Juve Stabia, il pagellone della difesa: Il muro gialloblù che ha spinto le Vespe fino alle semifinali playoff

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Prosegue il pagellone di fine stagione della Juve Stabia, suddiviso in cinque appuntamenti per analizzare protagonisti e rendimento della storica annata che ha visto le Vespe raggiungere, per la seconda stagione consecutiva, le semifinali dei playoff di Serie B.

Dopo aver esaminato il lavoro della società, di mister Abate e il rendimento dei portieri, è il momento di concentrarsi sulla difesa, uno dei punti di forza della squadra gialloblù. Un reparto che, tra conferme, sorprese e nuovi arrivi, ha garantito solidità, equilibrio e personalità, risultando decisivo nel cammino verso uno dei risultati più prestigiosi della storia recente del club.

Bellich 7: il faro della retroguardia

Quando c’era lui, la difesa della Juve Stabia trasmetteva sicurezza. Marco Bellich si è confermato il leader del reparto arretrato, guidando i compagni con esperienza e personalità. La sua assenza per infortunio si è fatta sentire in maniera evidente, dimostrando quanto il suo contributo fosse fondamentale negli equilibri della squadra.

Al rientro, la retroguardia ha ritrovato compattezza e solidità. Decisivi diversi suoi interventi nelle gare più importanti della stagione, in particolare durante i playoff, quando la sua esperienza è emersa nei momenti di maggiore pressione.

Giorgini 7: una rivelazione diventata certezza

Arrivato in prestito con obbligo di riscatto, Andrea Giorgini ha impiegato pochissimo tempo per conquistare la fiducia dell’ambiente stabiese. Fin dalle prime apparizioni ha dimostrato affidabilità, concentrazione e grande senso della posizione.

Gli attaccanti avversari hanno spesso trovato davanti a sé un vero muro difensivo. Costante nel rendimento e sempre presente nelle partite più delicate, Giorgini si è rivelato uno degli acquisti più azzeccati della stagione.

Dalle Mura 6,5: concretezza e sacrificio

Nessuna giocata appariscente, ma tanta sostanza. Christian Dalle Mura ha messo al servizio della squadra agonismo, attenzione e semplicità nelle giocate.

Ha sempre concesso poco agli avversari, interpretando il ruolo con disciplina e spirito di sacrificio. Un contributo prezioso all’interno delle rotazioni difensive di Abate.

Varnier 6: frenato dalla sfortuna

La stagione di Marco Varnier è stata fortemente condizionata dagli infortuni. I continui problemi fisici gli hanno impedito di trovare continuità e di esprimersi con regolarità.

Quando è riuscito a scendere in campo nelle migliori condizioni, però, ha fatto valere tutta la sua esperienza, contribuendo all’organizzazione della linea difensiva e limitando efficacemente gli spazi concessi agli avversari.

Diakité 7: impatto immediato

Arrivato dal Palermo nel mercato invernale, Salim Diakité ha saputo inserirsi immediatamente nei meccanismi della Juve Stabia.

Fisicità, carattere e aggressività positiva sono state le sue principali qualità. Il suo contributo nella seconda parte della stagione ha aumentato ulteriormente il livello della retroguardia gialloblù, offrendo a Abate una soluzione affidabile e di grande intensità.

Carissoni 8: continuità sulla fascia

Stagione positiva anche per Lorenzo Carissoni, elemento prezioso nel ruolo di quinto di destra.

Il classe 1997 ha garantito continuità di rendimento e una costante spinta offensiva, accompagnando spesso le azioni delle Vespe e risultando importante nelle transizioni. Senza particolari picchi, ma con una regolarità che ha rappresentato una garanzia per tutto l’anno. Ha trovato continuità in zona gol arrivando a realizzare ben 6 reti.

Manuel Ricciardi 6.5

L’uomo ovunque della difesa. Terzino affidabile su entrambe le fasce, ha sempre garantito una prestazione solida e di sostanza. Meno appariscente di altri, ma tatticamente vitale per l’equilibrio della squadra.

Ruggero 6,5: crescita e plusvalenza

La prima parte della stagione di Marco Ruggero è stata di alto livello. Leader del trio difensivo e componente fondamentale del muro gialloblù, ha attirato le attenzioni di altre società.

Le sue prestazioni non sono passate inosservate e durante il mercato invernale è arrivata la chiamata dello Spezia. Un’operazione che ha consentito alla Juve Stabia di realizzare una significativa plusvalenza, confermando ancora una volta l’ottimo lavoro della società nella valorizzazione dei propri calciatori.

Sheriff Kassama 6: atletismo e prospettiva

Per Sheriff Kassama una stagione utile soprattutto per accumulare esperienza.

L’impatto atletico non è mai mancato e le sue qualità fisiche sono apparse evidenti ogni volta che è stato chiamato in causa. Deve ancora migliorare sotto l’aspetto tattico e nella lettura delle situazioni di gioco, ma i margini di crescita restano interessanti.

Mannini 6: duttilità al servizio della squadra

Schierato spesso in ruoli differenti rispetto alla sua collocazione naturale, Mattia Mannini ha comunque risposto presente.

Utilizzato sia come quinto di centrocampo sia come mezzala, ha offerto disponibilità e spirito di adattamento. Pur non giocando sempre nella posizione ideale, ha garantito il proprio contributo confermando le qualità di un giovane dal futuro promettente.

Stabile 6,5: maturità precoce

Nonostante la giovane età, Stabile ha disputato una prima parte di stagione importante.

Dotato di una notevole struttura fisica, ha inizialmente pagato il salto nel campionato cadetto, ma con il passare delle settimane aveva iniziato a prendere confidenza con la categoria. La sua partenza verso Bari ha interrotto un percorso di crescita che stava diventando sempre più interessante.

Baldi 6: uomo spogliatoio

Le presenze in campo non sono state numerose, ma il contributo di Baldi va oltre le statistiche.

Ha rappresentato un importante punto di riferimento all’interno dello spogliatoio e un legame con il recente passato della Juve Stabia. Con l’arrivo di gennaio, per permettergli di trovare maggiore spazio, la società ha scelto di trasferirlo alla Torres in Serie C. Dal prossimo 1° luglio tornerà a essere un calciatore gialloblù.

Un reparto che ha fatto la differenza

La cavalcata della Juve Stabia fino alle semifinali playoff passa inevitabilmente dalla solidità della sua difesa. Tra leader esperti, giovani in crescita e innesti di qualità, il reparto arretrato ha rappresentato una delle basi più solide della squadra di Abate.

Una difesa capace di resistere nei momenti difficili, di esaltarsi nelle sfide decisive e di contribuire in maniera determinante a un’altra stagione destinata a rimanere nella memoria dei tifosi stabiesi.

Nel prossimo appuntamento del pagellone sarà il turno del centrocampo, il motore della straordinaria annata gialloblù.

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