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Calciatore 19enne ucciso in sparatoria a Napoli, 17enne ha confessato

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(Adnkronos) – Ha confessato il 17enne fermato per la morte di Santo Romano, il calciatore 19enne ucciso in una sparatoria a San Sebastiano al Vesuvio (Napoli), in piazza Raffaele Capasso a due passi dal Municipio.  Assistito dall'avvocato Luca Raviele, il 17enne del quartiere Barra ha prima provato a negare gli addebiti, poi ha confessato di aver sparato "ma per difendermi".Ieri pomeriggio, il ragazzo è stato fermato dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Torre del Greco con l'accusa di omicidio e tentato omicidio.  Dopo la confessione, al giovane è stato notificato il fermo di indiziato di delitto emesso d'urgenza dalla Procura per i Minorenni di Napoli, che ha disposto il trasferimento dell'indagato presso il centro di prima accoglienza dei Colli Aminei in attesa della convalida. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, “non riesco a respirare”: due poliziotti sotto accusa per morte afroamericano

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(Adnkronos) – Due agenti di polizia dell'Ohio sono stati accusati di omicidio colposo per la morte di un afroamericano che li avevi supplicati di lasciarlo andare dicendo più volte ''non riesco a respirare''.Lo ha annunciato in una conferenza stampa il procuratore della contea di Stark, Kyle L.

Stone, spiegando che gli agenti di Canton Camden Burch e Beau Schoenegge sono stati accusati di omicidio colposo per la morte di Frank E.Tyson, avvenuta il 18 aprile durante uno scontro con la polizia. Burch e Schoenegge, entrambi 24enni, sono stati arrestati venerdì e sono in custodia cautelare, ha riferito la Nbc News.

L'accusa di omicidio colposo potrebbe comportare per i due una pena di 3 anni do carcere e una multa di 10.000 dollari per ogni imputato, se riconosciuto colpevole, ha affermato Stone. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Uganda, fulmine su campo profughi: 14 bambini morti

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(Adnkronos) – Un fulmine ha colpito un campo profughi in Uganda causando la morte di 14 bambini e il ferimento di altre 34 persone mentre era in corso una cerimonia religiosa.Lo ha riferito la polizia locale alla radio.

I fatti sono accaduti al Palabek Refugee Settlement nel nord-ovest dell'Uganda, zona recentemente colpita da forti piogge con tuoni e fulmini. Secondo l'agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, il Palabek Refugee Settlement ospita più di 80mila rifugiati e richiedenti asilo.Molti provengono dal vicino Sud Sudan. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Piacenza, svaligiata sede Dhl: furgoni dati alle fiamme e chiodi a terra per fuggire

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(Adnkronos) – Questa notte una banda di ladri organizzata ha assaltato la sede Dhl di Monticelli d'Ongina, a cavallo tra le province di Piacenza e Cremona.Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri della Compagnia di Fiorenzuola e dei colleghi del Nucleo investigativo di Piacenza, il gruppo di malviventi avrebbe organizzato il colpo in ogni dettaglio, riuscendo a portare via tantissima merce, soprattutto dispositivi hi-tech. Entrata in azione a notte inoltrata, la banda si sarebbe divisa in due gruppi.

Una parte dei malviventi si è occupata di piazzare e incendiare macchine e furgoni (di cui erano entrati in possesso da un precedente furto) per bloccare gli accessi ed impedire l'arrivo tempestivo delle forze dell'ordine.  Per riuscire a rallentare l'intervento, una volta scattato l'allarme, hanno gettato per terra anche chiodi a tre punte.Nel frattempo, un'altra squadra è penetrata con auto e camion nel piazzale della ditta, sfondando le sbarre e tenendo sotto il tiro le guardie all'ingresso.

Poi hanno iniziato a svuotare il magazzino pieno di telefonini, tablet e computer nuovi.Infine, tutti i malviventi si sono dati alla fuga, dirigendosi in direzione del casello autostradale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pietro e Maria sono rientrati a casa, i neosposi erano scomparsi a Caserta

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(Adnkronos) – Sono rientrati a casa Maria Zaccaria e Pietro Montanino.A darne notizia è la trasmissione 'Chi l'ha visto?' sul suo profilo Facebook.

I neosposi di Frattamaggiore, a Napoli, ma residenti a Cesa in provincia di Caserta erano scomparsi nel nulla martedì 29 ottobre.  I due erano usciti a piedi senza dire dove andavano, hanno lasciato i figli in compagnia dei nonni e hanno fatto l'ultima telefonata martedì alle 17 circa, per avvisare la sorella di lei che avevano avuto un imprevisto ed era necessario andare a riprendere il bambino al calcetto.Da quel momento il telefono di Pietro era stato irraggiungibile.

Quello di Maria invece era stato lasciato a casa. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Esplosione in casa a Barletta, morto 57enne

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(Adnkronos) – Un uomo di 57 anni è morto questa mattina verso le 7 a causa di una esplosione nel suo appartamento a Trinitapoli, in provincia di Barletta-Andria-Trani.Quasi certamente si è trattato di una fuga di gas che ha innescato lo scoppio in cucina subito dopo il risveglio.

Illesa la moglie che era in casa.L'edificio è stato dichiarato agibile tranne l'appartamento coinvolto nell'esplosione.

Per questo gli altri inquilini sono potuti rientrare.Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri che indagano sulle cause dell'esplosione.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Schiacciato da camion in sua azienda, morto 56enne in Sardegna

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(Adnkronos) – Incidente mortale sul lavoro in Sardegna.Un imprenditore 56enne è morto dopo essere stato schiacciato da un camion nella sua azienda di Sardara (provincia del Sud Sardegna).

Poco dopo le 7 Emilio Pusceddu stava lavorando assieme al figlio e un operaio quando, per cause ancora da chiarire, è rimasto schiacciato durante una manovra del camion.Sul posto sono intervenuti i tecnici dello Spresal e i carabinieri per ricostruire la dinamica. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Usa, Follini: “Scelta è tra universalismo e isolazionismo”

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(Adnkronos) – "C’è da scommetterlo.Le elezioni presidenziali americane, di qui a qualche giorno, daranno altro fuoco alle polveri della politica di casa nostra.

Che vinca l’uno o l’altra assisteremo inevitabilmente a quel sottile gioco di appropriazione che ci fa illudere di avere più voce in capitolo di quella che non abbiamo.Gioco che si può svolgere attraverso garbate allusioni o grossolane sovrapposizioni.

O magari anche rivendicando improbabili terzietà. Fin qui nulla di nuovo.Il punto vero però sta nel fatto che gli Stati Uniti non stanno scegliendo un presidente.

Stanno scegliendo un modo di stare al mondo.E cioè si trovano questo punto molto vicini al bivio tra una lunga tradizione di universalismo e una altrettanto lunga tentazione di isolazionismo.

Dilemma che non è affatto nuovo, se solo si ripercorre la storia del novecento.Ma che non era mai apparso così nitido e divisivo come durante questa campagna elettorale. Da Roosevelt ai nostri giorni quel dilemma era stato quasi sempre risolto nel segno dell’interventismo.

E cioè facendosi largamente coinvolgere negli affari del mondo.Naturalmente si può discutere sul modo in cui questo coinvolgimento si è attuato.

Nelle forme salvifiche della seconda guerra mondiale.Oppure nelle forme tutt’altro che innocenti che abbiamo visto all’opera in Cile e in Vietnam, e poi in Iraq -per fare solo gli esempi più canonici a questo riguardo.

In tutte queste vicende ognuno può leggere secondo la sua sensibilità, e apprezzare la solidarietà o censurare l’interferenza.Ma si trattava pur sempre di un’America coinvolta negli affari del mondo.

Ed è su quella America che si è sagomata anche la politica di casa nostra. Questa partecipazione ad ampio spettro aveva largamente accomunato presidenti repubblicani e democratici, senza che quasi mai le linee di partito facessero una troppo larga differenza al riguardo.Il sentimento di considerarsi la potenza 'indispensabile', quella senza di cui il mondo non riusciva a conservare un suo malcerto equilibrio, ha scandito il mezzo secolo abbondante che ci ha condotto dagli accordi di Yalta alla caduta del muro di Berlino., Eventi epocali, a volte drammatici.

Che però ci sono sembrati, a cavallo delle nostre mille differenze d’opinione, come la trama di una sorta di ordine mondiale imperfetto eppure mai del tutto fuori controllo. Ora questa trama comincia a sfilacciarsi in più punti.Poiché l’uno, Trump, non fa mistero di considerare il motto 'America first' come la sua bandiera.

E l’altra, Harris, sembra recitare il mantra internazionalista con molte remore in più, consapevole dell’aria che tira tra i suoi stessi elettori.Con il che non si vuole dire che i due candidati si equivalgono, tutt’altro.

E’ ovvio che Trump cavalcherebbe l’egoismo nazionale con molta più pervicacia.Ed è ovvio che chi fa il tifo per un’America non troppo chiusa nella sua fortezza, ha tutto l’interesse a sperare che non vinca -con buona pace dei suoi tifosi italiani. Resta il fatto che, comunque vada, noi ci dovremo misurare di qui in avanti con un’America che non è più quella di prima.

E che cova nei riguardi delle traversie del mondo una sorta di sdegnoso fastidio che non promette nulla di buono.Una circostanza che sarà salutata con giubilo da quanti hanno sempre denunciato l’imperialismo americano.

Ma che mette invece sull’avviso quanti nell’ombrello americano hanno visto piuttosto un elemento -pur controverso- di equilibrio geopolitico e di protezione strategica. Forse è di queste cose che la politica italiana dovrebbe ricominciare a discutere.Sapendo che ai nostri fini il voto della Pennsylvania conterà assai più di quello della Liguria". (di Marco Follini) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ostaggi rapiti da Hamas, media: “Solo 51 sono ancora vivi secondo 007 Israele”

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(Adnkronos) – L'intelligence israeliana ritiene che solo 51 ostaggi, sui 101 che si trovano nella Striscia di Gaza, siano ancora vivi.Lo sostiene il quotidiano in lingua ebraica Israel Hayom citando valutazioni dell'intelligence israeliana. Sono state 215 le persone rapite in Israele durante l'assalto del 7 ottobre sferrato da Hamas.

Quasi la metà di loro sono stati rilasciati grazie ad accordi o a operazioni delle Idf.Hamas ha annunciato più volte che alcuni ostaggi sono stati uccisi nei raid condotti da Israele sulla Striscia di Gaza.  Israele dal canto suo sarebbe "pessimista' sulle possibilità di raggiungere un accordo sugli ostaggi secondo Ynet che cita fonti israeliane. "Hamas insiste sulla fine completa della guerra e quindi non è pronto ad accordi più piccoli – spiegano le fonti – questo non va nella direzione buona.

I mediatori non sono ancora tornati con una risposta ufficiale così che i negoziati non collassino completamente".  "Le possibilità di un accordo appaiono molto ridotte", continuato le fonti del giornale israeliane, che aggiungono che Israele subirà un'intensa pressione a mettere fine alla guerra a Gaza, a prescindere da chi vincerà le elezioni Usa la prossima settimana.   Un mese di tregua in cambio della liberazione di 11-14 ostaggi è quanto prevede l'ultima proposta di accordo posta sul tavolo dei negoziati per arrivare a un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza in cambio del rilascio dei rapiti.Secondo il sito di Ynet l'ultima proposta è stata presentata ai mediatori del Qatar dal capo del Mossad David Barnea, che lunedì è tornato da Doha in Israele.

In particolare, l'accordo prevede il rilascio delle donne e degli anziani ancora trattenuti nella Striscia di Gaza oltre alla scarcerazione di detenuti palestinesi.  Intanto i bombardieri americani a lungo raggio B-52 sono arrivati in Medioriente, ha annunciato il Centcom su 'X' spiegando che ''i bombardieri strategici della base di Minoti sono arrivati nell'area di responsabilità del Comando centrale degli Stati Uniti" in Medioriente.  Israele nel frattempo ha individuato gli obiettivi da colpire in Iraq nel caso in cui dovessero continuare gli attacchi sferrati dalle milizie sciite filoiraniane presenti nel Paese.Lo riporta il sito di notizie saudita Elaph con sede a Londra citando funzionari anonimi, secondo i quali i satelliti hanno monitorato il lavoro di Teheran per trasferire missili balistici e relative attrezzature dall'Iran al territorio iracheno.

L'obiettivo, riferiscono le fonti, è quello di utilizzarli in un previsto imminente attacco contro Israele. Il sito afferma che Israele sta monitorando e identificando gli obiettivi appartenenti alle milizie sostenute dall'Iran, nonché obiettivi dello iracheni.Inoltre Baghdad è stata avvertita, deve tenere a freno le milizie e impedire loro di utilizzare il suo territorio per lanciare attacchi, prosegue il sito. Fonti irachene hanno espresso preoccupazione per il fatto che l'Iran stia utilizzando l'Iraq per spostare i combattimenti lontano dal proprio territorio.

I funzionari iraniani minacciano sempre più di lanciare un altro attacco contro Israele in risposta all'attacco del 26 ottobre da parte di Gerusalemme alla Repubblica islamica, che ha preso di mira basi e strutture militari e in cui, secondo l'Iran, sono morte almeno cinque persone. Gli attacchi di rappresaglia di Israele contro le strutture militari iraniane sono avvenuti poche settimane dopo l'attacco della Repubblica islamica del primo ottobre, in cui l'Iran ha lanciato circa 200 missili balistici contro Israele, uccidendo un palestinese in Cisgiordania.Ulteriori attacchi da entrambe le parti potrebbero travolgere il Medio Oriente, già scosso dalla guerra tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza e dall'operazione terrestre di Israele in Libano, in un conflitto regionale più ampio, poco prima delle elezioni presidenziali statunitensi di martedì.  Un soldato dell'esercito israeliano è stato ucciso dall'esplosione di una granata nel nord della Striscia di Gaza.

Lo hanno annunciato le Idf spiegando che è stata aperta un'indagine su quanto accaduto.  Nel frattempo fonti iraniane hanno dichiarato, al quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed con sede a Londra, che l'attacco che l'Iran sta pianificando contro Israele sarà "il più grande in termini di quantità e qualità finora" mai realizzato.  Secondo le fonti, che hanno chiesto di rimanere anonime, dopo l'attacco di Israele della fine del mese scorso l'Iran ha iniziato a pianificare un attacco e i preparativi sono quasi terminati.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli-Atalanta: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) –
Big match al Maradona.Il Napoli capolista affronta l'Atalanta nell'undicesima giornata di Serie A.

Partita importante per Conte, soprattutto per capire le reali ambizioni della sua squadra dopo la bella vittoria contro il Milan, battuto a San Siro 2-0. L'Atalanta invece non vuole interrompere la propria corsa.I bergamaschi sono reduci dalla faticosa vittoria contro il Monza e cercano tre punti pesanti per rimanere in zona Champions League. Il match tra Napoli e Atalanta è in programma oggi, domenica 3 novembre, alle ore 12.30.

Ecco le probabili formazioni: 
Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Olivera; McTominay, Gilmour/Lobotka, Anguissa; Politano, Lukaku, Kvaratskhelia.All.

Conte 
Atalanta (3-4-1-2): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Kolasinac; Bellanova, De Roon, Ederson, Ruggeri; Samardzic, Lookman; Retegui.All.

Gasperini Napoli-Atalanta sarà trasmessa in diretta esclusiva, come tutti i match di Serie A, su Dazn.Il match sarà visibile anche in streaming sull'app e la piattaforma web di Dazn, disponibile anche su smart tv.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

MotoGp Malesia, Bagnaia trionfa davanti a Martin e Bastianin

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(Adnkronos) – Francesco 'Pecco' Bagnaia vince il Gp di Malesia e tiene accesa una speranza di difendere il titolo mondiale.Il pilota della Ducati ufficiale si impone in solitaria davanti allo spagnolo e compagno di marca Jorge Martin, che resta in vetta alla classifica iridata con 24 punti sul piemontese.

A completare il podio Enea Bastianini compagno di squadra di Bagnaia.  Quarto posto per lo spagnolo Alex Marquez che completa il poker Ducati, precedendo il connazionale della Ktm Pedro Acosta, il francese della Yamaha Fabio Quartararo e lo spagnolo dell'Aprilia Maverick Vinales.  Durante la gara un incidente ha coinvolto Binder, Quartaro e Miller, a terra, sbalzato dalla moto segnata solo da una scivolata.Sottoposto alle cure mediche nel box dalla Ktm non ha riportato conseguenze importanti.

E la gara ha potuto riprendere dopo pochi minuti. La stagione del motomondiale si chiuderà tra due settimane con ogni probabilità sul circuito del Montmelò a Barcellona che prenderà il posto di Valencia. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Venezia: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) –
Torna in campo l'Inter.Dopo la netta vittoria di Empoli, i nerazzurri affrontano il Venezia a San Siro, in un match importante per le speranze scudetto dei meneghini.

Al momento Inzaghi è infatti distante quattro punti dal Napoli capolista, un distacco che spera di limare già nelle prossime giornate sfruttando un calendario favorevole. Dall'altra parte il Venezia ha trovato una bella vittoria contro l'Udinese, battuto in rimonta da 2-0 grazie alla doppietta di Pohjanpalo e al gol di Nicolussi Caviglia. Inter-Venezia è in programma oggi, domenica 2 novembre, alle ore 20.45.Ecco le probabili formazioni: 
Inter (3-5-2): Sommer; Pavard, De Vrij, Bastoni; Darmian, Frattesi, Barella, Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro Martinez, Thuram.

All.Inzaghi 
Venezia (3-4-2-1): Stankovic; Idzes, Svoboda, Haps; Sagrado, Duncan, Nicolussi Caviglia, Zampano; Busio, Oristanio; Pohjanpalo.

All.Di Francesco Inter-Venezia sarà trasmessa in diretta esclusiva, come tutti i match di Serie A, su Dazn.

Il match sarà visibile anche in streaming sull'app e la piattaforma web di Dazn, disponibile anche su smart tv.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula 1, oggi qualifiche e Gp del Brasile: orario e dove vedere in tv

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(Adnkronos) – Il Gp del Brasile propone qualifiche e gara oggi, domenica 3 novembre 2024, dopo il rinvio delle prove ufficiali che sono state cancellate ieri per la pioggia battente.Il Gp va in scena dopo la sprint vinta da Lando Norris con la McLaren.

Max Verstappen, solo quarto, con la Red Bull cerca il riscatto dopo un periodo deludente e per blindare il titolo.La Ferrari è in piena corsa per quello costruttori e non è lontanissima dal primo posto della McLaren.  Le qualifiche vanno in scena alle 11.30 italiane (le 7.30 in Brasile) e definiranno la griglia.

Il Gp del Brasile si corre oggi, domenica 3 novembre, alle 16.30 ora italiana.Le qualifiche e la gara saranno visibili in diretta esclusiva sui canali SkySport e visibile anche in streaming su NOW e sull'app SkyGo.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Usa, sorpresa Iowa: in un sondaggio Harris è avanti a Trump

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(Adnkronos) – E' un sondaggio choc quello che, in Iowa, afferma che la vice presidente americana Kamala Harris è avanti all'ex presidente Donald Trump.Choc perché l'Iowa era considerato uno Stato sicuro per i repubblicani, ma secondo il sondaggio Selzer condotto per il quotidiano Des Moines Register Harris è in vantaggio di tre punti rispetto a Trump.

Ovvero viene data al 47% delle intenzioni di voto contro il 44% del candidato repubblicano.  L'Iowa non è uno dei sette stati in bilico per le elezioni del 2024, che comprendono gli stati della Rust Belt (Michigan, Wisconsin e Pennsylvania) e gli stati della Sun Belt (Georgia, Carolina del Nord, Nevada e Arizona).Un sondaggio condotto a settembre in Iowa vedeva Trump in vantaggio di quattro punti su Harris e un sondaggio di giugno gli riconosceva 18 punti sull'allora candidato Joe Biden. Il sondaggio ha mostrato che le donne stanno favorendo Harris nello Stato.

Se fosse vero e confermato più ampiamente, ciò sarebbe significativo poiché la campagna di Harris si è concentrata sulle donne e i loro diritti.  La reazione di esperti e sondaggisti è stata in gran parte di choc e sorpresa. "Questo è un sondaggio sbalorditivo.Ma Ann Seltzer ha un record stellare come qualsiasi altro sondaggista nel prevedere i risultati delle elezioni nel suo stato.

Le donne stanno alimentando questa ondata.Presagi per il paese?" ha detto David Axelrod, un ex assistente di Barack Obama. ''Esistono margini di errore e i sondaggi possono essere anomali e dubito che Harris vincerà in Iowa, ma Selzer è estremamente stimato e una corsa in Iowa non è impossibile, soprattutto se i dati a favore di Harris fossero reali", ha affermato il columnista del Washington Post Philip Bump.  La vice presidente americana è apparsa a sorpresa al 'Saturday Night Live' insieme alla sua imitatrice, Maya Rudolph, alla vigilia delle elezioni Usa. "Vorrei poter parlare con qualcuno che è stato nella mia stessa situazione", cioè una donna ''nera, sudasiatica e possibilmente dell’area di San Francisco'', ha detto Rudolph in apertura dello sketch prima di voltarsi verso uno specchio e trovarsi davanti Kamala Harris, vestita in modo identico. "Sono qui solo per ricordarti che ce l'hai fatta – ha detto Harris -.

Perché puoi fare qualcosa che il tuo avversario non può fare: puoi aprire le porte". Una frecciatina a Donald Trump, che all'inizio della settimana ha inciampato mentre apriva la portiera di un camion della spazzatura durante una tappa della sua campagna elettorale. ''Mettiamo fine al dramma", ha aggiunto Harris. "Cosa diciamo sempre?" ha chiesto Rudolph. "Mantenete la calma e andate avanti", hanno detto all'unisono mentre il pubblico ha applaudito. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Juve Stabia sfiora la vittoria ma Bleve, portiere della Carrarese, è insuperabile

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È stata una Juve Stabia che ha seminato molto ma che in proporzione al lavoro ha raccolto poco.Iniziamo così questo pensiero sulla partita.

Le vespe di Castellammare di Stabia allenare da Pagliuca avrebbero meritato di rientrare nella Città delle Acque con tre punti da consegnare alla classifica ma non è stato così.Allo Stadio “Dei Marmi” si sono affrontate due realtà che tanto hanno fatto bene nella scorsa stagione ma che stanno dimostrando un qualcosa di importante anche in questa fase del campionato.

Ai punti avrebbe meritato la Juve Stabia ma il calcio è questo e bisogna accettare il verdetto del campo.Nel corso della partita si è assistito al duello a distanza e forse non troppo tra il portiere Bleve e l’attaccante Adorante.

Il finale è stato tutto del portierone che strappa letteralmente due punti dalla classifica dei gialloblù.Le occasioni migliori nel corso della partita sono state tutte degli ospiti e quando non ci è arrivato Bleve ci ha pensato il Var, vedi il goal di Bellich o la cattiva sorte, vedi il tiro di Mosti.

La Carrarese apparsa un po’ sulle gambe e povera di idee offensive ha avuto solo una occasione impossibile in pieno recupero dopo un corner ma sarebbe stata la classica punizione severa per le vespe.Questo pareggio consente di fare crescere il tesoretto salvezza con la quota 23, quella utile per il giro di boa non proprio lontanissima.

Dopo tre partite una settimana per recuperare idee ed energia in vista del prossimo ed importante appuntamento contro lo Spezia.I liguri sono un’altra squadra accreditata per la vittoria finale trascinata dai gol dello Stabiese Francesco Pio Esposito, in settimana avremo modo e tempo per presentare questa partita.

Resta la prestazione a Carrara, il punto ed anche tanto amaro in bocca per non averla portata a casa.

Elezioni Usa, perché si vota di martedì e a novembre

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(Adnkronos) – Stati Uniti al voto, sempre il martedì dopo il primo lunedì di novembre, una scelta che ha radici storiche e pratiche.Quando nel 1845 il Congresso decise di fissare una data unica per tutti gli Stati dell'Unione per le elezioni presidenziali – fino ad allora ogni Stato faceva per sé – le riflessioni furono principalmente di carattere logistico e l'obiettivo principale era dare la possibilità a quante più persone possibile di andare a votare.  A quel tempo, la maggior parte della popolazione viveva in aree rurali e agrarie e votare di lunedì per molti avrebbe comportato mettersi in viaggio la domenica, dedicata al riposo ed alla religione, per raggiungere i seggi elettorali.

Il mercoledì, invece, era un giorno di mercato in molte comunità, il che significava che gli agricoltori e i commercianti erano occupati.La scelta del martedì permetteva quindi di recarsi ai seggi e votare senza interferire con le attività quotidiane.  Anche la scelta del mese non è casuale, visto che novembre arrivava dopo il periodo di raccolta, rendendo più facile per gli agricoltori e per chi viveva nelle aree rurali recarsi a votare.

La scelta di stabilire una data fissa era finalizzata a garantire uniformità a livello nazionale, semplificando l'organizzazione delle elezioni e il processo di voto.Queste ragioni hanno reso la scelta del martedì dopo il primo lunedì di novembre una prassi consolidata nel sistema elettorale americano. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alluvione Spagna, 213 morti. Il parcheggio di Valencia sommerso: “E’ un cimitero”

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(Adnkronos) – E' salito a 213 il bilancio delle vittime delle piogge torrenziali cadute nella notte tra martedì e mercoledì nel sud-est della Spagna, secondo l'ultimo rapporto dei servizi di emergenza.Tra questi, 210 sono morti nella regione di Valencia, due in Castiglia-la-Mancia e uno in Andalusia.   Il bilancio delle vittime è destinato ad aggravarsi.

I soccorritori stanno arrivando in zone finora sommerse dall'acqua. "E' un cimitero", dicono intanto i sommozzatori dell'Unità militare di emergenza (Ume) in azione in un parcheggio del centro commerciale Bonaire ad Aldaya, non lontano da Valencia.Sarebbero state individuate decine di cadaveri nel parking sotterraneo da 5.800 posti auto sommersi dall'acqua e dal fango.

Diciannove volontari sono rimasti intossicati dal monossido di carbonio, ha reso noto la Guardia civil spagnola, mentre stavano pulendo un garage a Chiva, nella regione di Valencia.  Il governo spagnolo ha annunciato l'invio di altri 10.000 soldati e agenti di polizia nel sud-est della Spagna per aiutare le vittime e contribuire alla ricerca dei dispersi, quattro giorni dopo le tragiche inondazioni.In totale, "altri 5.000 soldati" saranno schierati sul posto per affrontare quello che costituisce "il più grande disastro naturale della storia recente del nostro Paese", ha annunciato in un comunicato il primo ministro Pedro Sánchez dal Palazzo della Moncloa, sua residenza ufficiale. Questa cifra porta a 7.500 il numero dei soldati mobilitati nelle zone colpite, si tratta del "più grande dispiegamento di forze armate mai effettuato in Spagna in tempo di pace", ha insistito il capo del governo, che domenica si recherà nelle zone colpite insieme al re Filippo VI.

A questi soldati si aggiungeranno 5.000 agenti di polizia e gendarmi, responsabili di sostenere i 5.000 colleghi già sul posto, secondo Sánchez.Rinforzi attesi con ansia in alcune località ancora alle prese con una situazione caotica.

Tuttavia, nei giorni scorsi le autorità hanno avvertito che il numero delle vittime potrebbe aumentare, mentre le carcasse di automobili accumulate nei tunnel e nei parcheggi sotterranei delle zone più colpite vengono ora esaminate metodicamente.  Venerdì una donna è stata ritrovata viva nella sua auto, bloccata per tre giorni in un passaggio sotterraneo alla periferia di Valencia, secondo un funzionario della protezione civile.Secondo il quotidiano El Pais, lei era accanto alla nuora morta quando i servizi di emergenza si sono presi cura di lei.

Se le possibilità di trovare sopravvissuti sono ormai agli sgoccioli, la priorità di soldati e polizia resta, secondo l'esecutivo, la ricerca dei dispersi, con il ripristino di strade e infrastrutture per consentire la “consegna” degli aiuti e il ripristino dei “ servizi essenziali”. Secondo le autorità sono già stati rimossi più di 2.000 auto e camion danneggiati.Anche l'elettricità è stata restituita al 94% dei residenti che ne erano privi, e le telecomunicazioni vengono gradualmente ripristinate. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Usa, Trump e Harris: tra 2 giorni la sfida

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(Adnkronos) – Conto alla rovescia per le elezioni Usa 2024.Tra due giorni il voto deciderà il vincitore tra Kamala Harris e Donald Trump.

La corsa presidenziale è di fatto iniziata la sera del 27 giugno ad Atlanta, dopo il disastroso dibattito televisivo tra il tycoon e Joe Biden sulla Cnn, con il presidente apparso fragile e confuso.In seguito, il 21 luglio Biden ha annunciato il suo ritiro in una lettera pubblicata sui social in cui ha definito la decisione "necessaria per il bene del Paese".

Prima di Biden, l'ultimo presidente in carica a decidere di non cercare la rielezione era stato Lyndon B.Johnson nel 1968, pressato dalla forte opposizione interna al partito e una crescente impopolarità dovuta alla guerra del Vietnam.   Originario del distretto di Queens, a New York, Donald Trump è nato il 14 giugno 1946 e si è laureato in economia all'università della Pensylvania.

Ha iniziato la sua carriera nel settore immobiliare, lavorando per la Trump Organization, fondata dal padre Fred.L'azienda era inizialmente concentrata su alloggi a basso reddito, ma lui ha poi ampliato l’attività con progetti di lusso, come la Trump Tower e altri edifici iconici.

Negli anni ‘80 e ‘90, Trump era già noto nel settore immobiliare, ma divenne un volto popolare grazie a varie apparizioni in film e serie tv.La sua popolarità esplose definitivamente da conduttore del reality show The Apprentice dal 2004 al 2015, in cui la sua frase distintiva, “You’re fired!” (“Sei licenziato!”), divenne un vero tormentone.

Trump è stato sposato tre volte: con Ivana Zelnickova, da cui ha avuto Donald Jr., Ivanka ed Eric, Marla Marples, da cui ha avuto Tiffany, e Melania Knavs, da cui ha avuto Barron. 
Eletto presidente degli Stati Uniti nel 2016 vincendo la sfida con Hilary Clinton, Trump è diventato il primo presidente degli Stati Uniti a non avere mai ricoperto incarichi politici o prestato servizio militare prima di entrare alla Casa Bianca.Questo gli ha permesso di attrarre molti elettori in cerca di un outsider che rompesse con il sistema tradizionale.

Durante la sua presidenza, ha promosso politiche di deregulation, riforma fiscale, restrizioni all'immigrazione e ha ritirato gli Stati Uniti da vari accordi internazionali.  
La sua amministrazione è stata segnata da forti divisioni politiche e controversie, fino all'assalto al Campidoglio il 6 gennaio del 2021 da parte dei suoi sostenitori, che non riconoscevano la sconfitta di Trumo nella sfida con Joe Biden.Ha vinto nettamente le primarie repubblicane, confermando la sua leadership incontrastata nelle file dell'Elefante.

Le sue campagna sono da sempre caratterizzate da un approccio "America First", enfatizzando la crescita economica, la sicurezza nazionale e una politica estera più assertiva. Prima di entrare in politica, il tycoon è apparso in vari eventi della World Wrestling Entertainment (Wwe), ed è stato anche il patron del concorso di bellezza Miss Universo dal 1996 al 2015.Ma nel corso della sua vita non sono mancati anche eventi drammatici: il fratello maggiore, Fred Trump Jr., morì a 42 anni nel 1981 a causa dell’alcolismo.

La loro relazione era complicata, ma la sua perdita influenzò profondamente Trump, che ha dichiarato che questo evento lo spinse a non fare mai uso di alcol e droghe, e da anni lotta contro le dipendenze e i rischi associati.   A pesare sul tycoon anche diversi problemi con la giustizia: durante la presidenza è stato sottoposto a due procedimenti di impeachment, per abuso di potere e ostruzione al Congresso per il Kievgate.Il secondo, nel 2021, è stato relativo all'incitamento all'insurrezione per il suo ruolo negli eventi del 6 gennaio al Campidoglio.

In entrambi i casi è stato assolto dal Senato.Trump ha affrontato diverse cause legali da parte di individui e organizzazioni, tra cui la famosa causa di diffamazione intentata dall’ex attrice Stormy Daniels, che sosteneva di aver avuto una relazione con Trump e ha accusato lui e il suo avvocato di aver cercato di silenziare la questione.  Nata a Oakland, in California, il 20 ottobre 1964 da madre indiana e padre giamaicano, Kamala Harris si è laureata in scienze politiche all'università di Berkeley e in giurisprudenza all'università della California.

Ha iniziato la propria carriera nel 1990 da assistente procuratrice distrettuale a San Francisco prima di diventare procuratrice distrettuale della città.Nel 2010 è stata eletta procuratrice generale della California, venendo riconfermata nel 2014, diventando la prima donna afroamericana e sudasiatica a ricoprire l'incarico.  Il suo mandato viene ricordato soprattutto per il forte accento su questioni come i diritti civili, la riforma penale e la protezione dei consumatori.

Nel 2016 è diventata la prima donna di origini indiane e afroamericane a rappresentare la California al Senato.Ha guadagnato attenzione per il suo lavoro su diritti civili, giustizia sociale e riforma del sistema sanitario. È sposata con Doug Emhoff, il primo "second gentleman" degli Stati Uniti, che ha due figli dal precedente matrimonio. 
Nel 2020, è stata scelta come candidata vicepresidente da Joe Biden.

Con la vittoria elettorale, è diventata la prima donna, la prima persona di origini afroamericane e la prima di origini indiane a ricoprire il ruolo di vicepresidente nella storia del Paese.Durante il suo mandato, Harris si è concentrata soprattutto su giustizia sociale, uguaglianza di genere, diritti Lgbtq+, riforma del sistema penale e lotta contro il cambiamento climatico.

Coerentemente con la sua lunga storia come ex procuratrice, si è impegnata per riformare il sistema giudiziario per renderlo più giusto e meno punitivo, in particolare per le minoranze.Da senatrice, ha sostenuto il Justice in Policing Act, che mira a ridurre la brutalità della polizia e a promuovere la responsabilità degli agenti.

Crescendo in una famiglia mista e affrontando il razzismo, Harris è stata da sempre molto sensibile ai temi dell'equità razziale.Ha lavorato per affrontare il razzismo sistemico, sia nella giustizia che in altri settori, e ha promosso politiche per migliorare le opportunità economiche e sociali per le comunità nere e latine. Kamala, il cui nome in sanscrito significa "loto", spesso associato a bellezza e prosperità, nel 2019 ha pubblicato un libro intitolato "The Truths We Hold: An American Journey", che racconta la sua vita e la sua carriera, nonché le sue convinzioni politiche.

Tra i temi trattati anche il dolore per la perdita della madre Shyamala nel 2009 per un cancro al colon.Kamala ha descritto la madre, ricercatrice medica, come la sua eroina e ha dichiarato di voler continuare la sua battaglia per giustizia sociale e l'uguaglianza.

La vicepresidente, nominata nel 2017 tra le 100 persone più influenti al mondo dal Time, è anche una grande appassionata di cucina e spesso condivide ricette e consigli culinari.  
Negli Usa è celebre la sua ricetta per il "mac and cheese" diventata un simbolo per i suoi sostenitori.Kamala, che ama indossare giacche dai colori vivaci, ha due cani, Cole e Goldie, che spesso compaiono nei suoi social media e hanno guadagnato una certa notorietà tra i suoi fan.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Spegnete il pc, sfogliate il baedeker dell’informazione”, il Libro dei Fatti su Calabria Live

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(Adnkronos) – "Spegnete il pc, chiudete il telefonino e il tablet e sfogliate Il libro dei fatti 2024: è un vademecum della memoria del tempo vissuto, quello che ci sfugge ogni giorno di mano e ci costringe, senza alcuna possibilità di successo, a inseguirlo".Calabria Live, nella speciale edizione domenicale, dedica ampio spazio alle 960 pagine dell'edizione 2024 del volume edito da Adnkronos, definito un "baedeker dell’informazione".  "In un’epoca in cui corriamo tutti, senza riuscire a spiegarcene il motivo, e siamo bombardati da miliardi di atomi di notizie e da un’informazione a 360 gradi martellata da tutti i media – sottolinea Santo Strati nell'articolo -, fermarci a pensare sarebbe un utile esercizio 'disintossicante' per il cervello, mettendolo nuovamente alla prova.

Bisognerebbe fare un monumento (virtuale, s’intende) al cav.Pippo Marra che 34 anni fa – quando internet era ai suoi esordi – prese i diritti del World Almanac – una istituzione negli Stati Uniti – e fece realizzare dai suoi giornalisti, con l’ausilio di specialisti, studiosi e appassionati, l’edizione italiana.

Già sono passati 34 anni dalla prima uscita e, puntualmente, Il libro dei fatti torna ogni anni a stuzzicare la curiosità degli italiani e a stimolare un approccio 'analogico' ai dati".  Con le sue 960 pagine l’edizione 2024 "è una vera e propria enciclopedia di storie, fatti, personaggi, con interventi di autorevoli rappresentati delle istituzioni e del mondo della cultura, della scienza, dello spettacolo, della politica e dello sport.Il focus di quest’anno è dedicato alla sostenibilità con il contributo di autorevoli esponenti politici e imprenditoriali "ma dedichiamo molto spazio alla sicurezza – dice Pippo Marra –.

Un tema farà da fil rouge, a partire dal contributo del Presidente Mattarella, per poi declinarsi in tutti gli ambiti della vita dei cittadini: dai rischi incombenti dei tanti focolai di guerra internazionali alle questioni migratorie che mettono a dura prova le politiche di accoglienza e di inclusione". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Usa, non solo America: il mondo aspetta la scelta tra Trump e Harris

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(Adnkronos) – Il mondo non vota per il presidente degli Stati Uniti, ma dovrà vivere con le profonde conseguenze globali che l'elezione di Kamala Harris o di Donald Trump potrà avere.Conseguenze per i conflitti in corso, in Ucraina e in Medio Oriente, per alleanze chiave come la Nato, i rapporti con gli alleati europei, e per contro Paesi avversari come la Russia e competitori come la Cina.

Vediamo le posizioni dei due candidati a confronto sui dossier più caldi di politica estera. Sia Harris che Trump sono convinti che la guerra a Gaza, dopo oltre un anno, debba finire, ma hanno posizioni diverse su come questo debba avvenire.La democratica sostiene i negoziati che l'amministrazione Biden porta avanti da mesi, che prevede un ritiro delle forze israeliane dalla Striscia e un "chiaro percorso" verso la formazione dello stato palestinese, nell'ambito della soluzione dei due Stati costantemente ribadita da Joe Biden.  Durante la campagna elettorale ha anche assunto una posizione più netta rispetto all'amministrazione di sostegno alla popolazione di Gaza per le 43mila vittime, le sofferenze, la fame e la distruzione che sta vivendo.

Ma non sostiene le richieste di uno stop all'invio di armi Usa ad Israele, cosa che le potrebbe creare problemi con il voto della sinistra dem e degli arabo americani.  
Harris-Trump, ultimi sondaggi: tycoon in testa nei 7 Stati chiave, ma la dem recupera
 Trump, invece, non si oppone alla vittoria militare di Israele a Gaza e non esclude una qualche forma di controllo o occupazione israeliana della Striscia, con il ritorno di coloni.Nella sua prima amministrazione non ha dato un sostegno attivo alla formazione dello Stato palestinese, ordinando il trasferimento dell'ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme e riconoscendo il controllo israeliano del Golan, occupato dalla Siria nella guerra dei sei giorni nel 1967.  Con un conflitto ormai da un mese allargato non solo a Hezbollah ma all'intero Libano, la politica verso l'Iran dei due candidati è importante, soprattutto alla luce del rischio di un conflitto aperto con Israele, dopo i recenti lanci di missili tra i due Paesi.

Harris condanna l'appoggio dell'Iran ad Hezbollah e Hamas, ma Trump rivendica di aver abbandonato l'accordo sul nucleare con Teheran, firmato nel 2015 da Barack Obama, che non faceva abbastanza per fermare le "influenze negative" dell'Iran con il sostegno dei gruppi anti-Israele nella regione.L'abbandono del trattato ha permesso all'Iran di andare avanti con l'arricchimento dell'uranio, ingrediente chiave delle armi atomiche a cui Teheran punta.  Queste elezioni potranno fare una netta differenza sul conflitto in Ucraina.

Gli ucraini temono che, in caso di vittoria Trump, che non ha esitato a dire che è colpa di Volodymyr Zelensky l'invasione russa e nel dibattito di settembre non ha voluto dire se vuole la vittoria ucraina, li costringerebbe ad una pace veloce favorevole a Mosca, e per questo sperano nella vittoria di Harris e nella continuazione del sostegno militare Usa.  Trump da parte sua sin dall'inizio del conflitto, che con lui alla Casa Bianca, dice, non sarebbe mai scoppiato visto il suo rapporto con Vladimir Putin, afferma di essere in grado di chiuderlo nel giro di pochi giorni.Harris, invece, ha detto che se Trump fosse stato presidente al momento dell'invasione, "Putin ora sarebbe seduto a Kiev" e che la presunta affinità tra il tycoon e l'uomo forte di Mosca è un suo segnale di debolezza. Trump non ha mai fornito dettagli su come intende mettere fine al conflitto, ma nei giorni scorsi il Financial Times ha scritto che il suo team lavora ad un piano per congelare la guerra, minimizzare il coinvolgimento degli Stati Uniti e trasferire sui Paesi europei gran parte dell'onere economico e la 'supervisione' del processo di pace.

Questo significherebbe creare zone autonome e zone smilitarizzate su entrambi i lati del confine e senza che l'Ucraina entri nella Nato, soddisfacendo quindi richieste di Putin.  Con il quale, secondo le rivelazioni di un nuovo libro di Bob Woodward, Trump avrebbe parlato almeno sette volte da quando ha lasciato la Casa Bianca.Il Cremlino ha smentito questi contatti, ma, ad una domanda diretta, l'ex presidente ha risposto: "Non rilascio commenti in proposito, ma se avessi avuto quei colloqui, sarebbe stata una mossa intelligente" Agli occhi degli alleati europei Harris arriva con la rassicurazione di far parte dell'amministrazione di Joe Biden che ha indirizzato la sua politica transatlantica allo slogan "America is back", l'America è tornata, dopo gli anni di Trump.

Ma allo stesso tempo c'è una certa dose di incertezza su come, all'eventuale prova dei fatti, la democratica, che finora non ha preso decisioni di politica estera in proprio, si potrà muovere nello scenario geopolitico.  Sull'altro versante, gli alleati europei invece conoscono bene sulla loro pelle l'atteggiamento di Trump, gli attacchi continui all'Unione Europea – -con alcune eccezioni, come per esempio Viktor Orban, il premier sovranista ungherese vicino a Putin – e anche alla stessa Nato, tanto che alcuni esprimono apertamente il timore che una nuova presidenza Trump possa affrontare il tabù di un'uscita Usa dall'Alleanza.  Anche in uno dei suoi ultimi comizi, lunedì scorso in Pennsylvania, Trump – che è stato un grande sostenitore della Brexit – ha avuto parole ironiche verso "l'Ue, con tutti quei piccoli Paesi che si mettono insieme", minacciando di far pagare agli europei "un grande prezzo" in termini di dazi, se continueranno a "non comprare le nostre auto, i nostri prodotti agricoli, mentre vendono milioni e milioni di auto negli Usa".C'e' però da sottolineare quella che Politico definisce una "difficile verità", cioè che a prescindere da chi vinca, Trump o Harris, il 5 novembre "l'Europa ha già perso" dal momento che "l'interesse americano nel continente è andato diminuendo dalla fine della Guerra Fredda e nessuno dei due candidati potrà riportare l'era transatlantica dell'inizio degli anni novanta".  Trump e Harris hanno entrambi assunto una posizione severa nei confronti della Cina, la principale rivale nel commercio, nella difesa e nelle alleanze geopolitiche.

Accusano Pechino di furto di proprietà intellettuali e di fornire in modo iniquo sussidi all'industria tech e manufatturiera a svantaggio del business americano.  Se rieletto, Trump promette di riprendere la 'guerra dei dazi' condotta contro la Cina quando era alla Casa Bianca, arrivando a tariffe fino al 60% sui prodotti cinesi.Ma al contempo, non nasconde l'ammirazione per Xi Jinping, come quella che nutre per tutti gli uomini forti e con un potere assoluto che lui, ha ammesso, vorrebbe avere anche se solo per un giorno.

Il tycoon ha definito il presidente cinese "intelligente", ammirando il modo in cui governa "con il pugno di ferro": "Lui è per la Cina, io per gli Usa, ma a parte questo ci vogliamo bene".  Harris dovrebbe mantenere le restrizioni commerciali imposte da Biden, che ha mantenuto ed aumentato alcuni dei dazi di Trump, compresi quelli del 100% per i veicoli elettrici, il 50% per i pannelli solari e il 25% per le batterie Ev.Ma critica il piano di tariffe a tappetto dell'avversario, affermando che queste alla fine si traducono in un tassa sui consumatori.

La democratica continuerà il rafforzamento dei legami diplomatici con i Paesi dell'Asia Pacifico per contrastare l'influenza cinese nella regione, ed ha espresso il sostegno al mantenimento dello status quo a Taiwan, uno dei punti di tensione tra Washington e Pechino.Mentre il meno prevedibile approccio alla politica estera di Trump potrebbe creare tensioni con gli alleati asiatici, senza contare che non è chiaro come intende gestire le relazioni con Taiwan.

Durante la sua prima amministrazione, Washington ha aumentato la vendita di armi e la cooperazione militare con l'isola.Ma allo stesso tempo, il tycoon ha detto che Taipei dovrebbe pagare gli Usa per la protezione militare.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)