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Doping, mai più casi Sinner: la Wada cambia le regole

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(Adnkronos) –
L'Agenzia mondiale antidoping (Wada) apporta alcune modifiche, che saranno in vigore dall'1 gennaio 2027, al suo codice antidoping, in attesa che il Tribunale di arbitrato dello sport (Tas) di Losanna si pronunci, non prima del prossimo mese di febbraio, sul caso che ha coinvolto Jannik Sinner, tennista azzurro trovato positivo al Clostebol in due controlli antidoping effettuati lo scorso mese di marzo.Il 23enne altoatesino risultò positivo per quantità infinitesimali: 86 picogrammi per millilitro nel primo esame e 76 nel secondo. Tra le novità c'è proprio l’apertura di un elenco delle quantità minime di sostanze vietate, entro cui non scatterebbe il procedimento nei confronti dell’atleta.

La Wada prevede anche la nuova definizione di "fonte contaminata" che sostituirà quella di "prodotto contaminato".Questo termine più ampio, spiega l'Agenzia mondiale antidoping, "comprende fonti di contaminazione come cibo o bevande, contaminazione ambientale o esposizione attraverso il contatto con una terza persona o un oggetto toccato da una terza persona". Esattamente come accaduto a Sinner, che ha assunto il Clostebol involontariamente tramite il massaggio dell'ormai ex fisioterapista Giacomo Naldi.

Dall'1 gennaio 2027 quindi il caso Sinner sarà trattato come quello che ha visto coinvolta la polacca Iga Swiatek, numero 2 del ranking Wta, risultata positiva per la contaminazione di un prodotto illegale e squalificata per un mese perché esente da "colpa o negligenza significativa". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stati Generali delle Aree protette italiane, a Roma il prossimo 17 e 18 dicembre

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(Adnkronos) – Si svolgeranno a Roma, il prossimo 17 e 18 dicembre, gli “Stati Generali delle Aree protette italiane”.Organizzati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in collaborazione con Federparchi-Europarc Italia, la due giorni vedrà la presenza, insieme al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, e al Sottosegretario Claudio Barbaro, di organizzazioni ambientaliste, enti parco, enti locali, operatori turistici, mondo della ricerca e delle università, rappresentanti governativi e politici.

L’evento, organizzato a distanza di dieci anni dall’ultima volta, avrà luogo alla Biblioteca Nazionale di Roma. “Gli Stati Generali rappresentano un momento importante di riflessione e pianificazione per il futuro delle aree protette italiane, nell’ottica di contemperare le necessarie esigenze di tutela ambientale con quelle di uno sviluppo economico sostenibile”, ha affermato il ministro Pichetto. “Saranno due giorni di confronto approfondito con i principali stakeholder del settore – aggiunge il Ministro – con l’obiettivo condiviso di modernizzare le politiche in materia, al fine di custodire e valorizzare al meglio il nostro straordinario patrimonio naturale”.In Italia si contano circa 1049 aree protette così costituite: 24 Parchi nazionali; 30 Aree Marine Protette (tra cui il santuario Pelagos e 2 parchi sommersi); 149 Riserve naturali statali; 149 Parchi regionali; 450 Riserve regionali; 5 Parchi geominerari.

A questi vanno aggiunte altre aree protette nazionali e regionali, i siti Natura 2000, i siti Ramsar, le riserve Mab Unesco, le zone Zsc.  “L’Italia – spiega il Sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica, con delega anche alle Aree protette, Claudio Barbaro – è uno dei primi Paesi al mondo per biodiversità, con un alto numero di aree protette, che non sono mai state messe a sistema: per farlo occorre ripensare alla legge 394 in maniera altrettanto sistemica”. “Gli Stati Generali saranno l’occasione per raccogliere suggerimenti, criticità, proposte e necessità di chi gestisce le aree protette, per poi immaginare insieme un sistema.In questi due anni di Governo mi sono interfacciato con diversi operatori delle aree protette e se c’è una cosa su cui siamo tutti d’accordo è che la Legge Quadro sulle Aree Protette, la 394, va emendata.

L’obiettivo per il 2025 non è solo quello di un mero rinnovo e aggiornamento, ma di passare da un sistema di gestione atomizzato, frammentato e diviso, a un sistema di rete”, aggiunge il Sottosegretario. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Ash 2024: nuovi dati consolidano efficacia farmaci biologici in ematologia

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(Adnkronos) – Nuovi risultati da diversi studi presentati nel corso del 66° Congresso dell'American Society of Hematology (Ash), in calendario dal 7 al 10 dicembre 2024 a San Diego, dimostrano e consolidano la forza e il valore dei trattamenti in ematologia di Roche a base di farmaci biologici.In particolare i dati dal follow-up a 5 anni dello studio registrativo di fase 3 Polarix, che ha valutato polatuzumab vedotin in associazione a rituximab, ciclofosfamide, doxorubicina e prednisone (R-Chp) in soggetti con linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl) non pretrattato (prima linea, 1L) – si legge in una nota – mostrano miglioramenti a lungo termine (follow-up mediano di 60,9 mesi).  "Polarix è stata la prima sperimentazione in 20 anni a migliorare gli standard di trattamento per il Dlbcl in prima linea – ha affermato Levi Garraway, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche – Oltre 38mila persone in tutto il mondo sono state trattate con polatuzumab vedotin in associazione a R-Chp.

Questi dati ribadiscono che tale terapia è potenzialmente in grado di migliorare gli esiti dei pazienti a cui viene diagnosticato questo linfoma aggressivo".L'analisi esplorativa ha indicato una tendenza positiva nella sopravvivenza globale (Os) della popolazione intent-to-treat (Itt) a favore del trattamento con l'anticorpo bispecifico e R-Chp, rispetto a rituximab più ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisone (R-Chop).

Dai risultati è emersa una riduzione del rischio di decesso (hazard ratio [Hr] 0,85; intervallo di confidenza [Ic] al 95%: 0,63-1,15) con la terapia di associazione con polatuzumab vedotin nei soggetti con Dlbcl non trattato in precedenza, corrispondente a un miglioramento rispetto ai dati di follow-up a 3 anni (Hr 0,94; Ic al 95%: 0,67-1,33).Il follow-up proseguirà per altri 2 anni. "Sebbene il Dlbcl sia un tumore notoriamente difficile da trattare, polatuzumab vedotin in associazione a R-Chp ha rappresentato un progresso significativo per i pazienti, che ha contribuito a ridurre le recidive e la progressione della malattia – ha osservato Gilles Salles, responsabile del Servizio linfomi presso la Divisione di Oncoematologia del Memorial Sloan Kettering Cancer Center, negli Stati Uniti – La tendenza della sopravvivenza osservata in questa analisi di follow-up riconferma l'impatto" di tale "trattamento di prima linea e il suo ruolo come standard di cura".

Oltre alla tendenza positiva nell'Os, un'analisi osservazionale ha suggerito che i pazienti in terapia con polatuzumab vedotin in associazione a R-Chp hanno richiesto quasi il 25% in meno dei trattamenti di follow-up, come radioterapia, chemioterapia sistemica e terapia Car-T, rispetto ai pazienti trattati con R-Chop (38,3% vs 61,7%).Un'analisi economica del 2022 ha evidenziato un aumento dei costi sanitari totali con ogni linea aggiuntiva di trattamento nel Dlbcl recidivante o refrattario.

Pertanto, una riduzione del numero di terapie successive allevia una parte del carico associato alla recidiva e alla progressione della malattia. I dati a 5 anni, in linea con quelli a 3, e senza nuovi elementi in merito a sicurezza, suggeriscono dunque che polatuzumab vedotin in associazione a R-Chp è potenzialmente in grado di indurre remissioni durevoli e durature, ma anche una riduzione numerica dei decessi correlati al linfoma rispetto a quelli trattati con R-Chop (9,0% vs 11,4%).Polatuzumab vedotin in associazione a R-Chp è attualmente approvato per il trattamento del Dlbcl in prima linea in oltre 90 Paesi in tutto il mondo, tra cui Stati Uniti, Paesi dell'Unione europea, Regno Unito, Giappone, Canada e Cina.

Roche continua a collaborare con le autorità sanitarie internazionali per mettere questo regime di trattamento a disposizione di un numero sempre più elevato di pazienti.Nell'intento di migliorare ulteriormente gli standard di trattamento, la farmaceutica sta esaminando polatuzumab vedotin in associazione ad altre molecole, compresi i suoi anticorpi bispecifici.

Le sperimentazioni includono lo studio di fase 3 Skyglo, volto a valutare l'efficacia di polatuzumab vedotin in associazione a R-Chp e glofitamab rispetto a polatuzumab vedotin in associazione a R-Chp nel Dlbcl 1L.  Un secondo importante risultato riguarda i nuovi dati relativi al programma di sviluppo clinico degli anticorpi bispecifici CD20xCD3 mosunetuzumab e glofitamab.Con oltre 20 abstract sugli anticorpi bispecifici accettati per la presentazione, i dati mostrano i benefici di glofitamab e mosunetuzumab a durata fissa in diversi tipi di linfomi aggressivi e indolenti.

Nel dettaglio, dal follow-up a 3 anni dello studio registrativo di fase 2 NP30179 su glofitamab in soggetti con linfoma a grandi cellule B (Lbcl) recidivante o refrattario (R/R) è emerso che il 40% dei pazienti ha ottenuto una risposta completa (Cr), con una durata mediana di 29,8 mesi ([Ic] al 95%: 22,0-non stimabile [Ns]).La maggior parte dei pazienti in remissione completa alla fine del trattamento è rimasta in remissione 2 anni dopo il completamento della terapia.

La sicurezza è apparsa in linea con l'analisi precedente. I dati a lungo termine a 4 anni provenienti dallo studio registrativo di fase 2 GO29781 su mosunetuzumab in pazienti con linfoma follicolare (Lf) R/R hanno evidenziato remissioni durature con quasi due terzi (64,0% [95% CI: 50,1-78,0]) dei pazienti con una Cr, vivi e senza progressione della malattia a 45 mesi.Il tasso di risposta globale (Orr) e i tassi di Cr nella popolazione globale si sono attestati rispettivamente al 77,8% e al 60,0%.

Risultati coerenti sono stati riscontrati nei pazienti con storia di progressione della malattia entro 24 mesi dal trattamento di prima linea (Pod24), solitamente più difficile da trattare.Non sono stati osservati nuovi elementi da segnalare in merito alla sicurezza rispetto all'analisi precedente.  Entrambi gli studi hanno anche dimostrato il ripristino dei livelli di linfociti B a partire da 12-18 mesi a seguito del trattamento con glofitamab e dopo una mediana di 19 mesi a seguito del trattamento con mosunetuzumab; tale ripristino indica il recupero del sistema immunitario e avvalora l'utilizzo di un approccio di trattamento a durata fissa.

Il ripristino dei linfociti B dopo il trattamento per il linfoma è importante per il mantenimento della funzione del sistema immunitario dei pazienti. Uno studio e un modello economico statunitensi su dati del mondo reale, volti a valutare il travel burden correlato al trattamento dei pazienti con linfoma non Hodgkin R/R in diverse terapie con anticorpi bispecifici, mettono in evidenza l'impatto della distanza dal luogo di cura, del tempo impiegato per gli spostamenti e dei costi associati, un aspetto dell’esperienza dei pazienti che, al di là dell'efficacia e della sicurezza clinica, viene spesso trascurato.Questi fattori rivestono un ruolo fondamentale nel processo decisionale terapeutico, sottolineando ulteriormente l'importanza di opzioni di trattamento orientate ai pazienti.  Sono stati inoltre presentati, per la prima volta, i dati di un'analisi primaria dello studio di fase 2 GO29781 su mosunetuzumab sperimentale somministrato per via sottocutanea in pazienti con Lf in terza linea o linee successive.

I risultati evidenziano la non inferiorità farmacocinetica rispetto alla somministrazione endovenosa (ev): mosunetuzumab a durata fissa ha determinato tassi più elevati di remissioni profonde e durevoli, con il 76,6% dei pazienti che ha registrato un Orr e un tasso di Cr del 61,7%, in base alla valutazione del comitato di revisione indipendente.La sopravvivenza libera da progressione mediana è stata di 23,7 mesi (Ic al 95%: 14,6-Ns), mentre la sopravvivenza globale mediana non è stata raggiunta.

Gli eventi avversi (Ae) di tutti i gradi più comuni sono stati reazioni in sede di iniezione (60,6%; tutti i gradi 1-2), affaticamento (35,1%) e sindrome da rilascio di citochine (Crs; 29,8%).Il tasso e la gravità degli eventi di Crs sono stati bassi (grado 1-2, 27,6%; grado 3, 2,1%); tutti questi eventi si sono manifestati durante il primo ciclo e si sono risolti.

I dati sono stati presentati alle autorità sanitarie con l'intento di offrire ai pazienti e agli operatori sanitari un trattamento alternativo, nonché maggiore possibilità di scelta in termini di opzioni di somministrazione, a seconda delle proprie esigenze. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Natale, dieta mediterranea e menù delle feste: vademecum per la salute dei reni

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(Adnkronos) –
Un menù per i reni, anche a Natale.La dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, legumi, cereali e olio d'oliva, moderata nel consumo di proteine animali e alcol, gioca un ruolo protettivo della funzione renale, sia in ottica preventiva sia come supporto ai pazienti nefropatici.

E' da questa premessa, supportata da numerose evidenze scientifiche, che riparte la sensibilizzazione della Società italiana di nefrologia (Sin) ad assumere uno stile di vita sano quale supporto alla prevenzione e nella gestione di progressione del danno renale. Ed è proprio in vista delle festività natalizie che la Sin lancia il monito: è essenziale promuovere uno stile di vita sano e una corretta alimentazione, senza rinunciare al piacere della tavola e alle tradizioni del Natale.Da un lato per mantenere in salute i reni e prevenire quindi il declino della funzione renale, dall'altro quale strumento integrativo, terapeutico-nutrizionale, nella gestione della malattia renale, per una migliore qualità della vita dei pazienti. "Oggi – sottolinea Luca De Nicola, presidente Sin, professore ordinario dell'Università Vanvitelli di Napoli – la malattia renale cronica (Mrc) colpisce oltre il 10% della popolazione adulta italiana, con numeri in costante crescita.

Oltre al progressivo invecchiamento della popolazione, i più importanti fattori di rischio sono patologie quali il diabete, l'ipertensione e l'obesità che risentono della dieta.In questo scenario è pertanto indispensabile promuovere una cultura dell'alimentazione attenta e bilanciata anche in funzione della sinergia tra dieta e farmaci in nefrologia.

Di conseguenza diventa oggi sempre più importante l'interazione tra dietista e nefrologo per riuscire ad ottenere combinazioni terapeutiche che aiutino il paziente a sentirsi meglio e a conquistare una buona qualità di vita nonostante la malattia".  
Con l'avvicinarsi delle festività natalizie, è importante che soprattutto i pazienti con insufficienza renale siano ben informati su come gestire la propria dieta, evitando un sovraccarico di alimenti potenzialmente dannosi. "In questo periodo – spiega Claudia D'Alessandro, dietista nutrizionista nell'Unità operativa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto del Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell'Università di Pisa – l'attenzione all'alimentazione può rappresentare una sfida per chi soffre di malattia renale.In dialisi, le basi della dieta mediterranea continuano ad essere valide, con qualche accorgimento sulle quantità e sui metodi di cottura.

Lo stesso concetto resta valido per il paziente con trapianto renale: le indicazioni della dieta mediterranea sono in perfetto accordo con la necessità di contrastare gli effetti collaterali dei farmaci immunosoppressori, contribuendo a garantire una migliore sopravvivenza dell'organo".  Il vademecum Sin per preservare la salute dei reni comprende poche e semplici regole: 
1.Fare attenzione all'apporto di sale ed evitare quindi alimenti conservati che ne contengono molto, così come cibi precotti o pronti a cuocere, ricordando altresì che nei periodi di inappetenza o malattie acute intercorrenti (influenza, gastroenteriti, Covid) si deve mantenere un normale apporto di sale per evitare ipotensioni e ipoperfusione degli organi, rene in primis; 
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Preferire alimenti vegetali come la frutta e la verdura che sono ricchi di fibre e hanno un potere alcalinizzante; 
3.Non eccedere con il consumo di alimenti che sono fonti di proteine animali come carne, pesce uova, formaggi.

Sostituire almeno in parte le proteine animali con quelle di origine vegetale, vale a dire principalmente legumi da consumare in abbinamento ai cereali che sono proprio alla base della dieta mediterranea; 
4.Mantenere un'adeguata idratazione in base alla corporatura; in linea generale, si può far riferimento a 30ml per kg di peso corporeo, circa 2 litri per un soggetto di 70 kg. Oltre a moderare l'assunzione di alimenti ad alto contenuto di sodio, fosforo e potassio per evitare sovraccarichi che potrebbero danneggiare ulteriormente i reni, la Sin consiglia, per insaporire le pietanze, di utilizzare le spezie e le erbe aromatiche e prediligere tagli di carne magra, evitando i prodotti processati e confezionati, spesso ricchi di sodio e potassio nascosti.

Sperimentare versioni a basso contenuto di grassi saturi e sodio dei piatti della tradizione non solo aiuta a preservare la funzionalità renale, ma rende il pasto più salutare per tutti i commensali.Non solo.

Durante le festività, è facile esagerare con le quantità.Per i pazienti con Mrc, il controllo delle porzioni è cruciale per evitare sovraccarichi che possono peggiorare la funzionalità renale.

Piccoli accorgimenti come masticare lentamente, utilizzare piatti più piccoli e porzioni più contenute possono fare una grande differenza.   L'idratazione è un altro aspetto fondamentale per i pazienti con insufficienza renale.Tuttavia, non tutte le bevande sono adatte: gli alcolici e le bevande ad alto contenuto di fosforo (come le cola) possono essere dannose.

E' meglio preferire acqua o infusi leggeri, sempre seguendo le indicazioni del medico per il bilanciamento dei liquidi.Un'adeguata idratazione aiuta a prevenire la formazione di calcoli renali.

In caso di funzione renale ridotta può essere opportuno bere in risposta alla sete evitando un'introduzione forzata di liquidi. Il supporto dei familiari, rimarcano ancora i nefrologi, è essenziale per aiutare il paziente a seguire una dieta adatta.Coinvolgere i caregiver nella preparazione di piatti amici dei reni non solo garantisce un ambiente più sicuro per il paziente, ma può migliorare le abitudini alimentari di tutta la famiglia. Educare i familiari su quali alimenti scegliere e su come cucinarli in modo sano può rendere la gestione della malattia meno stressante e favorire un ambiente di sostegno e comprensione reciproca.

Infine, anche durante le feste mantenere un'attività fisica leggera aiuta a migliorare la circolazione e a ridurre il carico sui reni.Una passeggiata dopo i pasti o esercizi leggeri in casa sono ottimi modi per mantenersi attivi e contribuire al benessere generale. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tornano gli zombie in ’28 Anni Dopo’, il primo trailer – Video

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(Adnkronos) – Arriva '28 Anni Dopo', una nuova terrificante storia di zombie, sequel di '28 Giorni Dopo' e '28 Settimane Dopo', di cui Sony Pictures ha appena rilasciato il primo trailer. "I giorni diventarono settimane, le settimane diventarono anni", si legge in questo video promozionale.Mentre nel poster un'ulteriore anticipazione di ciò che si vedrà nel film: "In 28 giorni si è manifestato, in 28 settimane si è diffuso, in 28 anni si è evoluto". Sono passati quasi tre decenni da quando il virus della rabbia è fuoriuscito da un laboratorio di armi biologiche e ora, ancora in una quarantena forzata e brutale, alcuni sono riusciti a sopravvivere in mezzo agli infetti.

Un gruppo di sopravvissuti vive su una piccola isola collegata alla terraferma da un'unica strada rialzata ed estremamente protetta.Quando uno di questi lascia l'isola per una missione diretta nel profondo della terraferma, scoprirà segreti, meraviglie e orrori che hanno mutato non solo gli infetti ma anche gli altri sopravvissuti. Dopo il sequel del 2007, '28 Settimane Dopo' diretto da Juan Carlos Fresnadillo, tornano gli autori dietro il primo film del franchise.

Come '28 Giorni Dopo' nel 2002, anche '28 Anni Dopo' è diretto dal premio Oscar Danny Boyle e scritto dallo sceneggiatore Alex Garland.Nel cast Jodie Comer, Aaron Taylor-Johnson, Ralph Fiennes, Jack O’Connell e Alfie Williams.  Nelle vesti di produttore Cillian Murphy, protagonista di '28 Giorni Dopo', che nel trailer appare anche tra gli zombie, anticipando un cameo nel film. '28 Anni Dopo' sarà vietato ai minori di 14 anni ed è atteso nei cinema italiani per il 19 giugno 2025.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Carlo combatte contro il cancro”, britannici preoccupati dalle parole Trump

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(Adnkronos) – Re Carlo III sta "combattendo duramente" contro il cancro.Lo ha detto al New York Post Donald Trump, dopo aver parlato sabato scorso con il principe William.

Non è chiaro se l'erede al trono abbia rivelato al presidente americano eletto qualcosa di nuovo sul padre o se i due abbiano soltanto scambiato convenevoli.Fatto sta – scrive il Washington Post – che il commento del tycoon, dopo la sua conversazione di 40 minuti con il principe di Galles, presso la residenza dell'ambasciatore britannico a Parigi a margine della la riapertura della cattedrale di Notre Dame, ha attirato l'attenzione dei sudditi britannici, perché finora la famiglia reale ha detto molto poco sullo stato di salute del re e perché è raro che chi vi partecipa parli pubblicamente del contenuto degli incontri ufficiali con i reali britannici.  Trump ha dichiarato al tabloid di aver chiesto a William notizie sulla salute della moglie e del padre, che nel corso dell'anno si sono entrambi sottoposti a cure per il cancro.

William – ha riferito il futuro presidente degli Stati Uniti – ha detto che Kate – che a settembre ha annunciato di essere "libera dal cancro" e da allora è tornata gradualmente al suo ruolo pubblico – "sta bene".Riguardo al padre, William ha detto che "sta combattendo molto duramente, e lui ama suo padre e ama sua moglie, quindi era triste".  William ha sostituito il padre nella visita a Parigi in occasione della riapertura di Notre Dame.

Il re è tornato ai doveri pubblici a fine aprile, ma con meno impegni rispetto al calendario reale.La scorsa settimana, Charles e William hanno ospitato una visita di Stato dell'emiro del Qatar a Buckingham Palace.

A ottobre, il re ha preso parte a un tour di 11 giorni in Australia e Samoa.Kensington Palace ha affermato che Trump e William hanno avuto un incontro "caloroso e amichevole" a Parigi e che hanno discusso di una serie di questioni globali, concentrandosi sulla "relazione speciale" tra Regno Unito e Stati Uniti.

Il palazzo ha dichiarato di non avere altro da aggiungere in risposta ai commenti di Trump. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo, frane e allagamenti tra Forlì e Cesena: decine di evacuati

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(Adnkronos) – È stata una mattinata di forti disagi quella che ha visto protagonisti i cittadini della provincia di Forlì-Cesena, dove il maltempo sta continuando a creare situazioni di disagio.Nella sola mattinata di oggi, martedì 10 dicembre, sono oltre 100 gli interventi dei vigili del fuoco registrati nell’area di Cesenatico, Bertinoro, Forlimpopoli, Cesena e Savignano sul Rubicone.  
Diverse le cause di intervento: nei pressi dei centri abitati alcuni sottopassaggi risultano non accessibili e decine di abitazioni si sono ritrovate con le cantine e i garage allagati, mentre sulle strade provinciali ci sono tratti chiusi al traffico per la caduta di alberi e frane.

Situazione di criticità anche nel ravennate per i problemi legati al dissesto idrogeologico.La pioggia persistente di questi giorni ha riattivato alcune frane nella zona di Brisighella e Casola Valsenio, con la conseguente chiusura di strade e vicoli urbani.  
Decine di nuclei familiari sono stati evacuati per il rischio di allagamento delle loro abitazioni: troveranno una sistemazione temporanea predisposta dal comune di Ravenna, in attesa che termini l’allerta arancione che interesserà la stragrande maggioranza della Romagna ancora per tutta la giornata di oggi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, Consulcesi e Parent project ‘on the road’ per dare respiro

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(Adnkronos) – Dare ai ragazzi con distrofia muscolare di Duchenne e Becker la possibilità di respirare meglio, vivere meglio e sentirsi meno soli nella loro battaglia quotidiana per affrontare il peso della malattia con l'unica certezza che non esistono cure facili, ma percorsi che possono fare la differenza.Da qui nasce 'Parent Project on the Road', un progetto sostenuto dalla Fondazione Consulcesi, che ha l'obiettivo di monitorare e prevenire le complicanze respiratorie, e in generale rendere il percorso di presa in carico pneumologica – di importanza vitale nelle persone con distrofia di Duchenne – ancora più accessibile. L'iniziativa dell'associazione Parent Project aps ha permesso nella sua fase pilota, tra settembre e ottobre, a 20 pazienti dai 16 anni in su che vivono in Sicilia di effettuare un esame diagnostico prezioso per monitorare la loro salute respiratoria, direttamente a casa.

L'idea infatti è quella di accorciare le distanze, portando direttamente a casa dei pazienti uno strumento chiamato transcutaneo, che permette di monitorare il livello di ossigeno e anidride carbonica nel sangue.L'esame è semplice e non invasivo.

La misurazione avviene durante il sonno notturno e permette di individuare precocemente la presenza di ipoventilazione.I dati sono stati poi inviati al centro clinico di riferimento, in un modello ibrido di visite a domicilio e telemedicina. La distrofia muscolare di Duchenne – spiega una nota – è una malattia genetica rara che colpisce circa 1 bambino maschio su 5 mila (le donne possono essere portatrici sane).

E' una patologia neuromuscolare a trasmissione recessiva legata al cromosoma X, caratterizzata da una degenerazione progressiva dei muscoli scheletrici, che genera debolezza muscolare diffusa.E' la più grave tra le distrofie muscolari – colpisce infatti anche i muscoli respiratori e il cuore – ed è caratterizzata da una progressiva distruzione del tessuto muscolare che viene progressivamente sostituito da tessuto fibrotico e adiposo.

Attualmente, ancora non esiste una cura, ma la presa in carico precoce permette di raddoppiare l'aspettativa di vita.Oltre alla difficoltà nel movimento, la malattia porta a gravi complicanze respiratorie e cardiache, che possono mettere a rischio la vita dei pazienti.

Per contrastare queste problematiche, è fondamentale un monitoraggio regolare delle funzioni respiratorie attraverso esami specifici.Tuttavia, in alcune regioni come la Sicilia l'accesso a questi servizi non è sempre garantito. Grazie al sostegno della Fondazione Consulcesi, 'Parent Project on the Road' prosegue e offrirà ai pazienti sopra i 16 anni una serie di interventi mirati, completamente gratuiti: esami transcutanei domiciliari per monitorare i livelli di ossigeno e anidride carbonica nel sangue, fondamentali per prevenire complicanze respiratorie gravi; visite specialistiche personalizzate, con la consulenza di pneumologi esperti, per ottimizzare le terapie ventilatorie e sedute di fisioterapia specializzata, per rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità della vita.

I pazienti riceveranno un supporto diretto e immediato, con esami semplici e non invasivi, effettuati comodamente a casa grazie all'utilizzo di tecnologie avanzate, come il monitor transcutaneo.Questa iniziativa non è solo un progetto sanitario, è un gesto di vicinanza e ascolto.

Grazie al sostegno della Fondazione Consulcesi, che lo ha scelto come dono aziendale di Natale 2024, i ragazzi e le loro famiglie potranno sentirsi meno isolati, sapendo di avere accanto professionisti, strumenti e una comunità che li sostiene.  "Parent Project on the Road è un progetto al quale come associazione teniamo molto e che vogliamo replicare – afferma Ezio Magnano, presidente di Parent Project aps – E' un progetto che avvicina famiglie e centri clinici, generando un impatto positivo concreto sulla qualità della vita.Oltre a permettere di effettuare a casa un esame diagnostico fondamentale, infatti, evita anche al paziente il viaggio ed il ricovero in ospedale, che comportano un disagio non da poco, quando si convive con una disabilità grave.

Negli ultimi anni in Sicilia la rete di risorse per la Duchenne è cresciuta.Ma, data la grande estensione della regione e le difficoltà a spostarsi che aumentano, dall'adolescenza in poi – chiarisce – molte famiglie non riescono ad effettuare con regolarità le visite di controllo, se vivono lontano dai centri clinici.

Siamo felici di proseguire il nostro 'viaggio' in Sicilia con il sostegno di Fondazione Consulcesi: la nuova fase del progetto ci permetterà di raggiungere ancora più pazienti con questo servizio prezioso".Aggiunge il presidente Fondazione Consulcesi, Simone Colombati: "Con 'Parent Project on the Road' ogni ragazzo ha il diritto di sentirsi protetto, accolto e seguito nella sua unicità.

Vogliamo trasformare le difficoltà in opportunità e garantire a questi giovani un accesso equo a cure innovative che possono salvare la vita".  Parent Project aps – ricorda la nota – dal 1996, è una luce guida per le famiglie che affrontano la Duchenne e la Becker, offrendo supporto clinico, psicosociale e informativo.Ora, con il progetto 'On the Road' l'associazione ribadisce il suo impegno: un impegno che mette al centro le persone, i loro bisogni e il loro futuro.

Dall'Italia all'Albania, passando per l'Eritrea, le attività della Fondazione Consulcesi, in partnership con altre organizzazioni del Terzo settore, hanno reso possibile l'impegno di ridurre le differenze di accesso alle cure sanitarie, alla base della propria mission. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giustizia, Santalucia: “Separazione carriere? Riforma sbagliata, punitiva per magistratura”

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(Adnkronos) – Una bocciatura sonora per la riforma della giustizia con la separazione delle carriere per i magistrati approdata ieri in discussione in Aula.E' quella che arriva dal presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia. "Ne parleremo diffusamente in assemblea straordinaria, noi lo abbiamo già detto: è una riforma sbagliata perché non intercetta per nulla i veri problemi della giustizia – dice all'Adnkronos – si occupa della giustizia nelle sue relazioni di potere con gli altri poteri dello Stato, e, stando alle dichiarazioni dei proponenti, è una sorta di rivincita della politica sul giudiziario a chiusura della stagione di Mani Pulite della quale ancora purtroppo patiamo gli strascichi".  "E' una riforma molto affrettata: se si guarda quel testo con la lente del tecnico, ci sono più lacune di quante sono le normazioni che possono essere autosufficienti.

E' un testo che sarà assai difficile da tradurre in legislazione ordinaria – continua – La fretta ci dà la prova che si tratta più che altro di porre una bandiera, di dire 'abbiamo finalmente riformato la giustizia', ma la giustizia non sarà per nulla riformata, sanno riformati i giudici". "Non c'è un intento punitivo nei confronti dei magistrati, ma c'è un intento punitivo nei confronti della magistratura come istituzione e ciò si ridonderà a svantaggio della collettività intera", conclude rispondendo a chi afferma che la riforma non ha intenti punitivi. Il vertice dell'Anm boccia anche l'estensione del divieto di pubblicare le ordinanze che applicano misure cautelari personali fino a che non siano concluse le indagini preliminari. "Penso che si ponga un problema di eccesso di delega perché nel testo di legge di delegazione si parlava di custodia cautelare" mentre il divieto di pubblicazione integrale viene ora "esteso a tutte le ordinanze cautelari.Capisco il senso dell'estensione nella prospettiva, errata, in cui si è mosso il legislatore delegato ma la delega parlava di custodia cautelare quindi potrebbe sorgere un problema di eccesso di delega". "Non capisco il senso di questa chiusura alla pubblicità: meglio pubblicare un testo per come è stato redatto dal giudice che affidarsi al riassunto di un giornalista perché, su alcuni aspetti tecnici, il riassunto potrebbe, incolpevolmente, tradire il senso, enfatizzare alcuni aspetti, svilirne altri e questo a detrimento della corretta informazione – sottolinea Santalucia – Il processo deve essere trasparente perché è anche uno dei modi con cui si controlla il potere giudiziario; mettere il segreto è cosa pericolosa ma avrebbe un senso se fosse un segreto invincibile anche dalle pubblicazioni per riassunto: così è un segreto che può essere 'bucato' con una pubblicazione per riassunto, poco tutela i presunti diritti alla riservatezza.

E dico presunti perché quando si raggiunge un grado di sviluppo dell'indagine, come l'emissione di un'ordinanza cautelare, io credo che i diritti dell'indagato a essere tutelato nella sua riservatezza non possano prevalere sul diritto della pubblica opinione a conoscere cosa è successo". "Il segreto in quella fase è più funzionale al bisogno di preservare l'indagine da inquinamenti più che alla tutela della riservatezza; il processo è per sua natura pubblico ed è la cifra di una civiltà democratica di un Paese avere un processo pubblico: i processi segreti si fanno nei sistemi liberticidi e non certamente nei sistemi democratici – continua Santalucia – Che tutti sappiano ciò che avviene nelle aule di giustizia anche nella fase delicata delle indagini preliminari quando viene in gioco la libertà". "Se un soggetto viene privato di un bene primario, la libertà, è bene che tutti sappiano perché il controllo pubblico è uno dei controlli più efficaci – conclude – Si sono mossi più pensando agli interessi di alcune fasce di potenziali imputati che alla popolazione generale.Bisogna sapere perché si è arrestati dall'autorità giudiziaria e che tutti lo sappiano perché è una forma di controllo". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pugilato a Milano : DIEGO LENZI, DALLE OLIMPIADI AL RING DI “ROAD TO TAF”

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Grande attesa per il debutto tra i Professionisti del nostro Olimpionico dei pesi supermassimi Lenzi .Milano:Domenica 15 dicembre -Start h. 18:30 Centro Pavesi, via Francesco de Lemene n. 3

La parola chiave per i progetti ambiziosi, che vogliono durare nel tempo per crescere ed affermarsi, è sicuramente una: continuità.Edoardo Germani, founder di The Art of Fighting, lo sa bene, ed è per questo che lancia una nuova serie di appuntamenti con il nome di Road to TAF.Il primo andrà in scena domenica 15 dicembre al Centro Pavesi di Milano.

Si tratta di eventi minori per importanza?Assolutamente no, come spiega lo stesso Germani: «Abbiamo sempre più richieste di pugili che vogliono combattere nel nostro circuito, e le card all’Allianz Cloud non possono ospitare tutti». «Ecco perché inauguriamo un filone di eventi in cui andranno in scena soprattutto atleti promettenti che vogliono costruirsi un futuro in TAF».La ricetta è sempre la stessa: incontri equilibrati, che promettono spettacolo, in modo da far emergere i talenti migliori.Il protagonista del debutto di Road to TAF sarà Diego Lenzi, chiamato all’esordio da professionista dopo il quinto posto alle Olimpiadi di Parigi 2024.

Lenzi, peso supermassimo da 112 chili per 1,85 di altezza, 23 anni, decide di dedicarsi seriamente al pugilato nel 2022, strappando il pass olimpico in tempi record.Un vero predestinato del ring con carisma, carattere e una personalità che lo sta rendendo un personaggio mediatico sempre più seguito.Contestualmente all’attività con TAF, per cui ha firmato, Lenzi continuerà a dedicarsi al dilettantismo, con l’obiettivo di qualificarsi alle Olimpiadi di Los Angeles del 2028.Sul suo esordio, Lenzi è sicuro: «Combattendo da professionista, quindi con guanti più leggeri e un maggior numero di round, risalteranno ancora di più le mie doti, tra velocità e potenza.

TAF sta facendo un grande lavoro per rilanciare la boxe italiana, non vedo l’ora di poter dare il mio contributo».Ad attenderlo sul quadrato, l’italiano troverà Georgija Stanisavljev, collaudatore serbo insidioso che arriverà a Milano determinato a sbaragliare i pronostici.Prima di lui, sfilerà sul ring una rassegna di promesse pronte a conquistarsi le attenzioni del pubblico e il palcoscenico dei prossimi eventi all’Allianz Cloud

Road to TAF
MAIN EVENT: Diego Lenzi (debutto) vs.Georgija Stanisavljev (0-1) – Pesi Massimi

CO-MAIN EVENT: Gianluca Merone (0-1, un pareggio) vs.Ivan Pari (1-7, un pareggio) Pesi Medi

Nicolò Setaro (5-2) vs.

Andrii Burlaca (2-1) – Pesi Piuma

Paul Amefiam (2-0) vs.TBD- Pesi Massimi Leggeri

Alex Bindar (2-0) vs.Ivaylo Boyanov (4-11, un pareggio) – Pesi Superleggeri

Giacomo Licheri (debutto) vs.Roner Alcantara (4-1) – Pesi Superwelter

Joseph Negroni (2-0) vs.

Forrester Ryan Lee (debutto) – Pesi Medi

Daniel Quiroz (3-1) vs.Soufiane Zourane (debutto) – Pesi Supermedi

Ronald Portugal (1-2) vs.Jones Jack George (0-1) – Pesi Superleggeri

I biglietti sono disponibili qui: https://taf.madeticket.it/it/shop/biglietti-pavesi

DA CARTELLA STAMPA TAF

Qui sono online maggiori informazioni sull’evento:

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Ufficio Stampa

Tommaso Clerici

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Diabete 1 e diagnosi precoce, al via campagna ‘Un passo avanti’

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(Adnkronos) – Sfatare falsi miti che ancora accompagnano il diabete di tipo 1 e sottolineare l'importanza di una diagnosi precoce per una patologia che colpisce circa 300.000 persone in Italia.E' questo il principale obiettivo della campagna 'Un passo avanti', voluta da Sanofi per promuovere una corretta informazione sul diabete autoimmune di tipo 1.

L'iniziativa, presentata oggi a Roma, invita a rendersi protagonisti di un movimento di consapevolezza e responsabilità affinché le complicanze associate al diabete di tipo 1 non compromettano più la qualità di vita delle persone in modo irreversibile.  Questa patologia autoimmune cronica rappresenta il 10% dei casi totali di diabete e pone sfide quotidiane sia alle persone con diabete di tipo 1 che alle loro famiglie.Meno conosciuto del diabete di tipo 2, il diabete autoimmune di tipo 1 (TD1) è una malattia complessa e insidiosa; il sistema immunitario attacca per errore alcune cellule del corpo, scambiandole per nemiche e distruggendole.

Insorge solitamente in età pediatrica e, se non diagnosticato tempestivamente, può portare a complicanze gravi come la chetoacidosi diabetica, una condizione potenzialmente fatale.Oggi, purtroppo, il 40% delle diagnosi avviene in ritardo, a seguito di un episodio di chetoacidosi, quando la patologia ha già compromesso il metabolismo, causando rischi irreversibili per la salute.

Tra i sostenitori della campagna spicca Massimo Ambrosini, ex campione di calcio e padre di un bambino con diabete autoimmune di tipo 1, che si fa portavoce dell'importanza di una maggiore consapevolezza su questa patologia. 'Un passo avanti' si propone di sensibilizzare e responsabilizzare le persone nella gestione del diabete autoimmune di tipo 1, coinvolgendo in particolare genitori, individui con patologie autoimmuni e i familiari di primo e secondo grado di chi vive con il diabete autoimmune di tipo 1. Tra i presenti alla conferenza stampa anche Giorgio Mulé vicepresidente della Camera dei deputati: "Accanto alla prevenzione medica c'è un altro tipo di prevenzione, non meno importante, che è quella di tipo culturale.Per questo – sostiene il deputato di Fi – è fondamentale la campagna 'Un passo avanti' nella gestione del diabete di tipo 1.

Lo fa nel luogo dove questa genetica culturale deve partire: la scuola.Ed è fondamentale che a farsi promotrice di questa iniziativa sia un'azienda impegnata sul fronte della salute che fa della prevenzione un fattore fondamentale".

Tra le principali iniziative spiccano il lancio del hub digitale diabeteunpassoavanti.it, che mette a disposizione materiali pratici, testimonianze dirette e contenuti educativi per approfondire la conoscenza sul diabete di tipo 1.Il sito si propone come un punto di riferimento per chi desidera saperne di più su questa patologia autoimmune cronica, le sue implicazioni e le strategie di gestione. "La scuola riveste un ruolo centrale nel sensibilizzare non solo i bambini, ma anche le loro famiglie, ed è il luogo ideale per sviluppare un progetto educativo – sottolinea Giovanni Russo, capo Segreteria del sottosegretario di Stato del ministero dell'Istruzione e del Merito – E' qui che si costruiscono consapevolezza e valori fondamentali come l'inclusione e la solidarietà.

Parlare di patologie come il diabete di tipo 1 nelle scuole non significa soltanto informare, ma contribuire a creare una cultura basata sulla condivisione e sul supporto reciproco.Gli insegnanti, infatti, non sono solo trasmettitori di conoscenze, ma veri facilitatori di esperienze, capaci di aiutare bambini e famiglie a comprendere e affrontare questi temi.

Attraverso il dialogo e l'inclusione, la scuola può fare davvero la differenza, educando le nuove generazioni al rispetto e alla cura verso chi affronta patologie in giovane età come il diabete di tipo 1". Un elemento distintivo della campagna è il progetto educativo rivolto agli alunni delle scuole primarie, avviato nelle 4 regioni pilota (Lombardia, Marche, Campania e Sardegna) dove è già attivo lo screening per il diabete di tipo 1 varato dalla legge n. 130 del 15 settembre 2023.Questo approccio mirato ha l'obiettivo di garantire un impatto concreto sulla sensibilizzazione e sulla consapevolezza dell'importanza di riconoscere segni e sintomi e anticipare la diagnosi.

In collaborazione con Librì, editore specializzato in campagne educative, e con il patrocinio della Società italiana di diabetologia (Sid), dell'Associazione nazionale dei medici diabetologi (Amd), della Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp), della Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp), della Società italiana di pediatria (Sip), di Diabete Italia e Fondazione italiana diabete, Sanofi ha ideato il progetto 'Elio e il giorno del coraggio'.Questo progetto coinvolge bambini, famiglie e insegnanti, sensibilizzando sulla possibilità e sull'utilità dello screening per il diabete di tipo 1, attraverso una storia coinvolgente che stimola i più piccoli a superare le proprie paure e a comprendere l'importanza della prevenzione.

Una narrazione pensata per ispirare le nuove generazioni e favorire una maggiore consapevolezza.A oggi sono stati distribuiti gratuitamente oltre 1.000 kit, uno per ciascuna classe, coinvolgendo più di 25.000 persone, tra bambini, insegnanti e genitori.

Ogni kit comprende il libro illustrato 'Elio e il giorno del coraggio' e un leaflet informativo per le famiglie.I kit sono disponibili e possono essere richiesti dagli insegnanti attraverso il sito diabeteunpassoavanti.it.  Il programma di screening, avviato nel 2024, rappresenta una pietra miliare nel percorso che mira ad anticipare la diagnosi ed evitare un esordio critico di una patologia complessa come del diabete autoimmune di tipo 1, che ancora troppo spesso si manifesta attraverso un episodio di chetoacidosi che rappresenta purtroppo una vera e propria 'sliding door' nella vita delle famiglie e dei bambini.

Il test, semplice e indolore, consente di individuare precocemente la presenza di autoanticorpi nei bambini di 2-3 e 6-7 anni, segnalando eventuali rischi prima ancora che compaiano i sintomi.Grazie a questa diagnosi tempestiva, è possibile intervenire in modo più efficace, migliorando le prospettive di gestione della malattia e riducendo le complicanze. Con la campagna 'Un passo avanti' – riporta una nota – Sanofi aggiunge un elemento concreto al suo impegno in termini di ricerca per ritardare la progressione e l'insorgenza della malattia per contribuire a rendere migliore la vita di molte persone con diabete.  "Grazie alla nostra esperienza nel campo dell'immunologia e alla profonda conoscenza dei complessi meccanismi che regolano il funzionamento del sistema immunitario, abbiamo la concreta ambizione di trasformare radicalmente anche il trattamento del diabete di tipo 1, agendo in modo mirato nella rimodulazione del sistema immunitario – evidenzia Alessandro Crevani, General Manager Business Unit General Medicines Italy & Malta, Sanofi – La nostra ricerca e sviluppo è oggi focalizzata su molecole e meccanismi d'azione tecnologicamente innovativi con cui puntiamo a ritardare l'esordio di questa malattia e, in futuro, a prevenirlo del tutto.

Forti della nostra lunga tradizione nella cura del diabete e di altre malattie croniche, abbiamo creato un'area dedicata all'immuno-diabetologia per mettere il frutto della nostra innovazione al servizio delle persone con diabete di tipo 1, migliorando la qualità della loro vita e contribuendo al progresso del Sistema Salute". Con la campagna di sensibilizzazione 'TD1 Un passo avanti', conclude, "vogliamo favorire la consapevolezza sull'importanza della diagnosi precoce e del trattamento tempestivo, dando un contributo concreto al nostro Paese nella lotta a questa malattia". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al-Jawlani nuovo uomo forte, Siria verso un futuro laico o talebano?

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(Adnkronos) – Jihadista o solo ex jihadista.Estremista o moderato e pragmatico. 'Amico' dei terroristi o difensore della "diversità".

Certamente enigmatico il nuovo uomo forte della Siria, Abu Mohammed al-Jawlani, ovvero Ahmed al-Sharaa come ormai sembra esser tornato a farsi chiamare.Da Damasco, dalla moschea degli Omayyadi, ha parlato della fine dell'era Assad come di "una vittoria per la nazione islamica".

Ma quale tra le due identità dominerà nel futuro della Siria?  Si interroga così sul Guardian Jason Burke, esperto di sicurezza. "Non giudicare dalle parole, ma dalle azioni", ha supplicato Sharaa, o al-Jawlani, in un'intervista alla Cnn.Un 'restyling', dietro a cui resta una "vena autoritaria"?

Un futuro con una Siria laica o in 'stile Talebani'?  "La realtà ad ora è che Hayat Tahrir al-Sham e anche gli altri gruppi armati hanno inviato messaggi positivi al popolo siriano.Hanno inviato messaggi di unità, di inclusività", ha detto stamani ai giornalisti l'inviato Onu per la Siria, Geir Pedersen. Nel Siria del dopo-Assad c'è al-Sharaa, 42 anni, cresciuto in un quartiere benestante di Damasco, con un passato di studi in Medicina, che poi ha lasciato il posto ad al-Jawlani.

Terrorista per Stati Uniti, Regno Unito e altri Paesi, con una taglia da dieci milioni di dollari sulla testa, ha combattuto contro i soldati Usa in Iraq al fianco dei jihadisti tra il 2003 e il 2006.Lì è stato per cinque anni nei centri di detenzione.

E' lo stesso al-Jawlani che è tornato in Siria nel 2011 con ruoli di primo piano nelle battaglie di al-Qaeda e dell'Is.Ma che poi ha rinnegato sia al-Qaeda che l'Is.

Ed è ancora al-Jawlani che ha preso la guida del gruppo Hayat Tahrir al-Sham (Hts) e ha imposto il suo dominio dal 2017 su due milioni di persone a Idlib, nel nordovest della Siria, dove non sono mancate denunce per il trattamento riservato a molti dissidenti. A fine novembre è stato al-Jawlani a lanciare la coalizione di forze anti-Assad, sotto la guida di Hts, protagonista dell'offensiva fulminante culminata domenica a Damasco.  E molti analisti sono convinti che la decisione di entrare a Damasco e presentarsi con il nome di al-Sharaa sia solo uno dei segnali di un passaggio sincero dall'estremismo jihadista a 'qualcosa' di più moderato.Per Shiraz Maher, esperto del King's College London, "da quello che possiamo vedere è una persona cambiata" e "a Idlib ha sviluppato una teologia pragmatica".

Ma, aggiunge, "le sfide saranno enormi e lui ha una vena autoritaria". "Sta creando uno stato laico?Non credo – osserva – La mia ipotesi è che sarà in stile talebano, rispetto a quello che attuerà". 
C'è anche chi osserva come la scelta del nome al-Jawlani non indicasse solo una provenienza geografica, le origini del leader di Hts o almeno della sua famiglia sul Golan, ma implicasse anche un forte impegno per la fine dell'occupazione israeliana dell'area.

E come aver abbandonato quel nome mandi un messaggio chiaro.Chiaro quanto sembrerebbe essere il focus di al-Sharaa, locale.

Con un mix di islamismo e nazionalismo. Tra gli analisti c'è chi crede che alcuni leader di Hts e i combattenti più efficaci del gruppo, anche estremisti veterani dell'Asia centrale, restino sulla 'via' jihadista.E alcuni osservatori sono convinti si tratti di un restyling che nasconde ambizioni radicali sul lungo periodo, non solo a livello locale.

E, avvertono, né l'Occidente, né le potenze della regione dovrebbero abbassare la guardia.Anche perché oggi in Siria "non c'è economia, non ci sono soldi, ci sono reati, povertà, milioni di rifugiati che vogliono rientrare", sintetizza Hussain Abdul-Hussain, esperto della Foundation for the Defence of Democracy di Washington. "E ora sono tutti felici, ma prima o poi, le cose si fanno concrete e – conclude – la mia paura è che torni al suo Islam".    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Saipem, l’Hydrone-R alla mostra del Mimit ‘Italia dei Brevetti’

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(Adnkronos) – "Saipem ha al suo attivo oltre 2700 brevetti.Quello che abbiamo qui in esposizione è il brevetto del nostro programma Hydrone, un programma di realizzazione, industrializzazione e produzione di droni sottomarini autonomi e residenti, ovvero dei droni che con controllo remoto e intelligenza artificiale hanno la capacità di vivere nelle profondità del mare fino a 3000 metri per dodici mesi continuativi, operando attività di controllo, sorveglianza e manutenzione sulle infrastrutture critiche sottomarine, come ad esempio gasdotti o cavi”.

Lo spiega il Direttore della Comunicazione Esterna e dei Rapporti Istituzionali di Saipem, Rossella Carrara, in occasione della mostra promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy “Italia dei Brevetti: invenzioni e innovazioni di successo” per celebrare i 140 anni dalla fondazione dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. (Video) La società leader nell’ingegneria offshore e onshore è, infatti, presente alla mostra nella sezione Sea Tech con Hydrone-R, il brevetto per robot subacquei in grado di lavorare in autonomia fino a 3mila metri di profondità, parte del programma Hydrone. “Questo è un progetto importante perché Saipem è l'unica azienda italiana ad avere industrializzato, commercializzato e messo in uso questo tipo di tecnologie avanzate” spiega Carrara. Con il programma Hydrone, Saipem, attraverso Sonsub, il suo centro di eccellenza per le robotiche sottomarine, ha progettato e industrializzato un’intera flotta di droni subacquei automatizzati capaci di eseguire, grazie all’intelligenza artificiale, complesse missioni di ispezione ed intervento in mare. “Oggi questi droni sono particolarmente rilevanti – prosegue Carrara – sono nati da un'esigenza che è quella di dover lavorare a grandi profondità per installare i grandi gasdotti e condotte sul fondo del mare.Assumono un'importanza considerevole anche in un'ottica di sorveglianza delle infrastrutture critiche e attualmente sono già impiegati per conto di un nostro cliente al largo della Norvegia e in un progetto in Qatar.

Stiamo, inoltre, studiando ulteriori evoluzioni insieme alla Marina Militare per l'utilizzo e l'impiego per la tutela delle infrastrutture portuali critiche”. Elementi distintivi della flotta dei droni Saipem sono la capacità di operare sott’acqua per periodi prolungati fino a 12 mesi, alternando 12 ore di lavoro a 12 ore di ricarica, grazie a stazioni di ricarica posizionate sul fondale marino, e la capacità di configurarsi autonomamente in base alle specifiche della missione.I droni di Saipem sono in grado di eseguire, oltre ad operazioni di sorveglianza, protezione dei porti, monitoraggio dei mari e delle biodiversità, mappatura dei fondali, ispezione di sistemi e componenti sottomarine, anche opere di manutenzione di infrastrutture critiche come i gasdotti. Dal brevetto dell’Hydrone-R derivano il FlatFish, specializzato nella sorveglianza e presentato tramite un modellino negli spazi espositivi della mostra, e l’Hydrone-W, che ha un particolare focus sulle attività di costruzione e manutenzione più pesanti. “Sonsub è centro di eccellenza per le robotiche sottomarine di Saipem ed è dislocata su tre centri: Trieste è la vera e propria palestra dove abbiamo la possibilità di far esercitare i nostri robot sottomarini per prepararli alle loro missioni.

La parte di industrializzazione e ingegneria avviene a Marghera.E abbiamo anche un centro ad Aberdeen, in Scozia, che coordina poi l'impiego di queste tecnologie” conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bove, Spalletti: “Lui nel mirino della Nazionale, spero torni in campo”

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(Adnkronos) – La Nazionale aspetta Edoardo Bove.Luciano Spalletti, ct degli azzurri, ha parlato del centrocampista della Fiorentina, vittima di un malore in campo durante il match contro l'Inter, "Io non l'ho sentito.

Ci hanno parlato l’allenatore e dirigenti dell'Under 21.Lo andrò a trovare, era un po' troppo pressante andare tutti nello stesso momento.

Preferisco fare qualcosa di diverso.Il suo futuro?

Non voglio pensare al suo futuro incerto, perché lui è un ragazzo eccezionale sotto tutti i punti di vista.Tutti dicono le stesse cose di lui e naturalmente, come tanti altri giovani, era nel mirino della prima squadra della Nazionale.

Per cui spero completi questo suo percorso e di vederlo allenare". Il giocatore si è sottoposto oggi all'operazione, perfettamente riuscita, per l'installazione di un defibrillatore sottocutaneo. "Il pensiero è staccarci sempre di più da quei momenti dove tutti abbiamo abbassato lo sguardo quando gli è successo quell'episodio", ha continuato Spalletti, a margine dell'inaugurazione della mostra itinerante “Sfumature di Azzurro”, che presenta cimeli iconici della storia della Nazionale di calcio alla Farnesina. Spalletti ha poi parlato della Nazionale: “Le scelte fatte sono quelle giuste e rimarranno quelle, sono molto convinto dei calciatori che sono andato a comporre negli ultimi raduni.Quello che ci hanno fatto vedere è importante.

Se tornerà Zaccagni? È stato un elemento importante anche durante l’Europeo, anche per quello che ha fatto vedere in allenamento.Ora ha una possibilità superiore perché lo vedo spesso giocare dentro il campo e in un sistema di gioco diventa fondamentale andare a prendere quei giocatori che fanno quel ruolo lì nei club.

Nella stagione della Lazio c’è anche lo zampino di Zaccagni”.Poi su Retegui: “È diventato un giocatore completo in area di rigore, ma deve migliorare quando va in giro per il campo”. L'obiettivo è quello di partecipare ai Mondiali del 2026, in programma in Canada, Messico e Stati Uniti: "Dobbiamo essere all'altezza della missione.

Il rapporto degli italiani con il tricolore credo sia lo stesso che vivo io, qualcosa di forte, particolare, per gli italiani all'estero la Nazionale è come un figlio che non vedono da molto tempo e a cui sono molto affezionati.Questo abbraccio e questo affetto mi aiuta a lavorare nella maniera migliore.

La mia posizione di Ct la vivo come tutti i bambini quando rincorrevo un pallone sui campi da gioco e ora posso dare un seguito con i miei calciatori". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eiaculazione precoce, cosa fare? Ecco i nuovi trattamenti, parla l’esperto

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(Adnkronos) –
Il tema dell’eiaculazione precoce “è ancora troppo spesso un tabù, nonostante si tratti di una condizione estremamente comune che interessa milioni di uomini nel mondo”.A spiegarlo all’Adnkronos Salute è il chirurgo e urologo-andrologo Gabriele Antonini che chiarisce che “non bisogna vergognarsi o sentirsi soli” e che “è una problematica affrontabile con trattamenti efficaci e personalizzati”. “L’eiaculazione precoce può avere un impatto significativo sulla qualità della vita e sulle relazioni di coppia, – dice Antonini – ma oggi la scienza offre una serie di soluzioni, che vanno dalla terapia comportamentale ai farmaci specifici, fino a tecniche innovative di tipo chirurgico o fisico.

Fino all’innovativo trattamento non chirurgico per l’eiaculazione precoce: la crioablazione selettiva dei nervi sensoriali del pene”.  Si è appena concluso a Istanbul il Congresso internazionale di Medicina sessuale, un evento che ha riunito i maggiori esperti del settore per discutere le ultime innovazioni nel trattamento delle disfunzioni sessuali.Tra i protagonisti anche Antonini, unico italiano invitato a presentare i risultati del suo lavoro sulla nuova procedura non chirurgica.

Al meeting lo specialista ha descritto i dettagli di questa tecnica all’avanguardia, che “rappresenta una svolta per i pazienti affetti da eiaculazione precoce resistente ai trattamenti convenzionali”. “La crioablazione utilizza una sonda criogenica sottile per raffreddare i nervi sensoriali del pene fino a -78°C.Questo processo – afferma Antonini – provoca una degenerazione temporanea dei nervi (axonotmesi e degenerazione valeriana), che riduce la sensibilità del pene senza compromettere la funzione erettile.

La particolarità di questa tecnica – aggiunge l’esperto – è che, pur provocando una riduzione della sensibilità, preserva la struttura del tessuto connettivo.Questo consente una rigenerazione graduale dei nervi, garantendo un miglioramento del controllo eiaculatorio senza effetti collaterali a lungo termine”.  Il trattamento viene eseguito in regime ambulatoriale con una cannula che viene inserita nella zona del fascio neurovascolare.

Grazie all’azione del freddo intenso, i nervi sensoriali responsabili della trasmissione eccessiva degli stimoli vengono temporaneamente inibiti, offrendo ai pazienti un significativo sollievo dalla sintomatologia. “I risultati preliminari sono molto promettenti – rimarca il chirurgo romano – mostrano un miglioramento sostanziale nella durata dei rapporti sessuali e nella soddisfazione del paziente.E’ una soluzione minimamente invasiva, che potrebbe diventare un punto di riferimento per il trattamento dell’eiaculazione precoce.

Spero che questa tecnica possa essere adottata presto su larga scala, migliorando la qualità della vita di molti uomini”.
La crioablazione selettiva rappresenta una nuova frontiera nel trattamento delle disfunzioni sessuali maschili, e l’esperienza condivisa dallo specialista italiano a Istanbul dimostra come la ricerca del nostro Paese continui a distinguersi nel panorama internazionale.Con un approccio sicuro, efficace e innovativo, la crioablazione potrebbe cambiare radicalmente il modo di trattare l’eiaculazione precoce, offrendo nuove speranze a milioni di uomini in tutto il mondo. Oggi per il trattamento dell’eiaculazione precoce, esistono diversi approcci.

Eccone una carrelata, suddivisi per tipologia:  1) Trattamenti farmacologici.Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (Ssri): farmaci come la dapoxetina (l’unico approvato specificamente per l’eiaculazione precoce), la sertralina o la paroxetina possono ritardare l’eiaculazione aumentando il livello di serotonina.

Anestetici topici: creme o spray a base di lidocaina o prilocaina che riducono la sensibilità del pene, ritardando l’eiaculazione.Inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (come il sildenafil o il tadalafil): usati soprattutto in combinazione con altri trattamenti, migliorano il controllo dell’eiaculazione in alcuni pazienti2) Terapie psicologiche e comportamentali.

Terapia cognitivo-comportamentale (Cbt): aiuta a gestire l’ansia da prestazione e a modificare i pensieri negativi legati alla sessualità.Tecniche di controllo dell’eiaculazione: metodo ‘start and stop’, che consiste nell’interrompere la stimolazione quando si avvicina l’eiaculazione, e metodo della compressione (esercitare una pressione delicata sul pene per ridurre l’impulso eiaculatorio). 3) Dispositivi medici.

Preservativi ritardanti che contengono anestetici leggeri per ridurre la sensibilità; dispositivi a pressione pneumatica, usati per esercizi che aumentano il controllo dell’eiaculazione4) Terapie naturali e complementari.Integratori a base di erbe: alcuni prodotti contengono sostanze naturali come il ginseng, il tribulus terrestris o la griffonia simplicifolia, che possono aiutare a migliorare il controllo eiaculatorio.

Tecniche di rilassamento: meditazione, yoga o esercizi di respirazione per ridurre lo stress e migliorare il controllo emotivo.5) Trattamenti chirurgici.Denervazione selettiva del pene: è un intervento chirurgico che riduce la sensibilità del glande; viene riservato a casi selezionati e quando altri trattamenti non sono stati efficaci6) Terapie ormonali: nei casi specifici e nei pazienti con livelli anormali di testosterone o alterazioni ormonali, può essere consigliata una terapia sostitutiva o personalizzata. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Michele Cannavacciuolo porta la sua arte al Bar City per un’esperienza unica per il palato

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Castellammare di Stabia si prepara a un’esperienza gustativa unica.Il maestro pasticciere Michele Cannavacciuolo, noto per i suoi lievitati d’eccellenza, ha scelto il Bar City di viale Europa come cornice esclusiva per presentare le sue creazioni.

Un connubio perfetto tra la tradizione della pasticceria italiana e l’innovazione dello chef, che promette di deliziare anche i palati più raffinati.

Michele Cannavacciuolo, maestro pasticciere specializzato nei grandi lievitati, è un simbolo di eccellenza italiana che coniuga tradizione e innovazione nella sua arte.

La carriera di Michele Cannavacciuolo

Il percorso di Michele ha avuto inizio in un piccolo laboratorio familiare, dove lavorava come apprendista.Partendo da attività semplici, come lavare pentole e placche, ha sviluppato una passione profonda per la pasticceria e l’importanza della cura nei dettagli.

Negli anni, ha arricchito la sua formazione in strutture prestigiose come Casa Angelina, Grand Hotel Ambasciatori e Hotel Capo La Gala.Una tappa fondamentale della sua carriera è stata l’esperienza a Le Bristol Paris, che ha ampliato le sue competenze tecniche nella pasticceria da ristorazione.

La collaborazione con ristoranti stellati, tra cui il celebre Ristorante Torre del Saracino, ha consolidato la sua filosofia: rispettare la tradizione per innovare senza stravolgerla.

Il Panettone come Simbolo di Condivisione

Tra i suoi prodotti più rappresentativi c’è il panettone, un grande lievitato che racchiude tutta la passione e la competenza di Michele. “Il lievito è il 90% della ricetta,” spiega. “È un elemento vivo che cambia continuamente, e il segreto è saperlo correggere.”

Per Michele, il panettone è molto più di un dolce: è un simbolo di condivisione, un prodotto che unisce persone e idee, soprattutto durante le festività.

Sempre alla Ricerca di Nuove Tecniche

La curiosità e l’aggiornamento continuo sono i pilastri del suo successo.Michele partecipa regolarmente a corsi di formazione per esplorare tecniche avanzate, dal cioccolato alla piccola pasticceria. “La passione e la voglia di migliorarsi sono essenziali in un settore in continua evoluzione.”

Michele Cannavacciuolo è la perfetta espressione di un’arte che onora la tradizione, aggiungendo quel tocco di modernità che rende ogni creazione unica.

Il Bar City di Castellammare di Stabia si conferma un punto di riferimento per gli amanti della qualità, accogliendo in esclusiva le creazioni di Michele Cannavacciuolo.La tradizione dolciaria italiana trova una nuova casa, pronta a incantare con gusto e autenticità.

Vieni a scoprire il nuovo volto della pasticceria italiana al Bar City e lasciati conquistare dalla creatività di Michele Cannavacciuolo.

Napoli, nuove tariffe per la tassa di soggiorno: entreranno in vigore da marzo 2025

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(Adnkronos) –
Aumenta la tassa di soggiorno a Napoli.La Giunta comunale, su proposta dell’assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta, ha approvato una rimodulazione delle tariffe dell’imposta considerando che, in occasione del Giubileo del 2025, Napoli risulta essere un polo di attrazione per i pellegrini dell’Anno Santo.

Il provvedimento entrerà in vigore a partire dal 1 marzo del 2025.La revisione è stata decisa in considerazione della necessità di migliorare quantità e qualità dei servizi pubblici, anche a seguito dell’incremento delle presenze di turisti.   La tariffa per le strutture alberghiere sarà aumentata di 1 euro, quella per le strutture extralberghiere di 1,50 euro e quella per le locazioni brevi di 2 euro.

La revisione porterà le tariffe per il pernottamento in albergo a 5 stelle e 5 stelle lusso a 6 euro e quelle per gli alberghi a 4 stelle a 5,50 euro.Tali tariffe varranno fino al 31 dicembre del prossimo anno perché, proprio in virtù dell’indizione del Giubileo, la legge ha dato la possibilità ai comuni capoluogo di operare una deroga al tetto massimo di 5 euro.

Dal 1 gennaio 2026 si tornerà a pagare un’imposta di soggiorno giornaliera massima di 5 euro.L’incremento del gettito con la revisione di tariffe è stimato in 9 milioni di euro.   “La crescita del turismo a Napoli – sottolinea il sindaco Gaetano Manfredi – genera ricchezza per il territorio e ne siamo molto soddisfatti.

Produce anche un aumento della domanda di servizi, il cui costo non può ricadere esclusivamente sui residenti.Oltre all'ampia programmazione culturale e turistica che stiamo mettendo in campo in tutti i quartieri della città, per assicurare un'attrattività permanente occorre fare meglio sia in termini di quantità che di qualità dei servizi da garantire.

Abbiamo deciso quindi un aumento dell’imposta di soggiorno, pur considerando che le nostre tariffe restano inferiori rispetto a quelle applicate nelle altre grandi città”. “Il provvedimento approvato dalla Giunta – spiega l’assessore al Bilancio Baretta – rivede le tariffe che erano state stabilite un anno e mezzo fa, sulla base di considerazioni legate al costante aumento dei flussi turistici e ai costi che questo comporta.Abbiamo scelto di applicare aumenti differenziati in base alla tipologia di struttura ricettiva per ridurre al minimo l’impatto negativo che questo tipo di provvedimenti può avere sui gestori e sugli occupati del settore”. “I maggiori introiti serviranno in via prioritaria a potenziare sia i servizi destinati ai turisti come l’accoglienza, sia quelli per tutta la cittadinanza come i trasporti e tutto ciò che è legato al decoro della città – sottolinea l’assessora al Turismo e alle Attività Produttive Teresa Armato –.

Così i benefici degli aumenti ricadranno sul territorio.Napoli vuole mantenere il suo appeal che è legato al patrimonio storico, culturale, paesaggistico, monumentale ed enogastronomico, ma anche agli eventi che offre e, in generale, alla sua capacità di essere una città accogliente”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Russia attacca Donetsk e Kherson: 3 morti

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(Adnkronos) – Tre persone sono state uccise e più di dieci sono rimaste ferite negli attacchi russi nell'Ucraina meridionale e orientale nelle ultime 24 ore.Lo hanno riferito le autorità regionali.

Nella regione orientale di Donetsk, i bombardamenti russi hanno causato la morte di due persone e almeno sei feriti, ha affermato il governatore regionale Vadym Filashkin su Telegram, precisando che "in sole 24 ore, i russi hanno sparato nove volte contro gli insediamenti della regione del Donetsk. 358 persone, tra cui 49 bambini, sono state evacuate dalla linea del fronte". I bombardamenti russi nella regione meridionale del Kherson hanno causato la morte di una persona e diverse altre ferite.Dieci persone sono rimaste ferite anche durante i bombardamenti russi nella regione nord-orientale di Kharkiv, ha affermato il governatore regionale Oleg Synegubov. Un cittadino russo-tedesco, accusato di voler "sabotare" la ferrovia a Nijni Novgorod, in Russia, su ordine di Kiev, è stato arrestato dai servizi segreti di Mosca (Fsb).

Secondo quanto si legge in una nota, il giovane, 21 anni, è sospettato di aver "preparato il sabotaggio di un troncone di ferrovia con un ordigno esplosivo in cambio di una ricompensa in denaro promessa" dai servizi ucraini dello Sbu. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bove, impiantato un defibrillatore sottocutaneo: operazione riuscita

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(Adnkronos) – A Edoardo Bove è stato installato oggi il defibrillatore sottocutaneo amovibile nell'ospedale di Careggi dove è ricoverato dal primo dicembre scorso.La conferma viene da ambienti vicini al calciatore, in attesa dell'ufficialità della struttura medica e di quella della Fiorentina, attesa per oggi.

L'intervento, di routine in casi come quello che ha colpito il 22enne viola nel corso di Fiorentina-Inter, è perfettamente riuscito.  "Io non l'ho sentito.Ci hanno parlato l’allenatore e dirigenti dell'Under 21.

Lo andrò a trovare, era un po' troppo pressante andare tutti nello stesso momento.Preferisco fare qualcosa di diverso.

Il suo futuro?Non voglio pensare al suo futuro incerto, perché lui è un ragazzo eccezionale sotto tutti i punti di vista.

Tutti dicono le stesse cose di lui e naturalmente, come tanti altri giovani, era nel mirino della prima squadra della Nazionale.Per cui spero completi questo suo percorso e di vederlo allenare". "Il pensiero è staccarci sempre di più da quei momenti dove tutti abbiamo abbassato lo sguardo quando gli è successo quell'episodio", ha continuato Spalletti, a margine dell'inaugurazione della mostra itinerante “Sfumature di Azzurro”, che presenta cimeli iconici della storia della Nazionale di calcio alla Farnesina. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Belve, Tina Cipollari tra gli ospiti di questa sera: “Il ‘mestiere’ dell’opinionista? L’ho inventato io”

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(Adnkronos) – Un'intervista esilarante e inedita quella di Tina Cipollari, tra gli ospiti questa sera della quarta puntata di Belve, il programma cult di Rai2 ideato e condotto Francesca Fagnani, prodotto da Fremantle.Un ritratto originale dell’opinionista regina di 'Uomini e Donne' che non rinuncia a pungenti stilettate all’acerrima nemica Gemma Galgani.

E non solo. ''Quasi tutti mi amano.Chi non mi ama conduce una vita triste'', mette subito in chiaro Cipollari. ''Lei è solo popolare o anche un po' trash'' le chiede Fagnani. ''Non mi sento trash sono popolana, popolare: appartengo al popolo''. Botta e risposta spiritoso tra Fagnani e Cipollari sul 'mestiere' dell’opinionista. ''L’ho inventato io'', dice Tina. ''Mi pareva strano'', replica con un sorriso la giornalista. ''Guardando gli altri opinionisti mi viene da ridere, dicono tutti cose scontate'', prosegue Cipollari. ''C’è un opinionista che le piace'' prova a insistere Fagnani. ''No!

Hanno tutti paura'', la secca risposta.Fagnani le ricorda un suo post scritto dopo certe voci su un suo presunto licenziamento: ''Era preoccupata?''. ''Ho chiamato in redazione e ho detto scusate potevate dirmelo!

E loro mi hanno detto ma che dici!'', racconta Cipollari.  ''Lei nel post ha scritto un caro saluto a Piersilvio, per far capire che lei restava là'', insiste Fagnani. ''Sì.Un saluto un po' frainteso, fu visto come una sfida.

Era invece solo un caro a Piersilvio'' che ''personalmente non conosco''. ''I vertici dell’azienda le hanno comunque fatto arrivare apprezzamenti?'', domanda Fagnani. ''No'', la risposta di Cipollari. ''Lei non sa cosa pensano veramente loro?'', chiede quindi la giornalista. ''Penso bene, sennò non sarei lì da 24 anni''.Infine, alla domanda di Fagnani su una sua possibile erede Cipollari pare non avere dubbi: ''Non ci può essere, neanche se mi clonano''.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)