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Automotive, Meloni: “Italia capofila per rivedere norme che mettono ko industria europea”

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(Adnkronos) – "Non a a caso, l’Italia è capofila in Europa di un 'non paper' sull’automotive che chiede di rivedere quelle norme che rischiano di mettere in ginocchio l’industria europea dell’auto, e di riaffermare il principio della neutralità tecnologica".Lo ha detto il premier, Giorgia Meloni, nel suo messaggio all’Assemblea Generale ALIS 2024. "Noi siamo convinti, infatti, che vadano usate e sostenute tutte le tecnologie che contribuiscono ad abbattere le emissioni, senza chiusure ideologiche e dannose per molte filiere -aggiunge- .

E non solo: occorre insistere per rimuovere tutti quei blocchi al mercato interno che, ormai da mesi, si stanno verificando su alcuni dei principali valichi alpini e che rischiano di isolarci dal resto d’Europa.Il governo è impegnato anche su questo e questo impegno non verrà meno". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Camera, oggi question time con Piantedosi e Urso: i temi

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(Adnkronos) – Question time con due ministri oggi alla Camera, trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall'Aula di Montecitorio dalle 15.A rispondere alle interrogazioni, i ministri Piantedosi e Urso. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, risponde a interrogazioni sull’applicazione delle linee guida per l’accesso alla dirigenza pubblica nell'ambito del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco; sui presidi di sicurezza e gli organici delle Forze dell'Ordine operanti a Napoli e provincia; sulle ulteriori iniziative volte a potenziare i presidi di Polizia presso le strutture ospedaliere, al fine di contrastare il fenomeno della violenza contro il personale sanitario e sociosanitario; sull’ipotesi di trasferire cittadini di nazionalità albanese attualmente detenuti in istituti penitenziari italiani presso uno dei centri per migranti in Albania.  Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, risponde a interrogazioni sull’adempimento da parte della società Beko delle prescrizioni contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di esercizio dei poteri speciali, cosiddetto golden power; sugli esiti del tavolo relativo alla vertenza sulla situazione industriale e occupazionale degli stabilimenti dell'azienda Berco; sulle iniziative a sostegno del settore della moda, con particolare riferimento all’istituzione di un tavolo di crisi nazionale; sulla procedura di acquisizione della Piaggio aerospace s.p.a., ai fini della salvaguardia dei livelli occupazionali e produttivi; sulla convocazione di un tavolo per affrontare la crisi della società Trasnova, nell'ambito di un piano di rilancio della produttività e dei livelli occupazionali del comparto automobilistico, anche alla luce delle recenti vicende del gruppo Stellantis; sulla salvaguardia del comparto automobilistico nazionale, alla luce delle recenti vicende del gruppo Stellantis. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siria, “minaccia imminente”: Usa distruggono lanciarazzi e mortai

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(Adnkronos) – Le forze del Comando centrale statunitense (Centcom) hanno distrutto ''diversi sistemi d'arma'' in Siria che rappresentavano ''minacce imminenti per le forze statunitensi e della coalizione''.Lo rende noto il Comando centrale statunitense su 'X' spiegando che tra i sistemi d'arma distrutti ci sono ''tre lanciarazzi multipli montati su camion, un carro armato T-64, un veicolo corazzato per il trasporto di truppe e mortai che rappresentavano una minaccia chiara e imminente per le forze statunitensi e della coalizione''. Si è quindi trattato di un ''attacco di autodifesa'', scrive il Centcom spiegando che l'azione ''è avvenuta dopo che il lanciarazzi multiplo montato su camion, il veicolo corazzato per il trasporto di truppe e i mortai sono stati sparati verso le forze statunitensi''.  Il post spiega inoltre che ''la missione statunitense in Siria rimane invariata, mentre le forze statunitensi e della coalizione continuano a concentrarsi sulla sconfitta duratura dell'Isis''.

Viene quindi precisato che ''le operazioni in Siria non sono correlati ai recenti eventi nella Siria nord-occidentale.Le forze del Centcom continuano a monitorare la situazione e rimangono in costante comunicazione con le nostre altre forze nella regione man mano che la situazione si sviluppa''. L'esercito di Bashar al-Assad ha intanto lanciato una controffensiva per respingere i jihadisti del gruppo Hayat Tahrir al-Sham (Hts) e le fazioni alleate vicino a Hama, nella Siria centrale.

Lo riferiscono gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, che ha sede a Londra.  ''Le forze del regime hanno lanciato dopo mezzanotte una controffensiva'' sotto copertura aerea e sono riuscite a respingere i jihadisti che erano arrivati alle porte di Hama, quarta città della Siria. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Di Santo (Canon): “La tecnologia favorisce l’inclusione sociale”

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(Adnkronos) – “La mostra World Unseen è vicina ai nostri valori.Abbiamo la filosofia del kyosei, cioè, vivere e lavorare insieme per il bene comune.

Troviamo che queste iniziative siano coerenti con i nostri valori, un modo corretto di declinare l’inclusione.L’azienda che porta tecnologia nella società favorendo l’inclusione sociale”. Con queste parole Andrea Di Santo, amministratore delegato di Canon Italia ha presentato “World Unseen”, la rivoluzionaria mostra evento che, per la prima volta in Italia, renderà la fotografia fruibile anche a chi ha disabilità visive.

Questa esposizione, ideata e organizzata da Canon e patrocinata dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti e da Croce Rossa Italiana, segna un passo significativo verso l’abbattimento delle barriere sensoriali e la democratizzazione dell’arte visiva.La mostra sarà ospitata presso la Biblioteca“Nilde Iotti” della Camera dei Deputati fino al 17 dicembre “World Unseen è una mostra che abbiamo fortemente voluto – aggiunge Di Santo – Letteralmente significa il mondo che non si vede e il sottotitolo è la mostra fotografica che non hai bisogno di vedere.

Questo allude allo scopo dell’iniziativa, far vedere una mostra fotografica a chi fino a ieri non poteva vedere.Il fattore differenziante è la tecnologia che oggi permette di stampare in elevazione fino a 4 millimetri e dare un’esperienza tattile alle persone ipovedenti che possono di fatto vedere la fotografia”.  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diodati (Croce Rossa): “Orgogliosi di sostenere mostra inclusiva di Canon Italia”

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(Adnkronos) – “Croce Rossa oggi è qui con grande orgoglio a sostenere questa mostra fotografica di Canon Italia.Per noi è fondamentale in quanto è una mostra che pone al centro la persona e la bellezza artistica”.

E’ quanto riferito da Debora Diodati, vicepresidente Croce Rossa Italiana, a margine della presentazione di “World Unseen”, la rivoluzionaria mostra evento che, per la prima volta in Italia, rende la fotografia fruibile anche a chi ha disabilità visive.Questa esposizione, ideata e organizzata da Canon e patrocinata dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e da Croce Rossa Italiana, segna un passo significativo verso l’abbattimento delle barriere sensoriali e la democratizzazione dell’arte visiva. “In un mondo che corre veloce è fondamentale occuparsi delle persone con disabilità in quanto troppo spesso si parla semplicemente di disabilità e non ci si occupa dei loro bisogni e delle loro reali necessità – conclude Diodato -Pertanto, per noi è fondamentale essere qui oggi, in un contesto come questo che vede la fotografia al centro per consentire a tutte le persone con disabilità di aver accesso ad un mondo che generalmente non gli è consentito”. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Barbuto (Uic): “Mostra World Unseen indica come dovrebbe essere una società più inclusiva”

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(Adnkronos) – “La disabilità visiva esclude queste persone dal poter fruire in modo diretto della fotografia, ma attraverso la riproduzione tattile e l’audio descrizione, questa mostra crea una realtà immersiva in cui c’è la possibilità di conoscere tutto ciò che finora rimaneva precluso.Quindi, questa mostra, conclude Barbuto – è un esempio da seguire è un’ indicazione per tutti di come dovrebbe essere una società più inclusiva”. Così Mario Barbuto, presidente dell'Unione Italiana ciechi e ipovedenti, in occasione della presentazione di “World Unseen”, la rivoluzionaria mostra evento che, per la prima volta in Italia, renderà la fotografia fruibile anche a chi ha disabilità visive.

Questa esposizione, ideata e organizzata da Canone patrocinata dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e da Croce Rossa Italiana, segna un passo significativo verso l’abbattimento delle barriere sensoriali e la democratizzazione dell’arte visiva. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tempesta di vento e piogge, cosa ci aspetta nei prossimi giorni: le previsioni meteo

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(Adnkronos) – Tempesta di vento, piogge forti ma anche neve fino in pianura.E' questo lo scenario descritto dagli esperti nelle previsioni meteo sull'Italia di oggi, 4 dicembre, che potrebbe presentarsi nei prossimi giorni.

Una massa fredda di estrazione artica proveniente direttamente dal Polo Nord, infatti, attraverserà l’Europa per poi tuffarsi sul Mar Mediterraneo interessando la Penisola. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it avvisa che fino al weekend un ciclone manterrà condizioni di instabilità sulle regioni centro-meridionali, colpendo in maniera più diffusa i versanti adriatici e il Sud.Sarà giovedì la giornata più piovosa per queste regioni, dove oltre alla pioggia, a tratti forte, potrà nevicare fin sopra i 900-1200 metri.

Sempre Giovedì inizieranno a soffiare venti più freddi dai quadranti settentrionali e nord-orientali i quali saranno responsabili di un abbassamento delle temperature al Nord. Nel fine settimana cambierà tutto.Nel corso di sabato 7 dicembre l’aria fredda si addosserà alle Alpi e non riuscendo a scavalcarle, irromperà sul Mediterraneo in parte attraverso la valle del Rodano (Francia sudorientale) e in parte dalla Porta della Bora (Alpi Giulie).

Entro sera il tempo peggiorerà sempre più diffusamente al Nord con precipitazioni a prevalente carattere nevoso su Alpi e Prealpi e in nottata localmente anche sulle zone pianeggianti di Piemonte, Lombardia, alto Veneto e alto Friuli.Domenica 8 dicembre l’aria fredda sfonderà definitivamente sul bacino del Mediterraneo e sarà allora che sull’Italia si verificherà un’autentica tempesta di venti di Maestrale e Libeccio, con raffiche fino ad oltre 90 km/h e conseguenti mareggiate sulle coste esposte, specie tra Liguria e Toscana e su quelle tirreniche, nonché in Sardegna.

Se al Nord il tempo sarà già migliorato, salvo per ultime precipitazioni sugli estremi settori orientali (nevose a bassa quota), il maltempo si concentrerà su Toscana, Lazio, Umbria, Campania, Sardegna e poi Sicilia.Oltre alle piogge battenti con il rischio di temporali, scenderà diffusa anche la neve sugli Appennini, favorita dall’abbassamento delle temperature in quota.

Sopra i 1000 metri circa diventerà tutto bianco, come non accadeva da tanti anni in questo periodo.  Ma non è finita qui.Con la prossima settimana il clima si raffredderà ulteriormente, diventando tipicamente invernale.

Continueranno ad esserci condizioni di forte instabilità al Sud e sulle Isole Maggiori con la neve che scenderà addirittura fin sopra i 6-800 metri!Poi, potrebbe essere il turno anche del Nord. Mercoledì 4.

Al Nord: cielo via via poco nuvoloso.Al Centro: piogge sulle Adriatiche.

Al Sud: precipitazioni sparse. Giovedì 5.Al Nord: bel tempo prevalente, più freddo.

Al Centro: maltempo su Abruzzo e Molise con neve a 850 metri.Al Sud: maltempo diffuso, nubifragi in Sicilia, Calabria e Puglia. Venerdì 6.

Al Nord: soleggiato.Al Centro: bel tempo prevalente.

Al Sud: ultime piogge sulle ioniche. Tendenza: peggiora nel weekend dell’Immacolata con venti forti, piogge e neve. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, Nato: “Priorità è aiutare Kiev con sistemi di difesa aerea”

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(Adnkronos) – "Nel mondo non abbiamo una sovrabbondanza di sistemi di difesa aerea, il che significa che bisogna sempre assicurarsi di stabilire le priorità.Ma ieri sera, al tavolo, c'è stato un chiaro accordo, secondo cui aiutare l'Ucraina, in particolare con queste infrastrutture, deve essere una priorità.

Sono fiducioso che gli alleati, nei prossimi giorni e settimane, si assicureranno che tutto ciò che possono fornire all’Ucraina venga fornito".Lo dice il segretario generale della Nato Mark Rutte, a margine della Ministeriale Esteri a Bruxelles.  "Dobbiamo assicurarci che qualsiasi tipo di difesa aerea che possiamo fornire venga fornita all'Ucraina – aggiunge – è quello che è accaduto negli ultimi due anni e mezzo.

Durante i primi mille giorni di questo terribile assalto della Russia, siamo stati in grado di fornire molti dei nostri sistemi di difesa all'Ucraina.Ora c’è un bisogno specifico, per le infrastrutture energetiche, perché la Russia sta cercando di utilizzare nuovamente l’inverno come arma nella lotta contro l’Ucraina", conclude. La Russia "rimarrà una minaccia" per l'Ucraina, ma "l'unica garanzia di sicurezza che funzioni davvero" per l'Ucraina è che "deve essere nella Nato.

Non ne vedo altre", dice intanto il ministro degli Esteri estone Margus Tsakhna, a margine della Ministeriale.  "E' possibile" che l'Ucraina entri nella Nato con una parte del territorio occupato dalla Russia, come dimostra il precedente della "Germania Occidentale", aggiunge Tsakhna.Anche per il ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis l'ingresso di Kiev nella Nato è la "sola" vera garanzia di sicurezza per l'Ucraina e anche la più "economica".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scoperto gruppo neonazista e suprematista, 12 arresti a Bologna

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(Adnkronos) – Sono 12 le persone arrestate in tutta Italia perché considerate appartenenti al gruppo suprematista e neonazista denominato 'Werwolf Division' accusati, a vario titolo, di associazione con finalità di terrorismo, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e detenzione illegale di arma da fuoco.Contestualmente, sono in corso altre 13 perquisizioni domiciliari. L’operazione è coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Palestina, soluzione due Stati: Onu convoca conferenza nel 2025

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(Adnkronos) – L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione in cui viene convocata una conferenza di alto livello volta a promuovere una soluzione dei due Stati per il conflitto israelo-palestinese e a ribadire l'appello per una pace "globale, giusta e duratura" in Medio Oriente. Il testo, adottato con 157 voti a favore, otto contrari e sette astensioni, pone le basi per la celebrazione della "Conferenza internazionale di alto livello per la soluzione pacifica della questione palestinese e l'attuazione della soluzione dei due Stati", che si terrà dal 2 al 4 giugno 2025 a New York. La risoluzione chiede anche l'adozione di una dichiarazione finale dopo l'incontro nella città statunitense che delinei una roadmap per una soluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese e la creazione di due Stati. Il documento invita Israele a "cessare immediatamente e completamente ogni forma di violenza, compresi gli attacchi militari, le distruzioni e gli atti di terrore" e le "nuove attività di insediamento" nei territori palestinesi occupati, ad evacuare "tutti" i coloni e a porre fine alle "loro azioni illegali". Inoltre, ricorda che lo Stato ebraico, in quanto potenza occupante, deve rispettare gli obblighi descritti nel parere consultivo della Corte internazionale di giustizia. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump, cambio di rotta sul Pentagono: DeSantis al posto di Hegseth?

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(Adnkronos) – Donald Trump starebbe valutando se scegliere il governatore della Florida Ron DeSantis per guidare il Pentagono al posto di Pete Hegseth, il conduttore di Fox News individuato in un primo momento dal presidente eletto per l'incarico.A scriverne è il Wall Street Journal.  Il quotidiano sottolinea come la scelta di DeSantis, rivale alle primarie del Gop del 2024 per la presidenza, si sarebbe resa necessaria a seguito delle notizie emerse su Hegseth, da ultimo quelle pubblicate dal New Yorker, secondo il quale il conduttore di Fox News è stato costretto a dimettersi dai due gruppi di veterani che ha guidato prima di intraprendere la carriera televisiva perché accusato di usare i fondi del gruppo per le sue spese personali, creare un ambiente di lavoro sessista e ostile alle donne e, soprattutto, presentarsi spesso ubriaco agli eventi di lavoro.

I consiglieri di Trump temono che Hegseth possa non superare un ulteriore esame.  DeSantis faceva parte di una prima lista di potenziali candidati alla Difesa che i funzionari del team di transizione avevano presentato al presidente.Alla fine Trump ha scelto Hegseth.

Le discussioni sul cambio di rotta sono nelle fasi iniziali, ha detto una delle fonti vicine a Trump citate dal Wsj, aggiungendo che il presidente eletto ha fatto il nome di DeSantis in conversazioni casuali con gli ospiti di Mar-a-Lago, in Florida. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corea del Sud, chiesto l’impeachment per il presidente Yoon

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(Adnkronos) – I partiti dell'opposizione della Corea del Sud hanno annunciato oggi di aver presentato una mozione di impeachment del presidente Yoon Suk Yeol a seguito dell'imposizione – poi revocata ieri – della legge marziale nel Paese.  "Abbiamo presentato una mozione di impeachment preparata con urgenza", hanno dichiarato i rappresentanti di sei partiti di opposizione, tra cui il Partito Democratico, durante un briefing con la stampa, aggiungendo che il voto della mozione, la cui data non è ancora stata decisa, potrebbe tenersi già venerdì.  La mozione è stata firmata da 191 legislatori, senza alcun sostegno da parte dei parlamentari del partito al governo.I promotori prevedono di presentare la mozione alla sessione plenaria del parlamento giovedì, per poi votarla venerdì o sabato, secondo l'agenzia di stampa sudcoreana Yonhap. Ieri Yoon Suk Yeol ha annunciato la revoca della legge marziale e il ritiro delle truppe. "L'Assemblea nazionale ha chiesto di revocare lo stato di emergenza e abbiamo ritirato l'esercito che era stato schierato per le operazioni di legge marziale", ha detto Yoon in un discorso televisivo. "Accetteremo la richiesta dell'Assemblea nazionale e revocheremo la legge marziale attraverso la riunione del Consiglio dei ministri". In precedenza, in un drammatico discorso d'emergenza alla nazione, Yoon aveva annunciato che avrebbe imposto la legge marziale, accusando l'opposizione di paralizzare il governo con "attività anti-stato".

Tuttavia, 190 legislatori sono riusciti a entrare in parlamento, dove hanno votato all'unanimità per bloccare la dichiarazione di legge marziale e chiederne la revoca.Secondo la Costituzione, la legge marziale deve essere revocata quando la maggioranza del parlamento lo richiede. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Renzi si conferma ‘Paperone del Parlamento’: nel 2024 ha dichiarato 2,3 milioni

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(Adnkronos) – Con oltre 2,3 milioni di euro di imponibile Matteo Renzi si conferma Paperone de' Paperoni dei Palazzi, almeno stando alle dichiarazioni dei redditi 2024 fino ad ora arrivate agli uffici di Camera e Senato.  Carte alla mano, l'ex rottamatore risulta più 'povero' di circa 880 mila euro rispetto all'anno scorso (quando aveva denunciato al fisco 3 milioni 187mila 769 euro) ma resta probabilmente il numero 1 nella classifica parlamentare dei 'milionari' e il più ricco dei leader di partito con 2 milioni 307mila 346 euro. Mancano però ancora all'appello altri 'paperoni' come il senatore a vita, l'archistar Renzo Piano (nel 2023 si è piazzato subito dietro l'ex segretario Pd con 2 milioni e 901 mila euro, di cui 2,5 guadagnati in Francia e quasi 400mila in Italia), e il deputato-imprenditore della Lega, Antonio Angelucci.  Renzi ha presentato la dichiarazione per la pubblicità della situazione patrimoniale il 29 novembre scorso. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S, Grillo pronto a scontro con Conte sul simbolo: il piano e l’ostacolo

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(Adnkronos) –
Beppe Grillo fa il 'funerale' al Movimento 5 Stelle e scalda i motori in vista di un possibile nuovo progetto: "Ho un'idea per il futuro che proporrò dopo" il nuovo voto sul ruolo del garante che si terrà dal 5 all'8 dicembre, annuncia il comico nel tanto atteso videomessaggio, girato a bordo di un carro funebre e postato sul blog e sui suoi canali social. "Il M5S è morto", tuona l'Elevato invitando Giuseppe Conte & Co a farsi "un nuovo simbolo", perché, spiega, "vedere tutto quello che ha rappresentato" il contrassegno del Movimento "in mano a queste persone mi dà un senso di disagio…".  Proprio sul logo pentastellato si giocherà il braccio di ferro decisivo tra Grillo e Conte.Il garante del M5S ha fatto capire chiaramente che non intende rassegnarsi all'idea di lasciare nelle mani di Conte e del 'suo' Movimento il simbolo della forza politica fondata insieme a Gianroberto Casaleggio. "Piuttosto, meglio che finisca in una teca'', avrebbe detto a chi lo ha sentito in queste ore.  Grillo aspetta l'esito del voto bis sulle modifiche statutarie per decidere la strategia futura, che potrebbe passare anche per un ricorso legale per impugnare lo statuto del 2022 e congelare l'uso del simbolo attualmente in uso al Movimento. 
Cosa accadrà dopo il voto di domenica? "Siamo nei 360 gradi di possibilità di scelta.

L'iniziativa di Beppe fotografa lo stato attuale del Movimento.Lunedì, dopo i risultati della votazione, ci sarà una valutazione su qualsiasi tipo di iniziativa.

In questo momento è come andare sulla pagina di un sito internet in costruzione e trovare l'omino con la scritta 'under construction', lavori in corso…", risponde sibillino all'Adnkronos Enrico Maria Nadasi, commercialista di Grillo e segretario dell'Associazione Movimento 5 Stelle 2012 che, come si legge nell'ultimo bilancio, è "proprietaria dei simboli Movimento 5 Stelle e dei domini www.beppegrillo.it e www.movimento5stelle.it".Pagina web, quest'ultima, che risulta proprio "in costruzione" in questo momento con ultimo aggiornamento risalente al 23 agosto. L'ostacolo per l'Elevato è rappresentato però dalla scrittura privata, stipulata tra il 2021 e il 2022 da Grillo e dal Movimento, con la quale il comico si è impegnato a non promuovere "alcuna contestazione" nei confronti del M5S per quanto riguarda l'uso del nome e del simbolo, anche se in futuro il logo sarà modificato "in tutto o in parte".

Nel documento rivelato nei giorni scorsi dall'Adnkronos si fa riferimento alla "manleva" garantita dal Movimento, che solleva Grillo dalle conseguenze patrimoniali derivanti da eventuali cause giudiziarie.  In cambio dello scudo legale, l'Elevato si impegna "a non formulare in proprio e quale legale rappresentante delle associazioni" M5S del 2009 e del 2012 "alcuna contestazione" nei confronti dell'Associazione Movimento 5 Stelle 2017 (ovvero quella presieduta da Conte) "con riguardo all'utilizzo del nome Movimento 5 Stelle e/o del simbolo" del Movimento "come finora modificato e in futuro modificabile, in tutto o in parte". Grillo è inoltre obbligato "a non prestare collaborazione funzionale e/o strutturale ad altre associazioni che hanno quale finalità quella di svolgere attività in contrapposizione e/o concorrenziale" con il Movimento.Per i contiani, la scrittura privata rappresenta la conferma del fatto che Grillo "ha le mani legate" e non può bloccare l'utilizzo del simbolo da parte di Conte.

Per i seguaci del comico e per l'avvocato Lorenzo Borrè, invece, il documento certifica "che né il nome né il simbolo sono di proprietà del M5S del 2017".  Secondo il notaio del Movimento Alfonso Colucci, fedelissimo di Conte, gli estremi per un ricorso da parte di Grillo non esisterebbero: "La situazione è limpida dal punto di vista giuridico, la titolarità del simbolo è in capo alla comunità del Movimento 5 Stelle, Associazione rappresentata dal presidente Giuseppe Conte.Qualsiasi iniziativa tesa a contestare la titolarità e l'utilizzo del simbolo sarebbe temeraria, sia in ragione della titolarità del simbolo che spetta al Movimento, sia in ragione degli accordi contrattuali sottoscritti da Grillo, coperti da riservatezza, che precludono qualsiasi fondata iniziativa giuridico…", spiega il deputato. Per il giurista Gabriele Maestri, esperto di simboli, la questione "è molto complessa, perché si intrecciano diversi piani: quello del diritto civile, quello del diritto della proprietà industriale, quindi quello dei marchi, e quello del diritto elettorale". "Il simbolo originario è di Beppe Grillo e lo aveva depositato come marchio europeo e poi italiano, per poi cederlo all'Associazione del 2012, presieduta da lui", spiega l'autore del libro 'I simboli della discordia'. L'Associazione che ora convoglia deputati, senatori, europarlamentari e tutti gli eletti pentastellati, però, è quella del 2017, che aveva ricevuto in uso quello stesso simbolo e ne ha utilizzato versioni molto simili con piccolissime differenze, motivo per il quale, dice ancora Maestri, Grillo potrebbe avere la facoltà di negarne l'uso, andando allo scontro e intraprendendo una lunga battaglia che potrebbe causare "tanti feriti". Grillo potrebbe decidere di non rispettare l'accordo, visionato dall'Adnkronos, che limita lo spazio di manovra del garante in cambio della manleva legale, ma di base – osserva il giurista – la legge tende a far prevalere il diritto elettorale su quello civile, e questo a tutela soprattutto degli elettori.

Essendo il Movimento 5 Stelle un partito a (quasi) tutti gli effetti, dunque, secondo l'esperto la lotta potrebbe vedere sconfitto Grillo.Ma il rischio c'è da entrambe le parti, spiega Maestri, "perché un giudice potrebbe anche emettere un provvedimento cautelare e bloccare tutto".

Non solo, aggiunge: "Non c'è nessuno che possa essere considerato immune dai rischi per eventuali contenziosi", e questo perché con una battaglia in atto "rischia di essere meno appetibile lo stesso M5S". "Le parti in causa devono valutare se vale la pena iniziare o subire un'azione legale", conclude Maestri. (di Antonio Atte e Mariacristina Ponti) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S, de profundis Grillo: “Movimento è morto”. Conte: “Non ci facciamo calpestare”

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(Adnkronos) – Un carro funebre e l'inno alla gioia di Beethoven: così Beppe Grillo si presenta per il suo messaggio 'delicato' alla nazione.Criptico, lungo, un po' avvelenato e che chiude alla sua maniera: teatrale. "Il Movimento è morto ma è compostabile, l'humus che c'è dentro non è morto.

Io ho un'idea che vi svelerò dopo, non è finita qui.Se volete andate a votare o andate a funghi, questo Movimento avrà un altro decorso, meraviglioso, che ci siate voi o no", avverte i militanti.

E a questo risponde Giuseppe Conte, che a fine serata, con un video sui social torna a invitare la comunità a votare per dare una svolta: "Questa è una comunità orgogliosa, che non si lascia calpestare da nessuno, che non vuole andar per funghi".  Quali sono però i sottotesti dell'idea di Grillo?Vuole riprendersi il simbolo dall'associazione presieduta da Conte?

Il sentiment, come riferiscono autorevoli fonti all'Adnkronos, sembra andare proprio verso questa direzione, ma ci sarà da aspettare la votazione del fine settimana. "Non lascerà il simbolo a chi non rappresenta più il Movimento, per lui meglio finisca in una teca…", spiega chi gli è vicino.Potrebbe però rivelarsi un buco nell'acqua, tanto che sul tema, da Campo Marzio, si continuano a dire tranquilli. "Perché c'è da preoccuparsi?", dice l'ex premier in Transatlantico ai cronisti.

Sul resto del messaggio, però, qualche sassolino dalla scarpa se lo levano anche lui e i parlamentari. "Be', sono ottimista per le votazioni del 5 di dicembre", esordisce Grillo dopo aver aperto il finestrino della sua macchina funebre nel videomessaggio.Poi inizia una serie di reprimende contro Conte, alias il 'Mago di Oz', e l'attuale 'gruppo dirigente' del movimento: "Tutti i miei progetti, che arrivavano, non arrivavano perché lui non si faceva mai trovare, e i progetti sono stati tantissimi", dice elencando quelle che, per lui, sono proposte che da parte degli eletti non sono state ascoltate. Non per loro, però, e neanche per il presidente che, sempre nel video sui social, dopo essersi detto dispiaciuto per il comportamento del garante, afferma che "molte delle proposte menzionate in realtà si sono già tradotte in proposte di legge in Parlamento già depositate, che stiamo portando avanti con forza e determinazione". Questo, però, non è l'unico affondo di Grillo: "Siete diventati un partito che segue un Oz, di gente che non riconosco più – continua l'Elevato -.

Infatti quando venivo giù, in quel famoso ufficio che mi era stato concesso non c'era nessuno, non veniva nessuno". Un'altra bugia, stando a quello che raccontano, in primis Riccardo Ricciardi, vicepresidente del M5S che, in un altro video ancora, riepiloga tutti i momenti in cui, più che essere d'aiuto, il garante ha messo i bastoni tra le ruote alla creatura che lui stesso aveva contributo a dare vita. "Io scompaio proprio in funzione dei due mandati – continua ad attaccare -.Questa votazione aveva 20 domande per coprirne tre.

Io ho già perso, lo so, ma sono ottimista perché questo movimento aveva un'identità straordinaria".  Per non lasciare niente al caso, il co-fondatore tira le orecchie anche a Roberto Fico.Il Movimento 5 stelle "si è trasformato in un partitino progressista con questi giochetti che non faceva neanche la Democrazia cristiana vent'anni fa: io ti appoggio il candidato Pd alle regionali in Liguria e in Emilia e tu mi appoggi il 'c'aggiafà' con l'autobus in Campania.

Questi giochetti che voi non appoggiate hanno trasformato questo partitino in niente", è la bordata contro l'ex presidente della Camera.E poi l'idea, non prima di un'altra punta di veleno: vedere il Movimento 5 stelle "rappresentato da queste persone mi dà un senso di disagio.

Bene, coraggio, fatevi un altro simbolo", conclude Grillo.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Nato suona l’allarme: “Avanzata Russia accelera”

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(Adnkronos) –
Il fronte della guerra tra Russia e Ucraina "si muove verso ovest", sia pure "lentamente" e non "verso est".Tradotto, Vladimir Putin avanza nel conflitto in corso da oltre 1000 giorni.

I messaggi che arrivano dal segretario generale della Nato, Mark Rutte, hanno un tono decisamente diverso, rispetto a quelli che arrivavano dal quartier generale di Evere, alla periferia di Bruxelles, fino a qualche mese fa.  Kiev si prepara ad affrontare "un inverno difficile" e avrà bisogno di tutto l'aiuto possibile da parte dell'Occidente per poter arrivare al "tavolo negoziale in posizione di forza".Pertanto, ha sottolineato Rutte, servono "meno discussioni su come potrebbe configurarsi un accordo di pace e più aiuti militari", che è quello di cui a Kiev hanno veramente bisogno. Ancora più indicativi, se possibile, sono i messaggi che arrivano off the record.

Le linee del fronte in Ucraina, ha spiegato un alto funzionario Nato, sono sottoposte ad una pressione "crescente" da parte delle forze russe.Il ritmo dell'avanzata delle truppe di Mosca aumenta: se prima "le forze russe avanzavano dieci metri al giorno", oggi ci sono giornate in cui "guadagnano terreno al ritmo di dieci chilometri al giorno".

Il cambiamento nel tenore dei messaggi segnala, con ogni probabilità, che a Bruxelles hanno deciso che è opportuno mettere al corrente l'opinione pubblica della serietà della situazione. Ad oggi in non pochi Paesi europei, specie in quelli più a ovest, che si sentono meno minacciati dalla Russia, l'opposizione all'invio di armi all'Ucraina in lotta contro l'invasore è molto diffusa.  
Nella regione russa di Kursk, ha riferito la fonte Nato, le forze ucraine "controllano tuttora circa due terzi degli 8-900 km quadrati di territorio" che avevano conquistato nello scorso agosto, malgrado la "controffensiva russa" in corso da tempo nell'area.La Nato si attende che le forze di Mosca "continueranno a tentare di fiaccare le forze ucraine, usando la massa" per conquistare le "posizioni difensive" dei nemici e conseguire così "guadagni tattici" sul campo. Le condizioni stagionali, ha osservato la fonte, "non hanno ancora prodotto alcuna riduzione delle operazioni offensive delle forze russe, che mantengono un significativo vantaggio quantitativo" rispetto a quelle ucraine in termini di "munizioni, uomini ed equipaggiamento". 
I russi, secondo le stime dell'Alleanza, "reclutano probabilmente 30mila nuovi soldati al mese e, in questo modo, sono in grado di "assorbire perdite massicce", mentre tentano di "affossare" le forze ucraine usando la forza d'urto della massa.

I russi hanno anche "intensificato i bombardamenti contro le infrastrutture critiche", in particolare le centrali elettriche.  "Senza dubbio", comunque, si è assistito ad un "aumento del ritmo dell'avanzata russa e gli attacchi che si sono visti contro le infrastrutture ucraine fanno chiaramente parte di una campagna orchestrata per aumentare la pressione" che il popolo ucraino avverte nella "vita di tutti i giorni", mentre "l'inverno avanza".  Per Rutte, dunque, il presidente ucraino Zelensky "ha ragione a chiedere aiuti militari non solo offensivi, ma anche difensivi", per proteggere le infrastrutture energetiche, che i russi prendono di mira per fiaccare la popolazione civile. "Concordiamo sul fatto – ha proseguito Rutte – che dobbiamo rafforzare l'Ucraina perché oggi, mentre parliamo, il fronte non si sta muovendo da ovest verso est, ma da est verso ovest.Lentamente, con molte perdite sul lato russo".

Per la Nato, oggi sono "700mila" le vittime russe, tra "morti e feriti gravi". Mosca "sta pagando un prezzo molto elevato, ma è un fatto che il fronte non si muove verso est", bensì "verso ovest".Il segretario generale ha tenuto a concentrare l'attenzione sulle necessità immediate: gli alleati, ha detto, "concordano sul fatto che il futuro dell'Ucraina è nella Nato.

Al summit di Washington abbiamo parlato di 'percorso irreversibile' verso l'Alleanza". Ma, ha aggiunto Rutte, "penso che dobbiamo concentrarci molto su quello che è necessario ora.E quello che serve ora è che gli aiuti militari arrivino all'Ucraina, perché per loro sono cruciali: se decideranno di parlare con i russi, lo faranno da una posizione di forza".  La Nato, ha aggiunto, accoglie "con favore gli ulteriori aiuti militari" all'Ucraina "annunciati da parte di Usa, Germania, Svezia, Estonia, Lituania e Norvegia", ma "tutti dobbiamo fare di più: più forte sarà il nostro supporto in questo momento, prima potremo porre fine all'aggressione russa una volta per tutte in Ucraina".

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che il decimo pacchetto di aiuti militari dell'Italia è "pronto" e che verrà inviato "entro fine anno". Per Rutte, inoltre, "il coinvolgimento della Corea del Nord in questa guerra, in aiuto alla Russia, è una enorme escalation, che minaccia non solo l'Ucraina, ma anche Corea del Sud, il Giappone e gli Usa".Perché "la Corea del Nord non dispiega truppe senza ottenere soldi, su questo non c'è dubbio, ma anche tecnologia missilistica.

Questo avvicina il teatro atlantico e quello dell'Indopacifico".  Secondo fonti Nato, i soldati nordcoreani presenti nella regione russa di Kursk sono "oltre dodicimila", anche se "non possiamo confermare" che siano stati già impegnati in battaglia.Zelensky ha dichiarato all'agenzia giapponese Kyodo News che alcuni soldati di Pyongyang sono già caduti in battaglia, senza dare ulteriori dettagli. La grande incognita sono le intenzioni sulla guerra in Ucraina del neo presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump, ma il segretario generale ha riferito di aver concentrato il suo colloquio con il tycoon, a Mar-a-Lago in Florida il mese scorso, su pochi punti, tra cui le spese militari degli Alleati europei (il 2% del Pil "non basta", ha insistito Rutte) e sulla necessità che l'Ucraina concluda un "buon accordo" con la Russia, perché la conclusione del conflitto in corso verrà guardata con attenzione anche in altre parti del mondo.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turetta condannato all’ergastolo, la sentenza: no alle aggravanti crudeltà e stalking

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(Adnkronos) –
Filippo Turetta merita la condanna all'ergastolo per aver premeditato l'omicidio di Giulia Cecchettin, ma secondo la sentenza non l'ha uccisa con crudeltà e il delitto non è la conseguenza di un clima di paura vissuto dalla vittima. E' questo il senso della condanna inflitta all'imputato, dopo circa sei ore di camera di consiglio, dai giudici della corte d'Assise di Venezia.Un verdetto che Turetta, 22 anni, ha ascoltato impassibile, a testa bassa, a pochi passi di distanza da Gino, padre dell'ex fidanzata, visibilmente commosso.   "Abbiamo perso tutti come società.

Nessuno mi ridarà indietro Giulia, non sono né più sollevato, né più triste rispetto a ieri. È chiaro che è stata fatta giustizia, ma dovremmo fare di più come esseri umani.Penso che la violenza di genere non si combatta con le pene, ma con la prevenzione" le prime parole ai microfoni di chi ha fatto del suo dolore una battaglia contro il patriarcato. Il femminicidio della ventiduenne laureanda in Ingegneria biomedica, che un anno fa ha scosso coscienze e portato decine di migliaia di persone, dentro e fuori dal Palazzo di giustizia sembra non fare rumore: niente folla o striscioni per ricordare l'omicidio dell'11 novembre 2023.  La giuria presieduta dal togato Stefano Manduzio – affiancato dalla giudice a latere Francesca Zancan e da sei popolari – non ha riconosciuto le attenuanti generiche (la giovane età e l'assenza di precedenti), ha stabilito una provvisionale complessiva di 760 mila euro per le parti civili – 500mila per il padre Gino, 100mila ciascuno per i fratelli Elena e Davide, 30mila euro a testa per lo zio paterno Alessio e la nonna Carla Gatto – e stabilito la pubblicazione della sentenza anche nel Comune di Vigonovo, dove viveva la vittima.   In un'aula senza gabbia, con quaranta accessi riservati a giornalisti e pubblico, è andato in scena un processo immediato in cui il fair play della difesa ha evitato l'udienza preliminare, testimoni e lungaggini permettendo di chiudere in poco più di due mesi, e solo cinque udienze, un omicidio dalle responsabilità chiare. Eppure la sentenza cancella due delle tre aggravanti contestate dal pm Andrea Petroni e dà ragione a una difesa che, alla vigilia, aveva poche armi e spuntate.

Bisognerà attendere le motivazioni, tra 90 giorni, per stabilire le ragioni dei giudici ma l'arringa offre spunti interessanti per capire il verdetto.  Turetta, per sua stessa ammissione, ha ucciso la compagna di studio ed ex fidanzata che a fine luglio 2023 aveva deciso di troncare una relazione di oltre un anno.La rabbia per quella distanza diventano una 'lista' – coltelli, nastro per legarla e impedirle di urlare, cartine stradali per la fuga, contanti per evitare di essere rintracciato, sacchi neri – di un progetto da cui non torna indietro.

Di fronte al nuovo rifiuto, dopo una serata trascorsa insieme, il 'bravo ragazzo' ossessionato entra in azione e mette in atto un'aggressione, in tre atti, di venti minuti.  
In un parcheggio a Vigonovo (Padova), a 150 metri da casa Cecchettin, afferra un coltello e inizia a colpire.Poi carica in auto l'ex fidanzata e nel tragitto fino all'area industriale di Fossò (Venezia) prosegue a colpire, e quando scappa dall'auto, la insegue, la spinge sull'asfalto e la finisce.

L'autopsia restituisce 75 colpi, 25 lesioni sono da difesa, ma questi numeri non sono indici di sevizie, né di crudeltà, ha sancito la corte d'Assise. "Colpisce alla cieca", con mano inesperta, aveva detto nella sua arringa il difensore Giovanni Caruso, irritando la famiglia della vittima (oggi c'è stata la stretta di mano in aula), ma quei colpi – difficili anche solo da contare o immaginare – solo lesioni inflitte allo scopo di uccidere (obiettivo dell'imputato) non di aggiungere sofferenze o patimenti gratuiti alla vittima.Un discrimine essenziale per chi scrive sentenze.  E l'aggravante dello stalking cade di fronte ai fatti.

Il timido e asfissiante imputato, "lo sfigato" che insinua sensi di colpa nella vittima, che usa il suicidio come forma di ricatto, che manda decine e decine di messaggi al giorno all'ex fidanzata, non fa paura a Giulia Cecchettin.E' lei il giorno del delitto a chiamarlo, a invitarlo a fare un giro al centro commerciale 'Nave de Vero' di Marghera.

Lei, insofferente e stanca per l'atteggiamento di Turetta, non cambia le sue abitudini e non prova ansia o paura, condizioni necessarie per stabilire la presenza di atti persecutori.  Salva la massima che "le aggravanti non si contano ma si pesano", l'esclusione delle due aggravanti non cambia la sostanza: ergastolo per l'imputato che si è arreso dopo una settimana di fuga.Ma in vista di un possibile appello, dopo le motivazioni, il verdetto segna un punto per la difesa.  "Filippo Turetta mi ha ringraziato, ha compreso la sentenza ed è un po' stordito.

Non è una partita, non è una competizione, la soddisfazione è di aver portato la mia goccia di contributo alla celebrazione di un processo faticoso da ogni punto di vista.Come ha ricordato il presidente della corte d'Appello di Venezia in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario "una sentenza penale sarà tanto più autorevole, quanto più segua a una difesa adeguata", le parole del difensore Giovanni Caruso.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ex Juve Stabia, Matteo Gritti: A Castellammare ho vissuto tre anni intensi e in generale bellissimi

Matteo Gritti, ex difensore della Juve Stabia è intervenuto durante il programma ” Il Pungiglione Stabiese ” che va in onda ogni lunedì sera alle ore 20:30 sui canali social di ViViCentro Network.Se oggi parliamo dell’attuale Juve Stabia è anche merito di quella che negli anni passati ha vinto campionato di serie D, C2, C1 e che è tornata nel calcio che conta.Siamo felici di avere per la prima volta qui al Pungiglione Stabiese Matteo Gritti che nel 2009-2010 con la maglia della Juve Stabia vinse il campionato di C2.Queste sono state le sue parole sulla Juve Stabia e sulla sua esperienza a Castellammare:

Grazie a tutto l’Ospitaletto Calcio per averci concesso questa opportunità, grazie anche all’ufficio stampa, al presidente e a tutta questa bella realtà.  Tu che la vivi puoi sicuramente esserne testimone.

Posso confermarti tutto.

Si sta veramente bene.  La società è veramente di primissimo livello e si vede anche dai risultati della squadra.

Matteo ti volevo subito chiedere un ricordo della tua esperienza a Castellammare.Tre anni importanti: prima c’è stata una retrocessione nel 2008 con l’allora società presieduta dal duo Manniello e  Giglio.

L’anno dopo però avete ricostruito un qualcosa di importante e avete riportato tutto di nuovo dov’era, in C1.Grazie a quella vittoria avete partecipato alla Supercoppa di C2 giocando contro il Sud Tirol, prossimo avversario della Juve Stabia. Quale è il tuo ricordo di quelle annate a Castellammare?

Sicuramente annate e ricordi indelebili perché comunque la piazza di Castellammare è difficile da dimenticare per il calore che ti dà.Devo dirti che sono state veramente esperienze indimenticabili: tre anni in cui ho vissuto gioie dolori perché il primo anno ci siamo salvati ai playout a Lanciano, il secondo anno siamo retrocessi ai playout con il Lanciano e poi la vittoria del campionato in C2 che ci ha portato in C1 coi presidenti Manniello e Giglio.

Quella retrocessione con il Lanciano fu segnata anche dall’arbitraggio un pò particolare di Dòveri, che ancora adesso arbitra, e che espulse Gaeta per una reazione mentre andava negli spogliatoi e poi non diede il gol di D’Ambrosio che avrebbe di fatto salvato la Juve Stabia.  Che ricordi hai di quell’arbitro che adesso è internazionale, è venuto anche a Castellammare e stavolta ha arbitrato bene?

È incredibile: ogni volta che sento il nome Doveri mi i riporta a quell’episodio in cui annullò il goal a D’Ambrosio e che poteva regalarci la salvezza.Sicuramente sarà migliorato se è arrivato al livello di serie A.  Comunque, è un internazionale e quindi le qualità le possedeva e aveva probabilmente sbagliato nella visione di quel momento.

All’età di 38 anni ancora continui a giocare.

Ciò significa che il tuo fisico ancora regge e sopporta un campionato di Serie D.I campionati di serie D sono infatti dispendiosi e sicuramente molto competitivi.

Fortunatamente il fisico regge: ad ora non ho infortuni e spero di continuare così.

È un campionato dispendioso e ad alta intensità.A 38 anni, o ti alleni bene e tieni il fisico in un certo modo sennò è difficile reggere certi ritmi.

Volevo chiederti un tuo ricordo della città di Castellammare.

Può essere solo che positivo perché ho vissuto tre anni a Castellammare intensi: ero giovane e quindi devo dirti che mi sono trovato benissimo.Ho nel mio cuore ancora tante persone che sento raramente ma di cui conservo ancora un ricordo bellissimo.

Tutta la gente di Castellammare è stata fantastica.Quando andavi per strada era sempre una festa.

Parlando di Bove e del suo problema di salute, a voi calciatori una notizia del genere cosa determina nella vostra mente?

Eppure l’Italia è uno dei paesi in cui gli atleti sono molto controllati.Secondo te è una casualità oppure tutto è dovuto anche ai ritmi troppo alti che si hanno rispetto a tanti anni fa?Sicuramente i ritmi alti, giocando ogni tre giorni come fanno le squadre di serie A, rappresentano una componente importante.

Vediamo anche tanti infortuni soprattutto a livello di crociato.L’episodio di Bove è sicuramente molto più impegnativo e molto più critico.Io credo che si stia giocando tanto però c’è anche una minima percentuale di casualità perché comunque i controlli li fanno tutti e sono belli rigorosi.Dunque, una minima percentuale di casualità purtroppo c’è e non è la prima volta.

C’è una partita che ricordi con più piacere nella tua esperienza con la Juve Stabia?

Oltre alla partita della promozione col Cassino oppure al primo playout con il Lanciano?Quale altra partita ricordi con piacere?

Sicuramente la partita in casa col Brindisi perché ho fatto il mio primo gol tra professionisti e soprattutto dopo aver avuto un lutto due giorni prima in famiglia.Quella la ricorderò per tutta la vita, è stata un’emozione grandissima.

Quale è stato l’allenatore, negli anni di Castellammare, che ti ha lasciato qualcosa in più?

Sicuramente con Costantini ho avuto un rapporto anche dopo perché mi ha allenato negli anni a seguire.C’è stato un rapporto totalmente diverso, un po’ più stretto. È stato l’allenatore della salvezza ed è rimasto con la squadra.

Ci sono stati un sacco di cambi in panchina.Sicuramente Capuano ti dava quel qualcosa in più a livello emotivo e di grinta.Sul campo abbiamo fatto quello che potevamo fare; eravamo tutti i ragazzi abbastanza giovani con qualche giocatore di esperienza che ci ha portato a fare un bel campionato.Con Rastelli avevo un bellissimo rapporto; purtroppo, ora non lo sento più per varie vicissitudini però è il mister con cui ho vinto il campionato e rimane sempre un ricordo bellissimo.

Qual è il ricordo di Nazareno Tarantino?

Lui attualmente è il secondo di Pagliuca.Ti aspettavi che da compagno di squadra potesse fare questa carriera come allenatore?

Io ero molto giovane, avevo vent’anni e l’ho vissuto da compagno di squadra.Già a quei tempi si vedeva che sapeva il fatto suo.Sapeva aiutare anche i compagni e dare le giuste direttive quindi si poteva immaginare potesse intraprendere questa strada.

Per quanto riguarda la Juve Stabia, qual è stata la più bella con cui ha giocato?

Hai citato Costantini come allenatore ma quale delle tre sceglieresti, quale, secondo te, è stata la più forte?

Secondo me la più forte è quella in C2 anche se, a livello di nomi (Capparella, Rastelli, Radi, Ametrano, Biancolino, Grieco), quando siamo retrocessi in C1 non si sa ancora come sia potuta retrocedere.Se parliamo di squadra e di gruppo, in C2 avevamo proprio la sensazione di essere più forti.

Quella della C2 era eredità della C1, della retrocessione.

Chi è rimasto, ricordo Enrico Maria Amore che piangeva nell’ultima partita perché aveva dato davvero tutto anche emotivamente in quella stagione proprio per riportare la Juve Stabia dov’era.A lui ha pesato tanto quella retrocessione e penso che anche in Massimo Rastelli che era rimasto era presente una voglia di riscatto.Oltre alla qualità vi era anche una mentalità: tutto è stato determinante per la vittoria del campionato.

Anche Peluso ed io che eravamo rimasti dalla retrocessione, avevamo quella voglia di rivalsa e soprattutto di riportare appunto la Juve Stabia nella categoria che almeno gli competeva perché poi ovviamente da lì è ripartito tutto e sono stati bravissimi poi l’anno dopo con Piero Braglia in panchina ad andare in serie B.Erano rimasti anche Maury, Raffaele Ametrano  ed altri per riportare appunto Castellammare dove meritava.

Parlando anche con qualche tuo compagno di avventura dell’epoca dicevano sempre che la Juve Stabia era forte ma, in realtà, era tutto il campionato che era competitivo perché c’era un Catanzaro che era fortissimo, c’era lo stesso Siracusa che era una squadra molto forte.

C’erano quattro squadre veramente molto agguerrite.

Qual è stata un’altra squadra forte che, oltre al Catanzaro, avete faticato per affrontarla nel corso del campionato?

Effettivamente il Catanzaro di Auteri era la squadra, secondo me, dopo di noi più forte.Ricordo che c’era anche il Brindisi.C’erano squadre che non erano costruite per vincere però potevano dire la propria durante il campionato ad esempio il Monopoli.Anche i derby con la Scafatese e con il Sorrento erano partiti non facili da giocare e però noi dovevamo fare di tutto per vincere il campionato e alla fine è stata una bella corsa.

Essendo retrocessi, non era facile ripartire e soprattutto vincere un campionato molto livellato.C’erano giocatori che scendevano dalla B, dalla A e quindi il livello qualitativo del girone e del campionato, secondo me, era molto alto.

Ultimamente stai seguendo un po’ la Juve Stabia?

Vado a controllare il risultato perché mi fa sempre piacere che le mie ex squadre vadano bene.

Prima parlavamo dei sette risultati in cui la Juve Stabia non ha vinto, abbiamo anche detto che ci sono stati diversi pareggi, (5 pareggi e 2 sconfitte), da calciatore che ti senti di dire a chi, in questo momento, storce un po’ il naso in una categoria importante come quella di serie B in cui non è mai facile strappare punti agli avversari?

Nella categoria sfortunatamente ci sono stato di passaggio però comunque ho visto giocatori importantissimi e forti e anche la squadra che puntava a salvarsi nelle zone playout faceva battaglie in campo.Sinceramente dal mio punto di vista non perdere punti ma riuscire sempre a muovere la classifica è qualcosa di importante. È ovvio che mancando la vittoria da qualche partita si fa subito a storcere il naso.Giocando, dopo non aver vinto per 5 partite, un po’ di pressione ce l’hai e arrivare a vincere non è così semplice.

Io suggerisco di stare tranquilli che sicuramente ci sarà modo per poter tornare alla vittoria.

Per quanto riguarda la Super Coppa giocata con il Sud Tirol, hai un po’ di rammarico per quello che poteva essere e non è stato?Sarebbe stato un titolo da mettere in bacheca.

Che ricordi hai di quella competizione?Sarebbe stato bello vincere perché, avendo vinto il campionato che è una gioia bellissima, dimostrare di essere la più forte tra i gironi di C2 sarebbe stato un qualcosa di importante a livello nazionale.C’è stato tanto rammarico per quella sconfitta a Lucca laddove conoscevamo il potenziale della nostra squadra.

Com’è stato il tuo rapporto con i tifosi della Juve Stabia?

C’è per esempio Radi che ne parla male soprattutto dopo la trasferta a Pistoia.

Quello posso dire che è stato tra i pochi, se non l’unico, avvenimento un po’ negativo della mia esperienza a Castellammare.Sono cose che capitano però purtroppo quando ti ritrovi all’ultimo posto ed eri partito con delle ambizioni e delle aspettative totalmente diverse può capitare.Soprattutto nei tifosi si crea quella rabbia che ti porta a volte anche ad andare oltre.

Com’è Baraye come calciatore un ex che è passato di qui e ora è un tuo compagno all’Ospitaletto?

E’ arrivato che era fermo da un po’ e quindi pian piano sta entrando anche nei meccanismi di squadra Si vede che ha delle qualità superiori, deve solo trovare la miglior condizione per poterci aiutare ancora di più nel nostro cammino.

Francia, Macron e le richieste di dimissioni: “E’ fiction”

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(Adnkronos) –
Le richiesta di dimissioni sono "fiction politica".Così le ha definite il presidente francese Emmanuel Macron, assicurando di non aver mai pensato di lasciare l'Eliseo prima della scadenza del mandato nel 2027.

La Francia sta vivendo ore convulse a livello politico e istituzionale, con il governo guidato da Michel Barnier a rischio sfiducia. "Non posso credere a un voto di sfiducia" nei confronti dell'esecutivo, dice Macron in un incontro con la stampa a margine della sua visita in Arabia Saudita, aggiungendo di avere "fiducia nella coerenza delle persone". "La mia priorità è la stabilità", afferma.Per il presidente, il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella sarebbe "insopportabilmente cinico" se votasse a favore della mozione presentata dalla sinistra, "che insulta i suoi elettori", mentre il Partito socialista, e in particolare l'ex presidente François Hollande, mostrerebbe una "totale perdita di orientamento" votando per la sfiducia. 
Nessun peso, invece, alle richieste di dimissioni presidenziali. "Non ha senso dire queste cose.

Si dà il caso che se sono qui davanti a voi è perché sono stato eletto due volte dal popolo francese.Ne sono estremamente orgoglioso e onorerò questa fiducia con tutta l'energia che mi è propria fino all'ultimo secondo per essere utile al Paese", dice Macron.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 3 dicembre

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(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi 3 dicembre 2024.Realizzati invece tredici '5' che vincono 13.670 euro ciascuno nel primo concorso della settimana.

Il jackpot per il prossimo concorso sale a 40,1 milioni di euro.Si torna a giocare giovedì 5 dicembre.  Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.

L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.  La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).

La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita.In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.

L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.  E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto.

Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.  La combinazione vincente di oggi: 4, 17, 37, 56, 73, 90.Numero Jolly: 46.

Numero SuperStar: 11. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)