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Terremoto in Molise, scossa 4.0 in provincia di Campobasso

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(Adnkronos) – Terremoto in Molise oggi, 9 novembre, con una scossa di magnitudo 4.0 nella notte in provincia di Campobasso.L’epicentro del terremoto è stato individuato a circa 6 km a sud del comune di Montecilfone.

La scossa, avvenuta all'1.51 di sabato, stata localizzato a circa 18 km di profondità.A darne notizia è l'Ingv —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mazzon pronto a sfidare Helin per il titolo europeo silver : Brescia si prepara a una notte di fuoco

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L’ex calciatore, ora pugile, cercherà di conquistare la cintura continentale contro il belga.Quattro incontri preliminari infiammeranno la serata.Brescia si prepara a una serata di grande pugilato.Sabato 9 novembre, al Palasport polivalente “Azzurri d’Italia”in via Nullo 10 si terrà un evento che appassionerà gli amanti della nobile arte.

Il piatto forte della serata sarà il match per il titolo europeo silver dei pesi super welter, attualmente vacante, che vedrà di fronte il nostro Christian Mazzon e il belga Jan Helin.Mazzon, un ex calciatore che ha trovato nella boxe la redenzione e un modo per controllare la sua rabbia, arriva a questo incontro con una grande determinazione.Allenato dall’ex campione del mondo WBC Giacobbe Fragomeni, il pugile milanese ha già dimostrato il suo valore, conquistando il titolo italiano nel 2023.Nonostante uno score altalenante, Mazzon è un combattente molto mobile e veloce, pronto a dare tutto per portare a casa la cintura.Il suo avversario, Jan Helin, è un pugile più alto e con le braccia lunghe, abile nel cambiare guardia.Il belga, passato professionista a soli 19 anni, ha un record simile a quello di Mazzon ( 15+4-1)e si presenta a Brescia con l’ambizione di conquistare il titolo europeo.Un incontro che promette scintille
La sfida tra Mazzon e Helin si preannuncia molto equilibrata e straordinaria .Entrambi i pugili sono aggressivi e spettacolari e sono pronti a darsi battaglia sul ring.Il vincitore di questo incontro, come da disposizioni EBU, avrà l’opportunità di affrontare lo spagnolo Suero in un match europeo.Quattro incontri preliminari per scaldare il pubblico

Prima del match principale, il pubblico bresciano potrà assistere ad altri quattro incontri di grande interesse.Tra questi, spicca la sfida tra l’imbattuto Cremasco di origine moldava Cezar Ieseanu di anni 23, un peso medio di una potenza incredibile e il nicaraguense Ramiro Blanco di anni 32 , un match che si preannuncia esplosivo e che difficilmente arriverà alla distanza.Seguirà il super welter milanese Valerio Mantovani kg 71,850 con uno score di (2+), che incontrerà il serbo di anni 32 Marko Nastic(3+10-2=), anche questo confronto si preannuncia detonante.Vedremo il debutto del 24enne   bresciano Valtulini Gianluigi con una carriera dilettantistica  eccezionale che incontrerà Ilic Bozidar serbo con molta esperienza (0+20-) di anni 31.

Se vuoi assistere ad una manifestazione pugilistica ad alti livelli , non perdere l’appuntamento di sabato 9 novembre al Palasport polivalente “Azzurri d’Italia” in via Nullo 10 a Brescia.I biglietti sono disponibili online e presso i punti vendita autorizzati.Non mancare!

Omicidio Angelo Vassallo, oggi l’interrogatorio del colonnello Cagnazzo

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(Adnkronos) – Primo round di interrogatori per l'omicidio del 'sindaco pescatore' Angelo Vassallo.Si terrà oggi, 9 novembre, a mezzogiorno dinanzi al gip del tribunale di Salerno quello del colonnello Fabio Cagnazzo, raggiunto giovedì da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere perché accusato di aver partecipato alla pianificazione dell'omicidio Vassallo, il 5 settembre 2010 con nove colpi di pistola calibro 9, e del successivo depistaggio delle indagini.  Con lui sono finiti in manette – a chiusura di indagini condotte dai carabinieri del Ros di Roma coordinati dalla Direzione distrettuale Antimafia di Salerno – l'altro carabinieri Lazzaro Cioffi (già detenuto per altro), l'imprenditore di Scafati Giuseppe Cipriano e l'ex boss con un passato da collaboratore di giustizia Romolo Ridosso. Il colonnello dei carabinieri non è in carcere, ma è attualmente detenuto presso l'ospedale militare del Celio di Roma per delle serie problematiche di salute.

Cagnazzo, assistito dall'avvocato Ilaria Criscuolo, comparirà oggi dinanzi al giudice per l'interrogatorio di garanzia, ma – salvo sorprese dell'ultim'ora – la difesa è orientata ad avvalersi della facoltà di non rispondere "poiché non siamo in condizioni, vista la grossa mole di atti depositata".  Il fascicolo è composto da oltre 78mila pagine.Inoltre, in seguito alla perquisizione del luglio 2022, Cagnazzo si sottopose già ad un lungo interrogatorio dinanzi ai pm dell'inchiesta, rispondendo ad ogni singola domanda posta, nel corso di oltre 10 ore.  La falsa pista del "brasiliano" e la presunta lite con un albergatore.

Sono questi i due depistaggi che la Procura di Salerno imputa al colonnello Cagnazzo.I carabinieri del Ros di Roma, coordinati dalla Procura di Salerno (procuratore Giuseppe Borrelli) hanno ricostruito tutte le fasi immediatamente successive al delitto, quando il colonnello Cagnazzo "come concordato in precedenza, depistava effettivamente le indagini condotte dalla Procura di Salerno" indirizzandole verso la falsa pista del pusher "brasiliano" Bruno Humberto Damiani e della lite con Roberto Vassallo (solo omonimo del sindaco ucciso, titolare di un albergo del luogo).

Il tutto per coprire il traffico di droga organizzato al porto di Acciaroli dal clan Cesarano di Castellammare di Stabia, Pompei e Scafati.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Difesa, Meloni: “Investire di più ma no costi su cittadini”. Draghi mette nel mirino 2%: “Si può fare”

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(Adnkronos) – Il problema ha un nome o meglio una percentuale: 2%.Con l'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca cresce il pressing degli States sull’Europa affinché metta mano al portafoglio e centri il limite minimo del 2% del Pil per le spese per la difesa e per l’Alleanza atlantica.

Un traguardo che vede non solo l'Italia fanalino di coda assieme ad altri 5 Paesi 'inadempienti', ma fotografa una Roma che arranca ancor più con il ritorno dei paletti del Patto di stabilità.La partita è aperta ed è dura da portare a casa.

La premier Giorgia Meloni, oggi a Budapest per il Consiglio europeo informale, si dice "assolutamente convinta che l'Europa e l'Italia debbano riuscire a garantire la loro maggiore indipendenza e autonomia anche investendo di più in difesa".Ma, mette in chiaro, "servono gli strumenti per poterlo fare.

Questo è un grande dibattito che riguarda il Patto di stabilità e che l'Italia ha posto: ci sono nel nuovo Patto delle aperture ma va fatto molto di più e penso che sia un altro di quei dibattiti che bisognerà riaprire".  
Più risorse alla difesa, dunque, ma con una mano tesa a chi non vuole disattendere gli impegni presi.E con una premessa che per la presidente del Consiglio è d'obbligo: "Al di là della volontà – dice – c'è poi quello che si può fare e le risorse vanno individuate in qualche modo.

L'unica cosa che non sono disposta a fare è prendermela con i cittadini italiani, i lavoratori.Noi spendiamo le risorse su priorità reali, non gettiamo soldi dalla finestra e quindi su scelte strategiche che io condivido bisogna dire anche come si fa ad aiutare gli Stati membri a trovare le risorse".  Numeri alla mano, l'Italia è ben distante da quel 2% deciso nel lontano 2014, inchiodata all'1,57% nel 2025.

Per centrare l'obiettivo del 2, servirebbero 10 miliardi l’anno.Insomma non bruscolini, con una coperta corta e le risorse aggiuntive -l'aggravante su cui fa leva il governo- richieste dal nuovo patto di stabilità.

Per l'ex premier Mario Draghi, oggi a Budapest, è possibile comunque tagliare il traguardo facendo tutti i compiti a casa. "È possibile – si dice infatti convinto – spendere il 2% del Pil per la difesa rispettando il Patto di stabilità, bisognerà prendere tutta una serie di decisioni: oggi bisogna decidere cosa fare perché questa è la nuova situazione".  Su cui grava anche il ritorno del tycoon alla guida degli Usa. "Non c'è alcun dubbio che la presidenza Trump farà grande differenza nelle relazioni tra gli Stati Uniti e l'Europa", riconosce Draghi, che tuttavia vede luci e ombre: "Non necessariamente tutte in senso negativo, ma certamente noi dovremo prenderne atto".Anche rispolverando quello "spirito unitario" che in Europa sembra smarrito, perché "andare in ordine sparso", mette in guardia l'ex numero uno della Bce, di certo non aiuterebbe nessuno: "Siamo troppo piccoli, non si va da nessuna parte". 
Per Draghi, comunque, la sfida del 2% è a portata di mano.

Il governo non sembra pensarla allo stesso modo.Solo ieri il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, amato anche da Draghi per il suo pragmatismo, ha ammesso che si tratta di un obiettivo "molto ambizioso e non del tutto compatibile sotto il profilo, in particolare, delle coperture con il quadro vigente della governance europea".

Tradotto: per farcela, ammesso si possa, le regole vanno ammorbidite.   "Bisogna scorporare le spese per la difesa dal Patto di stabilità – dice all'Adnkronos il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago -.L'elezione di Trump può essere uno stimolo affinché la Ue diventi un attore geopolitico globale, sia sulla politica estera che sulla difesa.

Occorre uno sforzo per un piano industriale europeo" ma "senza lo scorporo delle spese sarà difficile arrivare al 2% del Pil.E' nell'interesse europeo che queste spese vengano scorporate".

Anche perché, osserva l'esponente di Fi, "un'Europa che investe di più nella difesa può incidere negli equilibri geopolitici.La politica di Trump va colta come un'opportunità per l'Europa".  La pensa allo stesso modo il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, esponente di Fratelli d'Italia.

Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, osserva sempre all'Adnkronos il vice di Tajani alla Farnesina, "è una sfida: gli Usa giustamente vogliono che l'Europa faccia la sua parte ma è giusto che sia così.Aveva iniziato questo ragionamento anche Biden nel corso della sua amministrazione".

Tanto che lo stesso ministro della Difesa Guido Crosetto, nei mesi scorsi, aveva riconosciuto che chi non avrebbe fatto i compiti a casa (leggi ancora una volta 2%, ndr) sarebbe stato trattato come "un paria", al netto del nome del neo Presidente degli States. Quanto al diktat del 2% del Pil rispettando il patto di stabilità, "Draghi non aveva il Patto di stabilità, ora è facile parlare – dice ancora Cirielli -.Il tema è che abbiamo in eredità un forte carico di interessi passivi: con i tassi della Bce più alti, con il Patto che si è 'ristretto', per fare nuovi investimenti importanti serve essere più flessibili.

E comunque, il dossier delle spese militari andrà affrontato non dai singoli Stati ma dalla Ue, speriamo con un'ottica intelligente".   Per Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, "più che l’Italia è l’intera Unione Europea che deve rafforzare il proprio ruolo e la propria capacità di difesa.Dobbiamo affrontare questa nuova fase sia come una sfida sia come un’opportunità.

L’Europa, come sostengono anche Giorgia Meloni e Mario Draghi, deve tornare ad essere protagonista anche nel dialogo con gli Usa, deve incidere di più sul piano internazionale e deve essere in grado di attuare politiche economiche di lungo respiro, con investimenti strategici per sostenere la crescita.C’è la necessità e l’opportunità di una svolta – rimarca Lupi all'Adnkronos – occorre saperla cogliere per costruire finalmente un’Unione Europea più unita e più forte". Per Enrico Borghi, capogruppo Iv al Senato, "il tema di una 'europeizzazione' del nostro sistema di difesa e sicurezza non è di oggi.

Peraltro è stato descritto con grande efficacia nel rapporto Draghi, che ha posto l’accento sulla sovranità europea in questa materia per risolvere sovrapposizioni e per evitare l’eccessiva suddivisione di fondi e progetti che non consente al comparto di avere la giusta dimensione (finanziaria, industriale e militare).L’elezione di Trump può, e credo debba avere, un effetto di accelerazione", sottolinea il componente del Copasir.  
Borghi, sentito dall'Adnkronos, snocciola i numeri. “La spesa militare totale nei paesi Ue nel 2023 – dice – è stata di 313 miliardi di dollari, circa un terzo di quella degli Stati Uniti (916 miliardi) e di poco superiore alla Cina (296 miliardi).

Nei fatti la spesa militare europea non è così bassa. È il triplo di quella della Russia che, secondo le stime Sipri, nel 2023 è aumentata del 24% a 109 miliardi di dollari, per la guerra con l’Ucraina, quella di Kiev +51% a 64,8 miliardi". "Il problema è che è una spesa frammentata -osserva – mentre il campo industriale europeo del settore è caratterizzato soprattutto da operatori nazionali che agiscono in mercati nazionali relativamente piccoli.Per questo servono i campioni europei del settore, che siano in grado di attrarre i fondi di venture capital e di fare efficienza e innovazione spinta.

E poi c’è il tema dei bond europei per la difesa e della deroga ai patti di stabilità dei singoli paesi per gli investimenti nel settore".  E in una Ue in cui crescono destre sovraniste, la difesa comune europea "diventa il vero e proprio banco di prova che ci dirà se siamo stati all’altezza di questa fase storica.Lo diceva già De Gasperi 70 anni fa, e solo così potremo garantire effettivamente la sicurezza dell’Europa e la sua autorevolezza sul piano diplomatico".

Ma la strada appare in salita e irta di ostacoli.Tanto più che quel numerino croce e delizia -il 2%- potrebbe addirittura lievitare.

Il neo segretario generale della Nato Mark Rutte ha più volte ammesso che la percentuale pattuita in seno all'Alleanza ormai 10 anni fa non basterà per finanziare i piani di difesa regionali approvati dalla Nato.Tanto che nelle ultime riunioni dell'Alleanza si è parlato anche del 2,5% del Pil.

Ma ogni giorno la sua pena, insegna un antico adagio.Tradotto: meglio concentrarsi sul grattacapo, non da poco, del 2%. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump presidente, i timori del Pentagono: da deriva autoritaria a uso esercito

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(Adnkronos) – Dopo la vittoria schiacciante di Donald Trump alle elezioni americane 2024, il Pentagono teme ''i grandi sconvolgimenti" che potrebbero verificarsi con il tycoon comandante in capo, con una "deriva autoritaria", ma anche "un processo decisionale caotico che con bruschi cambiamenti renda difficile il lavoro".Ma non solo.

Si teme anche che il presidente eletto possa mantenere la promessa elettorale di schierare l'esercito a livello nazionale contro i cittadini americani, che esiga dai vertici del dipartimento fedeltà a lui e tenti di modificare una istituzione che è apartitica e apolitica in una esplicitamente leale a lui.A rivelarlo è il Washington Post, ricordando come durante il suo primo mandato Trump infrangesse le norme e spesso si scontrasse con i leader del Pentagono, anche se nominati da lui. "Il pericolo più grande che l'esercito deve affrontare" sotto una seconda presidenza Trump è una "rapida erosione della sua professionalità, che ne minerebbe lo status e il rispetto da parte del popolo americano", ha detto al quotidiano Richard Kohn, professore e storico militare presso l'Università della Nord Carolina a Chapel Hill. "Trump non comprende veramente il valore dei rapporti civili-militari o l'importanza di un esercito apartitico e apolitico", ha aggiunto.

Una delle portavoce di Trump, Karoline Leavitt, ha detto che il voto di martedì ha dato al presidente eletto ''il mandato di attuare le promesse fatte in campagna elettorale.E lui le manterrà''. Sono diversi i funzionari della prima amministrazione Trump che mettono in guardia da una deriva autoritaria sotto la sua presidenza.

Tra loro il suo ex segretario alla Difesa Mark T.Esper, il generale in pensione Mark A.

Milley, suo ex presidente del Joint Chiefs of staff, e il suo ex Chief of staff della Casa Bianca John Kelly, anche lui generale in congedo.Ognuno di loro, scrive il Washington Post, durante la precedente presidenza Trump ha cercato di ''ostacolare i suoi impulsi più oscuri'' e successivamente ''ha espresso gravi preoccupazioni sul fatto che potesse violare la Costituzione impartendo ordini illegittimi all'esercito''.

Il generale in congedo Jim Mattis, primo segretario alla Difesa sotto Trump, nel giugno del 2020 lo aveva descritto come ''il primo presidente in vita mia che non cerca di unire il popolo americano''. Da presidente, Trump ha aumentato il budget del Pentagono, ha fatto pressione sugli alleati degli Stati Uniti perché spendessero di più per la difesa e ha allentato le restrizioni sul campo di battaglia che erano state introdotte dal suo predecessore Barack Obama.Una mossa accolta con favore dal dipartimento della Difesa, dove però ha creato scompiglio la natura impulsiva e anti-establishment della sua presidenza.

Da presidente, Trump ha anche utilizzato i suoi social media personali per trasmettere i principali movimenti delle truppe statunitensi all'estero, tra cui il ritiro dalla Siria settentrionale e riduzioni di personale in Afghanistan mentre i funzionari Usa stavano negoziando con i Talebani. Rachel VanLandingham, ex avvocato dell'aeronautica ed esperta di diritto della sicurezza nazionale, ha detto che la sua preoccupazione più grande è che l'esercito venga utilizzato per reprimere il dissenso negli Stati Uniti.Tutti gli ordini presidenziali sono destinati a essere interpretati dal personale di base come legittimi anche se sembrano rientrare in una zona grigia, ha spiegato al Washington Post, aggiungendo che c'è la possibilità di punizioni disciplinari per chiunque disobbedisca. "Seguiranno gli ordini del presidente Trump, in particolare perché il presidente può legalmente ordinare l'uso interno dell'esercito in varie situazioni – prevede VanLandingham – C'è un rischio enorme nel disobbedire all'ordine di un presidente e apparentemente poco rischio nell'obbedirvi". Peter Feaver, esperto di relazioni civili-militari alla Duke University, ha detto che la maggior parte del personale militare e dei dipendenti pubblici di carriera probabilmente considererà la propria missione come quella di servire il nuovo presidente e consentirgli di esercitare i suoi poteri di comandante in capo. "Il loro dovere professionale è quello di avvertire i capi delle conseguenze indesiderate di ciò che stanno cercando di fare – ha detto – Questa non è resistenza, questa non è slealtà, questo è letteralmente il loro lavoro", ha concluso. Ieri il capo del Pentagono Lloyd Austin ha garantito che i militari assicureranno ''una transizione calma, ordinata e professionale verso la nuova amministrazione Trump''.

In un messaggio alle truppe Usa, Austin ha detto che "come sempre, l'esercito statunitense sarà pronto a portare avanti le scelte politiche del suo prossimo comandante in capo e a obbedire a tutti gli ordini legittimi provenienti dalla sua catena di comando civile". Il Segretario alla Difesa Usa ha anche scritto che l'esercito statunitense si "distinguerà" dalla politica e continuerà a sostenere e difendere la Costituzione americana. "Non siete un esercito qualunque – ha scritto il capo del Pentagono – Siete l'esercito degli Stati Uniti, la migliore forza combattente sulla Terra, e continuerete a difendere il nostro Paese, la nostra Costituzione e i diritti di tutti i nostri cittadini". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S verso ‘Nova’, tutti i quesiti da porre a voto assemblea iscritti

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(Adnkronos) – "Abbiamo iniziato ad agosto con i vostri 22mila contributi e i 145 quaderni degli attori, poi la parola è passata ai 360 tra iscritti, non iscritti e giovanissimi estratti a sorte in rappresentanza della nostra comunità, che hanno realizzato un confronto deliberativo con oltre 22 ore di discussione.Riceviamo e pubblichiamo, per ciascun tema, i report di questo lungo e importante confronto deliberativo".

Lo scrivono dal Movimento 5 stelle.  "Il prossimo appuntamento è la pubblicazione dei quesiti che saranno posti al voto dell’assemblea degli iscritti tramite consultazione in rete.Ma non è finita qui: dalla prossima settimana ci saranno ulteriori spazi di dibattito pubblico in cui tutti voi potrete ulteriormente intervenire, una vera e propria maratona che ci accompagnerà all’evento conclusivo 'Nova' nella splendida cornice del Palazzo dei congressi di Roma il 23 e 24 novembre", concludono.  Tra i temi più importanti discussi dai 360 del confronto deliberativo, c'è sicuramente quello che riguarda i poteri del garante, di Beppe Grillo, che devono essere rivisti in base a due varianti, si legge nel report, "eliminare il riferimento statutario all’insindacabilità del suo giudizio", e "attribuire alla carica di garante un ruolo esclusivamente onorifico". Ma c'è anche l'opzione sull'eliminazione della figura del garante, con tre diversi varianti: "non riassegnare le sue funzioni a nessun altro soggetto", "riassegnare le sue funzioni al Comitato di Garanzia", "riassegnare le sue funzioni a un organo collegiale democraticamente eletto e con un mandato a tempo determinato". Per modificare le modalità di nomina del garante, invece, le proposte sono di modificarne il mandato, "rendendolo a tempo determinato e prevedere un numero massimo di mandati consecutivi al pari degli altri ruoli interni".  Tra i temi anche quello del simbolo.

Dal report pubblicato, le proposte sono diverse.Per quanto riguarda la modifica, le varianti sono "modificare integralmente il simbolo", "eliminare dal simbolo esistente la dicitura 'ilblogdellestelle.it'", "apportare al simbolo modifiche che riflettano battaglie politiche attuali, e adattarlo a campagne di comunicazione differenti". Per la semplificazione, invece, della procedura per modificarlo, si potrebbe fare "su iniziativa degli organi decisionali salvo approvazione dell’Assemblea degli iscritti", o "modificare il simbolo su iniziativa di un organo competente in materia di comunicazione (da costituire)".  Per quanto riguarda il nome del Movimento 5 stelle, la proposta è solo una, quella di "modificare il nome, in quanto non più rappresentativo delle caratteristiche attuali del Movimento".  Quanto al limite dei due mandati, le proposte venute fuori dal confronto deliberativo del processo costituente del Movimento 5 stelle puntano a diverse soluzioni.

La prima è quella di "eliminare il limite dei due mandati, anche per le cariche interne del Movimento".  Poi c'è l'idea di "modificare la regola sul limite dei due mandati, con diverse varianti" come l'"abbassamento a uno del numero massimo di mandati", "nessun limite per le cariche di presidente di regione e sindaco (salvo quelli previsti dalla legge, massimo due mandati consecutivi)", "aumento a tre del numero massimo di mandati complessivi nei livelli regionale, nazionale o europeo", "due mandati per ciascun livello amministrativo", "introduzione dell’obbligo di una pausa di 5 o 10 anni al termine del secondo mandato, decorso il quale sia possibile ricandidarsi", "calcolo dei mandati svolti solo per i mandati portati a termine", "possibilità di deroghe al limite dei due mandati, che siano proposte dai vertici o dal basso e ratificate con una votazione dell’Assemblea degli Iscritti, oppure con una votazione tra rappresentanti dei Gruppi territoriali", "con l’introduzione di un limite al numero di eletti su cui è possibile determinare una deroga"; "con la verifica dell’assenza di candidati più meritevoli del portavoce uscente come ragione per una deroga", "con l’introduzione, al termine di ogni mandato, di una valutazione del lavoro svolto dall’eletto/a, in modo da ammettere o meno la ricandidatura" e infine "eliminazione del limite per il livello comunale".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Camilla Mancini, la figlia di Roberto vittima di bullismo per una malformazione: “E’ una piaga sociale”

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(Adnkronos) – Una malformazione al volto, che l'ha portata ad essere vittime di bullismo.Ne parla Camilla Mancini, la figlia dell'ex ct dell'Italia Roberto Mancini nel suo libro 'Sei una farfalla' pubblicato da Mondadori nella collana 'I Grandi'. "Un mese fa è iniziato un nuovo capitolo della mia vita con l'uscita del mio libro: è stata la mia rinascita – scrive in post su 'Instagram' – In 'Sei una farfalla' Celeste affronta temi delicati e importanti, come il bullismo, una ferita che ho conosciuto da bambina.

Ho condiviso la mia esperienza non per pubblicità.come qualcuno ha pensato, ma per tendere la mano a chi ancora soffre e dare forza a chi come me, ha vissuto lo stesso dolore.

Il bullismo è una piaga sociale, lascia una cicatrice emotiva profondissima e ci sono ragazzi che ancora oggi si tolgono la vita per colpa dei bulli". "Grazie a tutti per l'affetto che mi state dimostrando, è un dono che non mi aspettavo, che custodisco con gratitudine", scrive ancora Camilla. Ieri durante a 'L'Ora solare' su Sat 2000 condotta da Paola Saluzzi, Camilla Mancini ha raccontato che alla nascita "c'è stata una complicanza durante il parto e quindi sono nata con una paralisi facciale che ovviamente ha portato poi ad un'asimmetria al viso perché il lato destro è stato lesionato e quindi ha un movimento ridotto rispetto al lato sinistro.Crescendo all'età di 7 anni sono stata vittima di bullismo a scuola, non sono se per cattiveria o estrema sincerità dei bambini.

Per me era un dolore immenso.Cercavo un senso di appartenenza, cercavo la mia identità e penso che fosse uguale a quella di tutti i bambini".

Ora "ha l'età di 27 anni sentirmi dire tu sei diversa, è il più bel complimento che mi possano fare.La diversità arricchisce", ha spiegato Camilla Mancini. Durante la trasmissione è stato mandato un video messaggio di Roberto Mancini nel quale si dice "orgoglioso" della figlia: "Volevo dirti che sono felice di avere una figlia come te, della tua intelligenza, e di come sei cresciuta, di quello che stai diventando.

Stai vivendo questo momento della tua vita con entusiasmo e determinazione, qualità che non ti è mai mancata.Ogni giorno credo sia un'opportunità di scoprire aspetti nuovi di te stessa e sappi che sono qua per sostenerti sempre in ogni passo della tua vita.

Complimenti per il libro che hai scritto, sono orgoglioso di te". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sci, airbag obbligatori per discesa e superG: la decisione della Fis

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(Adnkronos) –
Airbag obbligatori per tutti gli atleti che gareggeranno nelle discipline di velocità dello sci alpino a partire dalla stagione 2024/25.A pochi giorni di distanza dalla morte di Matilde Lorenzi, cha ha riacceso il dibattito su questo dispositivo di sicurezza, arriva la svolta della Federazione internazionale di Sci. In una riunione in videoconferenza, il Consiglio Fis ha approvato l'obbligotorietà degli airbag che finora erano soltanto facoltativi e consigliati: dovranno indossarli atleti e atlete impegnati nelle discipline veloci, superG e discesa.

La National Ski Association può concedere eccezioni nel caso in cui l'airbag non sia adatto all'atleta e ne limiti i movimenti in modo non sicuro. "Per la FIS, la sicurezza degli atleti viene prima di tutto e non è negoziabile", afferma il Segretario generale della FIS Michel Vion. "L'adozione di airbag fa parte di un approccio più ampio che coinvolge tutti i fattori che possono ridurre al minimo il rischio di lesioni gravi: dalla conoscenza delle condizioni meteorologiche e dell'assetto della pista all'equipaggiamento come la biancheria intima antitaglio e gli attacchi intelligenti.Abbracceremo qualsiasi misura che dimostri di aiutare a proteggere la salute e il benessere degli atleti". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

SuperEnalotto, numeri combinazione vincente 8 novembre

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(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' nell'estrazione del SuperEnalotto di oggi, 8 novembre 2024.Centrato un '5' al quale vanno 125.119,2 euro.

Il jackpot per la prossima estrazione sale a 29.300.000 euro.La vincita con un Punto 5 è stata realizzata a Vercelli, presso il punto vendita 'Caffetteria del Gioco', situato in Corso Randaccio al civico numero 13 con una schedina 2 pannelli. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.

L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).

La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita.In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.

L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto.

Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 13, 22, 49, 58, 64, 75.Jolly: 20.

SuperStar: 16. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

8 marzo 2020, Juve Stabia – Spezia: Un ricordo dolce amaro per i tifosi gialloblù

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Juve Stabia – Spezia del giorno marzo 2020 fu un pomeriggio particolare dai sentimenti contrastanti.

 

La squadra allenata da Fabio Caserta giocò una belle partite più belle della stagione vincendo 3-1 ma sono altre le situazioni ed i fatti che vanno ricordati.

 

Fu un pomeriggio triste perchè la partita venne giocata a porte chiuse.

 

L’Italia, l’Europa ed il mondo aveva conosciuto una brutta parola ossia quella del Covid-19.Per precauzione la gara del Menti fu disputata senza spettatori ma fu inutile perchè poche ore più tardi si sarebbe entrata nella zona rossa con una storia triste che tutti purtroppo ricordano.

 

La sospensione dei campionati, mesi difficili e poi una lenta ripresa.

 

Anche il calcio ritornava protagonista ma la Juve Stabia rimase ferma a quel pomeriggio.

 

La salvezza che sembrava cosa fatta fu cestinata in poche settimane ed arrivò una retrocessione incredibile, una qualcosa di maledettamente difficile da digerire nonostante siano passati diversi anni.

IL TABELLINO DELLA GARA:

Juve Stabia (4-3-3): Provedel; Fazio, Troest, Allievi, Ricci G.; Caló, Calvano (dal 24’ st Izco), Buchel (dal 15’ st Bifulco); Di Mariano (dal 32’ st Vitiello), Forte, Canotto.

Allenatore: Fabio Caserta.

 

A disposizione: Russo, Polverino, Melara, Rossi, Di Gennaro, Todisco, Cisse, Mastalli.

 

Spezia Calcio (4-3-3): Scuffet; Ferrer, Capradossi, Erlic, Marchizza; Ricci M., Bartolomei, Maggiore (dal 31’ st Galabinov); Ricci F. (dal 34’ st Bidaoui), Gyasi (dal 23’ st Di Gaudio), Nzola.

 

Allenatore: Vincenzo Italiano.A disposizione: Krapikas, Desjardins, Vignali, Ramos, Acampora, Mora, Mastinu, Gudjohnsen, Terzi.

 

Reti: Caló (JS) 24’ pt, Forte (JS) 5’ st, Ricci M. (SP) (rig.) 11’ st, Bifulco (JS) 28’ st.

 

Ammoniti: Fazio (JS) 12’ pt, Erlic (SP) 23’ pt, Ricci F. (SP) 41’ pt, Ricci G. (JS) 43’ pt, Marchizza (SP) 4’ st, Canotto (JS) 33’ st.

 

Arbitro: Gianluca Aureliano di Bologna.

Colpo da 90! Doukoure Amara è il nuovo re del gol della Virtus Stabia

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La Virtus Stabia fa sul serio.La società del patron Santoro non vuole lasciare nulla al caso e continua a sondare il mercato alla ricerca di calciatori che possano dare una mano a mister Coppola per la scalata verso la vetta della classifica del campionato di Eccellenza.

E’ notizia di questa sera che è stato praticamente tesserato il calciatore Doukoure Amara.Il calciatore ha già svolto le visite mediche per la Virtus Stabia con esito positivo ed è stato visto girare per Castellammare con una pochette griffata con i loghi dei biancoazzurri.

Vediamo le caratteristiche del calciatore:

Doukoure Amara è un attaccante ambidestro nato l’8 agosto 1993 attualmente svincolato.

Lo scorso anno ha giocato nell’U.S.D Nuova Spinazzola (eccellenza pugliese) con 9 presenze tutte da titolare e 1 rete all’attivo.L’anno precedente ha giocato con il Foggia Incedit realizzando ben 24 reti e 10 assist.

La punta ivoriana con la Virtus Matino (2019-2020) ha conquistato il titolo di capocannoniere del girone B di Promozione Puglia, andando a segno 17 volte nei 18 match disputati.Nella stagione successiva ha giocato con il Grottaglie, prima dell’exploit nel Città di Gallipoli (promozione pugliese) con altri 20 gol messi a segno.

Le altre società in cui ha giocato sono il Bisceglie, Unione Sportiva Mola (11 presenze e 8 gol), Gallipoli Calcio, Valdiano, Edmondo Brian, Battipagliese e Gelbison.Capace di giocare sia a sinistra che al centro dell’attacco, è un vero jolly per qualsiasi allenatore.

Il suo talento e la sua grinta lo rendono un calciatore interessante.Un arrivo di spessore alla Virtus Stabia quello di Doukoure meritevole di un punto esclamativo non indifferente.

Ucraina, Musk ha partecipato a telefonata tra Trump e Zelensky: il retroscena

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(Adnkronos) –
La telefonata di mercoledì tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky ha riservato due sorprese: in linea c'era anche il ceo di Tesla e X Elon Musk ed il leader ucraino è stato in qualche modo rassicurato dal presidente eletto.Lo ha rivelato Axios, citando due fonti a conoscenza della telefonata.

Secondo il sito, la notizia indica innanzitutto quanto sarà influente Musk nella seconda Amministrazione Trump, ma alimenta anche i dubbi sull'approccio che il presidente eletto avrà riguardo la guerra in Ucraina, che molti ritengono maggiormente incline verso le posizioni di Mosca.  La telefonata è durata circa 25 minuti.Secondo le fonti, dopo che Zelensky si è congratulato con Trump, il presidente eletto ha affermato che sosterrà l'Ucraina, ma non è entrato nei dettagli.

Una delle due fonti ha precisato che Zelensky ha ritenuto positivo il fatto che la chiamata sia avvenuta così presto dopo la vittoria elettorale.Per il presidente ucraino la telefonata è andata bene, mentre Musk – dal canto suo – è intervenuto per annunciare che continuerà a sostenere l'Ucraina tramite i suoi satelliti Starlink.  Intanto secondo quanto rivela l'Economist, "molti funzionari ucraini di alto livello" speravano nella vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali.

Nonostante i timori per possibili tagli agli aiuti militari, una parte dell'establishment ucraino riterrebbe la vittoria dei repubblicani meno drammatica di quello che si potrebbe immaginare, afferma un articolo suggerendo un'interpretazione diversa del voto americano da parte di Kiev. Il motivo è presto detto.In molti nella capitale ucraina, riferisce l'Economist, si erano stancati dei frequenti proclami di forte sostegno da parte di Joe Biden non accompagnati dai fatti.

Il presidente, ad esempio, si è sempre rifiuto di consentire agli ucraini di usare missili a lungo raggio per colpire in profondità la Russia e non è riuscito a evitare forti ritardi nelle forniture militari. "Di fronte alla scelta tra la sopravvivenza o un presidente imprevedibile che avrebbe fatto a pezzi le regole e quasi certamente tagliato gli aiuti, erano pronti a rischiare", sostiene il settimanale.  Altro tema quello del cambiamento climatico.Ad affrontarlo è il New York Times che si chiede se il 'super pro-clima' Elon Musk riuscirà a convincere Donald Trump a ritrattare le sue posizioni su ambiente e riscaldamento globale.

Il quotidiano ha provato ad approfondire l'argomento scavando nelle dichiarazioni passate dell'uomo più ricco del mondo e fondatore di Tesla e SpaceX, tra i più grandi sostenitori e finanziatori della campagna elettorale che ha portato il tycoon alla Casa Bianca.  Da quando ha incassato il sostegno di Musk, Trump ha notevolmente ammorbidito la sua retorica sui veicoli elettrici. “Parlo continuamente di veicoli elettrici, ma non voglio dire che sono contro.Sono assolutamente a favore – aveva dichiarato il tycoon durante la campagna – Li ho guidati e sono incredibili, ma non sono per tutti”.

Musk si è preso il merito per l'apparente dietrofront di Trump, dichiarando agli azionisti di Tesla di saper “essere persuasivo”.Riferendosi a Trump, ha detto: “Molti dei suoi amici ora hanno una Tesla e la adorano tutti.

Ed è un grande fan del Cybertruck.Quindi penso che questi possano essere fattori che contribuiscono”. 
Ora Musk, che ha trascorso la notte delle elezioni nella residenza di Trump a Mar-a-Lago e ha posato per una foto di gruppo con la famiglia del presidente eletto, dovrebbe avere una linea diretta con la Casa Bianca nei prossimi mesi.

Le aziende di Musk, tra cui Tesla e SpaceX, guadagnano già miliardi grazie ai contratti governativi e alle politiche federali, e si prevede che Musk cercherà di ottenere ulteriori vantaggi per le sue imprese.Ma se la sua persuasione possa estendersi ad altri ambiti, come le questioni climatiche, resta da vedere. “È una domanda reale – ha detto Paul Bledsoe, docente del Centro per la politica ambientale dell'American University – Musk difende solo gli interessi di Tesla e SpaceX? È solo un lobbista interessato a se stesso?

Oppure cerca di influenzare Trump affinché riconosca che, come questione economica, l'energia pulita è un'enorme opportunità per gli Stati Uniti di superare la Cina?”. 
Le opinioni di Trump su riscaldamento globale ("una bufala") e politiche energetiche non sono un mistero.Dall'altra parte, in una biografia pubblicata l'anno scorso da Walter Isaacson, Musk viene descritto come uno studente universitario che si è interessato all'energia solare e ai veicoli elettrici perché preoccupato dai pericoli del riscaldamento globale e dalla prospettiva che il mondo finisca i combustibili fossili.

Tesla vende pannelli solari e batterie che possono fornire energia di riserva alle case o aiutare a bilanciare l'energia eolica e solare sulla rete.Attualmente, le batterie di accumulo rappresentano circa il 10% del fatturato di Tesla. 
In passato, Musk è stato apertamente in disaccordo con Trump sulle questioni climatiche.

Nel 2017, quando il tycoon annunciò che gli Stati Uniti si sarebbero ritirati dall'accordo di Parigi sul clima, il miliardario si dimise per protesta da due consigli presidenziali.In una conversazione tra i due trasmessa su X ad agosto, Musk si era rivolto a Trump: “Penso che il solare sarà la maggior parte della produzione di energia sulla Terra in futuro”, aggiungendo di sostenere l'energia nucleare, che non produce gas serra e che Trump ha talvolta appoggiato. “La produzione di elettricità nucleare è sottovalutata – aveva spiegato Musk durante la chiacchierata – La gente ha questa paura della generazione di elettricità nucleare, ma in realtà è una delle forme di generazione più sicure”.  Musk aveva comunque ammesso di non avere fretta nel fermare il riscaldamento globale: “Abbiamo ancora un bel po' di tempo, non dobbiamo affrettarci – le sue parole – Se, non so, tra 50 o 100 anni, saremo per lo più sostenibili, penso che probabilmente andrà bene”.

Nella chiacchierata aveva infine suggerito cautela nello stop all'utilizzo di combustibili fossili: “Se dovessimo smettere di usare il petrolio e il gas in questo momento, moriremmo tutti di fame e l'economia crollerebbe.Quindi non credo sia giusto diffamare l'industria del petrolio e del gas”.     —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Cogne a Rigopiano, tutte le mete del turismo macabro

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(Adnkronos) – Visitare luoghi macabri o che sono stati teatri di tragedie: è il cosiddetto tanaturismo o, più comunemente, dark tourism.E sono tanti in Italia i luoghi meta di viaggi dell'orrore che negli anni hanno continuato a registrare vere e proprie orde di visitatori.

Paesi come Cogne o Avetrana, città come Perugia e Firenze, località turistiche come l'Isola del Giglio e Rigopiano, sono decine i luoghi che in questi anni hanno dovuto fare i conti con il turismo macabro.E adesso arriva anche il gioco da tavola 'Merendopoli', ispirato ai delitti del 'Mostro di Firenze'. Già a cavallo fra gli anni '80 e '90 la Piazzola degli Scopeti, nel fiorentino, dove il 9 settembre 1985 furono uccisi Jean Michel Kraveichvili e Nadine Mauriot, attrasse diversi curiosi sulle tracce dell'ultimo duplice omicidio del Mostro di Firenze.

Ma anche altri fatti di cronaca, come il disastro della diga del Vajont, il 9 ottobre 1963, spingono ancora oggi i visitatori a una sosta.Città come Cogne e Novi Ligure, teatro di efferati omicidi, furono letteralmente prese d'assalto dai curiosi.

La prima, dal 2001, per la morte di Samuele Lorenzi e per il quale è stata condannata in via definitiva la madre Anna Maria Franzoni; la seconda un anno dopo per l'uccisione a coltellate, da parte di Erika De Nardo e Mauro 'Omar' Favaro, di Susanna Cassini e Gianluca De Nardo, madre e fratello dell'allora 16enne Erika.  Dalla fine del 2006 invece il dark tourism fa tappa a Erba, in provincia di Como, nella palazzina dove vivevano Olindo Romano e Rosa Bazzi, ritenuti colpevoli dalla giustizia di aver assassinato Raffaella Castagna, suo figlio Youssef Marzouk, la nonna Paola Galli e la loro vicina di casa Valeria Cherubini.Tra le mete del tanaturismo anche Perugia, nella villetta a schiera dove venne uccisa la studentessa britannica Meredith Kercher.

La morte di Sarah Scazzi invece porta dal 2010 un afflusso di turismo noir ad Avetrana, in Puglia.Nel 2012, il naufragio della Costa Concordia, e la permanenza del relitto per oltre due anni e mezzo all'imboccatura del porto dell'Isola del Giglio, spinsero addirittura alcuni ad organizzare dei tour guidati all'Argentario, ma anche a Genova, dove la nave poi fu demolita.

Non sfugge alla regola neanche la località di Farindola, dove aveva sede l'hotel Rigopiano distrutto nel 2017 da una valanga.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, sventato complotto iraniano per uccidere Trump: 3 incriminati

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(Adnkronos) – Il dipartimento di Giustizia ha annunciato oggi, 8 novembre, incriminazioni federali per tre persone coinvolte in uno sventato complotto iraniano per assassinare Donald Trump, prima delle elezioni.Secondo i documenti depositati in tribunale, le autorità iraniane hanno chiesto ad uno degli incriminati, Fareh Shakeri, di organizzare il piano per uccidere Trump.  Si ritiene che l'uomo, che è iraniano-americano e l'Fbi descrive come un "agente" dei Guardiani della Rivoluzione islamica, si sia rifugiato in Iran.

Mentre sono stati arrestati a New York Carlisle Rivera e Jonathon Loadholt, due cittadini americani accusati di aver aiutato il governo iraniano a controllare un altro cittadino di origine iraniana.  
Secondo l'accusa i pasdaran hanno ordinato a Shakeri di uccidere Trump per vendicare la morte di Qassem Soleimani, il capo della Quds Force, ucciso in un raid americano a Baghdad nel gennaio del 2020.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nisticò (Aifa): “Lavoriamo per migliorare accesso a terapie oncologiche”

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(Adnkronos) – "L'Aifa ha avviato iniziative specifiche per migliorare l'accesso alle terapie oncologiche, concentrandosi su diverse aree chiave come la promozione della ricerca clinica, incentivando studi che possano portare a nuove scoperte terapeutiche.Abbiamo dedicato un bando di ricerca indipendente proprio al sequenziamento in oncologia, negli ambiti dell'epatocarcinoma, del carcinoma del polmone, delle piccole cerche e del carcinoma renale.

Sono state presentate 12 domande e siamo in fase di pubblicazione delle gravi terapeutiche.Stiamo ripensando a schemi di accesso precoce che sappiamo essere uno dei termini più dedicati per i clinici, con terapie che molte volte rappresentano l'unica alternativa per l'accesso alle terapie oncologiche".

Lo ha detto il presidente dell'Agenzia italiana del farmaco, Robert Giovanni Nisticò, nel suo intervendo in occasione della cerimonia di apertura del 26esimo Congresso nazionale dell'Associazione italiana oncologia medica (Aiom) a Roma.  "Stiamo cercando di lavorare per garantire che ogni paziente, indipendentemente dalla propria situazione geografica o socio-economica, come ricordava il ministro della Salute Schillaci, possa accedere alle terapie oncologiche di alta qualità ed è per questo che si è avviato un dialogo più stretto con le Regioni – ha sottolineato Nisticò – Attraverso tavole di confronto e partnership, miriamo a creare un sistema di network che risponda alle specifiche necessità locali, mantenendo elevati standard di qualità.L'accesso alle terapie oncologiche e la riforma di Aifa sono solo alcuni dei passi che stiamo compiendo per affrontare le sfide del nostro tempo".  "La vostra esperienza sul campo, il vostro lavoro e la vostra passione – ha infine concluso rivolgendosi agli oncologi – sono fondamentali per guidarci.

Vi invito a continuare a collaborare e a condividere le proposte, affinché insieme possiamo creare un futuro in cui ogni paziente oncologico possa ricevere le cure di cui ha bisogno e merita". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Schillaci: “Per Ssn sostenibile sforzi su prevenzione e screening”

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(Adnkronos) – "Le società scientifiche, a cominciare dall'Aiom, svolgono un ruolo insostituibile nella lotta ai tumori, che è una battaglia comune e una priorità del ministero della Salute.Non a caso l'approvazione e l'iniziale finanziamento del Piano oncologico nazionale sono stati fra i primi interventi che ho firmato come ministro.

Qui voglio confermare il mio massimo e costante impegno su questi temi".Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schullaci, intervendo al XXVI Congresso nazionale dell'Associazione italiana oncologia medica (Aiom) a Roma.  "Viviamo in un tempo di grandi cambiamenti e opportunità.

Grazie ai risultati della ricerca, abbiamo a disposizione strumenti e cure fino a ieri inimmaginabili – ha sottolineato Schillaci – E' aumentata la sopravvivenza e anche durante la malattia si vive meglio.Allo stesso tempo, possiamo andare fieri del riconoscimento internazionale attribuito alla rete italiana delle Breast Unit, che sono diventate un modello da seguire a livello europeo.

Il quadro che abbiamo di fronte è complesso, ma è importante saper mettere a fuoco anche i molti segnali positivi".E ancora, "abbiamo fatto grandi passi in avanti nella prevenzione, nella diagnostica e nella cura, ma certamente – ammette il ministro – c'è ancora tanto lavoro da compiere per trarre tutto il beneficio possibile dall'innovazione e dalle nuove conoscenze, così come per potenziare il nostro Servizio sanitario nazionale, che è ciò a cui puntiamo anche con i grandi interventi di riorganizzazione finanziati dal Pnrr.

Abbiamo un Ssn tra i migliori al mondo, ma dobbiamo assicurarne la sostenibilità futura.E' indubbio che dobbiamo partire dal personale, dai nostri professionisti.

A tale riguardo, voglio ricordare anche qui che nella Manovra abbiamo previsto aumenti per le indennità di specificità per il personale sanitario medico e non medico". "Sappiamo che dobbiamo mettere in campo misure per affrontare i cambiamenti di domani – ha proseguito Schillaci – La maggiore sopravvivenza ai tumori è insieme un enorme traguardo e un fattore sfidante sotto il profilo della continuità assistenziale.Così come è un dato preoccupante l'aumento dell'incidenza di alcuni tumori nelle persone più giovani, penso al cancro del colon.

Non possiamo quindi smettere di investire in ricerca, né possiamo rischiare di trovarci, domani, senza le professionalità indispensabili per affrontare le neoplasie.Come spesso ripeto, non posso immaginare un futuro senza anatomo-patologi o radioterapisti.

Per questo in Finanziaria – ha ricordato – ci sono aumenti per il trattamento economico delle borse di specializzazione oggi meno attrattive, fra cui Anatomia patologica, Anestesia e Rianimazione, Terapia intensiva e del dolore, Medicina e Cure Palliative, Radioterapia". Altrettanto "strategico è continuare a investire nei percorsi di innovazione in oncologia, sempre nell'interesse dei pazienti.Stiamo valutando progetti sulla prevenzione terziaria – ha rimarcato il ministro – in particolare per creare un approccio integrato che migliori significativamente l'assistenza e il supporto a chi convive con il cancro e oltre il cancro, e stiamo lavorando per favorire un accesso equo ai farmaci prescritti sulla base del Molecular tumor board, superando le criticità attualmente esistenti legate ai costi e che creano disparità territoriali.

Su questi temi c'è un confronto costante con Aiom e altre società scientifiche oncologiche.Ricordo inoltre che, con l'entrata in vigore del decreto tariffe, potremo procedere all'aggiornamento dei Lea che vedrà l'ingresso nel regime pubblico anche della diagnostica molecolare".  Altro tema prioritario è quello dell'accessibilità alle cure, "che avete posto al centro del vostro congresso – ha continuato Schillaci parlando agli oncologi Aiom – Come ha sottolineato pochi giorni fa anche il presidente Mattarella, è necessario superare i divari territoriali.

E su questo c'è un grande sforzo in atto.Per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri, i dati del Programma nazionale esiti, che abbiamo da poco presentato con Agenas, ci dicono che rispetto al passato c'è una maggiore omogeneità tra le Regioni.

Non è un punto d'arrivo, ma di partenza che ci incoraggia sulla strada che abbiamo intrapreso.Le differenze che oggi esistono fra Nord e Sud sono inaccettabili e su questo dobbiamo fare di più, a cominciare dall'ambito della prevenzione.

Sappiamo che circa il 50% dei decessi per tumore e il 40% delle nuove diagnosi possono essere evitati, poiché legati a fattori di rischio modificabili ritenuti la causa di circa 65.000 morti l'anno.Per questo da subito abbiamo puntato sulla promozione di stili di vita salutari e sulla prevenzione secondaria, per aumentare la partecipazione ai programmi di screening e alle visite specialistiche, perché la diagnosi precoce è fondamentale per garantire maggiori probabilità di sopravvivenza e una migliore qualità della vita dei pazienti".  Un'azione mirata "è poi rivolta alle Regioni del Sud (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), proprio per ridurre le disuguaglianze in ambito sanitario.

Abbiamo sviluppato un Piano d'azione che si avvarrà dei fondi del Programma nazionale equità nella salute 2021-2027 – ha evidenziato il ministro – per la sperimentazione di nuovi modelli organizzativi per migliorare i servizi, compresi quelli di screening oncologico, tra l'altro con un aggiornamento costante delle liste anagrafiche per gli inviti ai test".L'offerta degli screening gratuiti già disponibili "deve essere adeguata in tutta Italia e stiamo lavorando per ampliare l'offerta con gli screening emergenti di polmone e prostata.

Il lavoro avviato è impegnativo ed è importante anche la collaborazione con Aiom, con tutte le società scientifiche, con i medici e con le associazioni dei pazienti che pure sono presenti questo pomeriggio.Sono certo che non mancherà il vostro contributo per affrontare le grandi sfide che abbiamo davanti", ha concluso. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gori mancanze d’acqua e abbassamenti di pressione Angri, Bracigliano, Corbara, Nocera S., Pagani, Sant’Egidio

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Gori comunica che, al fine di eseguire interventi di riparazione su una perdita idrica individuata sulla condotta adduttrice integrativa gestita da Ausino in via delle Cartiere, Acerno, sarà necessario interrompere temporaneamente il servizio idrico in alcune zone dei comuni di Angri, Bracigliano, Corbara, Nocera Superiore, Pagani e Sant’Egidio del Monte Albino.

L’interruzione del servizio è prevista dalle ore 8:00 di lunedì 11 novembre 2024 fino alle ore 1:00 di martedì 12 novembre, per un totale di 17 ore.

Di seguito è riportato l’elenco dettagliato delle strade interessate da disservizi idrici e delle località in cui sarà attivo un servizio sostitutivo:

ANGRI:

VIA CASALANARIO, VIA CIMITERO VECCHIO, VIA CUPA MASTROGENNARO, VIA CUPARELLA, VIA PONTE AIELLO e tutte le relative traverse.

SERVIZIO IDRICO SOSTITUTIVO con BATTERIA DI FONTANINE presso:

Via Alveo S. Alfonso n°6, antistante campo di calcetto, presente per tutta la durata dell’interruzione idrica.

BRACIGLIANO:

II TRAVERSA PASQUALE DONNARUMMA, TRAVERSA DI VIA DIAZ, TRAVERSA I DI VIA CAPITANO CECCONI,

TRAVERSA I DI VIA CARDAROPOLI, TRAVERSA I DI VIA DIAZ, TRAVERSA II DI VIA DIAZ, TRAVERSA III DI VIA DIAZ, TRAVERSA IV DI VIA DIAZ, TRAVERSA V DI VIA DIAZ, VIA CAMPO SPORTIVO, VIA CAPITANO CECCONI,

VIA CAPO LE PIETRE, VIA CARDAROPOLI, VIA CETRONICO, VIA CUPA DE SIMONE, VIA DIAZ, VIA DONNARUMMA, VIA PIGNATARO, VIA STRETTOLA CAPITANO CECCONI, VIA VESCOVO CAPACCIO e tutte le relative traverse.

SERVIZIO IDRICO SOSTITUTIVO con AUTOBOTTE presso:

Via Donnarumma, piazzale comunale di fronte al chiosco, presente per tutta la durata dell’interruzione idrica.

CORBARA:

LOCALITA’ CASAMOLA, VIA CASA MOLA, VIA MONACELLE e tutte le relative traverse.

SERVIZIO IDRICO SOSTITUTIVO con AUTOBOTTE presso:

Via Pulcinella, area parcheggio Proloco, nel comune di Sant’Egidio del Monte Albino, presente per tutta la durata dell’interruzione idrica.

NOCERA SUPERIORE:

VIA CASA MILITE, VIA NAZIONALE e tutte le relative traverse.

SERVIZIO IDRICO SOSTITUTIVO con AUTOBOTTE presso:

Via Nazionale Camerelle, presente per tutta la durata dell’interruzione idrica.

PAGANI:

VIA AMALFITANA e tutte le relative traverse.

SANT’EGIDIO DEL MONTE ALBINO:

PIAZZA GIOVAN BATTISTA FERRAIOLI, PIAZZA MARTIRI DI NASSIRYA, PIAZZA MUNICIPIO, TRAVERSA DI VIALE DELLA PACE, TRAVERSA II DI VIALE KENNEDY, TRAVERSA MUNICIPIO, VIA BOSCO, VIA CASTELLO TROIANO, VIA ERNESTO DANIO, VIA FRANCESCO FERRAIOLI, VIA GIACOMO LEOPARDI, VIA IPPOLITO GAETANO, VIA MANDRINO, VIA MARIO CUOMO, VIA ORAZIO, VIA PETRIERA, VIA RAFFAELE FALCONE, VIA SORVELLO, VIA TENENTE INNOCENZO FERRAIOLI, VIALE ABATE NATALINO TERRACCIANO, VIALE DELLA PACE e tutte le relative traverse.

SERVIZIO IDRICO SOSTITUTIVO con AUTOBOTTE presso:

Via Pulcinella, area parcheggio Proloco, presente per tutta la durata dell’interruzione idrica.

Si comunica che al ripristino dell’erogazione idrica potrebbero verificarsi temporanee condizioni di torbidità dell’acqua. Si consiglia di far scorrere l’acqua per alcuni minuti prima di utilizzarla.

Per eventuali aggiornamenti si invita a consultare la sezione “Avvisi all’utenza” del sito web www.goriacqua.com o a contattare il numero verde 800-218270, attivo 24 ore su 24.

Informazione sulla sospensione idrica è stata diffusa anche tramite affissione di locandine e avvisi sonori nelle zone interessate.

La Gori si scusa per il disagio causato da questa interruzione del servizio che riguarda impianti gestiti da altri enti.

Giustizia, task force Ministero-Università incrementa innovazione e formazione

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(Adnkronos) – Competenze, innovazione tecnologica e formazione sono i tre capisaldi dell’UPP-Task Force, il progetto realizzato dal Ministero della Giustizia, Dipartimento per l’innovazione tecnologica della giustizia – Direzione generale per il coordinamento delle politiche di coesione per favorire una sinergia vincente tra gli Uffici Giudiziari e le università nell’ambito dell’obiettivo “Miglioramento dell’efficienza e della qualità delle prestazioni del sistema giudiziario” del Pon Governance e Capacità Istituzionale 2014-20.I risultati del progetto, si legge in una nota, sono stati illustrati mercoledì scorso a Roma in occasione di un evento organizzato dal Ministero della Giustizia, cui hanno partecipato, tra glia altri: Andrea Ostellari, Sottosegretario alla Giustizia; Ettore Sala, Capo Dipartimento per l’innovazione tecnologica per la giustizia; Gaetano Campo, Capo Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi; Gabriella De Stradis, Direttore Generale per il coordinamento delle politiche di coesione. Il progetto mira alla diffusione dell’Ufficio per il Processo (UPP) e all’implementazione di modelli innovativi per gli Uffici Giudiziari. È stato realizzato coinvolgendo università pubbliche in forma singola o associata in 6 macroaree territoriali che hanno coperto l’intero territorio nazionale.

Sei i progetti ammessi a finanziamento, realizzati dal mese di aprile 2022 fino a settembre 2023, per un investimento complessivo di oltre 51 milioni di euro.Ciascun intervento fa riferimento a un Ateneo capofila (rispettivamente nelle città di Torino, Bologna, Viterbo, Napoli, Bari, Palermo) con un tasso di partecipazione pari all’85% degli Atenei statali in partenariato con le Università capofila.  “In questi ultimi anni, il Ministero della Giustizia ha intrapreso un percorso di rinnovamento, mirando con determinazione al conseguimento dell’efficienza e dell’innovazione del sistema giudiziario, traguardi fondamentali per la riforma in corso nel nostro Paese – ha ricordato Sala – Il progetto UPP-Task Force ha contribuito a stimolare il percorso di transizione digitale della Giustizia tramite la sperimentazione congiunta, tra Uffici Giudiziari e centri di ricerca, di iniziative sperimentali in tema di digitalizzazione, volte a sopperire a specifici fabbisogni espressi dagli stessi uffici giudiziari, tra cui: l’uso di strumenti digitali di supporto all'attività istruttoria; l’uso di strumenti digitali di supporto all’attività decisoria; raccolta degli indirizzi giurisprudenziali e alimentazione di banche dati giurisprudenziali; Strumenti digitali di court management.

Il progetto UPP-Task Force ha contribuito e potrà continuare a contribuire anche dopo la chiusura delle attività attraverso l’utilizzo degli output rimasti a disposizione degli Uffici Giudiziari”.  Il contributo da parte del mondo accademico è stato rilevante ai fini della realizzazione della Task Force, poiché ha riguardato complessivamente 56 atenei, 666 assegnisti e 790 borsisti di ricerca a supporto di 170 Uffici Giudiziari, considerando anche Tribunali per i Minorenni e Procure.La parte formativa, “cuore pulsante” del progetto proprio perché destinata a strutturare negli anni a venire i risultati raggiunti, ha contribuito alla definizione ed introduzione di nuovi modelli per la gestione delle pratiche che hanno interessato 162 Uffici Giudiziari.

Sempre nel settore della formazione, ulteriore novità riguarda la possibilità di creare nuovi profili professionali altamente specialistici.I risultati ottenuti alla conclusione del percorso rappresentano un bagaglio significativo sia in termini di formazione e preparazione specialistica sia in termini di creazione di modelli innovativi: 86 sono state le iniziative collegate alla formazione, 225 i modelli organizzativi creati e adottati, 171 gli strumenti di supporto digitale introdotti per facilitare la lavorazione dei fascicoli e prevenire blocchi e ostacoli gestionali. “Il capitale umano rappresenta una risorsa fondamentale per l’efficacia e l'efficienza del sistema giudiziario.

Investire sul fattore organizzativo, in particolare attraverso l'Ufficio per il Processo, significa in primo luogo migliorare la gestione delle risorse umane, combinando competenze e capacità di diverse figure professionali e razionalizzando i carichi di lavoro – sostiene Gaetano Campo, Capo Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi – L'implementazione di modelli organizzativi innovativi e la formazione del personale giudiziario sono ulteriori elementi chiave per garantire un servizio di giustizia più rapido ed efficace.Questo approccio integrato non solo valorizza il capitale umano ma promuove anche una cultura organizzativa orientata all'innovazione e alla qualità delle prestazioni”. Sei le azioni su cui si sono concentrati gli interventi: dalla maggiore integrazione tra sistema giudiziario e mercato del lavoro al potenziamento del rapporto tra università e tirocini formativi in ambito giudiziario, passando per una maggiore offerta post lauream in funzione delle necessità degli uffici del processo.

Ridefinizione dell'organizzazione negli uffici, affinamento delle competenze specifiche del personale amministrativo, supporto a digitalizzazione e innovazione tecnologica e definizione di strategie procedurali e organizzative nel civile, le altre aree di intervento. A conclusione del percorso, la Direzione generale per il coordinamento delle politiche di coesione ha previsto un’indagine conoscitiva per un bilancio complessivo dei progetti finanziati che ha interessato le Università capofila e partner e gli Uffici Giudiziari destinatari delle attività, i quali hanno espresso le proprie valutazioni sull’esperienza.Per le Università è infatti risultato evidente quanto sia importante aggiornare l’offerta formativa, introducendo nuovi corsi e intensificando la sinergia con l’amministrazione pubblica e gli ordini professionali.

Mentre gli Uffici Giudiziari hanno evidenziato l’importanza dei progetti realizzati.  “L’indagine è stata realizzata dalla Direzione Generale per il coordinamento delle Politiche di coesione in qualità di Organismo Intermedio del Pon Governance e capacità istituzionale 2014-2020 con la finalità di acquisire elementi conoscitivi di tipo qualitativo sui progetti UPP-Task Force – ha spiegato De Stradis, Direttore Generale per il coordinamento delle politiche di coesione – Tra gli obiettivi principali: identificare e analizzare i risultati raggiunti dai progetti e raccogliere proposte rispetto a eventuali iniziative analoghe da realizzare in futuro. È significativo come l’indagine sia stata realizzata proprio nell’ambito del PON Governance.Difatti, considerate le motivazioni alla base della scelta, ovvero 'rendere conto' a stakeholder e cittadini circa le attività svolte e 'apprendere' dall’esperienza realizzata, può essere considerata un esempio di rafforzamento della capacità amministrativa e istituzionale nella gestione complessiva dei progetti, in coerenza con la strategia complessiva del Programma.

L’approccio sperimentato in occasione del progetto UPP-Task Force potrà, quindi, essere replicato nell’ambito di altri progetti comunitari e nazionali”, ha concluso. Un’ulteriore dimostrazione di come la creazione di una sinergia fra l’Amministrazione giudiziaria e il mondo accademico abbia rappresentato un positivo catalizzatore di competenze ed esperienze, segnando la via lungo cui procedere per continuare a innovare il 'sistema Giustizia'. “Università e Giustizia sono due componenti fondamentali per lo sviluppo di un Paese: le Università sono alla base del progresso scientifico, tecnologico, culturale, sociale ed economico, mentre la Giustizia ha il compito di garantire che questo progresso avvenga nel rispetto delle regole proprie di uno Stato di diritto – ha osservato lOstellari – In Italia la collaborazione tra Giustizia e Università è stata già sperimentata nell’ambito del sistema giurisdizionale, ma attraverso il progetto UPP-Task Force, il Ministero della Giustizia ha voluto rilanciare un modello di miglioramento del sistema di governance basato sulla collaborazione tra Uffici Giudiziari e Università, – ha proseguito OStellari – dimostrando come quest’ultima possa essere stimolata, sviluppata e rafforzata lungo tre dimensioni.Una prima dimensione 'territoriale', intesa in termini di numero di attori e di distretti giudiziari coinvolti; una dimensione “strategica”, intesa come integrazione e diversificazione di competenze e strumenti a supporto dell’apparato giudiziario; e una dimensione “temporale”, intesa come la capacità di creare collegamenti che abbiano ricadute anche nel medio termine.

Ora l’obiettivo comune sarà passare dalla collaborazione a un’effettiva sinergia tra Università e Uffici Giudiziari come la giornata di oggi ci ha dimostrato essere possibile”, ha concluso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carceri, la proposta: tablet connessi a internet per detenuti

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(Adnkronos) –
Tablet con accesso a Internet come strumento educativo e riabilitativo per i detenuti: è la proposta di riforma avanzata dalle Camere Penali Internazionali che verrà presentata giovedì 14 novembre alla Camera dei Deputati in occasione dell'incontro 'Verso gli Stati Generali della Sicurezza 2025' (in cui saranno presenti, tra gli altri, Ettore Rosato, segretario del Copasir e rappresentanti di Governo della Difesa e dell'Interno). "La riforma si basa sulla convinzione che l’accesso alla rete sia un diritto umano fondamentale, necessario per lo sviluppo culturale e professionale, e ne promuove l’estensione anche ai detenuti, nel rispetto della dignità e della riabilitazione", spiegano i proponenti assicurando che la connessione alla rete dei device concessi ai detenuti sarà ovviamente "sotto stretto controllo".  "L'idea è che nel momento in cui si varca la soglia del carcere venga concesso al detenuto, al pari di altri oggetti di uso comune, un mezzo di comunicazione per mantenere un residuo collegamento con la società, che gli permetta di riabilitarsi e ricostruire un nuovo futuro", spiega all'Adnkronos l'avvocato Alexandro Maria Tirelli, presidente delle Camere penali del diritto europeo e internazionale. "Il principio alla base, che ha come orizzonte una società più inclusiva e giusta – continua -, è la difesa di un diritto, della dignità dell'uomo; non ha senso isolare il detenuto dalla società dove lì domani dovrà tornarci: il tablet non servirà per andare su TikTok ma per studiare, per la formazione professionale, per una crescita personale".   
I contenuti per l'accesso a Internet, secondo la proposta, saranno approvati dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.L'obiettivo è permettere, quindi, ai detenuti di acquisire competenze e conoscenze che faciliteranno la loro reintegrazione nella società al termine della pena.

Il sistema di accesso è pensato per impedire ogni comunicazione con l’esterno o l’uso di social media, garantendo che i detenuti possano utilizzare i tablet esclusivamente per scopi educativi e formativi.Tra i contenuti disponibili, saranno inclusi testi e materiali didattici, corsi professionali e di apprendimento linguistico. "Saranno esclusi da questa dotazione i detenuti in Alta sicurezza", sottolinea Tirelli.  Un aspetto innovativo della proposta prevede la possibilità di riduzioni di pena basate sui progressi educativi e di risocializzazione.

Attraverso un sistema di punteggi accumulati tramite studio e test, i detenuti potranno beneficiare di uno sconto di pena, incentivando così un impegno attivo nella propria crescita personale.  La riforma, secondo le Camere Penali Internazionali, "rappresenta un passo verso un sistema penale più umano e inclusivo, con l’obiettivo di ridurre la recidiva e facilitare l’inserimento lavorativo dei detenuti, contribuendo alla loro autonomia e al rispetto dei diritti umani.Riconoscere l’accesso alla rete come diritto fondamentale migliora le condizioni di detenzione e promuove una società più giusta".

Insomma, "un’opportunità per modernizzare il sistema penitenziario".   "Una proposta che preoccupa", afferma all'Adnkronos, Donato Capece, il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – Sappe, pigando che "strumenti di questa portata all'interno delle carceri potrebbero essere pericolosi.Il rischio è che i detenuti possano superare i limiti di controllo e dall'interno governare le azioni criminali sul territorio".

Peraltro,"gli agenti della polizia penitenziaria avrebbero un ulteriore compito, ma sarebbe davvero difficile poter controllare tutti i detenuti ai quali verrebbero dati questi mezzi di comunicazione.Stiamo quindi attenti a dotare i detenuti di tablet", conclude Capece.   "Il carcere dovrebbe essere per eccellenza il luogo della connessione a Internet, del lavoro da remoto, della fruizione di servizi amministrativi a distanza considerando che molte persone sono detenute in comuni diversi a quelli di residenza, ma la situazione attuale è che nessuno negli istituti penitenziari ha accesso alla rete, neanche nelle sale comuni.

Penso che garantire ai detenuti strumenti con accesso limitato a Internet sia davvero la strada verso un carcere più inclusivo e giusto", è invece il commento all'Adnkronos Alessio Scandurra dell'Associazione Antigone.  "E' anche un po' paradossale essere spaventati da una comunicazione via internet, quando sta scritto sulla Costituzione, la corrispondenza è segreta – aggiunge Scandurra -, quindi quando la stragrande maggioranza dei detenuti – fatta eccezione per coloro che sono in Alta sicurezza – possono scambiarsi lettere con chiunque in totale segretezza". "Oggi tutta una serie di servizi, di strumenti di informazione, di percorsi formativi, passano obbligatoriamente dal digitale, tant'è che in diversi casi si registrano difficoltà per chi da dentro vuole accedere alle università perché la maggior parte delle pratiche sono online.Di fronte a questo cambiamento il carcere è enormemente indietro: se si vuole parlare di reinserimento sociale dei detenuti nella società attuale, non in quella del 1978, per forza di cose devi passare da lì", sottolinea Scandurra, a giudizio del quale "c'è un solo problema che richiederebbe uno sforzo maggiore per superarlo: negli istituti penali non c'è nessuno che ha le competenze tecniche necessarie per gestire un sistema informatico sicuro".  Informazioni aggiuntive Creato dabertollini Modificato damazzu Stato di Workflow Articolo/Pubblicata In uso da Nessuno    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Agguato a tifosi israeliani, Parenzo: “Amsterdam come Monaco ’72”

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(Adnkronos) – "Una vergogna che ci fa capire che cosa siano l’antisemitismo e l’antisionismo.Due facce della stessa medaglia".

Così all'Adnkronos il giornalista David Parenzo commenta quanto accaduto ieri sera ad Amsterdam dopo la partita fra Ajax e Maccabi Tel Aviv che si è conclusa con un violento assalto alla tifoseria israeliana. "Questo triste episodio – prosegue – mi ha subito ricordato l’attacco dei terroristi palestinesi di Fatah alle Olimpiadi di Monaco del 1972, in cui morirono 17 israeliani per la sola colpa di essere israeliani". "Per fortuna non c’è stata la strage ma paura, inseguimenti per la città e violenza nei confronti dei tifosi israeliani.Per la sola ragione di essere ebrei.

Del resto, a vedere i filmati, la furia di questi fanatici si è diffusa per le strade della città al grido di 'morte agli ebrei'.Incredibile – conclude Parenzo – che in una grande capitale europea nel 2024 si debba avere paura come nella Notte dei cristalli del 9 novembre 1938!". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)