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Il Presidente dell’ARS Micciché contro Salvini leader della Lega “è un traditore”


Sarebbe già finita la prospettata intesa tra il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana nonché commissario di Forza Italia e il leader della Lega.

Solo alcune settimane addietro, dopo l’annunciata crisi del Governo nazionale aperta improvvisamente da Salvini nei confronti dell’alleato 5stelle, sembrava che in Sicilia si concretizzasse quell’avvicinamento tra centrodestra e Lega “Ricongiungimento in Sicilia tra Miccichè (Berlusconi) e Salvini con quindi Meloni (Musumeci)” tanto caldeggiato anche dal Presidente della Regione Nello Musumeci “Musumeci, ci penso io a far vincere la Lega al Sud” e d’un tratto pure simpatizzata dal Presidente dell’Assemblea Regionale Sicilia (ARS) nonché commissario nell’Isola per Forza Italia, Gianfranco Micciché.  Ma quella prospettiva pare già essere sfumata.

Infatti Micciché ha rilasciato nella giornata di ieri delle dichiarazioni al vetriolo verso Salvini “Salvini è un traditore, è il primo a non volere il voto. Sta prendendo per il c… il mondo intero, parliamoci chiaro. Altrimenti non darebbe la sua disponibilità a tornare al governo con i grillini. Come succede a tutti i traditori si ritrova adesso in mezzo a una strada”. Non risparmia le critiche al leader della Lega, Gianfranco Miccichè, coordinatore di Forza Italia in Sicilia e Presidente dell’Assemblea regionale siciliana. In una intervista all’Adnkronos il forzista attacca il vicepremier e ribadisce che “se davvero Salvini volesse andare al voto subito, come dice da giorni, allora non proporrebbe, come fa da giorni, un ritorno con il M5S in caso di fallimento dell’alleanza con il Pd”. “Prende in giro tutti – prosegue Miccichè – Perché non vuole tornare alle urne”.

Poi, essendo di Forza Italia, ha fatto il paragone con “un vero leader” come Silvio Berlusconi. “Tutte le volte che Berlusconi è arrivato primo – spiega Miccichè – non gli è passato per la testa di abbandonare un pezzo della coalizione, lo avrebbe potuto fare certamente, ma da leader è stato responsabile. E questo non lo può negare nessuno. Salvini, invece, appena diventato leader della coalizione, ha buttato a mare l’alleanza e ha fatto l’accordo con i 5 Stelle. Poi, sulla base di quel tradimento, ha cominciato ad avere un consenso enorme. Come succede ai traditori ora Matteo Salvini si trova di nuovo in mezzo a una strada e sta disperatamente cercando di recuperare il rapporto con l’altro pezzo di società che gli è molto lontana, cioè con i Cinque stelle. Ancora non parla di centrodestra”. E aggiunge: “Quando al Quirinale è uscito dall’incontro con Mattarella, perché Salvini non ha dichiarato di volere provare a fare un governo con il centrodestra?”. E si augura un ritorno a un “proporzionale puro, come all’antica” perché “o si fanno le coalizioni serie o si fa una legge con il proporzionale puro”. E definisce questa legislatura una “barzelletta”.

E ha aggiunto: “Dopo il 4 marzo, si è fatto ‘autorizzare’ dalla coalizione a fare un governo con il M5S, ha rispettato un minimo di regole condominali, insomma ha chiesto il parere del condominio. Ma oggi è incomprensibile, Meloni e Berlusconi chiedono il ritorno alle urne e lui, invece, si dice disponibile a riprovare con i grillini. Come posso riconoscerlo come leader della coalizione – dice ancora Miccichè – Una coalizione che cerca di distruggere giorno dopo giorno? Che esce da Mattarella e dice che sarebbe disposto a tornare con il M5S? Come è possibile una cosa del genere? C’è un tale livello di impazzimento…” e dice che “la sola proposta Cinque stelle con il Pd e persino Leu fa sorridere, questi sono capaci di andare dalla sinistra alla destra e viceversa. Ci sarà un virus che gira. Non me lo spiego altrimenti. Sono cose strane e curiose, ma anche sbagliate. Confido in Sergio Mattarella”, dice ancora, spiegando che il capo dello Stato potrebbe “anche pensare ad affidare il governo alla coalizione del centrodestra”.

L’opinione.

Da queste pagine di solito non si esprimono opinioni politiche sul piano personale o concettuale. Al centro dell’attenzione infatti si ha quasi sempre l’individuo, noi cittadini, la società e la Terra nella sua complessità. Tuttavia la questione offre alcune mere riflessioni, seppure brevi e quasi ironiche, quanto meno per la rapidità con cui si sono evoluti gli eventi della crisi politica in corso. E il principale fenomeno verso cui ci si rivolge è Salvini poiché di fatto, allo stato attuale delle ultime elezioni, è il leader del partito di maggioranza relativa. Ma anche altre brevi considerazioni fanno da corollario.

Innanzitutto metà del Parlamento italiano dovrebbe dare l’indennità di riesumazione a Salvini. Con il suo colpo di testa con cui ha aperto la crisi governativa girando le spalle ai 5stelle, ha di fatto ravvivato mediaticamente parlamentari e blasonati che avevamo quasi dimenticato (o forse li volevamo proprio scordare).

Ma uno come Salvini (e in passato non solo lui) che a quel livello politico prende decisioni in estate, sotto il sole, in spiaggia e con seni e glutei che gli ballano davanti, quanto può essere certo ?  Il testosterone, come il sildenafil, giova per averlo “duro” ma non al nostro cervello quando deve ragionare.

In quanto alle trattative in corso tra 5stelle e Pd, seppure è Zingaretti il segretario di quest’ultimo, chi con i numeri conta in esso è sempre Renzi. Infatti secondo stime di questo mese, a favore delle tesi renziane ci sarebbero 36 senatori su 51 e 62 deputati su 111. Cioè nel Pd la minoranza avrebbe la segreteria, ma l’assemblea sarebbe renziana. Come dire che i 5stelle stanno tentando di fare un Governo con due partiti in uno. Come dire che pasticcio che ha combinato il testosterone estivo di Salvini.

E i 5stelle, che si erano evidentemente inebriati con il mega consenso alle elezioni politiche del 2018, chissà se hanno imparato la lezione che la robustezza elettorale inizia anche dalla presenza sui luoghi, attraverso la condivisione dei problemi quotidiani e locali accanto alla gente e con tutte le persone non solo i propri carbonari, chiaramente in parallelo affrontando pure le questioni regionali, nazionali ed europei e globali. Ciò in quanto e da diversi anni, i problemi locali e territoriali degli italiani sono di tutta evidenza sempre più pressanti (seppure spesso dissimulati dai media nazionali forse perché allineati al decennale sistema). Sicché il consenso acquisito solo virtualmente attraverso social, piattaforma e selfie vari, diventa e oggi più che mai, velocemente liquido, scalzato dagli innumerevoli problemi giornalieri che assillano i cittadini. Se si ricorda, ci aveva provato Berlusconi con le sue televisioni private ad ottenere un consenso fondato sulla comunicazione via etere e che ebbe anche un iniziale notevole successo poiché all’epoca era stata una primizia mediatica quel genere di politica, ma anch’essa, è resistita solo alcuni anni per poi diradarsi. Stavolta addirittura è durata solo mesi.

Infine, com’è noto: c’è una guerra in Libia quindi a mille chilometri dalle nostre e coste con tutte le varie e potenziali conseguenze tra cui anche l’immigrazione; c’è una ripresa di tensioni belliche, dal Medio Oriente all’Oriente con conseguente corsa agli armamenti in tutto il mondo; c’è un’inizio di recessione economica mondiale e particolarmente europea, come anche è in corso una diatriba dei dazi, soprattutto tra ke superpotenze Usa e Cina, sicché aumentano pure i costi per l’esportazione della quale vive molto l’economia italiana; da quando la BCE (Banca Centrale Europea) ha ripreso il Quantitàtive Easing (detto brevemente e gergo, acquisto parziale del debito pubblico delle Nazioni europee) i rendimenti, ovverosia gli interessi sui titoli di Stato, sono persino in negativo in tutta Europa, praticamente scesi sotto zero, mentre in Italia sono in salita anche  oltre il 2%.

Si rammenta che quando nel 2008 e particolarmente in quel fatidico settembre, scoppiò la crisi finanziaria mondiale, si disse che i soldi in prestito scomparvero dalla sera alla mattina. Ora è noto che in Italia se qualcuno non ci presta i soldi per finanziarci, la mattina non si accenderebbe neanche la luce. Ma sembra che gli italiani e particolarmente molti nostri politici non riescano a percepire questo pericolo.

In Italia, questo incancrenito Stato, queste suppurate Regioni, questi feudali Comuni, a tanti cittadini e ai rispettivi figli, ci faranno piangere lacrime amare. Per carità tutto costituzionale, fino a che dura.

Adduso Sebastiano

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