Maradona, presentata l’opera “La mano 3Dios” di Tullio Cotticelli

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Maradona, presentata a Pompei l’opera “La mano 3Dios” dell’artista stabiese Tullio Cotticelli, realizzata in 3D con prodotti di trucco per donna.

L’evento si è svolto domenica mattina intorno alle 11:30 in collaborazione con l’associazione StabiAmore a Pompei, proprio nella via intitolata recentemente al mito del calcio Diego Armando Maradona.

L’artista Tullio Cotticelli ha presentato la sua straordinaria opera realizzata con trucco per donna con effetti tridimensionali e dedicata al Pibe de Oro che ha lasciato un ricordo indelebile tra tutti gli appassionati di calcio.

Alla presentazione dell’opera era legata anche un’estrazione a premi con il ricavato che in gran parte è andato devoluto alla piccola Mariarosaria Cavallaro, bambina stabiese che ha bisogno di un delicato e costoso intervento chirurgico al cuore a Boston negli USA, e anche all’associazione Missionbambini per i bambini trapiantati di cui lo stesso artista autore dell’opera fa parte.

Particolarmente emozionato il presidente di StabiAmore, Gianfranco Piccirillo, sia per la fortuna di essere riuscito ad essere il vincitore dell’assegnazione dell’opera direttamente dalle mani dell’artista e sia soprattutto per la decisione di devolvere parte dei proventi ricevuti alla piccola stabiese Mariarosaria, che deve subire una delicata e costosa operazione al cuore a Boston negli Stati Uniti, oltre che all’associazione Missionbambini, per i bambini trapiantati, così come si era deciso subito dopo le festività natalizie.

L’artista stabiese Tullio Cotticelli, autore della fantastica opera “La mano 3Dios”, ha rilasciato alcune dichiarazioni di seguito raccolte e sintetizzate dalla nostra redazione sul significato dell’opera e sull’idea di fare un dipinto ispirato al grandissimo Diego Armando Maradona.

“Ero in un negozio, di articoli make up per donna, al fine di comprare dei prodotti. Mi ci aveva mandato un amico barbiere, Enzo, a cui voglio bene come un fratello. Quando mi sono ritrovato li, è stato meraviglioso. C’erano tutte queste matite, a centinaia, anzi di più. Inoltre smalti e via dicendo.

È scattato qualcosa in me: dipingerò con queste. Quindi chiesi all’addetta di darmi qualche informazione. Perché dovevo dipingere. Mi rispose subito: queste non sono per disegnare, tranne che in viso. Allora risposi: bene! Proprio per questo lo farò. Di lì iniziai a dipingere Maradona, ma organizzando un’estrazione tra amici.

Volevo che a tutti fosse data l’opportunità di ricevere una mia opera e con poco. Da cosa nasce cosa e pensai di farlo per beneficenza essendo io un volontario della Missionbambini. Tranne che, inevitabilmente, le spese (e non poche) di materiale essendo un lavoro artigianale.

Proprio la mattina della consegna, mi comparve l’articolo di una bambina di Castellammare (Mariarosaria Cavallaro – n.d.r.) con l’esigenza di un intervento cardiaco a Boston e da qui ne parlai con il vincitore dell’opera e della mia volontà di dedicare anche a lei una parte del ricavato.

Seppure non si tratti di una cifra cospicua, sappiamo che tanti piccoli sassolini messi insieme formano una scogliera. E seppure il bene vada fatto in silenzio, ho letto dell’iniziativa ed ho riscontrato tanta gioia da parte di tutti e questo mi lascia ancora sperare negli esseri umani.

Quando, tornando all’opera, ho iniziato a fare foto e video dei work in progress, durante l’elaborazione, ho notato una certa profondità. L’immagine in video diveniva in 3D, quasi come una scultura. Ecco cosa secondo me la rende particolarmente originale. Ed allora l’ho intitolata: “La mano 3Dios”.

Non poteva certo raffigurare una uguaglianza meticolosa poiché immaginate a dipingere con rimmel, matite per viso da temperare in continuazione e quei pennellini che si trovano sotto al tappeto dello smalto per unghie, eppure ho compreso da questo che io stessi non dipingendo l’involucro di una persona, ma l’anima.

E nel caso di Diego, una tecnica proprio così fuori dalle “righe” lo avrebbe quindi rappresentato a pieno in qualità di genio e follia. Questo mi rende soddisfatto, poiché sappiamo quanto Diego stesso, nel suo genio, era l’icona dei poveri, dei bambini, degli ultimi e degli scugnizzi proprio anche nel sociale.

Nel frattempo la mia vita è dedicata proprio all’arte, con l’intento di trasmetterla proprio ai più giovani, preservando quel mio sogno nel cassetto, di insegnare un domani a titolo definitivo con un incarico costante, arte nelle scuole primarie. 

E ringrazio chi mi sta dando oggi comunque l’opportunità di trasmettere tutto ciò a chi ne è felice, rendendo felice anche il sottoscritto perchè, penso, e ne sono convinto, che le nuove generazioni (e non solo) hanno bisogno a questo mondo di colori. Dalle strutture edilizie, al proprio habitat, all’ambiente circostante. I benefici sono tanti. Ringrazio tutti e con immenso affetto abbraccio l’associazione StabiAmore”. 

E siamo certi che da lassù anche Diego Maradona che ci ha lasciato troppo presto il 25 novembre del 2020 a soli 60 anni, sia più che felice non solo per la stupenda opera che gli è stata dedicata dall’artista stabiese, Tullio Cotticelli, ma anche per la motivazione sociale e per l’amore verso i bambini che ha sempre caratterizzato il grande Diego e che è alla base del bellissimo dipinto che lo ritrae in 3D.

Diego Maradona è stato l’unico che ha elevato il rango della città di Napoli, l’unico che ha rappresentato la rivincita covata e e desiderata dai tifosi azzurri contro il nord oppressore. L’unico che ha portato la città di Napoli a vincere due scudetti e una Coppa Uefa, portando una squadra come il Napoli, che fino all’anno prima lottava per non retrocedere, ad issarsi sul tetto d’Italia e d’Europa.

Sperando che una parte di quella favola si possa rivivere tra qualche mese con Maradona che ci guarderà da lassù e sarà contento per il popolo napoletano e per i grandi attestati di stima che ancora gli arrivano come testimonia la magnifica opera in 3D di Tullio Cotticelli.

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