Editoriale, il Napoli va in frantumi anche col Bologna: 2-0 per i felsinei al Maradona e addio dignità

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Nel nostro editoriale post Napoli – Bologna (0-2) esprimiamo il nostro pensiero sull’andamento della gara tra i partenopei e i felsinei.

Il Napoli perde la partita – l’undicesima in campionato di questa stagione infausta – e con essa pure l’ultimo residuo di dignità rimasto.

Di fatto, narrare questa che – in un anno calcistico – è passata da squadrone a squadraccia, è diventato esercizio stucchevole anche per chi è chiamato a questo compito, poiché per raccontare il Napoli, ormai, basterebbe fare un semplice copia e incolla di tutti gli editoriali scritti da Settembre scorso e miscelarli a seconda dell’occasione specifica.

Fase difensiva indolente e spaesata, fase di costruzione scolastica e compassata e, per logica conseguenza, produzione offensiva scadente e comunque non assolutamente rispondente a quello che sarebbe il potenziale di questi ragazzi.

Che, da eroi della grande bellezza, sono sprofondati in un buco nero incomprensibile dal quale non hanno mai visto la luce in un’intera stagione dall’estate scorsa ad ora.

Il Bologna, da par suo, ha invece vinto con pieno merito, sfoderando una sapienza calcistica che ricorda tanto quella del suo attuale allenatore quando giocava a calcio.

Quel Thiago Motta che raggiunse – a cavallo tra il 2008 e il 2010 – probabilmente il suo massimo splendore da calciatore dapprima nel super Genoa di mister Gasperini e poi nella seconda grande Inter della storia, quella – allenata da Josè Mourinho – che portò a casa il famigerato triplete.

Squadra intelligente, il Bologna. Proprio come il suo allenatore.

EDITORIALE IL RACCONTO DELLA PARTITA TRA NAPOLI E BOLOGNA

Nel primo tempo il Bologna di fatto chiude la pratica in appena 3 minuti. I primi minuti i felsinei infliggono al Napoli 2 goal. Il doppio vantaggio permette agli ospiti di gestire la restante parte di gara con tutte e due le mani sul volante.

Del resto, a questo Napoli basta davvero troppo poco per fare goal. Un movimento senza palla del centravanti, una conduzione del pallone veloce e organizzata da una parte all’altra del campo (con i Calzona boys, al solito, lenti e senza mordente sulle scalate preventive) un cross a centro dell’area e la rete. Quella di Ndoye che fa 1-0 al nono minuto, a cui fa seguito quella di Posch al minuto dodici.

EDITORIALE: IL RADDOPPIO DEL BOLOGNA E LA PARTITA IN SALITA PER IL NAPOLI

La seconda realizzazione, poi, ancora poi allucinante della prima: basta un corner battuto bene per trovare la torre di Calafiori che, saltando indisturbato, consente al difensore austriaco di far 2-0 a tre metri scarsi da Meret.

Dopo 12 minuti, per il Bologna, di fatto già è missione compiuta. Nella restante parte di gara, gli uomini di Thiago Motta si dedicano alla gestione assennata, che di fatto avviene in due modi diversi a seconda dei momenti della partita: quando i rossoblù hanno la palla e quando non ce l’hanno.

Quando la tengono loro, l’arma preferita è il fraseggio, sempre organizzato e soprattutto sempre lucido. Le azioni degli ospiti sono sempre alla ricerca del compagno liberato tra gli spazi mentre tutti quelli che non hanno la palla si mettono nella migliore posizione per riceverla.

Quando non la tengono loro, i bolognesi dimostrano che sono squadra di altissimo livello. Del resto con appena 27 goal subiti in 36 partite che la fanno la seconda miglior difesa del campionato a pari merito con la Juventus non poteva essere diversamente. Gli ospiti restano corti, compatti per tutta la gara riuscendo sempre a ricavarne una perfetta copertura degli spazi.

LE MANCANZE DEL NAPOLI

Certo, il Napoli ci mette assai del suo per facilitare il lavoro a Thiago Motta. Soprattutto nel primo tempo ogni uomo in campo del Napoli vuole solo palla sui piedi. Non ci sono idee, non ci sono intuizioni, non ci sono movimenti. E così, quando Politano ha sul mancino il rigore (concesso forse generosamente) che potrebbe riaprire la contesa al 21esimo, l’occasione non andrebbe proprio fallita.

Matteo, purtroppo, il rigore se lo fa parare da un ottimo Ravaglia e il Napoli risprofonda nel baratro. Nella prima frazione, da annotare una buona testata di Olivera da corner ( finita alta di poco) e un pregevole tentativo da fuori area di Lobotka, che sorvola la traversa per poche spanne. Poi, il nulla.

IL SECONDO TEMPO

Nella ripresa, il Bologna consegna ben volentieri il possesso di palla sterile ai padroni di casa e si concentra maggiormente su fase difensiva e ripartenze. Il Napoli ci prova, si ingegna e si sbatte, ma ne cava poco. O almeno, poco di rilevante, oltre una ghiotta chance che Osihmen fallisce nella seconda parte di tempo, su invito prelibato di Ngonge.

Finisce qui, col Bologna che, pur limitandosi all’ordinaria amministrazione, riesce a battere i campioni d’Italia uscenti nella loro casa.

Tanto basta contrapporre, oggi, a questo Napoli, per riuscire a spuntarla. Probabilmente la Conference è obiettivo che non deve far gola a molti dei calciatori azzurri, visto l’atteggiamento palesato in campo.

Da una parte, c’era un Bologna cattivo e concentrato, ormai ad un passo da una storica qualificazione in Champion’s League.

Dall’altra, un confuso agglomerato di calciatori, che si fa tanta fatica oggigiorno a chiamare squadra. Gli eroi sono morti. Restano solo gli uomini. Noi, purtroppo, ne vediamo pochi. Tra quelli vestiti d’azzurro.


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