo di nuovo vicinissimo. A partire dall’Atalanta.

 


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