I Magistrati onorari “Giudici per l'Europa, ma precari senza diritti per l'Italia” scrivono alla Ministra Cartabia
I Magistrati onorari “Giudici per l'Europa, ma precari senza diritti per l'Italia” scrivono alla Ministra Cartabia

I Magistrati onorari tornano a rivendicare i diritti di lavoratori della Giustizia

I Magistrati onorari “Giudici per l’Europa, ma precari senza diritti per l’Italia” scrivono alla Ministra Cartabia per la regolarizzazione (VIDEO)

UNA SINTESI DELL’ODIERNA RICHIESTA

Il 24 giugno 2021 i Magistrati onorari hanno scritto al Ministro della Giustizia, Marta Cartabia, per chiedere che siano al più presto varate “quelle tutele professionali e previdenziali per la loro categoria che Ella ha elencato tra gli obiettivi a breve termine del Suo dicastero”.

È quanto si legge in una missiva inviata dalla “Consulta della Magistratura onoraria” (ritrascritta più in basso), nella quale si sottolinea lo “sconcerto” per “la notizia della proroga al 21 luglio dei lavori della Commissione presieduta da Castelli”, annuncio che ha destato una “forte preoccupazione sulla ancora precaria condizione lavorativa” della categoria. Di qui la richiesta di fare “chiarezza in merito alle tempistiche della riforma, non più procrastinabile”.

I Magistrati onorari, che si autodefiniscono “i precari della Giustizia in quanto da oltre 20 anni lavorano senza alcuna tutela e guarentigia proprie di ogni “lavoratore”, ricordano alla Ministra di aver “riposto piena fiducia nell’intervento risolutore immediato da Lei preannunciato all’inizio del suo Dicastero, e poi proclamato in varie occasioni e da ultimo dinanzi alla Commissione Giustizia del Senato e alla Camera dei Deputati, in risposta a specifica interrogazione parlamentare” e confidano in un suo intervento, sicuri che “il predisponendo testo, che verrà presentato entro la nuova data del 21 luglio, venga recepito con Decreto legge, affinchè sia finalmente riconosciuta la giusta dignità alla nostra categoria. Una categoria di lavoratori che ancora, a dispetto dei tempi, continua a confidare nelle Istituzioni e nel rigore dei loro Rappresentanti”.

I NOSTRI PRECEDENTI ARTICOLI SULL’ANNOSA QUESTIONE

Ci siamo occupati altre volte dei Magistrati onorari, l’ultima in ordine di tempo il “23 Gennaio 2021 Sviene in Aula la Giudice onoraria in sciopero della fame contro la precarietà della sua categoria”, mentre il primo articolo è del “7 Aprile 2018 Continua la battaglia dei Giudici onorari di pace (G.o.p.)”.

Nel frattempo per questa categoria di lavoratori non è cambiato nulla. Continuano ad essere dei “braccianti della Giustizia” come si definì una Giudice di Pace durante uno sciopero della categoria, pertanto senza diritto alle ferie, alla malattia, al TFR, ad un trattamento economico corrispondente a quello previsto per lavoratori che svolgono funzioni analoghe.   

Eppure risaputamente in Italia, da decenni, per ogni ordine di lavoratori nel sistema pubblico, nazionale, regionale e comunale, sono stati attuati percorsi di formazione, stabilizzazione e persino promozioni a livelli superiori, anche in Magistratura (noto un famoso Pm) attraverso concorsi interni.

Invece la categoria dei Giudici di pace e Magistrati onorari sembra l’unica verso cui la Politica parlamentare e i Governi abbiano un manifesto indirizzo antitetico e che ragionevolmente non si riesce a comprendere.

«I Magistrati onorari, “servitori dello Stato”, che amministrano la Giustizia in nome del popolo italiano negli uffici del Giudice di Pace e nei Tribunali, riconoscono diritti ai cittadini, ma per lo Stato italiano sono volontari senza diritti. E il lavoro senza tutele non è volontariato, è sfruttamento. L’Italia è inadempiente al diritto europeo che li ha riconosciuti Giudici europei e lavoratoli». Così scrivono in un loro manifesto (riportato nella copertina dell’articolo) dall’eloquente conclusioneGiudici per l’Europa, precari senza diritti per l’Italia”.

LA SITUAZIONE IN CORSO

  • lo scorso 17 marzo 2021 c’è stata la sentenza n. 41 con cui la Consulta ha dichiarato incostituzionali le norme che legittimano i giudici ausiliari onorari ad esercitare presso le Corti d’Appello in modo stabile ed esclusivo. Una pronuncia che però ha dovuto fare i conti con la carenza di organico e l’esigenza di garantire la tutela giurisdizionale, drasticamente pregiudicata se ai magistrati onorari venisse immediatamente precluso di esercitare tali funzioni. La Corte ha quindi confermato l’assetto attuale fino al 31 ottobre 2025, data di entrata in vigore della riforma generale della magistratura ordinaria, così come previsto dalla Legge Orlando.
  • Sul tema era intanto intervenuta la CGUE (Corte di Giustizia UE), Seconda Sezione, sentenza 16 luglio 2020, causa C-658/18 includendo i giudici di pace nella nozione di lavoratori di cui alla direttiva 2003/88, ma rimettendo al contempo al legislatore nazionale e ai giudici interni il compito di valutare la possibilità di comparare (equiparando o distinguendo) la situazione dei giudici onorari e quella dei Magistrati ordinari.
  • Di qui anche l’istituzione della Commissione Castelli, guidata dal Presidente della Corte d’appello di Brescia, Claudio Castelli e della quale fanno parte, tra gli altri, Barbara Fabbrini capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, i docenti di Procedura civile Giampiero Balena e Sergio Menchini, nonché alcuni Magistrati togati, dei Ministeri e anche onorari.
  • La commissione ministeriale avrebbe dovuto terminare i lavori in data 25.06.2021 producendo un testo da sottoporre al legislatore per l’approvazione, parallelamente al lavoro della commissione Giustizia del Senato dove ancora si recepiscono proposte emendative ai testi in esame.
  • Due i piani di intervento: da un lato il profilo delle tutele, economiche, previdenziali e assistenziali espresse dai Giudici onorari di lungo corso; dall’altro la messa a punto di ruoli, funzioni e compiti della Magistratura onoraria. La Commissione opererebbe quindi su un duplice piano e “a due velocità”: occupandosi nell’immediato del regime transitorio e poi valutando anche proposte a regime.
  • Con l’istituzione della commissione ministeriale che ha iniziato a maggio scorso i lavori, si dovrebbe quindi addivenire ad una soluzione di modifica della normativa in vigore (cd Legge Andrea Orlando PD), i Magistrati onorari in servizio, destinatari illo tempore di un regime transitorio caratterizzato dal mantenimento dello status quo fino alla data del 16.08.2021.

ANCORA RIMANDI

  • Con comunicazione del 18.06.2021, la Ministra ha prorogato il termine per il completamento dei lavori della commissione al 21.07.2021 e il presidente della stessa, il dottor Castelli, ne ha esplicitato le ragioni: occorre ancora acquisire il parere dell’INPS e occorre il vaglio del Ministero dell’Economia e Finanze e, nelle more, raccogliere e valutare i pareri delle Associazioni di categoria sull’impianto della nuova normativa.
  • Il Ministro Cartabia ha quindi invitato a pazientare: dovrebbero infatti emergere le prime, importanti risposte in ordine ai profili più urgenti, lasciando poi spazio ad un intervento più organico, che affronti complessivamente i diversi problemi della Magistratura onoraria.
  • Tale rimando nell’affrontare la problematica lavorativa della categoria ha provocato “sconcerto” come si evince dalla missiva della “Consulta della Magistratura Onoraria”.

LA MISSIVA INTEGRALE INVIATA DAI MAGISTRATI ONORARI ALLA MINISTRA DELLA GIUSTIZIA MARTA CARTABIA

Qualche settimana addietro, il 24 giugno, la “Consulta della Magistratura Onoraria” ha scritto alla Ministra Cartabia «scriviamo a Lei che ha assunto posizioni di autentica attenzione e rispetto per la Magistratura onoraria in servizio e le gravissime problematiche che gravano su oltre 4700 suoi componenti, divenute drammatiche a seguito della pandemia.

La Commissione da Lei voluta sta lavorando alacremente dal 7 maggio per consegnare un testo che, si auspica, decreti finalmente la dignità per cui si combatte da anni, cui solo un trattamento economico rispettoso della qualità e quantità del servizio reso e le connesse tutele sociali daranno attuazione.

La notizia del differimento dei lavori al 21.7 p.v. ha provocato sconcerto in tutta la categoria.

Con altrettanto allarme si sono seguiti i lavori parlamentari, il cui ultimo resoconto del 22.6.2021 accenna – peraltro senza definizione temporalmente perimetrata – alla tanto temuta proroga dello stato attuale di servizio, a cottimo e senza tutele.

Gli impegni che il Paese ha assunto con l’Unione Europea legittimano una pronta chiusura del cantiere, da troppo tempo in essere, sulla Magistratura onoraria.

Richiamandoci a tutte le considerazioni giuridiche già più volte esposte in relazione allo status e alle funzioni dei Magistrati onorari, nonché ai diritti sino ad oggi negati quali lavoratori – considerando, altresì, che nulla è noto in ordine ai lavori in essere nella Commissione ministeriale da Lei incaricata – a loro tutela dobbiamo rispettosamente chiederLe:

-di chiarire i reali motivi della procrastinazione del termine di fine lavori, praticamente ad un mese dai programmi originari, considerato che la nostra situazione dovrebbe essere ormai acclarata per merito della sentenza UX della Corte di Giustizia e delle sentenze della Corte Costituzionale n. 267/2020 e n. 41/2021, cui la proposta formulata dalle Associazioni di Consulta MO, perfettamente in linea con suddette pronunce, si accoda;

-di rassicurarci in merito alla definizione proficua della vertenza entro e non oltre il 15.08.2021, anche avvalendosi della decretazione d’urgenza, sussistendone evidentemente le premesse di diritto, quali assicurare le tutele giuslavoristiche ai Magistrati onorari ora privi, la loro permanenza nelle funzioni sino a 70 anni, salvaguardando e garantendo, al contempo, il principio di efficienza della giustizia e lo Stato di diritto.

Ci permettiamo di sottolineare che all’infruttuoso scadere del termine agostano, si presenterà uno scenario fortemente lesivo dei diritti fondamentali dei Magistrati onorari e dei cittadini, utenti del servizio giustizia, ciò sia nel caso di proroga dell’entrata in vigore della c.d. riforma Orlando sia in caso di sua entrata in vigore.

Non c’è spazio per una proroga della entrata in vigore del regime di cui al D.lgs. 116/2017, a meno di incorrere nella procedura di infrazione ormai prossima a concludersi sfavorevolmente per l’Italia sulla questione della MO, sulla quale il Governo ed i suoi funzionari, saranno chiamati a rispondere per responsabilità per danni erariali gravi, avendo più volte la categoria sollecitato invano una soluzione e proposto misure in linea con i principi costituzionali ed euro-unitari.

Analogamente e paradossalmente l’entrata in vigore del D.lgs. 116/2017, senza la pronta riforma su cui sta lavorando la Commissione ministeriale, darà comunque adito a responsabilità erariale di chi non ha inteso l’urgenza di provvedere per evitare la perdita dei fondi del Recovery Plan. Sarà certa la responsabilità contabile di chi ha colpevolmente voluto ignorare, per interessi estranei a quelli del Paese, che una Magistratura onoraria ridotta a mezzo servizio e senza potere di smaltimento dell’arretrato, quando finora ne ha smaltito, con ruoli autonomi, il 70%, è contraria alle condizionalità di cui al piano di resilienza, dunque, l’Italia non sarà pronta per i piani strategici tanto declamati.

Il reclutamento, poi, di giovani risorse per comporre lo staff dei Magistrati professionali nell’Ufficio per il processo, con un investimento di oltre 2 miliardi nel PNRR, risulterà completamente vano se verranno, contemporaneamente, sottratte al sistema risorse formate ed altamente produttive, deputate ad assumere le decisioni, essendo scarsamente sintonico implementare e deflazionare per giungere più rapidamente alla fase decisoria, se poi si elimina o riduce l’apporto di chi è abilitato da anni, accanto alla Magistratura professionale, a decidere.

Va da sé, poi, che il mantenimento dello status quo, identico sia per effetto della proroga dell’entrata in vigore del D.lgs. 116/2017 sia con la sua piena attuazione, comporterà il perdurare della situazione di irregolarità previdenziale, contributiva e assistenziale dei Magistrati onorari in servizio, lavoratori per il diritto dell’Unione ed ingenererà un incontenibile florilegio di controversie giudiziarie ed astensioni.

È per questo che siamo a chiederLe di evitare il procrastinarsi di tale situazione al fine di scongiurare il configurarsi di situazioni inaccettabili dal punto di vista giuridico, oltre che incivili dal punto di vista umano, premiando la grande pazienza dimostrata da tutti in questi mesi di silenzio e fiduciosa attesa ed intervenendo anche con decretazione d’urgenza per il riconoscimento dei nostri diritti».

NOTA

Di seguito il video del 2 luglio 2021 con Sabrina Argiolas e Vincenza Gagliardotto entrambe Giudici onorari del Tribunale di Palermo più Giulia Bentley Viceprocuratore onorario presso la Procura di Palermo, le quali espongono le rivendicazioni dei Magistrati Onorari. In copertina l’immagine della manifestazione di categoria innanzi al Tribunale di Palermo.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)