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Dopo due anni i lavoratori dell’ex Gicap supermercati temono nuovamente per il lavoro

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Dopo due anni i lavoratori dell’ex Gicap supermercati temono nuovamente per il lavoro

Ci eravamo occupati delle difficoltà in cui si era venuta a trovare la Gicap supermercati di Messina con 52 punti vendita tra Calabria e Sicilia (19 Maggio 2019 In difficoltà azienda messinese con centinaia di lavoratori).

Attraverso la procedura di concordato preventivo a tutt’oggi non ancora conclusa, era subentrata in affitto nella gestione la Like Sicilia, azienda avente i marchi ILS e Qui Conviene, controllata da una più grossa società del Sud-Italia, la Apulia Distribuzione. Tale succedo aveva in parte rasserenato i lavoratori sul mantenimento del posto di lavoro tanto che nessuno da allora è stato licenziato e risulterebbe anche ci sia stato l’anno passato un adeguamento del contratto di lavoro.

Adesso dopo due anni si ripresenta il problema poiché il contratto della Like Sicilia scadrebbe il 18 giungo. Sembrerebbe tuttavia ci sia una proposta di continuità da parte di quest’ultima con mantenimento degli attuali livelli occupazionali.

Però sembra che sia stata anche presentata al Giudice delegato del Tribunale fallimentare di Messina e ai Commissari giudiziari, una proposta dalla ex Gicap e dalla Ergon – una Società Consortile con sede amministrativa a Ragusa concessionaria del marchio Despar, Altasfera e Ard Discount – per un rimpiazzo nell’affitto della gestione per i prossimi quattro anni.

Dopo due anni i lavoratori dell’ex Gicap supermercati temono nuovamente per il lavoro

Senonché si apprende dai comunicati dei sindacati di categoria, di cui di seguito si riportano i contenuti, che la Ergon chiede: il licenziamento di circa 100 lavoratori sugli oltre quattrocento attualmente in forza; la rinegoziare in deroga al Contratto Nazionale le attuali condizioni contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori; un margine per operazioni societarie successive di vendita, subaffitto o restituzione a Commerciale GiCap s.p.a di singoli punti vendita considerati antieconomici.

Quest’ultima condizione ci pare di capire significherebbe uno spacchettamento dei vari punti vendita affidandone la gestione ad aziende, si ritiene, consorziate della Ergon. Una suddivisione quest’ultima della rete di vendita che di tutta evidenza creerebbe piccole realtà con possibili disparità di trattamento tra lavoratori e rischierebbe di far perdere i diritti conquistati in questi due anni di gestione Like.

Sulla questione sono intervenuti congiuntamente i segretari generali della Filcams CGIL Messina, Giselda Campolo e della Uiltucs Messina, Francesco Rubino «La proposta di Ergon, infatti, annuncia un esubero di oltre 100 lavoratori e anticipa la richiesta di rinegoziare, in deroga al Contratto Nazionale, le attuali condizioni contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori. Inoltre si tiene margine per operazioni societarie successive di vendita, subaffitto o restituzione a Commerciale GiCap s.p.a di singoli punti vendita considerati antieconomici. Questo potrebbe dare via a una operazione di suddivisione della rete vendita che creerebbe piccole realtà con possibili disparità di trattamento tra lavoratori e rischierebbe di far perdere i diritti conquistati in questi due anni di gestione, una vera macelleria sociale”. “Stiamo parlando di oltre 400 famiglie – continuano Campolo e Rubino – che hanno già dovuto subire deroghe al loro contratto di lavoro con pesanti ripercussioni sulle loro retribuzioni. Quanto sopra subito dai dipendenti – su scelte economiche/commerciali certamente non da loro effettuate -, ha comportato gravissime sofferenze al bilancio familiare degli stessi, sofferenze solo di recente risolte con il mantenimento degli impegni presi, da parte della Like Sicilia in sede di accordo sindacale, che hanno riportato a serenità contrattuale ed economica tutti i dipendenti. Con questa ultima richiesta di GI.CAP. alle lavoratrici ed ai lavoratori appare una situazione in cui sembra che le sorti della rete di vendita, e della stessa risoluzione della procedura fallimentare venga, di fatto, pagata dagli stessi lavoratori. Non vorremmo che eventuali futuri interlocutori possano provare a indebolire e smantellare questo sistema di diritti. Le politiche economiche aziendali non devono più essere pagate dai lavoratori. Un piano industriale deve prevedere il rilancio della rete vendita e non la contrazione del costo del lavoro. Oggi siamo in una fase protetta, in cui siamo certi ci sarà un ponderato intervento del Tribunale nella risoluzione di una vertenza che tocca un tale numero di famiglie da essere vitale per l’intero tessuto economico della nostra già martoriata provincia, vertenza che potrebbe determinare gravissime tensioni sociali. Deve essere chiaro a tutti gli attori economici di questa vicenda, che dovranno tenere conto di oltre 400 lavoratori non più disponibili a retrocedere sui diritti».

Anche la Cisl Fisascat-Cisl ha diramato un comunicato «Deroghe inaccettabili». Così la Fisascat Cisl di Messina, attraverso il segretario generale Salvatore d’Agostino e il segretario Massimo Sili, definiscono la proposta della società Ergon presentata al Tribunale fallimentare di Messina al termine della scadenza dei due anni di affitto dei circa 42 punti vendita della Gicap da parte della Like Sicilia. «In quella occasione – sottolineano i rappresentanti della Fisascat – l’impegno era la salvaguardia occupazionale di tutto il personale, circa 500 dipendenti, nessuno escluso, a condizione del raggiungimento del 95% di consensi individuali dei lavoratori e delle lavoratrici accettando un parziale e temporaneo congelamento di alcuni indirizzi contrattuali». La Fisascat, che è stata vicino ai lavoratori sin dall’inizio della vertenza, adesso ritiene contrattualmente inaccettabile la nuova proposta perché «la stessa società Ergon, ritenuta vicino a Gicap, chiede ulteriori deroghe contrattuali a dipendenti che hanno già accettato precedentemente significativi tagli con ingenti sacrifici ed alcuni ancora oggi si trovano posti in ammortizzatori sociali causa Covid 19 con una consistente perdita economica».La Fisascat Cisl, quindi, chiede agli organi competenti di vigilare la correttezza dell’assetto contrattuale dei lavoratori e delle lavoratrici, della proposta stessa dell’Ergon, «a nostro giudizio inaccettabile – concludono D’Agostino e Sili – confidando in una controproposta da parte della Like Sicilia entro la scadenza naturale d’affitto».

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)


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