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G7, Gemmato: “Antibiotico-resistenza è criticità, 40 milioni l’anno per contrastarla”

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(Adnkronos) – "L’antimicrobico-resistenza è una minaccia: in Europa si stima che sia responsabile di circa 35.000 decessi all’anno, di cui un terzo solo in Italia (circa 12.000).Le cause di questa emergenza sono numerose e complesse e necessitano un impegno di tutti.

Ecco perché il Governo, attraverso il Piano triennale di contrasto all'antimicrobico-resistenza, ha investito 40 milioni di euro l'anno: quindi un investimento strutturale di 120 milioni di euro".Così il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato nel suo intervento di apertura della seduta plenaria 'Antimicrobico-resistenza: la strada da seguire' nell’ambito dell’evento conclusivo del G7 Salute oggi e domani a Bari.

Tema della due giorni, l’urgenza di contrastare l'antibiotico-resistenza. "Secondo una stima Ocse, fra il 2015 e il 2050 se le attuali tendenze non cambieranno, il trattamento delle infezioni resistenti nei Paesi del G7 comporterà in media una spesa straordinaria, ogni anno, di circa 7 milioni di giorni di degenza ospedaliera in più – ricorda Gemmato – e l’Italia contribuirà a questo calcolo con circa 1,3 milioni di giorni di degenza ospedaliera in più ogni anno.Vi è la necessità di investire in ricerca su nuovi antibiotici così come la ricerca va avanti per altre patologie ritenute invincibili".  Per il sottosegretario alla Salute il tema centrale resta quello degli incentivi. "Segnalo l’ingresso per la prima volta dell’Italia a livello internazionale nel sistema strutturale di incentivi per favorire lo sviluppo di nuovi antibiotici attraverso i 21 milioni per il finanziamento della partnership globale no profit CarbX.

In questo modo promuoviamo gli incentivi push per incoraggiare gli investitori privati ad allocare risorse nella fase di ricerca di nuovi antibatterici". "Le cause dell’antibiotico-resistenza sono numerose e complesse e necessitano un impegno di tutti.Ecco perché a livello nazionale con le misure in Legge di Bilancio 2025 il Governo intende destinare fino a 100 milioni di euro del Fondo farmaci innovativi per lo sviluppo di agenti antinfettivi per infezioni da germi multi-resistenti".  "Il 50% del consumo di antibiotici in Italia è nella filiera zootecnica e dobbiamo essere fieri che tale utilizzo, contrariamente al settore umano, è in sensibile riduzione (oltre il 46% rispetto al 2016) e questo grazie ad un rigoroso sistema di tracciatura dei medicinali reso possibile dalla ricetta elettronica veterinaria e all’applicazione di precise stewardship previste dal Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza (Pncar), sul quale non a caso abbiamo destinato un finanziamento di 40 milioni di euro annui, 120 milioni totali".  "La strategia veterinaria di contrasto all’antibiotico-resistenza è ad oggi tra le più all’avanguardia.

Basti pensare che grazie al sistema informativo Classyfarm siamo in grado di classificare gli allevamenti sulla base del rischio di sviluppo e diffusione di resistenza agli antibiotici – sottolinea Gemmato – premiando gli allevatori virtuosi con un fondo annuale di 376 milioni nell’ambito della Politica agricola comune (Pac 2023-2027)".  È "importante anche parlare delle buone pratiche" e "soprattutto ringraziare chi ne è fautore, ovvero i medici veterinari che svolgono un lavoro eccezionale di sorveglianza e prevenzione, nel nostro Sistema sanitario nazionale pubblico come in quello produttivo.Nessun Governo prima del Governo Meloni aveva investito in antibiotico resistenza con incentivi push and pull.

Tuttavia, accanto alle risorse è necessario agire per un loro corretto impiego ed è quanto immagino sarà maturato dai tavoli tematici di oggi".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Disordini a Milano, Piantedosi assicura: “Città non è fuori controllo”

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(Adnkronos) – “Non si può dire che Milano sia una città fuori controllo.Poi, nessun segnale va sottovalutato”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al termine del vertice alla prefettura di Milano, organizzato per individuare una strategia volta a gestire la situazione legata agli scontri dei giorni scorsi nel quartiere Corvetto.  “La riunione di oggi è stata molto proficua perché abbiamo avuto modo di rappresentare anche quello che era un impegno che stavamo mettendo a livello centrale nei confronti della città e dell’area metropolitana di Milano, a prescindere dagli ultimi accadimenti”.Nel corso dell’incontro, aggiunge Piantedosi, “abbiamo parlato dei rinforzi ormai imminenti, attesi tra dicembre e gennaio: oltre al normale turn-over tra le tre forze di polizia, immetteremo più di 600 unità di personale aggiuntivo”.

Cosa che permetterà di avere “un significativo beneficio anche nei servizi di controllo del territorio”.  Per Piantedosi "non si può assimilare quanto successo al Corvetto ai contesti delle banlieue, per una questione di numeri e di evidenze.Tuttavia sono segnali che non vanno sottovalutati”, ha precisato, ricordando che “al quartiere, nel corso di quest’anno, sono stati svolti più di 40 servizi ad alto impatto e 162 arresti”. “Cito il Corvetto -puntualizza il ministro- perché il quartiere è salito ai fasti della cronaca, ma si potrebbe moltiplicare anche per gli altri quadranti, in una città dove le forze di polizia fanno il loro dovere in sinergia con le altre istituzioni.

E questo, ci tengo sempre a dirlo, non significa negare l’importanza di certi fenomeni : l’area metropolitana di Milano registra alcune particolarità come quasi il doppio della media nazionale della presenza di cittadini immigrati, il 65% circa di reati commessi dagli immigrati e questo n/on perché ci sia un vocazione naturale da parte degli immigrati, ma perché si tratta di fasce di società che vanno ad alimentare maggiore possibilità di emarginazione”. “Io l’ho detto anche in altri contesti -aggiunge Piantedosi-: chi immagina che l’integrazione passi semplicemente attraverso il rilascio di un foglio di carta o di un permesso di soggiorno, cioè solo di una decretazione formale, sbaglia.Sarebbe molto comodo per tutti noi, responsabili delle istituzioni, lavarci la coscienza rilasciando permessi di soggiorno”.

Si tratta, conclude Piantedosi, di “fenomeni che vanno seguiti e ai quali noi intendiamo riservare tutta l’attenzione che merita la seconda città più importante insieme a Roma del territorio nazionale”.   Intanto è stata organizzata per il prossimo 30 novembre la fiaccolata commemorativa di Ramy e Fares, i due ragazzi che scappavano in scooter dai carabinieri e si sono schiantati contro un muro.Incidente a seguito del quale uno dei due, il 19enne di origine egiziana di nome Ramy, ha perso la vita e che è stato alla base dei disordini avvenuti nel quartiere nei giorni successivi.

Ad organizzarla la famiglia, gli amici e le amiche dei due ragazzi, che chiedono di accertare la verità dei fatti.  L'annuncio è stato diffuso dal Cai-Coordinamento Antirazzista Italiano che sul proprio sito web spiega di affiancarsi e "sostenere la famiglia, gli amici e le amiche di Ramy e Fares che in questi giorni stanno chiedendo verità e giustizia".La fiaccolata dovrebbe seguire un percorso che si snoda da piazzale Gabrio Rosa a via Ripamonti.

Ulteriori informazioni sull’orario verranno poi divulgate nei prossimi giorni. “Incontrerò i familiari di Ramy, dopodiché credo che sia assolutamente giusto farlo per rispetto del dolore”, ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, al termine del vertice in prefettura. “È chiaro -aggiunge Sala- che abbiamo apprezzato le parole dei familiari, che avrebbero potuto incendiare gli animi e invece hanno cercato di buttare acqua sul fuoco e lo hanno fatto in maniera assolutamente adeguata”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero 29 novembre, cos’è la precettazione e cosa prevede

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(Adnkronos) – In vista dello sciopero generale di domani 29 novembre proclamato da Cgil e Uil, il vice premier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha firmato l'ordinanza di precettazione con la riduzione a 4 ore dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato nei servizi del trasporto aereo, del trasporto pubblico locale e del trasporto marittimoi.Ma cosa s'intende per precettazione?

Lo spiega ad Adnkronos/Labitalia l'avvocato Vincenzo Ferrante, partner dello Studio legale Daverio & Florio, specializzato in diritto del lavoro e della previdenza sociale. "Si tratta – spiega l'esperto – di un ordine rivolto ai lavoratori, perché riprendano il servizio in relazione al quale è stato proclamato lo sciopero, garantendo in questo modo che l’astensione si svolga assicurando che vengano forniti ai cittadini i servizi essenziali.Il potere di precettazione è attribuito al presidente del Consiglio dei ministri o a un ministro da lui delegato (spesso quello dei Trasporti) ovvero al Prefetto, in caso di conflitti locali e deve essere esercitato solo all’esito di un confronto con i sindacati che hanno proclamato lo sciopero.

L’ordine di precettazione si può anche solo limitare a posporre il momento dello sciopero ad altra data, anche unificando astensioni collettive già proclamate, ovvero anche prevedere la riduzione della sua durata complessiva", sottolinea. Ma cosa succede se la precettazione non viene rispettata? "Un tempo -spiega l'esperto- si prevedeva per i lavoratori una sanzione penale, in quanto ordine dato dall’autorità di governo; la legge del 1990 prevede ora solo una sanzione economica per i lavoratori che, individuati come destinatari, non si presentino al lavoro, stabilendo anche (ad ulteriore tutela del diritto individuale di sciopero) che quanti non ottemperino alla precettazione non possano mai essere licenziati a ragione del solo mancato rispetto dell’ordine ricevuto".  "In qualche caso, come a Milano alcuni anni fa, in occasione di uno sciopero dei trasporti, il sindaco -ricorda il giuslavorista- chiese alla procura di perseguire gli autisti per interruzione di pubblico servizio, ma il procedimento fu archiviato per la difficoltà di individuare esattamente quanti erano stati raggiunti dall’ordine di precettazione, che in genere viene reso noto mediante i media o (utilizzando un sistema che risale ad un passato lontano) attraverso l’affissione dell’ordinanza nei luoghi di lavoro, e solo in occasioni eccezionali viene direttamente comunicato ai singoli destinatari".  Ma quali conseguenze ha la precettazione sui lavoratori e, eventualmente, i sindacati? "Sono previste sanzioni economiche anche per i sindacati dei lavoratori e per le associazioni e gli organismi di rappresentanza degli autonomi o dei professionisti e piccoli imprenditori (tassisti, farmacisti, autotrasportatori etc.) che non ottemperino all'ordinanza di precettazione.Poiché la sanzione è molto elevata (va da euro 5.000 a euro 50.000) è abbastanza raro che l’ordine non sia rispettato, anche se ovviamente i lavoratori restano liberi di non riprendere il loro lavoro, malgrado gli inviti ricevuti da parte dei loro rappresentanti sindacali.

Poiché la legge tutela utenti e cittadini, anche le imprese che non favoriscano la ripresa del servizio possono essere assoggettate a sanzioni", conclude il giuslavorista.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporto aereo, Fondazione Pacta: Saf e biocarburanti fondamentali per tagliare CO2

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(Adnkronos) – Rivoluzionare il settore dell’aviazione, trasformandolo da uno dei comparti più difficili da decarbonizzare a un modello di sostenibilità ambientale ed economica: questa la missione al centro del terzo Congresso annuale della Fondazione Pacta – Patto per la Decarbonizzazione del Trasporto Aereo, tenutosi oggi a Roma.L’evento ha riunito figure chiave del settore, dalle compagnie aeree ai costruttori aerei, dai gestori e attori aeroportuali alle grandi società energetiche, davanti agli Enti regolatori e alle Istituzioni, in una piattaforma di dialogo e innovazione che punta a riscrivere le regole del trasporto aereo che tuteli la crescita del settore con l’obiettivo di una piena riconciliazione con l’ambiente. Tra le proposte avanzate dalla Fondazione, emergono iniziative per spingere sull’adozione di Saf (Sustainable Aviation Fuels), biocarburanti fondamentali per tagliare le emissioni di CO2 senza sacrificare la crescita del traffico aereo.

Questi biocarburanti – prodotti da oli di scarto, grassi animali e biomasse – possono ridurre fino all’80% le emissioni rispetto ai carburanti tradizionali ma, per un’adozione crescente, necessitano di un sostegno economico più ampio. La Fondazione Pacta, promossa da Aeroporti di Roma, esempio virtuoso di best practice italiana recentemente presente anche alla COP29 di Baku, rappresenta un’alleanza unica tra 17 partner industriali, istituzionali e accademici.L’obiettivo comune: abbattere le emissioni di un comparto cosiddetto “hard-to-abate” (“difficile da abbattere”), che oggi pesa per il 2-3% sul totale globale, e raggiungere il traguardo Net Zero Emissions entro il 2050, posizionando l’Italia come leader nella transizione sostenibile del trasporto aereo. Pacta ha inoltre sottolineato la necessità di supportare la ricerca sugli aeromobili di nuova generazione, elettrici, a idrogeno o ibridi, tecnologie che rivoluzioneranno i voli regionali e a medio raggio nelle prossime decadi.

Parallelamente, sono state proposte misure per incentivare investimenti in energia verde, tra cui sistemi di stoccaggio elettrochimico e la filiera di idrogeno e biometano per un’integrazione nei sistemi aeroportuali e industriali. Il Congresso ha acceso i riflettori anche sulla trasformazione degli scali aeroportuali in hub sostenibili: dalla decarbonizzazione delle flotte operative all’agevolazione degli interventi di efficienza energetica, passando per ottimizzazione del traffico aereo.Un focus strategico è stato dedicato inoltre all’intermodalità, con proposte per potenziare le infrastrutture ferroviarie che collegano gli aeroporti e sviluppare biglietti unici che integrino trasporto aereo e terrestre, migliorando la connettività e abbattendo le emissioni legate alla mobilità.

La Fondazione compenserà le emissioni di CO2 generate dagli spostamenti dei partecipanti al Congresso acquistando Saf per i voli Ita Airways, riducendo così le emissioni in egual misura. “La decarbonizzazione dell’aviazione non è un’opzione, è una responsabilità collettiva, e la Fondazione Pacta dimostra ancora una volta che è possibile affrontarla con un approccio di sistema.La nostra realtà, che unisce aziende leader, istituzioni e mondo accademico, rappresenta infatti una partnership intersettoriale che, con pochi eguali al mondo, sta definendo, insieme, una roadmap concreta per il Net Zero.

Tali proposte di policy non sono teoriche, ma rappresentano strumenti pratici pensati per supportare le istituzioni a colmare il divario tra le ambizioni e l’implementazione.L’obiettivo è accelerare una transizione sostenibile che non solo riduca le emissioni, ma garantisca la crescita economica e posizioni l’Italia come riferimento globale.

Volare meno non è la soluzione e la sostenibilità non è un vincolo, bensì è la chiave per un futuro più giusto, in cui ambiente e progresso sono parte della stessa visione strategica” ha dichiarato Marco Troncone, Presidente Fondazione PactA e Amministratore delegato di Aeroporti di Roma. “I Saf costituiscono oggi l’unica vera alternativa percorribile per raggiungere un’effettiva decarbonizzazione secondo gli obiettivi del regolamento 2023/2405.Ha costi ancora superiori ai carburanti attuali, ma confidiamo che anche tramite politiche comuni della Ue siano adottabili strumenti simili a quelli già assunti da altre nazioni per consentire una piena fruibilità di questi carburanti evitando così di compromettere il diritto alla mobilità dei cittadini” ha dichiarato l’On.

Galeazzo Bignami, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. “È per me un onore e piacere, come Presidente Enac e Presidente del Comitato Istituzionale della Fondazione Pacta, aprire questo congresso da cui emerge, con forza, la necessità di un impegno comune a favore della decarbonizzazione con approccio pragmatico e non ideologico, tenuto, peraltro conto, che l’Europa ha una responsabilità del 6/7 % dell’inquinamento nel mondo ed il trasporto aereo di una quota assolutamente marginale.Ringrazio innanzitutto l’Ad Marco Troncone per la relazione presentata e per l’impegno con cui sta contribuendo a far superare il pregiudizio ideologico nei confronti del settore, cosa ben evidente anche nella partecipazione alla COP29 di Baku, in cui ha dimostrato come il sistema Italia sappia lavorare coeso e come rappresenti una best practice a livello internazionale.

Un ringraziamento particolare anche al Vice Ministro Bignami che segue con attenzione l’evoluzione delle policy ambientali condividendo il focus sulla sostenibilità non solo ambientale, ma anche economica e sociale.Il percorso che stiamo facendo, grazie anche alla sintesi tra pubblico e privato rappresentata dall’Enac, ci permette di sviluppare collaborazioni utili con altri Paesi, anche emergenti, attraverso un approccio che ne garantisca anche una crescita economica e sostenibile”.” ha aggiunto Pierluigi Di Palma, Presidente Enac e Presidente Comitato Istituzionale Fondazione Pacta. “La sostenibilità è uno dei pilastri fondamentali del piano industriale di Ita Airways, e la nostra missione è quella di essere una compagnia aerea efficiente, innovativa e pienamente orientata verso un futuro sostenibile – ha dichiarato Antonino Turicchi, Presidente di Ita Airways. “In questa direzione, fin dalla nostra nascita, abbiamo investito nello sviluppo della flotta, oggi la più giovane tra i vettori legacy d’Europa, con un’età media di 7 anni, 4,6 anni inferiore rispetto alla media europea dei network carrier e di 2,2 anni rispetto alle low cost.

In questo percorso riconosciamo nel SAF un elemento essenziale per la decarbonizzazione dell’aviazione, ma riteniamo che esso non debba essere considerato solo una commodity bensì un vero e proprio investimento.Tale visione richiede un approccio sistemico e strutturato, in cui il settore pubblico, a livello nazionale ed europeo, impieghi risorse e strumenti adeguati a sostenere tutti gli attori che promuovono il concreto utilizzo del SAF.

Da questo investimento dipende la capacità dell’aviazione di ridurre concretamente le emissioni di carbonio e di contribuire agli obiettivi climatici globali." —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Philip Morris Italia, Coldiretti: da accordo decennale più certezze e programmazione filiera

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(Adnkronos) – L’accordo decennale fino al 2034 siglato dal ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare e da Philip Morris Italia è importante per dare certezze alla filiera e garantire la programmazione delle imprese agricole impegnate a coltivare tabacco in Italia.E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la sottoscrizione dell’intesa nel corso della giornata inaugurale del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Roma, organizzato in collaborazione con The European House-Ambrosetti.  La visione pluriennale è decisiva per la filiera tabacchicola – sottolinea Coldiretti – grazie agli impegni di acquisto del tabacco che si affiancano al trasferimento di competenze e innovazione, favorendo in questo modo gli investimenti.

L’intesa Pmi-Masaf va peraltro a sostenere l‘accordo di filiera promosso da Coldiretti con Philip Morris Italia fino al 2034, sottoscritto nell’ambito al Forum, che coinvolge oltre mille imprese con importanti investimenti per promuovere sistemi di coltivazioni sostenibili, con la diffusione di soluzioni di agricoltura di precisione per il risparmio energetico e la riduzione fino al 50% dell’impiego di acqua. La strada degli accordi di filiera è determinante – conclude Coldiretti – per la crescita del sistema Paese poiché va a promuovere il vero Made in Italy creando valore in termini di reddito e di occupazione, oltre che di sostenibilità ambientale.Peraltro sostenere l’agricoltura significa anche sostenere l’ambiente, invertendo la falsa narrazione prevalente con la passata Commissione Ue secondo la quale la transizione ecologica andava fatta contro gli agricoltori, contrapposti assurdamente a una natura della quale, al contrario, sono i primi difensori.

Una realtà confermata anche dal comune sentire degli italiani.Secondo Coldiretti-Censis, il 72% dei cittadini ritiene che proprio l’agricoltura e le sue attività siano la miglior garanzia per la tutela del territorio e contro il dissesto idrogeologico. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’indagine, il 47% dei giovani non riconosce le infezioni sessualmente trasmissibili

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(Adnkronos) – Le infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) sono un tema cruciale per la salute pubblica, ma di cui si parla ancora troppo poco, soprattutto tra i giovani.Quasi 1 giovane su 2 (47,6%) non sa riconoscere le Ist.

Anche la conoscenza sui metodi di prevenzione risulta essere limitata: meno di 1 giovane su 2 (44%) usa abitualmente il preservativo e quasi 5 giovani su 10 (46,6%) non sanno che è l’unico metodo contraccettivo in grado di proteggere dal contagio di Ist.Sono i dati diffusi in vista della Giornata mondiale contro l’Aids, che si celebra il 1 dicembre, relativi alla settima edizione dell’Osservatorio ‘Giovani e Sessualità’, ricerca che Durex realizza annualmente in collaborazione con Skuola.net su un campione di 15mila giovani tra gli 11 e i 24 anni. (VIDEO) L’indagine – si legge in una nota – rivela inoltre che che il primo rapporto sessuale è, per 1 su 10, prima dei 13 anni e, proprio la fascia d'età tra gli 11 e i 13 anni è quella con la percentuale più alta di rapporti sessuali a rischio: solo il 26,5% dei ragazzi in questa fascia utilizza sempre il preservativo.

Molti giovani, poi, nutrono false convinzioni sui metodi contraccettivi: 1 giovane su 3 (32,8%) crede che il coito interrotto sia efficace contro le Ist e le gravidanze indesiderate, mentre il 17,8% continua a praticarlo pur consapevole dei rischi.Un altro elemento critico, che emerge dalla ricerca, è la scarsa prevenzione: tra i giovani sessualmente attivi, 2 su 3 (72%) non hanno mai fatto un test per le Ist e l’Hiv.

Tra le motivazioni, 6 giovani su 10 (61,1%) affermano di non sentire il bisogno di sottoporsi ai test, mentre il 9,8% prova imbarazzo nel chiedere ai genitori di organizzare tali visite, il 7,3% non saprebbe a chi rivolgersi e il 6,5% non sa che esistono i test per le Ist. Dalla ricerca emerge anche un forte consenso per l’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole italiane: il 71,4% degli adulti è favorevole a renderla obbligatoria, con un consenso anche più ampio tra i giovani stessi (80%).  "I dati emersi dall’Osservatorio ci mostrano chiaramente quanto sia importante investire in programmi di educazione affettiva e sessuale per i giovani, al fine di aumentare la consapevolezza sulla diffusione delle infezioni sessualmente trasmissibili e al contempo aprire spazi di discussione su concetti fondamentali nell’ambito dello sviluppo di una coscienza e consapevolezza necessarie per vivere relazioni serene e sane, a partire dal consenso – afferma Paolo Zotti, amministratore delegato di Reckitt Benckiser Healthcare (Italia) Spa, che commercializza il brand Durex in Italia – La famiglia e la scuola hanno un ruolo cruciale in questo e possono aiutare i ragazzi a compiere scelte più consapevoli e sicure, riducendo i comportamenti a rischio.Durex attraverso il programma ‘A Luci Accese’ si impegna da anni nel fornire ai ragazzi strumenti e informazioni importanti per vivere una sessualità consapevole, sia tramite la comunicazione al pubblico sull’importanza dell’uso del preservativo, sia supportando programmi di educazione affettiva e sessuale tenuti da psicologi esperti rivolti alle scuole ed alle famiglie. È attraverso l’educazione ed il dialogo trasparente che possiamo aiutare i giovani a sentirsi supportati nell’acquisire la giusta serenità e consapevolezza, costruendo così un futuro più sano per gli adulti di domani."  In questo preoccupante scenario Durex rinnova la partnership con la Croce Rossa Italiana e sostiene LoveRED, il progetto dedicato a promuovere l’educazione sessuale consapevole e a sensibilizzare i giovani sulla prevenzione.

Nell’ambito della collaborazione, Durex supporterà la Cri con la donazione di 120mila preservativi e materiali didattico-informativi, che saranno utilizzati dagli oltre 300 Comitati della Croce Rossa Italiana impegnati nell’attività di sensibilizzazione nelle scuole di tutto il territorio italiano.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Philip Morris Italia, con Masaf nuovo accordo a sostegno filiera: investimenti 1 mld fino al 2034

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(Adnkronos) – Philip Morris Italia e il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste hanno siglato un nuovo accordo pluriennale rilanciando l’impegno per la competitività, la trasformazione e la sostenibilità della filiera tabacchicola nazionale.Per la prima volta dall’inizio della sottoscrizione degli accordi con il Ministero, di cui l’azienda è stata pioniera a livello nazionale sin dai primi anni duemila, l’intesa estende l’orizzonte temporale della collaborazione strategica fino a dieci anni, traguardando l’anno commerciale 2033-2034 con investimenti complessivi fino a 1 miliardo di euro.

L'accordo è stato presentato nel corso di una conferenza stampa al 22esimo Forum della Coldiretti.   Il nuovo accordo prevede l’impegno di Philip Morris ad acquistare circa la metà della produzione totale di tabacco greggio italiano, confermando l’azienda come il maggiore investitore privato nella filiera tabacchicola italiana, la più importante in Europa in termini di volumi.L’azienda – che a partire dal 2011 è stata la prima a siglare impegni pluriennali attraverso un accordo unico nel suo genere, che prevede una filiera verticalmente integrata e senza intermediazioni – con questa firma pone le basi per una visione di lungo termine, elemento essenziale per garantire sostenibilità e programmazione strategica per la filiera agricola. "È con grande orgoglio che annunciamo un accordo quadro che guarda ancora più avanti rispetto a quanto fatto nel recente passato: un orizzonte temporale di dieci anni, per un investimento totale che ammonterà fino a un miliardo di euro e che si aggiunge agli oltre 2 miliardi già investiti a partire dai primi anni duemila – ha dichiarato Marco Hannappel, presidente e amministratore delegato Philip Morris Italia – Con questo accordo la filiera tabacchicola italiana si conferma al centro dell’ecosistema di Philip Morris in Italia, una filiera integrata end-to-end collegata ai prodotti senza combustione, che oggi coinvolge circa 41mila persone su tutto il territorio nazionale in ambito agricolo, manifatturiero e di servizi, contribuendo attivamente all’ambiziosa visione di costruire un futuro senza fumo”. "Oggi abbiamo firmato un accordo estremamente importante per il settore, per durata e quantità di prodotto acquistato, la cui valenza è di sicuro impatto per le politiche che riguarderanno anche altri ambiti dell’agricoltura, comparto al quale nella sua interezza, assieme al ministro Lollobrigida e a tutto il governo Meloni, intendiamo assicurare il massimo supporto, per affrontare le sfide commerciali e produttive con fiducia e prospettive di crescita adeguate al valore effettivo del nostro settore primario”.

ha dichiarato il Sottosegretario al Ministero dell'Agricoltura, Sovranità Alimentare e delle Foreste, Sen.Patrizio La Pietra. L’intesa con il Masaf tiene conto non solo della riforma della Politica Agricola Comune (Pac) in scadenza nel 2027, ma anche di quella futura, che entrerà in vigore nel 2028 fino al 2034, con l’intento di tutelare e promuovere la filiera tabacchicola italiana anche con riferimento alle sfide che il comparto dovrà affrontare sul piano nazionale, europeo e internazionale, attuando un modello di filiera integrata agro-industriale di cui Philip Morris è fra i più significativi interpreti in Italia.

L’accordo, inoltre, riconosce l’importanza di contrastare sempre più efficacemente il problema del “caporalato” attraverso la diffusione e l’implementazione di linee guida in merito come le Buone Pratiche di Lavoro Agricolo (Alp) di Philip Morris International, promuovendo altresì iniziative volte alla continua innovazione del settore, alla sostenibilità e allo sviluppo di competenze, nonché la realizzazione e divulgazione di ricerche e analisi di settore, con particolare attenzione ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e dello sviluppo di competenze, che da sempre caratterizzano questa filiera. La firma dell’intesa conferma il percorso intrapreso da Philip Morris a partire dai primi anni 2000 nello sviluppo di un modello innovativo di coltivazione del tabacco che ha garantito nel corso degli anni sostenibilità economica a circa 1000 imprese tabacchicole, attive nelle principali regioni tabacchicole italiane: Campania, Umbria, Veneto e Toscana, con un impatto diretto, indiretto e indotto stimato in circa 28.700 addetti alla fase di coltivazione e trasformazione primaria. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Treviso, aereo turismo fuori pista: aeroporto temporaneamente chiuso

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(Adnkronos) – Aer Tre, la società di gestione dell’aeroporto di Treviso, informa che lo scalo è temporaneamente chiuso a seguito di un’uscita di pista di un aeromobile da turismo.I voli previsti in arrivo sono dirottati su altri scali, i voli in partenza restano in attesa fino al completamento delle verifiche necessarie.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Apmo, i pazienti presentano prima e unica ‘Carta’ su assistenza oculistica Ssn

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(Adnkronos) – La salute degli occhi in Italia sta vivendo una vera e propria emergenza silenziosa: le attività di migliaia di specialisti in oftalmologia che operano nel Servizio sanitario nazionale sono in grave difficoltà e i pazienti, oltre 6 milioni gli italiani con patologie oculari, dei quali un terzo con una riduzione della vista invalidanti, sono costretti ad attendere mesi, se non anni, per una prima visita oculistica o per un intervento di cataratta.Accade, sebbene a macchia di leopardo, un po' ovunque sul territorio nazionale.

Da queste premesse nasce la ‘Carta della salute dell’occhio’, la prima e unica in Italia.Presentata oggi a Roma, il documento è promosso da Apmo, Associazione pazienti malattie oculari e realizzato nell’ambito della campagna per la prevenzione e il trattamento dei disturbi e patologie oculari ‘La salute dei tuoi occhi non perderla di vista’, in collaborazione con Aimo, Associazione italiana medici oculisti e Siso, Società italiana di scienze oftalmologiche, con il patrocinio dell’Istituto superiore di sanità e dell’Intergruppo parlamentare prevenzione e cura delle malattie degli occhi e di altre 18 tra Associazioni dei pazienti e Società scientifiche. L’attuale disagio quotidiano ad accedere tempestivamente a prestazioni oculistiche di qualità, sia diagnostiche che chirurgiche – spiega una nota – nel perimetro del Ssn è dovuto a molteplici condizioni e criticità.

Tra queste, il fatto che le cure oculistiche sono ritenute ‘elettive’, non salvavita; da ciò la scarsa attenzione delle Istituzioni per questa specialità medica, talmente sottofinanziata da assorbire appena l’1% della spesa sanitaria pubblica.A peggiorare lo scenario, le continue ‘sforbiciate’ alle tariffe di rimborso delle prestazioni, riviste progressivamente al ribasso con conseguente allungamento delle liste d’attesa nel Servizio pubblico, impiego di vecchie terapie farmacologiche, meno costose rispetto a quelle innovative oggi disponibili, e obsolescenza di tecnologie, peraltro storicamente fiore all’occhiello dell’Oculistica nazionale, non più all’avanguardia.  Il paper è frutto di un intenso lavoro sinergico e fa emergere i progressi compiuti ma anche le criticità di sistema, configurandosi quale ‘Road Map’ dell’oculistica nel nostro Paese. “Investire in oculistica significa investire in salute dei pazienti e in risparmio per il sistema sanitario – afferma Francesco Bandello, presidente Apmo, direttore Clinica Oculistica Università Vita-Salute San Raffaele, Milano – La campagna nazionale ‘La salute dei tuoi occhi non perderla di vista’ ha lo scopo di sensibilizzare e informare i pazienti e le Istituzioni per mettere in atto strategie di prevenzione delle malattie oculari e garantire ai pazienti l’accesso ai percorsi di diagnosi e cura migliori.

La ‘Carta della salute dell’occhio’ vuole spiegare, a chiunque, quali e cosa sono le malattie dell’occhio, qual è il loro impatto sulla vita e sui costi, quali benefici e vantaggi si possono ottenere con le cure e l’importanza della prevenzione e di regolari controlli della vista”.  Ogni capitolo “si chiude con una sezione rivolta ai decisori politici per orientarli verso scelte lungimiranti di investimento premiante e lo abbiamo fatto riportando numeri ed evidenze scientifiche aggiornati – aggiunge Bandello – L’oculistica è una specialità penalizzata, nella misura in cui le patologie oculari non portano a morte il paziente e non mettono a rischio la sua vita, per tale motivo non è una priorità nell’agenda istituzionale; eppure, la vista è il senso più importante, tant’è vero che nel cervello ad esso viene riservato uno spazio preponderante rispetto a qualsiasi altro organo di senso, questo perché la vista ha un ruolo fondamentale nell’economia dell’esistenza di tutti gli individui e la qualità della vista condiziona fortemente la qualità di vita della persona”. La “Carta della salute dell’occhio” tratteggia l’attuale realtà delle principali e più severe patologie oculari (retinopatie e maculopatie, cataratta, occhio secco, glaucoma e miopia), con dovizia di numeri e aggiornamenti su epidemiologia, prevenzione, fattori di rischio, diagnosi, trattamenti e novità dalla ricerca.Il primo capitolo è incentrato sulle maculopatie e retinopatie, un gruppo eterogeneo di malattie che colpiscono la retina: la retinopatia diabetica (Rd) e la degenerazione maculare legata all’età (Dmle).

La gestione delle retinopatie e delle maculopatie è radicalmente cambiata grazie all’arrivo dei farmaci intra-vitreali (anti-Vegf) che contrastano i processi pro-infiammatori e inducono il riassorbimento di liquidi.Purtroppo, l’accesso ai percorsi terapeutico-assistenziali di questi pazienti non è del tutto soddisfacente: i farmaci intra-vitreali sono molto costosi e le strutture sanitarie, sempre per problemi collegati ai rimborsi, tendono a raccomandare agli oculisti l’impiego di farmaci off label.

Indubbiamente, con l’ingresso degli anti-Vega gli oculisti hanno dovuto fare i conti con la cronicità che ha portato con sé la necessità di dover fronteggiare nuovi bisogni di cura.Favorire l’accesso a percorsi di diagnosi e cura specifici e la contrazione dei tempi d’attesa, sono le principali istanze presentate alle Istituzioni. Il secondo capitolo affronta la spinosa questione della cataratta, malattia dovuta ad una opacizzazione del cristallino, che si stima interessi il 60-70% delle persone sopra i 70. “I costi di un intervento di cataratta, secondo una stima approssimativa si aggirano tra i 2- 3.000 euro.

Eppure, attualmente la tariffa che il Ssn rimborsa all’azienda sanitaria per un intervento di cataratta è di appena 900 euro.Nel prezziario dei Lea aggiornati e di prossima applicazione, la quota fissata era di 800 euro – afferma Alessandra Balestrazzi, presidente Aimo e responsabile servizio Cornea Uoc Oculistica ASL Roma 2 – le conseguenze derivate da queste scelte, consistono nella necessità di ridurre drasticamente il numero di interventi di cataratta e nell’allungamento infinito delle liste d’attesa.

Nella Carta si suggerisce al decisore politico la revisione delle tariffe di rimborso per le prestazioni ambulatoriali e l’incremento delle coperture economiche destinate alla chirurgia della cataratta”. La Carta si focalizza anche sulla secchezza oculare.Il cosiddetto ‘occhio secco’ o dry eye è il disturbo più frequente della superficie oculare, definita malattia multifattoriale in cui prevale l’alterazione del film lacrimale accompagnata da infiammazione che colpisce dal 15 al 50% della popolazione adulta. “Per l’occhio secco – prosegue Balestrazzi – sarebbe importante istituire screening di prevenzione sulla popolazione degli studenti scolastici che fanno uso intensivo di schermi e introdurre percorsi di prevenzione per i pazienti oncologici, che spesso sono soggetti a problematiche della superficie oculare dovute all’effetto tossico della chemioterapia”.

Gli altri temi riguardano il glaucoma e i difetti rifrattivi, tra questi la miopia in crescita esponenziale. “La prevenzione è fondamentale per cogliere all’esordio i sintomi di un glaucoma– afferma Teresio Avitabile, presidente Siso e direttore Clinica Oculistica Università di Catania – Lo screening per il glaucoma è semplice: basta misurare la pressione endoculare attraverso una semplice manovra che richiede pochi secondi.Stessa raccomandazione vale per i difetti refrattivi, come la miopia.

I controlli della vista vanno programmati sin dalla prima infanzia per proseguire da adulti.Tra le istanze che abbiamo suggerito alla politica, quella di rendere rimborsabili i nuovi dispositivi miniaturizzati per il glaucoma, mentre per i difetti della vista andrebbero promossi programmi di prevenzione circa lo stile di vita corretto e screening per gli studenti scolastici”. La “Carta della salute dell’occhio”, supportata dall’Iss. “Sotto il profilo dell’etica, è cruciale l’importanza della prevenzione in ogni ambito clinico e più ancora in oculistica – sottolinea Carlo Maria Petrini, direttore Unità di Bioetica Iss, presidente centro di coordinamento nazionale dei Comitati etici, presidente Comitato Etico Nazionale Enti Pubblici di Ricerca e altri Enti Pubblici nazionali, componente Comitato Nazionale per la Bioetica – infatti, la salute dell’occhio ha un impatto determinante per la qualità di vita delle persone e specialmente per l’autonomia di ciascuno.

Nella prospettiva dell’etica, è molto rilevante anche la sinergia che la ‘Carta’ propone tra i vari attori del sistema e, infatti, il documento è promosso, tramite un’Associazione (Apmo), dai pazienti, che devono sempre essere al centro del sistema, ma coinvolge anche il personale medico-sanitario e i decisori.La collaborazione tra tutte le componenti del sistema è indispensabile per l’efficacia degli interventi.

La Carta ha dunque un ruolo e un valore particolare nel promuovere la salute degli occhi, che deve rappresentare una priorità all’interno dell’agenda sanitaria e certamente contribuirà in questa direzione”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Artigiano in Fiera e myPOS, la partnership per soluzioni di pagamento innovative

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(Adnkronos) – Artigiano in Fiera, la manifestazione internazionale che celebra l’artigianato e le micro e piccole imprese, l’innovazione e la tradizione da tutto il mondo, e myPOS, leader europeo nelle soluzioni di pagamento per le piccole e medie imprese annunciano la loro partnership.  Lo riporta un comunicato.Questa collaborazione strategica mira a semplificare e migliorare l’esperienza di pagamento per gli espositori e per i visitatori dell’evento, che si svolgerà dal 30 novembre al 8 dicembre a Fieramilano Rho.

Grazie alle soluzioni offerte da myPOS, gli artigiani che hanno aderito al servizio potranno accettare pagamenti in modo semplice, veloce e sicuro, migliorando la loro capacità di vendere prodotti e servizi ad un ampio pubblico.Gli espositori potranno scegliere tra dispositivi portatili, versatili e altamente innovativi, perfetti per un ambiente dinamico come quello di Artigiano in Fiera. Artigiano in Fiera è da sempre un punto di incontro tra tradizione e modernità; questa collaborazione con myPOS rappresenta un ulteriore passo avanti nell’offrire strumenti tecnologici che favoriscano la crescita degli artigiani.

Grazie ai dispositivi myPOS, gli espositori che hanno aderito al servizio potranno: accettare pagamenti con carta e wallet digitali, comprese soluzioni contactless come Apple Pay e Google Pay; beneficiare dell’accredito istantaneo dei pagamenti, senza dover attendere giorni per ricevere i fondi sul proprio conto aziendale; e sfruttare la portabilità dei terminali, ideali per gli spazi flessibili della fiera.Con il crescente interesse verso i pagamenti elettronici, questa collaborazione rende Artigiano in Fiera un evento continuamente all’avanguardia, contribuendo a ridurre l’uso del contante e offrendo un’esperienza di acquisto più comoda, sia per i visitatori sia per gli espositori. “Uno degli obiettivi della fiera è diventare sempre più cashless e agevolare le modalità di pagamento degli artigiani.

Uniformando e rendendo easy le transazioni li agevoleremo negli innumerevoli scambi che avvengono all’Artigiano in Fiera. – ha dichiarato Gabriele Alberti Amministratore Delegato e Direttore Generale di Ge.Fi.Spa – Inoltre, in una fiera in cui si realizzano migliaia di transazioni al giorno riteniamo strategico a favore di tutti i nostri visitatori rendere più accessibili, semplici e veloci i pagamenti, facilitando le transazioni elettroniche, che ormai sono per tutti una necessità.

Questo accordo è un passo fondamentale per migliorare l’esperienza di tutti e rendere il nostro villaggio artigiano globale sempre più tecnologicamente innovativo.”  "Artigiano in Fiera è un evento che incarna perfettamente i valori della tradizione e dell’eccellenza artigianale.Con myPOS, vogliamo supportare gli artigiani italiani e internazionali offrendo loro strumenti di pagamento all’avanguardia, ideali per un evento così importante" ha commentato Massimo Terreni, Country Manager Italia, myPOS – La nostra tecnologia punta a semplificare il lavoro degli espositori, aiutandoli a concentrarsi su ciò che sanno fare meglio: creare e innovare.

Le nostre soluzioni di pagamento all-in-box, semplici da usare, veloci e versatili, ottimizzano il cash flow dei piccoli imprenditori, offrendo vantaggi immediati, una proposta trasparente e l’assenza di costi nascosti.”  Con una presenza capillare e terminali intuitivi, myPOS sosterrà gli espositori durante tutta la durata dell’evento grazie anche ad una presenza espositiva nel padiglione 2, perché "è importante fornire soluzioni rapide e affidabili, soprattutto in contesti dinamici come quello di una fiera”.L’ingresso ad Artigiano in Fiera è gratuito: ogni visitatore può ottenere il proprio pass sul sito artigianoinfiera.it in pochi e semplici click.

I visitatori delle precedenti edizioni e i clienti della piattaforma online hanno già ricevuto il pass gratuito sul proprio indirizzo e-mail. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, operaio cade da parapetto durante lavori a San Giovanni: è grave

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(Adnkronos) – Un operaio è caduto da un parapetto mentre era impegnato in una serie di lavori in un palazzo in via Domodossola 11, nel quartiere San Giovanni a Roma.Sul posto, insieme ai vigili del fuoco e ai sanitari del 118 che lo hanno trasportato in codice rosso in ospedale, i Carabinieri della Stazione San Giovanni impegnati nelle indagini.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giorgia Meloni ieri al Quirinale, incontro con Mattarella “programmato da una settimana”

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(Adnkronos) – A quanto si apprende, la premier Giorgia Meloni ieri è stata al Quirinale per un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.Si è trattato di un incontro, sottolineano autorevoli fonti, "cordiale e collaborativo", come confermano dal Colle.

Il pranzo di ieri, durato circa un'ora, era "programmato da almeno una settimana" e "non a sorpresa" come riportavano affermazioni pubblicate sui media, sottolineano fonti di Palazzo Chigi. "Sono pranzi che hanno fatto molto spesso da quando Meloni è arrivata a Palazzo Chigi e che sono quasi 'automatici' quando ci sono missioni all'estero di rilievo, in questo caso la visita di Stato in Cina del Presidente della Repubblica, il G20 e la missione in Argentina per Meloni", assicurano le fonti, precisando che "Mattarella quando tornò dalla Cina aveva sentito la presidente del Consiglio e organizzato per ieri questo pranzo.Non c'entrano assolutamente nulla le fibrillazioni che ci sono state ieri in Parlamento.

Le altre volte non era mai uscito, la notizia questa volta è trapelata". Tra i temi affrontati da Mattarella e dalla premier, "i viaggi internazionali, è stato fatto un excursus sull'Europa dopo l'ok alla Commissione Ue con la nomina di Raffaele Fitto come vice presidente esecutivo e, naturalmente, la manovra". Il 'Corriere della Sera' aveva definito l'incontro "riservato e segreto". "Non è certo la prima volta, ma in questa fase turbolenta per il governo, con Forza Italia che ha votato assieme alle opposizioni, il faccia a faccia sul colle più alto è destinato a fare notizia e sollevare interrogativi sulla tenuta della coalizione di centrodestra", scriveva il quotidiano milanese.Affermazione poi smentita dalle fonti di Palazzo Chigi —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Putin: “Missili Oreshnik hanno la potenza di attacco nucleare”

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(Adnkronos) –
"Nessuno ha le armi della Russia.Un attacco massiccio con i missili Oreshnik avrà un impatto paragonabile a quello effettuato con un'arma nucleare".

Vladimir Putin torna ad alzare la voce con messaggi indirizzati all'Ucraina e alla Nato.Il presidente russo, nel suo intervento al vertice della Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (Csto) in Kazakistan, accende ancora i riflettori sul missile Oreshnik, che la Russia ha lanciato per la prima volta contro un impianto industriale di Dnipro, in Ucraina.  "Nel mondo non ci sono armi paragonabili ai missili ipersonici della Russia, stiamo incrementando la produzione del 25%.

La Russia produce una quantità di missili 10 volte superiore a quella della Nato.Nuovi sistemi debutteranno dopo l'Oreshnik, che non ha eguali al mondo.

Nessuna fornitura di missili a lungo raggio all'Ucraina può eguagliare la potenza dell'arsenale russo né può modificare la situazione sul campo" nel conflitto. "Useremo il missile in risposta alle azioni del nemico: il ministero della Difesa sta selezionando obiettivi in Ucraina da colpire.I centri decisionali a Kiev potrebbero diventare un obiettivo per gli Oreshnik.

Un attacco massiccio con questi missili avrà un impatto paragonabile a quello delle armi nucleari", dice il presidente russo. "Secondo esperti militari e tecnici, in caso di un massiccio uso di questi missili contemporaneamente in un colpo solo, la potenza sarà paragonabile all'uso di armi nucleari sebbene l'Oreshnik, ovviamente, non sia un'arma di distruzione di massa", afferma ancora. Putin, quindi, fornisce aggiornamenti sull'ultima offensiva condotta dalle forze di Mosca contro l'Ucraina: "La Russia ha lanciato un attacco con 90 missili e 100 droni, a seguito del quale sono state colpite 17 installazioni militari, dell'industria della difesa e relativi sistemi di supporto", dice. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morta Liz Hatton, 17enne malata di cancro che aveva ispirato William e Kate

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(Adnkronos) –
Liz Hatton è morta di cancro a soli 17 anni.Fotografa di talento, era diventata famosa in tutto il mondo solo poche settimane fa per la visibilità che le avevano dato William e Kate.

La giovane era stata scelta per scattare le foto ufficiali della consegna di alcune onorificenze da parte di William nel castello di Windsor.Un evento tutt'altro che casuale, che ha segnato il ritorno di Kate Middleton in pubblico per la prima volta, dopo aver annunciato di aver concluso il ciclo di chemioterapia. 
La foto simbolo di quella giornata tanto attesa fu l'abbraccio tra la principessa e la giovane, affetta da una forma molto aggressiva di cancro. "E' stato un piacere – avevano scritto William e Kate in quell'occasione – incontrare Liz a Windsor, una giovane fotografa di talento che ci ha ispirati con la sua forza e la creatività". A dare la notizia della sua scomparsa è stata sua madre su X. "La nostra incredibile figlia è morta alle prime ore di questa mattina.

Fino alla fine è rimasta determinata, persino ieri faceva ancora progetti.Siamo molto fieri della gentilezza, l'empatia e il coraggio che ha mostrato nell'ultimo anno.

Non era solo una fotografa fenomenale, era il miglior essere umano possibile e la figlia e la sorella maggiore più meravigliosa che si possa chiedere", ha scritto. "Nessuno – continua il post della donna – ha combattuto più duramente per la vita come ha fatto lei". "Siamo dispiaciuti di apprendere che Liz Hatton è purtroppo scomparsa. È stato un onore aver incontrato una giovane donna così coraggiosa e umile.I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con i genitori di Liz, Vicky e Aaron, e con suo fratello Mateo in questo momento incredibilmente difficile", è il messaggio che William e Kate hanno firmato e inviato tramite i social network.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dal Canto breve storia del Mister del Cittadella prossimo avversario della Juve Stabia

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Alessandro Dal Canto il 14 ottobre 2024 è diventato il nuovo allenatore del Cittadella, al posto dell’esonerato Edoardo Gorini. Un tecnico di grande esperienza.

Nato a Castelfranco Veneto il 10 marzo 1975 è cresciuto nella Juventus dove ha giocato qualche partita con la “Vecchia Signora” che vinse la Coppa Uefa nel 1993. A livello di torneo primavera ha vinto uno scudetto ed anche il trofeo di Viareggio. L’esordio in campionato risale al 14 marzo 1993 in Brescia-Juventus gara vinta dalle rondinelle per 2-0. Poi Dal Canto che di professione è stato un difensore ha avuto una carriera importante da calciatore. Da Vicenza passando poi per la parte granata di Torino, Bologna e anche una esperienza all’estero precisamente in Russia, con la maglia dell’Uralan.

L’esperienza russa risale al 2003 ed all’epoca era difficile che un calciatore Italiano andasse in Russia o in giro per l’Europa ma erano tempi decisamente diversi. Catanzaro, Perugia, AlbinoLeffe e Treviso sono state poi le altre maglie indossate nel corso della sua avventura da calciatore.

Il 16 luglio 2009 diviene l’allenatore della formazione Primavera del Padova per poi passare in prima squadra incontrando proprio la Juve Stabia (2-2 all’andata 2-0 al ritorno al Menti). Poi ritorna a Vicenza, squadra che lo ha visto protagonista da calciatore in tre diverse tappe della sua carriera ossia nel 1995, nel 1996 e dal 2000 fino al 2003. Sulla sponda vicentina incontra per la terza volta da allenatore la Juve Stabia perdendo questa volta per 2-1 con le reti di Cellini, il pareggio di Bozhinov e la rete vittoria gialloblù firmata da Improta.

Dopo l’esperienza a Vicenza arriva la parentesi poco fortunata a Venezia e le esperienze importanti con le giovanili azzurre. Il calcio giovanile evidentemente piace a Dal Canto che passa alla guida della formazione Primavera dell’Empoli, con cui raggiunge la finale del Torneo di Viareggio 2017 persa contro il Sassuolo. Dopo Vincenza anche un ritorno alla Juventus sempre a livello di formazione primavera. Arezzo, Siena, Livorno e Viterbese e Carrarese sono le ultime avventure in panchina di Mister Alessandro Dal Canto a livello di prima squadra prima di arrivare poi al vissuto recente con l’esperienza di Cittadella da poco iniziata.

Trasporto aereo, Bignami: “Incentivi Saf devono essere adottati a livello europeo”

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(Adnkronos) – "L’onerosità del Saf è un dato di fatto e ancora oggi è una barriera preclusiva che deve essere superata perché è l’unica soluzione tecnologica alternativa.Dobbiamo sostenerlo con politiche di incentivazione che devono essere adottare a livello europeo con premialità e incentivazione, non come fanno gli Usa o la Gran Bretagna con gli Its’’.

Lo sottolinea il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Galeazzo Bignami, in occasione di un convegno sulla decarbonizzazione del trasporto aereo. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arresto Netanyahu, Cpi pronta a revoca se Israele aprirà indagine approfondita

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(Adnkronos) – La Corte penale internazionale potrebbe revocare i mandati d'arresto spiccati nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, se la Corte si convincesse del fatto che in Israele fosse aperta un'indagine approfondita.Lo ha detto in un'intervista radiofonica a Kan il portavoce della Cpi, Fadi El Abdallah, aggiungendo che i sospettati hanno il diritto di presentare ricorso. Solo ieri Netanyahu aveva annunciato che Israele avrebbe presentato ricorso contro i mandati di arresto emessi nei suoi confronti e di quelli di Gallant. I ministri degli Esteri di Germania, Francia e Regno Unito hanno intanto rilasciato una dichiarazione congiunta, affermando che non vi è alcuna giustificazione per cui la Corte penale internazionale debba adottare misure contro i leader israeliani.

Lo riporta Haaretz. La Cpi ha emesso giovedì 21 novembre scorso tre mandati di cattura per crimini di guerra nei confronti del primo ministro israeliano, il suo ex ministro della Difesa oltre che per il capo del braccio armato di Hamas, Mohammed Deif. I tre giudici hanno deciso all'unanimità sulla base delle accuse di crimini contro l'umanità e crimini di guerra: sia Netanyahu sia Gallant saranno passibili di arresto se si recheranno in uno degli oltre 120 Paesi che fanno parte della Cpi.La Corte ha invece emesso anche il mandato per Mohammed Diab Ibrahim Al-Masri, noto anche come Mohammed Deif, per il massacro del 7 ottobre 2023.

Israele afferma di aver ucciso Deif in un attacco aereo ad agosto, ma Hamas non ne ha mai riconosciuto formalmente la morte.Le implicazioni pratiche della decisione potrebbero essere limitate, dal momento che Israele e il suo principale alleato, gli Stati Uniti, non sono membri della Corte. "Ci sono ragionevoli prove per credere che entrambi abbiano intenzionalmente e coscientemente privato la popolazione civile di Gaza dei mezzi indispensabili per la loro sopravvivenza, compreso cibo, acqua, medicine e forniture mediche, insieme a carburante ed elettricità" scriveva nelle motivazioni la Corte penale internazionale. I giudici, che hanno accolto la richiesta che era stata presentata lo scorso maggio dal procuratore capo della Corte, Karim Khan, hanno scritto inoltre di credere che vi siano ragionevoli prove che entrambi "abbiano responsabilità penale per i seguenti crimini, come co-autori per aver commesso gli atti insieme ad altri: il crimine di guerra dell'utilizzo della morte per fame come arma di guerra e i crimini contro l'umanità di omicidio, persecuzione e altri atti disumani".

Viene considerato, inoltre, che "entrambi abbiano responsabilità penale come superiori civili per il crimine di guerra di aver intenzionalmente ordinato un attacco contro la popolazione civile". Riguardo alle accuse di utilizzo della fame come arma di guerra, i giudici fanno riferimento al fatto che "le decisioni di permette o aumentare l'assistenza umanitaria a Gaza sono state spesso condizionate" e non per rispettare gli obblighi di Israele rispetto alla legge umanitaria internazionale, facendo riferimento anche "alle dichiarazioni di Netanyahu che collegavano lo stop dei beni primari e umanitari agli obiettivi della guerra". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporto aereo, Di Palma: “Superato pregiudizio su limitazione a rotte internazionali”

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(Adnkronos) – ‘’Noi con la Fondazione Pacta abbiamo contribuito a superare un pregiudizio ideologico nei confronti del trasporto aereo, che voleva limitare la fruibilità esclusivamente per le tratte intercontinentali e poi un’integrazione aria-ferro.Il periodo post Covid, in cui effettivamente c’è stata una grande ripartenza che oggi è stata confermata.

Lo sviluppo economico di tanti Paesi confida sulla possibilità di determinare collegamenti del trasporto aereo.Certo dobbiamo considerare che arriveremo al 2050 con gli aeromobili attuali e quindi l’unico carburante compatibile oggi è il Saf, che oggi ha un costo eccessivo, ma confidiamo che la tecnologia al 2050 ci garantisca un prezzo compatibile con una sostenibilità ambientalale, economica e sociale’’.

Lo sottolinea il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, in occasione del convegno sulla decarbonizzazione del trasporto aereo. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporto aereo, Troncone: “Sviluppare produzione Saf per processo decarbonizzazione”

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(Adnkronos) – "Le proposte della Fondazione Pacta mirano a valorizzare la possibilità industriale di sviluppare i biocarburanti sotto un cappello di sostenibilità non solo ambientale ma anche economica.Si punta in particolare ad aeromobili più sostenibili e carburanti sostenibili per l’aviazione, come il Saf disponibile già per la prima tappa del 2030 che l’Europa ci impone, ovvero il 6% nei serbatoi dei nostri aeromobili.

Nel 2035 l’obiettivo triplica e c’è bisogno di politiche industriali che incentivino la produzione.Inoltre la cattura della CO2 è una leva sempre più importante per traguardare gli obiettivi al 2050’’.

Lo sottolinea il presidente della Fondazione Pacta, Marco Troncone, in occasione di un convegno sulla decarbonizzazione del trasporto aereo. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siaarti: “Ruolo cruciale anestesisti nella lotta all’antibiotico-resistenza”

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(Adnkronos) – "È un onore mio personale e della società scientifica che rappresento poter prendere parola in occasione di questo workshop nell'ambito delle riunioni del G7 della Salute sul tema della resistenza antimicrobica.Siaarti ha sempre contribuito collaborando col ministero della Salute e l'Iss non solo a elaborare buone pratiche cliniche e linee guida ma anche a sviluppare percorsi educazionali e formativi sulle tematiche inerenti la resistenza antimicrobica".

Lo ha detto il presidente della Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva, Antonino Giarratano, nell'ultimo giorno del suo mandato, partecipando oggi al workshop tematico ‘Strategia e prospettive per l'antibiotico resistenza.Il ruolo e il contributo della comunità scientifica’, organizzato dalla Fism (Federazione delle società medico-scientifiche italiane) in collaborazione con il ministero della Salute, nell'ambito del G7 Salute di Bari. L'intervento del professor Giarratano, inserito nel panel internazionale ‘Antimicrobial resistance: the way forward.

Partnership, Innovation, One Health’ ha sottolineato il ruolo cruciale degli anestesisti-rianimatori nella lotta all'antibiotico-resistenza, ricordando come l'antibiotico-resistenza determini in Europa circa 35 mila decessi all'anno, di cui un terzo concentrati in Italia, evidenziando il ruolo fondamentale degli anestesisti-rianimatori. "Siamo in prima linea nella cura dei pazienti con infezioni gravi e sepsi sia negli ambienti perioperatori che nelle unità di terapia intensiva – ha sottolineato il presidente Siaarti – Giochiamo un ruolo fondamentale nei programmi di stewardship antimicrobica in area critica, bilanciando un uso appropriato degli antibiotici con una rapida descalation". Illustrando l'intenso lavoro svolto dalla Società negli ultimi tre anni, Giarratano ha ricordato le linee guida complete Siaarti per la gestione della sepsi e dello shock settico nel paziente adulto, sottolineando l'importanza della diagnosi rapida e di una terapia antimicrobica appropriata.Significativa – è stato osservato – anche la partecipazione al progetto Sis-Net, finanziato con fondi Pnrr, per l'identificazione di marcatori clinici e diagnostici, il monitoraggio immunologico e le terapie mirate e personalizzate per pazienti in terapia intensiva.

Sul fronte della formazione, la Società ha realizzato un articolato programma di corsi e webinar per diffondere le migliori pratiche nell'uso degli antimicrobici e nel controllo delle infezioni.Particolare rilevanza ha assunto l'adesione alla campagna Choosing Wisely, attraverso la quale Siaarti ha promosso raccomandazioni concrete per l'uso responsabile degli antibiotici in ambito chirurgico, sostenendo la limitazione della profilassi antibiotica alle prime 24 ore post-intervento. Nella suo discorso, Giarratano ha anche condiviso alcune riflessioni sulle sfide future che la Società dovrà affrontare nell'ambito dell'antibiotico-resistenza, impostazione condivisa e ribadita dalla presidente Siaarti entrante, Elena Bignami: “Il problema dell’antibiotico-resistenza non può che richiedere per la sua risoluzione un approccio multidimensionale.

Ciò rende necessario il consolidamento delle collaborazioni tra professionisti sanitari, società scientifiche e istituzioni.La ricerca di nuovi antimicrobici e strumenti diagnostici rapidi continuerà a essere cruciale, così come l'adozione dell'approccio One Health, che riconosce l'interconnessione tra salute umana, animale e ambientale. È questo la strategia della Società che caratterizzerà la mia presidenza per i prossimi tre anni.

Attraverso pratiche cliniche attente e aggiornate, la partecipazione attiva nei programmi di stewardship e la formazione continua possiamo contribuire a mitigare questa minaccia e urgenza globale – ha concluso Bignami – Siaarti ribadisce il suo impegno a guidare e supportare gli sforzi che promuovono un uso responsabile degli antibiotici e la tutela della salute dei pazienti". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)