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Juventus-Manchester City: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Big match allo Stadium.Nella sesta giornata di Champions League, la Juventus ospita il Manchester City.

I bianconeri sono reduci dal pareggio senza reti di Birmingham contro l'Aston Vila e a caccia di punti per puntare alle prime otto posizioni, che garantiscono l'accesso diretto agli ottavi di finale.Motta è infatti fermo al 19esimo posto nella classifica generale con soli 8 punti conquistati, proprio come il Manchester City, rimontato da 3-0 a 3-3 nell'ultima sfida di Champions contro il Feyenoord.  Il match tra Juventus e Manchester City è in programma oggi, mercoledì 11 dicembre, alle ore 21.

Ecco le probabili formazioni: 
Juventus (4-2-3-1): Di Gregorio; Savona, Kalulu, Gatti, Danilo; Locatelli, Thuram; Conceicao, Koopmeiners, Yildiz; Vlahovic.All.

Motta 
Manchester City (4-3-3): Ederson; Walker, Akanji, Dias, Gvardiol; De Bruyne, Gundogan, Bernardo Silva; Doku, Haaland, Grealish.All.

Guardiola  Juventus-Manchester City sarà trasmessa in diretta esclusiva da Prime Video.La partita sarà disponibile sia in streaming sul sito della piattaforma che visibile tramite smart tv. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gianni Morandi compie 80 anni: “Quanta strada abbiamo fatto”

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(Adnkronos) – "Quanta strada abbiamo fatto".Gianni Morandi compie oggi, 11 dicembre 2024, 80 anni.

E in occasione del suo compleanno condivide sui social un post accompagnato da una sua foto da ragazzino con il microfono in mano.Nato a Monghidoro, in provincia di Bologna, nel 1944, ha regalato negli anni successi indimenticabili, da 'In ginocchio da te' (brano del 1964, scelto nel 2019 per accompagnare una delle principali scene del film sudcoreano 'Parasite', vincitore di quattro premi Oscar), a 'Non son degno di te', 'Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte', 'Andavo a cento all'ora', 'Scende la pioggia' (vincitrice di 'Canzonissima' 1968, vittoria che arriva anche l'anno successivo con 'Ma chi se ne importa'), 'Uno su mille', 'Banane e lamponi' e 'Grazie perché'.   Per arrivare ai successi più recenti, come 'L'allegria', nata grazie alla collaborazione dell'amico e collega Jovanotti: una canzone che ha sancito il suo ritorno sulle scene dopo quel grave incidente domestico che gli procurò brutte ustioni. 'Apri tutte le porte', brano presentato da Morandi al Festival di Sanremo 2022, 'La Ola' ed 'Evviva!.  Non c' dubbio che abbia energia da vendere, non a caso viene definito 'l'eterno ragazzo'.

Il 1966 è l'anno della sua prima vittoria a 'Canzonissima' (quell'anno il popolare show del sabato sera della Rai era intitolato 'La prova del nove') con 'Non son degno di te' e della seconda vittoria al Cantagiro con 'Notte di ferragosto' che rimane prima in classifica per tre settimane.Questo è il periodo d'oro del cantante bolognese, capace di mettere a frutto efficacemente, oltre alle doti vocali, anche la propria immagine di eterno adolescente, collezionando per tutti gli anni Sessanta una nutritissima serie di successi che comprendono anche un pezzo contro la guerra del Vietnam dal titolo 'C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones' (1966) e poi 'Se perdo anche te' (1967), 'Un mondo d'amore' (1967, prima per quattro settimane in classifica). Superata una fase di crisi nel corso degli anni Settanta, Morandi torna sulla cresta dell'onda all'inizio degli Ottanta con titoli come 'Canzoni stonate' (1981) e 'Uno su mille' (canzone della rinascita, del 1985) e vincendo nel 1987 il Festival di Sanremo con 'Si può dare di più' (in trio con Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri), cui hanno fatto seguito altri successi fra cui 'Bella signora' (1989), 'La regina dell'ultimo tango' (1996).

Tra le sue collaborazioni musicali più importanti, quelle con amici Lucio Dalla (memorabili il tour e l'album 'Dalla/Morandi' del 1988), Eros Ramazzotti e Jovanotti.Con quest'ultimo, negli ultimi anni è nato un sodalizio che ha visto Lorenzo 'Jova' Cherubini più volte autore per Morandi. Nella vita dell'artista ci sono due matrimoni: quello con Laura Efrikian, da cui sono nati Marianna e Marco (entrambi figli d'arte, la prima attrice e il secondo cantante e attore), e quello con Anna Dan, da cui è nato Pietro, anche lui cantante con il nome d'arte di Tredici Pietro. "Buon compleanno Gianni!!!!", è il post di risposta di Jovanotti che sul suo profilo Instagram condivide una sua foto con Gianni Morandi sul palco di Sanremo e sc rive: "Buon Compleanno Gianni Buon Compleanno Gianni Buon Compleanno Gianni Buon Compleanno Gianni!

buon compleanno maestro!". "Auguroni super Gianni !!!!!!!!!!!!!!!!", scrive Carlo Conti.A fare gli auguri per i suoi 80 anni anche Roberta Capua e Caterina Balivo.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corea Sud, ex ministro Difesa tenta suicidio: blitz polizia in ufficio presidente Yoon

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(Adnkronos) – Blitz della Polizia negli uffici della presidenza a Seul.Intanto l'ex ministro della Difesa sudcoreano, Kim Yong-hyun, ha tentato il suicidio in un centro di detenzione.

Kim è dalle prime ore di oggi formalmente in stato di arresto.Per Yoon, che la scorsa settimana ha tentato di imporre la legge marziale nel Paese, poi presto revocata, si moltiplicano le richieste di un passo indietro.  Stamani, nel quadro dell'inchiesta, secondo l'agenzia sudcoreana Yonhap, la polizia ha perquisito gli uffici della presidenza, sequestrando materiale.

Al momento dell'operazione Yoon non era presente.Confermate anche perquisizioni negli uffici della Polizia metropolitana di Seul e della sicurezza dell'Assemblea nazionale. Intanto, riporta la stessa agenzia rilanciando notizie confermate dal ministero della Giustizia, l'ex ministro della Difesa ha tentato il suicidio nel centro di detenzione di Seul dove si trova con l'accusa di "insurrezione" e ora le sue condizioni vengono definite "stabili".

Avrebbe cercato di togliersi la vita in bagno, nella notte, realizzando una corda con la biancheria.Kim è accusato di aver suggerito al presidente di imporre la legge marziale.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siria, Iran ha perso tutta la rete e ora torna Trump: Teheran punta sul nucleare?

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(Adnkronos) –
Con il crollo del regime di Bashar al-Assad in Siria è andata in frantumi quella rete di proxy e Paesi alleati su cui l'Iran in questi anni aveva investito miliardi di dollari e attraverso la quale esercitava influenza politica e militare in Medio Oriente. 
Tutti i pilastri su cui quel sistema poggiava, da Assad agli Hezbollah libanesi fino a Hamas, sono usciti di scena oppure sono stati devastati a livello militare da Israele.Del vecchio 'Asse della resistenza' restano in piedi solo gli houthi in Yemen e le milizie sciite in Iraq, ma la capacità di deterrenza della Repubblica islamica appare compromessa al punto che molti osservatori scommettono ora su un'accelerazione del suo programma nucleare. La caduta di Assad è l'ultima catastrofe strategica che costringerà l'Iran a ripensare la sua politica di sicurezza.

E proprio mentre si avvicina il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, con il rischio che torni ad esercitare quella politica di "massima pressione" nei confronti della Repubblica islamica che aveva caratterizzato il suo primo mandato.  La reazione a catena innescata dai fatti del 7 ottobre ha provocato un cambiamento radicale paragonabile per l'Iran solo all'intervento americano in Iraq del 2003.Ma mentre allora la caduta di Saddam Hussein rappresentò un'opportunità, questa volta Teheran è in una posizione di svantaggio al punto che il Council on Foreign Relations, come sottolinea il Wall Street Journal, parla di una delle "battute d'arresto più gravi" per la Repubblica islamica dalla guerra con l'Iraq degli anni Ottanta. "La Repubblica islamica pensava che l'attacco di Hamas del 7 ottobre fosse un punto di svolta nella storia. È vero, ma nella direzione completamente opposta a quella che sperava – ha affermato Ali Vaez, direttore dell'Iran Project dell'International Crisis Group – I pezzi del domino sul fronte occidentale sono caduti uno dopo l'altro". Come fa notare il Royal Institute of International Affairs, la fine del regime di Assad rappresenta per gli ayatollah la perdita del loro "ponte terrestre" verso il Mediterraneo orientale, ma anche un 'buco' economico.

Solo nel 2023, la Siria ha importato quasi 40 milioni di barili di petrolio dall'Iran, la cui economia è in ginocchio da anni per le sanzioni. 
Ancora più importante, la Siria aveva permesso all'Iran di accedere via terra a Hezbollah, il fulcro del suo Asse della resistenza, che grazie al sostegno di Teheran è diventato l'attore non statale meglio armato al mondo. "Non esiste Asse di resistenza senza accesso a Hezbollah", ritiene Vaez. Teheran ha già manifestato l'intenzione di voler mantenere la sua influenza nel Paese arabo, chiedendo la formazione di un governo che rappresenti tutti.I primi segnali dalla Siria post-Assad, tuttavia, non sono stati amichevoli.

Molti siriani ritengono responsabile Teheran, insieme a Hezbollah, dell'oppressione di Assad.Non a caso subito dopo il loro ingresso a Damasco, le fazioni armate hanno risparmiato l'ambasciata russa mentre hanno saccheggiato quella iraniana. Per Sam Heller, un esperto di Siria presso il think tank Century International, sebbene il futuro del Paese arabo sia ancora molto incerto, è improbabile che qualsiasi leadership emerga "sosterrà gli obiettivi dell'Iran nel modo in cui faceva il governo nazionale siriano controllato da Assad". La sconfitta in Siria e la rimozione di Hamas e Hezbollah come minacce immediate per Israele hanno ridotto pesantemente la deterrenza che l'Iran aveva contro gli attacchi israeliani.

All'inizio di quest'anno lo Stato ebraico ha lanciato due ondate di attacchi aerei diretti contro l'Iran che hanno colpito strutture militari e distrutto sistemi di difesa aerea forniti dalla Russia.  
L'Iran è alle prese con questo nuovo scenario di sicurezza in un momento in cui la sua leadership sta invecchiando, con la Guida Suprema, Ali Khamenei, che ad aprile compirà 86 anni.Molti analisti hanno sollevato preoccupazioni sul fatto che potrebbe accelerare il suo programma nucleare per ripristinare un certo livello di deterrenza contro gli attacchi stranieri. Per il Cfr, il valore della deterrenza nucleare è aumentato in Iran che, sebbene non possieda ancora armi atomiche, ha incrementato la sua capacità di arricchire l'uranio a livelli vicini a quelli utilizzabili in breve tempo per scopi militari.

Da mesi i funzionari iraniani dibattono se aumentare i propri sforzi nucleari e riconsiderare l'impegno preso con una fatwa da Khamenei di non dotarsi di armi di distruzione di massa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siria, al-Jawlani: “Mondo non ha nulla da temere”. Il monito di Israele

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(Adnkronos) – Il mondo "non ha nulla da temere" dalla nuova Siria.Il messaggio rassicurante arriva da leader del gruppo Hayat Tahrir al Sham (Hts), Mohammed al Jawlani, che dopo il crollo del regime di Assad appare intenzionato ad aprire una nuova era di dialogo. ''Le paure sono inutili, se Dio vuole.

La paura derivava dalla presenza del regime di Assad'', dice Jawlani, intervistato da Sky News.La nuova Siria si colloca in un quadro profondamente cambiato negli ultimi mesi: 'Lla fonte delle nostre paure proveniva dalle milizie iraniane, da Hezbollah e dal regime che ha commesso i massacri a cui stiamo assistendo oggi''.

Ma ''non verrà permesso un ritorno al panico'', garantisce. Il leader della rivolta che ha portato alla deposizione di Assad assicura che ''la Siria verrà ricostruita.Il Paese si sta muovendo verso lo sviluppo e la ricostruzione.

Sta andando verso la stabilità.La gente è esausta per la guerra.

Quindi il Paese non è pronto per un'altra guerra e non ci entrerà", aggiunge.  
Il paese vive giorni complessi ed è alla ricerca di un precario equilibrio.Promette ''calma e stabilità'' il primo ministro ad interim, Mohammed al-Bashir, chiamato a favorire la transizione verso la svolta piena.

Nel corso della prima intervista rilasciata dopo la nomina, all'emittente al-Jazeera, afferma che dopo 13 anni di guerra ''adesso è il momento che il popolo goda di calma e stabilità''. Il "governo di transizione avrà una durata di tre mesi", fino al prossimo marzo, ha annunciato lui stesso in un video diffuso dall'opposizione siriana dopo aver spiegato di aver incontrato i membri dell'ex governo di Bashar al-Assad per organizzare ''la fase di transizione dei prossimi due mesi'' fino a quando non avremo ''un ordine costituzionale al servizio del popolo siriano''.  "Abbiamo invitato i membri del vecchio governo e alcuni direttori dell'amministrazione di Idlib e delle aree circostanti per facilitare tutti i lavori necessari per i prossimi due mesi, finché non avremo un sistema costituzionale in grado di servire il popolo siriano", dice al-Bashir.   
E mentre Mosca conferma che Assad è in Russia ("E' al sicuro e questo dimostra che la Russia agisce come necessario in queste situazioni straordinarie'', ha affermato il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov), Israele fissa paletti precisi: "Chiunque segua le orme (del presidente deposto Bashar, ndr) al-Assad finirà come lui". "Non permetteremo a un'entità terroristica islamica estremista di agire contro Israele da oltre i suoi confini.Faremo di tutto per rimuovere la minaccia", è il monito rivolto alle nuove autorità siriane dal ministro israeliano della Difesa, Israel Katz.  
A stretto giro arrivano anche le parole del premier Benjamin Netanyahu, più distensive: ''Israele vuole relazioni diplomatiche con il nuovo regime in Siria''.

Ma, in un videomessaggio condiviso sui social, anche il primo ministro avverte: ''Se questo regime consente all'Iran di stabilirsi in Siria e di trasferire le armi, pagherà un prezzo elevato". L'esercito israeliano negli ultimi giorni ha condotto circa 480 attacchi aerei in 48 ore contro obiettivi militari strategici in Siria: "L'Idf ha colpito la maggior parte delle riserve di armi strategiche in Siria, impedendo che cadessero nelle mani di elementi terroristici", la nota del'esercito.Tra gli obiettivi c'erano 15 navi militari, batterie antiaeree e siti di produzione di armi in diverse città. "Le Idf hanno operato in Siria negli ultimi giorni per colpire e distruggere capacità strategiche che minacciano lo Stato di Israele.

La Marina ha operato con grande successo per distruggere la flotta siriana", le informazioni diffuse da Katz, durante una visita alla base nave di Haifa all'indomani dei raid che hanno preso di mira il porto siriano di Latakia.  
Sullo sfondo, il ruolo degli Stati Uniti, tra la disponibilità mostrata dal presidente uscente Joe Biden a collaborare con la nuova leadership siriana e la posizione più defilata di Donald Trump, convinto che gli Usa non debbano farsi trascinare in una 'battaglia' che non li riguarda. Per ora, le truppe americane presenti in Siria non si muoveranno, dice il vice consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jon Finer. "Quelle truppe sono lì per una ragione molto specifica e importante, non come una sorta di merce di scambio", spiega Finer.Le truppe statunitensi ''sono lì ormai da quasi un decennio o più per combattere l'Isis'' e ''siamo ancora impegnati in quella missione''. Secondo Politico, nell'Amministrazione Biden c'è un dibattito acceso sulla possibilità che Hayat Tahrir al-Sham (Hts) venga rimosso dalla lista delle organizzazioni terroristiche.

La testata Usa cita quattro funzionari statunitensi, alcuni dei quali non più in carica, che hanno accettato di parlare della questione a condizione di anonimato. "C'è un'enorme concitazione per vedere se, come e quando possiamo togliere dalla lista Hts", ha dichiarato uno dei funzionari in carica. In base alla legge statunitense, il segretario di Stato può designare gruppi come Organizzazioni terroristiche straniere (Fto) se si impegnano in attività terroristiche e minacciano la sicurezza degli Stati Uniti.La designazione 'Fto' espone il gruppo e i suoi sostenitori attivi a sanzioni e procedimenti penali.

Il processo contrario, ossa il 'delisting', arriva solo dopo lunghe deliberazioni interne tra funzionari della sicurezza nazionale, spiega Politico, secondo cui inoltre nessun presidente vuole essere visto come qualcuno che dà carta bianca ai terroristi revocando prematuramente la sua designazione Fto. 
Nessuno a Washington piange la caduta di Assad, prosegue Politico, ma ci si interroga se il leader di Hts, Abu Mohammad al-Jawalni, sia il vero leader moderato che dice di essere o un lupo travestito da agnello.Intanto ieri il Dipartimento di Stato ha chiarito che al momento non è in corso una revisione specifica dello status di Hts come Organizzazione terroristica straniera.

Tuttavia, ha spiegato che tali designazioni sono costantemente sottoposte a revisione e che ciò non vieta ai funzionari statunitensi di dialogare con il gruppo.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero 13 dicembre, Salvini firma per ridurlo a 4 ore. Ma i sindacati dicono no: “Disobbediremo”

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(Adnkronos) – Il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini ha firmato il provvedimento per ridurre lo sciopero generale di venerdì 13 dicembre a 4 ore nel settore Tpl. "Ho firmato l’ordinanza per ridurre a 4 ore lo sciopero dei trasporti previsto per questo venerdì – si legge in un post su X – Il doveroso diritto alla mobilitazione deve rispettare anche il diritto alla mobilità di lavoratori, cittadini, studenti e persone in cura, specialmente in un periodo critico come quello pre-natalizio.Serve buonsenso".  Lo sciopero, proclamato da Usb dalle 21 di giovedì 12 dicembre sera alle 20.59 di venerdì 13 dicembre, interesserà treni, metro, bus, tram, taxi e trasporto marittimo.

E' escluso invece il settore aereo, che manifesterà il 15 dicembre.L'astensione dal lavoro interesserà anche i lavoratori della scuola e toccherà anche il comparto sanità. Usb tiene il punto e al provvedimento firmato da Salvini per ridurre a 4 ore lo sciopero nel settore Tpl, risponde confermando la mobilitazione di 24 ore anche nel trasporto pubblico locale, ferrovie e marittimi. "Confermiamo quanto indetto, non tocchiamo lo sciopero", annuncia all'Adnkronos Francesco Staccioli dell'esecutivo nazionale di Usb, con delega ai trasporti.

Lo sciopero, spiega Staccioli, "è stato regolarmente indetto in base alla normativa più stringente in Europa, abbiamo rispettato tutti i vincoli.In secondo luogo, abbiamo adeguato lo sciopero ai rilievi della commissione di garanzia, dal trasporto aereo alla rarefazione, e non abbiamo ricevuto ulteriori indicazioni.

Il garante ha quindi giudicato lo sciopero regolare, punto.Infine, le motivazioni di Salvini su Natale e Santa Lucia non ci sono perché il Natale è già tutelato dalla franchigia che parte dal 18 settembre e arriva al 7 gennaio.

Inoltre, la situazione è analoga a quella dell'anno scorso per la quale abbiamo ricevuto ragione dal Tar".Motivazioni contenute in una lettera che verrà diffusa dall'Usb oggi alle 9. "Vedremo come reagiranno i lavoratori, chiaramente stimo parlando di uno sciopero vessato da un'ordinanza con multe che vanno dai 500 ai 1000 euro.

Naturalmente, se l'ordinanza non viene rilevata ingiusta.Noi siamo convinti che ci sarà riconosciuta la ragione.

E' uno scontro politico, non può un ministro estendere a proprio piacimento l'interpretazione del diritto allo sciopero.Questo è un diritto per cui le persone sono morte, e sui cui non si può mettere mano in questo modo", conclude. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Esplosione Calenzano, 5 morti. Parte indagine per omicidio colposo e lesioni

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(Adnkronos) – Omicidio colposo plurimo, lesioni colpose aggravate dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e disastro colposo: sono i reati ipotizzati dalla Procura di Prato con l'apertura del fascicolo di indagine sull'esplosione avvenuta nella mattinata di lunedì 9 dicembre nell'area di carico del deposito di carburanti Eni di Calenzano (Firenze). Il procuratore Luca Tescaroli, che dirige le indagini, ha nominato tre medici legali che dovranno effettuare l'autopsia sulle salme delle cinque vittime (tre corpi sono stati recuperati sotto le macerie ieri mattina).Gli operai deceduti hanno tutti un nome e cognome ma solo uno è stato identificato ufficialmente: si tratta dell'autotrasportatore 51enne Vincenzo Martinelli, originario di Napoli ma da anni residente a Prato.  Per le altre quattro vittime, anche loro autotrasportatori, l'identificazione appare al momento più complessa: Carmelo Corso, 57 anni, nato a Catania e anch'egli residente a Prato; Gerardo Pepe, 46 anni, nato in Germania da genitori italiani; Franco Cirielli, 46 anni, originario di Matera; Davide Baronti, 49 anni, nato ad Angera, provincia di Varese, ma cresciuto a Livorno, residente a Bientina, in provincia di Pisa.

Saranno l'autopsia e gli esami del Dna a rendere chiara l'identificazione delle salme.  Tutti e cinque gli operai morti erano alla guida di autocisterne e si trovavano nell'area della pensilina di carico ed erano stati registrati come "visitatori" dai dipendenti del sito, che poi hanno girato la lista ai carabinieri del comando provinciale di Firenze sotto il coordinamento del procuratore Tescaroli.Il magistrato ha nominato anche due consulenti per rispondere ai quesiti che ruotano attorno all'innesco e alle procedure di sicurezza del deposito Eni: sono due esperti in esplosivo, Roberto Vassale e Renzo Cabrino, che hanno tra l'altro già lavorato come periti nella strage di Capaci, inchiesta di cui si è occupato Tescaroli quando era pubblico ministero a Caltanissetta. Sulle indiscrezioni circa il corso delle indagini della Procura, Eni, con un comunicato, ha spiegato che in merito "alle molteplici ipotesi della prima ora che stanno emergendo" sulla dinamica e sulle cause dell'incidente l'Azienda sta "collaborando strettamente con l'autorità giudiziaria per individuare quanto prima, in modo rigoroso tramite le opportune e approfondite verifiche tecniche, le cause reali dell'esplosione, delle quali è assolutamente prematuro ipotizzare la natura". "Ogni informazione di dettaglio sarà messa a disposizione da Eni alle autorità giudiziarie che stanno conducendo le indagini, anche a salvaguardia del segreto investigativo", precisa la nota che rinnova "la propria vicinanza alle famiglie delle persone decedute e alle persone ferite o comunque coinvolte". La Procura segue anche il fronte delle lesioni provocate dall'esplosione.

Sono tre le persone ferite ancora ricoverate: un operaio all'ospedale di Careggi a Firenze e due operai all'ospedale Cisanello a Pisa, considerati in gravi condizioni per le ustioni riportate.I presidi ospedalieri della zona (Careggi, Prato, Torregalli, Santissima Annunziata di Ponte a Niccheri e Empoli) hanno prestato soccorso nella giornata di lunedì 9 dicembre ad altri 24 feriti, già tutti dimessi, 16 dei quali si sono presentati autonomamente.  Un omaggio alle cinque vittime oltre a un pensiero di vicinanza ai feriti e ai familiari è previsto per oggi, 11 dicembre, alle ore 10.

Il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani, sarà presente per una commemorazione in via Erbosa, dove si trova il deposito Eni, insieme al presidente del Consiglio regionale toscano, Antonio Mazzeo, e ai capigruppo dell'Assemblea regionale, che hanno ricordato ieri in Aula la tragedia avvenuta a Calenzano.Il sindaco ha esteso il lutto cittadino anche a oggi, invitando tutta la popolazione a osservare alle ore 10 un minuto di silenzio.

E sempre oggi ci sarà il lutto regionale proclamato dal presidente della Toscana, Eugenio Giani.  "La comunità di Calenzano – ha dichiarato ieri il sindaco Carovani – è addolorata e colpita fortemente da questa tragedia.Adesso è il momento del lutto e domani mattina saremo presenti al deposito per rendere omaggio alle vittime.

Ringraziamo nuovamente i vigili del fuoco, i soccorritori e le forze dell’ordine.Come Amministrazione comunale di Calenzano porremo alle Istituzioni la questione se la presenza di questo impianto sia ancora compatibile in un contesto urbanistico delicato come il nostro".

Per il sindaco Carovani "bisogna ripensare l'insediamento Eni: proprio questa vicenda ha dimostrato che la situazione può innescare incidenti che probabilmente sono stati contenuti grazie all'intervento tempestivo dei vigili del fuoco.Non so se potrà essere risolto nei termini della chiusura".

Anche il presidente Giani ha definito "questo luogo inappropriato" per un deposito di carburanti.  Sempre per oggi, mercoledì 11 dicembre, Cgil Firenze, Cisl Firenze Prato e Uil di Firenze hanno proclamato uno sciopero generale provinciale per le ultime quattro ore del turno.Verrà organizzato un presidio-manifestazione in piazza Vittorio Veneto a Calenzano alle ore 14:30, nel quale interverranno le tre confederazioni sindacali, le lavoratrici e i lavoratori dei settori coinvolti. "Quello che è successo è inaccettabile.

Cinque persone sono uscite di casa per andare a lavorare e non torneranno mai.Altre sono ferite gravemente.

Senza sicurezza non c’è lavoro, non c’è dignità, non c’è vita!", affermano i tre sindacati in un comunicato congiunto. Emanuele Prisco, sottosegretario all'Interno con delega ai vigili del fuoco, ieri ha fatto un sopralluogo a Calenzano. "Esprimiamo vicinanza alle famiglie delle vittime e alle persone ferite e il ringraziamento ai vigili del fuoco e ai soccorritori impegnati nelle ricerche – ha detto – che con il loro lavoro hanno permesso di mettere in sicurezza in poco tempo l'area" evitando "risvolti ben peggiori". "Saranno gli inquirenti a valutare se tutte le norme sono state rispettate o meno – ha sottolineato Prisco – Certo è che su questo tipo di stabilimenti vi è un monitoraggio e sono richieste delle precauzioni molto alte; poi non è mai abbastanza, perché quando capita una tragedia vuol dire che qualcosa non ha funzionato ma saranno gli organi inquirenti a stabilire se qualcosa non ha funzionato o se è stata solo una fatalità".Prisco ha poi ricordato che ora c'è bisogno del "rispetto per i morti, di chi non c'è più: è il momento del silenzio più che delle facili dichiarazioni".  "Le istituzioni possono e devono richiedere di adottare tutte le cautele possibili e controllare che queste cautele siano prontamente adottate – ha spiegato il sottosegretario – L'obiettivo è quello di diminuire il rischio nei luoghi di lavoro, come in tutte le altre condizioni di vita della nostra società".

Ai giornalisti che chiedevano se adesso si riaprirà di nuovo il dibattito politico per l'introduzione del reato di omicidio sul lavoro, Prisco ha risposto: "Io questo non lo so, non sta a me stabilire quali siano i reati, tocca al Parlamento decidere se introdurre un nuovo tipo di reato.Bisogna lavorare sempre sul livello di precauzione, sul livello di prevenzione e sulla costruzione di condizioni per cui chi si alza al mattino per andare a lavorare possa farlo in sicurezza e poi tornare a casa la sera.

Bisogna garantire il più possibile luoghi di lavoro sicuri, lavorando sulla prevenzione e non solo sulla repressione".  Notizie più rassicuranti giungono sul fronte ambientale: l'esplosione di idrocarburi non ha provocato un significativo danno. "Grazie alla limitata durata dell'evento, si stima che la nube si sia dispersa in quota in tempi relativamente brevi e di conseguenza le concentrazioni in aria a livello del suolo sono state ritenute trascurabili.Per tali motivi non si è ravvisata la necessità di prelievo di campioni al suolo", ha fatto sapere Arpat. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maxi incendio a Malibu in California, migliaia gli evacuati

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(Adnkronos) – Migliaia di persone sono state evacuate a causa dell'incendio boschivo, scoppiato lunedì in un'area nota come Malibu Canyon, che sta devastando alcune zone della lussuosa città in California.Tra chi è stato costretto a lasciare casa anche l'attore di Hollywood Dick Van Dyke, star di Mary Poppins che compirà 99 anni venerdì, e sua moglie Arlene, mentre la cantante Cher è fuggita dalla zona, secondo quanto riporta Skynews. Oltre 700 vigili del fuoco hanno affrontato l'incendio di sterpaglie, chiamato Franklin Fire dalle autorità, che ha finora avvolto quasi 2.700 acri di terra.

E altri 300 sono in arrivo per contenere le fiamme, che non sono ancora sotto controllo.L'incendio, che a un certo punto ha minacciato il famoso molo di Malibu, ha finora distrutto un piccolo numero di case, ma non ha causato feriti o morti, ha detto il capo dei vigili del fuoco della contea di Los Angeles Anthony Marrone in una conferenza stampa.  Migliaia di residenti della California meridionale sono attualmente sottoposti a ordini di evacuazione.

Oltre 8.100 case e altre strutture sono attualmente minacciate dalle fiamme e circa 6.000 persone sono state avvisate di essere pronte a fuggire all'istante dall'incendio, che è spinto da raffiche fino a 40 miglia orarie dai famigerati venti di Santa Ana, a volte noti come "venti del diavolo". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atalanta-Real Madrid 2-3, Bellingham e Vinicius lanciano i Blancos

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(Adnkronos) – Gol e spettacolo al Gewiss Stadium.L'Atalanta perde 3-2 contro il Real Madrid, ma a fine partita è pioggia di applausi per la squadra di Gasperini, riuscita a tenere testa ai Blancos di Ancelotti per 90 minuti.

Per gli spagnoli, ora a quota 9, sono tre punti necessari in ottica qualificazione.Per la Dea, nona con 11 punti, niente è compromesso.  A Bergamo, parte meglio il Real Madrid.

I campioni d'Europa in carica passano dopo 10’ con Mbappé, che riceve da Brahim Diaz al limite dell’area, lascia sul posto De Roon e batte Carnesecchi con un destro forte a incrociare.Poi, i nerazzurri prendono coraggio e si fanno vedere in più occasioni dalle parti di Courtois, soprattutto con De Ketelaere e Lookman.

Sono sempre loro i più ispirati.Proprio il nigeriano ci prova intorno alla mezz’ora con un destro a giro dalla trequarti, largo a lato.  Al 36’, Ancelotti è invece costretto al cambio: fuori Mbappé per un problema fisico, dentro Rodrygo.

L’Atalanta aggancia l’1-1 sul gong del primo tempo: Tchouameni atterra Kolasinac in area ed è calcio di rigore.Dal dischetto va De Ketelaere, che spiazza Courtois e fa 1-1 in pieno recupero.

L’equilibrio si rompe nella ripresa, ma serve un episodio.  Al 56’, Vinicius trova il rimpallo giusto tra Ederson e Djimsiti, ne approfitta e infila Carnesecchi di sinistro.La Dea accusa il colpo e poco dopo, al 59’, incassa anche il tris di Bellingham, preciso con un sinistro rasoterra.

L’Atalanta resta però viva e a mollare non ci pensa.I nerazzurri vanno vicini al gol con il destro piazzato di Bellanova, poi è Lookman al 65’ a trovare un bel destro a fil di palo per riaprire la partita.

Nel finale, è tutto un grande assalto: la Dea si tuffa avanti per agguantare il pari, il Real ha più occasioni per far male in contropiede.Il risultato non cambia.

Per l'Atalanta, il grande rimpianto è la chance sciupata da Retegui in pieno recupero. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bayer Leverkusen-Inter 1-0, Mukiele segna nel finale

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(Adnkronos) – Il Bayer Leverkusen la spunta allo scadere.I tedeschi vincono 1-0 contro l'Inter grazie al guizzo al 90' di Mukiele.

Tutto dopo una partita equilibrata e con poche emozioni, caratterizzata da un avvio migliore dei campioni di Germania e poi da un sostanziale stallo.Per Inzaghi, ora quarto a 13 punti, è la prima sconfitta stagionale in Champions.  La squadra di Xabi Alonso parte forte e sfiora il vantaggio già dopo una manciata di minuti, quando Frimpong crossa per Tella, che gira verso la porta e colpisce la traversa.

I campioni di Germania si fanno rivedere dalle parti di Sommer intorno a metà tempo: la conclusione dal limite di Palacios, deviata, finisce alta di un niente.Il copione della prima frazione vede i tedeschi con in mano il pallino del gioco, mentre l’Inter fatica a costruire.

L’unico brivido degli uomini di Inzaghi arriva intorno alla mezz’ora con il colpo di testa di Frattesi.  La ripresa inizia con qualche secondo di ritardo per problemi al Var, ma il copione resta in sostanza lo stesso.I padroni di casa gestiscono il possesso e ragionano per cercare l’affondo, l’Inter aspetta e spesso soffre.

Come al 65’, quando Tah prova a sorprendere Sommer con un gran tiro dalla distanza.A metà ripresa Inzaghi fa all in e manda in campo i big: dentro Lautaro, Barella e Asllani, fuori Thuram, Frattesi e Calhanoglu, per una squadra a trazione anteriore. È una mossa che inganna: nel finale, l'Inter non forza e si accontenta del pari.

Il Leverkusen, anche con un po’ di fortuna, trova invece l’1-0: al 90’, Wirtz crossa in area dopo una respinta della difesa nerazzurra, ne viene fuori un’azione confusa che offre a Mukiele il pallone del vantaggio a due passi dalla porta.Finisce così.

E per l’Inter è il primo k.o.stagionale in Europa. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Meloni la persona più potente d’Europa”, Politico incorona la premier

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(Adnkronos) – E' Giorgia Meloni "la persona più potente d'Europa" secondo la classifica per il 2025 di Politico. "Chi chiami se vuoi parlare con l'Europa?Se sei Elon Musk, l'uomo più ricco del mondo e consigliere chiave del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, il numero che chiami appartiene a Giorgia Meloni", scrive la testata statunitense, sottolineando che "in meno di un decennio, la leader del partito di destra Fratelli d'Italia è passata dall'essere liquidata come una pazza ultranazionalista all'essere eletta primo ministro d'Italia e ad affermarsi come una figura con cui Bruxelles, e ora Washington, possono fare affari". Nella descrizione del riconoscimento, Politico ricorda come la premier italiana "anche se ha virato verso il centro", abbia "iniziato la sua carriera politica come attivista nell'ala giovanile del neofascista Movimento Sociale Italiano". "Dalla sua elezione nel 2022, il primo ministro italiano ha introdotto politiche su questioni come l'immigrazione e i diritti LGBTQ+ che un tempo avrebbero suscitato la condanna di Bruxelles", invece, molti leader dell'Unione Europea "hanno accettato Meloni come la rappresentante gradita dello zeitgeist sempre più radicale che sta sbocciando su entrambe le sponde dell'Atlantico" e la volontà di "collaborare con Meloni sulla scena europea, consentono al primo ministro italiano di 47 anni, che insiste nell'usare la forma maschile del suo titolo formale, il Presidente del Consiglio, di essere un 'uomo' forte in grado di esercitare un potere enorme". "Meloni ha fatto notizia in tutto il mondo quando è diventata il primo premier donna italiano, ma pochi prevedevano che sarebbe durata a lungo in carica", ricostruisce ancora la testata Usa.

Invece, "negli ultimi due anni Meloni ha consolidato il suo governo come uno dei più stabili mai esistiti nell'Italia del dopoguerra" e il suo "aspetto curato e pratico" "contribuisce all'immagine di stabilità".Politico ha poi ricordato: "Dopo che il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca si è riferito al primo ministro come a una 'stronza' durante un comizio elettorale, il primo ministro si è presentato a un evento nella sua regione e ha salutato il politico dell'opposizione affermando: 'Presidente De Luca, quella stronza sono io, Meloni.

Come stai?'".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mammucari se ne va da Belve, scontro con Fagnani: “Non sono a mio agio”

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(Adnkronos) –
"Non sono a mio agio.Sono tutte stronzate".

Teo Mammucari interrompe l'intervista a Belve, nel salotto di Francesca Fagnani, si alza e se ne va. "Ragazzi, io me ne vado.Non sono mai uscito da uno studio…

Non mi stai facendo parlare di me, mi stai martellando, poi monti tutto e mi sfondi…Pensavo fosse un programma più scorrevole, simpatico", dice Mammucari. "Lei, molto ironico, non è autoironico.

Se non ha visto il programma, perché ha chiesto di venire?Se uno che attacca tutti non sostiene un'intervista…", dice Fagnani. "Non è un'intervista, è un attacco", dice.

Lo scambio prosegue ancora, fino a quando Mammucari si allontana dallo studio.Il microfono rimane acceso, i 'vaffanculo' ripetuti dell'ospite si sentono chiaramente. "E' la prima volta che succede", dice Fagnani commentando l'uscita di Mammucari.  "Perché li metti tutti al buio?…

Quando dice buonasera e benvenuto vuol dire 'statte zitto'…", dice Mammucari. "Io non sono giusto qui, vengo, mi esibisco…Ma mi dai del lei veramente tutto il tempo?", dice rivolgendosi alla conduttrice che si rivolge all'ospite dando del lei. "Che belva si sente?", la prima domanda di rito. "Lei mi dia del tu…", dice Fagnani. "Pirandello dice 'uno, nessuno, centomila'…

boh, in questo momento mi sento una tigre perché sono preoccupato", dice Mammucari.Si parla del vero nome di battesimo, Teodoro: "Mi prendevano in giro, Teodoro tutto d'oro…

l'ho cambiato…". "Lei si è proposto e mi ha scritto", dice Fagnani facendo riferimento all'iniziativa di Mammucari. "Perché voleva venire qui?". "Sei brava, sei intelligente, ti seguo e ho detto 'mi piacerebbe andarci'.Poi però ho capito che gli argomenti sono molto seri, tu mi dai del lei, non sto a mio agio.

Sono pentito?No, le cose che spaventano sono altre.

Mi dispiace, non voglio fare lo show ma mi piacerebbe essere confidenziali come siamo stati nei camerini", dice Mammucari. "Di che umore sono?Ora che sei partita così, non bellissimo", dice rispondendo ad una domanda su un'intervista rilasciata nel 2018: "Non ricordo quello che ho detto…".

Si arriva ad una dichiarazione di Guillermo Mariotto che a Ballando con le stelle un anno fa ha definito Mammucari 'un King Kong fragile': "Ora dobbiamo commentare Mariotto, per favore…Siamo tutti fragili, anche tu.

Mi sento fragile, non furbo.Non mi piace come termine". "Io vengo dalla strada, da una famiglia umile e difficile.

Ho fatto a botte?Certo, a 15 anni.

Da grande, no.Quando sono arrivato in collegio, si faceva a botte tutto il giorno.

Sono permaloso?No, stasera non sono preoccupato.

Non sono a mio agio", prosegue Mammucari, mentre le domande proseguono sempre con il 'lei'. "Si rilassi, si diverta", dice Fagnani.Mammucari contesta le successive citazioni tratte dalla stampa: "Sono tutte stronzate, facciamo due ore così?

Io non sono Flavia Vento…Se non vuoi non andiamo avanti…". "Dica che non l'ha detto ma deve stare tranquillo", cerca di intervenire Fagnani. "Capita di rilasciare interviste che poi non si ricordano", aggiunge la conduttrice.

Il botta e risposta prosegue fino alla 'rottura': "Francé fermiamoci…Mi stai facendo passare per un coglione, pieno di me…". "La domanda ('C'è qualcuno meglio di lei?') è una domanda, il programma è un gioco.

Si diverta…", prova a mediare Fagnani.Teo Mammucari è 'cattivello'? "Mi dispiace che in uno show il pubblico possa pensare questo, ma non direi che ci soffro", la risposta, prima dell'escalation finale.   "Ragazzi, me ne vado, chiedo scusa", dice Mammucari.

Inutile l'estremo tentativo di Fagnani: "Non può pretendere solo complimenti.Mi hai chiesto di venire, se non hai visto il programma, perché mi hai chiesto di venire?", chiede la conduttrice abbandonando il 'lei' per qualche secondo. "Non sono a mio agio, se le domande sono tutte queste…

Il programma può piacermi o no.Io attacco tutti?

No, vabbeh…Il tuo è un attacco…

Trenta domande tutte 'hanno detto di lei'…Siamo tutti al buio, il pubblico non parla…", dice l'ospite. "Il programma funziona così, ci vuole anche disegnare lo studio…L'ha presa male, ci sta.

Voleva venire a fare lo show… – replica Fagnani -.Puoi decidere di andare quando vuoi, non ti sto sequestrando.

Mi fa piacere se resti.Ti senti a disagio, ci sta". "Preferisco la Francesca dietro le quinte, quella che mi ha mandato i messaggi su whatsapp in maniera simpatica e che mi ha parlato al telefono in maniera simpatica.

Non ce l'ho fatta io?Non ce l'hai fatta tu, non sei la stessa persona", dice Mammucari allontandosi con una raffica di 'vaffanculo' catturati dal microfono. "Ragazzi, è la prima volta che mi capita", chiosa Fagnani, prima di voltare pagina.
 —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Seminario sul tema Terremoti: come quando e dove avvengono. Sinergia tra Scuola e Territorio

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Ieri mattina presso la Sala Teatro della sede dell’I.C.San Marco Bonito Cosenza si è svolto un importante seminario sul tema: Terremoti, come, quando e dove avvengono.

Un’iniziativa di rilevante interesse perché rivolta ad alunni, genitori e docenti sulla probabilità che si verifichi un terremoto e sulle eventuali conseguenze che ne possono derivare.Relatore del seminario il geofisico prof.

Omar Scala che, con una esposizione chiara e coinvolgente, è riuscito a captare l’attenzione dei presenti, informando e formando su una tematica seria come quella dei rischi sismici.All’evento hanno partecipato anche alcune importanti associazioni del territorio con interventi significativi e degni di attenzione, che hanno contribuito a renderlo ancora più interessante.

Ad introdurre gli interventi la Dirigente Scolastica dell’I.C. “San Marco Bonito Cosenza” insieme con la Dirigente Scolastica del CPIA “Napoli Provincia2”.Ha moderato l’evento il prof.

Pierluigi Fiorenza, docente e noto giornalista.Dalle varie esposizioni   è emersa la necessità di una maggiore informazione sui rischi connessi ai terremoti, ma anche sulle altre catastrofi naturali, e l’opportunità di adeguare gli edifici con la messa in sicurezza e le nuove tecnologie.

“Non si può prevedere quando avviene un terremoto – ha affermato il prof.

Oscar Scala – ma si sta studiando un nuovo metodo, un sistema di early warning, allarme immediato, con tutta una serie di sensori veloci per registrare le onde sismiche.”

Un sistema di early warning è un insieme di strumenti che permettono di inviare un avviso prima che un dato evento accada, con un anticipo sufficiente a prepararsi per la sua gestione.Il prof.

Scala ci informa di un progetto territoriale di early warning, partito dal Comune di Castellammare con il commissario prefettizio, da iniziare soprattutto con gli edifici sensibili – scuole e ospedali – e che prevede una serie di sensori veloci per registrare le onde sismiche, avvisare sul telefonino in modo da potersi allontanare velocemente.

“Con i sensori abbiamo pochi secondi, meno di un minuto, ma se siamo organizzati bene possiamo evacuare l’edificio.Con questi sistemi innovativi le conseguenze del terremoto possono essere attenuate.”

Di qui l’importanza per le scuole – afferma il prof.

Scala – di acquistare questi sensori con dei progetti finanziati  con fondi europei o  regionali

Per la D.S.Alessandra Savarese, promotrice di questa e simili iniziative di grande valenza educativa, sarebbe necessario una maggiore sinergia in materia di sicurezza, un piano educativo integrato tra Enti locali, Scuole  e Associazioni del territorio.

Il dott.Vincenzo Amato del Consiglio direttivo dell’ Associazione Nazionale Marinai d’Italia ha parlato dell’ intervento delle Forze Armate e dei Marinai presenti sul territorio durante il sisma in Campania del 23 novembre del 1980.

Ha ricordato quell’evento di 44 anni fa e dei giorni successivi a Castellammare, perché  “occorre conoscere per prevenire e per affrontare il rischio informati”.

“Grazie alla presenza sul territorio di presidi militari – ha rilevato il dott.Amato – gli interventi furono immediati, tanti i volontari, mentre i soccorsi ufficiali arrivarono solo dopo 25 ore.

“Gli abitanti del centro antico si rifugiarono nell’area della Capitaneria di Porto e i militari prestarono i primi soccorsi fornendo cibo, bevande calde, coperte.

Dopo alcuni giorni, arrivarono i militari del Genio e della Guardia di Finanza che allestirono dei campi.”

Il dott.Amato ha sottolineato come Il terremoto abbia determinato il fallimento del sistema della Protezione civile così come era stata concepita fino ad allora dalla normativa del 1970 che aveva, tra l’altro, il limite di non considerare i volontari.

“Oltre i ritardi che si verificarono nell’arrivo delle manovre di soccorsi, i tanti volontari mancavano spesso di coordinamento. “

“Passarono ben dodici anni prima che fosse  emanata la Legge 225 del 24 febr del 92 che   inseriva il volontariato tra le componenti e le strutture operative del sistema nazionale. “

“Grazie a tale normativa anche numerose associazioni, ha concluso il dott.

Amato – compresa l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, pur mantenendo la propria individualità, hanno istituito gruppi locali che svolgono generosamente ogni giorno nelle situazioni di emergenza innumerevoli attività di volontariato, tra cui quelle di protezione civile.”

Rossella Romano dei R.O.S.S., Reparto Operativo Soccorso Stabia,  nel suo intervento ha spiegato che cosa fare in caso di terremoto.

“La prima cosa da fare – ha detto la Volontaria dei R.O.S.S., rivolgendosi agli alunni presenti – in caso di terremoti o altre calamità è ascoltare gli adulti  e non lasciarsi prendere dalla paura, non avvicinarsi alle pareti e stare calmi. “

Ha poi parlato delle importanti attività svolte dai R.O.S.S.: “Interveniamo in caso di dissesto idrogeologici, incendio boschivo.Siamo reduci dall’emergenza a Bologna, siamo stati una settimana lì.

Per qualsiasi emergenza ci siamo noi.”

Ernesto Freides dell’Associazione per la Protezione del Verde nel suo intervento ha sottolineato l’importanza delle esercitazioni di evacuazione e del piano di sicurezza.

“Nel terremoto in Abruzzo del 2009 tutte le associazioni furono allertate.La nostra associazione si recò in provincia dell’Aquila nel sistema di prevenzione e di supporto.”

“L’associazione si occupa di attività importanti in caso di calamità, come sistemare una cucina da campo, fornire pasti alla popolazione, allestire una tendopoli. – ha spiegato  Ernesto Freides: “Per essere pronti a intervenire in qualsiasi momento facciamo delle esercitazioni coordinate dalla Regione Campania.”

Massimo Santaniello, socio fondatore dell’ Archeoclub aps Stabiae, nel suo articolato intervento, ha parlato delle problematiche legate alla tutela dei beni culturali in caso di catastrofi naturali.

L’Italia è una zona molto vulnerabile non solo per i terremoti, ma per le alluvioni e le frane e i nostri beni culturali sono sempre soggetti a rischio.

“Chi si occupa dei beni culturali in caso di calamità naturale?Il coordinamento è fondamentale” – ha rilevato Santaniello.

“L’esperienza italiana è partita con l’alluvione di Firenze dal 1976 e il terremoto del Friuli-Venezia Giulia dello stesso anno e poi col terremoto in Campania nel 1980.

Fino a quel momento l’intervento non era organizzato.”

“Nel 1982 nasce la Protezione civile che forse è l’ente più organizzato al mondo per l’intervento in caso di calamità naturale., su tutto il territorio nazionale.”

“Per quanto riguarda Castellammare, il  nostro territorio, così come tutta l’Italia, è molto fragile, a forte rischio idrogeologico”– ha spiegato Massimo Santaniello.

“Noi abbiamo la zona del costone di Faito che incombe sul centro antico e va ad impattare prima di tutto sugli abitanti e poi sul patrimonio storico dove è concentrato il 90% del nostro patrimonio.L’intervento programmato già dal 2014 non è più procrastinabile, bisogna intervenire con urgenza.”

“Poi abbiamo la collina di Varano diventata fragile con il terremoto dell’80.

Nella zona da Villa del Pastore a Villa Arianna c’era una serie di terrazzamenti, sette oggi, ma undici nell’antichità.Era una struttura completamente edificata, ora una colata di cemento.”

“La possibilità di studiare questa struttura prima del terremoto dell’80 – ha rilevato Massimo Santaniello – ci avrebbe consentito di avere conoscenze maggiori sul sito archeologico di Stabia. “

“La colata di cemento è penetrata all’interno della grotta di San Biagio ostruendone la galleria che portava fino al ponte di Carmiano.”

Il socio fondatore dell’Archeoclub aps Stabiae ha poi sottolineato l’importanza di intervenire tempestivamente per preservare il patrimonio storico.

“La prevenzione può salvare prima di tutto le persone e poi i beni storici che sono l’identità di un popolo.- ha concluso – Senza di essi un popolo non ha più identità.”

Luigi Mangione, urla prima dell’udienza: niente cauzione dopo omicidio Thompson

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(Adnkronos) – Luigi Mangione, il 26enne arrestato ieri e incriminato per l'omicidio di Brian Thompson, urla prima dell'udienza in cui, in Pennsylvania, si oppone all'estradizione a New York, dove è stato compiuto il delitto lo scorso 4 dicembre. "Completamente fuori dal mondo… è un insulto all'intelligenza del popolo americano…", urla il giovane prima di essere trascinato dagli agenti all'interno del tribunale di Hollidaysburg.Nell'udienza, in cui viene negata la cauzione, è stata formalizzata l'opposizione all'estradizione.

Mangione rimarrà per ora in carcere nell'Huntingdon State Correctional Institution in Pennsylvania mentre l'accusa cerca di ottenere il via libera al trasferimento a New York.  In aula nell'udienza, secondo il Washington Post, Mangione ha dato segni di nervosismo.Si è mosso costantemente sulla sedia e si è ripetutamente morso le labbra.

Il suo avvocato, Thomas M.Dickey, lo ha più volte invitato a tacere.

Il legale ha spiegato che il suo cliente, arrestato ieri in un fast food di Altoona, indossava una mascherina non per nascondere il volto ma per precauzione in relazione al covid.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giorgio Lunerti ricorda i suoi anni alla Juve Stabia e la delusione della finale play off con la Salernitana

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Giorgio Lunerti, ex attaccante della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” che va in onda ogni lunedì sui canali social ViViCentro dalle 20:30.

Le dichiarazioni di Giorgio Lunerti sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

La tua Juve Stabia faceva paura a tutti anche se era una neopromossa in C1.

Che bei ricordi!Emozioni uniche anche sugli spalti accompagnati da splendide musiche il tuo ricordo di quei tempi.

Il Presidente Fiore mi diceva che io depositavo la palla in porta.

Le mie caratteristiche erano quelle.Non ero uno di sfondamento come lo era Onorato, ma giocavo molto più sul fine, sul depositare effettivamente, piazzare la palla dove il portiere non poteva arrivare.

Tante volte ci arrivava tante volte no.

Il tuo ricordo del gol contro la Sambenedettese

E’ stata una gioia immensa, è stato il gol che ci ha permesso poi di andare in finale.

Io abito a San Benedetto e me lo ricordano sempre.  Dopo tanti anni, ancora mi vogliono male per il gol che feci contro la Sanbenedettese.

Allora giocavo con la Juve Stabia e dovevo fare il mio dovere poi non potevo sbagliare da quella posizione.Era praticamente impossibile.Mi sono trovato in quella posizione perché, conoscendo Onorato con il quale avevo giocato insieme l’anno prima, ho previsto il suo tiro in porta e sono andato addosso al portiere.Sorprendendomi lui invece me la passò che la dovevo solo spingere in porta. Siamo sempre in contatto con lui e con alcuni tifosi.

Ad Aprile saremo presenti al Memorial di Nino Musella e sarà solo un piacere venire a Castellammare.

Volevo ricordare a Giorgio il gol che fece con il Real Madrid.  Com’è giocare contro Butragueno?

Io giocavo col Palermo.Facemmo un’amichevole, ma per me è stata l’amichevole e basta.

Avevamo vinto il campionato e quindi non ci interessava niente.Era una festa.

Feci gol in quell’occasione, ma ricordo di più con piacere l’aver fatto gol al novantesimo alla Sambenedettese.

Parlavamo prima delle tue qualità; il tuo tocco era come quello di un grande giocatore di biliardo.

Rivedi in questo momento storico qualche attaccante che ha queste tue qualità?Sembrano pochissimi.

Adesso gli attaccanti non esistono più secondo me.

Attualmente gli attaccanti fanno i difensori.  Spendono anche molte energie e per arrivare sotto la porta bisogna anche farlo con un pò di lucidità.  Tanti attaccanti adesso non ce l’hanno e sprecano anche molto.  Col gioco moderno gli attaccanti vogliono fare i primi difensori.Di attaccanti veri ce ne sono pochissimi.

Ci ha fatto vedere come si fa gol, come segna un vero attaccante.

Prendevi tante batoste, calci, che con il gioco di adesso difficilmente vediamo.

Tutti noi attaccanti di prima eravamo francobollati dai difensori.  Avevamo vita difficile, era un altro calcio.Il calcio è cambiato in tutto: oggi gioca più il portiere che l’attaccante.

Le partite di prima erano meno noiose.

Secondo te è stata solo una sfortuna per quella Juve Stabia aver incontrato la Salernitana in finale?

Non credo perché noi abbiamo battuto la Reggina che era una grande squadra e aveva molti più punti di noi in campionato.Secondo me non è stata tanto la Salernitana che ci ha battuto, ma è stata la Lega.

Giorgio ci puoi dare una tua idea della serie B, della Juve Stabia di quest’anno, di questo derby ?

Diciamo che la Juve Stabia sta in salute.

E’ una squadra ben organizzata, può dar fastidio a tutte le altre, è dura da battere anche se nel calcio di adesso il pallone è rotondo e tutto può succedere.Sono fiducioso.Una volta i derby erano diversi e noi avevamo rispetto per i tifosi che volevano che gli stessi derby si giocassero in maniera agguerrita.

Com’era Fiore come presidente?

Fiore è stato secondo me il miglior presidente che stava in circolazione.L’unico difetto era che voleva fare la squadra, si intrometteva un po’ troppo, però era uno che ne capiva.

Non badava a spese e quello che serviva dava.Voleva vincere, voleva fare bene e ha fatto bene portando la  Juve Stabia ad alti livelli.

Ha vinto un campionato di C2, ha sfiorato la vittoria di un campionato di serie C1 e ha mantenuto poi anni dopo la squadra in serie C1.E’ stato un grande.Ogni anno cercava sempre di migliorare la squadra.

Che cosa servirà, secondo te, alla Juve Stabia per uscire con qualche punto dallo stadio Arechi?

Non credo che servano grandi cose.La Juve Stabia in classifica sta messa bene.

La Salernitana un po’ meno.Attualmente ogni partita è storia a sé nel senso che possono vincere tutti e possono perdere tutti.

Diciamo che la Salernitana non sta attraversando un buon periodo mentre la Juve Stabia sta bene.

Giorgio quando verrai un’altra volta a Castellammare a vedere una partita?

Se ad Aprile si organizza il memorial sarò lì.

Pagliuca dice sempre:  “Noi dobbiamo essere bravi in campo affinché le persone vengano allo stadio trascinate da noi”.Voi in passato lo facevate!

Lo scopo dei giocatori è proprio questo: cercare di far divertire e di dare il meglio per far venire più pubblico allo stadio.L’importante è che ci sia gruppo, che ci sia spogliatoio, che ci sia voglia e ci siano tutte queste cose positive per far sì che il pubblico possa ritornare a stare insieme con la squadra.Avete Adorante e Candellone che stanno lavorando bene.

Gasparri: “Esposto-denuncia contro Ranucci e Rai”

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(Adnkronos) – Un "ulteriore esposto denuncia contro Ranucci e la Rai".Lo annuncia il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri. "Oggi il principale quotidiano italiano ha demolito Report e la Rai con espressioni dure, ma tutte meritate, dicendo che Report di Sigfrido Ranucci si 'incanaglisce con audio rubati, con un'intervista con telecamera nascosta, con fastidiosi pedinamenti stradali, con questa spazzatura spacciata per giornalismo di inchiesta – scrive Gasparri – Se mai Report, dice il Corriere della Sera, azzeccasse qualche volta un servizio verrebbe comunque macchiato per sempre da queste cialtronate'".  "Il giudizio del Corriere della Sera è impietoso ma è al di sotto di quello che la Rai merita – i legge ancora nella nota – Quello che è stato fatto nei confronti di Federica Corsini Sangiuliano è una vergogna assoluta.

Oggi sono stati diffusi audio che nulla hanno a che fare con l'inchiesta, con la protervia di Ranucci che, oltre a diffondere fanfaluche, si dedica a uno stillicidio nei confronti di persone che per mille ragioni al mondo si trovano in una condizione di fragilità e non dovrebbero essere disturbate".  "Ma più che Ranucci, di cui conosciamo l’orrendo stile, meraviglia la viltà di tutti coloro che in Rai non dovrebbero consentire un comportamento di questo genere.Per queste ragioni ho voluto aggiungere un ulteriore esposto denuncia contro Ranucci e la Rai per questa vergognosa pagina di domenica sera.

Perché la dignità di Federica Corsini Sangiuliano va tutelata in tutte le sedi.In Italia non esistono solo conigli", conclude. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump, respinta la richiesta di archiviazione al processo per frode

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(Adnkronos) –
Nessuna archiviazione per Donald Trump condannato a pagare centinaia di milioni allo stato di New York.Lo ha annunciato l'ufficio del procuratore generale di New York non accogliendo così la richiesta del presidente eletto. "Il peso del procedimento civile non costituisce un impedimento per i compiti ufficiali del presidente" e quindi non viola la Costituzione, si legge nella lettera inviata dalla vice procuratrice generale, Judith Vale, all'avvocato di Trump, John Sauer.  Lo scorso febbraio il giudice Arthur Engoron ha condannato Trump e i suoi figli adulti che ora guidano la Trump Organization, a pagare 355 milioni di dollari, più interessi, dopo averli ritenuti colpevoli di aver portato avanti per anni un sistema di frode sul valore dei loro immobili per avere vantaggi fiscali e con i prestiti bancari.

I legali di Trump hanno fatto ricorso contro la decisioni e a marzo hanno ottenuto una drastica riduzione della somma da pagare allo stato di New York, da 464 milioni a 175.Anche contro questa sentenza è stato presentato ricorso e ora si aspetta una decisione della corte di appello.  Dopo la vittoria elettorale, Sauer, che intanto è stato scelto da Trump come prossimo Us solicitor generale, l'avvocato che rappresenta il governo federale di fronte alla Corte Suprema, aveva chiesto l'archiviazione anche del processo per frode, dopo quella dei due processi penali federali e quella sempre più probabile del processo penale, sempre a New York, per la vicenda legata a Stormy Daniel.

Ma ora gli è stato risposto che quelli erano appunto casi penali, ma quello in questione è civile e quindi gli altri problemi penali del presidente eletto "sono irrilevanti".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Sacchi, per Pirino e De Propris condanne a 24 e 25 anni. Tre anni ad Anastasiya

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(Adnkronos) – I giudici della Corte di Assise d’Appello di Roma hanno condannato a 24 anni Paolo Pirino e a 25 anni Marcello De Propris per l’omicidio di Luca Sacchi, ucciso con un colpo di pistola alla testa nella notte tra il 23 e 24 ottobre 2019 davanti a un pub nella zona di Colli Albani a Roma durante un tentativo di acquisto di droga finito in tragedia.Al termine del processo di appello bis i giudici hanno confermato la pena di 3 anni per la fidanzata di Sacchi, Anastasiya Kylemnyk, condannata per violazione della legge sugli stupefacenti.

Con la sentenza della Cassazione dello scorso 16 maggio invece è già diventata definitiva la condanna a 27 anni per Valerio Del Grosso, autore materiale dell’omicidio. “Siamo soddisfatti della sentenza, giustizia è fatta a noi interessava la conferma della pena – afferma Alfonso, padre di Sacchi – Loro domani si ritroveranno con dei figli, noi no”.Al processo di appello bis si è arrivati dopo che i supremi giudici avevano disposto un nuovo giudizio per aumentare la pena a Pirino, presente sul luogo del delitto con Del Grosso, e a De Propris, accusato di aver fornito l’arma con cui è stato ucciso Sacchi.

Per Pirino e De Propris le condanne in secondo grado erano scese da 25 anni a 14 anni e 8 mesi. Il personal trainer venne ucciso con un colpo di pistola alla testa davanti a un pub nella zona di Colli Albani mentre era in compagnia della fidanzata Anastasiya e di alcuni amici.A sparare fu Del Grosso che, insieme con l’amico Paolo Pirino, aveva deciso di rapinare la ragazza di Sacchi prendendole i soldi, 70mila euro secondo l’accusa, che aveva nello zaino e che sarebbero serviti per acquistare 15 chili di marijuana. ‘’La vera causa di questo omicidio è la droga – aveva sottolineato alla scorsa udienza il sostituto procuratore generale Carlo Lasperanza – è il mercato della droga che porta a queste tragedie.

In questo processo l’attività di spaccio è stata sottovalutata, ma c’era un’associazione, un ‘gruppo’ come lo chiama la Cassazione, in cui ognuno aveva il suo compito’’. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sci, Vonn si qualifica alla Coppa del Mondo: “È come se non avessi mai smesso”

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(Adnkronos) –
Lindsey Vonn è tornata.La sciatrice statunitense ha annunciato la qualificazione per la prossima Coppa del mondo, che la dovrebbe vedere protagonista tra il 21 e 22 dicembre a Sankt Moritz. "Bene, mi sono ufficialmente qualificata per la Coppa del mondo.

Le gare di questo fine settimana sono state molto divertenti e hanno rappresentato una grande opportunità di allenamento.Ho ancora molto lavoro da fare, ma questo è un grande passo avanti nel mio sviluppo", ha scritto Vonn su Instagram. Vonn, che si era ritirata quasi sei anni fa dopo aver vinto 82 gare di Coppa del Mondo, ha poi aggiunto: "essendo all'inizio con i miei compagni di squadra, mi è sembrato di non aver mai smesso di gareggiare, ma allo stesso tempo devo mantenere tutto in prospettiva.

Ho subito una sostituzione parziale del ginocchio solo pochi mesi fa, non mi alleno né gareggio da quasi 6 anni e ho solo pochi giorni di allenamento.Passo dopo passo sto diventando più forte e sto trovando la mia forma".  "Ciò che significa così tanto per me in questo viaggio è stato il supporto della mia famiglia, amici, allenatori, partner, fan e soprattutto i miei compagni di squadra.

Grazie a tutti coloro che credono nell'impossibile con me!Non avrei potuto farcela senza di voi!

Passiamo al prossimo passo, divertiamoci!", ha concluso Vonn. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tennis, Reis da Silva è il primo giocatore a fare coming out

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(Adnkronos) –
Joao Lucas Reis da Silva è il primo tennista del circuito Atp a dichiararsi apertamente omosessuale.Il brasiliano, 24 anni, ha giocato 347 partite da professionista e al momento occupa la posizione 367 del ranking, con il suo miglior piazzamento che è stato il 204esimo posto raggiunto nel 2023.

Oggi però Reis da Silva non ha fatto notizia per i risultati in campo, ma per un post su Instagram. Sul proprio profilo infatti il brasiliano ha postato una serie di foto che lo ritraggono con un altro uomo, la descrizione cancella ogni dubbio: "Buon compleanno, buona vita.Ti amo tantissimo".

Con questo messaggio Reis da Silva è diventato quindi il primo tennista professionista a fare coming out.  Nel 2022 il francese Fabien Reboul, numero 54 nel ranking del doppio, aveva postato una foto mentre baciava il suo collega e compagno di doppio Maxence Broville.Nelle ore seguenti però il post è sparito e Reboul ha pubblicato il messaggio: "La gente può parlare, la gente può giudicare ma io continuerò ad essere me stesso".

Non una smentita, ma un passo indietro forte che ha fatto credere a un nuovo 'caso Casillas'.  Dell'omosessualità all'interno del circuito Atp aveva parlato anche Taylor Fritz, tennista statunitense numero 4 del mondo e finalista alle ultime Finals di Torino: "Non sono sicuro che ci siano giocatori omosessuali tra i primi 100 del ranking.Statisticamente parlando, dovrebbero esserci.

Penso che sia strano, perché credo che un giocatore sarebbe accettato.Io e i miei amici, gli altri giocatori in tournée non avrebbero problemi con tutto questo, sarebbe del tutto normale".  "Non saprei perché nessuno abbia mai fatto coming out", sono state le parole di Fritz riportate da Mundo Deportivo, "sarebbe una grande novità e forse le persone semplicemente non vogliono stare sotto i riflettori.

Forse non vogliono distrazioni, l’attenzione che ne conseguirebbe e tutte queste cose qui". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)