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Cesvi, cresce fame con eventi climatici estremi e guerre, 1 persona su 11 nel mondo la soffre

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(Adnkronos) – Eventi climatici estremi e guerre hanno fatto crescere di oltre il 26% in appena quattro anni il numero di persone che soffrono la fame e i progressi mondiali per la lotta alla malnutrizione stanno rallentando in modo preoccupante, allontanando sempre più l’obiettivo Fame Zero entro il 2030: se si manterrà questo ritmo, il mondo raggiungerà un livello di fame basso solo nel 2160, tra più di 130 anni. È quanto emerge dall’Indice Globale della Fame 2024 (Global Hunger Index – Ghi), tra i principali rapporti internazionali sulla misurazione della fame nel mondo, curato da Cesvi per l’edizione italiana e redatto annualmente da Welthungerhilfe e Concern Wordlwide, organizzazioni umanitarie che fanno parte del network europeo Alliance2015 – di cui anche Cesvi è parte – e, da quest’anno, insieme anche a Ifhv – Institute for International Law of Peace and Armed Conflict.Nel 2023 sono state 733 milioni (oltre 152 milioni in più rispetto al 2019) le persone che hanno sofferto la fame, una persona su 11 nel mondo e una su cinque in Africa.

Sono, invece, quasi 3 miliardi quelle che non hanno potuto permettersi una dieta sana a causa dell'aumento dei prezzi alimentari e della crisi del costo della vita. "L’insicurezza alimentare acuta e il rischio di carestia sono in aumento e l'uso della fame come arma di guerra sta dilagando – spiega Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi – e alla base di questi dati allarmanti c'è uno stato di crisi permanente causato da conflitti diffusi, dal crescente impatto dei cambiamenti climatici, da problemi di ordine economico, dalle crisi del debito e dalle disuguaglianze.Intervenire è ancora possibile, anche se diventa sempre più urgente farlo in maniera rapida e strutturata.

Alcuni Paesi hanno, infatti, dimostrato che il progresso è un obiettivo realizzabile: in Somalia, Bangladesh, Mozambico, Nepal e Togo, per esempio, si sono registrate notevoli riduzioni dei punteggi di Ghi sulla malnutrizione, anche se la fame resta comunque un problema serio". L’Indice Globale della Fame (Ghi) misura la fame a livello globale, regionale e nazionale basandosi su quattro indicatori: denutrizione, deperimento infantile, arresto della crescita infantile e mortalità dei bambini sotto i cinque anni.Quest’anno il punteggio Ghi del mondo è di 18.3, ovvero fame a livello moderato.

In 6 Paesi (Somalia, Burundi, Ciad, Madagascar, Sud Sudan e Yemen), nonostante i miglioramenti in alcuni di essi, è stato riscontrato un livello di fame ancora allarmante e in ulteriori 362 un livello di fame grave. "I progressi compiuti nella lotta contro la fame tra il 2000 e il 2016 dimostrano che un miglioramento sostanziale è possibile, anche in tempi ragionevoli – sottolinea Piziali – ma purtroppo dal 2016, quando il punteggio Ghi globale era 18.8, per il mondo nel suo complesso e per molti Paesi, i progressi si sono arenati e in alcuni Paesi si sono registrate addirittura delle inversioni di tendenza". In ben due terzi dei 130 Paesi esaminati nell’edizione 2024 del Ghi, la denutrizione non ha registrato miglioramenti o è addirittura aumentata.In particolare, in 22 Paesi con punteggi di Ghi 2024 moderati, gravi o allarmanti, è stato rilevato un peggioramento rispetto al 2016 e in 5 Paesi (Venezuela, Siria, Libia, Giordania e Figi) addirittura anche rispetto al 2000.

In base alle attuali proiezioni del Ghi, al ritmo attuale, sono almeno 64 i Paesi che non raggiungeranno livelli di fame bassi, tanto meno l’obiettivo Fame Zero, entro il 2030.Si stima infatti che, con il ritmo attuale, nel 2030, 582 milioni di persone saranno ancora cronicamente denutrite, la metà delle quali in Africa; un numero paragonabile alla popolazione denutrita nel 2015, anno in cui il mondo si è impegnato a eliminare la fame entro il 2030. Dal Ghi emerge, inoltre, che l'insicurezza alimentare acuta si sta rapidamente aggravando, con condizioni di carestia in crescita, in diversi Stati e territori, tra cui Gaza, Sudan, Haiti, Burkina Faso, Mali e Sud Sudan e che solo in un numero ridotto di Paesi (Bangladesh, Mongolia, Mozambico, Nepal, Somalia e Togo) sono stati registrati miglioramenti significativi, sebbene continuino ad essere presenti livelli di fame troppo elevati.

In America Latina e Caraibi il rallentamento della crescita è aumentato anche tra il 2016 e il 2023, con situazioni critiche nei territori di Haiti, Brasile e Argentina.Haiti, in particolare, è tra i paesi con i maggiori aumenti nei punteggi Ghi tra il 2016 e il 2023, principalmente a causa dell'aumento della malnutrizione: i livelli di fame stanno aumentando drasticamente, mentre il Paese affronta una serie di shock concomitanti, tra cui piogge irregolari, inflazione e turbolenze politiche che hanno generato violenze delle bande e sfollamenti interni. Oltre a valutare le tendenze e ad analizzare i livelli della fame, il report Ghi di quest'anno approfondisce l'importanza di affrontare la disuguaglianza di genere per raggiungere la resilienza climatica e l'obiettivo Fame Zero. "La disuguaglianza di genere è una delle minacce più pervasive allo sviluppo sostenibile e alla realizzazione del diritto al cibo – spiega Piziali – le donne sono infatti protagoniste di un vero e proprio paradosso: sono oltre il 60% delle persone che soffrono la fame pur essendo un pilastro della sicurezza alimentare delle loro famiglie.

Oltre il 43% della forza lavoro agricola nei Paesi in via di sviluppo è infatti femminile, anche se le donne possiedono una minima percentuale delle terre agricole e hanno accesso limitato a risorse come sementi, fertilizzanti e credito".L'insicurezza alimentare delle donne si ripercuote sui bambini.

La malnutrizione infantile è infatti strettamente correlata a quella materna, perpetuando un ciclo intergenerazionale di fame e povertà che colpisce i bambini già nei primi giorni di vita o ancor prima della nascita: oltre 94 milioni di donne e ragazze soffrono di malnutrizione acuta in gravidanza e durante l’allattamento.La situazione peggiora ulteriormente con la crescita: sono oltre 36 mln i bambini sotto i 5 anni malnutriti e tra questi oltre 9 mln soffrono di malnutrizione grave e hanno quindi bisogno di cure urgenti. "Secondo le stime della Fao, colmare i divari di genere nei sistemi agroalimentari potrebbe aumentare il PIL globale di quasi 1.000 miliardi di dollari, riducendo di 45 milioni il numero di persone afflitte dall’insicurezza alimentare.– spiega Piziali – Se ciò non dovesse accadere entro il 2030 quasi un quarto delle donne e delle ragazze di tutto il mondo (23,5%) sarà in condizioni di moderata o grave insicurezza alimentare".

Dal Ghi emerge che la giustizia di genere, essenziale per un futuro equo e sostenibile, si basa su riconoscimento (modifica delle norme di genere discriminatorie), ridistribuzione (assegnazione di risorse e opportunità per correggere le disuguaglianze di genere) e rappresentanza (ridurre il divario di genere nella partecipazione delle donne alla politica e nei processi decisionali): per ottenere un cambiamento reale, è cruciale garantire alle donne l’accesso alle risorse e affrontare le disuguaglianze strutturali come le dinamiche di classe e il controllo delle imprese sui sistemi produttivi. Mentre a Baku (Azerbaigian) è in corso la Cop29 (Conferenza Onu sui cambiamenti climatici), il GHI denuncia che la fame nel mondo si sta rapidamente aggravando anche a causa delle crisi climatiche sempre più frequenti ed estreme.Nel solo 2023 si sono verificate 399 catastrofi naturali, più di 1 al giorno.

Questi eventi hanno provocato 86.473 morti e colpito 93,1 mln di persone, causando 202,7 mld di perdite economiche.Gli eventi meteorologici estremi, in particolare, nell’ultimo anno hanno peggiorato i livelli di fame in 18 Paesi, facendo precipitare in condizioni di insicurezza alimentare acuta oltre 72 mln di persone, 15 mln in più rispetto al 20229 Nel mondo milioni di persone sopravvivono grazie all’agricoltura e sono quindi particolarmente sensibili alle variazioni climatiche.

Se non ci saranno cambiamenti di rotta, i raccolti di grano, riso e mais potrebbero ulteriormente diminuire, colpendo in particolare le comunità rurali, le famiglie a basso reddito e i gruppi già marginalizzati che sono fra i più vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici.Tra le regioni più colpite l'Africa Sub-Sahariana, il Sud-Est Asiatico e l'America Latina. La situazione è particolarmente critica nell’area del Corno d’Africa, alle prese con una crisi climatica estrema, segnata dall’alternarsi di lunghissimi periodi di siccità e devastanti inondazioni.

In Somalia, il livello di malnutrizione è ormai gravissimo e stagioni consecutive di scarse precipitazioni, problemi di sicurezza, effetti della guerra in Ucraina e conseguenze dei cambiamenti climatici hanno spinto le comunità più vulnerabili al limite; per questo Cesvi opera da molti anni nel Paese per rispondere ai bisogni nutrizionali dei più vulnerabili, attraverso 3 centri di salute nei quali si occupa di cura e nutrizione per neonati e mamme, attraverso la somministrazione di terapie nutrizionali salvavita oltre che del monitoraggio continuo delle condizioni dei pazienti.Le condizioni sono molto complesse anche in Etiopia a causa di una siccità gravissima.

Dal 2021 l’area ha saltato cinque stagioni di piogge consecutive, causando la perdita di bestiame, principale fonte di sostentamento per le comunità, e portando così ad un aumento della malnutrizione.Qui Cesvi sostiene la popolazione attraverso progetti di assistenza in denaro, riabilitazione e restauro di bacini per il raccoglimento dell’acqua, preparazione dei terreni al pascolo e attività di peacebuilding per aiutare le comunità a condividere le risorse in un’ottica di aiuto reciproco. A peggiorare la situazione alimentare mondiale anche le guerre e i conflitti armati, come dimostra il caso emblematico della Striscia di Gaza, che in meno di un anno ha visto il 96% della popolazione (2,15 milioni di persone) precipitare nell’insicurezza alimentare catastrofica o acuta.

Le operazioni militari hanno rapidamente devastato le infrastrutture agricole e di pesca del territorio e inferto un duro colpo anche all’allevamento.Quasi il 68% dei terreni agricoli di Gaza è stato danneggiato, riducendo drasticamente la produzione di cibo.

Il 52,5% dei pozzi agricoli (1.188) e 44% delle serre sono stati gravemente compromessi, le attività agricole sono quasi totalmente interrotte e molte aree sono contaminate da ordigni inesplosi: si stima che ci potrebbero volerci fino 14 anni per eliminare tutte le minacce esplosive.Le attività di pesca sono state gravemente compromesse a causa del blocco navale e degli attacchi alle imbarcazioni, riducendo notevolmente la disponibilità di pesce, una risorsa alimentare cruciale per Gaza.

Gravissima anche la situazione degli allevamenti con il 95% del bestiame andato perduto.La distruzione di infrastrutture vitali come le riserve idriche e le strutture di trattamento dell'acqua ha ulteriormente aggravato la crisi: l'accesso limitato all'acqua potabile ha aumentato il rischio di malattie legate alla malnutrizione e alle condizioni igieniche carenti. Nonostante le enormi difficoltà di accesso degli operatori umanitari, Cesvi sta sostenendo la popolazione da oltre un anno attraverso la distribuzione di acqua e cibo e con interventi, anche strutturali, per il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie nei rifugi.

Oltre a distribuire acqua potabile a oltre 100mila persone, l’organizzazione umanitaria in questi mesi ha dotato 7 accampamenti di cisterne da 1.500 litri e attivato interventi per ripristinare sistema fognari e latrine; l’obiettivo per i prossimi mesi è sostenere altre 35mila persone, tra cui 16mila bambini.Parallelamente sono state distribuite oltre 18 tonnellate di Plumpy’Nut, cibo terapeutico per la cura della malnutrizione acuta ed è in corso la consegna di pacchi alimentari alle famiglie sfollate nel nord della Striscia di Gaza, dando priorità a bambini, donne incinte, anziani e malati. Nell’ultimo anno i conflitti armati hanno peggiorato i livelli di fame in ben 20 Paesi, trascinando quasi 135 milioni di persone nell’insicurezza alimentare acuta a causa della combinazione di scontri prolungati, blocchi economici e distruzione di terreni agricoli.

La situazione è poi particolarmente critica in Sudan, Paese che sta affrontando un’emergenza fame di dimensioni mai viste dai tempi della crisi del Darfur dei primi anni 2000: l'escalation del conflitto, la distruzione deliberata del sistema alimentare del Paese, la perturbazione dei meccanismi di adattamento della popolazione e la difficoltà di accesso degli aiuti umanitari hanno portato il Paese sull'orlo della carestia.Attualmente sono oltre 20,3 milioni le persone che affrontano alti livelli di insicurezza alimentare acuta, con un aumento di 8,6 milioni in un solo anno.

Qui Cesvi sta intervenendo con l'obiettivo di fornire assistenza salvavita alle popolazioni vulnerabili colpite dal conflitto attivo garantendo sicurezza alimentare, nutrizione, acqua e servizi igienico-sanitari, oltre a fornire una programmazione integrata multisettoriale a lungo termine.Il devastante effetto dei conflitti sulla malnutrizione non risparmia l’Europa: anche l’Ucraina a causa della guerra nell’ultimo anno ha visto peggiorare il proprio punteggio Ghi sulla malnutrizione.

Sebbene i punteggi Ghi siano migliorati significativamente negli ultimi due decenni, l’Africa a sud del Sahara e l’Asia meridionale restano le regioni con i livelli di fame più alti del mondo, con punteggi GHI rispettivamente di 26,8 e 26,2 (livello grave). L'Africa subsahariana registra le percentuali più elevate di denutrizione e mortalità infantile.Tra il 2016 e il 2023, la denutrizione è aumentata soprattutto in Africa occidentale e centrale, a causa di conflitti e crisi economiche.

Nel 2022, il 72% della popolazione non poteva permettersi una dieta sana, il tasso più alto al mondo.Inoltre, in cinque Paesi della regione, oltre 1 bambino su 10 muore prima dei cinque anni, ed è l’area che detiene il più alto tasso di mortalità neonatale globale (40%).

A questo si aggiungono le conseguenze dei cambiamenti climatici che hanno ridotto la produttività agricola del 34% dal 1961 nella regione.In Zimbabwe e Zambia una delle peggiori siccità mai registrate ha devastato le colture di sussistenza.

Analogamente, molti paesi dell’Africa orientale hanno sperimentato la siccità più grave degli ultimi 40 anni, che ha portato a mancati raccolti, perdite di bestiame, riduzione della disponibilità d'acqua e un aumento dei conflitti. L’alto livello regionale di fame dell’Asia meridionale è determinato in gran parte dall’aumento della denutrizione e sottonutrizione infantile a livelli costantemente alti, provocata alla scarsa qualità della dieta, dalle difficoltà economiche e dal crescente impatto delle calamità naturali.La regione detiene il tasso più alto di deperimento infantile di tutte le regioni del mondo.

In Afghanistan, la sicurezza alimentare è peggiorata dal 2016 a causa del conflitto, dell'instabilità economica e dei disastri che hanno colpito l'agricoltura e gli aiuti.Il Paese ha registrato un aumento significativo della denutrizione e uno dei più alti tassi di arresto della crescita infantile, pari solo al Niger.

Il Pakistan è colpito da un’alta inflazione, deficit fiscali e calamità naturali.Le inondazioni estreme del 2022, legate ai cambiamenti climatici, hanno ulteriormente aggravato la crisi alimentare. "Dal Ghi emerge con forza che non c’è più tempo – conclude Piziali – è improcrastinabile agire in maniera concreta e incisiva sul problema della fame, mettendo i diritti umani in primo piano nell’attuazione delle politiche sul clima, la nutrizione e i sistemi alimentari.

In particolare, come emerge dalle raccomandazioni strategiche contenute del rapporto è fondamentale rafforzare il senso di responsabilità nei confronti del diritto internazionale e l'applicabilità del diritto a un'alimentazione adeguata, promuovere approcci trasformativi di genere ai sistemi alimentari e alle politiche e programmi climatici e fare investimenti che integrino e promuovano la giustizia di genere, climatica e alimentare, ridistribuendo le risorse pubbliche in modo da correggere le disuguaglianze strutturali". —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Libano, “qualche progresso verso cessate fuoco”

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(Adnkronos) – "Qualche progresso" per il cessate il fuoco tra Israele e Libano.Lo ha riferito il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar che, rispondendo ad una domanda specifica, ha detto: "C'è stato qualche progresso, stiamo lavorando con gli americani su questo".  Sa'arha anche parlato dei fermi scattati dopo i fatti di Amsterdam. "Sono stato informato dal sindaco di Amsterdam che è stata creata una squadra investigativa apposita, ma posso dire che finora il numero degli arresti è molto basso", ha affermato, aggiungendo che Israele ha offerto il suo contributo alle indagini.  Gli Houthi dello Yemen, che da anni l'Iran è accusato di sostenere, rivendicano un attacco contro il centro di Israele.

Secondo il portavoce Yahya Saree, gli Houthi "hanno condotto un'operazione con la base militare di Nahal Sorek (a sudest di Haifa) nel mirino".Il portavoce ha parlato di "un lancio preciso e di un incendio nei pressi del sito preso di mira".   Accuse allo Shin Bet da Yair Netanyahu.

Il figlio del premier israeliano Benjamin Netanyahu punta il dito contro l'Agenzia sostenendo stia cercando di rovesciare il governo del padre e "torturando" militari delle Idf nel mezzo di una serie di notizie che coinvolgono l'ufficio del primo ministro. "Lo Shi Bet che arresta e tortura per sciocchezze ufficiali delle Idf, è lo stesso Shin Bet che alcuni mesi fa ha rilasciato il 'Dottor Mengele' di Gaza, il direttore dello Shifa Hospital, insieme con decine di terroristi con il pretesto che non c'era posto nelle carceri?", scrive in una serie di post su X rilanciati stamani dal Times of Israel. In un altro parla di "un colpo di stato contro la scelta democratica della popolazione da parte della Procura, dei media e dei tribunali", alludendo alle accuse di corruzione contro il padre.E aggiunge: "Non c'è ancora stato un golpe contro la scelta democratica della popolazione da parte di tutti quanti sopra, più lo Shin Bet e i militari". "Una repubblica delle banane come l'America negli anni Sessanta", incalza Yair Netanyahu, a Miami da un anno.

E in un altro post se la prende con le indagini che riguardano l'ufficio del premier israeliano, volte – a suo avviso – a "nascondere all'opinione pubblica le decisioni della giunta della notte del 7 ottobre che hanno escluso il premier".  Donald Trump dovrebbe "porre fine" al conflitto nella Striscia di Gaza, dove proseguono le operazioni militari israeliane contro Hamas avviate dopo l'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele.Lo ha detto il portavoce della diplomazia iraniana, Esmaeil Baghaei.

Il presidente eletto degli Stati Uniti, ha affermato, dovrebbe "mettere fine al continuo genocidio" nell'enclave palestinese.       —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lecce, Giampaolo è il nuovo allenatore: l’annuncio

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(Adnkronos) – Marco Giampaolo è il nuovo allenatore del Lecce, il tecnico prende il posto dell'esonerato Luca Gotti.Dopo 12 giornate di campionato, la formazione salentina ha 9 punti, solo uno in più rispetto alla coppia Monza-Venezia che condivide l'ultima posizione in Serie A. Giampaolo, annuncia il Lecce, ha firmato un contratto valido fino al 30 giugno 2025, "con rinnovo automatico in caso di raggiungimento della salvezza".

Formeranno lo staff tecnico a disposizione di mister Giampaolo: Allenatore in seconda Francesco Conti, Collaboratore Tecnico Fabio Micarelli, Preparatore Atletico Samuele Melotto, Peparatore Atletico – recupero infortunati Giovanni De Luca (confermato), Preparatori dei Portieri Raffaele Clemente (confermato), Preparatori dei Portieri Luigi Sassanelli (confermato), Match Analyst Alcide Di Salvatore, Match Analyst Simone Greco (confermato). La ripresa della preparazione, così come già programmato, è fissata per domani pomeriggio al Via del Mare.Mister Giampaolo sarà presentato alla stampa domani mattina alle ore 10:00 dal Presidente Saverio Sticchi Damiani, dal Responsabile dell’Area Tecnica Pantaleo Corvino e dal Direttore Sportivo Stefano Trinchera, presso la sala stampa “Sergio Vantaggiato” dello Stadio Via del Mare. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, Friedkin ha due giorni per decidere: la ‘convinzione’ straniera

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(Adnkronos) – La scelta del nuovo allenatore della Roma, e più in generale la gestione di una crisi diventata grottesca, impegnano Dan e Ryan Friedkin in un passaggio chiave per il futuro della società che deve trovare rapidamente una direzione.La logica, e il calendario, dicono che hanno un tempo limitato, un paio di giorni, per sbloccare un'impasse che ora si consuma in un vuoto totale: senza Ceo, senza un direttore tecnico, senza un allenatore, con un direttore sportivo, Florent Ghisolfi, che sembra esautorato di qualsiasi potere. Sono ore di indiscrezioni, voci riportate e indizi più o meno attendibili.

Inclusa l'ipotesi, tutta da verificare, che i Friedkin siano già in Italia, blindati in un hotel di lusso di Ladispoli.  La realtà è che i contatti che ci sono stati non sono stati contatti risolutivi e che la decisione dei Friedkin è legata, ancora una volta, a valutazioni che sfuggono alle dinamiche abituali.Sarà Dan Friedkin a dire l'ultima parola e lo farà, come ha fatto in passato per tutte le scelte che ha fatto, da Mourinho a De Rossi, dando priorità alla propria convinzione personale.

Secondo quanto risulta all'Adnkronos, un criterio di valutazione che potrebbe influenzare la decisione finale è il grado di vicinanza con l'ambiente Roma del candidato a sedere sulla panchina.Che va letta, però, in senso contrario a quello che ci potrebbe aspettare.  Tra chi ha la possibilità di parlare direttamente con i proprietari della Roma, c'è chi insiste per una soluzione che possa riavvicinare la tifoseria e considerare il rischio concreto che arriva dal campo, perché la classifica dice che il tempo degli esperimenti è finito.

Tra questi anche Ghisolfi, che si sarebbe speso ancora una volta per il ritorno di De Rossi.Altre scelte in una direzione simile, sarebbero Claudio Ranieri o, con la disponibilità a fornire garanzie adeguate e un profilo più impegnativo, Roberto Mancini e Massimiliano Allegri. Stando alle interlocuzioni riportate, però, Friedkin sarebbe più convinto da una soluzione straniera.

L'idea di fondo è che serva un allenatore in grado di lavorare con la giusta distanza, con il distacco necessario a imporre una netta discontinuità.E' l'opzione opposta a quella percorsa con De Rossi, che nella valutazione della proprietà americana sarebbe stata segnata da troppo coinvolgimento e poca lucidità.

Tra i nomi che circolano ci sono quelli proposti o comunque vagliati dall'agenzia internazionale, la CAA Base di Frank Trimoboli in stretto contatto con Friedkin: su questo fronte i nomi più ricorrenti sono quelli di Edin Terzic e Frank Lampard. Si tratterebbe di una scelta azzardata, perché un allenatore che non abbia esperienza in Serie A avrebbe necessariamente bisogno di un periodo di ambientamento.E il tempo, anche in considerazione di quello perso con la fallimentare operazione Ivan Juric, resta un fattore chiave. (Di Fabio Insenga)    —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giancarlo Giannini al Teatro Supercinema in “Penziere e Musica” con la Marco Zurzolo Band

Ad inaugurare la stagione teatrale nello storico teatro stabiese uno dei mostri sacri del cinema italiano, il maestro Giancarlo Giannini, nello spettacolo “Penziere e musica” insieme al sassofonista Marco Zurzolo e alla sua Band.I più bei versi della tradizione letteraria italiana e mondiale, declamati dalla voce calda e profonda di Giancarlo Giannini, hanno commosso ed emozionato il folto pubblico in sala.

Tema dominante l’amore, in tutte le sue forme: dall’amore spirituale di Dante Alighieri in “Tanto gentile e tanto onesta pare” a quello passionale dei versi di Pablo Neruda o Alda Merini, fino all’amor filiale di Pier Paolo Pasolini in “Supplica a mia madre”.In scena i versi di poeti famosi o poco conosciuti, lontani nel tempo e nello spazio, dal Trecento ai nostri giorni e dall’ Italia alle Americhe o alla Cina, perché l’amore è un sentimento universale, che travalica ogni confine e può durare oltre la morte.

Sentimento complesso che genera gioia o dolore, nostalgia o speranza e che rivive sul palcoscenico in tutto il suo pathos, con un attore del calibro di Giancarlo Giannini.Sulla scena rinascono i pensieri d’amore di Francesco Petrarca, Cecco Angiolieri, Agnolo Poliziano, Vincenzo Cardarelli, quelli di Federico Garcia Lorca e di poeti nativi Americani e cinesi.

Nelle poesie immortali recitate dal poliedrico artista anche il rimpianto per amori mai nati, come in “A Silvia” di Giacomo Leopardi e “Bacio morto” di Ada Negri.Non poteva mancare nell’intensa interpretazione del grande maestro il discorso funebre di Marco Antonio, tratto dal “Giulio Cesare” di Shakespeare, uno dei monologhi teatrali più famoso di tutti i tempi.

Marco Antonio in esso rende gli onori alla salma di Cesare, mostrando la sua amicizia, la forma d’amore più alta che possa esistere.Basterebbe questo per definire “Penziere e Musica” uno spettacolo colto e coinvolgente, ma ciò che lo rende un evento unico è l’intreccio tra recitazione, musica e dialoghi improvvisati tra Giannini e Zurzolo.

Unico perché è uno spettacolo ogni volta diverso, in quanto Giannini non segue un ordine predefinito nelle sue letture, ma l’estro del momento, e i musicisti gli vanno dietro con incredibile maestrìa, mescolando generi diversi.Dalle struggenti melodie del repertorio classico napoletano alla musica dei Gipsy Kings, da “Quando” di Pino Daniele alla canzone “I tre porcellini” per stemperare toni troppo solenni.

Allo stesso scopo l’interpretazione musicale di canzoni dal ritmo travolgente, come “A rumba d”e scugnizze” di Viviani, e “Tammurriata nera” di Mario e Nicolardi, e tante altre.Un omaggio a Napoli, dove Giancarlo Giannini ha trascorso cinque anni della sua giovinezza, ma anche un tributo a Castellammare, per aver dato i natali a Raffaele Viviani, Annibale Ruccello e Italo Celoro (e a tanti altri artisti di fama nazionale e internazionale).

Per questo Marco Zurzolo ha giustamente definito Castellammare “la patria del teatro” ed ha affermato: “La vostra è veramente una terra magica”, perché non ci meravigliamo se tanti talenti nascono tra noi.Tra una melodia e una lettura dei versi, i dialoghi tra Giannini e Zurzolo, sono vere e proprie gag comiche, un teatro all’improvviso con esiti a dir poco esilaranti.

Il pubblico del Teatro Supercinema, in visibilio, ha lungamente applaudito Giancarlo Giannini e il quartetto di bravissimi musicisti al suo seguito: al sax Marco Zurzolo, alla batteria Vittorio Oliva, alla chitarra Carlo Fimiani e al contrabbasso Umberto Lepore.Un inizio entusiasmante per “La stagione teatrale di Luca” al Teatro Supercinema, con un mito del teatro e del cinema internazionale, in uno spettacolo emozionante, originale e coinvolgente.

Cecchettin, dalle borse di studio alla fondazione: Giulia fa ancora rumore

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(Adnkronos) – Un cortometraggio, la dedica in centinaia di lauree, più di trenta panchine rosse, disseminate da Nord a Sud, intitolate a lei.Nessuno ha dimenticato Giulia Cecchettin e a un anno esatto dal femminicidio la sua storia continua a fare rumore.

L'ex fidanzato Filippo Turetta l'ha accoltellata a morte, ma la ventiduenne di Vigonovo continua a vivere nel ricordo di chi l'ha amata, e resiste anche in chi non l'ha mai conosciuta.Il dolore che non è diventato odio ma lotta al patriarcato, ha trasformato un lutto privato in movimento collettivo.  L'ondata di affetto e vicinanza che per settimane ha invaso – con fiori, biglietti, peluche – il piccolo comune in provincia di Venezia fin dall'11 novembre del 2023 non si arresta e sono oltre 3.000 le lettere cartacee ricapitate da allora nella villetta di via Leonardo da Vinci, dove vivono papà Gino Cecchettin e i figli Elena e Davide.

Messaggi d'affetto, il racconto di violenze private o un semplice grazie a chi non chiede vendetta.  Di Giulia c'è chi ricorda l'oplita a un passo dalla laurea in Ingegneria biomedica, chi celebra l'artista con la passione per il disegno, chi la giovane che amava passeggiare e ascoltare musica, lei che da piccola aveva suonato la chitarra e poi la batteria.La studentessa che amava la letteratura inglese, Jane Austen e sognava di vedere la brughiera vive nelle borse di studio in sua memoria, nell'hashtag #tOrtadimele usato da centinaia di illustratori, nelle canzoni e nelle aule dedicate a lei.  Oggi l'Università di Padova ricorderà Giulia Cecchettin con un momento di incontro e a Vigonovo la musica di un pianoforte suonato da Paolo Zanarella riempirà l'aria, ma è difficile un anno dopo – in attesa della sentenza per Turetta del 3 dicembre – fare una mappa di tutte le iniziative pubbliche e private (oltre 100) che richiamano il suo nome e che invitano a combattere contro la violenza sulle donne, un fenomeno i cui numeri restano un'emergenza.

Il viso di chi non c'è più è catturato anche in diversi murales, come quello comparso a Milano e che ha ispirato la copertina del libro 'Cara Giulia', una lettera d'amore di un padre a una figlia.  Giulia Cecchettin è ora anche una fondazione, che si sostiene con l'aiuto di tutti, per promuovere la formazione della giusta affettività nelle scuole e per contribuire a sostenere progetti per il contrasto alla violenza di genere.In soli cinque mesi, la pagina Instagram conta quasi 14mila follower – con un’età media di 25-34 anni – e riceve ogni giorno circa 50 messaggi di vicinanza o per proporre iniziative.

Dallo scorso marzo sono oltre 2mila le mail con richieste di interventi nelle scuole o di inviti a eventi dedicati alla ventiduenne.  "Non la conoscevo ma mi ha lasciato l'anima divelta.Ora lotto più forte di prima" scrive una ragazza, mentre una giovane madre spera di educare il figlio "nel rispetto per l'altro".

C'è chi ringrazia una "famiglia meravigliosa che ha deciso di trasformare il dolore in qualcosa di più produttivo invece che cedere all'odio", chi spera "di essere un uomo migliore" e chi si è tatuato sulla pelle il suo disegno: un vaso con tanti fiori, diversi e colorati, "strappati via troppo presto", ma capaci di restare vivi.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

DiCaprio compie 50 anni e la ‘Leomania’ non è mai passata

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(Adnkronos) –
Leonardo DiCaprio compie oggi 50 anni e la ‘Leomania’ non è mai passata.Attore, stacanovista, stella tra le più luminose di Hollywood, playboy – ma nel suo cuore c’è solo mamma Irmelin – e attivista per l’ambiente.

Ha interpretato ruoli memorabili, vincendo l’Oscar per quello sbagliato, ovvero ’The Revenant’.  
A soli 23 anni ha raggiunto il successo planetario con l’interpretazione di Jack Dawson in ‘Titanic’, regalando una delle scene più iconiche del cinema mondiale: quella in cui Jack abbraccia da dietro Rose – interpretata da Kate Winslet – e lei urla “sto volando” dalla prua.E poi il bacio.

E tutti in una valle di lacrime (c’è chi lo ammette e chi mente).Ma a spegnere il romanticismo (senza pietà, va detto) ci ha pensato Rose, che ha lasciato affondare Jack in fondo al gelido oceano (sì, perché su quella sottospecie di zattera un altro posto c’era eccome).  Mettendo da parte, per un attimo, questo inevitabile rancore nei suoi confronti, per DiCaprio è tempo di bilanci.

Spegne 50 candeline a Los Angeles – Brad Pitt, Katy Perry e Orlando Bloom, Paris Hilton, tra gli ospiti del suo esclusivo party – ma per lui il tempo sembra non passare mai: quegli occhi blu e quella sua faccia da angioletto continuano a far sognare intere generazioni e il grande schermo.Forse quel ciuffo biondo e quel sorriso appena accennato fanno ancora desiderare di avere il suo poster sul muro.

L’intramontabile Leo ha lavorato con i più grandi registi, a partire da Martin Scorsese, Quentin Tarantino, Baz Luhrmann e Steven Spielberg.Ma è anche paladino dell’ambiente.  
Nel 2014 è stato nominato Messaggero della Pace e nel 2016 è stato inserito dalla rivista Time al primo posto tra le 100 persone più influenti del pianeta.

Ma poco spazio per l’amore, se non quello mamma Irmelin, colei che ha scelto il nome Leonardo perché quando era in pancia ha dato un calcio mentre la madre stava osservando un dipinto di Leonardo da Vinci nella Galleria degli Uffizi di Firenze.   Attualmente DiCaprio ha una relazione con la modella italiana Vittoria Ceretti ma, a quanto si apprende dalla stampa internazionale, l’attore non avrebbe intenzione di mettere su famiglia.Lo scapolo d’oro di Hollywood è stato fidanzato quasi sempre con modelle giovanissime, come Gisele Bundchen, Bar Rafaeli e Camila Morrone.

Ma la moda non fa per lui e i suoi look anti-paparazzo ne sono un esempio: un accessorio che non manca mai è il cappello per non farsi riconoscere e, dalla pandemia, indossa sempre la mascherina.No, non è un ‘fashion victim’.  Ma che importa davanti a quella miriade di interpretazioni che hanno regalato un brivido nel buio di una sala tra lacrime, brividi e l’odore di pop corn caldi.

DiCaprio ha esordito al cinema nel 1991 nel film fantascientifico ‘Critters 3’.Due anni dopo, nel 1993, ha recitato al fianco di Johnny Depp in ‘Buon compleanno Mr.

Grape’ in cui ha interpretato Arnie, un ragazzo con disabilità intellettiva.Un ruolo che gli è valso la prima candidatura agli Oscar come Miglior attore non protagonista.

Nel 1996 ha recitato in ‘Romeo + Giulietta di William Shakespeare’ di Baz Luhrmann, con il quale torna a lavorare nel 2013 ne ‘Il grande Gatsby’.Nel 1997 è diventato l’idolo dei giovani di tutto il mondo con ‘Titanic’.

Ed è grazie a questo capolavoro che Martin Scorsese mette gli occhi su di lui, diventando ben presto il suo mentore.  Nel 2002 lo ha scelto per interpretare Amsterdam Vallon in ‘Gangs of New York’. È stato diretto da Scorsese anche in ‘The Aviator’ nel 2004, in ‘The Departed – Il bene e il male’ nel 2006 e ‘Shutter Island’ nel 2010, in ‘The Wolf of Wall Street’ nel 2013 (che gli vale una nomination per Miglior attore protagonista) e nel 2023 in ‘Killers of the Flower Moon al fianco del ‘toro scatenato’ Robert De Niro.E ancora, ha girato ‘Inception’ nel 2010 diretto da Christopher Nolan, ‘Django Unchained’ (2012) e ‘C’era una volta a…Hollywood’ (2019) di Quentin Tarantino.

L’Oscar è arrivato (finalmente) nel 2015 con ‘The Revenant’ di Alejandro González Iñárritu, scatenando il web che ha ironizzato su DiCaprio più volte a un passo dalla statuetta senza mai vincerla.  Un caso è ‘The Wolf of Wall Street’ nel 2014.Nonostante meritasse la statuetta per quel ruolo a vincerla è stato Matthew McConaughey per ‘Dallas Buyers Club’.

Si può considerare un riconoscimento alla carriera quello vinto per ‘Il redivivo’, di cui si ricorda solo lo sforzo fisico dell’attore sul set piuttosto che la sua interpretazione.DiCaprio tornerà prossimamente al cinema con ‘The Battle of Baktan Cross’ al fianco di Benicio Del Toro e Sean Penn con la regia di Paul Thomas Anderson.

di Lucrezia Leombruni —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atp Finals, oggi Alcaraz contro Ruud: programma, orario, dove vederlo in tv

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(Adnkronos) – Seconda giornata delle ATP Finals Torino 2024 oggi, 11 novembre.Al debutto Carlos Alcaraz in un match che sulla carta dovrebbe essere abbastanza facile contro Casper Ruud.

In scena anche il numero 2 del classifica mondiale Alexander Zverev, in serata contro Andrey Rublev, ma anche i doppisti italiani Bolelli e Vavassori.La coppia azzurra inizierà il cammino contro Rohan Bopanna e Matthew Ebden, nel remake della finale degli Australian Open. Alle ore 20, ci sarà la premiazione di Jannik Sinner che otterrà il trofeo dedicato al numero 1 della classifica di fine anno.  Carlos Alcaraz e Casper Ruud scenderanno in campo alle ore 14 per la sfida che aprirà il Girone Newcomb.

Poi ci sarà una breve pausa e si riprenderà alle ore 18 con la sessione serale e con il doppio Bolelli/Vavassori contro Bopanna/Ebden.Non prima delle 20:30 toccherà a Zverev e Rublev.  Alcaraz-Ruud si potrà seguire solo su Sky sui canali 201 (Sky Sport Uno) e 203 (Sky Sport Tennis).

Diretta streaming possibile con Sky Go e NOW.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, Trump nomina Tom Homan responsabile controllo frontiere

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(Adnkronos) – Donald Trump ha nominato Tom Homan, ex agente di polizia di 62 anni e funzionario dell'immigrazione di lunga data, responsabile del controllo delle frontiere.Lo ha comunicato il presidente eletto degli Stati Uniti su Truth.

Homan, che ha ricoperto il ruolo di direttore ad interim dell'Immigration and Customs Enforcement durante la prima presidenza di Trump, avrà un ruolo di vasta portata che coprirà una serie di incarichi su cui Trump si era impegnato in campagna elettorale. Trump si riferisce a Homan come al suo "zar di frontiera", poiché supervisiona le questioni di sicurezza dal confine meridionale alla sicurezza aerea, aggiungendo che "sarà responsabile di tutte le deportazioni degli immigrati clandestini nel loro Paese di origine". Trump ha inoltre nominato la deputata repubblicana Elise Stefanik ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite. "Sono onorato di nominare la presidente Elise Stefanik per servire nel mio gabinetto come ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni Unite.Elise è una combattente incredibilmente forte, tenace e intelligente, sostenitrice dell'America First", ha affermato Trump in una dichiarazione al New York Post. La Stefanik ha confermato di aver accettato la nomina, affermando di sentirsi "veramente onorata". "Durante la mia conversazione con il presidente Trump, ho espresso quanto sono onorata di accettare la sua nomina e che non vedo l'ora di guadagnarmi il sostegno dei miei colleghi del Senato degli Stati Uniti", ha affermato.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Serie B, i top e i flop della 13^ giornata

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Nuovo weekend di calcio concluso.Nel fine settimana è andata in scena la 13^ giornata di Serie B che, come di consueto, ha regalato diverse sorprese.

Da chi ha convinto (magari non performando benissimo, ma tornando alla vittoria) a chi invece ha deluso.Scopriamo insieme i top e i flop dell’ultima giornata prima della pausa per le nazionali.

TOP

Modena: Dopo l’esonero di Bisoli, il Modena torna a vincere e lo fa battendo 2-0 la Carrarese grazie alle reti di Cauz e di Palumbo.

Per i canarini si parla di un ritorno alla vittoria che mancava dallo scorso 21 settembre, oltre alla porta inviolata, assente dopo quasi due mesi.

Mantova: Vittoria importante del Mantova che torna finalmente al successo battendo per 1-0 la Cremonese.A decidere è un gol di Burrai al 59’, con la squadra di Possanzini che si dimostra tenere meglio il campo rispetto a quella di Corini, poco incisiva nel tiro.

Vittoria che porta il Mantova a -1 dall’incredibile zona playoff.

Frosinone: Grego continua a inseguire la prima vittoria, ma si conferma un ferma big.Dopo il pareggio contro il Pisa in casa, il Frosinone ferma anche il Palermo (che cercava necessariamente riscatto dopo la sconfitta della scorsa settimana contro il Cittadella in casa).

E invece, nulla da fare per gli uomini di Dionisi che erano riusciti a sbloccarla grazie a Roberto Insigne.

FLOP

Salernitana: A Salerno la situazione non è per niente delle migliori.Il Bari di Moreno Longo torna a vincere e lo fa per 2-0.

La posizione di Martusciello sulla panchina della Salernitana, ora, è fortemente a rischio.Come riporta Gianluca Di Marzio, infatti, si va sempre di più verso l’esonero, considerando il quartultimo posto.

Reggiana: Doppio vantaggio, in casa, sprecato.

Un pareggio che vedendo l’andazzo della partita di certo non soddisfa.Finisce 2-2 la sfida tra Reggiana e Catanzaro, con i padroni di casa che l’avevano sbloccata al 25’ con Portanova per poi trovare, esattamente sei minuti dopo, il raddoppio con Gondo.

Da qui, le reti del pareggio di Pompetti e soprattutto Iemmello al 75’.

Brescia: Si era parlato addirittura di un possibile esonero di Maran.Forse è eccessivo, pensando che la squadra è comunque in zona playoff.

Sabato è mancato il possibile sorpasso sul Palermo e sulla Cremonese.Sotto contro un Cosenza – che pensandoci meriterebbe ancora il top come la scorsa settimana – per 2-0, la rimonta è compiuta: 2-2 al 90’ e un punto che, per come si è messa la partita, poteva andare bene e che sembra ormai vicinissimo.

Poi, la beffa nel recupero: 3-2 e sconfitta casalinga.

 

Estate di San Martino: quand’è, cos’è e cosa dice la leggenda

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(Adnkronos) – L’ultimo respiro caldo prima dell’arrivo dell’inverno.Inizia oggi, 11 novembre 2024, l'Estate di San Martino, un fenomeno legato a una antica legenda cristiana che cade nella prima metà del mese di Novembre di solito dopo una fase di maltempo.

Questo periodo, della durata di circa tre giorni, è caratterizzato da temperature più miti, che ricordano appunto il periodo estivo. Ma quest'anno il detto popolare che recita “L’estate di San Martino dura tre giorni e un pochino”, non sarà rispettato.Secondo le previsioni meteo infatti, proprio a partire da oggi (giorno del vescovo Martino di Tours), arriverà, contro ogni credenza, l’Inverno di San Martino che tra domani e mercoledì potrebbe portare la neve fino a quote prossime ai 900/1000 metri e pioggia sulle regioni di Nord-ovest.  Ma, previsioni a parte, perché si chiama così?

La leggenda più diffusa vuole che, proprio l’11 Novembre, San Martino abbia incontrato un povero, nudo e infreddolito, mentre faceva una passeggiata a cavallo nei pressi della città di Amiens, in Francia.Il freddo era pungente e il Santo non esitò a tagliare in due il suo mantello per offrire un riparo anche al viandante.

Il gesto sarebbe stato così apprezzato che, proprio mentre donava metà del suo mantello al povero, spuntò un sole caldo. Meteorologicamente parlando l’Estate di San Martino rappresenta un periodo particolarmente mite e gradevole che arriva dopo una fase burrascosa di stampo autunnale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente nel leccese, investiti da auto: un morto e un ferito grave

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(Adnkronos) – Un uomo è morto investito da una automobile ieri sera sulla strada provinciale 75 Lucugnano – Tricase in direzione Tricase.Una seconda persona è rimasta ferita in modo grave.

Il primo, cittadino del Bangladesh, era su un monopattino, il secondo anche lui migrante era su una bicicletta.L'incidente è avvenuto nei pressi del campo sportivo di Lucugnano.

L'automobilista si è fermato per chiamare i soccorsi.Sul posto sono intervenuti i carabinieri.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stromboli, notte di terrore a Ginostra: “Fango e detriti sul villaggio dopo piogge”

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(Adnkronos) –
Piove 10 minuti e fango e detriti precipitano dalla montagna "invadendo nuovamente Ginostra, il minuscolo villaggio alle pendici dello Stromboli, facendo saltare anche l’energia elettrica".Una notte "di terrore per gli isolani che chiusi in casa hanno pregato affinché le loro abitazioni e le loro stesse vite venissero risparmiate dalla furia dei torrenti in piena".

Così Gianluca Giuffrè, coordinatore del Comitato per Ginostra. "Sono bastati 10 minuti di pioggia, nella tarda serata di ieri, per far ripiombare l’isola nella paura e nel caos.Lo storico approdo del Pertuso risulta totalmente insabbiato ed inoperabile, i cavi elettrici sono stati nuovamente tranciati e gran parte del villaggio è senza luce da ieri sera – dice – Strade invase da fango e detriti cosi come alcune abitazioni.

Occorre intervenire immediatamente, non si può più aspettare.Dallo scorso agosto la situazione e ben chiara a tutti ma nessuno ancora ha fatto niente se non un’opera di pulizia delle strade.

Bisogna passare i cavi elettrici, in corrispondenza dei valloni, su dei pali.E’ inutile ricucire i cavi e continuare a lasciarli sui letti dei torrenti.

Per salvare le case si deve intervenire a valle creando dei muri, lungo gli argini dei torrenti, che possano far confluire le acque verso il mare e non verso il centro abitato.Per fare tutto ciò bastano pochi giorni e non anni".  "Successivamente si deve intervenire a monte con delle opere di protezione- dice Giuffrè- A Stromboli, dall’altro lato dell’isola, dal 2022 ad oggi ancora non si è riusciti a realizzare le opere necessarie alla salvaguardia del villaggio nonostante milioni di euro finanziati mentre ad Ischia in pochi mesi si è intervenuti.

Stromboli e Ginostra sono patrimonio dell’umanità (Unesco) è si deve intervenire subito, non si può più aspettare.La tragedia è dietro l’angolo e non vogliamo che ci siano morti e processi ma fatti concreti.

Inoltre, è bene ricordarlo, siamo sotto un vulcano attivo e in caso di eruzioni improvvise quasi tutte le vie di fuga risultano, al momento, ostruite.Crediamo, a questo punto, se si vuole salvare Ginostra e Stromboli, che la questione debba essere trattata direttamente dal Governo Nazionale ed in tempi brevissimi.

Lo Stato oggi è chiamato a proteggere i suoi cittadini". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sicurezza nei cantieri: di chi è la responsabilità?

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11La sicurezza nei cantieri rappresenta un tema di fondamentale rilevanza, spesso fonte di dibattiti e incomprensioni tra le diverse parti coinvolte.Identificare chiaramente le figure responsabili e comprendere i rispettivi obblighi è essenziale per garantire un ambiente di lavoro sicuro, evitando situazioni di rischio per i lavoratori.Quali sono le responsabilità relative alla sicurezza nei cantieri?Quali possono essere considerati i ruoli principali?

E come ciascuno di essi contribuisce alla riduzione dei rischi?

La collaborazione per un ambiente di lavoro sicuro

La sicurezza nei cantieri è un tema centrale nel settore degli appalti pubblici, dove le norme di regolamentazione sono molto severe per garantire il rispetto degli standard di protezione.In questo contesto, il tema delle categorie SOA – su cui gli esperti di SOA Semplice forniscono chiarimenti esaustivi – assume un’importanza significativa poiché tale attestazione certifica non solo le competenze tecniche delle aziende ma anche la loro idoneità nel gestire aspetti di sicurezza specifici ai lavori per cui si candidano.Questo meccanismo aiuta a garantire che le imprese coinvolte abbiano le qualifiche richieste per rispettare le normative sulla sicurezza, attribuendo la responsabilità ai soggetti giusti e migliorando la tutela dei lavoratori.La sicurezza in un cantiere non è una responsabilità che può essere attribuita ad una sola persona. È il risultato di una collaborazione tra tutte le figure coinvolte, ognuna delle quali deve svolgere un ruolo specifico per fare in modo che il cantiere sia un luogo sicuro.

Con la formazione continua e la comunicazione chiara, è possibile rendere minimi i rischi.Tutti devono essere consapevoli dell’importanza del proprio contributo per la sicurezza collettiva.

Le responsabilità del datore di lavoro

Il datore di lavoro ha un ruolo importante nel garantire la sicurezza sul luogo di lavoro.Secondo le normative in vigore, il datore di lavoro è tenuto a fornire attrezzature adeguate, a formare i lavoratori sui rischi specifici del cantiere e a garantire che ogni attività venga svolta in condizioni di sicurezza.La responsabilità principale è quella di assicurarsi che tutte le normative in materia di sicurezza siano rispettate e che i lavoratori siano consapevoli dei pericoli associati al loro lavoro.

Per esempio, è il datore di lavoro che deve verificare che i ponteggi siano costruiti correttamente e siano stabili.Deve assicurarsi che i lavoratori abbiano a disposizione i dispositivi di protezione individuale e garantire che vi sia una supervisione continua per monitorare l’esecuzione delle attività.Un altro aspetto delle responsabilità del datore di lavoro è la valutazione dei rischi, che deve essere condotta in modo regolare e sistematico. È possibile così individuare le aree critiche del cantiere e implementare le necessarie misure di mitigazione.

Il ruolo del coordinatore per la sicurezza

Il coordinatore per la sicurezza rappresenta una figura essenziale nei cantieri di grandi dimensioni, nei quali la complessità delle operazioni e la presenza di più squadre di lavoro richiedono una gestione attenta e coordinata dei rischi.Il coordinatore è responsabile della pianificazione e della supervisione dell’applicazione delle misure di sicurezza in tutte le fasi del progetto.

La sua funzione principale è quella di mantenere un controllo efficace dei rischi derivanti dall’interazione tra le diverse attività presenti in cantiere.Il coordinatore redige il Piano di Sicurezza e Coordinamento, un documento che stabilisce le misure di prevenzione e protezione da adottare.Tutti i soggetti coinvolti nelle attività del cantiere devono conoscere e rispettare le indicazioni contenute nel piano.

La responsabilità dei lavoratori

I lavoratori sono una parte integrante del sistema di sicurezza nel cantiere e hanno responsabilità ben definite.Devono seguire le istruzioni ricevute durante la formazione e utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione individuale.

Azioni indispensabili per garantire la sicurezza collettiva sono costituite dalla segnalazione di situazioni di pericolo e dal rispetto delle procedure operative.

Il ruolo del committente

Il committente, colui che commissiona i lavori, ricopre un ruolo altrettanto rilevante nella gestione della sicurezza del cantiere. È suo compito nominare un coordinatore per la sicurezza e assicurarsi che l’impresa scelta rispetti tutte le normative.Il committente non può limitarsi a delegare le responsabilità, ma deve attivamente verificare che il progetto sia realizzato nel rispetto delle norme di sicurezza.Inoltre, deve selezionare con attenzione le imprese appaltatrici, scegliendo quelle che possiedono le competenze necessarie in materia di sicurezza.Questa figura deve assicurarsi che tutte le imprese coinvolte abbiano i documenti necessari in regola, come il documento di valutazione dei rischi interferenti, il cui scopo è identificare e mitigare i rischi che derivano dall’interazione tra le diverse attività lavorative.

Giulia Tramontano, la mamma: “Non è più tempo di orrore e bugie”

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(Adnkronos) – "Cara Giulia non è più tempo di orrore, non è più tempo di bugie, di egoismo e cattiveria.Chiunque ti abbia incrociato nel percorso della vita, conserva oggi un dolce ricordo che resterà un segno indelebile nella sua anima".

Sono le parole che Loredana Femiano dedica, via social, alla figlia Giulia Tramontano nel giorno in cui è prevista la requisitoria contro il fidanzato Alessandro Impagnatiello, imputato a Milano davanti ai giudici della prima corte d'Assise.  L'ex barman rischia l'ergastolo per l'omicidio della ventinovenne, incinta di Thiago, uccisa a coltellate nella loro casa di Senago il 27 maggio del 2023.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mtv Ema 2024, trionfa Taylor Swift. Annalisa ‘Best italian act’

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(Adnkronos) –
Taylor Swift trionfa agli Mtv European Music Awards (Ema) 2024.Premiata anche Annalisa che ha vinto il premio come Best Italian Act. “Ho appena saputo che abbiamo vinto il Best Italian Act.

Sono davvero felicissima, e dico lo abbiamo vinto perché lo abbiamo fatto insieme.Grazie davvero di avermi votato, grazie a tutti quelli che mi hanno sostenuto sempre e anche questa volta senza di voi non ci sarebbero premi, non ci sarebbero questi momenti così belli da festeggiare", ha detto l’artista italiana in una storia pubblicata sul suo profilo Instagram. Taylor Swift, che ha vinto nelle categorie Best Video con Fortnight (feat.

Post Malone), Best Artist, Best Live e Best US Act, non era presente alla cerimonia di Manchester ma è stato trasmesso un suo videomessaggio registrato: “È davvero emozionante e meraviglioso.Mi sono divertita tantissimo a girare in Europa quest'estate”. Ariana Grande ha vinto nella categoria Best pop, mentre la Best Collaboration è andata a Lisa featuring Rosalia per New Woman.

Quest'anno, L'Icon Global degli EMA è stata assegnata al rapper statunitense Busta Rhymes: “È una sensazione incredibile”, ha commentato.  Tyla, che si è esibita nel corso della serata, ha vinto come Best Afrobeats, Best R&B.Benson Boone, che è apparso sospeso in aria suonando un pianoforte dorato, poi vinto il premio come Miglior artista emergente. Rita Ora ha ricordato l'ex cantante degli One Direction Liam Payne.

Ora, 33 anni, presentatrice della cerimonia a Manchester, era amica di Payne e aveva collaborato con il cantante per la canzone 'For You'. “Liam Payne era una delle persone più gentili che conoscessi”, ha detto. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giulia Cecchettin, un anno fa l’omicidio. Il papà: “Sono riuscito a non odiare”

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(Adnkronos) – Un anno fa moriva Giulia Cecchettin, studentessa di 22 anni uccisa a coltellate dall’ex fidanzato Filippo Turetta. "In quest'anno ho imparato a concentrarmi sul positivo, prendo una foto di Giulia e la guardo, mi concentro sul bello.Sono riuscito ad ascoltare le parole di Filippo (Turetta ndr) senza provare odio o rabbia", ha detto Gino Cecchettin, a un anno dalla scomparsa della figlia, ospite a 'Che Tempo Che Fa' sul Nove.  "Questo esercizio l'ho fatto per un anno, mi sono reso conto che intorno a me si respirava qualcosa di negativo: è umano, è comprensibile.

Io sono riuscito a non odiare.Penso che il segreto sia concentrarsi sui nostri cari che ci danno amore e bellezza", ha spiegato, aggiungendo: "Noi siamo genitori per sempre e io sarò per sempre il papà di Giulia".  "Abbiamo lavorato in modo assiduo – ha detto il papà di Giulia – e abbiamo creato la Fondazione Giulia Cecchettin che è stata costituita qualche settimana fa ufficialmente e che presenteremo a Montecitorio il 18 novembre.

Presenteremo lì quelli che saranno i nostri progetti". "Io ho cercato di portare il bello di Giulia – ha spiegato – il suo modo di vedere la vita, amava vivere, era buona e altruista.E su questa linea vorremo continuare.

Abbiamo individuato il primo progetto, che abbiamo inserito anche nello statuto, che è quello di fare formazione, vorremmo insegnare la bellezza dell'amore, che tradotto significa far capire agli studenti che amare è molto meglio che odiare, fare dei piani didattici che i membri del comitato tecnico, che sono tutti professori universitari, psicologi, pedagogisti, stanno elaborando e che porteremo nelle scuole.Vorremo fare un percorso che ha la velleità di portare ad avere un'ora di educazione all'affettività nelle scuole.

Questo è il mio sogno".  Un altro degli obiettivi è che le famiglie insegnino ai propri ragazzi ad accettare le sconfitte. "La vita è fatta di ostacoli che dobbiamo superare, probabilmente noi genitori cerchiamo di togliere quanti più ostacoli possibili ma molto spesso non facciamo il bene dei ragazzi.Quando arriva la sconfitta va accettata, e non solo accettarla ma farne virtù", ha sottolineato.

E, ha aggiunto Gino Cecchettin, "vogliamo lavorare di concerto con altre fondazioni e associazioni, l'unione fa la forza: l'obiettivo comune è portare ad avere meno violenze e femminicidi.E unendo le forze lo possiamo ottenere".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Russia prepara 50mila uomini per attacco nel Kursk

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(Adnkronos) –
La Russia prepara l'attacco.Le forze armate di Mosca hanno radunato 50.000 uomini, compresi soldati nordcoreani, per sferrare l'assalto ai reparti dell'Ucraina e riconquistare la regione di Kursk, occupata da Kiev sin dall'inizio di agosto.

Il piano russo per la svolta nella guerra prende forma, come delinea il New York Times sulla base di informazioni e news provenienti da fonti americane e ucraine. Il contributo di migliaia di soldati inviati da Kim Jong-un per sostenere Vladimir Putin appare determinante.Gli uomini messi a disposizione da Pyongyang e addestrati nelle ultime settimane in diverse basi russe consentono a Mosca di non modificare i propri piani nelle altre zone calde del fronte.  Secondo una nuova valutazione di Washington, la Russia sta ammassando forze nel Kursk senza bisogno di ritirare soldati dall'est dell'Ucraina – la sua principale priorità sul campo di battaglia – permettendo a Mosca di premere ora su più fronti contemporaneamente. Le truppe russe hanno già recuperato parte del territorio conquistato dall'Ucraina oltre il confine e continuano a spingere nel Donetsk.

Nelle ultime ore, in particolare, secondo il ministero della Difesa è stata conquistata la località di Volchenka, non lontano da Kurakhove, nel distretto di Pokrovsk. Nel Kursk, secondo i funzionari americani, i russi stanno da tempo minacciando le posizioni ucraine con attacchi missilistici e fuoco di artiglieria, ma non hanno ancora iniziato l'assalto decisivo.Da Kiev affermano di aspettarsi nei prossimi giorni un attacco che coinvolga anche le truppe nordcoreane, visto che da giorni soldati di Mosca e Pyongyang si addestrano insieme per l'offensiva.   I funzionari americani sono fiduciosi che le truppe ucraine difficilmente lasceranno le loro posizioni e che le forze russe e nordcoreane subiranno probabilmente pesanti perdite, simili a quelle subite dalla Russia in Ucraina orientale. Secondo gli analisti militari statunitensi, il numero attuale di morti e feriti delle truppe russe ammonta a una media di oltre 1.200 al giorno, soprattutto a causa delle avanzatissime tattiche di fuoco d'artiglieria in possesso di Kiev, che si sono rivelate devastanti per Mosca e lo saranno probabilmente anche per i nordcoreani, che combattono solo come fanteria leggera, senza disporre di veicoli corazzati. Tuttavia, se la Russia dovesse guadagnare slancio, potrebbe non fermarsi al confine, ma tentare di respingere le forze ucraine ancora più lontano.

Per i funzionari americani ancora non è chiaro se Kim Jong-un autorizzerà le sue forze a condurre operazioni prolungate in Ucraina o se queste sono destinate solo alla controffensiva del Kursk.Alcuni ritengono che la Corea del Nord potrebbe ordinare alle sue truppe di fermarsi al confine senza entrare in Ucraina.   
Mosca, rispetto a Kiev, riesce a garantire un ricambio in prima linea riversando nuove risorse umani al fronte.

Putin continua ad avere a disposizione 'carne da cannone' nonostante abbia perso quasi 700mila uomini tra morti e feriti dall'inizio della guerra.Il mese di ottobre appena concluso è stato pesantissimo secondo i numeri che emergono da un'intervista alla Bbc del capo di Stato Maggiore della Difesa del Regno Unito, l'ammiraglio Tony Radakin.

Il militare parla di un "prezzo straordinario" per i russi mentre prosegue quella che il Cremlino avviò come "operazione militare speciale". "La Russia sta per raggiungere i 700.000 morti o feriti", dice parlando di perdite per "piccole porzioni di territorio". "Non c'è dubbio che la Russia stia ottenendo successi tattici e territoriali e che stia facendo pressioni sull'Ucraina", aggiunge.Osserva, però, che Putin sta destinando più del 40% della spesa pubblica per difesa e sicurezza, un "onere enorme" per la Federazione che non fornisce un bilancio dei suoi caduti.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, Juric esonerato: serve terzo allenatore in anno nero

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(Adnkronos) –
La Roma ha perso in casa con il Bologna ed ha aperto un'altra crepa nella sua crisi con il secondo esonero di un allenatore in meno di due mesi.Dopo la decisione di mandare via Daniele De Rossi, con sole 4 giornate alle spalle, il ko interno con i rossoblu ha convinto Dan e Ryan Friedkin a cambiare ancora e esonerare Ivan Juric.

Tra i due licenziamenti sono passati appena 53 giorni, con pochi punti all'attivo e molte delusioni in campionato e Coppa.Il ds giallorosso Florent Ghisolfi è già al lavoro da tempo per il sostituto, visto che era chiaro a tutti il destino di Juric prima dell'ennesimo passo falso.  I nomi che potrebbero fare al caso della Roma non sono molti: gli allenatori candidati devono conoscere il campionato italiano, avere carisma, credibilità in uno spogliatoio complesso e capacità di portare la Roma fuori d questa situazione prima che diventi ancora più complessa.

Il primo nome su tutti sembra essere quello dell'ex ct dell'Italia e dell'Arabia Saudita Roberto Mancini, con un passato alla Lazio e e con l'ostacolo sulla durata del contratto.Il tecnico vorrebbe almeno un biennale, anche se non arrivano conferme di contatti diretti con il club.

L'alternativa potrebbe essere rappresentata da Claudio Ranieri che conosce bene l'ambiente e potrebbe essere il giusto traghettatore per portare la nave in porto prima di un cambio definitivo in estate.In questo momento pare molto più difficile pensare ad un ritorno di Daniele De Rossi.  Altra carta di livello potrebbe essere quella di Massimiliano Allegri, che dopo l'esonero della Juventus è alla ricerca di un nuovo progetto, ma anche in questo caso a lungo termine.

Nella rosa dei nomi anche l'attuale ct della Turchia Vincenzo Montella.Ci sono poi le possibili alternative straniere, come il francese ed ex tecnico giallorosso Rudi Garcia che però male ha fatto al Napoli, dove è stato esonerato.

Altri profili circolati in queste ore sono quelli di Frank Lampard, Graham Potter e Edin Terzic.Un'altra scommessa, forse troppo per un'annata già complicatissima. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump esclude Pompeo e Haley, vuole solo ‘fedelissimi’ nella sua squadra

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(Adnkronos) – Nel governo di 'fedelissimi' che sta costruendo Donald Trump non figureranno l'ex segretario di Stato Mike Pompeo e l'ex ambasciatrice delle Nazioni Unite Nikki Haley, che potrebbero aver pagato alcuni diverbi passati con il neoeletto presidente.In un post pubblicato sul social network Truth, è lo stesso tycoon ad annunciare l'esclusione dei due repubblicani: “Ho apprezzato molto lavorare con loro in precedenza e vorrei ringraziarli per il loro servizio al nostro Paese”.

Ma la decisione di Trump rivela quella che sarà la parola d'ordine nel processo di selezione della prossima squadra di governo: lealtà.  Haley ha corso contro Trump nelle primarie repubblicane e non l'ha accompagnato nella campagna presidenziale.Pompeo, ex segretario di Stato, aveva condannato l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, attirandosi le antipatie del popolo 'Maga', che da allora lo vede come un rappresentante dell'establishment.

Secondo Politico, l'ex direttore della Cia avrebbe a lungo considerato di candidarsi alla presidenza nel 2024, salvo poi scegliere di non sfidare Trump per la nomination repubblicana.Sia Haley che Pompeo hanno appoggiato la candidatura del tycoon molto più tardi rispetto ad altri ex funzionari della prima amministrazione. Secondo quanto riferito a Politico da due fonti, Pompeo stava facendo degli sforzi concreti per diventare il nuovo segretario alla Difesa, e in molti lo consideravano tra i favoriti, ma la sua candidatura si sarebbe scontrata con l'accesa opposizione delle persone più vicine al tycoon, tra cui il figlio Donald Trump Jr.

e il commentatore di estrema destra ed ex conduttore di Fox News Tucker Carlson.  “C'è il desiderio di non avere persone con ambizioni presidenziali che usino i posti nel gabinetto di Trump come trampolino di lancio – ha detto una delle fonti, ex funzionario dell'amministrazione Trump – È stato scottato in passato da Mike e da Haley, e le loro idee di politica estera non sono allineate a quelle del presidente”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)