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domenica, Agosto 14, 2022

Il nuovo PIAO per snellire la PA

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È stato pubblicato il nuovo PIAO (Piano integrato di attività e organizzazione) che dovrebbe semplificare la burocrazia amministrativa in quanto sostituisce con un documento unico la pletora degli atti di programmazione su personale, trasparenza, anticorruzione e così via che intasa gli uffici amministrativi.

Il Piaoha dichiarato il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunettaè un altro passo nella direzione di garantire alla Pa efficienza, efficacia, produttività e misurazione della performance, perché supera la pletora degli strumenti di programmazione a favore di un disegno organico e integrato della strategia di ciascun ente. Programmare meglio per funzionare meglio”.Il nuovo PIAO per snellire la PA dovrebbe semplificare la burocrazia

A completare il quadro normativo è intervenuta anche la firma del ministro dell’Economia, Daniele Franco del decreto ministeriale che definisce i contenuti e lo schema tipo del Piano, nonché le modalità semplificate per la sua adozione da parte degli enti con meno di 50 dipendenti.

Arriva, così, al traguardo l’innovazione introdotta con il decreto legge n. 80/2021 che ha istituito il Piao, il piano unico integrato che assorbe, come previsto dal Dpr n. 81 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 151/2022, molti dei documenti di programmazione che finora le amministrazioni pubbliche erano tenute a predisporre annualmente: performance, fabbisogni del personale, parità di genere, lavoro agile, anticorruzione.

Il PIAO dovrebbe essere una concreta semplificazione della burocrazia a tutto vantaggio delle amministrazioni, che permette all’Italia di compiere un altro passo decisivo verso una dimensione di maggiore efficienza, efficacia, produttività e misurazione della performance. Migliorando la qualità dei servizi ai cittadini e alle imprese.

Il nuovo PIAO per snellire la PA dovrebbe semplificare la burocraziaIl PIAO ha dovuto attraversare l’impervia burocrazia tra Palazzo Chigi (sede del Governo), ministeri, commissioni parlamentari, conferenze con gli enti locali e Consiglio di Stato con la conseguenza che di fatto le norme attuative e istruzioni arrivano quando era previsto nella legge che le Pubbliche Amministrazioni avrebbero dovuto completare e chiudere i piani imposti dalla norma.

Il nuovo PIAO per snellire la PA

Semplificare è complicato”, aveva riconosciuto qualche settimana fa il ministro per la Pa Renato Brunetta discutendo in un’audizione parlamentare proprio dei ritardi dei decreti attuativi. Che in realtà alla

Comunque, con la pubblicazione del predetto Dpr in Gazzetta e con la firma finale al decreto interministeriale sul sito di Palazzo Vidoni, la sede a Roma del Ministero della Funzione pubblica, si dovrebbe essere completato, almeno sulla carta, l’impianto attuativo del Piao.Il nuovo PIAO per snellire la PA dovrebbe semplificare la burocrazia

Con le nuove regole la scadenza per gli enti locali slitta poi a 120 giorni dopo il termine per i bilanci preventivi, che è appena stato rinviato a fine luglio (e forse, da indiscrezioni che circolano sui social, potrebbe ancora essere prorogato). Al momento ci sarà tempo fino a fine novembre per realizzare concretamente il PIAO, quando però si è in prossimità delle festività natalizie il che lascia dei dubbi sull’esito concreto.

L’OPINIONE

Da mere valutazioni della quotidianità, la digitalizzazione sembra cominci a funzionare con anche controlli trasversali e incrociando le banche dati ma solo nei confronti dei privati cittadini e persone giuridiche. Altrettanto non pare si possa ancora dire verso tutto il sistema Stato, Regioni, Enti, Partecipate, Provincie, Comuni, ecc.

Tra l’altro, come abbiamo altre volte segnalato, ci sarebbero (risaputamente quanto dissimulato) troppe leggi (già evidentemente partorite ingannevoli all’origine) che sosterrebbero certa parziale notoria opacità, commistione e omertà nel sistema pubblico-politico.

Appaiono pure assenti le verifiche. Sicché la generalizzata PA italiana continuerebbe ad essere il cosiddetto “pozzo nero senza fondo” così inquinando pure la visione civica della società e di conseguenza le generazioni adulte e giovani.

Al momento il Governo (cosiddetto “dei migliori”) in carica e, nonostante il declamato Pnrr in corso, per quanto attiene la doverosa funzionalità del sistema pubblico-politico, specialmente periferico, non pare sia riuscito nella pratica a mutare la realtà rispetto all’annoso passato.

Ma staremo a vedere nei prossimi mesi.

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