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Serie A, Lotito a colloquio con Tebas su lotta a pirateria e politiche sportive

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(Adnkronos) – Il presidente della Liga Spagnola, Javier Tebas, che oggi è intervenuto al Social Football Summit, in corso allo Stadio Olimpico di Roma, ha incontrato a pranzo il presidente della Lazio e senatore di Forza Italia Claudio Lotito.A quanto si apprende, l'incontro a Palazzo Madama è stato l’occasione per un confronto sulla legge italiana contro la pirateria, ritenuta un “modello” da Tebas. Lo spagnolo, che è uno dei manager più influenti al mondo nel settore calcistico, ha sottolineato come la recente norma licenziata dal Parlamento italiano per contrastare la distribuzione illecita di contenuti protetti dal diritto d’autore, sia un valore per tutto il comparto, norma voluta con forza dal senatore Lotito, ribadendo l’auspicio che venga allargata a tutta l’Europa.

Si è inoltre discusso delle politiche sportive nelle Leghe in Europa, dei format dei campionati e del fair play finanziario, del ruolo dei procuratori dei calciatori e dei recenti provvedimenti sulle rescissioni contrattuali dei calciatori. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Chissà chi è’ chiude, Amadeus è al lavoro su un nuovo game-show

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(Adnkronos) –
L'access prime time di Amadeus sul Nove cambierà format.Secondo quanto anticipato da FqMagazine, 'Chissà chi è', che non ha ottenuto i risultati d'ascolto sperati, andrà in onda fino al 21 dicembre, poi chiuderà.

E probabilmente dopo la pausa natalizia, come evidenzia il sito specializzato di Davide Maggio, nella fascia di access prime time il nuovo anno del Nove si aprirà con il ritorno di 'Cash or Trash' di Paolo Conticini.  Nel frattempo, Amadeus, impegnato con 'La Corrida' e con la promozione del suo libro 'Ama Amadeus' uscito ieri (per l'occasione in queste ore ha fatto di nuovo capolino sui social, ma solo quelli dell'amico, Fiorello, con un video ironico sull'assenza del volume in edicola), avrà tempo per testare nuovi format e cucirseli addosso.Forse non solo di access prime time ma anche di prime time.  A quanto apprende l'Adnkronos, a portare alla decisione di concludere l'esperienza di 'Chissà chi è' è stata la valutazione di compatibilità tra ascolti e costi del programma, nato su Rai1 e accompagnato sull'ammiraglia Rai da un pubblico vastissimo. 'I Soliti Ignoti' così come 'Chissà chi è' sono programmi con costi non indifferenti, visto il numero di persone coinvolte nella produzione.

Per il nuovo format di access prime time è probabile quindi che si guarderà a una formula che da un lato abbia costi di produzione più adeguati agli ascolti del Nove in quella fascia e dall'altro che permetta ad Amadeus di adattarla alle sue corde.Quasi certamente la scelta cadrà su un nuovo format di Endemol e quindi del gruppo Banijay (la stessa produzione de 'I Soliti Ignoti' e 'Chissà chi è') perché questo permetterà di preservare gli accordi economici in atto con più facilità.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Casellati a Tor Vergata: “Università levatrici del nostro futuro”

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(Adnkronos) – “Le Università sono levatrici del nostro futuro, costruiscono la classe dirigente di domani e pongono le basi del futuro, la conoscenza si pone come fattore imprescindibile per preservare lo sviluppo umano degli equilibri sociali.Gli Atenei devono essere capaci di creare valore pubblico, l'Università deve concorrere al bene comune, preparando alla vita sociale non solo bravi laureati ma anche buoni cittadini.

L'Università deve sviluppare strategie che generino valori per tutti i suoi diversi interlocutori”.  Queste le parole di Maria Elisabetta Alberti Casellati, ministra per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa, intervenuta alla cerimonia di inaugurazione a.a. 2024-2025 dell’università di Roma Tor Vergata, presso l’Auditorium Ennio Morricone di Lettere e Filosofia.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Simon Boccanegra’ inaugura la Stagione all’Opera di Roma

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(Adnkronos) – E' il grande regista inglese Richard Jones a firmare lo spettacolo che mercoledì 27 novembre inaugura la Stagione 2024/25 dell'Opera di Roma: "Simon Boccanegra" di Giuseppe Verdi.La nuova produzione, che segna il ritorno al Costanzi del regista dopo i successi de "La dama di picche" e "Ká'a Kabanová", vede impegnato sul podio il direttore musicale della Fondazione Capitolina Michele Mariotti.  Protagonisti Luca Salsi nel ruolo del titolo, Eleonora Buratto come Maria Boccanegra, Michele Pertusi nella parte del nobile Jacopo Fiesco, Stefan Pop nelle vesti di Gabriele Adorno, Gevorg Hakobyan come Paolo Albiani.

A firmare scene e costumi è Antony McDonald, mentre le luci sono di Adam Silverman.Coreografa per i movimenti mimici è Sarah Kate Fahie e maestro d'armi è Renzo Musumeci Greco.

Orchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma.La serata inaugurale del 27 novembre è trasmessa da Rai Cultura in prima serata su Rai5 alle ore 21.15 e in diretta su Radio3 Rai alle 18.00.

Repliche fino al 5 dicembre.  Intrighi politici e scontri di classe, passioni irrisolte e bramosie di potere.La storia del primo doge di Genova, Simon Boccanegra, è per Verdi un dramma sulla crisi di un sistema politico, e sul tormento di un uomo diviso tra l’amore per la figlia e il compimento dei propri doveri istituzionali.

Una tragedia in cui il mare, cornice onnipresente nell'opera, è sia sfondo di una Genova in tumulto sia riflesso dell'animo inquieto dei protagonisti.Verdi tornò sulla partitura più di vent'anni dopo l'insuccesso di una prima versione, rappresentata a La Fenice di Venezia nel 1857, in un momento di svolta delle proprie concezioni drammaturgiche.  A interpretare la storia di Simon Boccanegra in questa nuova produzione per l'Opera di Roma è chiamato Richard Jones.

Pluripremiato regista britannico – ha vinto nove Olivier Awards e due South Bank Show Awards – Jones lavora da più di trent’anni per i palcoscenici di tutto il mondo.Oltre a mettere in scena spettacoli nei principali teatri londinesi (Royal Opera House, English National Opera, National Theatre, Royal Shakespeare Company e Young Vic), ha collaborato con il Met di New York, i festival di Glyndebourne, Aix-en-Provence e Bregenz, l’Opéra di Parigi, Scala di Milano e, ancora negli Stati Uniti, per Broadway, il New York Public Theatre e il Park Avenue Armory Theatre.

Nominato Regista dell'anno dalla rivista Opernwelt Magazine per il suo Giulio Cesare alla Bayerische Staatsoper di Monaco, è inoltre dal 2015 Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico.Tra le produzioni premiate con gli Olivier Awards si ricordano Alcina (Royal Opera House), Hänsel und Gretel (Welsh National Opera) e Lady Macbeth del distretto di Mtsensk (Royal Opera House).

Torna al Costanzi dopo aver messo in scena nel 2022 Kat’a Kabanova di Janáček, spettacolo vincitore di un South Bank Show Award.  Sul podio sale invece il direttore musicale dell'Opera di Roma Michele Mariotti, che ha diretto il suo primo "Simon Boccanegra" nel 2007, a soli 28 anni, per l'apertura della stagione del Teatro Comunale di Bologna.Nel 2021, è tornato ad eseguire il titolo in forma di concerto, sempre con la stessa orchestra, al Festival Verdi di Parma.  "Nel 'Simon Boccanegra' di Verdi, amore e potere si trovano crudelmente schierati l’uno contro l'altro – dice Mariotti – Da una parte la musica esprime un'atmosfera liquida, scura e inafferrabile proprio come gli intrighi del potere, dall’altra, per mezzo del canto isolato di un fagotto o delle oscillazioni cromatiche degli archi, ci commuove.

Nel finale del primo atto, ad esempio, Verdi delinea un quadro di inaudita violenza: uno scontro tra patrizi e plebei che sarà interrotto solamente dal pianto del doge che va gridando ‘pace’ e ‘amore’.Ma in un mondo così bieco non c’è posto né per l’amore né per la pace, se non quella che Simon Boccanegra troverà nell’ultimo abbraccio con il mare, che diventerà così la sua tomba". Premio Abbiati 2017 come Miglior Direttore d'orchestra, Mariotti è ospite regolare dei principali teatri italiani e internazionali, come la Wiener Staatsoper, la Royal Opera House, la Deutsche Oper Berlin, il Festival di Salisburgo e il Met di New York.

Nella stagione 2024/25 della Fondazione Capitolina dirigerà la prima delle tre riprese di Tosca firmate da Alessandro Talevi per i 125 anni del capolavoro pucciniano (14 e 16 gennaio 2025), il dittico Suor Angelica/Il prigioniero (23 aprile – 2 maggio 2025), lo Stabat Mater per la regia di Romeo Castellucci (26 – 31 ottobre 2025) e due concerti sinfonici (8 dicembre 2024 e 22 marzo 2025).  Protagonista sul palco nel ruolo del titolo il baritono Luca Salsi, già apprezzato Simon Boccanegra al Festival di Salisburgo nel 2019 e più recentemente alla Scala di Milano.Interprete di riferimento del repertorio verdiano, ha cantato nei principali teatri al mondo, tra i quali il Met di New York, la Royal Opera House e la Wiener Staatsoper.

Torna al Costanzi dopo aver interpretato Michele ne Il Tabarro diretto da Mariotti nel 2022.Accanto a lui, nel ruolo di Maria Boccanegra, il soprano Eleonora Buratto, insignita del Premio Abbiati 2021 come Miglior Cantante e applauditissima Madama Butterfly nella Stagione 2022/23 dell’Opera di Roma.

Al Costanzi ha già interpretato la figlia del doge nel 2012, ruolo che poi ha portato nel 2014 in tournée con l’Opera di Roma al Bunka Kaikan di Tokyo, entrambe lo volte sotto la direzione di Riccardo Muti.A cantare Jacopo Fiesco è invece il basso Michele Pertusi che, in questa veste, è già salito sui palchi di Vienna, Torino, Bologna e Parma.

Il tenore Stefan Pop è invece Gabriele Adorno.Vincitore di due premi Operalia e di un Oscar della Lirica Young Generation, Pop torna sul palco della Fondazione Capitolina dopo aver cantato nel Requiem di Verdi diretto da Mariotti a febbraio 2023.

Nei panni del filatore d’oro Paolo Albiani canta il baritono Gevorg Hakobyan, mentre il popolano Pietro è incarnato dal basso Luciano Leoni.  Nelle repliche del 29 novembre, 1 e 4 dicembre, Simon Boccanegra è invece interpretato dal baritono Claudio Sgura, apprezzatissimo Scarpia nella recente produzione di Tosca al Caracalla Festival e di cui tornerà a rivestire i panni, a maggio all’Opera di Roma, nella ripresa di Alessandro Talevi; Maria Boccanegra da Maria Motolygina, soprano al suo debutto con la Fondazione Capitolina; Jacopo Fiesco da Riccardo Zanellato; Gabriele Adorno da Anthony Ciaramitaro, che torna all’Opera di Roma dopo aver interpretato Faust nel Mefistofele che ha inaugurato la Stagione 2023/24.  La prima rappresentazione è prevista per mercoledì 27 novembre alle ore 18.00.Repliche venerdì 29 novembre (ore 20.00), sabato 30 novembre (ore 18.00), domenica 1 dicembre (ore 16.30), martedì 3 dicembre (ore 20.00), mercoledì 4 dicembre (ore 20.00), giovedì 5 dicembre (ore 20.00).

Anteprima giovani domenica 24 novembre (ore 16.30). In occasione dello spettacolo inaugurale esce il quinto numero di "Calibano", la rivista di attualità culturale dell'Opera di Roma realizzata in collaborazione con effequ che, pubblicata ogni quattro mesi, trae ispirazione dalle opere in cartellone per riflettere sul mondo di oggi.Il nuovo numero collega Simon Boccanegra al tema del potere e si interroga, con contributi che spaziano dalla nonviolenza politica all’antispecismo, dagli algoritmi alla seduzione dell’immagine televisiva, sulle molteplici forme che oggi questo assume.

Tra le firme di questo numero Giancarlo De Cataldo, autore di una testimonianza sul potere visto dall'esperienza di un magistrato, e Andrea Tarabbia (Premio Campiello 2019), presente per l’occasione con un racconto inedito. È in programma una presentazione in anteprima dello spettacolo inaugurale e del nuovo numero della rivista venerdì 22 novembre, alle ore 17.30, in Sala Grigia al Costanzi ad ingresso libero.Intervengono il direttore musicale della Fondazione Capitolina Michele Mariotti, la giornalista Donata Columbro, il musicologo Giuliano Danieli e il direttore di "Calibano" Paolo Cairoli.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Levialdi Ghiron (Tor Vergata): “Università faro di pensiero critico, laboratorio di idee innovative”

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(Adnkronos) – “Oggi viviamo in un'epoca che ci sfida incessantemente obbligandoci a riflettere sul ruolo dell'Università.Le sfide globali, le connessioni internazionali ci dimostrano che intrecciano i destini delle diverse società.

In questo contesto, l’Università è chiamata a svolgere un ruolo cruciale, che va oltre la trasmissione del sapere: deve essere faro di pensiero critico, laboratorio di idee innovative e luogo di dialogo capace di formare cittadine e cittadini del mondo, pronti a comprendere e a interpretare le sfide globali con responsabilità, lungimiranza e spirito etico".E' quanto ha detto Nathan Levialdi Ghiron, Magnifico Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata durante la Cerimonia di Inaugurazione dell'anno accademico 2024-2025 dell’Università di Roma Tor Vergata, presso l’Auditorium Ennio Morricone della Macroarea di Lettere e Filosofia.

Tema dell’evento le Interconnessioni e sfide globali: il ruolo strategico dell’università. "L'obiettivo dell'Università è formare persone in grado di comprendere e interpretare le dinamiche che attraversano il nostro tempo, di navigare con consapevolezza tra le sfide contemporanee e di influenzare attivamente i processi decisionali.Solo attraverso un sapere aperto, capace di trasformarsi e di arricchirsi nel dialogo collettivo, potremo dare vita a una generazione che non solo reagisce agli eventi, ma che, con competenza e senso etico, sa guidarli verso un futuro più equo e sostenibile.

Questo comporta una formazione che vada oltre l’acquisizione di competenze tecniche e teoriche: è cruciale che l’Università prepari individui capaci di pensiero critico, sistemico, di risoluzione di problemi complessi e di gestione dell’incertezza, in grado di operare con flessibilità e responsabilità.Oggi, non possiamo limitarci a formare specialisti in singoli settori: è fondamentale coltivare una formazione interdisciplinare e interculturale, che consenta a ciascuno di contribuire a un miglioramento collettivo.

Tale trasformazione richiede un continuo aggiornamento”, ha aggiunto. L'intervento del rettore è proseguito focalizzando l’attenzione, tra le altre cose, sull'internazionalizzazione in ateneo e la crescita importante del numero degli studenti stranieri: oltre 2600 nello scorso anno accademico.Oltre a sottolineare le attività per l'inclusione e l'orientamento, come il programma degli studenti ambasciatori, lo Student Ambassador Program, e l'offerta didattica in lingua inglese di 17 tra corsi e curricula erogati.

Evidenziati anche gli ottimi posizionamenti nei ranking internazionali: “Secondo il Times Higher Education 2025, Roma Tor Vergata è seconda in Italia e prima tra gli atenei romani per Internazionalizzazione; nello Shanghai Ranking 2024 è prima in Italia e settima in Europa per le scienze infermieristiche", ha concluso.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Università, Scannapieco (Cdp) a Tor Vergata: “Da conflitti geopolitici minaccia a sistema scambi”

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(Adnkronos) – “Il mondo di oggi è profondamente diverso rispetto a quello di dieci anni fa ed è attraversato da profondi cambiamenti: una rapida evoluzione tecnologica, sfide globali sempre più complesse come: cambiamento climatico, pressioni demografiche, disuguaglianze economiche e sociali e tensioni geopolitiche.Cambiano i rapporti tra i paesi avanzati e quelli emergenti, spesso ricchi di materie prime cruciali per le produzioni più avanzate.

Le relazioni internazionali oggi sono messe a dura prova da conflitti insorti in molte aree del mondo.Le tensioni geopolitiche hanno implicazioni che vanno oltre i confini dei paesi coinvolti.

Generano gravi conseguenze economiche e ostacolano la circolazione di idee e di tecnologie, fino a provocare una frammentazione dell’economia mondiale tra blocchi contrapposti di paesi.Questo ha spinto le economie verso una riorganizzazione del commercio internazionale che favorisca la stabilità dell’approvvigionamento e dell’offerta, soprattutto nei settori strategici.

Tra le nuove sfide globali non dobbiamo dimenticare, poi, l’aumento dei flussi migratori, l'’invecchiamento e il calo della popolazione in molti Stati membri della UE".Così Dario Scannapieco, amministratore delegato e dg di Cassa Depositi e Prestiti, nella sua Lectio magistralis in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2024-2025 dell’università di Roma Tor Vergata, che si è tenuta presso l’Auditorium Ennio Morricone di Lettere e Filosofia. “In questo scenario l'economia Europea è particolarmente esposta alle conseguenze della frammentazione del commercio mondiale per la sua stretta integrazione produttiva e finanziaria con il resto del mondo.

L'Europa ha il dovere di reagire e di non accettare con rassegnazione una sua marginalizzazione.Non si può assecondare un concetto di decrescita felice.

Di fronte ai rischi di frammentazione economica e ai conflitti che stanno emergendo in più aree del mondo dobbiamo poter contare su una maggiore coesione ed unità interne.Dobbiamo trasformare questi pericoli attuali e reali in opportunità per un salto in avanti di competitività dell’Europa", conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Manca (Pd): “Riforme occasione per Parlamento per salvare salute pubblica”

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(Adnkronos) – "Servono le riforme e queste riforme rappresentano la grande occasione che il Parlamento ha per fare qualcosa di concreto e immediato per salvare una peculiarità del nostro Paese", la salute pubblica. "Siamo conosciuti nel mondo perché garantiamo i diritti universali e una presa in carico di qualità affinché la cura non richieda una carta di credito capiente, ma garantisca a tutti servizi qualificati.Si deve aprire una stagione costituente di riforme necessarie per mettere in sicurezza uno dei pilastri fondamentali che è il diritto alla salute.

Il Pnrr ha rappresentato una grande stagione di discussione.In uscita dalla pandemia si era riusciti a rimettere al centro il dibattito sulla sanità e sulla necessità delle riforme per una migliore presa in carico, per rilanciare la medicina territoriale, per rilanciare la prevenzione".

Lo ha detto il copresidente dell'Intergruppo parlamentare per l'Innovazione sostenibile in sanità, Daniele Manca (Pd), intervendo ieri a Roma all'incontro 'La Salute degli italiani tra tradizione, ripresa e resilienza', uno degli appuntamenti del format 'Principi Attivi' promosso da Boehringer Ingelheim Italia per mettere sul tavolo le priorità irrimandabili della salute pubblica. A distanza di 2 anni dallo scadere del Pnrr, "i governi sono chiamati ad affrontare le sfide del futuro e a garantire alle nuove generazioni una prospettiva – ha ricordato Manca – Attardarsi a cercare responsabilità nel passato non aiuta un dibattito che invece potrebbe essere qualificato se si decide che è prioritario l'investimento nella salute.Servono le riforme e le riforme non sono né di destra né di sinistra.

Ci sono spese sulla salute che sono un investimento.In questo Paese non si può classificare come investimento l'acquisto di un drone e non quello di una terapia avanzata che può salvare delle vite". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Bitonci (Lega): “Per pubblica risorse importanti da Pnrr, quasi 14 mld”

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(Adnkronos) – "Il tema della sanità è centrale.Nel Pnrr ci sono risorse importanti, quasi 14 miliardi di euro, e molte sono rivolte alla sanità territoriale.

L'esperienza del Covid ha fatto capire a tutte le amministrazioni quanto sia importante l'assistenza sanitaria e soprattutto la sanità di carattere territoriale.Ci sono due progetti fondamentali: le Case di comunità e gli Ospedali di comunità finanziati complessivamente per 2 miliardi e mezzo".

Lo ha detto Massimo Bitonci (Lega), sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy, intervenendo ieri a Roma all'incontro 'La Salute degli italiani tra tradizione, ripresa e resilienza', uno degli appuntamenti del format 'Principi Attivi', ciclo di incontri promosso da Boehringer Ingelheim Italia per discutere delle priorità più stringenti in tema di salute pubblica. "La partnership tra pubblico e privato è fondamentale non solo nel settore farmaceutico – ha sottolineato Bitonci – Ci sono settori in cui il pubblico può fare tanto, penso ai temi della telemedicina, dell'intelligenza artificiale e della digitalizzazione.Chiaramente il pubblico non può arrivare dappertutto e in quei casi la collaborazione col privato è davvero importante". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Restaurati affreschi della sacrestia della cappella del Collegio Ghislieri

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(Adnkronos) – Rivivono gli affreschi seicenteschi che decorano la piccola sacrestia della cappella del Collegio Ghislieri di Pavia.Proprio nel giorno del 457esimo compleanno del Collegio, mercoledì 27 novembre, i dipinti verranno restituiti alla città e agli studenti con l'incontro dedicato "Alla riscoperta della Cappella del Collegio Ghislieri", a partire dalle ore 17. Eretta presumibilmente entro il primo quarto del Seicento, e ora di nuovo aperta alle visite dopo il recente restauro, la Sacrestia del Collegio Ghislieri regala ai visitatori un colpo d'occhio suggestivo, con il valore aggiunto della cupola a motivi geometrici e del pavimento in marmo a mosaico.

Ma sono i grandi affreschi sulle pareti, di autore sconosciuto, a raccontare le storie più interessanti e curiose; tra queste spicca l'affresco dedicato al "torchio mistico", che illustra il sacrificio eucaristico attraverso una forma espressiva dell'antica devozione popolare: Gesù, posto nel tino dell'uva, porta la croce sulle spalle a indicare la pressa del torchio; il sangue che sgorga dalle sue ferite cola in un recipiente come fosse vino, destinato alla salvezza spirituale dell'uomo.  Fonte di elevazione spirituale e di condotta etica per i primi collegiali del Ghislieri, il ciclo iconografico della Sacrestia, così come quello della adiacente Cappella, è stato voluto da Giorgio Pagliari (1545 – 1612), dapprima alunno e poi, dal 1580 sino alla morte, Prefetto del Collegio.Pagliari fu autore di un noto commento ai primi cinque libri degli Annali di Tacito in cui riflette sul tema della religione e della ragion di Stato, affermando che il principe cristiano deve governare "con una disciplina simile a quella della dottrina cristiana ordinata dal Sacro Concilio di Trento". "Un pensiero etico e politico che trova una sorta di contrappunto figurativo nelle iconografie della Sacrestia, proposte agli alunni del Collegio come modello di vita e di condotta per la creazione di una futura classe dirigente proveniente non dalle fila della nobiltà ma dai ceti bassi, più vicini al rigore originario della fede cristiana" spiega Gianpaolo Angelini, docente di Museologia e Storia dell'arte moderna all'Università di Pavia, ex alunno del Collegio e responsabile della recente operazione di restauro. "Il recente intervento conservativo realizzato su parti della zoccolatura della Sacrestia, necessario per fermare il degrado provocato dall'umidità e dalle muffe, è stato reso possibile dal generoso contributo dell'Associazione Amici dei Musei – dice Angelini -.

E' il primo passo di una più ampia campagna di restauro che interesserà anche la Cappella con l'obiettivo di riportare alla luce gli affreschi secenteschi che, nei primi decenni del secolo scorso, sono stati coperti da uno strato di intonaco".  Il Collegio Ghislieri, fondato nel 1567 da papa Pio V e divenuto il primo collegio universitario misto d'Italia nel 1966, gode dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e opera sotto la supervisione del Ministero dell'Istruzione e del Merito, che lo riconosce come Ente di alta qualificazione culturale. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Mandelli (Fofi): “Da Pnrr dotazioni per farmacie rurali disagiate”

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(Adnkronos) – "Con il Pnrr abbiamo avuto un coinvolgimento importante per la dotazione tecnologica delle farmacie rurali, soprattutto quelle più disagiate", cosiddette sussidiate. "La dotazione economica consentirebbe a far sì che l'Italia dei Comuni possa dare un servizio ai cittadini che spesso manca.Rafforzare le farmacie e dare una mano ai farmacisti può essere una risposta concreta di prossimità".

Lo ha detto Andrea Mandelli, presidente della Federazione Ordini farmacisti italiani (Fofi), partecipando ieri al nuovo appuntamento di 'Principi Attivi', il ciclo di incontri promossi da Boehringer Ingelheim Italia per affrontare alcune tra le priorità più urgenti di salute pubblica. Durante l'incontro dal titolo 'La Salute degli italiani tra tradizione, ripresa e resilienza', Mandelli ha ricordato come "la brutta esperienza del Covid" abbia "valorizzato la figura del farmacista che, anche grazie al progetto federale del 2005, aveva cominciato un percorso di evoluzione che potesse renderlo sempre protagonista della dispensazione, ma anche di una nuova fase che avevamo chiamato della farmacia dei servizi e che ora si chiama prossimità".  "Credo che possiamo fare tanto con i fatti, con i numeri degli elettrocardiogrammi che eseguiamo tutti i giorni, coi numeri degli holter cardiaci e pressori che applichiamo, col numero dei tamponi e delle vaccinazioni.Proponiamo un farmacista che, grazie all'evoluzione culturale di questi anni, è in grado di dare qualcosa in più alla popolazione italiana", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Salute italiani tra tradizione, ripresa e resilienza’, confronto esperti a Roma

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(Adnkronos) – Il diritto alla salute, sancito dall'articolo 32 della Costituzione, è ormai considerato un elemento identitario del nostro Paese.Una tradizione, dunque, la cui attuazione non è immune a criticità strutturali, recentemente esacerbate dalla pandemia.

Il Pnrr, tramite la Missione 6, ha portato a una iniezione di investimenti e innovazione che hanno offerto al Paese gli strumenti per superare molte di queste difficoltà.A distanza di 2 anni dallo scadere del Pnrr, si rende dunque necessaria una discussione sul futuro del Ssn dopo il termine delle erogazioni di fondi europei.

Saremo stati capaci di attuare iniziative con un impatto positivo durevole e favorevole alla sopravvivenza del sistema, o servirebbe una ulteriore riflessione sulle modalità di erogazione dei servizi per la salute?Di questi temi hanno parlato ieri sera gli ospiti del nuovo appuntamento di 'Principi Attivi', ciclo di eventi promossi da Boehringer Ingelheim Italia per affrontare alcune tra le priorità più impellenti di salute pubblica, a partire dai fondamenti legislativi fino all’impatto sui pazienti, le famiglie e la società. L'appuntamento, intitolato 'La Salute degli italiani tra tradizione, ripresa e resilienza', ha coinvolto il sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy, Massimo Bitonci, il presidente di Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, il segretario nazionale Fism (Federazione società medico-scientifiche italiane), Francesco Macrì, il copresidente dell'Intergruppo parlamentare per l'Innovazione sostenibile in sanità, Daniele Manca, il presidente di Fofi (Federazione Ordini dei farmacisti italiani), Andrea Mandelli.

I lavori sono stati aperti da Sara Vinciguerra, Head of Corporate Affairs di Boehringer Ingelheim Italia. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Putin e il regalo all’amico Kim: leoni, orsi e yak da esporre allo zoo di Pyongyang

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(Adnkronos) – Il presidente russo Vladimir Putin ha donato all'amico Kim Jong-Un, leader supremo della Corea del Nord, decine di animali da esporre allo zoo di Pyongyang.Lo ha annunciato il Cremlino, in un nuovo capitolo del riavvicinamento tra i due Paesi alleati contro l'Occidente e nel conflitto in Ucraina. “Un leone africano, due orsi bruni, due yak domestici, cinque cacatua bianchi, 25 fagiani di varie specie e 40 anatre mandarine sono stati trasferiti dallo zoo di Mosca a quello di Pyongyang”, ha informato il ministero delle risorse naturali russo. Il ministro Alexander Kozlov ha sottolineato durante il suo viaggio istituzionale a Pyongyang che gli animali sono un “regalo di Vladimir Putin”.

Il suo ministero ha pubblicato un video che mostra gli animali, rinchiusi in casse di legno, mentre vengono scaricati da un aereo cargo.Sono state pubblicate anche immagini della giovane leonessa nella sua nuova gabbia di vetro e cemento allo zoo di Pyongyang. Vladimir Putin aveva recentemente regalato 24 cavalli di razza a Kim, che aveva ricambiato donando al presidente russo due cani Pungsan, nativi dell'Altopiano di Kaema in Corea del Nord.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Padel, dal 2 all’8 dicembre la terza edizione del Milano Premier P1

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(Adnkronos) – Da lunedì 2 a domenica 8 dicembre all'Allianz Cloud la terza edizione del Milano Premier Padel P1, ultima tappa del 2024 del circuito professionistico della Federazione Internazionale Padel prima delle Finals di Barcellona.In campo tutti i più forti giocatori del mondo: da Arturo Coello e Agustin Tapia – già vincitori di 12 titoli in questa stagione – a Fede Chingotto e Ale Galan, mentre tra le donne Delfi Brea e Bea Gonzalez difenderanno il trofeo conquistato l'anno scorso dall'attacco delle campionesse del mondo Paula Josemaria e Ari Sanchez.

In campo anche i giocatori italiani, reduci dagli ottimi piazzamenti nel Mondiale di Doha (quarta la squadra maschile, terza quella femminile).  Quello di Milano sarà anche l'ultimo torneo della carriera da professionista di Fernando Belasteguin, leggenda argentina e giocatore più titolato di sempre. "Milano si è guadagnata un ruolo importantissimo nel panorama mondiale del padel – le parole del presidente della FIP Luigi Carraro durante la conferenza stampa di presentazione a Palazzo Reale -.Siamo pronti per un’altra grande straordinaria edizione: se nei primi due anni abbiamo vissuto emozioni uniche, prepariamoci a qualcosa di ancora più spettacolare”.  "Per il terzo anno di fila – ha aggiunto l'Assessora allo Sport, al Turismo e alle Politiche Giovanili Martina Riva -, Milano è pronta ad accogliere le più grandi stelle del padel mondiale.

Nel percorso di preparazione che porta a Milano Cortina 2026, con questo evento vogliamo confermare l'impegno della città verso un modello di sport responsabile e coinvolgente e la volontà di essere protagonisti nello scacchiere internazionale dei grandi eventi sportivi”.  All'Allianz Cloud, nei giorni del torneo, sarà allestito anche un villaggio commerciale con tutti i maggiori marchi: si riparte dai 30.000 spettatori dello scorso anno. "L'edizione 2023 ha dimostrato quanto questo sport stia conquistando il cuore di tutti – ha sottolineato Federica Picchi, Sottosegretario Giovani e Sport della Regione Lombardia -.Incoraggio tutti a vivere questo evento con lo spirito di chi sa che, oltre alla competizione, ci sono valori profondi da trasmettere: il rispetto, la determinazione, e la capacità di divertirsi e di emozionarsi insieme".  Il torneo sarà trasmesso su Sky Sport e NOW, e in chiaro su Supertennis: "Da sempre siamo vicini al padel – ha spiegato Marzio Perrelli, Executive Vice President Sport di Sky Italia -.

Abbiamo contribuito in modo determinante alla sua crescita.Il circuito Premier Padel trova ampio spazio all’interno della nostra ricca offerta sportiva.

Siamo contenti di supportare e aggiungere valore a questo movimento”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Brescia sarà diretta dall’arbitro Daniele Rutella di Enna. 5 sono i precedenti con entrambe

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Daniele Rutella, classe 1991 e associato alla sezione di Enna, è stato promosso in CAN A e B a partire dalla stagione 2022/2023 dimostrando un’ascesa rapida.Tuttavia, nella scorsa stagione, le sue prestazioni hanno destato qualche perplessità portando a valutazioni negative che hanno messo in dubbio la sua permanenza nell’organico degli arbitri di calcio.

La carriera

Daniele Rutella ha intrapreso la carriera arbitrale fin da giovanissimo.A soli 14 anni, nel 2006 iniziava la sua avventura nell’AIA dimostrando fin da subito un talento innato e dando il via a una carriera fulminea.Dal suo esordio nel 2008 ha scalato costantemente le categorie, superando ogni traguardo con successo e passando dalla commissione arbitri regionale alla Can D e, infine, alla Can C.Nel 2013 e nel 2017 riceve prestigiosi riconoscimenti come miglior arbitro siciliano consacrando un talento indiscusso.Nel 2022, un traguardo storico: diventa il primo ennese a entrare nella commissione arbitri nazionale.La sua crescita professionale è stata costante e lineare.Un percorso esemplare, che lo colloca tra i migliori arbitri della sua generazione.

Lo stile e le caratteristiche di direzione

Caratterizzato da uno stile di direzione preciso e meticoloso, Daniele Rutella si distingue per la sua costanza e affidabilità.Un arbitro dal cartellino piuttosto severo, con una media di oltre cinque ammonizioni a partita, ma che mostra una certa cautela nell’assegnare i rigori.La scorsa stagione in Serie C lo ha visto protagonista in diverse partite importanti, confermando le sue qualità.

La scheda completa

Daniele Rutella della sezione di Enna è al suo 3° anno alla c.a.n.Nella sua carriera ha diretto 109 gare di campionato tra Serie B e serie C con un bilancio di: 50 vittorie interne, 31 pareggi e 28 vittorie esterne.Ha assegnato 33 rigori e comminato 40 espulsioni.In questo campionato ha diretto finora 4 gare in serie B con un bilancio di: 2 vittorie interne, 1 pareggio e 1 vittoria esterna.Ha assegnato 1 rigore e nessuna espulsione.

Conta 5 precedenti con la Juve Stabia:

17/18 Serie C giornata n.38 del 06.05.2018 Reggina – Juve Stabia (1:1)

18/19 Serie C giornata n.03 del 25.09.2018 Juve Stabia – Potenza Calcio (4:0)

21/22 Serie C giornata n.21 del 03.02.2022 Avellino – Juve Stabia (3:1)

21/22 Serie C giornata n.32 del 16.03.2022 Bari – Juve Stabia (1:0)

24/25 Serie B giornata n.02 del 25.08.2024 Catanzaro – Juve Stabia (0:0)

Conta 5 precedenti anche con il Brescia:

23/24 Serie B  Giornata n.16 del 10.12.2023 AC Reggiana – Brescia Calcio (1:1)

23/24 Serie B  Giornata n.20 del 13.01.2024 Modena FC – Brescia Calcio (1:2)

23/24 Serie B  Giornata n.24 del 09.02.2024 Como 1907 – Brescia Calcio (1:0)

23/24 Serie B  Giornata n.28 del 02.03.2024 Brescia Calcio – Palermo (4:2)

24/25 Serie B  Giornata n.04 del 31.08.2024 FC Südtirol – Brescia Calcio (1:2)

Assistenti

1° Sig.Domenico Rocca della sezione di Catanzaro

2° Sig.Mario Vigile della sezione di Cosenza

IV° Uomo

Sig.

Mattia Ubaldi della sezione di Roma 1

VAR

Sig.Giacomo Camplone della sezione di Pescara

AVAR

Sig.Oreste Muto della sezione di Torre Annunziata

Torre Annunziata: centro commerciale ricerca personale

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Centro commerciale di prossima apertura assume a Torre Annunziata.

Nota informativa

Si comunica che il Centro per l’Impiego di Pompei – per conto di un’Agenzia per il Lavoro – ricerca le seguenti figure:

Assistente sartoriale = Requisiti: età massima 40 anni; possesso di diploma di istruzione secondaria superiore; preferibile una pregressa esperienza nella mansione;

Tecnico proiezionista cinematografico = Requisiti: età massima 50 anni; possesso di diploma di istruzione secondaria superiore; preferibile una pregressa esperienza nella mansione; possesso di buone conoscenze informatiche, idrauliche e meccaniche di base;

Consulente alla vendita / Erborista = Requisiti: età massima 45 anni; possesso di laurea in Biologia, Scienze Naturali o equipollenti; preferibile una pregressa esperienza nella mansione; conoscenza nell’utilizzo delle erbe.

La sede di lavoro è un centro commerciale di prossima apertura a Torre Annunziata.

Le persone interessate, in possesso dei requisiti richiesti, possono inviare il proprio
curriculum vitae entro il 24 novembre 2024 all’indirizzo e-mail:

cpipompeilavoro@regione.campania.it

indicando specificamente il profilo per cui ci si intende candidare.

Si sottolinea che i colloqui di selezione si terranno il giorno 26 novembre 2024 presso i locali del centro per l’impiego di Pompei e la successiva scelta del personale sarà effettuata esclusivamente dai selezionatori dell’Agenzia per il Lavoro richiedente.

Con l’adesione, si fornisce consenso al trattamento dei dati personali, da svolgersi in conformità a quanto indicato e nel rispetto delle disposizioni del GDPR e del D.lgs. n. 196/03.

Usa, Trump sceglie Linda McMahon per l’istruzione

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(Adnkronos) – Donald Trump ha scelto Linda McMahon, cofondatrice della World Wrestling Entertainment (Wwe) creata con il marito Vince, come segretaria all'Istruzione della futura Amministrazione.McMahon, che aveva lavorato anche per la prima Amministrazione Trump, è attualmente co-presidente del 'transition team'. "Combatterà instancabilmente" per consentire ai genitori le scelte migliori e, afferma il tycoon in una dichiarazione diffusa su Truth, per "fare dell'America il numero uno al mondo nel campo dell'istruzione".  Trump ha annunciato ieri anche la nomina di Howard Lutnick come segretario al Commercio.

Co-presidente del team di transizione del tycoon, Lutnick è presidente e amministratore delegato della società di servizi finanziari Cantor Fitzgerald.Fino a pochi giorni fa era stato preso in considerazione anche per dirigere il Dipartimento del Tesoro.  In qualità di segretario al Commercio, Lutnick avrà un ruolo di primo piano nell'attuazione dell'agenda economica e commerciale del presidente.

Il dipartimento supervisiona un'ampia gamma di politiche federali, tra cui quelle relative ai semiconduttori, alla sicurezza informatica e ai brevetti. Lutnick, 63 anni, ha più volte ribadito il proprio sostegno al piano del presidente eletto di imporre tariffe dal 10 al 20% su tutti i prodotti che entrano negli Stati Uniti e fino al 60-100% sui prodotti provenienti dalla Cina.Il miliardario finanziere è infatti soprattutto un 'falco cinese', noto per aver accusato Pechino di essere la fonte della diffusione del fentanyl negli Stati Uniti. “La Cina sta attaccando l'America nelle viscere”, ha dichiarato. Lutnick aveva incassato pochi giorni fa il benestare di Elon Musk, tra i principali sostenitori e finanziatori della campagna del tycoon.

Parlando della corsa al posto di Segretario al Tesoro, per cui Lutnick era in lizza con Scott Bessent, Musk aveva dichiarato sul suo account X che “Bessent sarebbe una scelta di status quo, mentre Howard Lutnick attuerebbe davvero il cambiamento” voluto da Trump.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Tottenham e Ajax fino alla Serie A: perché le squadre di calcio cambiano logo?

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(Adnkronos) –
Calcio e marketing sono due rette che si intersecano e sovrappongono.Le squadre sono sempre più aziende, attente ai bilanci e a intercettare nuovi mercati, esigenze che molto spesso non coincidono con quelle dei propri tifosi.

Tournée estere, nuove modalità di comunicazione sui social, merchandising alla moda e, da qualche anno, anche una rinnovata identità visiva.Ogni elemento, costitutivo del Dna di una squadra, è messo in discussione e rimodellato seguendo le nuove tendenze di mercato, che nascono da una società in continua evoluzione. In un mondo sempre più digitalizzato e orientato al web, il restyling è necessario per aumentare il valore e l'appetibilità del proprio brand, che possa attirare non solo nuovi utenti (più che tifosi), ma anche sponsor.

L'evoluzione delle società di calcio, insomma, sta tutta nel vestito che decidono di cucirsi addosso, e così non sorprende più di tanto che club storici decidano, periodicamente, di rimodellare il proprio logo, adattandolo alle mode del momento.Gli ultimi, in ordine di tempo, sono stati Tottenham e Ajax, che però hanno intrapreso strade opposte.  Gli inglesi hanno semplificato il proprio gallo, eliminando la scritta 'Tottenham Hotspur' e reintroducendo il monogramma 'THFC', creato negli anni '50.

Gli Spurs, il cui intento dichiarato era quello di aumentare "l'iconicità del simbolo del club", hanno comunicato di aver interpellato oltre 300 persone tra calciatori, personale e tifosi in un processo di rebranding durato nove mesi.Le reazioni però, come sempre in questi casi, sono state contrastanti.

La fanbase si è infatti spaccata tra chi non coglie le differenze con il precedente e chi ha fiducia che il minimalismo del nuovo logo possa essere un bene per il club. 
Ritorno al passato invece per l'Ajax.Mentre i club europei vanno verso loghi sempre più semplificati e accessabili anche da utenti che non conoscono la loro eredità storica, i lancieri sono tornati allo stemma degli anni '20.

A partire dalla stagione 2025/26 infatti, "e per sempre" assicurano dal club, tornerà infatti un Aiace Telamonio, personaggio mitologico dell'Iliade, meno stilizzato.Il precedente logo era stato disegnato utilizzando 11 tratti, a simboleggiare gli 11 giocatori in campo.

Ora invece torna un disegno più classico, con i colori sociali del club inseriti in un piccolo scudetto al fianco del guerriero greco, circondato, sul lato sinistro, dalla scritta 'Ajax'.La decisione de club, più che alle evoluzioni del mercato, sembra guardare ai propri tifosi e ha soddisfatto lo zoccolo duro del tifo olandese, che da tempo chiedeva il ritorno al vecchio stemma.  L'esempio dell'Ajax non è comunque un caso isolato.

Prima dei lanceri infatti era stato l'Atletico Madrid a ritornare al vecchio logo con l'orso e l'albero verde, abbandonando così quello più stilizzato che aveva incontrato forti critiche al Wanda Metropolitano.L'annuncio era arrivato con un video che fa capire, tra l'altro, come sia cambiata la comunicazione social dei club di calcio, sempre più simile a spot pubblicitari o veri e propri corti cinematografici.

L'obiettivo, anche qui, è quello sì di fomentare l'entusiasmo del proprio popolo, ma anche di far parlare di sé e, auspicabilmente, diventare virali.E, con questo video, l'Atletico ci è riuscito. Per capire però quanto Ajax e Atletico siano in controtendenza, basta guardare la Serie A.

Tra i primi, e discussi, interventi dell'era Pallotta alla Roma ci fu quello di eliminare, nel 2013, il monogramma 'ASR' dal logo e sostituirlo con la scritta 'Roma'.Anche la lupa fu semplificata e stilizzata, eliminando ombre e sfumature dal disegno.

La nuova proprietà americana voleva mettere in risalto il legame tra città e squadra, rendendosi riconoscibile, grazie al nome della Capitale, anche e soprattutto sul mercato estero.La scelta però incontrò le forti resistenze dell'ambiente e la protesta dei tifosi, che sfociò sui social e sulle tribune dell'Olimpico. Il cammino però era tracciato. 'Semplificazione' e 'rinnovamento' furono le parole chiavi che guidarono, nel 2017, anche il restyling della Juventus.

I bianconeri abbandonaro lo stemma ovale per affidarsi a una semplice 'J': "Il club cambia ufficialmente pelle, proiettandosi nel futuro con una nuova identità visiva, simbolo di un brand e di uno stile totalmente rinnovati".La parola chiave, in questo caso, è proprio 'brand'.

Non più squadra di calcio, ma azienda, e quindi valori, storia e identità del club vanno comunicati con rapidità e iconicità. Dopo la Juve toccò all'Inter.Lo storico nomogramma nerazzurro è infatti stato rielaborato in una chiave minimal per mettere in risalto le lettere 'I' e 'M', corrispettivi di 'Inter' e 'Milano'.

Anche la Fiorentina ha modificato il suo giglio in una versione più stilizzata, mentre il Venezia ha sostituito il leone di San Marco, simbolo della città, con una 'V' contenente un leone che ruggisce.Minimo sforzo, massimo risultato.  "Ormai le squadre di calcio sono sempre più brand.

E come ogni brand vanno ciclicamente incontro a operazioni di restyling, che spesso vanno a toccare il logo, ovvero il simbolo per eccellenza del club" dice Maria Claudia Ferrari, esperta di digital marketing, "oggi si va sempre più verso la minimizzazione perchè le squadre comunicano soprattutto su app e social.Prima gli stemmi risaltavano sulle maglie da gioco, oggi sono soggette alle logiche del web, che vuole essere accessibile a tutti.

Il Venezia ne è esempio lampante". "Questo processo non è proprio soltanto del mondo del calcio, ma di aziende di ogni settore, che stanno puntando a eliminare dettagli giudicati superflui, che sullo schermo di un telefono non si notano nemmeno, per arrivare prima e meglio al consumatore.La sfida è creare un logo moderno che sia fedele alle caratteristiche fondamentali dell'azienda", conclude Ferrari. "Coca Cola, Red Bull, Nike, adidas: nessuna azienda è rimasta uguale nel corso del tempo.

Il rebranding è una pratica ciclica, che inevitabilmente investe anche le squadre di calcio", concorda l'esperto di marketing Alberto Pompili, " oggi c'è bisogno di rapidità nella comunicazione, c'è una maggiore attenzione a chi guarda quel logo e come può essere percepito.Tutto è filtrato secondo le logiche del marketing.

L'Atletico Madrid ha scelto di rifidelizzare i suoi tifosi tornando al vecchio stemma, ma in generale tanti rebranding puntano ad acquisire pubblico nuovo e aprirsi a nuovi mercati, come ad esempio quello asiatico". "Il target si è spostato", continua Pompili, "prima erano al 99% i tifosi, oggi si punta a intercettare nuovi utenti che non è detto che siano appassionati di calcio.E in questo il logo aiuta, perché più si abbassa la complessità di un'immagine, più diventa comprensibile, anche se il tifoso la sente meno propria".

Calcio e marketing, marketing e calcio. (di Simone Cesarei) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alla Fenice venerdì in scena ‘La traviata’

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(Adnkronos) – Sarà un momento di grande suggestione quello che vedrà venerdì 22 novembre il ritorno sulle scene del Teatro La Fenice della "Traviata" di Giuseppe Verdi nello storico allestimento – divenuto ormai un simbolo del Teatro veneziano – che nel novembre 2004, esattamente vent'anni fa, inaugurò la prima Stagione lirica della Fenice ricostruita dopo il disastroso incendio del 1996.  Ispirata al dramma in abiti contemporanei di Alexandre Dumas fils, presentato a Parigi nel 1852, "La traviata" sarà proposta in quell'incisivo allestimento – anch'esso in abiti contemporanei – del regista canadese Robert Carsen, con le scene e i costumi di Patrick Kinmonth, la coreografia di Philippe Giraudeau e il light design di Robert Carsen e Peter Van Praet.  La regia sarà ripresa da Christophe Gayral.Alla testa di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice un graditissimo ritorno, quello di Diego Matheuz, che guiderà un cast composto per i ruoli principali da Marina Monzò, che debutta nel ruolo di Violetta, Francesco Demuro e Nicola Alaimo.

Le altre recite in programma sono il 24, 27 e 30 novembre.Di fatto "La traviata" inaugura la Stagione Lirica e Balletto 2024-25, dopo che è saltata per lo sciopero delle maestranze e degli orchestrali la 'prima' di "Otello" di Verdi prevista per il 20 novembre.  Nel cast di questa ripresa della "Traviata", accanto al soprano Marina Monzò, che debutta nel ruolo di Violetta, al tenore Francesco Demuro interprete di Alfredo Germont e al baritono Nicola Alaimo interprete di Giorgio Germont, si esibiranno Loriana Castellano (Flora Bervoix), Barbara Massaro (Annina), Roberto Covatta (Gastone), Armando Gabba (barone Douphol), Rocco Cavalluzzi (dottor Grenvil) e Matteo Ferrara (marchese d’Obigny).  Gli artisti del Coro del Teatro La Fenice – Salvatore De Benedetto e Cosimo D'Adamo; Nicola Nalesso ed Emanuele Pedrini; Enzo Borghetti e Antonio Dovigo si alterneranno rispettivamente nei ruoli di Giuseppe, del domestico di Flora e del commissionario.

Maestro del Coro Alfonso Caiani.In scena anche i ballerini Lorena Calabrò, Samira Cogliandro, Matilde Cortivo, Aurora Dal Maso, Rosalia Moscato, Giulia Mostacchi, Andrea Carlotta Pelaia, Kevin Bhoyroo, Gianluca D’Aniello, Giulio Galimberti, Andrea Mazzurco, Valerio Palladino, Ilario Marco Russo, Francesco Scalas.

Maestro ripetitore Margherita Longato. "Quando questo allestimento della 'Traviata' debuttò alla Fenice – racconta il sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina – lavoravo alla Scala e non ero ancora approdato in laguna.Venni appositamente da Milano a vederla, e ricordo che ebbe un effetto dirompente, divise il pubblico e ricevette anche diversi fischi.

Passato qualche anno, il Teatro la ripropose, ma anche allora il successo fu inferiore alle aspettative.Quando fui nominato direttore artistico, alla fine del 2007, l'allora sovrintendente mi chiese di pensare a una 'Traviata diversa'.

Prima di archiviare uno spettacolo del genere, però, domandai che mi lasciassero fare un ultimo tentativo, coinvolgendo un direttore che credesse a quel progetto, per me meraviglioso.Conoscevo già Myung-Whun Chung, e fu proprio a lui che proposi di riprendere lo spettacolo, perché a mio parere era l'unico in grado di ridargli la vita che meritava.

Era il settembre del 2009, fu un trionfo e la nostra 'Traviata' grazie al grande Maestro coreano riprese vita, come dimostra il fatto che gode ancora di ottima salute, tanto da essere ormai considerata un must del teatro d'opera e perciò inserita, anni dopo, tra i dieci migliori spettacoli lirici al mondo da un prestigioso sito culturale francese".  Non è un caso, tra l'altro, che la stagione che festeggia il ventennale della riapertura all'opera della Fenice veda ancora Chung sul podio, impegnato questa volta in "Otello" (prima recita sabato 23 novembre), mentre il capolavoro verdiano è nelle mani esperte di un direttore come Diego Matheuz. "Insomma, questa Traviata è stata lo spettacolo che ci ha più accompagnati per tutti questi anni e ha maggiormente caratterizzato il nuovo corso della Fenice.Ha indubbiamente saputo reggere il tempo e ci ha incoraggiati a ripresentare anche altri fortunati allestimenti a ogni nuova stagione. È la dimostrazione del fatto che bisogna avere il coraggio di rischiare", commenta Ortombina. "La traviata" fu composta da Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave per la rappresentazione del 6 marzo 1853 al Teatro La Fenice di Venezia.

Terza opera della cosiddetta 'trilogia popolare' (con "Rigoletto" e "Il trovatore"), è delle tre la più intimista, quella in cui lo scavo psicologico della protagonista appare più ricco di sfumature, con un esito praticamente senza eguali nell’intera vicenda del teatro musicale italiano.  Nonostante sia oggi ritenuta l'Opera per antonomasia, "La traviata" non esordì felicemente; si direbbe che il fiuto di Verdi l'avesse previsto quando, tramite Piave, fece le sue rimostranze alla Presidenza del Teatro, quasi come una valutazione profetica: "Sia pure la Salvini e compagni, ma io dichiaro che nel caso si dia l’opera, non ne spero niente sull’esito, che anzi farà un fiasco completo, e così avranno sagrificati gli interessi dell’impresa (che in fine potrà dire mea culpa), la mia riputazione, ed una forte somma del proprietario dell’opera.Amen".  L'opera venne nuovamente ripresa a Venezia, il 6 maggio 1854 al Teatro San Benedetto, e fu un successo enorme.

Il trionfo era certo dovuto anche a un cast più appropriato, ma Verdi, nel cantar vittoria, sminuì le modifiche apportate alla prima versione, che invece non solo vi furono, ma ebbero un'importanza superiore a quella loro attribuita dall'autore.  L'intreccio drammaturgico presenta diversi ingredienti tipici della librettistica ottocentesca: amore come legame che supera ogni limite imposto dalle regole della convenienza sociale; preminenza del valore irrazionale del legame di sangue (la famiglia) su qualsiasi altro.Vi sono tuttavia anche forti elementi di novità: innanzitutto il fatto che si tratta di una vicenda derivata dalla cronaca contemporanea, laddove la librettistica predilige il più delle volte ambientazioni lontane nel tempo e nello spazio, quando non addirittura mitiche.

Marie Duplessis – archetipo reale di Violetta – fu una delle più celebri prostitute del tempo, direttamente conosciuta da Alexandre Dumas figlio, che la consegnò a futura memoria col nome di Marguerite Gautier nel romanzo "La Dame aux camélias" (1848), e ne fu anche l'amante.  L'anno successivo lo scrittore trasse dal romanzo un dramma, che andò in scena nel 1852, e l'anno dopo fu la volta di Verdi: raramente l'attualità è entrata tanto velocemente fra le quinte del teatro d’opera. È significativo che, mosso alla ricerca di nuove soluzioni drammaturgico-musicali, Verdi abbia insistito perché fosse mantenuta l'ambientazione contemporanea.Il palcoscenico di Venezia, quello stesso che aveva accolto favorevolmente un soggetto radicalmente innovativo come "Rigoletto", era probabilmente l'unico possibile per una simile operazione; inoltre nella stessa stagione sarebbe stato rappresentato in laguna il dramma di Dumas.  Per molti particolari della partitura Verdi esplorò una grande varietà di soluzioni formali, spingendosi non di rado oltre i mezzi compositivi ereditati dalla tradizione ottocentesca italiana; ed anche quando si volse all’assimilazione di modelli formali preesistenti, egli li seppe piegare al proprio fine.

Il preludio, che con enfasi indica lo scioglimento tragico, condiziona la ricezione simbolica della vicenda: si ha quasi l'impressione che la brillante vita salottiera di Violetta venga rivissuta dalla moribonda nel terz'atto, come ricordo di una felicità impossibile.Verdi innalzò alla statura d’eroina tragica la protagonista di un fatto di cronaca, grazie ai mezzi della musica: torna in mente l'affermazione di Marcel Proust, secondo cui "Verdi ha dato a 'La dame aux camélias' lo stile, che le mancava nel dramma di Dumas". "La traviata" sarà proposta nella versione definitiva del 1854, con sopratitoli in italiano e in inglese.

Ecco il dettaglio delle recite: venerdì 22 novembre 2024 ore 19.00; domenica 24 novembre ore 15.30; mercoledì 27 novembre ore 19.00; sabato 30 novembre ore 19.00. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Codice della strada 2024, le novità: da multe a patente sospesa, da alcol a eccesso velocità

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(Adnkronos) – Dopo il via libera dalla Camera, è arrivato l'ok del Senato.Il nuovo Codice della strada 2024 potrebbe entrare in vigore prima dell'estate del prossimo anno.

Dalle sanzioni per chi guida sotto l'effetto di droga e alcol alla sospensione della patente, dalle limitazioni per neopatentati alle multe per eccesso di velocità, dai monopattini all'abbandono di animali molte le novità in arrivo.  L'articolo 1 modifica in senso restrittivo le disposizioni in tema di guida in stato di ebbrezza e dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti prevedendo, tra l'altro, in alcuni casi di adottare sul veicolo un sistema di alcolock sul veicolo.Chi viene trovato al volante con uno tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 grammi per litro si vedrà comminare una multa compresa tra 573 e 2.170 euro, oltre alla sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Se a un automobilista viene riscontrato un tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 grammi per litro la sanzione è sia detentiva che pecuniaria (arresto fino a 6 mesi e ammenda da 800 a 3.200 euro), e patente sospesa da 6 mesi a un anno: sulla sua patente inoltre verrà apposto un codice che indicare che quel conducente non può più bere prima di mettersi alla guida (zero alcool, quindi); con tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro le nuove norme prevedono l'arresto da 6 mesi e un anno, l'ammenda da 1.500 a 6.000 euro e la sospensione della patente da uno a due anni. Inoltre è prevista una limitazione alla guida: un codice indicherà che ci si potrà mettere solo al volante di veicoli dotati di un dispositivo per cui, il guidatore, prima di accendere la macchina, deve soffiare nell’apparecchio.

Se viene rilevato un qualsiasi tasso alcolemico nel fiato, la macchina non parte.L’indicazione di questi codici resta sulla patente per 2 anni per il caso della contravvenzione più lieve (0,8 – 1,5 grammi per litro); 3 anni per il caso della contravvenzione più grave (sopra i 1,5 grammi per litro); oppure un tempo maggiore se lo decide la commissione medica competente per i rinnovi della patente.

Indipendentemente dal livello di alcool ogni violazione prevede una decurtazione di 10 punti dalla patente. Se la violazione avviene usando l'auto di un'altra persona la sospensione si raddoppia e se nei due anni successivi si ripete la stessa violazione la patente viene revocata.Il mezzo viene poi confiscato a meno che non sia di proprietà altrui.  
Viene abolito il requisito dello "stato di alterazione" per definire il reato di guida sotto l'effetto di droghe: basterà essere positivi al test per accertare la presenza di sostanze nell'organismo.

Se gli agenti dovessero ritenere che un conducente sia in stato di alterazione conseguente all’uso di stupefacenti potranno effettuare sul posto un prelievo di saliva.Se cio' non fosse possibile il conducente sarà accompagnato in strutture sanitarie fisse o mobili, pubbliche o accreditate, per il prelievo di campioni di liquidi biologici.

Basterà l'esito positivo negli accertamenti preliminari per far scattare il ritiro della patente.Patente revocata fino a tre anni nel caso che i test facciano emergere l'uso di stupefacenti.  Una delle modifiche aumenta di un terzo la pena per chi si rende colpevole dell' abbandono di animali per strada, anche se questo gesto non provoca incidenti.

Se si utilizza un veicolo per l'abbandono si rischia la sospensione della patente da sei mesi a un anno.Invece nel caso che l'abbandono di animali metta in pericolo altri utenti sono previste le sanzioni fissate per i reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali gravi o gravissime.  Riscritte le limitazioni per i neo-patentati allargando – almeno per il primo anno – lo spettro dei modelli 'ammessi' ma allungando il periodo di vincolo.

Infatti ora è previsto che per i primi tre anni dal conseguimento della patente B non possano essere guidati: veicoli con potenza superiore a 75 kW per tonnellata (circa 100 CV) e comunque con potenza (anche elettrici o ibridi) superiore a 105 chilowatt per tonnellata.Rispetto alle norme attuali significa che i neo-patentati potranno guidare modelli più potenti nel primo anno ma viene introdotta una restrizione per i due anni successivi al primo.  Una delle modifiche più controverse riguarda l'introduzione del principio secondo cui nel caso di violazioni ripetute entro la stessa ora e su un tratto di strada che ricada nella competenza di uno stesso ente (per esempio, una strada comunale o una statale), le multe non si sommano ma viene applicata la sanzione prevista per la violazione più grave aumentata di un terzo. 
Per violazioni di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità la sanzione va da 173 a 694 euro.

Nel caso di eccesso di questo tipo ripetuto all’interno di un centro abitato per almeno due volte nell’arco di un anno prevista una multa da 220 a 880 euro e sospensione della patente da 15 a 30 giorni.  Diventa a carico del proprietario di un veicolo l'onere di verificare che esso sia assicurato, anche quando sia nella legittima disponibilità di altri.Viene poi potenziato il sistema di verifica della copertura assicurativa mediante l' incrocio dei dati.  Le nuove norme stabiliscono l'obbligo del contrassegno per tutti i monopattini, che dovranno essere muniti di indicatori luminosi di svolta e freno nonché di contrassegno di riconoscimento assimilabile alla targa, l'obbligo del casco per tutti i conducenti (oggi lo è solo per i minorenni); il divieto di uscire dai centri urbani; l'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile (per le violazioni prevista una multa tra 100 e 400 euro). 
Vietato circolare contromano, mentre l'utilizzo sarà consentito solo su strade urbane con limite fino a 50 km/h.

Per questo le società che gestiscono monopattini in sharing dovranno installare sistemi che blocchino il mezzo in caso di utilizzo fuori delle aree consentite.Rivista anche la circolazione delle biciclette, con la modifica di alcune definizioni legislative e delle regole del sorpasso con l'obbligo (condizionato) del mantenimento di una distanza di sicurezza non inferiore a 1,5 metri in caso di sorpasso.  Cresce il numero di mezzi che potranno viaggiare su autostrade ed extraurbane principali.

Infatti è stato abbassato a 120 cc o 6Kw (in caso di veicolo elettrico) il limite sotto il quale non si potrà circolare sulle strade extraurbane principali, purché il conducente sia maggiorenne.  
Le nuove norme vogliono contrastare il fenomeno del contromano prevedendo la confisca obbligatoria del veicolo qualora un incidente derivante da circolazione contromano, in corrispondenza delle curve, dei raccordi convessi o in ogni altro caso di limitata visibilità, porti alla morte o alla lesione grave di una persona.  
Oggi il foglio rosa viene rilasciato al superamento dell’esame di teoria: con le nuove norme sarà consegnato solo dopo aver effettuato, in autoscuola, un numero minimo di esercitazioni in autostrada o su strade extraurbane e in condizione di visione notturna.I dettagli saranno definiti con un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Così la certificazione dell’autoscuola diventa fondamentale per ottenere il foglio rosa che consente all'aspirante automobilista di esercitarsi autonomamente.  
La riforma prevede nel caso di una prima violazione una multa minima di 250 euro con una sospensione della patente compresa tra 15 giorni e due mesi e la perdita di cinque punti: alla seconda violazione la sanzione sale a 350 euro e i punti decurtati saranno da 8 a 10 (con patente sospesa da uno a tre mesi).  
Con l'articolo 4 viene introdotto l'istituto della sospensione breve della patente di guida, che si aggiunge alla sottrazione dei punti.E' un provvedimento automatico (che quindi non richiede un provvedimento del prefetto) che si applicherà già alla prima violazione ma solo se il conducente ha meno di 20 punti sulla patente: sette giorni di sospensione se si hanno dai 10 ai 19 punti, 15 giorni di sospensione da uno a nove punti. Nel caso l'automobilista sia responsabile di un incidente la sospensione raddoppierà a 14 e 30 giorni.

Il provvedimento è previsto per : mancato uso della cintura di sicurezza o dei seggiolini per bambini o dei dispositivi antiabbandono; uso del telefono durante la guida, mancato uso del casco; mancato rispetto dei segnali di senso vietato e di divieto di sorpasso; mancato rispetto del semaforo; circolazione contromano; mancata precedenza; sorpasso a destra; inversione del senso di marcia in intersezioni, curve o dossi.  Il nodo è quello di combinare la tutela dei veicoli di interesse storico e collezionistico – considerati alla stregua di un patrimonio 'mobile' da tutelare – con i vincoli alla circolazione previsti per i modelli più inquinanti.Per questo entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della disposizioni si dovranno individuare le modalità di accesso alle aree Ztl dei veicoli riconosciuti come storici. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bper, al via 3° edizione campagna raccolta fondi ‘Insieme per le Donne’

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(Adnkronos) – Bper Banca ha lanciato oggi a terza edizione della campagna di raccolta fondi 'Insieme per le Donne', promossa da Bper Banca in favore del Fondo Autonomia di D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza.L'iniziativa, presentata questa mattina alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, è nata per supportare le donne accolte nei centri antiviolenza e nelle case rifugio, gestiti dalle organizzazioni che compongono D.i.Re e che supportano oltre 20 mila donne all'anno, molte delle quali si trovano senza risorse economiche necessarie per raggiungere una vera autonomia.

La raccolta fondi, attiva fino al 30 novembre, è rivolta al sostegno di donne che stanno cercando di costruirsi una vita autonoma dopo aver subito violenza, e che non dispongono dei mezzi economici essenziali.Secondo i dati di D.i.Re, il 34,6% delle donne che accedono ai loro centri ha subito violenza economica, una forma di controllo che ostacola gravemente la capacità delle donne di autodeterminarsi e di costruirsi un futuro indipendente. All’evento di apertura, moderato da Maddalena Santeroni, presidente dell’associazione Amici dell’Arte Moderna, hanno partecipato Serena Morgagni, responsabile Direzione Communication di Bper, Antonella Veltri, presidente di D.i.Re e Azzurra Rinaldi, economista e direttrice della School of Gender Economics dell’Università Unitelma Sapienza. A sottolineare l’importanza della campagna, il presidente di Bper, Fabio Cerchiai: "Con ‘Insieme per le Donne’ vogliamo fare passi concreti per aiutare le donne che hanno subito violenza a ottenere l’indipendenza economica di cui hanno bisogno per vivere libere e sicure.

Questo progetto rappresenta un impegno reale verso il cambiamento, e un invito alla collettività a prendere parte a questa battaglia contro ogni forma di abuso".Mentre ha aggiunto la presidente di D.i.Re: "Anche quest’anno, ringrazio Bper Banca per il prezioso sostegno che ha deciso di dare a D.i.Re e alle donne che i nostri centri antiviolenza supportano, aiutandoci a favorire l’indipendenza economica delle donne accolte.

Molto importante anche l’impegno di Bper per diffondere il cambiamento: viviamo ancora in una società intrisa di stereotipi che penalizzano le donne relegate a ruoli e funzioni di cura in una dimensione spesso esclusivamente privata che di fatto nega l’accesso allo spazio pubblico e alla vera autonomia", ha concluso Veltri. Durante la mattinata è stato presentato il vademecum 'Insieme contro la violenza economica', realizzato da Bper in collaborazione con D.i.Re, disponibile sul sito istituzionale.bper.it e tramite QR code nelle filiali della Banca.Questo strumento, sviluppato per aiutare le donne a riconoscere, affrontare e prevenire la violenza economica, rappresenta un supporto fondamentale per chi desidera acquisire maggiore consapevolezza e autonomia nell’utilizzo dei servizi bancari.

Per contribuire al progetto 'Insieme per le Donne' e sostenere la lotta contro la violenza economica, è possibile effettuare una donazione a favore di D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza tramite bonifico all’Iban IT36I0538705006000003721296.  Bper ha già confermato una donazione di 100 mila euro e diverse iniziative di educazione finanziaria, tra cui programmi di formazione per migliorare le competenze economiche delle donne, prevenendo così fenomeni di violenza economica.Tra queste, nei giorni scorsi, la Banca ha avviato il webinar 'Oltre il rosa', in collaborazione con l’economista Azzurra Rinaldi ed Equonomics: dieci incontri online con l’obiettivo di contrastare la violenza economica e promuovere l’educazione finanziaria con particolare attenzione al mondo femminile. Inoltre, tutti i dipendenti e le dipendenti del Gruppo Bper sono stati coinvolti nel corso di quest’anno in una serie di attività di sensibilizzazione, divulgazione e formazione, in particolare in percorsi di empowerment e valorizzazione di profili femminili di leadership.

Il lancio di 'Insieme per le Donne' è stato organizzato in vista del 25 novembre, Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, istituita dalle Nazioni Unite nel 1999, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza e promuovere l’azione contro una forma di abuso ancora troppo spesso sottovalutata. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)