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giovedì, Maggio 26, 2022

Bifera: “Juve Stabia e Catania due squadre che avrò sempre nel mio cuore”

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Natale Giusti
Laureato in Economia e Commercio e giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2017. Redattore di Napolisoccer.NET dal 2015 al 2019 e conduttore a Radio No Frontiere dal 2017 al 2019 del programma sportivo "Sotto Porta Show". Passato da maggio 2019 alla redazione di Vivicentro.it. Uno smisurato amore per il calcio in generale ma soprattutto due grandi passioni: la Juve Stabia, e il giornalismo.... Così grandi per me, che diventa sempre più difficile tenerle nettamente separate…

Francesco Bifera, ex portiere di Juve Stabia e Catania, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” per parlarci della sfida di domani del “Menti” e del suo passato con le Vespe.

Le dichiarazioni di Francesco Bifera sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Juve Stabia e Catania sono due squadre che avrò sempre nel cuore. Entrambe stanno attraversando un periodo bruttissimo. Il Catania ha un grosso problema economico – prosegue Bifera – mentre la Juve Stabia è un’altalena di risultati e non sta avendo continuità di rendimento.

Il gol segnato di testa contro l’Avellino non è stato l’unico. Ho segnato anche contro l’Atletico Catania ma fu annullato e poi col Marsala segnai un rigore in Coppa Italia. Ora vivo a Monaco di Baviera da tanti anni. Mio figlio – continua Bifera – fa il calciatore e gioca in Puglia a Trani. Non l’ho mai forzato, ha avuto le sue belle occasioni, è un esterno strutturato tecnicamente.

La settimana che fu esonerato Ferrari e arrivò Casale, ero andato per calciare la punizione di Menolascina ad Avellino. Siccome ero lì sono andato di testa ci ho provato e ho fatto gol. Ed eravamo in 9 uomini in campo.

Quando giochi in Campania è qualcosa di eccezionale. A Nocera – prosegue Bifera – arrivavano pietre dai balconi. Avevamo un tedesco Vollmar che di notte fece la valigie e scappò di notte dal ritiro. Molti mi indicano come miglior portiere della Juve Stabia di tutti i tempi ed è un vanto per me anche perché ho lasciato tanti amici a Castellammare.

A Nocera la mia miglior partita con la Juve Stabia. Mi riempirono di insulti ma alla fine uscii tra gli applausi dei tifosi avversari. Nel ’98 andai via per scadenza del contratto – continua Bifera – perché il Catania già a dicembre mi aveva chiamato. Aspettai un po’ ma avevo mercato e andai via ma sono stato felice di andare a Catania. Al Catania non potevo dire di no e colsi al volo quella opportunità.

Con Fiore ebbi una discussione all’inizio. Ad Andria in Coppa Italia mi volevano far giocare solo il primo tempo con Guida allenatore. Feci la doccia ma il mister Guida mi disse di giocare anche il secondo tempo. Su un tiro colpii alla schiena Palumbo e la palla andò in porta. Il presidente Fiore  – aggiunge Bifera – si arrabbiò tantissimo e fu l’unica discussione che ebbi con lui.

Il compagno con cui legai di più fu Gianni Matticari, uscivamo sempre insieme. In un’uscita in presa alta nella nostra area di rigore a Torre del Greco mi anticipò e con una gomitata involontariamente mi spaccò la faccia. Guardandomi sanguinante mi rimproverò di non aver chiamato la palla in uscita.

Il pareggio non serve a nessuno tra Juve Stabia e Catania. La Juve Stabia può ancora arrivare ai playoff, il Catania purtroppo è molto dietro. Per me è una gara da tripla. Speriamo che l’anno prossimo – conclude Bifera – possano avere obiettivi migliori entrambe. Ai tifosi dico di continuare a seguire la squadra. Ci sono delle società molto particolari e la Juve Stabia è una di queste ed è sempre presente nei miei ricordi”.

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