Home Blog Pagina 842

Ue, da domani in carica Costa e von der Leyen bis: pronti al ritorno di Trump

0

(Adnkronos) – Le istituzioni Ue hanno completato, sei mesi dopo le elezioni, il ciclo di rinnovo dei vertici e sono pronte ad affrontare il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump.La Commissione von der Leyen bis entrerà in carica domani, 1 dicembre, in contemporanea con il nuovo presidente del Consiglio Europeo, il portoghese Antonio Costa, che succede al belga Charles Michel.  Il nuovo esecutivo guidato da Ursula von der Leyen vede una prima linea formata da sei vicepresidenti esecutivi: la spagnola Teresa Ribera (Socialisti), il francese Stéphane Séjourné (Renew), l'italiano Raffaele Fitto (Ecr), la finlandese Henna Virkkunen (Ppe), la rumena Roxana Minzatu (Socialisti) e l'Alta Rappresentante Kaja Kallas, estone (Renew).

Commissari molto 'pesanti' saranno due veterani della Commissione, il lettone Valdis Dombrovskis (Economia) e lo slovacco Maros Sefcovic (Commercio). L'ingresso di un esponente dei Conservatori nella 'prima fila' della nuova Commissione ha reso il processo di nomina molto travagliato, perché ha fatto esplodere le tensioni latenti nella 'maggioranza Ursula' da quando il voto popolare nelle elezioni europee ha penalizzato i Liberali e i Verdi, assottigliando entrambi i gruppi.Gli ecologisti, anche se non hanno mai fatto parte formalmente della maggioranza, da quando von der Leyen ha lanciato il Green Deal sono entrati in quell'orbita, tanto che la presidente ha detto espressamente, qualche giorno fa, di considerarli parte integrante della sua maggioranza.  Gli equilibri politici sono cambiati: oggi è impossibile la formazione di una maggioranza nell'Aula senza il Ppe, cosa che era invece possibile nella scorsa legislatura, se le sinistre si alleavano con i Liberali di Renew.

Per contro, se il Ppe vota insieme ai tre gruppi alla sua destra (nell'ordine Ecr, Patrioti ed Europa delle Nazioni Sovrane), forma una maggioranza di centrodestra. Questo nuovo equilibrio politico ha reso impossibile bocciare qualche candidato commissario, cosa che tradizionalmente il Parlamento fa, anche per ribadire il proprio potere, essendo l'unica istituzione Ue eletta direttamente dal popolo.La situazione è cambiata a tal punto che i Conservatori dell'Ecr, il gruppo più 'a sinistra' tra le tre destre, sono stati determinanti per confermare, con la maggioranza dei due terzi, i candidati di tutti i Paesi e di tutti i partiti, certificando il loro nuovo ruolo nell'orbita di quella che Manfred Weber ha definito "la mia maggioranza".

Questa situazione nuova ha generato molta frustrazione nei gruppi a sinistra del Ppe, specie tra i Socialisti, costretti a venire a patti con un gruppo, l'Ecr, che nella scorsa legislatura era riuscito a fatica a spezzare il 'cordone sanitario' che gli impediva di accedere alle presidenze di commissione solo grazie a Johan Van Overtveldt, fiammingo dell'N-Va. Tutto questo malcontento è esploso quando, dopo che i Socialisti erano stati morbidi in audizione con Raffaele Fitto, i Popolari si sono scatenati, la sera stessa, contro la candidata socialista spagnola Teresa Ribera, essenzialmente per volontà del Partido Popular, cui il presidente Manfred Weber non può dire di no, se vuole essere rieletto presidente la prossima primavera.A quel punto i Socialisti, dove gli spagnoli conservano la presidenza del gruppo pur essendo la seconda delegazione dopo il Pd, hanno reagito e la conferma dei sei vicepresidenti, e del commissario ungherese Oliver Varhelyi, è stata messa in pausa.

Dopo qualche giorno, Popolari e Socialisti sono riusciti faticosamente a trovare un'intesa, ma solo allegando speculari dichiarazioni scritte, dal dubbio valore giuridico, ai pareri di conferma di Fitto e Ribera. Il voto di mercoledì scorso a Strasburgo è stato il frutto di queste tensioni.La maggioranza Ursula è diventata un groviera e il nuovo collegio si insedia con il minimo storico di consensi raccolti nel Parlamento Europeo, solo 370 voti a favore a fronte dei 401 raccolti da Ursula von der Leyen nello scorso luglio, a scrutinio segreto.

C'è chi ritiene che il voto palese di mercoledì, con un bottino di consensi per il collegio inferiore a quello raccolto tre mesi fa dalla presidente a scrutinio segreto (una cosa mai vista prima), in realtà avvantaggi la presidente, perché potrà sempre sostenere di avere raccolto un consenso superiore a quello incassato dai suoi commissari.  Nessuno può dire con certezza ora se sarà effettivamente così, ma tutti a Bruxelles sanno che il calo dei consensi è dovuto all'apertura all'Ecr, voluta da Manfred Weber e accettata da von der Leyen, che in questa partita si è mantenuta silente, malgrado i ripetuti appelli affinché parlasse.Se avesse spiegato, come le è stato ripetutamente chiesto dai Liberali e anche dai Socialisti, di aver nominato Fitto vicepresidente esecutivo non in quanto rappresentante dell'Ecr ma in quanto espressione di un grande Paese fondatore come l'Italia, in pochi nell'S&D avrebbero avuto qualcosa da obiettare.  Ma von der Leyen non lo ha fatto e in Aula il suo collegio ha preso ben pochi voti, appena nove in più della maggioranza assoluta, un dato che tecnicamente non vuol dire nulla, perché al collegio bastava la maggioranza relativa, cioè un voto favorevole in più di quelli contrari espressi, per essere eletto.

Politicamente, però, vuol dire molto, perché significa che la base di consensi in Parlamento su cui può contare la Commissione per far passare le sue proposte legislative si assottiglia di parecchio.Tuttavia, nel Parlamento Europeo le maggioranze spesso variano a seconda dei dossier e in questa legislatura, viste le premesse, è probabile che saranno variabili.

Il capodelegazione di Fratelli d'Italia Carlo Fidanza ha promesso che l'Ecr lavorerà per tutta la legislatura con l'obiettivo far pendere la bilancia verso destra sui singoli provvedimenti, specie sul Green Deal: "Che numeri avrà qui dentro la Commissione? – ha detto – su questo giocheremo la nostra partita su ogni singolo dossier, perché sappiamo che i numeri qui dentro sono cambiati". In questo quadro, la Commissione von der Leyen bis sulla carta nasce debole.Il discorso fatto dalla presidente in Aula è stato avaro di annunci di sostanza: sulla difesa comune, un tema di importanza sempre crescente alla luce degli sviluppi geopolitici in corso alle porte di casa, con i soldati nordcoreani pronti a sparare sugli ucraini in territorio russo, la presidente si è limitata ad annunciare un "Libro Bianco" sulla difesa.

Un annuncio che difficilmente preoccuperà Vladimir Putin.Ha promesso che questa sarà la Commissione "degli investimenti", senza dire una parola su come verranno finanziati.

Con le elezioni alle porte in Germania, è difficile comunque aspettarsi che la presidente, sempre molto attenta agli equilibri politici nel suo Paese, si sbilanci troppo su temi delicati.  Se nel Parlamento Europeo il quadro è sempre più frammentato, le cose non vanno molto meglio nel Consiglio Ue, l'altro colegislatore dell'Unione, e nel Consiglio Europeo, il consesso dei capi di Stato e di governo che dà l'indirizzo politico dell'Unione tramite le sue conclusioni.Tra i grandi Paesi dell'Ue, la Germania andrà a elezioni in febbraio, archiviando il governo 'semaforo' di Olaf Scholz, si vedrà con quali esiti (per ora è favorita la Cdu/Csu di Friedrich Merz).

In Francia il governo guidato dal Républicain Michel Barnier è appeso alla volontà del Rassemblement National di Jordan Bardella e Marine Le Pen.In Spagna il governo di Pedro Sanchez, che è riuscito a vincere le elezioni con un'audace manovra di anticipo del voto e lasciando i Popolari privi di una maggioranza, naviga a vista. Tra i grandi Paesi, solo l'Italia, con Giorgia Meloni, e la Polonia, con Donald Tusk, hanno governi relativamente stabili.

L'Olanda ha un governo guidato da un civil servant, Dick Schoof, il cui azionista di maggioranza è Geert Wilders del Pvv, un populista visto come il fumo negli occhi nei circoli del potere di Bruxelles.In questo quadro, dopo i due mandati del belga Charles Michel, che aveva un pessimo rapporto con Ursula von der Leyen e non faceva nulla per nasconderlo, i 27 hanno scelto come presidente il portoghese Antonio Costa.

E' un socialista pragmatico, che quando era premier del Portogallo è riuscito a sconfiggere i falchi che volevano imporre ulteriore austerità al suo Paese, 'salvato' dalla Troika, migliorando gradualmente le condizioni di vita dei cittadini e riportando in equilibrio i conti pubblici.  Viene da un Paese relativamente piccolo, che ha però alle spalle una lunghissima storia, con l'impero coloniale più longevo d'Europa, quasi 600 anni: il primo avamposto commerciale fu Ceuta, sulla costa marocchina, all'inizio del XV secolo; Angola e Mozambico hanno conquistato l'indipendenza solo a metà degli anni Settanta, al termine di guerre sanguinose contro le truppe mandate da Antonio Salazar.Lo stesso Costa è figlio di quella tradizione imperiale: suo padre era nato in Mozambico, da genitori di Goa, antica colonia portoghese sulla costa occidentale dell'India.

Il Portogallo è un bacino tradizionale per le nomine politiche di caratura internazionale: il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, nel cui governo Costa iniziò la sua carriera come sottosegretario, è un portoghese, così come lo era José Durao Barroso, per due volte presidente della Commissione.  Costa, primo politico del Sud Europa ad arrivare alla guida del Consiglio Europeo dopo due belgi inframmezzati da un polacco, è un politico di razza: è stato sindaco di Lisbona, ministro e premier del suo Paese.E' un socialista pragmatico, concreto al punto di organizzare, in un episodio rimasto famoso in Portogallo, una gara tra una Ferrari e un asino per dimostrare che un'arteria suburbana aveva un problema di congestionamento da traffico (vinse l'asino).

Non teme né schiva il contatto con il popolo, a differenza di non pochi dirigenti della sinistra, tanto che è facile incrociarlo a pranzo nella mensa dei dipendenti del palazzo Justus Lipsius, che è quella più basilare (ce n'è un'altra più costosa nei sotterranei dell'Europa Building). Malgrado sia relativamente poco conosciuto al grande pubblico europeo, non è un peso piuma, come spesso capita quando si tratta di cariche di vertice dell'Ue, perché i capi di Stato e di governo non gradiscono avere sopra di sé a Bruxelles personalità in grado di fare loro ombra.E' capace di mediare e di trovare compromessi, tanto da essere andato a trovare, poco dopo la nomina, Giorgia Meloni, che gli aveva votato contro in Consiglio Europeo per protesta contro un accordo sulle nomine che aveva bypassato i leader esterni alla maggioranza.  E' certo, o quasi, che con Costa non si ripeteranno le scene che, negli ultimi cinque anni, hanno evidenziato agli occhi del mondo intero le divisioni che attraversano le istituzioni dell'Ue, oltre che i suoi Stati membri.

Primo fra tutte l'ormai celebre Sofagate, quando Charles Michel scattò fulmineo per prendere posto sulla poltrona a fianco di Recep Tayyip Erdogan, lasciando Ursula von der Leyen ad accomodarsi su un divano, in disparte.In un'intervista al Corriere della Sera e ad alcuni quotidiani europei, Costa assicura oggi di avere una "eccellente relazione personale e politica" con von der Leyen. "Non vedo alcun motivo perché cambi", dice.

Ma poco più avanti ricorda che la sua "missione" è, tra l'altro, "garantire la rappresentanza dell'Unione in materia di politica estera e di sicurezza".E aggiunge, in un passaggio chiave, che "il trattato è molto chiaro sulle competenze" e che quindi "dobbiamo coordinarci".  Non è un mistero che, in questi cinque anni, l'attivismo di Ursula von der Leyen in politica estera non ha incontrato il gradimento di tutti, nelle capitali, in particolare quando si è recata, poco dopo le stragi del 7 ottobre 2023, in Israele, prima che gli Stati membri concordassero una posizione comune.

La competenza sulla politica estera dell'Ue è del Consiglio, non della Commissione: l'Alto Rappresentante è vicepresidente della Commissione ma presiede in via permanente il Consiglio Affari Esteri.Non sono mancati, in questi cinque anni, disaccordi con Josep Borrell, Alto Rappresentante, specie sulla situazione in Medio Oriente.

Borrell era stato ministro e presidente del Parlamento Europeo, mai premier.Sia Kaja Kallas, la nuova Alta Rappresentante, sia Antonio Costa sono ex primi ministri, carica cui von der Leyen, che è stata più volte ministra in Germania, non è mai arrivata.

Solo il tempo potrà dire se con Costa Washington avrà finalmente trovato il numero di telefono da chiamare per parlare con l'Ue.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, chi è Ursula von der Leyen: l’ex pupilla di Merkel per due volte presidente

0

(Adnkronos) – La riconfermata presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, nata Ursula Gertrud Albrecht, classe 1958, è tedesca ma è originaria di Ixelles, un comune della regione di Bruxelles-Capitale, in Belgio.Suo padre, Ersnt Albrecht, è stato tra l'altro direttore generale alla Concorrenza della Commissione, per poi tornare in patria e diventare presidente della Bassa Sassonia, dopo aver fatto per un periodo l'amministratore delegato della Bahlsen, azienda che produce biscotti e dolciumi.  Nell'ultima fase della sua vita il padre di von der Leyen ha sofferto del morbo di Alzheimer, cosa che la presidente ha ricordato nei suoi discorsi, raccontando di come suo padre, alla fine della sua vita, parlasse dell'Europa come di un membro della famiglia.

Gli Albrecht erano una delle grandi famiglie nobili del Regno di Hannover.Fino all'età di 13 anni Ursula ha studiato alla Scuola Europea di Bruxelles, poi la sua famiglia tornò in Germania. 
Parla correntemente inglese e francese, oltre al tedesco; ha vissuto per oltre un anno a Londra, dove riparò nel 1978, quando la sua famiglia venne informata che la Rote Armee Fraktion aveva intenzione di rapirla, in quanto figlia di un noto politico della Cdu.

Nella capitale britannica ha vissuto sotto falso nome (Rose Ladson), sotto la protezione di Scotland Yard, e ha frequentato la London School of Economics. "Come dirà chiunque mi abbia conosciuto all'epoca – ha ricordato nel gennaio 2020 a Londra, parlando nella sua vecchia scuola – passavo più tempo nei bar di Soho e nei negozi di dischi di Camden di quanto facessi leggendo libri nella Biblioteca della Senate House.Per risparmiarvi i miei rossori, vi risparmierò tutti i dettagli".  Secondo DiePresse, all'epoca gli amici la chiamavano Röschen (piccola rosa): viveva in un appartamentino in affitto a Earl's Court e le piaceva andare ai concerti di musica punk.

Nel 1986 ha sposato Heiko von der Leyen, medico, di una famiglia di mercanti di seta divenuti nobili nel XVIII secolo, che ha conosciuto nel coro dell'Università di Gottinga.Hanno avuto ben sette figli, tra il 1987 e il 1999; hanno vissuto per qualche anno in California, dove lui insegnava.

Anche lei si è laureata in Medicina, specializzazione Ginecologia.  
Nel 2003 è diventata parlamentare della Bassa Sassonia, occupandosi di famiglia, donne e salute nel governo locale.Nel 2005 è stata nominata ministra federale alla Famiglia e ai Giovani nel governo di Angela Merkel; dal 2009 al 2013 è stata ministra del Lavoro e Questioni Sociali, battendosi per le quote rosa nei cda, per i matrimoni tra omosessuali e per il salario minimo nazionale, posizioni progressiste che le hanno procurato non pochi nemici nell'ala conservatrice della Cdu/Csu.

Dal 2013 al 2019 è stata ministra della Difesa; dal 2016 siede nel Board of trustees del World Economic Forum.  
Il 2 luglio 2019 venne nominata presidente della Commissione Europea, prima donna a ricoprire il ruolo, grazie ad un accordo tra Emmanuel Macron e Angela Merkel; venne poi eletta al Parlamento Europeo con soli 9 voti di scarto.Da allora vive durante la settimana a palazzo Berlaymont, dove dorme in una stanza vicina al suo ufficio, per tornare nei weekend nella sua fattoria di Burgdorf-Beinhorn, nei pressi di Hannover, in Bassa Sassonia, dove tiene cavalli, una delle sue passioni (un suo pony, Dolly, venne sbranato da un lupo nel 2022).  
Il Green Deal, una serie di leggi che mirano a decarbonizzare l'economia dell'Ue rendendola climaticamente neutrale entro il 2050, è stato la bandiera del suo primo mandato, oltre alla gestione della pandemia di Covid-19, con l'acquisto congiunto dei vaccini e il Green Pass per viaggiare.

Dal 24 febbraio 2022 è tra le più ferme sostenitrici dell'Ucraina, insieme alla presidente del Parlamento Roberta Metsola.Ha avuto notoriamente un pessimo rapporto con il presidente uscente del Consiglio Europeo, Charles Michel, che la lasciò da sola sul divano per accomodarsi in poltrona a parlare a tu per tu con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milan-Empoli: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

0

(Adnkronos) – Torna in campo il Milan.Dopo la, sofferta, vittoria in Champions League contro lo Slovan Bratislava, i rossoneri sono impegnati nella 14esima giornata di Serie A.

A San Siro arriva l'Empoli, che nell'ultimo turno ha pareggiato 1-1 contro l'Udinese.A Fonseca serve assolutamente una vittoria per rilanciarsi nella corsa Champions, con il quarto posto che al momento è distante nove punti.  La sfida tra Milan ed Empoli è in programma oggi, sabato 30 novembre, alle ore 18.

Ecco le probabili formazioni: 
Milan (4-2-3-1): Maignan; Royal, Thiaw, Gabbia, Theo Hernandez; Fofana, Reijnders; Pulisic, Loftus Cheek, Leao; Morata.All.

Fonseca 
Empoli (3-5-2): Vasquez; Goglichidze, Ismajli, Viti; Gyasi, Anjorin, Henderson, Fazzini, Pezzella; Esposito, Colombo.All.

D'Aversa  Milan-Empoli sarà trasmessa in diretta esclusiva su Dazn.Il match sarà visibile sia in streaming sulla piattaforma che attraverso smart tv. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ballando con le stelle, oggi la prima semifinale e l’esordio Pellegrini-Peron

0

(Adnkronos) – È tempo di semifinale a 'Ballando con le stelle', il dance show di Rai 1 in onda stasera 30 novembre, come ogni sabato, in prima serata.Stasera esordirà una nuova coppia.

Durante l'ultima puntata infatti sono emerse delle divergenze professionali con Angelo Madonia, che per questo motivo è stato sostituito dal ballerino Samuel Peron, nuovo maestro di ballo di Federica Pellegrini. Questo sabato vedremo quindi le seguenti coppie pronte a scendere in pista: Bianca Guaccero-Giovanni Pernice; Federica Nargi- Luca Favilla; Luca Barbareschi- Alessandra Tripoli; Federica Pellegrini-Samuel Peron; Tommaso Marini-Sophia Berto; Anna Lou Castoldi-Nikita Perotti. È giunto anche il momento del ripescaggio per le coppie che sono state eliminate.Stasera infatti una coppia avrà la possibilità di rientrare in gara.

Quindi ci sarà la manche di semifinale disputata sui momenti che hanno cambiato la vita dei concorrenti, al termine ci sarà uno spareggio finale che potrebbe mettere in pericolo anche uno dei semifinalisti.Quindi doppio tesoretto questo sabato 30 novembre, uno per il ripescaggio e uno per la semifinale.  Semifinale anche del torneo 'Ballando con te', per i talenti selezionati durante Ballando on the road.

In virtù dell’accordo tra la Regione Calabria e RaiCom le immagini delle bellezze paesaggistiche della regione calabrese accompagneranno le seguenti esibizioni: in coppia Ginevra Mantovani e Francesco Perlamagna di Massa, Yasmin Ben Ammar di Ravenna e Ilinca Bendeac che viene dalla Romania.   Scende in pista per lo spazio dedicato alla 'Ballerina per una notte' un’icona senza tempo: Amanda Lear che, sulle note di 'Copacabana', eseguirà una samba insieme ai ballerini Simone Iannuzzi, Filippo Zara e Samuel Santarelli. Ospiti della puntata anche le due star del Teatro della Scala: l’étoile Nicoletta Manni che si esibirà in un ballo di danza classica insieme al primo ballerino della Scala, il marito Timofej Andrijashenko.  Questa decima puntata sarà impreziosita anche dalla presenza di Pierfrancesco Favino protagonista del film “Napoli- New York” (al cinema dal 21 novembre) firmato del regista premio Oscar Gabriele Salvadores.Sarà affiancato dai due giovanissimi attori Dea Lanzaro e Antonio Guerra che per l’occasione saranno Ballerini per una notte.

I due giovanissimi, infatti, si esibiranno in un Jive sulle note del brano “A luna miezzo 'o mare” insieme a Sarah Mensah e Gabriele Perchinunno.Favino farà il suo ingresso sulla pista di "Ballando con le stelle" accompagnato dalle note dì “A Salty Dog” dei Procol Harum. Stasera, sabato 30 novembre, alle ore 20.35, l'appuntamento su Rai per la semifinale. La seconda e decisiva semifinale ci sarà il 14 dicembre, e i due vincitori delle due semifinali si sfideranno il 21 dicembre.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Jacobs incontra padre dopo 16 anni, madre: “I miracoli esistono”

0

(Adnkronos) –
Sedici anni.Tanto era passato dall'ultima volta che Marcell Jacobs aveva incontrato suo padre Lamont.

I rapporti tra i due erano tesi da anni, dopo che l'uomo, militare texano, aveva lasciato il figlio alla madre per servire in Corea, appena venti giorni dopo la nascita di Marcell.Ora, però, sembra essere tornato il sereno.

Il velocista azzurro, medaglia d'oro nei 100 metri e nella 4×100 a Tokyo 2020, si è trasferito negli Stati Uniti per allenarsi in vista delle prossime gare e ha deciso di trascorrere la feste del Ringraziamento in famiglia a Kingsland, in Georgia. Questa volta però, oltre alla moglie, Nicole Daza, e i due figli, Anthony e Meghan, c'erano anche i genitori di Marcell: mamma Viviana Masini e, appunto, papà Lamont.Il nuovo incontro tra i due è stato immortalato sul profilo Instagram della madre di Jacobs, che non ha saputo trattenere l'emozione: "Questo è il risultato della pazienza , e dell'amore verso un credo e un'ideale di famiglia, del credere che tutto è possibile", ha scritto la donna in un post che ritrae Jacobs abbracciato al padre e con in braccio il figlio. "Oggi più che mai credo nei miracoli, piena di gioia e lacrime, che se accettiamo le scelte degli altri e aspettiamo, tutto torna". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Zelensky e l’ombrello della Nato: “Così la guerra finirebbe”

0

(Adnkronos) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha suggerito che le zone dell'Ucraina sotto il suo controllo dovrebbero essere poste "sotto l'ombrello della Nato" per cercare di porre fine alla "fase calda" della guerra.In un'intervista rilasciata a Sky News, il capo dello Stato ha affermato che accetterebbe l'adesione alla Nato del solo territorio attualmente controllato da Kiev, ma solo se l'adesione all'Alleanza fosse prima offerta all'intera Ucraina, entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale.

A quel punto, Kiev potrebbe tentare di negoziare la restituzione del territorio attualmente sotto il controllo russo "in modo diplomatico", ha spiegato.  Ma il suggerimento è altamente teorico, ha sottolineato Zelensky, dal momento che nessuno ha ancora fatto un'offerta del genere. È molto improbabile che la Nato prenda in considerazione una decisione del genere.E "L'Ucraina non ha mai preso in considerazione una proposta del genere, perché nessuno ce l'ha mai presentata ufficialmente", ha detto Zelensky.

La Nato dovrebbe offrire l'adesione all'intero Paese, comprese le zone attualmente sotto il controllo russo, ha affermato. "Non puoi fare un invito solo a una parte di un Paese, perché in questo modo riconosceresti solo quel territorio come appartenente all'Ucraina, mentre l'altro è della Russia". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula 1, continua la crisi di Perez: chi può sostituirlo in Red Bull?

0

(Adnkronos) –
Sergio Perez sarà alla guida della Red Bull anche nel 2025?Nonostante un contratto in scadenza nel 2026, il pilota messicano sembra sempre più lontano dalla scuderia austriaca.

Questo a causa dei risultati, disastrosi, accumulati tra la fine della scorsa stagione e nel corso della nuova.Nonostante il titolo Piloti conquistato da Max Versatappen infatti, la Red Bull è scivolata al terzo posto nella classifica Costruttori, sorpassata prima dalla McLaren e poi dalla Ferrari. 
Christian Horner è sicuro del podio visto il distacco (130 punti) sulla quarta posizione occupata dalla Mercedes e le sole due gare (più una Sprint) rimaste prima del termine della stagione.

Ma dover abdicare il trono Costuttori dopo due vittorie consecutive impone una riflessione.E se Verstappen non è sicuramente in discussione, visto anche il ricco contratto che lega l'olandese alla Red Bull fino al 2028, tutt'altra storia riguarda Sergio Perez.  Il pilota messicano sta faticando da tempo a replicare quanto di buono fatto nelle passate stagioni.

La sua crisi è dovuta in parte a un calo prestazionale della macchina riscontrato anche da Verstappen, ma soprattutto da un livello di guida non all'altezza di quello di Max.In Red Bull le gerarchie sono chiare: l'olandese è il primo pilota, Perez il secondo.

La scuderia austriaca, anche al momento della scelta di Perez, cercava un profilo che non ingombrasse troppo Verstappen e evitasse problemi all'interno dei box. Ma questo ruolo non ha mai permesso a Sergio di crescere veramente e anzi, la sensazione è che Perez si sia adagiato sulle vittorie del compagno senza fare mai quel salto di qualità che pure la Red Bull, che fino a questo finale di stagione ha sempre dimostrato di avere la macchina migliore, avrebbe voluto.In questa stagione il messicano non è riuscito a conquistare nessuna vittoria e soltanto quattro podi, arrivati nei primi cinque Gran Premi dell'anno.

La crescita della McLaren, della Ferrari e ora, dopo la doppietta di Las Vegas, anche della Mercedes, lo hanno gettato in una crisi senza fine.Anche ieri, venerdì 29 novembre, nelle qualifiche della gara Sprint in Qatar, Perez è uscito nel Q1, confermando le difficoltà che durano da inizio stagione.  In casa Red Bull, quindi, si è aperta una riflessione.

Il team principal Horner ha già cominciato a valutare tutte le opzioni in vista di un 2025 che si preannuncia molto combattuto e in cui la Red Bull non vuole cedere lo scettro nel mondiale piloti.Verstappen ha ancora fame e la scuderia austriaca vuole riconquistare posizioni, e quindi i soldi che ne derivano, in quello Costruttori.

In Red Bull quindi, viste le pessime prestazioni di Perez, si è aperto il casting: chi potrebbe affiancare Max Verstappen il prossimo anno? Il profilo migliore sarebbe stato quello di Carlos Sainz, che lascerà il posto in Ferrari a Lewis Hamilton, ma lo spagnolo ha deciso, a sorpresa, di legarsi alla Williams e più probabilmente, in futuro, alla Mercedes.La scelta più facile, ma anche più logica, sarebbe quella di promuovere Yuki Tsunoda, da anni ormai nel team satellite Red Bull.

Il giapponese ha raccolto buoni risultati e probabilmente meriterebbe una chance nella casa madre, ma ha ammesso di non essere stato ancora contattato.  Stessa situazione, o quasi, per Liam Lawson.Il giovane pilota neozelandese, compagno di squadra di Tsunoda in Racing Bulls, non ha ancora un contratto per il 2025 ma si sta distinguendo bene nel circuito, mostrando una costanza anche maggiore rispetto a quella di Yuki.

Horner, in ogni caso, è molto attento ai giovani talenti e ha messo gli occhi da tempo su Franco Colapinto.L'argentino sta lasciando ottime impressioni in Williams e James Vowles, team principal della scuderia inglese, non ha negato l'interesse, facendo intendere però che prima di approcciare un pilota le grandi del circuito dovrebbero capire quanti posti hanno a disposizione per la nuova stagione. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vespucci a Mumbai, per Talò “un grande successo del sistema Italia”

0

(Adnkronos) – Da ieri nel centro della megalopoli che è la capitale economica e finanziaria del paese con più abitanti del mondo c’è un villaggio italiano. È stato inaugurato a Mumbai, l’antica Bombay, il “Villaggio Italia”, l’esposizione itinerante pluriennale con il meglio del nostro paese che accoglie l’Amerigo Vespucci, la nave di addestramento della Marina Militare italiana (FOTO), in occasione delle soste nelle tappe più importanti del suo giro del mondo.  Per l’occasione c’era anche Francesco Talò, già consigliere diplomatico della presidente del presidente del Consiglio, che ha raccontato all’Adnkronos cosa è successo: “Quando arriva “la nave più bella del mondo” (definizione attribuita da veri esperti, quelli dell’equipaggio della portaerei americana Independence nel 1962, incrociando il Vespucci) è subito un successo.Lunghe file di cittadini vogliono visitare la nave e si ritrovano ad entrare in uno spazio italiano allestito a tempo record proprio davanti al Vespucci nel porto che si trova vicino al centro storico della capitale economica dell’India”. “Col Villaggio Italia – prosegue Talò – si vuole fare qualcosa di cui si parla molto ma che spesso stenta a tradursi in realtà: rendere concreto, e in questo caso molto visibile, il sistema Italia.

Al progetto, voluto dal Ministro Crosetto, partecipano 11 ministeri con il coordinamento operativo di Difesa Servizi, la società controllata dal ministero della Difesa che contribuisce, tra l’altro, a valorizzare anche economicamente il patrimonio immobiliare e immateriale delle nostre Forze Armate.Naturalmente la Marina Militare è protagonista e il Comandante delle sue scuole, l’Ammiraglio Antonio Natale, nella cerimonia di inaugurazione del Villaggio Italia ha sottolineato il legame profondo tra i nostri marinai e la nave dove molti di loro hanno imparato tra l’altro cosa vuol dire essere un equipaggio, quindi fare squadra”.  La novità della missione Vespucci è nel dimostrare come un sistema ben coordinato può rendere ancora più competitiva l’offerta italiana in settori che vanno dai prodotti industriali innovativi al design, dal turismo all’offerta della filiera agroalimentare.

Non manca la cultura e le nostre istituzioni in India hanno colto l’occasione del centenario della morte di Puccini (proprio nello stesso giorno della cerimonia del Vespucci) per organizzare un concerto di arie del grande compositore toscano con interpreti italiani in uno storico teatro di Mumbai.  Secondo Talò, “tutto ciò è collegato a un messaggio anche politico: una nave che con il suo giro di due anni attraverso tutti gli oceani indica la volontà italiana di collegarsi con tutti i continenti, di sviluppare una visione ampia dei propri rapporti internazionali.La diplomazia navale esiste da lungo tempo, ma in questo caso con una nave così particolare e non destinata ad operazioni militari si ottiene una comunicazione ad ampio raggio”.  Prosegue l’ambasciatore: “l’Amerigo Vespucci, che ho sentito chiamare da un indiano “American Vespucci” con un felice errore perché fa ricordare come il navigatore italiano sia l’unica persona che abbia dato il nome ad un continente (Europa era solo una figura mitologica), è quindi il vettore, un protagonista che è anche un pretesto, per la combinazione nave/villaggio che l’Amministratore Delegato di Difesa Servizi ha definito una “piattaforma di comunicazione”, un’esposizione multi settoriale e multimediale che si rinnova di tappa in tappa con un modulo sempre più rodato e con crescenti economie di scala per presentare la forza dell’Italia del “bello e ben fatto”.  L’Italia quindi si presenta nella città del “Gateway of India”, l’arco monumentale affacciato sul mare arabico che voleva rappresentare la porta del grande impero indiano. “Adesso la nostra nave simbolo trasmette un forte messaggio dell’Italia a pochi minuti da questo simbolo del passato coloniale britannico che oggi può trasmettere al mondo il segnale di un’apertura di un paese che ha l’ambizione di diventare presto la terza economia mondiale”, spiega Talò all'Adnkronos. Del resto, questa visita del Vespucci vuole sottolineare la volontà di dialogo e quindi di conoscenza reciproca, e qui entra in gioco il ruolo dei mezzi d’informazione, perché questa è anche l’occasione per far conoscere agli italiani una città dove ancora non c’è una ricchezza diffusa ma che cresce rapidamente e che con le sue masse umane trasmette una straordinaria energia protesa verso il futuro ma con forti radici nel passato.

Cosa sanno gli italiani dell’India oltre alle immagini più conosciute?  Risponde Talò: “In molti sono fermi alle immagini di alcuni decenni fa quando Moravia e Pasolini descrivevano con il loro viaggio un paese spirituale ed affascinante, ma sofferente e bisognoso di aiuto.Sono visioni distanti anni luce dalla storia di successo di oggi con una nazione che ha molto da offrire proponendosi come leader del “Sud Globale”, e non solo”.  Oggi arriva il ministro Adolfo Urso che sarà impegnato proprio a cogliere l’occasione della presenza del Vespucci per annodare i fili di un rapporto che presenta enormi opportunità.

Ne ha parlato in occasione della cerimonia di apertura del villaggio Italia a Mumbai l’Ambasciatore Antonio Bartoli il quale ha ricordato come in due anni i capi dei governi di Italia e India si siano incontrati ben cinque volte, l’ultima in occasione del vertice G20 a Rio de Janeiro di questo mese.  “In effetti dopo la visita effettuata da Meloni nella capitale indiana nel marzo dello scorso anno c’è stata un’impennata in un rapporto che, come ha rilevato il nostro presidente del Consiglio questa settimana nel chiudere a Roma i “Dialoghi Mediterranei” considera cruciali opportunità come il corridoio di connettività tra India, Medio Oriente ed Europa (IMEC), che ha come punto di partenza proprio il porto di Mumbai dove si trova adesso e Vespucci e potrebbe approdare nel più settentrionale dei porti europei, Trieste”, conclude Talò. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner e il caso doping, la Wada: “Ripensare squalifiche per positività minime”

0

(Adnkronos) – A febbraio dovrebbe chiudersi, in un senso o nell'altro, uno dei capitoli più bui della giovane carriera di Jannik Sinner.Il Tas si esprimerà, in maniera definitiva, sul caso doping che ha riguardato l'azzurro, dopo l'assoluzione in primo grado e il ricorso presentato dalla Wada.

A due mesi dalla possibile sentenza, la squalifica per un mese di Iga Swiatek a causa di una "concentrazione incredibilmente bassa di trimetazidina", una sostanza vietata, ha riaperto il dibattito. La numero due del mondo è risultata positiva dopo una contaminazione accidentale e i giudici le hanno riservato quindi un "rimprovero a titolo di colpa".La notizia però ha fatto ripartire il dibattito sulle stringenti regole antidoping in vigore nel mondo del tennis, con gli atleti, come nel caso di Swiatek e, in tono minore, di Sinner, che possono andare incontro a una squalifica anche in caso di minima contaminazione accidentale. "Oggi esiste un problema di contaminazione.

Questo non significa che ci siano più casi del genere rispetto al passato, il fatto è che i laboratori sono più efficienti nel rilevare anche quantità infinitesimali di sostanza", ha detto Olivier Niggli, direttore generale della Wada, intervistato da L'Equipe. "Le quantità sono così piccole che ci si può contaminare facendo cose innocue.La verità è che sentiamo un sacco di storie e capisco l’opinione pubblica che può arrivare a pensare che assumiamo di tutto". Per Niggli si potrebbe quindi ripensare il sistema antidoping del tennis professionistico: "Con delle soglie non avremmo visto tutti questi casi.

Quello che dobbiamo comprendere è se siamo pronti ad accettare il microdosaggio e dove sia giusto fermarsi.Proprio per questo tipo di riflessioni verrà creato un tavolo di lavoro".

Una presa di posizione che fa ben sperare anche Jannik Sinner. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Libano, Usa nominano Jasper Jeffers per supervisionare il cessate il fuoco

0

(Adnkronos) – Un generale Usa per l'attuazione del cessate il fuoco in Libano.Gli Stati Uniti hanno nominato il maggiore Jasper Jeffers, Special Operations Command Central (Soccent), per coordinare – insieme all'inviato speciale del presidente Joe Biden, Amos Hochstein – l'attuazione e il monitoraggio del meccanismo di cessazione delle ostilità tra Israele e Libano. Secondo il Centcom, "il meccanismo sarà presieduto dagli Stati Uniti e sarà composto dalle Forze armate libanesi, dalle Forze di difesa israeliane, dalle Forze di interim delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) e dalla Francia".

Hochstein ricoprirà il ruolo di co-presidente civile fino alla nomina di un funzionario civile permanente. Le forze israeliane dispiegate nel Libano meridionale fanno sapere intanto di aver trovato armi di Hezbollah nascoste in una moschea.E che una nave lanciamissili della Marina israeliana ha intercettato un drone nel Mar Mediterraneo che si stava dirigendo verso Israele ed era stato lanciato presumibilmente dall'Iraq. Nella notte, un altro drone diretto verso Israele dall'Iraq è stato abbattuto dall'aeronautica militare israeliana. Intanto il procuratore della Corte penale internazionale che ha spiccato il mandato d'arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha esortato la Camera d'appello della Cpi a respingere il tentativo di Israele di sospendere i mandati di arresto emessi nei confronti del primo ministro e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant.

Secondo il procuratore Karim Khan l'appello non soddisfa le condizioni legali richieste dalle norme della Cpi e afferma che la decisione contestata da Israele non riguarda "l'ammissibilità", un requisito fondamentale per tali appelli, ma affronta invece reclami procedurali sull'indagine.  Citando precedenti sentenze della Cpi, Khan sostiene che il caso dovrebbe restare alla Camera 'Pre-Trial', dove Israele ha già presentato la sua richiesta separata.Sostiene inoltre che non vi è alcuna base per sospendere i mandati di arresto.

La Camera d'appello non ha ancora deciso se esaminerà l'appello di Israele. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Nato vuole 100mila uomini in Ucraina”, lo scenario di Putin

0

(Adnkronos) –
La Nato è sempre più favorevole al congelamento della guerra tra Ucraina e Russia.Da Mosca, l'agenzia Tass fa filtrare le informazioni che sarebbero state raccolte dall'SVR, i servizi di intelligence che operano al'estero.

Le news diffuse dall'agenzia delineano un quadro nel quale spiccherebbe l'impegno sempre più ampio dell'Alleanza Atlantica.La Nato starebbe lavorando per allestire centri di addestramento destinati ad accogliere "non meno di un milione di ucraini mobilitati". Il piano attribuito dall'SVR all'Occidente, inoltre, prevede in futuro l'invio di peacekeeper che secondo la Russia si trasformeranno una 'forza di occupazione': "L'Occidente punta a inviare 100mila cosiddetti peacekeepers in Ucraina, secondo quanto riferisce l'Svr", afferma la Tass. 
La presenza di migliaia di uomini sarebbe il primo passo per procedere ad una "effettiva occupazione" dei territori ucraini che poi verrebbero "divisi tra Romania, Polonia e Germania", che però non confine con l'Ucraina.

Lo scenario tratteggiato dalla Tass consente a Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, di intervenire nella discussione per affermare che "lo schieramento di peacekeeper è possibile solo con il consenso delle parti coinvolte" nel conflitto.Servirebbe, quindi, il sì di Vladimir Putin.   Le informazioni da Mosca filtrano in un momento particolare, nelle stesse ore in cui il presidente Volodymyr Zelensky apre alla possibilità di congelare la guerra: sì alla tregua, dice, se i territori dell'Ucraina verranno posti sotto l'ombrello della Nato e di fatto esclusi dalle mire di Vladimir Putin.

L'apparente apertura del presidente ucraino non implica la rinuncia ai territori che la Russia considera annessi: Kiev, dice Zelensky, punta a fermare la "fase calda" della guerra e punta successivamente sulla "via diplomatica" per raggiungere i propri obiettivi.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gelo sull’Italia con neve anche in collina e da martedì arriva la pioggia: le previsioni

0

(Adnkronos) – Gelo e neve anche a bassa quota sull'Italia.Mattia Gussoni, meteorologo del sito iLMeteo.it comunica che l’ingresso di correnti fredde dai Balcani alimentano un veloce centro depressionario che sta provocando un peggioramento del tempo sulle regioni adriatiche e al Sud.

Il sensibile abbassamento delle temperature (differenze anche di 8°C rispetto ai giorni scorsi) sta favorendo nevicate fin sopra i 5-600 metri su Marche e Abruzzo e oltre i 1000-1200 metri sui rilievi meridionali.L’alta pressione invece si sta rinforzando al Nord dove è il sole a prevalere.

Questa fase perturbata e decisamente invernale si esaurirà presto e già domenica 1 dicembre il tempo migliorerà sulle regioni centrali, mentre su quelle meridionali insisteranno ancora condizioni di tempo a tratti instabile. La nostra attenzione però si concentra su quello che accadrà la prossima settimana: dopo un lunedì che trascorrerà all’insegna di un tempo tutto sommato tranquillo, da martedì l’Italia verrà raggiunta da una perturbazione atlantica.Questo nuovo peggioramento, più mite rispetto a quello attuale, porterà precipitazioni sparse al Nordest e a tratti moderate al Centro-Sud fino a mercoledì 4.  Con l’arrivo di questa perturbazione inizierà una fase del tempo caratterizzata dalla presenza dell’alta pressione poco a ovest dell’Italia e il conseguente afflusso più instabile proveniente dall’Europa settentrionale.

In base all’avanzamento o meno dell’alta pressione verso ovest, le perturbazioni in arrivo avranno una componente più fredda o più mite.Ebbene, quella più fredda potrebbe interessare l’Italia proprio nel weekend dell’Immacolata quando potrebbe tornare la neve a bassa quota anche al Nord. NEL DETTAGLIO 
Sabato 30.

Al Nord: soleggiato.Al Centro: pioggia e neve in collina sulle Adriatiche.

Al Sud: instabile con pioggia e neve a 1000 metri. 
Domenica 1.Al Nord: soleggiato.

Al Centro: più nubi sulle Adriatiche, venti da nord, sole altrove.Al Sud: cielo spesso coperto, poche piogge. 
Lunedì 2.

Al Nord: sole prevalente.Al Centro: bel tempo.

Al Sud: nubi sparse. 
Tendenza: martedì peggiora al Centro-Nord, poi anche al Sud. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siracusa, fermata la ‘banda dell’escavatore’: 5 arresti

0

(Adnkronos) – Fermata oggi, 30 novembre, a Siracusa la banda dell'escavatore.Cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse nei confronti dei componenti della banda ritenuti responsabili di rapina a mano armata e diversi furti messi a segno con la tecnica della spaccata. Nel corso degli ultimi mesi, la banda ha messo a segno una serie di furti, avvalendosi sistematicamente di escavatori e autocarri rubati che venivano impiegati per distruggere gli ingressi delle attività prese di mira al fine di creare un varco che consentisse un rapido accesso ai locali e l’asportazione agevole delle casseforti.

L’attività di indagine ha permesso di individuare nelle campagne di contrada Cannellazza, a Carlentini, la base operativa della 'banda dell’escavatore', dove venivano pianificate le attività criminali e nascosti i mezzi poi impiegati per le spaccate.  La scelta di questi rifugi operativi non avveniva in maniera casuale, giacché la loro collocazione strategica garantiva agevoli collegamenti con il territorio del calatino e della provincia nord di Siracusa.Nello specifico, le strade interne di Contrada Cannellazza permettevano una fuga più semplice laddove vi fosse stata la presenza delle forze dell’ordine, che nelle ultime settimane diveniva sempre più incalzante, tanto da prevenire ed evitare alcuni colpi che gli arrestati avevano già organizzato.

L’utilizzo dell’elicottero del Reparto Volo di Palermo e una serie di appostamenti nelle campagne di contrada Cannellazza consentivano ai poliziotti di Lentini di trovare, in più circostanze, escavatori e camion rubati ad aziende locali, nonché parte del bottino di un furto in danno di alcuni istituti bancari. Le indagini hanno permesso di dimostrare come il gruppo, prima della realizzazione di ogni colpo, eseguisse preliminari sopralluoghi nei punti di interesse per massimizzare l’efficacia delle condotte delittuose e pianificare un rapido allontanamento dal teatro del delitto.Tra i vari membri del commando, vi erano abili conduttori di escavatori, capaci di portare in esecuzione l’azione furtiva in pochi minuti e prima che le forze dell’ordine potessero giungere in tempo utile per riuscire ad intercettarli. È stato accertato, inoltre, che i componenti del commando avevano nella loro disponibilità armi e materiale esplodente impiegato per lo sfondamento degli Atm sottratti durante i colpi agli istituti bancari.

I componenti della banda dell’escavatore riuscivano a far esplodere i bancomat attraverso la tecnica della 'marmotta', un ordigno esplosivo che, una volta innescato, determinava la detonazione della cassa che permetteva agli autori del furto di impossessarsi del denaro.Nel corso della nottata, i poliziotti di Lentini e della Squadra Mobile della Questura di Siracusa hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere dei cinque.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, estradata in Italia latitante georgiana inserita nell’elenco dei 100 più pericolosi

0

(Adnkronos) – Si è conclusa con il suo arrivo all’aeroporto di Fiumicino, la lunga latitanza di Maka Katibashvili, 43enne georgiana ricercata a livello internazionale con 'Red Notice Interpol' per omicidio volontario e violazione della legge sulle armi.La donna, ritenuta affiliata all’organizzazione criminale georgiana di stampo mafioso, nota come 'Thieves in law', deve scontare in Italia la pena di 21 anni di reclusione, avendo svolto il ruolo di basista in occasione dell’omicidio di Revaz Tchuradze, un connazionale assassinato a Bari il 6 gennaio 2012, scaturito da un violento scontro tra clan georgiani per il controllo di settori del business legale. Le attività di rintraccio della latitante all’estero, condotte dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale, hanno portato alla scoperta della nuova identità adottata dalla latitante per sfuggire alla giustizia italiana.

Dopo essere fuggita in Georgia, nel 2017 la donna aveva contratto un matrimonio fittizio con un suo connazionale, cambiando cognome e ottenendo un nuovo passaporto.Grazie a questa falsa identità, si era trasferita in Turchia, da dove inviava denaro verso la Georgia.  Nonostante i numerosi stratagemmi messi in atto, l’eccellente lavoro investigativo condotto dallo Scip in stretta collaborazione con la Squadra Mobile di Bari e le forze di polizia turche ha permesso di rintracciarla e assicurarla alla giustizia.

Determinante anche il coordinamento con l’Esperto per la Sicurezza italiano in Turchia e il supporto del Ministero della Giustizia italiano nell’ambito delle attività diplomatiche.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Castiglioncello, lanciarono molotov contro villa di un magnate russo: denunciati 2 ucraini

0

(Adnkronos) – Incendio aggravato dall'odio razziale e nazionale. È questo il reato per il quale sono stati denunciati a piede libero due cittadini ucraini poco più che 50enni, residenti nella zona di Cecina (Livorno), accusati di aver lanciato nella primavera di due anni fa una bottiglia molotov contro Villa Pontello a Castiglioncello, frazione del comune di Rosignano Marittimo, in provincia di Livorno, di proprietà di un magnate russo. Sono stati i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Livorno, a conclusione di lunga attività d'indagine, a identificare i due presunti autori responsabili dell'attentato incendiario compiuto nella serata di domenica 10 aprile 2022 contro la maestosa villa di via Biagi, a pochi passi dalla spiaggia, da cui si gode un panorama mozzafiato sulla costa, che risulterebbe di proprietà di Oleg Savchenko, imprenditore del settore edilizio e immobiliare.Quella sera la dimora era vuota, poichè la famiglia russa si trovava in patria, e a dare l'allarme ai vigili del fuoco e ai carabinieri fu il casiere dopo aver avvistato le fiamme.  I primi rilievi tecnici effettuati dai militari del nucleo investigativo avevano consentito di accertare che una bottiglia lanciata contro l'ingresso di Villa Pontello era in realtà una tanica in plastica contenente benzina, che si era poi distrutta con la combustione, provocando un incendio che aveva danneggiato il portone d'ingresso, la pavimentazione e il sistema di videosorveglianza. I carabinieri, al termine della prima fase delle indagini, attraverso anche l'analisi di estratti video dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, sia pubblici che privati, hanno individuato un 50enne ucraino ritenuto responsabile per l'azione incendiaria al cancello di ingresso della villa del magnate russo.

L'attentato, è emerso subito dagli accertamenti, sarebbe stato aggravato dall'odio razziale e nazionale perché compiuto deliberatamente nemmeno due mesi dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia e la conseguente guerra tra le due nazioni.  La prosecuzione delle attività investigative sulle circostanze del movente hanno condotto gli investigatori dell'Arma, spiega un comunicato, a raccogliere "significativi elementi" in grado di svelare "in modo inequivocabile la dinamica del reato"; al tempo stesso sono emerse nuove tracce che hanno permesso di rintracciare il complice del primo ucraino indagato.  Così sotto la lente dei carabinieri del nucleo investigativo è finito un connazionale anche lui sulla cinquantina e residente nella zona, pregiudicato e già conosciuto dalle forze dell'ordine.Anche il secondo indagato ucraino, secondo una serie di indicatori portati alla luce dalle indagini, avrebbe agito per motivi verosimilmente riconducibili a rancori nazionalistici dovuti all'invasione russa dell'Ucraina. L'esito complessivo della dettagliata ricostruzione, relativa all'intera dinamica incendiaria, è stato perfezionato anche con l'apporto degli approfondimenti condotti dall'aliquota delle investigazioni scientifiche in forza al nucleo investigativo dell'Arma di Livorno, messi a confronto con i risultati di tipo tecnico e informativo già acquisiti dai carabinieri.  A consuntivo di tutte le attività di verifica e accertamento svolte, i due cittadini ucraini sono stati ora denunciati dai carabinieri alla Procura di Livorno per il reato di incendio aggravato dall'odio razziale e nazionale. La Villa Pontello sarebbe stata acquistata nel 2014 dal magnate dell'edilizia in Russia, che all'epoca, secondo le cronache, l'avrebbe pagata 7 milioni di euro.

La dimora di Castiglioncello fu progettata negli anni '70 per il conte Flavio Pontello, titolare dell'azienda fiorentina "Callisto Pontello Costruzioni", poi di Ranieri Pontello, già presidente della Fiorentina.Tra gli anni '80 e '90 nella villa furono ospitati artisti, cineasti e calciatori come Roberto Baggio, Carlos Dunga e Daniel Passarella.

La villa ha una superficie interna di 1.200 mq su tre piani, con nove camere con dieci bagni, cinque saloni, due sale da pranzo, una cucina ed è dotata di spiaggia privata e un parco di 5.000 mq. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sveva Schiazzano: “Dedico l’Oro ai miei genitori e al mio allenatore”

0

La nuotatrice Sveva Schiazzano ha parlato in esclusiva ai microfoni di Carlo Ametrano per ViViCentro.Di seguito le sue dichiarazioni.

Sveva, se ti dico Oro nei 200 stile libero alle Universiadi…che cosa mi rispondi?

“Sono contentissima di questo risultato.

Era un campionato universitario mondiale al quale ho partecipato con la mia università. È stata un’esperienza bellissima.I giochi si sono tenuti a Roma, proprio a casa, ed è stato ancora più bello”.

Te sei al quinto anno di medicina, da cosa nasce questa scelta?

“Ho deciso di fare questo percorso dopo aver provato sulla mia pelle la malattia. È stata una scelta pensata ma soprattutto nata dal cuore.

Ci sono particolarmente legata e sono contentissima aver intrapreso questo percorso universitario…che sto quasi per concludere”.

A chi dedichi la vittoria dell’oro?

“Ai miei genitori e al mio allenatore.Mi hanno fatto una bellissima sorpresa.

Sono venuti a Roma per vedere la gara, è stato bellissimo”.

Cosa puoi dirci del tuo allenatore, Marco Veno?

“Marco è un mix tra un allenatore, un padre, un amico e un fratello.C’è sempre stato e ha sempre creduto in me.

Abbiamo un rapporto bellissimo”.

Quali sono i tuoi prossimi piani?

“Avevo un po’ diminuito gli allenamenti per via del percorso universitario.Questo è stato un ritorno in vasca.

L’anno prossimo vorrei partecipare ancora a questi campionati che si terranno all’esterno”.

Un messaggio per chi vuole intraprendere una carriera sportiva?

“Il mio messaggio è di fare sport, sempre.Anche se gli impegni lavorativi o di vita ci fanno abbandonare lo sport.

Fatelo, perché si vivono delle emozioni uniche che non torneranno.Lo sport è bello veramente a 360°”.

Ucraina-Russia, il piano Usa che può piacere a Putin

0

(Adnkronos) –
Il piano degli Stati Uniti per fermare la guerra tra Ucraina e Russia sembra fatto su misura per Vladimir Putin.L'uomo scelto dal presidente eletto Donald Trump per gestire le politiche statunitensi in Russia e Ucraina, ha un'idea ben precisa per fermare il conflitto in corso da oltre 1000 giorni.  L'ex generale Keith Kellogg è stato tra i più critici della gestione del presidente uscente Joe Biden, che avrebbe contribuito a scatenare una 'crisi evitabile', fornendo poi un sostegno a Kiev inadeguato nei tempi e nei modi.

La nomina non può far sorridere troppo il presidente ucraino Volodymr Zelensky, visto che il piano di Kellogg prevede che Kiev rinunci a diversi punti cardine del 'piano per la vittoria' ucraino – a partire dall'ingresso nella Nato – e suggerisce inoltre un approccio più dialogante che non 'demonizzi' Putin. Kellogg, ex consigliere di Trump per la sicurezza nazionale, ha esposto il suo piano di pace per l'Ucraina in un articolo per l'istituto politico America First, risalente allo scorso aprile e ripreso dalla Cnn.L'ex generale l'ha definita "una crisi evitabile che, a causa delle politiche incompetenti dell'amministrazione Biden ha impigliato l'America in una guerra senza fine". L'ex generale è molto critico verso l'amministrazione uscente, il cui sostegno a Kiev è giudicato troppo debole e tardivo.

Dall'altra parte, Kellogg ritiene che la decisione di Trump di fornire i primi aiuti all'Ucraina nel 2018 abbia trasmesso la forza necessaria per affrontare Putin.Inoltre il tono più 'dialogante' del presidente eletto nei confronti del leader del Cremlino, che non viene demonizzato a differenza di quanto fatto da Biden, potrebbe rendere più semplice una soluzione diplomatica.   Kellogg sostiene che si sarebbero dovute fornire più armi prima dell'invasione russa e subito dopo, così da favorire una vittoria ucraina sul campo di battaglia.

Mancando questo prerequisito, ha cambiato la sua posizione e ha iniziato ad auspicare un 'cessate il fuoco' che congelasse i fronti, costringendo entrambe le parti a sedersi al tavolo dei negoziati.Fin qui non sembra discostarsi molto con quanto sostenuto dal presidente Zelensky nel suo 'piano per la vittoria', ma la seconda parte del progetto potrebbe essere la più allarmante per Kiev.
 Per l'ex consigliere, gli Stati Uniti non hanno bisogno di essere coinvolti in un altro conflitto, avendo le loro scorte di armi risentito degli aiuti all'Ucraina, lasciando il Paese potenzialmente esposto in un eventuale conflitto con la Cina per Taiwan.

A suo avviso, l'adesione dell'Ucraina alla Nato dovrebbe essere sospesa a tempo indeterminato, "in cambio di un accordo di pace completo e verificabile con garanzie di sicurezza".Il piano di Kellogg prevede che debba diventare "una politica formale degli Stati Uniti quella di cercare un cessate il fuoco e una soluzione negoziata".  I futuri aiuti statunitensi saranno condizionati alla negoziazione dell'Ucraina con la Russia e Washington armerà Kiev nella misura in cui potrà difendersi e fermare qualsiasi ulteriore avanzata russa prima e dopo qualsiasi accordo di pace.

I fronti verrebbero congelati da un cessate il fuoco e verrebbe imposta una zona demilitarizzata. 
Se accettasse, la Russia otterrebbe un alleggerimento limitato delle sanzioni, che diventerebbe completo solo dopo la firma di un accordo di pace soddisfacente per l'Ucraina.A Zelensky non verrebbe chiesto di rinunciare al recupero dei territori occupati, ma dovrebbe accettare di perseguirlo solo attraverso la diplomazia.  Per Kellogg, è necessario ritornare ad un approccio 'America First' nella politica estera. "Biden ha sostituito l'approccio di Trump con un approccio internazionalista liberale che promuove i valori occidentali, i diritti umani e la democrazia – ha scritto – Si tratta di una base piuttosto triste da cui partire per costruire un compromesso sulla sicurezza europea". Infine, i critici della prosecuzione degli aiuti all'Ucraina – tra i quali sembra includere se stesso – sono "preoccupati del fatto che gli interessi strategici vitali dell'America siano in gioco nella guerra d'Ucraina, del potenziale coinvolgimento delle forze militari statunitensi e del fatto che l'America sia impegnata in una guerra per procura con la Russia che potrebbe degenerare in un conflitto nucleare". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Filippo Gherardi: da Verstappen campione alle chance per Ferrari di vincere il Mondiale costruttori

0

Ai microfoni di Carlo Ametrano per il punto F1 della settimana è intervenuto Filippo Gherardi, responsabile dell’area motori di Sportitalia.Di seguito le sue dichiarazioni.

Filippo, a due gare dalla fine abbiamo Verstappen campione del mondo.

Per il Mondiale costruttori, invece, Ferrari può cercare il ‘colpaccio’?

“In realtà se guardiamo quanto fatto negli ultimi tempi, abbiamo visto un’ottima Ferrari.Più che colpaccio io la definirei convinzione.

Ho fatto un servizio per Sportitalia nel quale ho analizzato gli ultimi numeri.McLaren nelle ultime quattro gare, eccezion fatta per la doppietta nella Sprint in Brasile, sta manifestando un’involuzione dal punto di vista tecnico e prestazionale.

La Ferrari è invece quella che ha ottenuto i risultati migliori.Se escludiamo il passaggio a vuoto nella gara di Interlagos, la Ferrari nell’ultimo mese e mezzo non ha sbagliato un fine settimana.

Penso, dunque, che la Rossa abbia i mezzi per poterci credere”.

È successo davvero qualcosa tra Leclerc e Sainz a Las Vegas?

“Se Leclerc fosse stato in lotta per il Mondiale piloti…penso che la polemica avrebbe avuto senso.Così, invece, la vedo abbastanza sterile.

A me Sainz sta piacendo molto.Se si lotta per un Mondiale costruttori conta arrivare davanti all’avversario e fare punti.

In questo momento conta l’interesse comune che è vincere il Mondiale costruttori.Leclerc deve ancora diventare un grande campione: non ha vinto nulla di concreto con Ferrari, e non è una cosa da sottovalutare.

Aspettare Hamilton il prossimo anno come il pilota che ha riportato il costruttori in Ferrari gli darebbe una bella iniezione.Il consiglio che darei a Leclerc è: stai e gioca con Sainz”.

Cosa è successo alla Mercedes?

“Quest’anno ha dimostrato su alcune piste di essere ingiocabile.

Su altre, la maggior parte, ha manifestato diversi problemi.L’anno prossimo con Wolff dovranno lavorare proprio sulla continuità.

Su piste quasi più complicate per quel che riguarda la gestione degli pneumatici si è esaltata.Se dovessi dare un premio alla non regolarità, lo darei a loro. È davvero un enigma capire il loro andamento.

Credo che sia un progetto già competitivo, ma deve diventare regolare”.

Perez potrebbe salutare Red Bull a fine stagione: chi ti convince di più tra Colapinto e Tsunoda?

“A me l’idea Colapinto non dispiace, anche se la vedo più una questione di marketing.Va detto però che Tsunoda da anni sta dimostrando di meritare qualcosa in più.

Io a oggi prenderei Tsunoda, ma mi rendo conto che ci sono scelte che vanno anche oltre al discorso tecnico e Colapinto le sintetizza meglio del giapponese”.

Potrebbero mettere Colapinto in Visa Cash App e Tsunoda in Red Bull?

“Per Tsunoda sarebbe una parentesi provvisoria.Come seconda guida preferirei Tsunoda, se pensiamo all’obiettivo di lottare per il Costruttori.

Quest’anno Red Bull perderà il titolo dopo tre anni. È ovvio che dovranno provare a inserire, considerando che hanno il campione del mondo, una seconda guida che dia risultati diversi da quelli che nel 2024 ha dato Perez.Tsunoda, in tal senso, offre maggiori garanzie perché credo che a oggi sia più forte.

Credo che Red Bull dovrebbe decidere in maniera definitiva.Non vedo in Colapinto un talento così assoluto da poter fare giochi come fece Ferrari con Leclerc, che lo lasciarono in Alfa Romeo il primo anno.

Detto ciò, mi interessa vedere come risponderanno e prepareranno la vettura senza Adrian Newey”.

Verstappen è campione del mondo per la quarta volta: è stato il titolo più bello?

“Il 2021 è stato contro Hamilton il Mondiale delle polemiche, mentre il 2022 e 2023 sono stati quelli del dominio.Quello del 2024 è stato il Mondiale del dominio.

Ho analizzato un po’ i numeri: se prendete le prime 11 gare e le successive 11, vi rendete conto della differenza.Ne ha vinte 7 delle prime 11 e solo una delle successive 11.

Se Verstappen ha portato a casa il Mondiale piloti è soprattutto per merito suo, in quanto la macchina ha avuto un’involuzione.Quando parlo di campioni mi piace farlo con i numeri.

Al momento davanti a Verstappen ci sono solo tre piloti: Fangio, Hamilton e Schumacher e come lui hanno fatto Prost e Vettel. È entrato nell’Olimpo dei più grandi perché è forte.Credo che oggi sia l’unico pilota in grando di colmare un gap con la macchina che guida.

Ciononostante, se Verstappen ha vinto il Mondiale è perché nella prima parte di stagione ha messo dentro un tesoretto.Ha fatto un po’ quello che ha rischiato di fare Quartararo in MotoGP quando ha subito il rientro di Bagnaia…ma almeno lì è andata in maniera diversa”.

Cittadella – Juve Stabia: FINALE (2-2: 21′ Amatucci 30′ Candellone 38′ Folino 49′ Pandolfi (rig.))

0

Benvenuti a questa diretta testuale di Cittadella – Juve Stabia.  A partire dalle ore 15 vi terremo aggiornati sulla gara del ‘Tombolato’ una sfida interessante della quindicesima giornata di Serie BKT 2024-2025.Il Cittadella ospita la Juve Stabia in un incontro che si preannuncia ricco di emozioni e colpi di scena.Entrambe le squadre arrivano a questo appuntamento con l’obiettivo di conquistare i tre punti e scalare la classifica.Il Cittadella, non vive un buon momento, e cercherà di approfittare del fattore campo per iniziare un percorso verso la salvezza.La Juve Stabia, dal canto suo, proverà a sfruttare il buon momento di forma per portare via punti dalla trasferta.

Tabellino della gara

Cittadella (3-5-2): Kastrati; Piccinini (87′ Capradossi), Angeli, Negro (Salvi 45′); Carissoni, D’Alessio, Tronchin, Amatucci, Masciangelo; Rabbi (68′ Ravasio), Pandolfi (87′ Magrassi).

 

A disposizione: Squizzato, Casolari, Voltan, Cassano, Djibril, D’Alessio,

 

Allenatore: Alessandro Dal Canto

Juve Stabia  (3-4-1-2): Thiam; Folino, Bellich, Rocchetti (Ruggero 45′); Floriani Mussolini, Leone, Pierobon (62′ Meli), Fortini (85′ Baldi); Maistro (20′ Mosti), Candellone; Adorante (62′ Artistico).
A disposizione: Matosevic, Zuccon, Di Marco, Buglio, Gerbo, Piscopo, Piovanello.
Allenatore: Guido Pagliuca.

Direttore di gara sig.Francesco Cosso della sezione AIA di Reggio Calabria

1° sig.Davide Imperiale della sezione di Genova

2° sig.Matteo Pressato della sezione di Latina

IV° Uomo Sig.Lorenzo Maccarini della sezione di Arezzo

VAR Sig.Francesco Meraviglia della sezione di Pistoia

AVAR Sig.Daniele Paterna della sezione di Teramo

Marcatori: 21′ Amatucci (C) 30′ Candellone 38′ Folino 49′ Pandolfi rig. (C)

Angoli: 5 – 4

Ammoniti: Tronchin (C) Rocchetti (JS) Masciangelo (C) Piccinini (C) Pierobon (JS) Artistico (JS) Angeli (C) Ruggero (JS)

Espulsi: –

Recupero: 3 min.p.t. – 4 min.s.t.Note: Giornata soleggiata con temperatura tipicamente invernale.Terreno in erba naturale in buone condizioni.Prima della gara il malfunzionamento al tornello del settore ospite non ha permesso ai tifosi della Juve Stabia di entrare in anticipo, solo dopo circa 30 minuti è stato ripristinato tutto. 297 sono i tifosi stabiesi presenti al Tombolato.Spettatori: Paganti 1246.Abbonati 1607.Totale Spettatori: 2853 incasso totale paganti 17.191,38€

PRIMO TEMPO

Iniziato il primo tempo.

12′ La Juve Stabia va vicina al vantaggio: Punizione battuta da Maistro, colpo di testa di Bellich con la palla che bacia la parte alta della traversa.

18′ Ammonito Tronchin per fallo su Maistro.

20′ Nella Juve Stabia esce Maistro infortunato ed entra Mosti.

21′ Il Cittadella passa in vantaggio: Masciangelo elude la marcatura di Pierobon e mette un cross per Amatucci che di testa, da solo, spedisce alle spalle di Thiam.

30′ PAREGGIO DELLA JUVE STABIA: Calcio d’angolo battuto da Mosti, sulla parabola irrompe Candellone che di testa batte Kastrati per la gioia dei 297 tifosi stabiesi presenti al Tombolato.

33′ Ammonito Rocchetti per una trattenuta a centrocampo

38′ LA JUVE STABIA PASSA IN VANTAGGIO: Sugli sviluppi di una punizione battuta dalle Vespe Folino riceve palla da Fortini, se l’aggiusta alzando il pallone e in rovesciata dal limite dell’area fa partire un missile che batte Kastrati per il meritato vantaggio.

44′ Fallo di Masciangelo su Folino, il direttore di gara estrae il giallo.Il Direttore di gara concede 3 minuti di recupero.

46′ Parata di Thiam su Pandolfi che si era liberato della marcatura di Folino.

47′ Parata di Thiam su Carissoni che ci aveva provato da fuori area.

49′  Rigore per il Cittadella per fallo di mano di Fortini sul colpo di testa di Pandolfi.Sulla palla va lo stesso Pandolfi che lascia impietrito Thiam che vede la palla infilarsi in rete alla sua destra.

 

Finisce il primo tempo con il risultato in parità sul 2-2.

 

SECONDO TEMPO

Il Cittadella sostituisce Negro con Salvi mentre la Juve Stabia sostituisce Rocchetti con Ruggero.Al 50′ ci prova la Juve Stabia con Mosti il cui tentativo viene deviato in angolo

Al 51′ Ammonito Piccinini per fallo su Mosti

Al 60′ Ammonito Pierobon per fallo su Amatucci

Al 62′ Nella Juve Stabia escono Adorante e Pierobon ed entrano Artistico e Meli

Al 68′ Il Cittadella sostituisce Rabbi con Ravasio

Al 72′ Ammonito Artistico per fallo a centrocampo

Al 76′ Ammonito Angeli per fallo su Artistico

All’85 Nella Juve Stabia esce Fortini ed entra Baldi

All’87’ Il Cittadella sostituisce Pandolfi con Magrassi e Piccinini con Capradossi

89′ Il Cittadella vicino al vantaggio con Ravasio che si vede respingere da Thiam prima il suo calcio a volo su cross di Angeli e poi il suo colpo di testa sulla ribattuta.Il direttore di gara concede 4 minuti di recupero.

92′ Ammonito Ruggero per fallo su Ravasio.

Ammonito

Dopo 4 minuti di recupero finisce la gara con la Juve Stabia che non perde contro una diretta concorrente per la salvezza.Ora testa al Sud Tirol che arriva a Castellammare di Stabia in un altro scontro salvezza.

Sciopero generale, sindacati: “Adesione al 70%”. Salvini: “Maggioranza lavoratori ha detto no”

0

(Adnkronos) – I sindacati rivendicano la partecipazione di 500mila persone allo sciopero generale di venerdì 29 novembre in 43 piazze italiane.Per Cgil e Uil, c'erano mezzo milione di persone in piazza. "L'adesione è stata di oltre il 70%"m dicono da Corso d'Italia e via Lucullo. Di idea diversa il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. ''I sindacati possono decidere che è domenica.

E' venerdì, non è domenica" sottolinea. "Arrivano le cifre, scuola per scuola, ufficio postale per ufficio postale.Se le poste hanno aderito al 4%, se i numeri delle scuole danno le adesioni del 5%, evidentemente c'è gente che ha scioperato e è liberissima di farlo, ma la stragrande maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici oggi ha fatto una scelta diversa''. ''Io rispetto chi era in piazza, che erano, stando ai loro dati, 500mila persone, rispetto anche gli altri 50 milioni di italiani che non hanno aderito'', aggiunge nel suo intervento al programma di Radio 1 'Drive time'. ''Sono contento, fra mille attacchi da sinistra, di aver garantito oggi ad alcuni milioni di italiani di poter vivere una giornata quasi tranquilla, prendendo le metropolitane a Milano, a Roma, a Napoli, prendendo gli autobus, prendendo i treni e quindi spostandosi'' aggiunge riferendosi alla sua scelta di precettare lo sciopero.  Commentando quanto accaduto a Torino, con tensioni e foto della premier Meloni e di alcuni ministri bruciate, dichiara: ''Ormai ahimè sono abituato a un certo tipo di minaccia e di violenza, però cerco di lavorare al meglio per il mio Paese.

Quando uno invita la rivolta sociale, poi, stranamente oggi dei dementi attaccavano, insultavano la polizia e bruciavano delle fotografie in piazza, io direi che il signor Landini dovrebbe essere più cauto quando parla di rivolta, perché poi purtroppo qualche cretino lo prende sul serio''. "Il diritto allo sciopero per avere stipendi più alti e più sicurezza sui posti di lavoro è sacro santo'' aggiunge Salvini.Però se a dicembre sono già in programma 15 scioperi ''mi sembra che questo sia un problema.

Una battaglia politica, non la rivendicazione del diritto allo sciopero''.   Da Torino e Milano fino a Bologna.L'onda di proteste ha attraversato lo stivale, lasciando dietro di sé una scia di braccia incrociate, con i lavoratori di tutti i settori in sciopero per otto ore.

Tutti, tranne il trasporto pubblico locale (tpl), dopo l'avvenuta precettazione di Salvini, a cui era indirizzato il monito di Landini dal palco bolognese: "La piazza non si precetta".
 
Alla base della mobilitazione, la legge di bilancio che, secondo i sindacati, "non risponde ai bisogni del Paese e dei cittadini", lasciando senza risposta le parole d'ordine necessarie alla crescita: salari, pensioni, sanità, istruzione e servizi pubblici, politiche industriali. "I sindacati, quelli seri, rivendicano aumenti salariali e sicurezza sul lavoro.Non stanno nei salotti", esclama Bombardieri, tirando una stilettata a chi, invece, allo sciopero non ha partecipato.

Come la Cisl, che della manovra dà una lettura diversa e meno severa.Una distanza che, secondo Landini, l'esecutivo sfrutta a suo vantaggio: "Questo governo sta scientemente lavorando per la divisione sindacale e la rottura nel mondo del lavoro", accusa, sottolineando che "quando ci sono idee diverse tra i sindacati a decidere non può essere la controparte: 'contratti separati' in italiano significa che le imprese o il governo scelgono con chi gli conviene firmare".  Comunque, numeri alla mano, i risultati secondo Cgil e Uil sono "positivi in tutti i comparti".

Nel metalmeccanico si va dal 95% di Ast di Terni, passando per l’85% Ducati di Bologna e Marcegaglia di Mantova fino al 74% Bosch di Bari.Bene anche l'agroindustria, con un 100% di adesioni all'Heineken di Taranto, alla Sammontana di Firenze e alla Citterio di Parma.

Partecipazione altissima anche nei trasporti: fino a 100% nel portuale, 80% nei corrieri 80% Amazon indiretti e 90% in Dhl nel Lazio e in Ups in Lombardia.Nel trasporto pubblico adesioni alte a Torino e a Cagliari, con una media del 70%.

Chiuse Linea 1 e 6 e la Funicolare centrale a Napoli, la linea M3 a Milano e cancellazioni di bus in molte città.Oltre 100 cancellazioni per Ita Airways.  Nel settore della cultura le sigle parlano di "tante scuole completamente chiuse nelle maggiori città italiane", mentre il ministero dell'Istruzione sostiene si parli di una percentuale inferiore al 6% tra docenti, dirigenti scolastici e personale Ata. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)