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Rapporto Eikon, per under 35 sostenibilità molto presente nelle parole, poco nei fatti

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(Adnkronos) – Rispetto a boomer e generazione X, hanno una radicata cultura sugli aspetti centrali della sostenibilità come natura, clima e ambiente e sulla necessità di un atteggiamento proattivo delle persone, con parole come riciclo, riutilizzo, risparmio ecc…, ma si trovano spesso a dover fare scelte obbligate dalla necessità o semplicemente dalla volontà di non fare rinunce.Sono i futuri protagonisti del 2030, una platea censita da Istat in oltre 11,5 milioni di cittadini italiani, i 16-34enni interpellati dalla ricerca di Eikon Strategic Consulting Italia dal titolo ‘Giovani e sostenibilità sociale’ e si collocano tra millennials e (soprattutto) GenZ.

La presentazione della ricerca è l’evento di apertura della Social Sustainability Week, in programma a Roma, dal 2 al 6 dicembre.  “La Social Sustainability Week nasce per costruire una comunità di pensiero e di pratica tra leadership visionarie e organizzazioni impegnate nella sostenibilità sociale.Una settimana ogni anno per fare network e cambiare le regole del gioco, usando il fattore ‘S’ come strategia trainante”, afferma Cristina Cenci, Senior Partner di Eikon Strategic Consulting Italia.

La ricerca è stata oggi al centro del dibattito, al quale hanno partecipato Paola Ansuini, direttore della Comunicazione-Tutela clientela e educazione finanziaria di Banca d'Italia, Enrico Giovannini, direttore scientifico AsviS, Francesco Sinopoli, presidente della Fondazione Di Vittorio, Patrizia Lombardi, presidente del comitato coordinamento Rete Università Sostenibili, Giorgio Grani, vicepresidente dei Giovani di Confagricoltura – Anga, Dario Scalia, vicepresidente dei Giovani Imprenditori Confcommercio – Imprese per l'Italia e Riccardo Porta, presidente dei Giovani imprenditori Confartigianato.  “Quest’anno abbiamo voluto interpellare i Generazione 2030 – spiega Enrico Pozzi, Ceo di Eikon Strategic Consulting Italia – perché dalle precedenti rilevazioni avevamo colto alcuni tratti distintivi di questi giovani rispetto alla sostenibilità e agli obiettivi dell’Agenda 2030.Scuola, università e social media tornano spesso su questi temi ma i ragazzi li interpretano o li applicano spesso in maniera originale.

E colpisce il fatto che nelle loro risposte non venga mai menzionata l’Europa e il Green Deal.L’indagine 2024 ‘Giovani e sostenibilità sociale’ vuole capire se e quanto attraverso la Sostenibilità Sociale i protagonisti del futuro del nostro Paese si sentano autentici attori-chiave del cambiamento delle proprie vite e del mondo che li circonda”.  La ricerca conferma, infatti, che il 78% conosce Agenda 2030, 64% dei giovani ha sentito parlare di sostenibilità sociale e il 65% si sente molto coinvolto mentre ritiene che aziende (47%) e istituzioni lo siano molto meno (38%).

Poi, entrando nel dettaglio, un giovane su 4 non sa spiegare la sostenibilità sociale e quasi 9 su 10 (86%) non ha mai sentito parlare dell’acronimo Environmental, Social, Governance.Ma pur apprezzando l’impegno per smart working e lavoro flessibile (53%), il campione crede (78%) che le istituzioni non si impegnino nella promozione dell’occupazione giovanile e le aziende (67% dei giovani che lavorano) siano poco attente al benessere psico-fisico delle persone.

Anche se nella scelta dell’azienda a pesare di più sono sempre la retribuzione (47%) e il contratto stabile (41%).Sempre in materia di lavoro, per il 59% di chi lavora, le donne sono discriminate professionalmente quando diventano madri.  E proprio l’attenzione verso i giovani e la visione delle aziende risulta fondamentale per attrarre i talenti, valorizzare la sostenibilità sociale, come hanno raccontato in occasione dell’evento di presentazione alcuni dei rappresentanti delle organizzazioni partner della Social Sustainability Week: Stefano De Vita, responsible Gaming&Global Research Director di Sisal, Andreana Esposito, responsabile Sviluppo Sostenibile del Gruppo Poste Italiane, Anna Maria Morrone, responsabile Organization&People Development del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e Michelangelo Suigo, External Relations Communication&Sustainability Director di Inwit.

Tra i partner anche Edison.  “Gli under 34 già occupati – osserva Paola Aragno, Vice President Eikon Strategic Consulting Italia – hanno un’idea ben precisa di ciò che vogliono: ritengono fondamentale il work life balance e quasi il 70% chiede con forza alle aziende di mettere al centro il benessere psico-fisico delle persone.Non sono disposti a scendere a compromessi sugli aspetti contrattuali e il 67% giudica inappropriato il ricorso a stage e contratti a termine.

Abbastanza buono il giudizio sulle misure a supporto della genitorialità messe in campo dalle organizzazioni, attenzione però a quel 60% che ritiene che le donne siano discriminate professionalmente quando diventano madri”.  Colpiscono le risposte sulla transizione energetica, il 56% dei giovani vede il nucleare ‘molto’ o ‘abbastanza’ una valida scelta green, e sull’intelligenza artificiale, con un atteggiamento molto equilibrato: 8 giovani su 10 invitano alla prudenza.Alcune risposte denotano un forte pragmatismo dovuto in parte a disponibilità economiche, come ha di recente confermato Istat sulle retribuzioni di Under 35, e dall’altra da logiche di praticità o comodità che prevalgono su quelle di tutela ambientale o sociale.

Il 75% degli intervistati, ad esempio, non considera la sostenibilità negli spostamenti quotidiani ma si fa guidare da rapidità e comodità.Gli acquisti sono guidati più dall’economicità dei prodotti che dalla sostenibilità dell’azienda che li produce e/o commercializza.

Al prezzo si guarda meno con l’alimentazione: il 76% non approva il consumo di cibi pronti e l’uso dei delivery.  E il futuro non è molto roseo: solo il 37% intravede più opportunità rispetto ai genitori.Stessa percentuale di chi crede nella meritocrazia, puntando sulle proprie capacità mentre il 13% ritiene centrale anche il ruolo della fortuna.

Ma il 22% dice di resistere a fatica, identificandosi in un albero, pur carico di frutti, piegato dal vento.Il 23% sceglie la sterile immagine in bianco e nero di un albero isolato che sta perdendo le sue foglie e il 17% sceglie la negazione fiabesca e onirica del problema del ‘chi sono’ (albero centrato e colorato carico di frutti).

Nelle associazioni spontanee degli intervistati, temi di ampio respiro come economia, lavoro, clima, inquinamento, guerra, sanità, povertà, crisi e disoccupazione dominano l’orizzonte delle incertezze.A livello personale, invece, trovano spazio preoccupazioni più intime: la casa, i figli, la famiglia, l’amore, la libertà, la felicità, e la paura della solitudine.

Il futuro non appare lontano, appesantito da timori concreti e tangibili, in cui l’insicurezza economica è il filo conduttore (dallo stipendio alla pensione).Particolarmente significativa è la paura per la salute, considerata la giovane età del campione.  La Social Sustainability Week proseguirà all’Università di Roma La Sapienza con il 'Rewriters fest.' dove si ritrovano per fare rete organizzazioni, influencer, società civile, imprenditori, aziende, artisti, intellettuali, professionisti, stakeholder, opinion leader, giornalisti e istituzioni per un focus point sul game-changing.

La ricerca ha coinvolto un campione nazionale rappresentativo di 2000 persone, tra i 16 e i 34 anni, e ha rilevato la conoscenza e la percezione della sostenibilità e il coinvolgimento del campione in 9 su 17 Obiettivi Sdgs 2030. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Kiev: “Piena adesione a Nato unica garanzia di sicurezza”

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(Adnkronos) – ''La piena adesione'' dell'Ucraina ''alla Nato è la sola garanzia di sicurezza di fronte all'invasione russa''.Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri ucraino. ''Siamo convinti che la sola vera garanzia per la sicurezza dell'Ucraina, oltre che come deterrente per ulteriori aggressioni russe contro l'Ucraina e altri Stati, è la piena adesione dell'Ucraina alla Nato'', si legge nella nota del ministero. Le autorità ucraine accusano i russi di aver attaccato nella notte un'infrastruttura energetica nella regione ucraina di Rivne. "Un altro attacco del nemico contro la regione di Rivne – ha scritto su Telegram il governatore della regione, Oleksandr Koval – L'obiettivo era un'infrastruttura energetica.

Tutti i servizi interessati sono al lavoro".Al momento non ci sono notizie di vittime. Secondo Kiev sono più di 2.000 le strutture sanitarie distrutte o danneggiate in Ucraina dal 24 febbraio di due anni fa, giorno dell'invasione russa.

Secondo il ministero della Salute di Kiev, riporta Ukrinform, sono 2.167 le strutture sanitarie che risultano distrutte o danneggiate. "A inizio dicembre 2024 risultano danneggiate dal nemico 1.878 strutture sanitarie e altre 289 sono state distrutte – denunciano – Gli ospedali delle regioni di Kharkiv, Donetsk, Mykolaiv, Kyiv, Chernihiv, Dnipro, Kherson e Zaporizhzhia hanno subito il peggio".Inoltre, secondo il ministero, in più di mille giorni di conflitto sono state danneggiate 235 ambulanze e altre 264 sono andate distrutte.

I russi sono accusati di averne prese 125.   Il ministero della Difesa russo ha rivendicato la conquista di altri due villaggi in Ucraina e in particolare nella regione meridionale di Zaporizhzhia e nell'est del Paese.Si tratta, si legge nella nota, nel villaggio di Novodarivka nella regione di Zaporizhzhia e di Romanivka nell'oblast di Donetsk.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia e Luigi Angellotti Srl: un binomio vincente per Castellammare di Stabia

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Nasce una partnership che unisce lo sport e l’agricoltura, due eccellenze del territorio stabiese. La S.S. Juve Stabia 1907 è lieta di annunciare la collaborazione con Luigi Angellotti Srl, che da quest’anno è Official Sponsor della nostra società.

La ditta Luigi Angellotti Srl, un’azienda familiare con radici profonde nel territorio, ha saputo affermarsi a livello nazionale e internazionale nel settore florovivaistico, grazie alla passione per la terra e alla dedizione alla qualità.

Questo il comunicato stampa della Juve Stabia:

La S.S. Juve Stabia 1907 è lieta di annunciare la partnership con Luigi Angellotti Srl che dall’inizio della stagione in corso è Official Sponsor della nostra società.
La ditta Luigi Angellotti Srl è una realtà commerciale presente sul territorio stabiese che ha fatto della passione per l’agricoltura la propria missione. Fondata nel 2007 da Luigi Angellotti, padre di Vincenzo e Raffaele, l’azienda fonda le sue radici negli anni ’80, quando Luigi ha iniziato il suo percorso come coltivatore agricolo. Nata come una società a carattere familiare, Luigi Angellotti srl si è affermata dapprima nel panorama nazionale come leader nel commercio dei fiori, e successivamente ha ampliato il suo raggio d’azione con una vasta rete di esportazione in paesi come Germania e Olanda. La dedizione alla qualità e alla sostenibilità ha reso la Angellotti srl un punto di riferimento per tutti gli operatori del settore.

La nostra società è entusiasta di lavorare insieme all’azienda Luigi Angellotti srl e di beneficiare della loro esperienza e passione.afferma Andrea Langella, presidente della S.S. Juve StabiaDa sempre la S.S. Juve Stabia 1907 è molto attenta alla valorizzazione delle realtà del territorio e Luigi Angellotti Srl rappresenta un’eccellenza per la città di Castellammare di Stabia; questa collaborazione, infatti, unisce i valori dello sport e del territorio a testimonianza del forte legame tra le aziende e la S.S. Juve Stabia”.
È con grande piacere che la nostra azienda aderisce al progetto a sostegno della S.S. Juve Stabiaha sottolineato Raffaele Angellottici uniamo ad un’importante avventura sportiva che rappresenta il nostro territorio in tutta Italia”.

Conclusioni

Questa unione rappresenta un momento significativo per entrambe le realtà, che condividono l’amore per il territorio e la volontà di promuovere i valori dello sport e dell’imprenditoria locale.

Fiorello vince il Rose d’Or Award alla carriera

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(Adnkronos) –
Fiorello si è aggiudicato il prestigioso Rose d’Or Lifetime Achievement Award, un riconoscimento internazionale che celebra la sua eccezionale carriera da showman.Icona della televisione, del teatro, della radio e del mondo digitale, Fiorello è l'artista italiano a ricevere questo ambito premio 2024, assegnato dall’Ebu (European Broadcasting Union), che ogni anno onora l’eccellenza creativa dei migliori programmi e talenti europei.

La cerimonia, giunta alla 63esima edizione, si è svolta ieri a Londra e ha visto una giuria di oltre 100 esperti del settore, tra dirigenti televisivi, produttori e distributori, selezionare i vincitori in ogni categoria. 
Fiorello è stato celebrato per la sua capacità unica di innovare e anticipare i tempi, ridefinendo il concetto stesso di intrattenimento.Cantante, attore, comico e conduttore, ha saputo eccellere in ogni ambito, mescolando ironia, talento e una straordinaria abilità nell’improvvisazione.

Il suo stile unico lo ha reso un modello per intere generazioni di artisti.Ricevendo il premio, Fiorello ha dichiarato con emozione: “Questo riconoscimento è un tributo a tutti coloro che mi hanno accompagnato lungo il mio cammino, e soprattutto al pubblico che mi ha sempre sostenuto”. In un momento speciale della sua vita, mentre si prepara a diventare nonno per la prima volta, l’artista ha incantato Londra con un originale spettacolo a tema grandpa, ispirato alla parola inglese per 'nonno'.

Con questo ulteriore successo, Fiorello si conferma una figura pionieristica e simbolo dell’eccellenza artistica italiana, capace di conquistare cuori ben oltre i confini nazionali.  I premi principali sono andati a produzioni di Belgio, Norvegia, Italia, Giappone, Australia e Regno Unito.Tra i riconoscimenti più prestigiosi: performance of the Year Award a Gary Oldman, per la sua magistrale interpretazione di Jackson Lamb nella serie di Apple TV+ 'Slow Horses' e l'Emerging Talent Award ad Ambika Mod, per il suo ruolo rivelazione nel successo romantico di Netflix 'One Day'.

Con oltre 700 candidature provenienti da 30 paesi, l’edizione 2024 è stata una delle più competitive di sempre.  Il presidente dei Rose d’Or Awards, Mark Rowland, ha sottolineato la qualità elevatissima delle opere in gara: "Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e ai giudici, che hanno affrontato decisioni davvero complicate". Jean Philip De Tender, vicedirettore generale e direttore dei media dell’Ebu, ha aggiunto: "Dai reportage più incisivi all’intrattenimento che ci fa ridere, piangere e riflettere, i Rose d’Or Awards mettono in evidenza il meglio della nostra industria.Un immenso grazie a tutti per la vostra creatività e il vostro impegno.

Continuate così". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coppa Italia, si riparte con gli ottavi: programma, tabellone e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Riparte la Coppa Italia.Si torna in campo con gli ottavi di finale del torneo, che vedrà alcune big di Serie A impegnate tra oggi, martedì 3 dicembre, e giovedì 5.

Il tabellone dei quarti di finale si completerà tra due settimane, quando termineranno, tra martedì 17 e giovedì 19 dicembre, gli ottavi.  Ecco le partite in programma per gli ottavi di finale di Coppa Italia: 
Bologna-Monza: martedì 3 dicembre ore 18.30 
Milan-Sassuolo: martedì 3 dicembre ore 21 
Fiorentina-Empoli: mercoledì 4 dicembre ore 21 
Lazio-Napoli: giovedì 5 dicembre ore 21 
Juventus-Cagliari: martedì 17 dicembre ore 21 
Atalanta-Cesena: mercoledì 18 dicembre ore 18.30 
Roma-Sampdoria: mercoledì 18 dicembre ore 21 
Inter-Udinese: giovedì 19 dicembre ore 21  L'intero programma degli ottavi di finale, così come tutte le partite di Coppa Italia, saranno trasmesse in esclusiva, e in chiaro, sui canali Mediaset.I match saranno disponibili anche in streaming su Mediaset Infinity e su Sportmediaset.it.  Già definito il tabellone della Coppa Italia 2024/25.

In caso di vittoria la Juventus, che sfiderà il Cagliari agli ottavi, incontrerà una tra Fiorentina ed Empoli, mentre l'Atalanta, opposta al Cesena, affronterà la vincente di Bologna-Monza.Milan-Sassuolo invece stabilirà l'avversaria di Roma o Sampdoria, mentre chiunque vincerà il big match Lazio-Napoli se la vedrà con Inter o Udinese. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Madonia dopo ‘Ballando’: “Sono sereno. Avrei dovuto ballare con Sonia? Forse”

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(Adnkronos) – "Sto bene, sono sereno".Così Angelo Madonia, in una diretta Instagram di ieri è tornato a parlare con i suoi fan dopo l'esclusione dal programma 'Ballando con le Stelle'.

Il ballerino ha voluto ringraziare chi gli è stato vicino in questi giorni: "Ho avuto un'ondata di affetto, tanta vicinanza e solidarietà.Mi ricorderò sempre di questi giorni e dell'amore ricevuto". Madonia ha preferito non entrare nei dettagli della vicenda, concentrandosi invece su come ha vissuto le ultime giornate: "Non voglio parlarvi di quello che è accaduto, ma di come ho trascorso questo periodo.

L’ho fatto serenamente, circondato dalle persone a me care, che sono la mia vera ricchezza". "Sabato scorso non mi avete visto, ma sto benissimo – ha aggiunto – Si va avanti, i problemi della vita sono altri".  Madonia non ha, dunque, voluto alimentare la polemica: "Probabilmente tanti di voi si aspettavano un mio intervento polemico ma io non ho niente da dire rispetto a questa vicenda.E' andata come è andata e sono qui per dirvi grazie".

Durante la diretta, un utente ha scritto provocatoriamente: "Forse avresti dovuto ballare con Sonia (Bruganelli, ndr)".Con il sorriso, Madonia ha risposto: "Forse, chi lo sa".

Infine, un messaggio di incoraggiamento per chi continua la competizione: "Per chi prosegue ballando con le stelle mi piacerebbe augurare un forte in bocca al lupo e che vinca il migliore". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, allarme bomba in tribunale e Cassazione dopo chiamata anonima

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(Adnkronos) – Una telefonata anonima al numero di emergenza 112 ha annunciato la presenza di una bomba sia presso il Tribunale di Roma che presso la Corte di Cassazione.Al momento sono in corso gli accertamenti sono in corso da parte dei carabinieri e della polizia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Una galleria sempre più ricca: i gol della Juve Stabia continuano a far sognare

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Sicuramente nel pomeriggio dello Stadio Tombolato non è passato inosservato il gol realizzato da Francesco Folino. Il difensore ha deciso di travestirsi da attaccante consumato ed ha fatto il capolavoro.Una rovesciata bellissima, da vedere e rivedere e logicamente i paragoni si sprecano come giusto che sia.Non è la prima volta che con la gestione Pagliuca vediamo il golasso.Nella gara con il Sassuolo Andrea Adorante si è travestito da Cristiano Ronaldo e lo ha emulato (anche meglio n.d.a.) con una rete di rara bellezza su passaggio di Ruggero.

Giuseppe Leone a Teramo oppure Mariano Guarraciano a Francavilla sono delle immagini dello scorso campionato tutte da rivedere.Se vogliamo restare nel film della Serie B dobbiamo raccontare dei gol di Marco Sau.Quello di Marassi è considerato da molti il suo capolavoro più importante ma anche quello che realizzò sotto il diluvio contro il Padova non è da buttare.A proposito di pioggia, ricordate la bicicletta di Salvatore Bruno contro il Grosseto?

Era sempre Serie B e fu un punto bello ma importante per la classifica.Anche Nazzareno Tarantino entra in questa galleria con la magia realizzata contro il Modena allo Stadio Menti.I capolavori sono toccati agli attaccanti come Jerry Mbakogu contro il Bari per una progressione di forza e velocità da grande centravanti e come non possiamo non ricordare il bellissimo gol di Tomas Danilevicius contro la Pro Vercelli a Piacenza?Poi qualcosa di bellissimo è toccato anche agli uomini di centrocampo.

Horacio Erpen l’uomo del “Cucchiaio” contro il Pescara ma anche l’uomo del gol della Mediana contro il Cittadella.Riccardo Cazzola contro l’Albinoleffe ci mise il tacco e la squadra della provincia di Bergamo ispirò anche Adriano Mezavilla con una sassata di rara bellezza.In questa speciale classifica non poteva mancare Fabio Caserta con il punto realizzato all’esordio contro il Livorno ed anche un gol bello nel derby contro l’Avellino.La lista è lunga ma proprio per non farci mancare niente bisogna raccontare di Ivan Provedel e la notte di Ascoli per una prodezza che ha fatto la storia non solo della Juve Stabia.

Quadri bellissimi della galleria gialloblù destinata ancora una volta a riempirsi ed incrementare l’esposizione.

Francia, dal governo di coalizione al tecnico: cosa farà Macron se Barnier cade?

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(Adnkronos) – Governo appeso a un filo in Francia.Il premier Michel Barnier, che stasera sarà ospite di Tf1 e France 2 per un'intervista in diretta da Matignon durante il telegiornale delle 20, ha avvertito ieri che c'è il rischio di ''serie turbolenze finanziarie'' nel caso in cui non dovesse essere approvata la legge di bilancio e il governo dovesse cadere.

Un allarme confermato dai mercati.   
Ma se davvero il Rassemblement National (Rn) dovesse riuscire, unendosi con il Nouveau Front Populaire (Nfp), a far cadere il governo Barnier, il presidente francese Emmanuel Macron avrebbe diverse scelte davanti a sé.Tranne quella di sciogliere il Parlamento perché, avendolo già fatto a giungo, non potrà farlo prima del giugno del 2025. Il capo dell'Eliseo potrebbe, ad esempio, confermare Barnier come primo ministro.

Ma gli analisti la ritengono la scelta meno probabile e il Parlamento la considererebbe provocatoria.Macron potrebbe anche chiedere ai partiti di provare a costruire una nuova coalizione, questa volta più solida. Il presidente potrebbe anche decidere di nominare un governo tecnico per supervisionare l'amministrazione per altri sei mesi.

Ultima ipotesi, quella di dimettersi lui stesso e di convocare nuove elezioni presidenziali e parlamentari.Ma anche questo, per il momento, è giudicato improbabile.  
Escluso invece il rischio di uno shutdown sul modello statunitense, quindi niente blocco delle attività amministrative.

E questo perché la Costituzione francese consente al governo, anche ad interim, di approvare una legge di emergenza che di fatto prolunga di qualche mese il bilancio dell'anno precedente.Per questo i dipendenti del settore pubblico, ad esempio, continueranno a essere pagati. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Musk e il maxi bonus da 56 miliardi di dollari, giudice lo boccia e lui si infuria

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(Adnkronos) – "Gli azionisti dovrebbero controllare il voto delle società non i giudici".E' affidato a un breve post su X, il social di sua proprietà, il commento – chiaramente irritato – di Elon Musk dopo la nuova decisione di un giudice del Delaware che riaccende lo scontro fra l'imprenditore e la giustizia Usa.

La corte ha infatti confermato la bocciatura sul pacchetto di bonus da 56 miliardi di dollari da assegnare al fondatore di Tesla.   Il super bonus – che al momento ha superato i 100 miliardi di dollari in valore per via del boom del titolo Tesla – era stato portato in tribunale da alcuni azionisti ed era stato respinto a gennaio in una prima sentenza che aveva contestato l'eccessiva influenza 'dietro le quinte' di Musk nel 2018 al momento della decisione sul pacchetto azionario.Pochi mesi dopo tuttavia il bonus era stato confermato dall'assemblea degli azionisti di Tesla. Adesso la giudice Kathaleen McCormick della Corte di Cancelleria del Delaware ha anche assegnato ai querelanti 345 milioni di dollari di parcelle.

Avevano chiesto 5,6 miliardi di dollari, sulla base del principio legale di una percentuale del beneficio (56 miliardi di dollari) da ricevere. "In un caso di compensazione eccessiva, è stata una richiesta audace", ha scritto la McCormick nelle 103 pagine della sua sentenza: i querelanti possono scegliere di ricevere i 345 milioni di dollari in contanti o in azioni Tesla, ha detto. Secondo la giudice gli azionisti erano stati tenuti all'oscuro del suo coinvolgimento nella definizione originaria del bonus, il che significa che non avevano avuto l'opportunità di prendere una decisione ponderata.   Dopo quest'ultima sentenza Tesla può ancora presentare ricorso: in ogni caso Musk rimane la persona più ricca del mondo anche se dopo la decisione il titolo tesla ha perso quasi il 2% scendendo a circa 349.All'inizio dell'anno, quando il giudice ha preso la sua decisione iniziale, le azioni erano quotate a meno di 200 dollari.

A spingere il rally del titolo anche la 'vicinanza' di Musk al presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump: secondo gli investitori le future normative su veicoli completamente autonomi potrebbero avvantaggiare l'attività di robotaxi di Tesla, che così ha superato i 1100 miliardi di capitalizzazione.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fibrosi cistica, Amazon e Lifc in un progetto per l’inclusione lavorativa

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(Adnkronos) – In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, che si celebra oggi 3 dicembre, Amazon ha annunciato la nuova iniziativa di inclusione lavorativa di persone con fibrosi cistica.Il progetto, avviato presso i centri di distribuzione Amazon situati nel Lazio, a Colleferro, in provincia di Roma, e Passo Corese, in provincia di Rieti, ha rappresentato una nuova occasione per l'azienda di ridefinire gli standard di accessibilità e inclusione negli ambienti di lavoro.

Per farlo è stata fondamentale la collaborazione della Lega italiana fibrosi cistica (Lifc), con cui l'azienda porta avanti un dialogo costante. "Siamo orgogliosi di essere parte integrante di questo progetto.Per offrire alle persone con fibrosi cistica un luogo di lavoro sicuro e accessibile, ci siamo affidati al prezioso aiuto degli esperti, con i quali abbiamo trovato le soluzioni migliori per adattare i nostri processi, metodi e postazioni di lavoro – afferma Lorenzo Barbo, responsabile Amazon Italia Logistica – Il nostro obiettivo primario è consentire a tutti i nostri dipendenti di lavorare in sicurezza.

Ci impegniamo ogni giorno perché i nostri luoghi di lavoro possano diventare sempre più aperti e inclusivi". Con l'obiettivo di offrire la massima sicurezza possibile – si legge in una nota – l'azienda ha eseguito un'attenta analisi del completo processo e delle procedure, a partire dalla fase di selezione, con la redazione di un questionario pre-assuntivo specifico.Inoltre, con l'obiettivo di evitare infezioni tra lavoratori con fibrosi cistica che entrano in contatto nello stesso ambiente di lavoro, Amazon ha adottato una serie di misure preventive richieste dalla Lifc in accordo con la Sifc (Società italiana fibrosi cistica).

Ogni dipendente con fibrosi cistica è stato assegnato a postazioni specifiche, su processi diversi e, dove possibile, su turni diversi.La postazione di lavoro viene sanificata prima dell'inizio di ogni turno e ogni dipendente ha una pausa differenziata in un'area dedicata, oltre a usufruire di servizi igienici separati.

Viene inoltre offerta la possibilità di usufruire di pause aggiuntive ed, eventualmente, di turnazione part-time.La qualità dell'aria all'interno dei magazzini viene monitorata periodicamente e l'azienda mette a disposizione le mascherine, che sono obbligatorie solo per le aree comuni.  "E' stato fatto un altro importante passo per rendere la fibrosi cistica meno 'invisibile' e ringraziamo Amazon per aver scelto di essere al nostro fianco – dichiara Antonio Guarini, presidente Lifc – La fibrosi cistica (Fc) è una malattia genetica che non danneggia in alcun modo le capacità intellettive e non si manifesta sull'aspetto fisico, né alla nascita né in seguito nel corso della vita, per questo viene definita la 'malattia invisibile'.

Le sembianze di questa patologia concorrono a creare ancor più difficoltà in termini di inclusione sociale.La malattia c'è, il paziente vive con una patologia grave, ma tutto ciò non si vede.

Per questo è importante intervenire e permettere, con l'attuazione di tutte le regolamentazioni del caso, che ogni paziente Fc possa accedere al mondo del lavoro senza sentirsi escluso".  
Il progetto portato avanti con la Lega italiana fibrosi cistica si colloca nell'impegno di Amazon di offrire un ambiente di lavoro il più accessibile possibile, guidato dalla convinzione che le aziende debbano ricoprire un ruolo proattivo per contribuire alla costruzione di una società sempre più inclusiva.Nel corso degli ultimi anni i programmi di inserimento lavorativo per persone con disabilità sono stati diversi.

Un primo risultato si è raggiunto, in collaborazione con l'Ente nazionale sordi, con un'iniziativa rivolta all'inclusione lavorativa di persone sorde nella rete logistica Amazon.Il progetto, lanciato nel 2021 con il coinvolgimento di tutti i centri di distribuzione in Italia, si è ora ampliato anche al network dei depositi di smistamento.

Ad oggi sono 150 le persone sorde assunte nei magazzini italiani.Un altro passo importante è stato rappresentato dall'attento lavoro di analisi, implementazione di procedure e formazione, che ha permesso ad Amazon di assumere persone nello spettro autistico nella propria rete logistica.

Con il supporto di associazioni locali come Autismo Abruzzo onlus, oggi sono 6 i dipendenti autistici impiegati nei centri di distribuzione dell'azienda in Lazio, Abruzzo ed Emilia Romagna.  
"In questo percorso – conclude Barbo – possiamo fare affidamento su 3 grandi alleati.Il primo sono tutte le associazioni, enti e realtà locali che ci supportano nel capire come modificare i nostri processi per rendere i nostri luoghi di lavoro sempre più accoglienti.

Il secondo è l'ascolto costante delle persone, delle loro esigenze, in ottica di miglioramento continuo.Il terzo è la tecnologia, nostro elemento distintivo".

Proprio la tecnologia costituisce un prezioso supporto del lavoro dei dipendenti, consentendo di migliorare i processi quotidiani in termini di sicurezza e benessere, e diventando un asset strategico che consente di offrire nuove opportunità di lavoro anche a chi per molto tempo ha rischiato, e purtroppo ancora rischia, discriminazioni e barriere all'ingresso.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Accordo Fatah-Hamas per amministrare Gaza: un comitato per amministrare la Striscia

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(Adnkronos) –
Fatah e Hamas hanno concordato l'istituzione di un comitato congiunto per la gestione della Striscia di Gaza, dopo una proposta con la mediazione dell'Egitto.Lo scrive il giornale israeliano Haaretz, secondo cui l'accordo è arrivato nei colloqui al Cairo che si sono conclusi ieri e prevede che la commissione si occupi degli aiuti umanitari, anche della distribuzione, dell'amministrazione civile di Gaza e della supervisione della ricostruzione della Striscia e del valico di Rafah, al confine tra l'enclave palestinese e l'Egitto. E' atteso un decreto da parte del leader palestinese Mahmoud Abbas per la creazione del comitato, che sarà subordinato al governo palestinese per quanto riguarda le questioni amministrative, finanziarie e giuridiche.

Sarà composto, secondo la stampa araba, da dieci, quindici persone, anche tecnici. Al-Araby Al-Jadeed scrive di avere una copia del documento concordato al Cairo con l'accordo per la costituzione del comitato, composto da palestinesi, per il dopoguerra a Gaza. Ieri il Cairo aveva confermato la presenza di delegazioni di Fatah e Hamas nella capitale egiziana per colloqui con l'obiettivo di "arrivare rapidamente a un'intesa" riguardo "la gestione delle attività quotidiane nella Striscia di Gaza sotto controllo totale dell'Autorità palestinese". Gaza finì nel 2007 in mano a Hamas.Israele, che porta avanti una campagna militare contro il gruppo nella Striscia dall'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele, rifiuta qualsiasi futuro ruolo per Hamas a Gaza. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, incendio in un’abitazione: un morto e un ferito

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(Adnkronos) – È di un morto e di un ferito in codice rosso ricoverato al Niguarda, il bilancio di un incendio avvenuto nelle prime ore del mattino a Bresso, Milano, in un appartamento al secondo piano di un edificio di sei in via Roma 97.La vittima 60 anni di origini italiane viveva insieme ad altri due fratelli.

Il terzo al momento dello scoppio dell'incendio è riuscito a mettersi in salvo.Sul posto squadre del distaccamento di Sesto San Giovanni.

Le fiamme si sarebbero sviluppate secondo una prima ricostruzione nel locale cucina per cause in corso di accertamento. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

IT-Alert, oggi test simulazione nel Lazio e in Emilia Romagna: orario e di cosa avvisa

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(Adnkronos) – I test del sistema di allarme pubblico proseguono periodicamente per verificarne la funzionalità e perfezionare la tecnologia.All’interno di questa cornice, oggi martedì 3 dicembre sarà inviato un messaggio di prova nel Lazio e uno in Emilia Romagna.  La Regione Lazio ha scelto di simulare un grave incidente nei locali dello stabilimento Acraf di Aprilia, in via Guardapasso.

Il test, si legge in una nota, verrà effettuato alle 9, quando un suono speciale con un messaggio di testo raggiungerà i cellulari compresi in un’area con raggio di 3 km con epicentro localizzato nello stabilimento.Il testo dell’Sms sarà il seguente: 'TEST TEST Questo è un MESSAGGIO DI TEST IT-alert. È in corso la SIMULAZIONE di un incidente in un impianto industriale nella zona in cui ti trovi.

Per conoscere il messaggio che riceverai in caso di reale pericolo e per compilare il questionario vai su www.it-alert.gov.it TEST TEST'. Dall’homepage del sito si accederà a una pagina dedicata dove sarà possibile visionare il messaggio che arriverebbe in caso di pericolo reale e il link al questionario che i cittadini dei territori coinvolti sono invitati a compilare.Il messaggio di test arriverà sui cellulari accesi e con regolare connessione telefonica che si troveranno nelle aree interessate.

Per valutare la capacità del sistema di isolare soltanto la zona effettivamente colpita dall’emergenza, verranno posizionati sul territorio volontari di Protezione civile, appartenenti alle organizzazioni con sede nelle zone interessate e in quelle immediatamente confinanti, con la funzione di “sentinelle” incaricate di relazionare circa l’effettiva ricezione del messaggio IT-alert.   L'Emilia-Romagna sarà interessata da una serie di test del sistema di allarme pubblico nazionale IT-Alert, simulando situazioni di grave rischio per la popolazione in 43 comuni di tutte le nove province.Le esercitazioni riguarderanno aziende a rischio di incidente rilevante e grandi dighe, con l'invio di messaggi di test ai cittadini presenti o in transito nelle aree interessate. In tutto si svolgeranno quattro esercitazioni su aziende potenzialmente pericolose e cinque test sulle dighe, tramite l’invio di messaggi ai cittadini presenti o in transito nelle aree interessate, secondo le linee guida del Dipartimento nazionale di Protezione civile in caso di calamità o disastro.

Per le aziende a rischio rilevante, l'area di interesse sarà racchiusa in un raggio di circa 3 chilometri dal perimetro dello stabilimento.Nel caso delle grandi dighe, invece, i messaggi di allerta coinvolgeranno tutti i comuni situati a valle degli sbarramenti. Potenzialmente saranno coinvolti 515.461 cittadini che, trovandosi nelle aree interessate, riceveranno un messaggio di test sui propri cellulari accesi e connessi; 43 i comuni esposti virtualmente al pericolo e circa 250 i volontari di Protezione civile che garantiranno presidio e coordinamento durante le prove. Il calendario delle allerta Oggi, martedì 3 dicembre, sarà simulato un incidente grave nelle imprese Yara Italia spa a Ravenna e Ferrara e Marig Esplosivi Industriali srl a Novafeltria (Rn).

Nei comuni coinvolti di Maiolo, Pennabilli e Sant'Agata Feltria sarà inviato un messaggio IT-Alert ai cittadini, come previsto dal Piano di emergenza esterno allo stabilimento, a integrazione di altre forme di comunicazione alla cittadinanza. Il calendario prevede giovedì 5 dicembre la simulazione del rischio di collasso della Diga di Mignano nel piacentino (comuni coinvolti: Alseno, Besenzone, Castell'Arquato, Cortemaggiore, Fiorenzuola D'Arda, Lugagnano Val D'Arda, San Pietro In Cerro, Vernasca, Villanova Sull'Arda) e della Diga di Santa Maria del Taro nel parmense (comuni coinvolti: Bedonia, Tornolo, Varese Ligure). Si continua la settimana successiva, lunedì 9 dicembre, con le Dighe di Fontanaluccia al confine tra il reggiano e il modenese (comuni coinvolti: Baiso, Castellarano, Frassinoro, Montefiorino, Palagano, Prignano Sul Secchia, Toano, Villa Minozzo) e di Riolunato nel modenese (comuni coinvolti: Riolunato, Montecreto, Lama Mocogno, Pavullo nel Frignano, Sestola, Montese) per concludersi mercoledì 11 dicembre con gli ultimi due test che interesseranno la Diga di Ridracoli, in provincia di Forlì-Cesena (comuni coinvolti: Bagno Di Romagna, Bertinoro, Civitella Di Romagna, Forlì, Forlimpopoli, Galeata, Meldola, Ravenna, Santa Sofia) e lo stabilimento industriale Brenntag Spa a Bentivoglio nel bolognese (comuni coinvolti: San Giorgio di Piano, Argelato, Castel Maggiore).  È il sistema di allarme pubblico nazionale progettato per inviare informazioni dirette alla popolazione in situazioni di emergenza, come previsto dal Codice delle comunicazioni elettroniche. Il sistema è regolato da una direttiva della presidenza del Consiglio dei ministri, che ne disciplina l'uso in relazione agli eventi di protezione civile.Lo scopo di IT-Alert è garantire una comunicazione rapida ed efficace per avvisare i cittadini in caso di pericoli imminenti o emergenze rilevanti, contribuendo così alla sicurezza collettiva.  È attivo solo per i seguenti rischi: collasso di una grande diga; incidenti rilevanti in stabilimenti industriali, attività vulcanica (Vesuvio, Campi Flegrei, Vulcano); incidenti nucleari o situazione di emergenza radiologica.  Ogni dispositivo mobile, connesso alle reti degli operatori di telefonia, presente all’interno delle aree individuate per tipologia di rischio, può ricevere il messaggio IT-Alert.

Non è necessario iscriversi né scaricare nessuna applicazione: il servizio è anonimo e gratuito per gli utenti. La capacità di ricevere i messaggi dipenderà dalla copertura della rete di telefonia mobile, dal dispositivo e dalla versione del sistema operativo installata sul cellulare.I test in corso a livello nazionale e regionale serviranno a verificare tutte le eventuali criticità e a ottimizzare il sistema. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Processo Turetta, oggi la sentenza per l’omicidio di Giulia Cecchettin

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(Adnkronos) – Cinque udienze, circa due mesi di processo e la prima sentenza che arriva a poco più di un anno dal femminicidio di Giulia Cecchettin, la vittima diventata simbolo della lotta al patriarcato.Oggi, martedì 3 dicembre, l'imputato Filippo Turetta, giudicato dalla corte d'Assise di Venezia, conoscerà la sua condanna per l'omicidio dell'ex fidanzata uccisa con 75 coltellate la sera dell'11 novembre 2023. Salvo sorprese sarà presente in aula e siederà tra i suoi difensori, gli avvocati Giovanni Caruso e Monica Cornaviera, a pochi passi da lui ci sarà papà Gino Cecchettin che ha creato una fondazione dopo la morte della figlia. "Non mi auguro nessuno tipo di vendetta, sono sicuro che i giudici decideranno al meglio – ha detto Gino Cecchettin – Ho piena fiducia nelle istituzioni, la pena che decideranno i giudici sarà quella giusta". Dopo le eventuali repliche, il giovane di Torreglia (Padova) potrebbe decidere di fare brevi dichiarazioni spontanee, l'ultimo atto prima che i giudici si ritirino in camera di consiglio per uscirne con il verdetto.

L'ergastolo è la richiesta pronunciata in aula dal pm Andrea Petroni, è la pena che si aspettano tutti, anche l'imputato che a testa bassa, come si mostra in aula, sta provando a ricostruirsi.Un percorso che, in carcere, richiederà lavoro e anni.  Ai giudici togati e popolari non spetterà stabilire la responsabilità del reo confesso, ma decidere se sussistono le aggravanti contestate (la premeditazione, la crudeltà e lo stalking) e se un ventiduenne merita -data la giovane età e l'incensuratezza – una condanna a 30 anni e non il fine pena mai.

Se per la difesa l'ergastolo è "inumano", per l'accusa è l'unica condanna possibile per chi ha premeditato di uccidere.Per il pm Andrea Petroni, il delitto "è l'ultimo atto del controllo" esercitato sull'ex fidanzata, laureanda in Ingegneria biomedica.

L'azione dell'imputato è "manipolatoria": incalza la compagna di studi, la tormenta, gioca sui sensi di colpa, invia decine e decine di messaggi al giorno, minaccia il suicidio come forma di "ricatto".  In quel rapporto altalenante iniziato nel gennaio 2022 e interrotto definitivamente a fine luglio 2023, le richieste sono "ossessive e ci sono dei principi di violenza fisica". 
Giulia Cecchettin "già ad ottobre del 2022 dichiara di avere paura, lo ribadisce a ottobre 2023 in un messaggio: 'mi spaventi, tu ti comporti come uno psicopatico, inizi a farmi paura'".Ossessionato, asfissiante con chat di minacce e insulti, manipolatore, capace di usare il ricatto del suicidio per tenerla legata a sé, Filippo Turetta che "aveva tutte le possibilità e gli strumenti culturali per scegliere" premedita di uccidere.

Almeno quattro giorni prima si appunta ciò di cui ha bisogno: coltelli, nastro per legarla e impedirle di urlare, cartine stradali per la fuga, contanti per evitare di essere rintracciato, sacchi neri, sono solo alcuni degli oggetti elencati.  Di fronte all'ennesimo rifiuto di tornare insieme, Turetta entra in azione.A Vigonovo, in un parcheggio a 150 metri da casa Cecchettin, impugna un coltello e inizia a colpire. 
Sono i primi sei minuti di un'aggressione in tre fasi che ne dura in tutto venti.

La costringe a salire in auto dove infierisce ancora, e quando nella zona industriale di Fossò (Venezia) scappa, la raggiunge, la spinge a terra e la finisce con una seconda lama. La carica in auto e la abbandona a cento chilometri da casa, in un anfratto vicino al lago di Barcis.La copre con i sacchi neri per celare l'orrore delle 75 coltellate, ben 25 da difesa a testimoniare che la vittima ha lottato a lungo.  La fuga in auto finisce una settimana dopo in Germania. "Non si costituisce, la sua è una resa.

Ha finito i soldi e si prepara all'arresto cancellando le prove sul cellulare" ed è anche per questo che merita l’ergastolo, sancisce il pubblico ministero.Nella confessione in carcere, in lunghe memorie scritte in carcere e nell'interrogatorio in aula, l'imputato confessa l'incapacità di accettare un no. "Ho ucciso Giulia perché non voleva tornare con me, avevo rabbia, soffrivo di questa cosa.

Io volevo tornare insieme a lei e di questo soffrivo molto e provavo risentimento, molto, verso di lei".Un anno dopo, Turetta giudica male se stesso. "E' giusto espiare la colpa e provare a pagare per quello che ho fatto.

Vorrei non aver fatto a lei questa cosa terribile.In certi momenti vorrei chiedere scusa, ma credo sia ridicolo visto l'ingiustizia che ho commesso.

Mi dispiace tantissimo".La sentenza per quello che ha fatto a Giulia Cecchettin oggi, martedì 3 dicembre, spetta ai giudici.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turetta, dall’omicidio di Giulia Cecchettin alla sentenza: le tappe

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(Adnkronos) –
E' durata meno di una settimana la speranza della famiglia di ritrovare viva Giulia Cecchettin, la studentessa di 22 anni rapita e uccisa dall'ex fidanzato Filippo Turetta l'11 novembre 2023.Oggi, 3 dicembre 2024, il processo per il delitto arriva a sentenza, con l'imputato che rischia l'ergastolo. Sono le 13.30 di domenica 12 novembre 2023 quando, a Vigonovo (Padova), Gino Cecchettin denuncia ai carabinieri la scomparsa della figlia Giulia.

Di lei e dell'ex fidanzato e compagno di studi Filippo Turetta non si hanno più notizie dalla sera prima.Dopo aver trascorso una serata al centro commerciale 'Nave de Vero' di Marghera, fanno perdere le proprie tracce.

Il giovedì, giorno della discussione della tesi di laurea in Ingegneria biomedica all'università di Padova, la sedia di Giulia è vuota.  Sabato 18 novembre la famiglia Cecchettin smette di sperare.Il corpo, coperto da sacchi neri, viene trovato vicino al lago di Barcis, in provincia di Pordenone, a cento chilometri da casa, nascosto in un anfratto roccioso non visibile dalla strada.

Accanto alla vittima appassionata di fumetti, c'è il libro illustrato per bambini 'Anche i mostri si lavano i denti!'.Le coltellate, 75 svela l'autopsia, raccontano che è morta per emorragia; le ferite – 25 da difesa – si concentrano su testa, collo e braccia. La fuga – attraverso Veneto e Trentino, fino in Austria – finisce in Germania dove Turetta viene arrestato su mandato di arresto europeo.

E’ la sera del 18 novembre quando una pattuglia della polizia lo intercetta sull’autostrada A9 a Duerrenberg, direzione Monaco, a mille chilometri da casa.La Fiat Grande Punto è ferma, a luci spente, sulla corsia di emergenza. "Ho ucciso la mia fidanzata" ammette. "Mi sono rassegnato a non suicidarmi più e a essere arrestato".

Il 25 novembre atterra, con un volo di Stato, all'aeroporto di Venezia e viene rinchiuso nel carcere veronese di Montorio.  Il primo dicembre, davanti al pm di Venezia Andrea Petroni, Turetta confessa l'aggressione in tre atti: nel parcheggio di Vigonovo a 150 metri da casa Cecchettin, durante il tragitto in auto e nella zona industriale di Fossò.Al rifiuto di tornare insieme, afferra un coltello e colpisce: Giulia urla, cade e lui la carica in macchina.

Sono i primi sei minuti di un femminicidio che si compie in venti. Infierisce quando è bloccata in auto e nella zona industriale lei prova a scappare. "Continuava a chiedere aiuto.Si proteggeva con le braccia dove la stavo colpendo.

L'ultima coltellata che le ho dato era sull'occhio".Alle 23.40 la telecamera di una ditta la mostra inerme.

Lui la carica sui sedili posteriori e inizia la fuga.  
L'imputato rinuncia all'udienza preliminare e il 23 settembre 2024, davanti alla corte d'Assise di Venezia, presieduta dal togato Stefano Manduzio e composta anche da giudici popolari, inizia il processo per omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudeltà, legame affettivo passato e stalking, occultamento di cadavere, porto d'armi e sequestro di persona. In aula sono ammessi venti giornalisti, altrettanti posti per il pubblico, e solo le telecamere Rai.Alla prima udienza Turetta è assente per evitare il clamore mediatico, papà Gino invece c'è. "Non mi auguro nessuno tipo di vendetta o di favore sono sicuro che i giudici decideranno al meglio".

Le parti civili – il padre, i fratelli Elena e Davide, lo zio paterno Alessio e la nonna Carla Gatto – chiedono circa 2 milioni come risarcimento. "Ho ucciso Giulia perché non voleva tornare con me, avevo rabbia, soffrivo di questa cosa.Io volevo tornare insieme a lei e di questo soffrivo molto e provavo risentimento, molto, verso di lei".

Tentenna, incespica, tiene sempre la testa bassa, versa poche lacrime. 
Turetta ci mette quasi sei ore per dire con chiarezza il movente dell’omicidio.Il resto è un tentativo di minimizzare.

A un anno dal delitto fatica a pronunciare il nome di Giulia, giudica "male" quel ragazzo. "E' giusto espiare la colpa e provare a pagare per quello che ho fatto.Vorrei non aver fatto a lei questa cosa terribile.

In certi momenti vorrei chiedere scusa, ma credo sia ridicolo visto l'ingiustizia che ho commesso.Mi dispiace tantissimo".  "Le prove contro Turetta sono talmente evidenti che c'è l'imbarazzo delle scelta" e il delitto "è l'ultimo atto del controllo" esercitato sull'ex.

La sua azione è "manipolatoria": la incalza, la tormenta, gioca sui sensi di colpa, invia decine e decine di messaggi al giorno, minaccia il suicidio come forma di "ricatto".Le richieste sono "ossessive e ci sono dei principi di violenza fisica.

Giulia già ad ottobre del 2022 dichiara di avere paura, lo ribadisce a ottobre 2023 in un messaggio: 'mi spaventi, tu ti comporti come uno psicopatico, inizi a farmi paura'".Turetta che "aveva tutte le possibilità e gli strumenti culturali per scegliere" premedita di uccidere. "Non si costituisce, la sua è una resa.

Ha finito i soldi e si prepara all'arresto cancellando le prove sul cellulare" ed è anche per questo che merita l’ergastolo, sancisce il pm Andrea Petroni. L'arringa della difesa.L'ergastolo "è inumano" e a Turetta, 22 anni, bisogna garantire una pena giusta, uscendo dal populismo del "buttare via la chiave".

E' il compito che la difesa, rappresentata dagli avvocati Giovanni Caruso e Monica Cornaviera, si prefigge.Ha "agito in preda all'emotività, in uno stato di un'alterazione emotiva", ha colpito alla cieca, il suo agire "non è crudele e non è premeditato".

Non è Pablo Escobar e il procedere ondivago dell’imputato "è piuttosto un vediamo come va".Giulia – che ha dato appuntamento al suo futuro omicida – "non ha paura di Turetta, quando dice 'mi fai paura' si riferisce alla paura che lui si faccia del male".

La difesa chiede di escludere le aggravanti o di considerarle equivalenti alle attenuanti, insomma di evitare il fine pena mai.  Con un processo 'lampo', possibile grazie all'acquisizione degli atti del fascicolo, alla rinuncia di tutti i testimoni e con il solo interrogatorio in aula di Turetta, si chiude oggi, martedì 3 dicembre, con cinque udienze e in poco più di due mesi, il processo di primo grado per l'omicidio di Giulia Cecchettin.A poco più di un anno dal femminicidio che ha scosso l'Italia e rimesso al centro la lotta al patriarcato, arriva la prima sentenza.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele costruisce basi a Gaza, segnale di una permanenza a lungo termine?

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(Adnkronos) –
Israele sta ampliando la sua presenza nella zona centrale di Gaza, fortificando basi militari e demolendo edifici palestinesi.Dopo aver analizzato immagini satellitari risalenti agli ultimi mesi, il New York Times ha avanzato l'ipotesi che lo Stato ebraico potrebbe voler esercitare un controllo a lungo termine sull'area.  Fin dai primi mesi della guerra a Gaza, le forze israeliane hanno occupato i 6 km del corridoio di Netzarim, che divide in due l'enclave, per impedire a centinaia di migliaia di sfollati di Gaza di tornare a nord.

Con l'abbattimento di edifici e la costruzione di nuove basi, il corridoio si è ormai trasformato in un blocco di 46 km quadrati di fatto controllato dalle forze israeliane. Negli ultimi tre mesi, l'Idf ha demolito più di 600 edifici intorno alla strada nell'apparente tentativo di creare una zona cuscinetto, e ha ampliato rapidamente una rete di avamposti con torri di comunicazione e fortificazioni difensive.Il rafforzamento sembra suggerire un cambio di strategia da parte di Israele, che in passato aveva evitato di controllare il territorio dell'enclave, creando così il 'vuoto' che ha permesso ad Hamas di prendere il controllo in alcune parti di Gaza. Ufficialmente l'espansione ha motivazioni esclusivamente operative, ma i leader israeliani hanno più volte detto di voler mantenere il controllo della sicurezza a Gaza anche dopo la guerra, senza entrare nel dettaglio di modalità e conseguenze.

Il controllo del corridoio di Netzarim, che attraversa Gaza dal confine israeliano al Mar Mediterraneo, ha dato a Israele la possibilità di regolare gli spostamenti lungo tutta l'enclave, mantenendo centinaia di migliaia di sfollati palestinesi nel sud.Negli ultimi mesi, l'Idf ha esteso il suo potere sul territorio su entrambi i lati del corridoio per rendere più facile per le forze israeliane mantenere l'area, ha dichiarato in un'intervista il portavoce dell'esercito israeliano Nadav Shoshani. Alcuni ministri israeliani hanno affermato che il controllo militare a Gaza dovrebbe aprire la strada a nuovi insediamenti ebraici, anche se il premier Benjamin Netanyahu ha momentaneamente escluso quest'opzione.

L'ex insediamento israeliano di Netzarim – da cui prende il nome il corridoio militare – si trova nell'area ora completamente sotto controllo israeliano.  Analizzando le immagini satellitari, il Nyt ha rilevato che l'esercito israeliano ha ora almeno 19 grandi basi in tutta l'area e decine di piccole basi.Mentre alcune sono state installate all'inizio della guerra, dalle immagini si nota che 12 basi sono state costruite o ampliate negli ultimi tre mesi. Shoshani ha ribadito che l'occupazione estesa del territorio è solo per ragioni operative. “Qualsiasi cosa sia stata costruita lì può essere smontata in un giorno”, ha detto.

L'estensione delle fortificazioni suggerisce, tuttavia, che Israele si stia quantomeno preparando per una battaglia prolungata a Gaza, sostiene il Nyt. L'amministrazione Biden si è opposta a un controllo israeliano a lungo termine sull'enclave, sperando possa diventare parte di un futuro Stato palestinese.Il presidente eletto Donald Trump ha invitato Israele a “finire” la guerra, senza specificare quali condizioni potrebbe ritenere accettabili per una Gaza postbellica. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, ecco le condizioni di Putin a Trump per chiudere guerra

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(Adnkronos) –
E' Vladimir Putin a dettare le condizioni per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina.E' il messaggio che Mosca invia a Kiev e agli Stati Uniti.

I destinatari sono il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e, soprattutto, Donald Trump.Il neo presidente eletto degli Usa si insedierà alla Casa Bianca tra meno di 2 mesi.

Se vuole contribuire ad archiviare il conflitto che dura da quasi 1000 giorni, deve necessariamente tener conto dei paletti fissati dal Cremlino. Putin si affida alle parole che il tycoon russo con posizioni conservatrici e ortodosse Konstantin Malofeyev pronuncia in una intervista al Financial Times.Cosa vuole Mosca?

Un piano di pace per l'Ucraina che non includa garanzie di sicurezza per la Russia, quindi anche il futuro dell'Europa e del mondo, è destinato a fallire. Trump riuscirà a porre fine al conflitto se tornerà a imporre caveat a Kiev sull'uso dei missili Atacms e se costringerà Zelensky a lasciare l'incarico di presidente.Poi se accetterà di incontrare Putin e "discutere con lui tutte le questioni dell'ordine globale al massimo livello", ha precisato Malofeyev.  "Perché i negoziati siano costruttivi, non dobbiamo parlare solo del futuro dell'Ucraina ma del futuro dell'Europa e del mondo", quindi anche di Medio Oriente e di Cina, ha affermato.

Altrimenti, Putin respingerà la proposta del nuovo inviato della Casa Bianca per l'Ucraina, Keith Kellogg- "Arriverà a Mosca con il suo piano.Lo leggiamo e poi lo mandiamo al diavolo perché non c'è nulla che ci vada bene.

E il negoziato si esaurirebbe così", lo scenario.  Malofeyev parla del "mondo sull'orlo di una guerra nucleare".Se gli Usa non accetteranno di ritirare il loro sostegno all'Ucraina, la Russia potrà usare un'arma nucleare tattica, "con una zona radioattiva in cui nessuno potrà accedere per una vita.

E la guerra sarà finita". "Noi vogliamo una pace a lungo termine.Un accordo generale sull'ordine globale.

Trump vuole entrare a far parte dei libri di storia.Presto avrà ottant'anni, è un nonno.

Anche Putin non ha più 50 anni.Sarà il loro lascito", afferma.  Malofeyev è sanzionato per il suo ruolo nell'annessione della Crimea del 2014.

E' lui l'editore di Tsargrad Tv, l'emittente ultranazionalista per cui lavora Alexandr Dugin.Gli Stati Uniti hanno trasferito milioni di dollari dai conti congelati del tycoon per contribuire alla ricostruzione dell'Ucraina.

E' incriminato negli Stati Uniti con l'accusa di aver evaso le sanzioni. "La vecchia macchina sovietica è tornata a lavorare e la gente vive molto meglio che non prima della guerra.Chi lavora nell'industria della difesa, in agricoltura, nel mercato dei consumatori, nei mercati locali, vale a dire il 90 per cento della popolazione, non è interessata dalle sanzioni e adorano questo periodo.

La minaccia esterna è essenziale per renderci più forti.Più a lungo il confronto e i conflitti vanno avanti, più forte diventa il regime", conclude.  
Il quadro cambierà formalmente a gennaio, quando Trump si insedierà alla Casa Bianca.

Il neo presidente eletto ha detto e ripetuto, durante la campagna per le elezioni poi vinte a novembre, che avrebbe favorito una rapida soluzione diplomatica della guerra.Secondo l'analis del Centro per gli studi orientali di Varsavia, il copione di Trump si va delineando.  La nuova Casa Bianca è pronta a ristabilire relazioni diplomatica con Mosca per porre fine all'isolamento della Russia e alla demonizzazione di Putin.

L'apertura sarà accompagnata dal pressing per un cessate il fuoco, punto di partenza per l'avvio di colloqui tra Mosca e Kiev. 
L'Ucraina, nei programmi di Trump, dovrà rinunciare all'ingresso della Nato per 10 anni e dovrà sostanzialmente rinunciare a riconquistare i territori che Putin ha annesso nei primi 1000 giorni di guerra.Kiev, che continuerà a ricevere sostegno militare dagli Usa, non sarà chiamata a riconoscere il controllo russo, ma potrà puntare ad un cambiamento dello status quo attraverso negoziati e non con la forza.

Se Kiev dice no ai colloqui, rischia di perdere il sostegno militare americano.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S, è il giorno del messaggio di Grillo: ipotesi impugnazione Statuto

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(Adnkronos) – Alle 11:03 di oggi Beppe Grillo annuncerà "un delicato messaggio" sul Movimento 5 stelle, ovviamente.Per il remind dell'appuntamento, il garante e co-fondatore dei pentastellati utilizza una vecchia foto con Gianroberto Casaleggio, altro padre del movimento, scomparso nel 2016.

Giuseppe Conte minimizza: "Non mi aspetto nulla", Grillo "ha chiesto che si rivoti e rivoteremo", dice, ma la suspense rimane e la partita è apertissima.Inevitabilmente, il messaggio di Grillo sarà la portata principale della riunione di Conte con i gruppi, già prevista per oggi ma che adesso assume tutta un'altra valenza.  L'ipotesi più accreditata, secondo quanto riferiscono fonti autorevoli all'Adnkronos, è che Grillo decida di impugnare lo Statuto del 2022 che aveva conferito l'incarico di presidente all'ex premier.

Non sarebbe un caso, infatti, l'orario scelto per l'annuncio 'alla nazione': le 11:03, sul calendario, diventano l'11 marzo (del 2022), giorno in cui ebbe la luce lo Statuto. Da Campo Marzio filtra tranquillità perché, è il ragionamento, "non c'è nessun presupposto perché questa causa possa avere successo".In primis perché lo statuto è in vigore da più di due anni ed è piuttosto strano che si scelga proprio la vigilia del nuovo voto per impugnarlo, sembrerebbe quasi un'iniziativa pretestuosa; poi perché a farlo dovrebbe essere quel garante che ha il compito di interpretarlo in maniera autentica e insindacabile, oltre a dover vigilare sul suo rispetto.

Ci sarebbe, secondo fonti del Movimento 5 stelle, un "evidente conflitto interesse" proprio da parte di Grillo, che ha partecipato attivamente alla stesura dello Statuto, oltre che agli incontri per mettere a punto una strategia per superare i problemi che ci furono dopo i ricorsi degli attivisti esclusi dal voto al Tribunale di Napoli.  Se, però, si dovesse andare in questo senso, facendo leva soprattutto sugli altri attivisti esclusi, quello Statuto "è stato votato e confermato con percentuali altissime", fanno trapelare ancora.Come già successo, in pratica, l'esiguo numero di ricorrenti potrebbe portare allo stesso esito, tanto che in quell'occasione furono i primi a non ripresentare la causa al Tribunale competente.

Ragionamenti in punta di diritto, insomma, che fanno presagire un finale a carte bollate.  "Grillo può ancora impugnarlo, come ha bene messo in rilievo l’avvocato Borrè, e se un giudice dovesse dargli ragione – sostiene intanto Paolo Becchi con l'Adnkronos -, Conte decadrebbe perché la sua carica di presidente non era prevista dallo Statuto precedente".In un tweet, il docente di Filosofia del diritto, fa riferimento anche a una banana: "Grillo si mangerebbe così il Conte banana come il magnate Sun si è mangiato quella di Cattelan, appesa a un muro con il nastro isolante", ironizza ancora.  Non c'è, però, solo la questione statutaria tra le armi in mano a Grillo.

Se per Elio Lannutti "racconterà, in un messaggio importante, scomode verità", Danilo Toninelli, membro del Collegio dei probiviri, lancia in campo l'opzione del simbolo, che Grillo potrebbe far tornare tra le sue mani, così che "Conte anche formalmente sarà obbligato a fare il suo partito".  Questa dell'ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, raccontano ancora all'Adnkronos, sarebbe una strada percorribile, assieme a quella di pungolare l'ex premier sulle famose sei domande di settembre a cui il presidente non ha mai risposto.Stando allo Statuto, infatti, tra i poteri del garante ci sarebbe anche quello di sollecitare una risposta a richieste inevase.

Non solo, il comico genovese potrebbe anche semplicemente invitare all'astensione, campagna che stanno portando avanti in molti tra i movimentisti, o stracciare il contratto con la manleva, o, ancora, entrambe le cose. Nel mazzo di possibilità che Grillo potrebbe giocarsi c'è anche chi evita di tirare a sorte.Davide Casaleggio, figlio dell'altro co-fondatore, raggiunto da Striscia la notizia che gli ha consegnato il Tapiro d'oro, afferma che "sapere cosa vuole dire Beppe è sicuramente impossibile, ma 11:03 indica forse una data".

E attendista è anche Marco Bella, ex deputato del M5s e a capo dei contestatori a Nova, la kermesse del Palazzo dei Congressi: "Per me – spiega all'Adnkronos -, la previsione è complessa, immagino che voglia lottare, non demordere" per rimanere all'interno della sua stessa creatura.Se questo fosse il 'delicato messaggio', non cambierebbe la decisione di non votare alla prossima consultazione del 5-8 dicembre, e questo perché "non riconosco alcuna legittimità al voto, considerato che sono stati tagliati 70mila iscritti".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siria, carichi di armi per Hezbollah e ‘nemici’ più vicini: gli scenari che preoccupano Israele

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(Adnkronos) – Il possibile invio di un numero significativo di forze dall'Iran in Siria a sostegno di Bashar al-Assad, la situazione nel territorio siriano al confine con Israele e il dispiegamento di forze iraniane con il 'pretesto' della battaglia ai gruppi armati protagonisti dell'offensiva degli ultimi giorni nel Paese arabo.Ma anche la possibilità che Teheran sfrutti la sua presenza militare in Siria per far arrivare armi e munizioni in Libano e riarmare gli Hezbollah.

Sono i principali timori nelle stanze del potere di Israele, scrive il giornale israeliano Haaretz, mentre Israele – con la tregua in vigore da cinque giorni con Hezbollah, decimato da settimane di operazioni militari – segue con particolare attenzione gli sviluppi in Siria.Evoluzioni che, come effetto parallelo, potrebbero contribuire a consolidare la tregua nel vicino Libano.  Assad, che ha avuto un colloquio telefonico con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, parla di "escalation terroristica" per mano di Hayat Tahrir al-Sham e fazioni armate alleate e ripete "la determinazione della Siria e del suo esercito nel contrasto al terrorismo".

Non vengono mai risparmiate accuse a Stati Uniti e Occidente.Domenica a Damasco c'era, Abbas Araghchi, il capo della diplomazia di Teheran, alleata di Assad e sostenitrice di Hezbollah.

Ha ammesso, stando alle dichiarazioni riportate dall'agenzia ufficiale iraniana Irna, che la situazione in Siria è "difficile". Secondo una fonte israeliana citata dal giornale, "l'Iran ha già iniziato a inviare forze in Siria nel tentativo di aiutare Assad e soffocare la rivolta".E "varie forme" di assistenza ha assicurato Araghchi al leader siriano, stando alla tv satellitare al-Arabiya.

Ieri, riporta l'agenzia iraniana Mehr, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato che la presenza di consiglieri militari iraniani in Siria "non è una novità" e che resteranno nel Paese arabo secondo le richieste di Damasco.Intanto il Jerusalem Post rilancia notizie di fonti militari siriane secondo cui milizie sostenute dall'Iran sono entrate nella notte in Siria dall'Iraq per sostenere nel nord del Paese arabo le forze fedeli ad Assad. Domenica il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto una seconda riunione sugli sviluppi in Siria per fare il punto sugli scenari possibili che – scrive il giornale – potrebbero riguardare la sicurezza di Israele e per formulare una risposta.

Uno degli scenari che preoccupa Israele è che un eventuale 'fallimento' di Assad possa portare "organizzazioni terroristiche internazionali, basate sull'infrastruttura di organizzazioni come Al-Qaeda, a prendere il controllo del territorio siriano vicino al confine con Israele", scrive ancora Haaretz. Così, dice la fonte del giornale, "dobbiamo essere pronti a tutte le possibilità, anche il crollo del regime di Assad e il rischio che le organizzazioni terroristiche costituiscano una nuova minaccia per Israele". Ma al contempo Israele ritiene anche che la situazione in Siria possa aumentare le possibilità di successo della tregua con Hezbollah.Perché, spiega una fonte diplomatica a Haaretz, "Hezbollah ha rivolto l'attenzione alla Siria e abbiamo già riscontrato un numero minore di violazioni del cessate il fuoco da parte dell'organizzazione e l'area è più tranquilla".

Da parte libanese, invece, stamani le Forze Armate hanno denunciato il ferimento di un loro soldato in un raid di un drone attribuito a Israele.E il ministero della Salute l'uccisione di una persona in un'operazione analoga nel sud. Intanto in Siria "molta dell'infrastruttura iraniana e di Hezbollah è finita negli ultimi giorni in mano ai ribelli", dicono a Haaretz.

Damasco aveva fatto molto affidamento su Hezbollah per riconquistare aree di territorio siriano all'epoca della guerra esplosa nel 2011 dopo la repressione di proteste antigovernative nei giorni delle cosiddette Primavere Arabe.Ma ora il Partito di Dio, orfano del suo storico leader Hasan Nasrallah, è decimato dal conflitto con Israele.

Mentre l'altro grande alleato di Damasco, la Russia, porta avanti da oltre mille giorni la sua "operazione militare speciale" in Ucraina, lanciata con l'invasione del febbraio di due anni fa. Domenica, secondo il Times of Israel, i jet israeliani hanno intercettato nei cieli della Siria un aereo iraniano sospettato trasportare un carico di armi per Hezbollah in Libano e gli hanno imposto di invertire la rotta.Per l'Iran, tra l'altro colpito da anni e anni di sanzioni, e per la sua strategia di deterrenza, sintetizza il Jerusalem Post, la Siria – da dove spesso da anni vengono denunciati raid attribuiti a Israele – è un "ponte cruciale" verso Hezbollah in Libano, rappresenta "un accesso ai confini israeliani" e Assad deve restare al potere o l'influenza della Repubblica Islamica risulterebbe ferita in modo critico alla periferia di Israele. Nelle prossime settimane, scriveva sabato il Washington Post, il conflitto tra Israele e Hezbollah, e l'Iran, potrebbe spostarsi in parte in Siria. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)