Amedeo Petrazzuolo: La salvezza di Acireale il ricordo più bello alla Juve Stabia. Sul dualismo Polito-Russo dico..

Abbiamo ascoltato al Pungiglione Stabiese Amedeo Petrazzuolo, ex estremo difensore della Juve Stabia.

Il ruolo del portiere è sempre, forse, quello più delicato tra gli 11 in campo: Infatti, è proprio vero. Basti pensare che quando si fa gol. Tutta la squadra si abbraccia mentre il portiere esulta da solo, con se stesso; nonostante tutte le difficoltà dico che è il ruolo più bello del calcio.

 

Nella Juve Stabia il portiere titolare era Stefano Russo, poi dopo il suo infortunio è stato acquistato Ciro Polito ed ora, a sorpresa, a Caserta è tornato in campo Russo dopo tanti mesi: Innanzitutto saluto Polito che è un mio grande amico. Secondo me la scelta si inquadra anche nell’ottica della valorizzazione di Russo che è un portiere più giovane, su cui la Juve Stabia credo punti anche per il futuro. Polito invece ha già fatto le sue esperienze, ha dato una grande mano nel momento di difficoltà ed ora deve comunque restare a disposizione della squadra.

 

Stefano Russo che a Caserta ha fatto una grande partita: Sì, ho visto la partita ed è proprio così. Quello che fa grande un portiere è la capacità di restare concentrato per tutto l’arco del match. Tra l’altro so che il preparatore dei portieri delle Vespe è Silvio Somma, una garanzia con cui ho avuto il piacere di lavorare, e che sicuramente ha aiutato Russo nel lungo periodo di recupero.

 

Poi uno sguardo al passato alla sua esperienza alla Juve Stabia: Sì, la mia esperienza ricorda un po’ quella di Russo. Avevo fatto delle buone partite in Coppa Italia e poi tornai in panchina perchè il titolare era Armellini. Poi proprio Armellini litigò con la Società e fu messo fuori, allora tornai io titolare contro la Torres, feci molto bene e da quel momento giocai fino al termine della stagione

 

Quella stagione è ricordata per la salvezza miracolosa nello spareggio di Acireale: Quella partita è il ricordo più coinvolgente che porto dentro della mia avventura alla Juve Stabia. Ci fu un miscuglio di emozioni incredibile; prima la paura che fosse tutto finito e poi la gioia indescrivibile dopo il gol di Agnelli a tempo scaduto. Ho ancora i brividi a pensarci. A Castellammare sono stato benissimo; i tifosi mi sono sempre stati vicino. Ricordo che dopo la perdita di mia madre, commisi un errore madornale contro il Perugia che causò la sconfitta della squadra; nonostante questo i tifosi non mi attaccarono o criticarono in alcun modo ed, anzi, mi rimasero accanto perchè sapevano che per me era un periodo durissimo.

 

Ora invece i tifosi allo stadio sono sempre meno: Io ho giocato ovunque in Campania, ma il ricordo più bello, per quanto riguarda le tifoserie, è proprio quello della Juve Stabia. Entrare sul terreno di gioco del Menti, con lo stadio pieno, è un qualcosa che dà delle emozioni incredibili.

 

Attualmente gestisci una scuola calcio per giovani portieri: Sì, insieme ai miei collaboratori cerchiamo di seguire i più piccoli. Tra l’altro tra i bambini, tutti vogliono fare gli attaccanti, quindi è un piacere seguire i ragazzi che invece si appassionano al ruolo del portiere. L’obbiettivo è quello dei replicare, per quanto possibile, il lavoro di Mister Ernesto Ferraro che ha fatto nascere tutti i grandi portieri di Castellammare.

Tornando alla Juve Stabia, spero che ci possa essere un filotto di risultati positivi per tirarsi fuori dalla zona calda della classifica e poi chissà, magari non perdere di vista il treno play off perchè avanti le squadre non corrono; secondo me la Juve Stabia può guardare ben oltre la salvezza.

 

Raffaele Izzo