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Omicidio Thompson, la simpatia della gente per il killer ostacola la caccia all’uomo

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(Adnkronos) – Nella caccia all'uomo del killer che mercoledì scorso ha freddato nel centro di New York Brian Thompson, Ceo del gigante delle assicurazioni sanitarie UnitedHealthcare, la polizia sta facendo i conti con un ostacolo non previsto: la simpatia che sta suscitando tra il pubblico il misterioso giovane killer diventato una sorta di eroe popolare.Motivo, stando a quando circola sui social media ma anche nelle strade di Manhattan, scrive oggi il Wall Street Journal, per aver colpito un'istituzione odiata, il sistema delle assicurazioni sanitarie accusato di negare per aumentare i propri profitti la copertura ai propri assistiti.  Questa narrativa sarebbe stata avvalorata dalle rivelazioni dei media, secondo le quali sui bossoli delle pallottole che hanno ucciso Thompson sono state trovate incise le parole "deny, defend, depose” – negare, difendere e far deporre – che notoriamente descrivono le tattiche dilatatorie usate dall'assicurazione per rifiutarsi di pagare per cure mediche.

Cosa che ha spinto a pensare che il movente del killer vada ricercato in questa direzione.  
Nonostante le taglie messe dalla polizia di New York e dall'Fbi sull'uomo in fuga, di cui sono state diffuse diverse foto, alcune con il volto quasi interamente visibile, ma non l'identità, il killer sarebbe riuscito a fuggire dalla una delle città più sorvegliate del mondo – 25mila telecamere solo agli incroci stradali, a cui da qualche tempo si sono aggiunti i droni che sorvolano Central Park – riuscendo a salire su un pulmann a bordo del quale ha lasciato lo stato.  Non solo la polizia newyorkese non ha ricevuto soffiate utili, ma molti sui social media hanno suggerito di inondare il numero verde messo a disposizioni con false 'tip', indicazioni, oppure travestirsi tutti come il killer per creare confusione.Senza contare che sabato effettivamente a Washington Square si è svolta una gara di 'sosia' del killer. Ma la cosa che sta spiazzando di più la polizia è il fatto che non stia ricevendo nessun aiuto dagli "online sleuths", i detective della poltrona e del computer che, con un seguito spesso di milioni di follower patiti di true crime, conducono indagini parallele su omicidi e crimini eccellenti. "Non devono incoraggiare o condonare assolutamente la violenza, ma anche non devo aiutare", ha scritto, riferendosi all'indagine sull'assassino di Thompson, @thatdaneshguy, che ha 2 milioni di follower su TikTok e si dichiara in grado di trovare chiunque sia in fuga.  Questa reazione del pubblico newyorkese viene dichiarata "scioccante" da Ed Davis, ex capo della polizia di Boston, che guidò la risposta all'attentato alla maratona del 2013.

Per lui è "molto preoccupante" la mancanza di simpatia per vittima, anche considerata la violenza e la freddezza dell'agguato: "Il problema è che persone che hanno questo tipo di animosità, non sono disposte ad aiutare e la polizia in questi casi ha veramente bisogno di aiuto", aggiunge Davis, ora alla guida di una società di sicurezza.  La simpatia per ricercati in fuga non è una novità per la cultura americana, scrive il Wsj ricordando come Eric Rudolph, l'uomo che fece esplodere una bomba alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, riuscì a nascondersi per 6 anni nelle Smoky Mountains, con i sostenitori che sfoggiavano la maglietta “Run, Rudolph, Run!”.  Ovviamente ora i social media amplificano in dimensioni senza precedenti il fenomeno, e la risposta populista, che secondo gli esperti si innesca nel sentimento populista che domina da tempo la politica americana, con commenti online a sostegno del killer, spesso intrisi di odio contro le grandi corporation. "In un certo senso spero che non catturino mai il killer del Ceo di UnitedHealthCare" si legge in un post sul sito di Reddit “Off My Chest,” in cui oltre tre milioni di utenti sono liberi di esprimere i propri pensieri più reconditi, che aggiunge che i ricchi "non hanno quasi mai quello che si meritano". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Crolla balcone durante gita scolastica a Ferrara, insegnante e guida in ospedale

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(Adnkronos) – Ha rischiato di trasformarsi in una tragedia la gita scolastica di una classe di scuola media in visita a Villa Rivani Farolfi, dimora storica situata in provincia di Ferrara, nel comune di Riva del Po, presso la frazione di Ro Ferrarese.Attorno a metà mattinata, un balcone della villa ha ceduto ed è crollato, trascinando con sé un insegnante e una guida turistica che, assieme agli studenti, si trovavano ad un piano rialzato della struttura.  
Le due persone sono cadute a terra tra i calcinacci da un’altezza di oltre 5 metri.

Immediato l’intervento dei soccorsi, con i volontari che hanno trasportato l’insegnante e la guida presso il vicino ospedale di Cona.Mentre gli studenti, illesi, venivano riaccompagnati presso il proprio istituto scolastico, due pattuglie dei carabinieri e i vigili del fuoco di Rovigo e Ferrara sono intervenuti per mettere in sicurezza l’area e impedirne l’accesso.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Pompei continuum’, sette luoghi suggestivi illuminati per rendere la città Capitale della Cultura 2027

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(Adnkronos) – Il rinvio della decisione sulle finaliste non ferma la città di Pompei, che continua il suo lavoro per essere designata come Capitale della Cultura 2027: “Abbiamo deciso – spiega il Sindaco Carmine Lo Sapio – che, in attesa del 31 gennaio, data in cui verrà individuata la rosa ristretta delle città candidate, proseguiamo nell’attuazione del nostro progetto, ‘Pompei continuum’, che verrà portato comunque a compimento”. Ed è così che, a partire da lunedì prossimo, le strade di Pompei inizieranno a illuminarsi. Sette le location individuate nell’ambito del progetto che sostiene la candidatura: “Luoghi suggestivi – sottolinea Lo Sapio – che ospiteranno installazioni di videomapping, videoproiezioni e spettacoli di luce. Un lavoro enorme che, curato da Cethegus spa e realizzato con il contributo determinante della Prelatura territoriale, vuole valorizzare alcune ricorrenze storiche di grande rilevanza, come il 150simo anniversario della venuta dell’Icona della Madonna di Pompei e il centenario della realizzazione del Campanile progettato dall’architetto e Servo di Dio Aristide Leonori tra il 1912 e il 1925”. 

L’obiettivo del progetto è dunque quello di illuminare luoghi sacri e storici della città, luoghi simbolo in Italia e nel mondo. Il percorso individuato parte dal videomapping architettonico proiettato sulla facciata del Pontificio Santuario: “Lo abbiamo chiamato ‘Architettura in luce’ – ricorda il Sindaco Lo Sapio – e l’utilizzo della tecnologia multimediale intende garantire un effetto duraturo sui pellegrini. Potenziare, in questo modo, l’esperienza dei visitatori non solo arricchirà il loro incontro con il sacro, ma funzionerà anche da strumento di educazione e coinvolgimento”. La parte laterale del Santuario permetterà invece di raccontare, sempre attraverso il videomapping, la storia della Madonna di Pompei che, accompagnata da San Domenico e Santa Caterina da Siena, è raffigurata in trono con Gesù. “Luce e iconografia” è il titolo scelto per celebrare un punto di riferimento essenziale della tradizione popolare e per celebrare, come già ricordato, i 150 anni di fede e devozione”. 

“Luci e Ombre” è poi il videomapping architettonico e iconografico che riguarda le facciate del Campanile, un grande omaggio al centenario della sua realizzazione, raccontando la storia di un monumento significativo per Pompei e i suoi visitatori. Attraverso la fusione di arte, tecnologia e spiritualità, questa iniziativa avrà il potenziale di attrarre e ispirare, celebrando il patrimonio culturale e religioso con una nuova e avvincente narrazione visiva: “Palazzo De Fusco – aggiunge Lo Sapio – verrà invece raccontato dal progetto ‘Arte di illuminare’. L’obiettivo, in questo caso, è di dare risalto al patrimonio artistico della nostra città e di trasformare lo storico edificio in un luogo di incontro, contemplazione e celebrazione per tutti”. Storie dunque proiettate per raccontare Pompei e i suoi luoghi simbolo come l’ex Pontificio Ospizio Femminile del Sacro Cuore (“Incanto visivo”). Fondato negli anni ’60 dal Vescovo di Pompei Monsignor Aurelio Signora, l’orfanotrofio rappresenta quello che fu punto di riferimento per l’accoglienza e l’educazione dei minori, portando avanti nel tempo l’eredità del Beato Bartolo Longo. La storia dell’orfanotrofio è quindi intrinsecamente legata ai valori di accoglienza, rispetto e innovazione educativa. Previste inoltre videoproiezioni iconografiche presso le Stazioni ferroviarie di Viale Mazzini e di Via Diaz. Lo scopo è, in questo caso, di celebrare il Natale e i temi di viaggio attraverso un’esperienza visiva coinvolgente. Attraverso il mix di immagini festose, legami con la cultura popolare e narrazioni interattive, questo progetto non solo intratterrà i bambini e le famiglie, ma favorirà anche un senso di comunità e partecipazione.  

“Sono convinto – conclude il Sindaco Lo Sapio – che attraverso la sinergia di tutti i soggetti coinvolti e l’impegno della comunità riusciremo a rendere Pompei non solo un centro culturale di riferimento, ma anche un esempio di come la valorizzazione del patrimonio spirituale, artistico e storico possa favorire la crescita sociale ed economica di un’intera regione. Tutti i progetti oggetto della candidatura non sono semplicemente un evento, ma un viaggio che abbraccia il passato, illumina il presente e guida verso un futuro luminoso, per Pompei e le 103 amministrazioni che ci sostengono”. 

Ecografia polmonare, Italia all’avanguardia con buone pratiche cliniche

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(Adnkronos) – Per la prima volta in Europa, 3 società scientifiche italiane hanno realizzato un documento pionieristico sull'ultrasonografia polmonare (Lus) nei pazienti critici, coprendo l'intero arco della vita.La 'buona pratica clinica', pubblicata il 4 novembre, nasce dalla sinergia tra la Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), la Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm) e la Società italiana di neonatologia (Sin).  "Questo documento rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra diverse specialità mediche – evidenzia Elena Bignami, presidente Siaarti – L'approccio innovativo adottato ottimizza l'utilizzo dell'ecografia polmonare per tutti i pazienti critici, indipendentemente dalla loro età e patologia.

E' significativo come buona parte della letteratura scientifica analizzata sia di provenienza italiana, confermando il nostro Paese come front runner nel campo della ultrasonografia polmonare nel paziente critico".La rilevanza del documento emerge anche dalle parole di Giorgio Conti, Editor-in-Chief della rivista 'Jaacc' di Siaarti: "Questo documento intersocietario segna un punto di svolta nella collaborazione fra specialità mediche.

Il dialogo tra anestesisti-rianimatori, radiologi, pediatri e neonatologi ha prodotto uno strumento unico, tracciando una strada innovativa da seguire anche in altri ambiti". La pubblicazione del documento – riporta una nota – sancisce un dato di fatto: l'ecografia polmonare si sta rivelando uno strumento prezioso nella pratica clinica quotidiana. "Si tratta di un documento che sottolinea l'importanza dell'ultrasonografia polmonare per migliorare la gestione clinica in ambiente ospedaliero – spiega il presidente Sirm, Andrea Giovagnoni – La Lus può ottimizzare i percorsi diagnostici, riducendo l'uso di tecniche invasive o radiologiche più costose e rischiose".Il testo "rappresenta uno strumento prezioso per decisioni cliniche rapide nelle emergenze, con l'obiettivo prioritario di salvaguardare sempre la sicurezza del paziente". "L'ecografia polmonare è una tecnica che permette di valutare le più comuni patologie polmonari tipiche dei neonati nati anche prima del termine – illustra il presidente Sin, Massimo Agosti – Consente al neonatologo di integrare il quadro clinico dei neonati critici con una metodica diagnostica efficace, rapida e facilmente riproducibile, atta ad assistere i medici nella gestione di patologie spesso rapidamente progressive e tempo dipendenti.

Possiede un'alta accuratezza diagnostica, non utilizza radiazioni ionizzanti ed è facilmente adattabile al contesto della Terapia intensiva neonatale poiché eseguita dai neonatologi direttamente al letto del paziente.Pertanto, visti i suoi numerosi vantaggi, negli ultimi anni si è affermata come un insostituibile alleato in ambito neonatologico".  Il documento – descrive la nota – fornisce indicazioni standardizzate per l'esecuzione degli esami ecografici, promuove la formazione continua degli operatori e definisce percorsi diagnostici basati sulle più recenti evidenze scientifiche, rappresentando un riferimento fondamentale per il miglioramento della pratica clinica in Italia.  "L'ecografia polmonare riduce i rischi per il paziente e accorcia i tempi diagnostici, aumentando la precisione e l'efficacia delle cure, soprattutto nei casi di emergenza", rimarcano gli esperti.

Grazie a questo documento, l'Italia si pone all'avanguardia in Europa per l'uso clinico di questa tecnica, offrendo uno standard di cura innovativo e di alta qualità. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Metamizolo, alert Aifa su antidolorifico e antifebbre: rischio effetto avverso, i sintomi

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(Adnkronos) – Alert dell'Agenzia italiana del farmaco sull'antidolorifico e antipiretico metamizolo e il rischio di agranulocitosi, una condizione patologica che comporta una diminuzione improvvisa e severa dei globuli bianchi (granulociti) e può portare a infezioni gravi, anche fatali.La comunicazione dell'Aifa è ai medici che in questo modo possono informare e sensibilizzare i pazienti che assumono metamizolo e intercettare precocemente i sintomi di agranulocitosi, che in questo periodo possono confondersi con quelli dell'influenza e passare inosservati.  Secondo la nota informativa pubblica sul sito dell'Aifa, concordata con le autorità regolatorie europee, "i pazienti trattati con medicinali contenenti metamizolo devono essere informati riguardo ai sintomi precoci suggestivi di agranulocitosi, tra cui febbre, brividi, mal di gola e piaghe dolorose delle mucose, in particolare nella bocca, nel naso e nella gola o nelle regioni genitali o anali; alla necessità di mantenere alta l'attenzione su questi sintomi, poiché possono manifestarsi in qualsiasi momento durante il trattamento, anche poco dopo l'interruzione del trattamento; alla necessità di interrompere il trattamento e rivolgersi immediatamente al medico se sviluppano questi sintomi.  Se il metamizolo viene assunto per la febbre, alcuni sintomi di una agranulocitosi emergente possono passare inosservati", avverte la nota. "Inoltre, i sintomi possono essere mascherati nei pazienti in trattamento con una terapia antibiotica.

Se si sospetta agranulocitosi, deve essere eseguito immediatamente un emocromo completo (inclusa la formula leucocitaria) e il trattamento deve essere interrotto in attesa dei risultati. Se l'agranulocitosi viene confermata, il trattamento non deve essere reintrodotto".E ancora, "il monitoraggio di routine dell'emocromo nei pazienti trattati con medicinali contenenti metamizolo non è raccomandato.

Il metamizolo è controindicato nei pazienti con un'anamnesi di agranulocitosi indotta da metamizolo (o da altri pirazoloni o pirazolidine), con compromissione della funzionalità del midollo osseo o con malattie del sistema emopoietico".  A luglio l'Agenzia europea del farmaco (Ema) ha avviato una revisione dei medicinali a base di metamizolo.Intanto – come raccomandato dal Comitato sicurezza dell'ente regolatorio Ue – l'Aifa anche con questa nota rafforza le misure per ridurre al minimo le conseguenze gravi di questo effetto collaterale dell'antidolorifico. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Innovazione, Prysmian passa intera infrastruttura al cloud con Rise with Sap

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(Adnkronos) – Prysmian è un fornitore globale di soluzioni per cavi, leader nella transizione energetica e nella trasformazione digitale.La strategia di Prysmian è perfettamente allineata con i principali driver di mercato mentre sviluppa soluzioni innovative e sostenibili per cavi resilienti e ad alte prestazioni per i segmenti dei trasporti, delle reti elettriche, dell’elettrificazione e delle soluzioni digitali.

Prysmian è una società pubblica quotata alla borsa italiana, con quasi 150 anni di esperienza, circa 33.000 dipendenti, 109 siti produttivi e 27 centri di ricerca e sviluppo in più di 50 paesi, e con un fatturato di oltre 15 miliardi di euro nel 2023. “Siamo leader nella nostra industry e se vogliamo rimanere ai vertici del mercato dobbiamo avere una spinta continua verso l’innovazione.Questo riguarda anche il nostro sistema Erp presente in tutti i nostri siti produttivi e che gestisce l’80% del nostro fatturato e delle transazioni commerciali, rendendo quindi fondamentale concentrare anche in questo ambito le migliori evoluzioni tecnologiche”, ha dichiarato Giovanni Cauteruccio, cio e cdo di Prysmian. “Inoltre, siamo molto interessati agli sviluppi legati all’intelligenza artificiale generativa che Sap integra nelle sue soluzioni, in particolare ai vantaggi che l’Ai generativa può portare in termini di usability, con la possibilità di interrogare il copilot Joule su ogni istanza di business e che rappresenta sicuramente un game changer nell’utilizzabilità di un sistema Sap”, ha continuato.  Tra i principali fattori che hanno determinato il passaggio a Rise with Sap il primo è l’armonizzazione del sistema.

I cambiamenti tecnologici permettono oggi a Prysmian di riuscire a condurre esami e analisi in tempi più rapidi, usando la stessa transazione custom o standard testata in un paese anche nelle altre sedi del Gruppo.In questo modo l’azienda riesce a ottimizzare i test e avere un sistema operante e armonizzato a livello globale. Un altro elemento decisivo è stata la possibilità di implementare l’intero progetto con il supporto del team customer services & delivery di Sap Italia. “È stato un bel lavoro di sinergia, con il nostro team IT che ha offerto una profonda conoscenza dei processi e delle soluzioni, dove tutti i passaggi tecnologici sono stati concordati ed effettuati in collaborazione con SAP, mentre i processi e le funzionalità sono stati gestiti internamente da noi.

Questo è stato un altro punto di forza, perché ci ha permesso oltre che di ridurre i costi del progetto, anche di essere più rapidi nelle decisioni”, ha commentato Cauteruccio. Ulteriore aspetto fondamentale che ha determinato la velocità e la riuscita del progetto è legato a una valutazione anticipata e ponderata dei possibili rischi dovuti a un duplice passaggio che bisognava effettuare contestualmente: migrazione del datacenter su infrastruttura Aws e upgrade di release dei sistemi Sap. “Abbiamo fatto tutte le valutazioni del caso, e dopo aver constatato che l’upgrade non sarebbe stato eccessivamente impattante nonostante i diversi cambiamenti che avrebbe generato sui processi, ci siamo convinti che in quattro mesi avremmo portato a termine questo progetto.E per quanto sappiamo che i rischi zero non esistono, abbiamo comunque operato sulla base di un rischio ben ponderato”, ha spiegato Cauteruccio. “Abbiamo portato tutta la nostra esperienza e professionalità affinché questo importante percorso di migrazione al cloud e di aggiornamento della tecnologia Sap da parte di Prysmian avvenisse nel migliore dei modi”, ha dichiarato Carla Masperi, amministratore delegato di Sap Italia. “Il progetto è uno dei primi del suo genere nel nostro Paese: abbiamo garantito l’aggiornamento e il passaggio in un’unica istanza sul cloud delle soluzioni Sap s/4hana, sap advanced planning and optimization, sap treasury and risk management e sap bw/4hana, con un approccio che ha permesso di raggiungere il go-live in tempi molto ristretti, garantendo sia il successo tecnico che l’allineamento con gli obiettivi di business e di trasformazione digitale del cliente”, ha continuato. Tra gli sviluppi attesi da Prysmian, che si accompagnano al costante aggiornamento delle soluzioni, alla piena scalabilità garantita dal passaggio al cloud e alla predisposizione verso una costante innovazione, un ruolo importante lo riveste l’utilizzo dell’AI generativa e del copilot Joule per migliorare l’approccio ai dati nei 26 use case indentificati dall’azienda per elevato impatto sul business e sull’operatività delle persone, partendo dai 100 scenari di AI generativa offerti da SAP.

Il go-live di Joule in Prysmian è avvenuto lo scorso novembre. “L’intelligenza artificiale sarà un boost importante per la nostra nuova business strategy Connect to Lead, attraverso la quale puntiamo a rafforzare la leadership di mercato, sfruttando la nostra capillare presenza geografica, l’ampia gamma di offerta di prodotti, le importanti partnership con i clienti, le nostre persone e il forte impegno per la sostenibilità e l’innovazione.L’obiettivo è cogliere le opportunità offerte dalle nuove tendenze di mercato che stanno plasmando l’industria dei cavi elettrici, ponendoci come enabler principale della transizione energetica e della trasformazione digitale”, ha commentato Cauteruccio. “Una strategia che implica però una transizione del Gruppo, da puro produttore di cavi ad azienda a fornitore di soluzioni sia in ambito energetico che di telecomunicazione.

In questa transizione ovviamente l’IT e la digitalizzazione sono fondamentali, perché vuol dire utilizzare al meglio i dati e sfruttare al massimo l’automazione”.  “In Sap, riteniamo che la prossima frontiera dell'Ai vada oltre le isolate efficienze e consista nell'unificare senza soluzione di continuità persone, dati e processi per creare valore per il business e amplificare l'impatto dei risultati”, ha concluso Masperi. “Prysmian potrà ora sfruttare la potenza di Joule e degli agenti AI autonomi e collaborativi, integrati nel copilota, che abbattono i silos, migliorano la collaborazione interfunzionale e consentono di risolvere sfide multiformi in un modo che gli strumenti di produttività isolati non possono eguagliare”.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S, Toninelli: “Grillo impugnerà simbolo, Conte dovrà farsi suo partito”

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(Adnkronos) – Quello che è successo ieri con il voto M5S "era scontato.Conte ha fatto una consultazione ratificatoria.

Aveva deciso tutto lui: ha deciso quanti dovevano essere i votanti, ha deciso le domande e pure il notaio, ma Beppe non si darà per vinto.Dispiace che Conte e i suoi ballino sul cadavere di un leone, è un ballo, esultanza da perdenti.

Grillo impugnerà il simbolo e lo farà tornare proprio e Conte si dovrà obbligatoriamente fare il suo partito".Lo dice Danilo Toninelli, membro del Collegio dei probiviri del Movimento 5 stelle, nella consueta intervista a Radio Cusano e ripubblicata sulla sua pagina Facebook.  "Un M5s senza limite dei due mandati, che era il più grande dei capisaldi, non può essere il M5s – aggiunge -.

Come possiamo far credere alla gente che esiste ancora un M5s che queste persone avevano votato sull'onda di quella promessa, che tra l'altro Conte urlava nella campagna elettorale del 2022 dicendo 'Noi siamo diversi dagli altri, non abbiamo i professionisti della politica'.Conte tradisce se stesso e non esiste più il Movimento 5 stelle". "E fra qualche mese non esisterà più neanche formalmente perché Beppe farà l'azione legale che tutti si stanno aspettando", continua Toninelli. "Dopo questo voto, noi gente innamorata della politica generosa fatta di due mandati soffriamo.

Ma questa sofferenza ci sta dando una speranza che domani, o magari dopodomani, nasca qualcosa di nuovo.Ho sentito tantissime persone e vedo un'insofferenza che è buona perché porterà qualcosa di nuovo.

Aspettiamo che Beppe dia avvio all'azione per rimpossessarsi del simbolo, che è al 100% di sua proprietà perché Conte se ne è impossessato con la forza, con un scrittura privata.Da questo voto – dice convinto Toninelli – nascerà sicuramente qualcosa". "In questo momento – aggiunge -, è necessario che la base a favore di Grillo si disgreghi dal partito di Conte: è uno staccarsi, uno sciogliersi, assolutamente necessario".

Sull'azione politica del presidente M5S Giuseppe Conte, Toninelli conclude: "Si stanno suicidando e i voti che prende il M5S sono una conferma; questo partito, che non è più il M5S, non lo voto".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Shock anafilattico, penna adrenalina può salvare la vita: “Va usata subito”

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(Adnkronos) – Penna adrenalina salvavita in caso di allergia e shock anafilattico, che andrebbe portata sempre dietro.E' quando spiega all'Adnkronos Salute Vincenzo Patella, presidente della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic), intervendo sul caso della bambina di 9 anni, allergica, morta a Roma dopo aver mangiato un piatto di gnocchi in un ristorante.  "Le reazioni allergiche più gravi agli alimenti – avverte – avvengono dopo 30 minuti, ma possono sopraggiungere anche dopo 2-3 ore dal pasto se sono associate all'attività fisica.

Quando un soggetto sospetta di aver mangiato qualcosa con un ingrediente per cui è allergico e che può scatenare una reazione non deve fare attività fisica entro le 2 ore e mezza dal pasto, non deve prendere farmaci antinfiammatori e deve rivolgersi subito ad un medico o ad un centro specializzato.In più c'è l'autoiniettore di adrenalina che viene dispensato dal Servizio sanitario nazionale a tutti coloro che hanno una storia di anafilassi, ad esempio da punture o da farmaci.

E' un farmaco salvavita, anche per i bambini, ma è molto tempo-dipendente e non sostituisce il ricorso al pronto soccorso.Spesso è conosciuto da chi ha avuto uno shock anafilattico meno da chi non ha mai avuto nulla, ma è allergico agli alimenti.

Va usato subito, però, ai primi sintomi come la difficoltà respiratoria, la respirazione affannosa e il calo pressorio". "C'è una legge europea che tutela i soggetti allergici e prevede che nei ristoranti ci siano menù con il tracciamento degli ingredienti – ricorda Patella – Alcune Regioni poi, come la Campania, sono anche più restrittive sull'obbligo di non usare certi prodotti.Come Siaaic abbiamo lanciato il bollino arancione con i cuochi che hanno seguito dei corsi in cui abbiamo spiegato le direttive sul tema degli allergeni e le metodiche per la tutela dei consumatori.

Chi li ha seguiti può esporre il bollino arancione".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Natalità, Pellicer: “Dobbiamo promuovere la fertilità, la PMA può fare la sua parte”

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(Adnkronos) – “Il tema di fondo è che c’è una mancanza di figli e che l’Italia è campione d’Europa nel non avere figli.Dobbiamo fare una promozione della fertilità.

La PMA non risolve il problema ma, come diciamo in Spagna ‘tutta la pietra fa parete’, ovvero la PMA può dare il suo contributo”.Il professor Antonio Pellicer, presidente e fondatore dell’Instituto Valenciano de Infertilidad (IVI), in un’intervista all’Adnkronos, parla dei passi in avanti fatti e dei prossimi obiettivi della ricerca nel campo della riproduzione. Lo fa partendo dai dati, che aiutano a individuare il perimetro nel quale muoversi. “L’infertilità è un problema che riguarda il 15% delle coppie in età fertile.

Per quanto riguarda l’applicazione delle tecniche di PMA, la Spagna, insieme alla Danimarca, è il Paese che la utilizza di più.Un paragone facile: in Spagna la percentuale dei bimbi che nascono con la PMA è il 10% del totale, in Danimarca l’11%, in Italia il 4 o il 5%”. Il passo successivo è chiedersi quali siano i motivi di “un livello di penetrazione molto diverso”.

Il tema, premette Pellicer, “non è economico, perché in Italia si può fare la PMA con il contributo pubblico attraverso le strutture convenzionate.Penso invece – prosegue – che ci sia un tema culturale che ha bisogno di tempo per essere risolto e si lega al tema della comunicazione, delle informazioni disponibili”.

Anche sul piano normativo, ci sono differenze. “In Italia non si possono trattare le donne single e non è possibile la donazione degli embrioni: se una coppia ha avuto figli, non ne vuole avere altri e ha embrioni congelati non li può donare ad altre coppie perché non è autorizzata”.Pellicer parla di “una differenza sostanziale” perché “comporta due problemi addizionali: se gli embrioni congelati non si utilizzano si accumulano e questo, evidentemente, non è giusto; l’impianto di embrioni donati è molto meno costoso e contribuisce a risolvere il problema economico.

Dobbiamo vederla come un’adozione potenziale“. Il fondatore di IVI vuole anche evidenziare che si sta parlando di un problema di salute. “Essere infertili dal 2008 è considerata una malattia per l’Oms. È un problema di salute come gli altri e si deve prendere con serietà.Dobbiamo dire che i medici servono per aiutare le persone.

E con la PMA abbiamo fatto dei grandi passi in avanti”. Pellicer ricorda il film Joy, disponibile da pochi giorni su Netflix.Racconta la storia di Louise Joy Brown, la prima bambina nata da fecondazione in provetta il 25 Luglio del 1978 a Oldham, in Inghilterra.

Questo anche per rassicurare tutti sulla totale equivalenza scientifica tra un figlio nato con PMA e uno con concepimento naturale. “I bimbi con la PMA si fanno dal 1978.Ci sono più di 45 anni di storia con milioni di bambini nati perfettamente sani nel mondo.

Non esiste alcun rischio legato alla PMA diverso da quelli con il concepimento naturale.C’è solo una raccomandazione da farci, non rendere troppo grande la sfida alla natura: può avvenire quando in presenza di sperma ‘cattivo’ vengono applicate tecniche di PMA perché c’è il rischio di trasmettere malformazioni e patologie maschili”. Guardando invece alla ricerca, il professor Pellicer indica “due grandi sfide: la prima riguarda le percentuali di successo di ogni impianto.

Un embrione sano oggi dà una possibilità di gravidanza che non supera il 65%, c’è ancora un 35% su cui si può lavorare.Non abbiamo ancora capito se l’embrione deve avere altre caratteristiche, oltre a quelle morfologiche e cromosomiche.

Dobbiamo fare ricerca sul metodo di selezione embrionaria e scegliere gli embrioni che abbiano il potenziale massimo di portarci a una gravidanza”.L’altro fronte aperto, prosegue, “è il ringiovanimento degli ovuli.

Iniziano a rovinarsi a 38 anni e a 45 anni nessun ovulo o quasi è sano.Dopo tanta ricerca, abbiamo capito che dobbiamo lavorare sull’ovulo.

Mi auguro che un giorno saremo in grado di ringiovanire gli ovuli delle donne over 39”. Ultimo tassello dell’analisi di Pellicer, l’immancabile ‘orologio biologico‘. “Oggi considerando che la massima fertilità è a 24 anni, dobbiamo lavorare sul congelamento degli ovuli per il futuro.Non abbiamo un altro metodo e sarebbe bene che le ragazze diventassero più consapevoli della possibilità che hanno a quell’età di garantirsi un futuro sereno”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atreju ‘conquista’ Rete, oltre 139mila scambi su festa al Circo Massimo

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(Adnkronos) – Nelle ultime 24 ore la parola chiave Atreju, che raccoglie le conversazioni digitali sviluppatesi sull'appuntamento organizzato da Fratelli d'Italia al Circo Massimo a Roma, ha incassato in Rete oltre 139 mila interazioni.Questo volume, rivela l'analisi condotta da Arcadia, ha cristallizzato anche il modo in cui gli utenti si sono relazionati alla parola chiave della ricerca: il 72% ha manifestato un atteggiamento positivo, mentre il 28% si è espresso in modo negativo. In questo primo scorcio di analisi risultano interessanti anche i termini più utilizzati in riferimento ad Atreju: oltre a Meloni, ci sono scambi legati ai due principali leader delle opposizioni, Elly Schlein e Giuseppe Conte. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Serie A, ecco gli allenatori che rischiano di non mangiare il panettone

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(Adnkronos) – Sono finora quattro le panchine saltate in Serie A.Il primo allenatore, in ordine di tempo, a ricevere il benservito dalla propria società è stato il 18 settembre Daniele De Rossi, esonerato dalla Roma dopo la quarta giornata.

Al suo posto arriva Ivan Juric ma anche lui durerà poco e i Friedkin lo solleveranno dall'incarico dopo la 12/a giornata il 10 novembre.Il giorno prima il Lecce aveva interrotto il rapporto con Ivan Gotti, sostituito da Marco Giampaolo.

Ultimo in ordine di tempo il tecnico del Genoa Alberto Gilardino, esonerato il 19 novembre, sempre dopo 12 giornate di campionato, con Patrick Vieira al suo posto.Ma quali sono gli altri allenatori che rischiano di non mangiare il panettone?
 Il quinto allenatore in Serie A potrebbe saltare nelle prossime ore, con Paolo Zanetti a forte rischio, dopo la sconfitta del suo Verona per 1-4 in casa con l'Empoli, che fa scendere gli scaligeri in 17/a posizione insieme al Como.

Il ds giallobù Sean Sogliano si è preso 24-48 ore di tempo per decidere le sorti dell'ex tecnico dell'Empoli.Oltre a Zanetti molto a rischio è l'allenatore del Venezia ultimo in classifica Eusebio Di Francesco.

Oltre all'ultima piazza in classifica con solo 9 punti, preoccupa il trend dei lagunari, con 4 sconfitte e un pari (in casa con il Como) nelle ultime 5 giornate.  Posizione non comoda nemmeno quella di Alessandro Nesta al Monza, che stasera contro l'Udinese si gioca moltissimo.Anche il trend dei brianzoli è da retrocessione, con tre ko e due pareggi nelle ultime 5 partite.

Posizioni non particolarmente salde nemmeno quelle di Cecs Fabregas al Como che non vince da 9 giornate (5 sconfitte e 4 pareggi) e di Paolo Vanoli al Torino, in discesa libera nelle ultime 6 partite (4 ko e due pari) dopo un inizio promettente.La classifica non è ancora pericolosa, con i granata undicesimi insieme alla Roma con 16 punti ma gli ultimi due mesi preoccupano.  Tra gli allenatori delle grandi squadre non ci sono al momento posizioni particolarmente a rischio ma c'è da valutare Paulo Fonseca, al momento solo settimo con il Milan con appena 22 punti dopo 14 partite, gli stessi del Bologna.

I rossoneri sono in corsa per un posto agli ottavi di finale di Champions League dove dopo due sconfitte nelle prime due partite hanno inanellato tre vittorie di fila tra cui quella prestigiosissima al Bernabeu contro il Real Madrid.La fiducia nel portoghese c'è ancora ma perdere altro terreno dalla zona Champions League potrebbe cominciare a far scricchiolare la sua panchina.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner e il caso doping, Rublev: “Ha avuto stress e ansia. Regole incomprensibili”

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(Adnkronos) –
Cresce l'attesa per la sentenza definitiva nel caso doping che riguarda Jannik Sinner.Il numero uno del mondo, dopo una prima assoluzione, riceverà, non prima di febbraio 2025, il giudizio del Tas, a cui ha fatto ricorso la Wada.

La situazione dell'altoatesino, protagonista di una stagione da favola macchiata però proprio dalla positività riscontrata al Closterbol, sta scuotendo il mondo del tennis e non solo. Sul caso doping che sta riguardando Sinner si è espresso anche Andrey Rublev, intervistato da Afp: "Non puoi augurare a nessun giocatore di vivere una situazione del genere", ha detto il tennista russo, "non riesco a immaginare lo stress o l’ansia che ha provato durante tutto questo tempo.Se l’è cavata molto bene, ha continuato a giocare al suo miglior livello ed è riuscito a dominare il circuito nonostante tutto vincendo titoli. È davvero impressionante". Rublev ha anche commentato le regole antidoping attualmente in vigore nel circuito: "Penso che il sistema antidoping dovrebbe essere un po' più comprensibile.

Nel tennis le regole sono rigidissime, più che in altri sport.Sento che ogni piccolo errore, anche se non intenzionale, può minacciare la carriera di chiunque". Poi sulla nuova stagione, in cui proprio Sinner e Alcaraz saranno i protagonisti più attesi: "Onestamente non mi preoccupo dei risultati di Jannik e Carlos.

Conducono la propria vita, sono grandi giocatori e hanno dominato totalmente il 2024.Quindi spetta a loro preoccuparsi di come inizieranno il prossimo anno.

Se dovessi preoccuparmi contemporaneamente per me e per loro, mi esploderebbe la testa". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Leucemia mieloide cronica, dati confermano efficacia asciminib

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(Adnkronos) – Novartis ha annunciato i risultati positivi a lungo termine dallo studio di fase 3 Asc4First con asciminib, che mostrano tassi di risposta molecolare maggiore (Mmr) superiori a 96 settimane.Lo studio ha confrontato il tasso di Mmr di asciminib con i TKI standard di cura (SoC) selezionati dagli investigatori (imatinib, nilotinib, dasatinib e bosutinib) e con il solo imatinib in pazienti adulti con leucemia mieloide cronica in fase cronica con cromosoma Philadelphia positivo (Lmc-CP Ph+) alla valutazione delle 96 settimane, gli endpoint secondari chiave dello studio.

I risultati a lungo termine hanno mostrato una differenza crescente nel tasso di Mmr di asciminib rispetto alla SoC, rispetto a imatinib e rispetto ai TKI di seconda generazione (nilotinib, dasatinib e bosutinib).I risultati sono stati presentati al 66° Congresso annuale della Società americana di ematologia (Ash). "E' essenziale avere nuovi farmaci per affrontare le sfide che ancora restano da vincere per i pazienti con leucemia mieloide cronica di nuova diagnosi, come ad esempio la continuità del trattamento ed il mantenimento di una risposta e di una qualità della vita ottimali – ha affermato Fausto Castagnetti professore associato Università di Bologna, Istituto di Ematologia 'Seràgnoli' Irccs Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna – I farmaci attualmente in uso nella Lmc devono purtroppo essere spesso interrotti per effetto terapeutico insoddisfacente o per tossicità.

I risultati a 96 settimane dello studio Asc4First si confermano molto positivi, mostrando un'efficacia superiore di asciminib rispetto alla terapia standard con un profilo di tollerabilità migliore.Questo farmaco aumenterà il numero di pazienti che possono raggiungere in tempi rapidi gli obiettivi del trattamento".  Il follow-up mediano è stato di 2,2 anni per asciminib e per i TKI SoC selezionati dagli investigatori, riporta una nota.

Oltre il 22% in più di pazienti trattati con asciminib (80 mg QD) ha raggiunto la Mmr a 96 settimane rispetto a tutti i TKI SoC selezionati dagli investigatori, e quasi il 30% in più di pazienti ha raggiunto la Mmr a 96 settimane rispetto al solo imatinib.Il tasso di Mmr di asciminib è stato superiore del 15,1% rispetto ai 2G-TKIs (72% vs. 56,9%)1.

I pazienti trattati con asciminib hanno anche raggiunto tassi più profondi di risposte molecolari (MR4 e MR4.5) rispetto ai TKI SoC selezionati dagli investigatori. "In Italia ci sono circa 9.000 pazienti con leucemia mieloide cronica, di cui il 75% è in trattamento di prima linea – ha sottolineato Massimiliano Bonifacio, professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria per la Medicina di Innovazione (Dimi) Università di Verona – Per questi pazienti, auspichiamo una nuova e migliore opportunità terapeutica grazie ad asciminib.L'efficacia prolungata, le risposte rapide e profonde, insieme a un profilo di sicurezza e tollerabilità favorevole rispetto ai TKI standard di cura, rafforzano il potenziale di asciminib come opzione terapeutica innovativa nei pazienti con Lmc-CP Ph+ di nuova diagnosi". Il profilo di sicurezza di asciminib a 96 settimane – dettaglia la nota – è stato coerente con il follow-up di 4 anni dello studio di fase 3 ASCEMBL, senza nuovi eventi avversi osservati fino ad oggi.

Nei pazienti trattati con asciminib, è stata osservata una minore percentuale di eventi avversi di grado ≥3 e di aggiustamenti della dose per gestire gli eventi avversi; inoltre l'interruzione dovuta agli eventi avversi è stata più del 50% inferiore per asciminib rispetto sia ad imatinib che ai 2G-TKIs1. "Il nostro impegno da oltre vent'anni nella ricerca, nell'innovazione e nella partnership con la comunità scientifica e le associazioni di pazienti ha portato a risultati straordinari nella gestione e nel trattamento della leucemia mieloide cronica – ha dichiarato Paola Coco, Chief Scientific Officer & Medical Affairs Head di Novartis Italia – Grazie ai trattamenti innovativi, questa patologia è ora gestibile come una condizione cronica.Tuttavia, nonostante i numerosi traguardi raggiunti, ci sono ancora bisogni clinici insoddisfatti.

La ricerca non si ferma: oggi la scienza mette a disposizione nuovi trattamenti per migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti, offrendo nuove speranze e prospettive di vita fin dal momento della diagnosi".Dal 2023 asciminib è disponibile in Italia per i pazienti affetti da Lmc-CP Ph+ con resistenza o intolleranza ad almeno 2 precedenti inibitori tirosin-chinasici.

Recentemente asciminib ha ottenuto l'approvazione accelerata negli Stati Uniti per il trattamento degli adulti di nuova diagnosi con Lmc-CP Ph+, che insieme alla sua approvazione nei pazienti adulti precedentemente trattati con Lmc-CP Ph+ espande di 4 volte la popolazione di pazienti che potrebbe beneficiare con asciminib. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Re Carlo e la rivelazione su mamma Elisabetta II: “Indossava la corona mentre mi faceva il bagno”

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(Adnkronos) – Era una corona molto pesante, quella della futura regina Elisabetta II.Per questo motivo, per abituarcisi, alla vigilia della propria incoronazione la indossava anche nelle occasioni più insolite, per esempio quando faceva il bagnetto al piccolo Carlo. "Mia mamma veniva sempre a fare pratica durante il bagnetto indossando la corona", ha detto il sovrano in un discorso che sarà trasmesso in un nuovo documentario, confessando di sentirsi "leggermente ansioso" all'idea di indossare la pesante corona di Sant'Edoardo durante la propria incoronazione. "Ricordo tutto molto bene: allora, io e mia sorella facevamo il bagno la sera", racconta re Carlo, ricostruendo quelli che furono i preparativi per l'evento del 1953 nel documentario 'Coronation Girls', che parla della storia di 50 donne provenienti dal Canada e che assistettero all'incoronazione della regina Elisabetta II. "Bisogna abituarsi al peso della corona – afferma il monarca – Non l'ho mai dimenticato, lo ricordo ancora vividamente. È molto importante indossarla per un certo periodo di tempo per farci l'abitudine". 
La Corona di Sant'Edoardo ha un peso di 2,200 chilogrammi e sia la regina Vittoria che il figlio Edoardo VII scelsero di non essere incoronati con questo diadema, ma con la più leggera Corona Imperiale di Stato. "È molto pesante e alta – conferma re Carlo – Quindi si è sempre leggermente ansiosi, nel caso in cui oscilli.

Bisogna portarla, guardando dritto davanti".E infatti, onde evitare possibili incidenti, anche se furono incoronati con la Corona di Sant'Edoardo, sia re Carlo III che Elisabetta II, quando uscirono dall'Abbazia di Westminster indossavano la corona imperiale, che pesa poco più di un chilo. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Report’ si ferma a 8,4% di share, il caso Boccia non traina gli ascolti tv

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(Adnkronos) – Il caso Boccia non tira più come prima.Dopo il 14% di share raggiunto dalla prima puntata di 'Report', in onda il 27 ottobre su Rai 3, i nuovi audio dell'affaire Boccia-Sangiuliano al centro dell'appuntamento di ieri, 8 dicembre, hanno totalizzato l'8,4% di share.  Caso Boccia a parte, dalla seconda puntata di 'Report' alla penultima, in onda il primo dicembre, il programma mantiene un trend costante che oscilla tra l'8 e il 9% di share.  'Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso 2' su Rai 1 ha intanto vinto gli ascolti di prima serata di ieri, 9 dicembre, con 2.861.000 telespettatori e il 16,6% di share.

Su Canale 5 la serie 'Tradimento' ha registrato 2.353.000 telespettatori con il 14,3% di share, mentre su Nove 'Che tempo che fa' ha sfiorato i 2 milioni di telespettatori (1.948.000) totalizzando il 10,1% di share.Su Italia 1 'Le Iene' hanno registrato 1.200.000 telespettatori e l'8,8% di share.

Poco sotto con l'8,4% 'Report', visto da 1.561.000.Su Rete 4 'Zona Bianca' ha raggiunto 606.000 telespettatori e il 4,4% di share.

Su Rai 2 '9-1-1 Lone Star' 655.000 telespettatori con il 3,5% di share.Su La7 il film 'L’uomo della pioggia' ha registrato 351.000 telespettatori con il 2,1% di share.

Su Tv8 il film 'Twilight' è stato visto da 269.000 telespettatori, totalizzando l'1,6% di share.  Nella fascia access prime time, 'Affari Tuoi' su Rai 1 ha invece raggiunto 5.208.000 telespettatori con il 26,3% di share.Su Canale 5 'Paperissima Sprint' ha ottenuto 2.632.000 telespettatori con il 13,2% di share.

Su Italia 1 'N.C.I.S.Unità Anticrimine' ha intrattenuto 1.334.000, totalizzando il 6,8% di share.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cancro colon retto, create cellule natural killer intelligenti: come funzionano

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(Adnkronos) – E’ possibile rendere le cosiddette cellule natural killer più 'intelligenti' nel riconoscere il tumore del colon-retto e nell’attaccarlo selettivamente, risparmiando così i tessuti sani ed evitando l’insorgenza di gravi effetti collaterali.Grazie, infatti, all’aggiunta di un recettore detto Car (chimaeric antigen receptor) diretto contro un bersaglio sul tumore, le cellule killer possono essere in grado di sollevare il 'mantello dell’invisibilità' dietro il quale le cellule tumorali riescono a nascondersi e a proteggersi.

A dimostrare le potenzialità di questo nuovo approccio contro il cancro al colon-retto, un tumore che in Italia colpisce circa 50mila persone all’anno, sono due studi condotti dai ricercatori dell’Istituto di Candiolo, Torino, uno pubblicato su Molecular Therapy e un altro in corso di pubblicazione sul Journal of Translational Medicine.Entrambi i lavori sono stati condotti nell’ambito del progetto Car-T nazionale di Alleanza contro il Cancro.  "Le natural killer sono un particolare tipo di cellule immunitarie, che pattugliano il corpo, e quando individuano una cellula cancerosa la attaccano e la distruggono, prevenendo la crescita del tumore", spiega Enzo Medico, direttore del Laboratorio di oncogenomica dell’Istituto di Candiolo. "Talvolta però le cellule tumorali trovano il modo per sfuggire a queste sentinelle: diventano ‘invisibili’ e creano un ambiente sfavorevole per le natural killer, evitando così che queste le riconoscano e distruggano.

Grazie a queste contromisure il tumore riesce a svilupparsi ed evolvere, con le conseguenze che tutti conosciamo".I due nuovi studi descrivono due modi diversi per indirizzare le cellule Nk contro i tumori del colon-retto.

In entrambi i lavori sperimentali le cellule sono state ‘armate’ con un recettore Car in grado di riconoscere e attaccare solo le cellule del tumore del colon-retto. Più nel dettaglio.Nel primo lavoro, in corso di pubblicazione sul Journal of Translational Medicine, è stato introdotto un Car contro il bersaglio mesotelina, già testato per efficacia e sicurezza in mesoteliomi e tumori ovarici.

I ricercatori di Candiolo hanno scoperto che la mesotelina, una proteina ancorata alla membrana cellulare, può essere presente ad alti livelli anche in una parte dei tumori colorettali soprattutto nei sottotipi più aggressivi.Hanno così adottato una strategia di 'riposizionamento', che consiste nell’avvalersi di terapie inizialmente sviluppate per altre tipologie di tumori e sfruttarle contro il cancro al colon-retto. "Questa strategia – sottolinea Medico – si è rivelata vincente".

I tumori potenzialmente candidabili, cioè quelli che esprimono livelli alti di mesotelina, sono circa 2mila-4mila all’anno. Nel secondo lavoro viene descritto un sofisticato circuito genetico che rende le cellule Nk ancora più intelligenti, cioè in grado di riconoscere il bersaglio del Car solo sulle cellule tumorali. "Grazie a questo circuito, la cellula killer espone il Car contro i tumori del colon solo se viene a contatto con un secondo bersaglio, l’oncogene Her2, che funge da ‘filtro selettore'", spiega Medico. "In pratica, ciascuno dei componenti del circuito, il recettore per Her2 e il Car, riconosce il proprio bersaglio anche in tessuti normali.Ma esiste un solo caso in cui entrambi i bersagli sono presenti sulla stessa cellula ad alti livelli: i tumori del colon con Her2 amplificato.

La cellula Nk così modificata può quindi pattugliare l’intero organismo rimanendo inattiva, tranne quando incontra una cellula di cancro del colon che espone Her2 amplificato".Le nuove cellule NK 'intelligenti' si sono dimostrate efficaci e molto selettive in tutti i modelli sperimentali testati.  "La prospettiva applicativa, in un futuro che si spera non troppo distante, è quella di infondere cellule Nk così modificate nei pazienti il cui tumore del colon presenta entrambi i bersagli ad alti livelli.

I prossimi passi da compiere saranno renderle ancora più potenti senza che perdano la selettività, in modo da colmare progressivamente il divario fra i modelli di laboratorio e il letto del paziente", afferma Medico.Ci vorrà quindi ancora tempo e lavoro prima che il nuovo approccio arrivi in clinica.  "L’Irccs di Candiolo crede molto nella ricerca di frontiera", conclude Anna Sapino, direttore Scientifico dell’Irccs oncologico del Piemonte. "Siamo convinti che coraggio e perseveranza siano due ingredienti fondamentali per produrre innovazione.

Per cui non importa se la strada è lunga: l’importante è che la direzione sia quella giusta". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Brera Holding entra nel club: “Insieme per un grande futuro”

Un nuovo futuro per la Juve Stabia.All’Unione Industriali di Napoli il presidente delle Vespe Andrea Langella ha convocato una conferenza stampa per presentare i piani futuri del club e i nuovi ingressi societari.

A fare gli onori di casa è il Presidente dell’Unione Industriali di Napoli Costanzo Jannotti Pecci: “La Juve Stabia è tra le nostre aziende associate, quindi questa è la sua casa.Andrea Langella ha sempre ricoperto ruoli di primo livello, quindi benvenuti a casa vostra.

Siamo contenti abbiate scelto questa sede per questa conferenza, di una delle società più antiche della Campania.Aprire partnership internazionali anche per società come la Juve Stabia è importantissimo.

Langella sta dimostrando che si può stare nell’elitè del calcio anche senza grandi spese.Auguro a Langella e alla Juve Stabia e ai novi soci grandi successi”.

Tocca poi al presidente Andrea Langella: “Grazie per essere presenti a questa conferenza.Ringrazio l’amico Costanzo Jannotti Pecci per la bellissima location.

Sono entrato come sponsor nella Juve Stabia, ma sono sempre stato legato a Castellammare di Stabia.In questa città ho passato i momenti più spensierati e felici della mia vita.

Dopo esser intervenuto come sponsor poi mi sono convinto ad entrare come socio al 50% e ora sono l’unico proprietario al 100%.Ho trovato tanti debiti ma avevo promesso ai tifosi che li avrei portato all’oasi felice.

Oggi abbiamo una società e una gestione finanziaria innovativa, abbiamo fatto partire il consolidamento del brand non solo a carattere locale ma anche nazionale.In questi 5 anni abbiamo consolidato anche il reparto marketing.

Ora abbiamo oltre 100 sponsor, che sono sempre coinvolti all’interno del club.Grazie al Comune abbiamo uno stadio a norma.

In questi 5 anni abbiamo lavorato tanto anche nel sociale, con gli ingressi gratuiti per i ragazzi, con i calciatori nelle scuole, abbiamo lanciato la nostra Academy che al primo anno ha già 400 iscritti e puntiamo a essere la scuola calcio più importante della Campania raddoppiando gli iscritti nel prossimo anno.Abbiamo un settore giovanile che è un fiore all’occhiello, tra i migliori del Sud Italia.

Ringrazio la Curva Sud che ci è sempre vicino e dà sempre grande spettacolo.Oggi non è un punto d’arrivo, ma anzi è uno di svolta.

Ringrazio mio fratello che è stato mio socio.Lo scorso anno abbiamo stracciato il campionato e oggi devo dire grazie al duo Lovisa-Pagliuca se siamo in serie B.

Siamo in un campionato competitivo, difficile, sia a livello tecnico che finanziario.Rispetto agli anni scorsi ci sono almeno 2 milioni di euro in meno di entrate.

Per questo abbiamo bisogno di un partner.In società entra Brera Holding con qui presente il presidente Daniel McClory.

Sarà un progetto di fusione con la Brera Holding che entra nella Juve stabia e io che entro in Brera Holding.Abbiamo lavorato incessantemente e ringrazio lo studio Zefiro e il mio staff per il buon esito della trattativa.

C’è una lettera vincolante con closing entro fine anno.La prima fase è vincolante ed entrano nel capitale al 22%.

Poi nelle altre 2 fasi possono arrivare quasi al 52% entro il 31 marzo.Puntiamo a  un progetto di crescita con la Juve Stabia che deve diventare un brand internazionale.

La Juve Stabia diventerà una società per azioni, non mi spaventa che Brera arriverà al 51% perchè io stesso entrerò in Brera.Impianti?

C’è un discorso con il sindaco per un restyling dello stadio Menti, poi stiamo lavorando e trattando con un centro sportivo già esistente che ha diversi campi, palestre e parcheggi.Come cambiano strategie?

Evitiamo di svendere qualcuno a gennaio, avremo un patrimonio più importante per salvare la serie B.

 

Tocca poi a Daniel McClory presidente della Brera Holding: “Abbiamo fondato uesta Holding nel 2022, siamo la prima azienda quotata nel Nasdaq.Abbiamo già comprato 3 club, una in Macedonia, una in Mongolia e una in Mozambico.

Ma la Juve Stabia è il nostro investimento più importante.Abbiamo valutato diversi club in Italia, il bacino, la sostenibilità abbiamo negoziato con 8 club, firmato un memoriale con 4 club per poi scegliere la Juve Stabia come nostro investimento.

Andrea Langella vuole far crescere la Juve Stabia, abbiamo trovato un club ben gestito.Puntiamo a incrementare gli sponsor, a fare una accademia giovanile internazionale, far conoscere questo club nel Nord America.

Abbiamo creato un fondo per finanziare questa operazione.Salernitana e Brescia?

In passato non abbiamo trovato persone che hanno voluto essere nostri partner, ma volevano solo soldi e dire addio.

Un cerotto microinfusore per il diabete, prima italiana a Legnano

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(Adnkronos) – Debutta in Italia
all'Ospedale di Legnano, presidio capofila dell'Asst Ovest Milanese, "un nuovo modello avanzato di microinfusore per il trattamento del diabete di tipo 1".Il dispositivo, applicato questa mattina nell'ambulatorio di Diabetologia a una giovane paziente, è "la prima patch pump monolitica con inserzione automatizzata senza necessità di catetere, in grado di erogare in continuo l'insulina comunicando con un sensore per la rilevazione glicemica".

Lo annuncia all'Adnkronos Salute Antonino Mazzone, a capo del Dipartimento di Area medica dell'azienda socio sanitaria territoriale alle porte di Milano. "Oltre a consentire di regolare in modo automatico l'erogazione dell'insulina", il nuovo microinfusore 'a cerotto' "si presenta piccolo e discreto – sottolinea Mazzone – permettendo di vivere al meglio la quotidianità, migliorando il benessere psico-fisico e la qualità di vita delle persone con diabete".  "Direttamente dagli Stati Uniti, passando per Uk e Germania, già utilizzata su oltre 100mila persone con diabete mellito", la patch pump approda dunque anche nel nostro Paese.Lo fa nell'Uos di Diabetologia di Legnano, del Dipartimento Medico dell'Asst Ovest Milanese che sotto la guida di Mazzone si è dedicato "in modo specifico all'utilizzo di strumenti tecnologici a supporto del trattamento del diabete mellito tipo 1 per favorire una migliore qualità della vita dei pazienti", spiega il noto internista. In particolare, negli ultimi anni nell'ambulatorio di Diabetologia di Legnano – riportano dall'azienda – sono stati posizionati un centinaio di microinfusori di insulina, sistemi in grado di erogare insulina in continuo nel sottocute, di vari modelli e con diverse caratteristiche tecniche.

La maggior parte di questi dispositivi è integrata a sensori glicemici che monitorano costantemente i livelli di zucchero nel sangue e quindi il fabbisogno di insulina, configurando sistemi altamente evoluti che si avvicinano sempre di più al 'pancreas artificiale'.L'evoluzione tecnologica, oltre a favorire l'ottimizzazione del compenso glicemico, punta alla personalizzazione della terapia con dispositivi sempre più adatti alle necessità dei pazienti in termini di portabilità, facilitando l'accettazione della malattia, adattandosi alle diverse esigenze e rispettando la sensibilità di ciascuno. Al momento in Asst Ovest Milanese vengono seguiti regolarmente oltre 600 pazienti diabetici (tipo 1, 2 e gestazionale) con monitoraggio in continuo del glucosio tramite sensori, e circa 130 con diabete 1 che utilizzano anche microinfusori. "Quello posizionato sulla giovane ragazza è un ulteriore avanzamento nello sviluppo di tecnologie avanzate che determinano una migliore qualità di vita dei pazienti", rimarca Mazzone.  Il diabete è una condizione cronica a gestione complessa in forte crescita, che attualmente coinvolge oltre 4 milioni di pazienti in Italia di cui circa 700mila in Lombardia, ricordano dall'Asst Ovest Milanese.

Le innovazioni tecnologiche hanno fornito strumenti in grado di cambiare l'evoluzione e il controllo della malattia, non solo nel diabete di tipo 1, ma anche nel tipo 2, con un significativo miglioramento degli outcome clinici e della qualità di vita, nonché importanti risparmi sui costi complessivi di gestione della patologia.E' in quest'ottica che il Dipartimento Medico dell'azienda legnanese ha sviluppato negli anni anche numerosi progetti per l'impiego della medicina digitale, avviando azioni coordinate per l'acquisizione, l'uso e lo sviluppo di strumenti a supporto del trattamento del diabete. "Siamo partiti con il progetto Telediabe per la gestione del diabete mellito di tipo 1, promosso insieme alla Fondazione italiana diabete, con un servizio di tele-consulenza e tele-educazione per i giovani affetti da diabete mellito di tipo 1 – illustra Mazzone – Abbiamo successivamente avviato i servizi di tele-visita nel periodo della pandemia Covid, fino al progressivo impiego di tecnologie di monitoraggio glicemico".

Il gruppo interdisciplinare diabetologico aziendale, formato da medici, infermieri, dietiste e altri specialisti per la cura delle complicanze (nefrologi, cardiologi, oculisti e altri professionisti), ha voluto costruire insieme ai pazienti diabetici "un progetto integrato, affiancando le innovazioni tecnologiche ai percorsi di cura, formazione ed educazione, indispensabili per affrontare una patologia complessa come quella diabetica". 
Gli obiettivi futuri della Diabetologia dell'Asst Ovest Milanese comprendono il coinvolgimento sempre più attivo di tutti i professionisti che si occupano di diabete mellito sul territorio, in primis i medici di medicina generali e gli infermieri di famiglia – prospetta l'azienda – per favorire una gestione sempre più incentrata sugli effettivi bisogni dei pazienti diabetici mediante la realizzazione di una rete digitale integrata ospedale-territorio. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Altroconsumo, rincari su settimana bianca, budget a coppia 3.125 euro

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(Adnkronos) – La settimana bianca è un salasso per gli appassionati di sci, che ogni anno vedono fioccare rincari da capogiro.Anche questa edizione della consueta indagine Altroconsumo sui costi delle vacanze invernali conferma il trend di aumenti a doppia cifra per la settimana bianca a cavallo di Capodanno, per la quale le rilevazioni condotte dall’organizzazione registrano un aumento del costo totale del 14% rispetto a un anno fa.

Per la settimana bianca di Capodanno (dal 28 dicembre 2024 al 4 gennaio 2025), nelle 9 località sciistiche monitorate, tra le quali mete come Bormio, Madonna di Campiglio, Courmayeur e Cortina, il budget medio richiesto per un soggiorno di coppia è di 3.125 euro.Oltre ai costi del viaggio e dello skipass (per 5 giorni), abbiamo considerato il pernottamento in hotel a tre stelle o in b&b (il calcolo si basa sulla media tra le due soluzioni). Le località più abbordabili sono Tarvisio (1.724 euro) e Pila (2.218 euro), mentre le più care – quelle che superano i 4.000 euro – sono Livigno (4.233 euro) e Cortina d’Ampezzo (4.405 euro).

Sotto la soglia dei 4.000 euro Madonna di Campiglio, mentre Bormio e Courmayeur si posizionano sotto quota 3.000 euro.Dietro un aumento medio annuale del 14% si nascondono però variazioni di costo molto diverse tra loro, e persino un paio di casi in cui la spesa da sostenere diminuisce.

Ad esempio, Cortina spicca perché fa registrare una discesa dei costi rispetto a un anno fa: ma solo per la settimana bianca di Capodanno (-4%), restando comunque la più cara.  L’altra località dove si può notare a Capodanno 2025 un (piccolo) risparmio rispetto al 2024 è Madonna di Campiglio (-3%).Sul fronte opposto c’è Champoluc, la meta sciistica dove l’aumento a Capodanno raggiunge la vetta più alta dell’indagine: +43% in un anno (da 2.235 a 3.190).

Accanto al record negativo di Champoluc, per la settimana di Capodanno, va segnalato quello di Vigo di Fassa che vede lievitare i costi del 30%.Sopra la media del 14% anche Courmayeur (+17%).

Incrementi sotto la media per Bormio (+9%) e Tarvisio (+8%). —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Premi, ad Ariete il ‘Rewriters 2024’ per sensibilizzazione su temi Lgbtqia+

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(Adnkronos) – La cantautrice Ariete, al secolo Arianna Del Giaccio, è la vincitrice del Premio 'Rewriters 2024' per la sensibilizzazione sui temi LGBTQIA+.Ariete viene dopo nomi come Loredana Bertè, Alessandro Gassmann, Bebe Vio. "Mi sento in buona compagnia – ha dichiarato Ariete – ed è un grandissimo onore essere assieme a loro.

E’ un grande piacere soprattutto perché le motivazioni di questo premio attengono a temi che mi stanno molto a cuore.E’ quindi un piacere e un onore poterne parlare qui e ricevere un riconoscimento per questo", ha concluso. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)