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Messina, De Luca sindaco e anche deputato regionale

Dopo il caso Miccichè anche De Luca sindaco di Messina e precedente deputato all’ARS mantiene in atto le due cariche.

La legge gli consente di optare entro sei mesi dall’elezione ad amministratore per una delle due poltrone. Seppure eticamente altri suoi colleghi sindaci, quale ad esempio Pogliese, neo-sindaco di Catania, all’indomani della propria elezione ha subito correttamente rassegnato le dimissioni da europarlamentare (immediatamente sostituito da Miccichè che però è anche attuale Presidente all’ARS nelle file del medesimo centrodestra quindi con doppia carica). De Luca il grande passo non l’ha ancora compiuto. Con molta probabilità attenderà il mese di dicembre per formalizzare le sue dimissioni da deputato regionale.

Si sono già verificate in Sicilia analoghe situazioni di dualità nella carica politica: Giuseppe Buzzanca (sindaco di Messina), Raffaele Nicotra (sindaco di Acicatena), Giuseppe Federico (presidente della Provincia di Caltanissetta), Marianna Caronia (vicesindaco di Palermo), Salvino Caputo e Nino Dina (rispettivamente vicesindaco e assessore di Monreale).

Sul punto si era anche pronunciata la Consulta (sent. 277/2011) sancendo che i parlamentari hanno l’obbligo di optare per una sola delle due cariche ricoperte, poiché è illegittima la legge regionale che “non prevede l’incompatibilità fra l’ufficio di deputato regionale e la sopravvenuta carica di sindaco o assessore di un Comune con più di 20 mila abitanti“.

Sull’argomento è la stessa Corte a ricordare che con l’ultima manovra finanziaria di agosto (D.L. 138/2011 conv. in L. 148/2011) già era stata introdotta una norma che stabilisce l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di Sindaco di un Comune con più di 5.000 abitanti o di Presidente di Provincia. L’art. 13, co. 3, del citato provvedimento, infatti, afferma che le cariche di deputato e di senatore, nonché le cariche di governo “sono incompatibili con qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali aventi, alla data di indizione delle elezioni o della nomina, popolazione superiore a 5.000 abitanti”.

Pur nonostante la Consulta, sono tutti rimasti al loro posto, ciascuno aggrappato all’uno e all’altro seggio, mantenendo lo stipendio da parlamentare (non meno di 19 mila euro lordi al mese) e i benefici connessi alla carica di amministratore di un ente (autoblu, uffici di segreteria, rimborsi) fino a quando, dopo diverse sentenze di Tribunali e anche Cassazione sono stati coattivamente obbligati a dimettersi o dichiarati forzosamente decaduti

Nel caso dell’allora Sindaco di Messina Buzzanca (già eletto nel 2003 nelle file di Alleanza Nazionale-centrodestra con il 54% delle preferenze e circa 77.000 voti per essere poi dichiarato decaduto dalla carica nel novembre successivo per una condanna) fu eletto deputato all’Assemblea regionale siciliana nella lista del Popolo della Libertà-centrodestra ottenendo 18.469 preferenze, è stato anche rieletto il 15 e 16 giugno 2008 nuovamente sindaco di Messina tra le file del Popolo della Libertà-centrodestra mantenendo la doppia carica di sindaco e deputato all’ARS. A tal proposito ebbe dalla sua parte anche la “Commissione verifica poteri dell’ARS” la quale con l’astensione determinante del rispettivo Presidente Cascio (deputato ancora oggi di Forza Italia) stabilì che sul doppio incarico ricoperto da Buzzanca era necessario il pronunciamento di una sentenza. Dopo alcune sentenze avverse pure di Cassazione si è dimesso nel 2012 non optando per nessuna delle due cariche.

Con sentenza 5 giugno 2013, n. 120 la Corte Costituzionale è intervenuta nuovamente in tema di incompatibilità tra cariche pubbliche, sanando una evidente irragionevolezza. In particolare con la sentenza “de quo” è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 63 del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali, nella parte in cui non prevede l’incompatibilità tra la carica parlamentare e quella del sindaco (nella fattispecie riguardava il Comune di Afragola-NA) con popolazione superiore a ventimila abitanti.

Eloquente della generale visione politico-culturale il commento di un, evidentemente, seguace elettore di De Luca, che implicitamente nel biasimare insieme ad altri una testata che aveva riportato la notizia del doppio incarico, ha aggiunto: “mi se fossimo stati al suo posto con 6 mesi di tempo e 70 mila euro, sicuramente ci saremmo dimessi tutti sin dal primo giorno…..moralismo da 2 soldi”. Purtroppo diciamocelo, se anche leggere ciò può indignare, di fatto e di tutta notorietà, da decenni è questa la reale quanto dissimulata mentalità italiana politico-istituzionale-sociale, dallo scranno più alto all’ultimo sgabello dello Stato, Regioni, Comuni e società.

In un dibattito con giovani deputati nazionale e regionali, da cittadino ho reiterato che si devono rivedere tutte, tutte le norme, ma non solo in Sicilia, bensì in tutta Italia, in modo chiaro, inequivocabile, comprensibile, in maniera poi limitatamente interpretabile e soprattutto con deontologia seria e severissima, altrimenti sembra che ogni volta e come sempre: cambia tutto, ma nella sostanza psico-culturale-politica-istituzionale-sociale, non cambia mai nulla.

Come anche necessità una scuola moderna (non il rancido asilo per bambini cresciuti che è da tempo) in cui si introducano materie fondamentali, istruite da laureti specifici, quali ad esempio in Giurisprudenza per l’insegnamento dei “diritti e doveri”, così da costruire negli anni delle nuove generazioni civilmente consapevoli e che si spera influenzeranno anche noi adulti, troppo spesso solo figli maturati nella stantia cultura veicolata dall’insincero sistema e rispettivi codazzi prezzolati per pascolarci come buoi da latte, carni e pelli.

Norme, regole, indirizzi, insegnamenti, comunicazioni: certi, moderni, chiari, veritieri, civili e scientifici, urgono in Italia (e in Sicilia). Facciamolo almeno per i nostri ragazzi e anche per noi adulti che, seppure abbiamo forse in buona parte ormai calcificati i neuroni, possiamo ancora essere parzialmente recuperabili, anche con un sano timore delle pene e sanzioni.

L’Immagine è tratta dalla pagina facebook, De Luca sindaco di Messina.

Adduso Sebastiano

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