Il leader dell’opposizione russa Navalny condannato a 32 mesi

Vladmir Putin vs il leader dell'opposizione russa Navalny

Il leader dell’opposizione russa Aleksej Naval’nyj, dopo la condanna a 32 mesi, ha invitato i sostenitori a mantenere la pressione su Vladmir Putin.

Il leader dell’opposizione russa Navalny condannato a 32 mesi

MOSCA – Il leader dell’opposizione russa, Alexei Navalny, è stato condannato oggi, martedì 2 febbraio 2021, a tornare in prigione per scontare una condanna a 32 mesi. Navalny ha nuovamente denunciato, con aria di sfida, il presidente Vladimir Putin dicendo che i suoi sostenitori non saranno intimiditi dalle sue repressioni ed accusandolo di aver ordinato l’attacco dell’agente nervino che lo ha quasi ucciso in agosto. Ha quindi contestato il caso montato contro di lui (presunte violazioni della libertà vigilata) e l’ha etichettato come punizione politica montato in meno di tre settimane dopo il suo ritorno in Russia.

Navalny, in tribunale in un recinto di vetro, ha ringraziato le decine di migliaia di sostenitori che sono scesi in piazza per chiedere la sua libertà.

In un discorso emozionato alla corte Navalny, riferendosi a un attacco avvelenato quasi fatale su di lui ad agosto nella città siberiana di Tomsk, ha detto che Putin sarà ricordato nella storia come «Vladimir l’avvelenatore»

  • «Sono sorvegliato dalla polizia » e, ha aggiunto,
  • «Metà di Mosca è bloccata perché abbiamo dimostrato che ha emesso ordini di rubare la mia biancheria intima e imbrattarla con armi chimiche », .

Riferendosi poi al suo ritorno in Russia il 17 gennaio dalla Germania, dove si è ripreso dall’avvelenamento, ha evidenziato che «Qualcuno non voleva che facessi un solo passo sul territorio della Russia come uomo libero» ed infatti fu arrestato non appena sbarcato all’aeroporto.

Intanto, fuori dal tribunale, centinaia di sostenitori di Navalny, dopo la violenta repressione dei giorni precedenti – attuata usando manganelli e pistole stordenti con l’arresto di almeno 5.000 persone , tra cui dozzine di giornalisti -, hanno affollato i marciapiedi, e la polizia ha arrestato ancora oltre 230 persone.

 «Quello che sta succedendo ad Alexei ora è oltre ogni limite», ha detto Eduard Mikhalevich, 37 anni, un assistente sociale che non ha mai partecipato a nessuna protesta fino al 23 gennaio, quando si è unito a decine di migliaia di russi che protestavano in più di 100 città chiedendo la libertà di Navalny  e, in un’intervista, aveva detto che l’arresto di Navalny avrebbe solo portato a più proteste ed evidenziato che l’enorme dispiegamento della polizia stava lì a dimostrare quanto fossero spaventate le autorità.

Poco dopo l’intervista, Mikhalevich è stato arrestato dalla polizia antisommossa.

Pochi istanti dopo il verdetto, una dichiarazione del Segretario di Stato Antony Blinken ha detto che «gli Stati Uniti sono profondamente preoccupati per le azioni della Russia nei confronti di Navalny» mentre, dal canto suo il regime russo, per voce del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha avvertito i numerosi diplomatici che stavano seguendo il caso di non interferire con gli affari interni russi. Ha detto che Mosca avrebbe ignorato le dichiarazioni paternalistiche dei leader occidentali sul caso ed ha quindi  avvertito i governi occidentali di rimanere fuori dagli affari interni della Russia.

In conclusione, è bene richiamare tutta la storia che, in breve, possiamo così riassumere:

Le recenti fasi di questo caso hanno visto un uomo, Navalny, tornare a casa in Russia dopo essere stato avvelenato, sapendo già che avrebbe dovuto affrontare la reazione del regime e quindi di essere nuovamente a rischio, se non altro di dover affrontare, nell’immediato, una probabile pena detentiva.

Navalny, è bene farne memoria, era stato condannato, con suo fratello Oleg, per appropriazione indebita di circa $ 500.000 in un caso di subappaltato che ci sarebbe stato in un accordo logistico per il trasporto di merci per due società, MPK e Yves Rocher Vostok.

L’appropiazione sarebbe avvenuta nel periodo che va dal 2008 al 2012 ma, nel  2014, la Corte europea dei diritti dell’uomo lo aveva già assolto.

Per completezza si rimarca anche che il fratello di Navalny, Oleg Navalny, ha scontato la pena, mentre la sua pena era stata sospesa dopo che, comunque, aveva già scontato un anno di arresti domiciliari.

Tornando all’oggi ecco che, come temuto (e prevedibile), Navalny è stato arrestato non appena sbarcato all’aeroporto internazionale Sheremetyevo di Mosca il 17 gennaio al ritorno dalla Germania, dove era stato sottoposto a cure e riabilitazione fino al 15 gennaio (quasi cinque mesi di cure quindi) per cui, la scusante adottata dal servizio penale per incriminarlo per una pretestuosa assenza che, secondo loro, avrebbe violato i termini della sua sospensione della pena. Cosa prontamente, ma inutilmente, affermata dall’avvocato di Navalny, Vadim Kobzev che, per quanto su annotato, ha detto alla corte che martedì Navalny era in fase di riabilitazione. Riabilitazione durata fino al 15 gennaio.

Questa la storia del caso, quella di oggi l’ennesima riprova del fatto che magari l’Unione Sovietica si è sgretolata, ma la Russia ne ha mantenuto tutti i difetti ben conosciuti, coltivati ed esercitati, da Putin che, sarà bene non dimenticare anche questo, proviene dal famigerato KGB per cui, come non mai, è il caso di annotare anche che: il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

Il leader dell’opposizione russa Navalny condannato a 32 mesi / Redazione / Stanislao Barretta

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