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Milan, Fonseca: “Se non vinciamo con Stella Rossa, difficile arrivare tra le prime otto”

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(Adnkronos) – Il Milan torna protagonista in Champions League.I rossoneri affrontano domani, mercoledì 11 dicembre, la Stella Rossa a San Siro per conquistare tre punti fondamentali per sperare di arrivare tra le prime otto, piazzamento che garantirebbe di volare direttamente agli ottavi di finale: "Se non vinciamo la prossima sarà difficile passare tra le prime otto.

La Champions è sempre una competizione diversa e anche per i giocatori c'è una motivazione diversa.Comunque il modo in cui prepariamo la partita è sempre la stessa.

Quello che è diverso magari è l'avversario, la strategia, la struttura.Nella mia testa ho che il prestigio del Milan in Europa è grande.

Dobbiamo capire questo e fare bene perché il Milan è una squadra da Champions League", ha detto l'allenatore del Milan, Paulo Fonseca, nella conferenza stampa della vigilia, "penso che la cosa più importante sia vincere la prossima, ma non posso dire che non pensiamo alla possibilità di arrivare tre le prime otto.Intanto pensiamo alla prossima e poi penseremo alle altre". Fonseca ha rivelato anche chi giocherà al posto di Christian Pulisic, infortunatosi contro l'Atalanta: "Giocherà Loftus-Cheek nella posizione di Pulisic, Christian ha un piccolo problema.

Io ho totale fiducia in Loftus-Cheek".Poi sulla Stella Rossa: "Affronteremo una squadra che ha vinto 5-1 contro lo Stoccarda.

Sarà una partita importante per noi, vogliamo vincere e fare i tre punti". Il tecnico portoghese ha commentato anche la differenza di rendimento tra Serie A e Champions League: "Sono partite totalmente diverse, ma anche in campionato siamo ogni giorno più vicini a quello che stiamo facendo in Champions League.Le mie parole dopo il ko con l'Atalanta?

Capisco la curiosità, ma oggi voglio parlare solo della partita di Champions.Penso che negli ultimi tempi siamo migliorati molto difensivamente, non solo in Champions League ma anche in campionato.

A Bratislava è stata una partita particolare, la squadra ha imparato molto difensivamente".  Poi su Theo Hernandez: "Si allena e sta bene, è migliorato e deve continuare a lavorare".In conclusione una battuta su Ibrahimovic: "Parliamo quasi sempre di tutto: le condizioni dei giocatori, della squadra… Siamo sempre in contatto riguardo ai risultati e al momento della squadra con la massima onestà". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ciro Ferrara: La Salernitana deve stare attenta alla Juve Stabia, squadra che ha dimostrato di avere qualità

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Ciro Ferrara, ex allenatore della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” che va in onda ogni lunedì sui canali social ViViCentro dalle 20:30.Le dichiarazioni di Ciro Ferrara sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

Quale è il tuo ricordo immediato dell’esperienza a Castellammare di Stabia?

Il primo anno (2017-2018 n.d.a.) siamo partiti da zero, non c’era una grossa situazione economica alle spalle, ma abbiamo costruito un bel giocattolino e siamo riusciti a disputare i play off fra mille difficoltà.

Ricordiamolo: all’inizio abbiamo giocato le prime partite a Caserta perché lo Stadio Romeo Menti non era disponibile.L’anno dopo (2018-2019 n.d.a.), invece, abbiamo stravinto il campionato e siamo stati promossi in serie B.  Abbiamo restituito alla Juve Stabia quel prestigio che aveva sempre avuto.

Prossimamente, ci sarà questo derby con la Salernitana che si disputa di nuovo in serie B.  Sono tanti i derby disputati tra serie C e serie B.

Tu hai vissuto l’ultimo derby in serie B con la Salernitana.Quale è il tuo ricordo?

Io amo le società del Sud perché ti danno calore e ti fanno sentire importante come professionista, cioè, intendere il calcio come una cosa fondamentale della vita.

Ti senti importante e partecipe della vita di ogni giorno.Ho avuto la fortuna di vivere sia la piazza di Salerno che quella di Castellammare, due piazze calde e due piazze che ti danno tanto.

Avendo avuto esperienza in entrambe le squadre, avevo un po’ il cuore diviso.In modo particolare, nel periodo del Covid avevamo bisogno di una mano per poterne uscire.

Mi auguro che possano arrivare delle forze fresche per dare una grossa mano alla Juve Stabia che merita di essere sempre a questi livelli, ho letto di questa notizia di ingresso in società della Brera Holding.

Mi auguro che anche a Salerno in futuro ci sarà un’inversione di marcia e che col nuovo anno si possa creare una situazione favorevole che possa cancellare questa rottura tra società, squadra e tifosi che non fa bene sicuramente ai risultati.

Lo scorso anno la Salernitana è retrocessa dalla Serie A e adesso non è che la situazione sia migliore.

Può essere che uno dei fattori di questo brutto momento per la Salernitana sia anche il continuo cambio di allenatori?

Personalmente credo che, quando si costruisce un giocattolino programmando probabilmente per un biennio o triennio per arrivare a certi risultati e poi dopo dieci partite si manda via l’allenatore, il fallimento è assicurato.La Salernitana con Martusciello non aveva ottenuto tanti bei risultati, ma era una squadra viva, una squadra che gli altri temevano.

Ovviamente le lacune c’erano. Si è passati da Martusciello a Colantuono troppo frettolosamente secondo il mio pensiero.

Quali sono i punti deboli della Salernitana sui quali la Juve Stabia deve cercare di puntare per fare qualcosa di buono e la stessa cosa a parti invertite, cioè quali sono i punti della Juve Stabia sui quali la Salernitana può far male?

La Salernitana quest’anno ha dimostrato di avere tanti punti deboli.  Prima di tutto non è ancora una squadra è una squadra ancora in formazione, ancora alla ricerca di un modulo.Sembra adesso che Colantuono abbia trovato un pochettino la quadra, ma ci vogliono più risultati, più partite per poter essere sicuri di questo e da parte della Juve Stabia questa rabbia mi piace tantissimo perché ha un allenatore bravo e intelligente.

L’anno scorso ha veramente entusiasmato e fatto parlare di sé e della squadra in tutta Italia.Una squadra costruita con pochi accorgimenti sta lavorando bene anche in un campionato difficile come la B.

Mi auguro che possa tenere questo ritmo fino alla fine.Mi auguro che forze fresche ed economiche possano dare man forte a Langella per poter pensare di riuscire a  fare qualcosa in più.

Ci sono delle similitudini tra la squadra del 2019 e questa Juve Stabia vista dall’esterno?

Diciamo che quando siamo partiti noi c’erano tante scommesse.

Così come la Juve Stabia di adesso, avevamo una squadra giovane, un allenatore giovane e soprattutto non avevamo mai fatto parte di certe categorie.Dunque, c’era un po’ di scetticismo sulla Juve Stabia.

Con noi è successa la stessa cosa.Eravamo in un periodo economicamente difficile in cui non si aveva una grande disponibilità economica per fare mercato.

Si è preso ciò che si poteva prendere a buon mercato e si è costruito un bel giocattolo, una bella realtà.E’ successa la stessa cosa l’anno scorso e ho piacere che quest’anno si stia riconfermando.

Vuol dire che si è fatto un buon lavoro e si potrà continuare a fare un buon lavoro.

Quale è il ricordo più bello della sua esperienza?

Castellammare l’ho anche vissuta al di là del calcio.Da piccolo mio padre mi portava a Castellammare e andavamo alle Terme.

Il ricordo sportivo più bello è stato la promozione, la festa, la gioia.Quella gioia che ti viene trasmessa partita per partita e che, come accennavo prima, quell’anno era nell’aria perché eravamo costanti nei  risultati.  Il momento più bello è stato sicuramente la vittoria contro il Trapani: in quell’occasione abbiamo avuto la consapevolezza di poter arrivare fino in fondo.

Come finirà questo derby?

Le faccio una domanda molto difficile e soprattutto correlata alla mortificazione di non avere il pubblico di Castellammare presente.

In questa circostanza metto da parte il cuore.In questo momento deve più preoccuparsi la Salernitana che la Juve Stabia che ora rappresenta una squadra che ha dimostrato che comunque se la gioca.

Mi auguro che entrambe poi a fine anno possano aggiungere i propri obiettivi però oggi come oggi chi deve stare attenta è la Salernitana.

Riguardo all’assenza del pubblico di Castellammare, posso dire che questo aspetto fa parte di una delle tantissime cose che oggi non vanno nel calcio italiano.Il calcio è spettacolo ma se non ci va la gente chi ci deve andare?

La cosa assurda del divieto è che lo stadio della Salernitana è un impianto da serie A in cui hanno giocato Inter, Milan, Napoli e altre squadre e con migliaia e migliaia di spettatori a seguito.

Possiamo dire ciò che vogliamo ma purtroppo queste situazioni non le gestiamo noi.

E’ molto più semplice tagliar fuori il pubblico per risolvere i problemi di ordine pubblico.

In conclusione auguro alla Juve Stabia le migliori fortune migliori fortune e presto sarò anch’io allo stadio a vederla.

Siria, Erdogan a Meloni: “L’aggressione di Israele non contribuisce alla stabilità”

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(Adnkronos) – I recenti sviluppi in Siria sono stati al centro di un colloquio telefonico tra il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e la premier, Giorgia Meloni. Secondo la presidenza turca Edogna ha denunciato l'"aggressione" da parte di Israele, riferendosi alle operazioni dello Stato ebraico sulle Alture del Golan, Erdogan ha aggiunto "che questa condotta non contribuisce alla stabilità della Siria" e che "la Siria deve essere ripulita dagli elementi terroristici". SIl presidente ha quindi affermato che la Turchia "mantiene la sua posizione a favore della pace, della libertà, del dialogo e della giustizia in Siria" e ha sottolineato "l'importanza di proteggere l'integrità territoriale della Siria e ripristinare la stabilità nel Paese". Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha ribadito, informa Palazzo Chigi, ha ribadito "l’importanza di preservare l’unità e l’integrità territoriale della Siria e di assicurare una transizione pacifica e inclusiva che possa anche contribuire alla stabilità regionale".  La premier ha inoltre sottolineato "l’assoluta necessità di garantire l’incolumità dei civili e di tutelare tutte le minoranze presenti in Siria, inclusa quella cristiana.Alla luce della rapida evoluzione della situazione sul terreno, i due leader hanno concordato di mantenersi in stretto raccordo". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stellantis, stop a 249 licenziamenti: trovato l’accordo

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(Adnkronos) – Ritiro delle procedure di licenziamento collettivo per 249 lavoratori e rinnovo del contratto di fornitura per altri 12 mesi.Questi i punti cardine dell'accordo raggiunto tra Stellantis e Trasnova durante l'incontro che si è svolto al ministero delle Imprese e del Made in Italy con i sindacati confederali e di categoria, i rappresentanti delle Regioni e degli enti locali dove opera l'azienda dell'indotto.  “Lo stop ai licenziamenti annunciato da Trasnova e il rinnovo della commessa di Stellantis rappresentano un segnale concreto di responsabilità in un momento cruciale per il settore automobilistico.

La nostra bussola è la tutela del lavoro e della produzione italiana, gestendo nel modo più condiviso possibile la transizione in atto.Mi auguro che sia l’inizio di un nuovo e fattivo percorso anche con Stellantis”, ha commentato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. La società con sede a Cassino (Frosinone), che opera in regime di monocommittenza con Stellantis, svolgendo attività di logistica in diversi stabilimenti del Gruppo, aveva annunciato i giorni scorsi licenziamenti collettivi per 97 lavoratori impiegati tra Pomigliano, Mirafiori, Melfi e Piedimonte San Germano a seguito della sospensione del contratto di fornitura da parte di Stellantis a partire dal 31 dicembre.

Alla decisione di Trasnova sono poi seguite le lettere di licenziamento da parte delle società subappaltanti: Logitech aveva avviato procedure per 101 unità, mentre Tecnoservice per 51 dipendenti, per un totale di 249 lavoratori.   Durante l'incontro Stellantis ha sottolineato l’intenzione di portare avanti un percorso di dialogo con le parti coinvolte al tavolo rendendosi disponibile a proseguire per un altro anno il contratto di fornitura con Trasnova.Dal canto suo, quest’ultima, si impegna al ritiro immediato delle procedure di licenziamento che interessano anche i subappaltatori.

Inoltre, l’azienda si impegna anche a ricercare nei prossimi mesi altri possibili business di sviluppo, lavorando in ottica di superamento del regime di monocommittenza. “L’accordo siglato al Mimit , che prevede l’estensione del contratto con Trasnova per un ulteriore anno, nasce nel solco del senso di responsabilità di Stellantis che, nei giorni scorsi, aveva dato la propria disponibilità a supportare Trasnova per risolvere questa delicata situazione. È stata infatti la stessa Stellantis, che ha proposto questo tipo di soluzione che permetterà a Trasnova, nell’arco dei prossimi 12 mesi, di poter intervenire per realizzare una soluzione complessiva e definitiva nei confronti dei lavoratori coinvolti con gli appositi strumenti che regolano le situazioni di crisi e trovare, secondo l’accordo, anche misure di diversificazione della clientela”.Così Stellantis in una nota in cui si legge anche: “Nel ringraziare il Mimit per il supporto offerto in questa fase, Stellantis ribadisce che l’accordo di oggi costituisce una soluzione specifica per Trasnova e che le problematiche della filiera del settore automotive saranno affrontate nell’ambito del tavolo istituito presso il Mimit che sarà la sede naturale in cui tutti gli attori coinvolti dovranno definire le strategie per superare questa difficile fase di transizione”. “Stellantis proseguirà con i piani finalizzati a valorizzare i propri asset e le proprie risorse all’interno dei singoli stabilimenti al fine di tutelare il lavoro delle proprie persone e ridurre il ricorso agli ammortizzatori sociali nel processo di transizione verso la mobilità elettrica”, conclude la nota.  “La vittoria di oggi, che garantisce la proroga dei contratti per un ulteriore anno di attività di produzione e l’immediato ritiro dei licenziamenti, è stata ottenuta grazie alle lotte portate avanti dai lavoratori negli ultimi giorni, e può rappresentare un importante punto di partenza.

La vertenza Trasnova è un simbolo e un preoccupante precedente rispetto allo scenario che ci troveremo ad affrontare nel prossimo futuro in tutto il settore dell’automotive, della componentistica e nell’intera filiera.Occorrono un vero piano industriale ed investimenti per tutelare l’occupazione in modo permanente, ed è necessario ripristinare ed ampliare il fondo per l’automotive”.

Così la Cgil nazionale. “Il grave disagio sociale dei lavoratori e delle lavoratrici della filiera, in questi giorni di annunciato pericolo di perdita occupazionale imminente, in un periodo dell’anno particolarmente sensibile, pone all’attenzione un drammatico quadro generale del settore dell’Automotive nel nostro Paese – prosegue la Confederazione – È doveroso avviare una seria riflessione che guardi con la dovuta attenzione alle politiche industriali in Italia, in un’ottica di interazione e interconnessione tra settori produttivi, che tuteli la qualità e la sicurezza del lavoro anche attraverso una razionalizzazione de  “L’accordo con Stellantis e il conseguente ritiro dei licenziamenti di Trasnova è una buona notizia: per ora sono salvi circa 400 posti di lavoro", dice la segretaria del Pd, Elly Schlein. "Il Pd, dal primo giorno, è stato insieme a queste lavoratrici e a questi lavoratori ai presidi davanti ai cancelli di Pomigliano D’Arco.Venerdì scorso eravamo con loro quando è arrivata la lettera di licenziamento per 97 dipendenti.

Oggi siamo stati con loro al tavolo di crisi al Mimit e saremo con loro anche nelle prossime settimane, perché questa battaglia non si ferma". "Soprattutto in vista del 17 dicembre, quando sempre al Mimit il tavolo con Stellantis dovrà chiarire gli impegni dell’azienda, attraverso un piano industriale che possa rilanciare le loro attività nel nostro Paese.Inoltre continuiamo a chiedere che il governo torni sui propri passi rispetto alla decisione di eliminare i 4,6 miliardi del fondo per l’automotive, cruciale per salvaguardare questo settore strategico per l’Italia”. "Dopo una lunga battaglia, una buona notizia: ritirati i licenziamenti dei lavoratori di Trasnova, indotto Stellantis.

Questi operai hanno messo in campo un enorme impegno, una grande sfida per il lavoro e il futuro.Il Movimento è stato al loro fianco dal primo minuto ai cancelli degli stabilimenti di Pomigliano e abbiamo portato le loro richieste in Parlamento al ministro, fino all’anticipo del tavolo di oggi e all’accordo", scrive sui social Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ballando con le stelle, Matano: “Io al posto di Mariotto? Ma siamo seri”

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(Adnkronos) – Alberto Matano al posto di Guillermo Mariotto nelle ultime due puntate di 'Ballando Con Le Stelle?'. "Ma siamo seri!".E' la secca ed eloquente risposta all'Adnkronos del giornalista e conduttore de 'La vita in diretta', interpellato sui rumors sempre più insistenti che nelle ultime ore lo accreditano come il possibile sostituto dello stilista nella giuria dello show di Rai1 dopo l'abbandono dello show da parte di Mariotto. Matano, che a 'Ballando' ha il ruolo di 'commentatore a bordo campo', esclude quindi di entrare in gioco come giurato nelle ultime due puntate, qualora Mariotto non dovesse rientrare.  Resta dunque per ora senza risposta la domanda su cosa succederà sabato, quando le coppie rimaste si scontreranno in uno dei momenti più importanti del programma, ovvero la semifinale.

La figura di Mariotto continua ad essere al centro di accese discussioni sui social: dagli exploit dello stilista della Maison Gattinoni all'abbandono dello show, ai rumors sul suo ritorno. Stamattina Milly Carlucci, al Corriere della Sera, ha difeso Mariotto bollando come 'ridicole' le accuse di molestie ad un ballerino circolate nelle ultime ore ma non ha mancato di rilevare che invece l'abbandono della diretta senza preavviso da parte di Mariotto sia stato un gesto "molto grave" che la conduttrice dovrà valutare con la Rai.Ma in attesa di sapere come andrà a finire, una cosa appare certa: non sarà Matano a mettere una toppa all'eventuale buco in giuria lasciato da Mariotto.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Yildiz: “Contro il City daremo il massimo, tutto può succedere”

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(Adnkronos) – "È un bella partita quella di domani, come ho detto anche in altre occasioni, è una grande partita contro il Manchester City, quindi cercheremo di dare il nostro meglio e di essere pronti per questo appuntamento in Champions League".Lo ha detto il numero 10 della Juventus Kenan Yildiz in una intervista rilasciata a Dundar Kesapli per l'emittente Trt Sport, alla vigilia della sfida dello Stadium di Torino, tra i bianconeri e il Manchester City di Pep Guardiola in Champions League.  
La squadra di Guardiola non sta attraversando un buon momento, ed ha subito diverse sconfitte nelle ultime 7 partite. "La Juventus domani ne potrebbe approfittare?

Ovviamente ci proveremo, ma non mi piace parlare di altre partite o delle altre squadre, mi piace guardare alla nostra partita, a quello che dobbiamo fare.Quindi cerchiamo di stare pronti per la sfida di domani, perché il City è una grande squadra, con una storia, che ha vinto la Champions League due anni fa, ma nel calcio può succedere tutto, dobbiamo essere pronti per domani e speriamo di fare una buona partita", ha aggiunto l'attaccante turco. Il giocatore ha avuto la fiducia del suo allenatore Thiago Motta e lo sta ripagando con le sue prestazioni. "Sono piuttosto felice, ovviamente c'è sempre da fare di più per migliorare nel calcio, quindi cerco di concentrarmi su me stesso per aiutare la squadra e vediamo domani", ha proseguito Yildiz che riceverà, sempre a Torino il premio 'Golden Boy Web' 2024 il 16 dicembre, il premio per il giocatore più votato sulla rete del prestigioso riconoscimento per i giovani calciatori. "Sono molto orgoglioso di questo premio, sono davvero felice ma so che devo continuare a lavorare e dare il mio meglio".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gli sportivi più pagati di sempre: Soto primo, la MLB batte Messi e Ronaldo

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(Adnkronos) –
Lo sportivo più pagato al mondo non gioca a calcio né in NBA.Juan Soto, stella della Major League Baseball ha infatti firmato un contratto da 15 anni con i New York Mets, che gli garantirà un totale di 765 milioni di dollari complessivi, circa 51 a stagione.

Si tratta dell'accordo più oneroso della storia dello sport professionistico, con l'ormai ex giocatore dei New York Yankees che diventerà quindi l'atleta più pagato di sempre. Il primo posto nella speciale classifica degli sportivi più pagati di sempre se lo prende quindi Juan Soto, stella della MLB.La corsa al 26enne dominicano, che ha appena raggiunto il suo massimo di fuori campo in carriera (41) e su cui era forte l'interesse anche di Boston Red Sox e Toronto Blue Jaysha, l'hanno vinta quindi i Mets, che gli garantiranno un premio alla firma pari a 75 milioni di dollari.

Nel contratto dell'esterno è prevista anche una clausola di rescissione volontaria, che scatterà a partire dal 2029. Soto supera dunque un altro giocatore di baseball, ovvero Shohei Ohtani.Il giapponese aveva infatti firmato per i Los Angeles Dodgers un contratto di 10 anni per un corrispettivo di 700 milioni complessivi.

Al terzo posto troviamo invece Lionel Messi. Il fuoriclasse argentino, oggi all'Inter Miami, tra il 2017 e il 2021, aveva firmato un rinnovo con il Barcellona da 168 milioni per quattro anni, per un totale di 674.Proprio l'altissimo ingaggio di Messi è stato uno dei motivi che ha spinto i blaugrana a non rinnovare l'accordo, con Lionel che ha poi firmato per il Paris Saint-Germain.  Juan Soto ha fatto scivolare Cristiano Ronaldo fuori dal podio.

L'attaccante portoghese è quarto grazie al maxi contratto firmato con l'Al Nassr, che per due stagioni e mezzo gli ha garantito 500 milioni di euro, vale a dire circa sette milioni a partita.Quinto il golfista spagnolo Jon Rahm, che ha lasciato i circuiti americani ed europei per firmare un accordo di sei anni da 530 milioni con il LIV Golf Tour.

L'unico giocatore della NFL, la lega di football americano, in classifica è Patrick Mahomes.Il quarterback texano è stato blindato dai Kansas City Chiefs: dieci anni per 500 milioni totali. Settimo un altro calciatore, Karim Benzema, anche lui volato in Arabia Saudita.

All'Al Ittihad l'ex attaccante del Real Madrid guadagnerà un totale di 400 milioni.Dopo di lui Mike Trout, stella del baseball che ha firmato per i Los Angeles Angels per la bellezza di 426,5 milioni, ovvero oltre 35 l'anno per 12 stagioni. Nono in classifica Canelo Alvarez, pugile messicano che ha firmato un accordo di esclusiva con Dazn, unica piattaforma che potrà trasmettere i suoi incontri.

Dal 2018 al 2023 l'azienda gli ha corrisposto 73 milioni l'anno, per un totale di 365.Ultimo, ma a pari merito, Mookie Betts, compagno di squadra di Shohei Ohtani nei Dodgers, che nel 2021 ha rinnovato per altri 12 anni con i greys per un totale di 365 milioni di dollari. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero confermato, Usb: “Salvini precetterà e noi disobbediremo”

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(Adnkronos) –
Sciopero generale del 13 dicembre (che partirà il 12 per il settore ferroviario) confermato dall'Unione sindacale di base.Dopo il confronto al Mit con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini il sindacato non arretra e fa sapere che se arriverà la precettazione è pronto a disubbidire. Durante l’incontro tra il vicepremier e ministro Matteo Salvini e la Confederazione nazionale Usb in vista dello sciopero del 13 dicembre (settore ferroviario dal 12), svoltosi in un clima di rispetto istituzionale – si legge in una nota del Mit – si è discusso delle motivazioni dello sciopero.

Salvini ha invitato i sindacati alla responsabilità.Il vicepremier e ministro è determinato a ridurre i disagi per i cittadini. "Non cediamo alle richieste del ministro che ha rilanciato a mezzo stampa, non appena finito l’incontro, l’intenzione di ridurre lo sciopero a 4 ore.

Abbiamo ribadito al ministro, infatti, come la commissione di garanzia non abbia trovato niente da eccepire sullo sciopero generale del 13 dicembre, che coinvolgerà tutte le categorie pubbliche e private oltre quella dei trasporti.Sconsigliamo, quindi, il ministro a procedere con un’ordinanza: già lo scorso anno, in una situazione analoga, il nostro sindacato aveva disobbedito alla precettazione e aveva fatto ricorso al Tar, vincendolo".

Afferma l'Usb in una nota. Il tavolo al Mit tra Salvini e Usb è stato "una liturgia durante la quale ci siamo reciprocamente detti, dall'inizio, che entrambi non potevamo che confermare le nostre posizioni", dice all'Adnkronos Francesco Staccioli, esecutivo nazionale Usb con delega ai trasporti, presente all'incontro.  Una prima parte del tavolo breve, insomma, in cui le due parti sono rimaste sulle proprie posizioni. "Sappiamo che il ministro farà un'ordinanza e che noi disobbediremo", dice Staccioli.Nella seconda parte, però, ha avuto luogo una maggiore interlocuzione durante la quale "abbiamo elencato al ministro i macrotemi di questa stagione di scioperi: dalle aggressioni ai rinnovi dei contratti, alle Rsu che non si rinnovano da nove anni.

E abbiamo fatto presente che se il ministro vuole evitare, non questo, ma gli scioperi successivi bisogna avviare ragionamenti più ampi che prendano atto della questione salariale e della sicurezza di un settore strategico che non può essere abbandonato dando la colpa solo agli scioperi", aggiunge il sindacalista sottolineando che "noi scioperiamo sia con governi di destra sia con governi di sinistra". Arriverà dunque la precettazione? "Io spero nell'illuminazione, una specie di pentecoste – risponde Staccioli – Noi non possiamo obbedire a un ordine che non ha neanche il sigillo del Garante".  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Jamie Foxx: “Ho avuto un ictus”

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(Adnkronos) – "Ho avuto un ictus causato da un'emorragia cerebrale".Jamie Foxx, uno dei talenti più versatili e apprezzati di Hollywood, ha rotto il silenzio sul misterioso ricovero ospedaliero dell'aprile 2023.

In uno speciale Netflix, intitolato 'What Had Happened Was…', l'attore ha parlato di quell'evento che ha stravolto la sua vita e la sua carriera.Uno speciale in cui canta, suona, piange, ride, galvanizza il pubblico e mostra il suo talento da “entertainer”.  Foxx, 56 anni, ha raccontato il drammatico episodio con grande trasporto, ricordando di aver perso 20 giorni di memoria e di essersi svegliato incapace di camminare.

L'attore ha descritto il momento in cui, sopraffatto da un violento mal di testa, ha chiesto un'aspirina al suo assistente, per poi perdere conoscenza.Sua sorella Deidra è stata fondamentale, portandolo rapidamente al Piedmont Hospital di Atlanta, dove ha subito un intervento salvavita.

Le altre donne della sua vita, la compagna Alyce Huckstepp e la figlia Deirdre Marie, sono citate più volte: “Mi hanno tenuto in piedi”, grida al pubblico.   Durante lo speciale, Foxx ha ammesso di aver attraversato un'esperienza quasi "mistica". "Non ho visto la mia vita passarmi davanti, ma ricordo un tunnel…caldo", ha detto, scherzando poi sull'eventualità di essere diretto nel posto sbagliato.

A dimostrazione della capacità di Foxx di scherzare su quanto accaduto, ma anche il suo desiderio di dare un significato più profondo a quanto accaduto. L’attore, premio Oscar nel 2005 per 'Ray', ha anche riflettuto sul suo percorso personale, confessando che il periodo di guarigione lo ha costretto a "uccidere il vecchio Jamie per permettere al nuovo Jamie di prosperare".Ha attribuito la sua sopravvivenza a un intervento divino e al supporto della famiglia: "Dio mi ha benedetto con denaro e fama, ma quando ho dimenticato Dio, mi ha benedetto con un ictus”.  Lo speciale Netflix segna il ritorno di Foxx sul palcoscenico dopo 18 anni, un traguardo che lui stesso ha descritto come un’esplosione di gioia e gratitudine. "Non è solo uno spettacolo di stand-up, ma una spiegazione artistica di qualcosa che è andato terribilmente storto", ha dichiarato l'attore, che si è anche lanciato in nuovi progetti cinematografici, tra cui il film 'Back in Action', previsto per il 2025. Nonostante la confusione, ha espresso il desiderio di essere ricordato per il suo talento e non per le sue difficoltà: "Se mi vedete scoppiare in lacrime in pubblico, sappiate che è stato un percorso duro", ha detto ai fan. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Harry Potter, tutti gli attori che potrebbero recitare nella serie

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(Adnkronos) – Mentre continuano le audizioni di migliaia di bambini per Harry, Hermione e Ron, Warner Bros sta anche valutando quali attori già noti e di esperienza scegliere per i ruoli degli adulti nella serie tv su 'Harry Potter' in lavorazione.Niente di ufficiale per il momento, ma i media internazionali hanno diffuso qualche nome che sembra sia stato seriamente preso in considerazione. La produzione aveva fatto sapere che il casting di questa serie sarebbe stato inclusivo: non avranno quindi alcun peso sulla scelta degli interpreti elementi come l'orientamento sessuale, l'etnia, eventuali disabilità o l'identià di genere.

L'elemento su cui però si resterà canonici rispetto ai libri è l'età dei personaggi.  Partiamo da uno dei simboli della saga: il professor Silente, preside della scuola di Hogwarts, che nei primi due film è stato interpretato da Richard Harris e in tutti i capitoli seguenti da Michael Gambon.Variety scrive che in cima alla lista dei nomi considerati, come scelta più probabile, ci sarebbe Mark Rylance, premio Oscar per 'Il ponte delle spie' di Steven Spielberg oltre che attore teatrale con tre Tony Awards e due Olivier Award alle spalle.

Secondo Deadline però ci sarebbe anche un altro nome in lizza, quello del londinese Mark Strong, noto per i ruoli in 'Kick-Ass', 'Kingsman', 'Crudelia', 'Lanterna Verde' e 'Shazam'. 
È già polemica per la possibilità che Paapa Essiedu possa ereditare il ruolo del professor Severus Piton che fu di Alan Rickman.L'attore è noto per i ruoli nelle serie 'I May Destroy You', 'Progetto Lazarus', 'Gangs of London' e ha recitato nel film 'Assassinio sull'Orient Express' di Kenneth Branagh. Secondo il Guardian, per il ruolo del villain, Lord Voldemort, che nei film era interpretato da Ralph Fiennes, si sta considerando il nome dell'irlandese Cillian Murphy, star della serie di successo 'Peaky Blinders' e vincitore del premio Oscar come miglior attore protagonista all'ultima edizione degli Academy Awards.  Deadline riporta che Brett Goldstein, vincitore dell'Emmy award per la serie 'Ted Lasso', sarebbe il nome più papabile per vestire i panni di Rubeus Hagrid, che furono di Robbie Coltrane; mentre per Minerva McGranitt (nel film interpretata da Maggie Smith) la produzione avrebbe messo gli occhi su Sharon Horgan e riporta che ci sono informazioni contrastanti sulla presenza o meno del premio Oscar Rachel Weisz nell'elenco delle attrici prese in considerazione per il ruolo. I produttori Mark Mylod e Francesca Gardiner hanno ammesso di aver guardato ogni singola audizione per i ruoli di Harry Potter, Hermione Granger e Ron Weasley: si tratta di circa 30mila bambini che in Gran Bretagna si sono proposti per vestire i panni dei noti maghetti.  Nonostante alcuni elementi di Hogwarts saranno ampliati e gli spettatori vedranno stanze e spazi mai visti nella saga cinematigrafica, la serie seguirà per lo più la stessa estetica dei film.

Ecco perché le riprese, che inizieranno nell'estate 2025, avverranno proprio nei Warner Bros.Studios Leavesden dove è già stata girata la saga con Daniel Radcliffe.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elena Sofia Ricci a Belve, la violenza subita a 12 anni: “Mi proteggevo con foglio da disegno”

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(Adnkronos) – "È stato talmente brutto e doloroso.Cercavo di proteggermi con un foglio da disegno sulle gambe".

Nella quarta puntata di 'Belve' in onda stasera, martedì 10 dicembre, in prima serata su Rai2, Elena Sofia Ricci parla a Francesca Fagnani in un’intervista intensa e profonda, in cui l’attrice si racconta con grande sincerità ricordando la violenza subita a 12 anni: "Tra abbandoni e maltrattamenti sento che il maschile mi debba qualcosa", dice l'attrice.  Nello studio di Belve Elena Sofia Ricci parla anche delle sue fragilità. “Lei ha detto: se mi volto indietro vedo almeno dieci inferni.Qual è l'inferno peggiore che ha vissuto?” chiede Fagnani. “Avevo molti alcolisti nella mia famiglia” e “bere molto era abbastanza la normalità, quindi quando ero ragazza e mi volevo dare un tono ho delle volte alzato un po’ il gomito.

Non sapevo assolutamente dosare”. "E quando ha capito che era andata oltre con l'alcol?” le domanda Fagnani. “Una mattina – ricorda l’attrice – davanti a uno specchio vidi una cosa grigia.Ero io.

Ho detto: mio Dio, mi sto trasformando in quello che non mi piace della mia famiglia di origine”.  Sul suo ritorno nell’annunciato sequel dei Cesaroni confessa: “Ci sono delle cose che è bene che finiscano a un certo punto.Ero già andata via troppo tempo prima.

Basta”.E sulle parole di Claudio Amendola "lo spirito di Elena aleggia in tutta la serie" l’attrice chiosa con un sorriso: "Se aleggio da morta mi secca un pochino sinceramente.

Mi piacerebbe saperlo". Il momento più intenso il ricordo di una violenza subita a soli 12 anni (da un uomo conosciuto dalla sua famiglia) e la scelta di non parlarne inizialmente con nessuno, neanche con la madre. “È stato talmente brutto, talmente doloroso.Scatta anche un senso di colpa perché non capisci cosa sta succedendo, sei nel pieno della pubertà.

Eravamo in una macchina e io avevo un foglio da disegno sulle gambe.Cercavo di proteggermi con quel foglio.

Chiaramente può un foglio da disegno proteggere?No", racconta commossa l’attrice a Fagnani. "È un nodo che non ho sciolto ancora.

Non l'ho detto a mia mamma perché non volevo darle un dolore". "Ho sentito che c'era qualcosa di sporco.Il problema è che questa cosa sporca è rimasta tutta la vita.

Quindi per me quello del maschile – di cui io non mi fido tanto – è un problema.Tra abbandoni e maltrattamenti sento che il maschile mi debba qualcosa". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage Fidene, procura chiede condanna all’ergastolo per Campiti

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(Adnkronos) – La procura di Roma ha chiesto la condanna all’ergastolo con isolamento diurno per due anni e mezzo per Claudio Campiti, l’uomo che l’11 dicembre del 2022 ha aperto il fuoco durante una riunione del consorzio Valleverde in un gazebo di via Monte Gilberto, a Fidene, uccidendo quattro donne: Nicoletta Golisano, Elisabetta Silenzi, Sabina Sperandio e Fabiana De Angelis.   A Campiti, dopo l’inchiesta del pm Giovanni Musarò con i carabinieri del Nucleo investigativo, vengono contestate le accuse di omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, di tentato omicidio di altre cinque persone sedute al tavolo del consiglio di amministrazione del consorzio e di lesioni personali derivate dal trauma psicologico subito dai sopravvissuti.Imputati nel processo anche il presidente della Sezione Tiro a Segno nazionale di Roma e un dipendente addetto al locale dell’armeria del poligono di tiro di Tor di Quinto, dove Campiti prese l’arma utilizzata poi per compiere la strage, accusati, invece, di omissioni sul controllo e la vigilanza sulle armi.

Per loro la richiesta di condanna è rispettivamente di 4 anni e un mese e di due anni.  “Se questo processo avesse riguardato solo Claudio Campiti sarebbe bastata una sola udienza – ha detto il pm Alessandro Lia aprendo la requisitoria con il collega Giovanni Musarò davanti alla Prima Corte di Assise alla vigilia del secondo anniversario della strage – con il video registrato nel gazebo, i verbali dei testimoni e quello dell’imputato che ha ammesso le sue responsabilità.Ci sono però altri due imputati e se siamo qui, e abbiamo sentito decine di testimoni, è perché c’è l’esigenza di capire perché tutto ciò sia stato possibile, per dare una risposta a chi chiede giustizia.

Campiti entra in quel gazebo per uccidere, nell’arco di cinque secondi uccide quattro persone.Entra e – ha ricordato il sostituto procuratore Lia – senza esitazione esplode il primo colpo, si rende conto di un problema di caricamento e riesce subito a 'scarrellare' e a ricaricare il colpo in canna, tornando così a sparare e a uccidere. È lì che, quello che noi definiamo un eroe civile, Silvio Paganini coglie l’attimo in cui Campiti si gira e si butta su di lui.

Campiti si era abbigliato da combattente, aveva ancora oltre 170 proiettili e avrebbe potuto fare una strage ancora maggiore”.   Prendendo la parola il pm Musarò ha ripercorso “le falle” sulla sicurezza del Poligono emerse dalle indagini e dalle testimonianze portate in aula. “Quanto successo non era imprevedibile, eventi analoghi erano già accaduti senza che fossero prese precauzioni”, ha detto il pm che nella requisitoria ha ricordato sul punto la testimonianza dell’allora dirigente della divisione di polizia amministrativa, poi a capo del personale, che in aula aveva detto che non furono portate alla sua attenzione le segnalazioni inviate via pec dal commissariato di Ponte Milvio in relazione alle falle nel poligono. “E’ stata una disattenzione, una svista dell’operatore.Le note sul poligono non sono mai state portate alla mia attenzione”, aveva detto la donna in aula. “La dirigente ha parlato con un linguaggio asettico e burocratico ma se quelle pec fossero state ‘trattate’ sicuramente sarebbe stata avviata la procedura per la modifica del regolamento – ha detto il pm – Non bisogna avere paura di dire la verità, quello che è accaduto è anche responsabilità di soggetti appartenenti alle istituzioni”.   “Nel più grande tiro a segno nazionale, con oltre 8mila soci, vigeva una specie di far west, con totale assenza di cautele.

Come è possibile che Campiti sia uscito dal poligono con la pistola e sia andato via indisturbato, senza passare mai per la linea di tiro?Innanzitutto per lo stato dei luoghi: l’armeria dista 247 metri dalla linea di tiro e si deve necessariamente passare dal parcheggio, nel percorso si costeggia il bar e i bagni, una zona di fatto pubblica, il bar era sostanzialmente aperto a tutti e non c’era alcun tipo di controllo al parcheggio.

Campiti non ha approfittato di un momento di distrazione di qualcuno ma di un regolamento interno al poligono che veniva applicato in quel modo da 30 anni – ha evidenziato il pm – Anche dopo l’omicidio di Marta Russo, nel 1997, venne il dubbio che forse la pistola fosse stata prelevata dal Tiro a segno nazionale e furono compiute verifiche poiché l’arma era una calibro 22, molto utilizzata in ambito sportivo”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Porti, Monti (Adsp Sicilia occidentale): “Palermo farà due milioni di traffico”

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(Adnkronos) – "Questo è un porto che farà due milioni di traffico".Lo ha detto Pasqualino Monti, presidente dell'Autorità di Sistema portuale del mare di Sicilia occidentale, chiudendo la sesta edizione di 'Noi, il Mediterraneo' al Palermo Marina Yachting.  "Io spero che questa realtà possa andare nelle mani giuste e proseguire la sua corsa, perché è un treno in corsa che non va fermato – ha aggiunto il presidente il cui mandato scade a luglio 2025 – Questo asset ha ancora delle potenzialità inespresse incredibili.

Quando il mercato cresce e l'offerta dimostra di soddisfare la domanda, e non il contrario, significa che il mercato vuole di più.Io sono convinto che ci sia ancora tanta domanda da soddisfare e quindi bisogna continuare a lavorare sull'offerta.

L'Autorità è in grado di farlo, così come tutto il resto delle Istituzioni siciliane.Penso che questa sia una grande sfida per questa terra e sono convinto che guardare al Sud faccia molto bene".  Monti ha poi aggiunto: "Non penso che in Italia serva l'ennesima riforma del sistema portuale ma che serva la vera riforma.

Una riforma che guardi all'asse intermodale.Creare un'azienda pubblica ti consente di creare una realtà che ha la fotografia del sistema Paese e non di 16 realtà diverse".  "Il Ponte sullo Stretto è un'infrastruttura e come ogni infrastruttura è fondamentale se non altro perché appena ci sarà la posa della prima pietra, quando si comincerà a vedere la costruzione del Ponte, questa regione si renderà conto che si dovrà correre sull'anello ferroviario e sull'anello autostradale.

Non altri aeroporti, non altre infrastrutture.Quelle che ci sono, migliorate e rese adeguate rispetto a un sistema che certamente si muoverà con grande velocità.

Io sono convinto che la Sicilia abbia grandi margini di miglioramento e di crescita" ha precisato, per poi concludere: "Ho sempre pensato che Barcellona dovesse essere il modello di portualità.Ho visto creare economia in luoghi dove era impossibile anche solo pensare di portare economia.

Una capacità incredibile di rigenerare.Qui (a Palermo ndr) il nostro obiettivo è creare economia, riqualificare e riannettere il porto alla città".  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage Cutro, condannati tre presunti scafisti: nel naufragio morirono 94 persone

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(Adnkronos) –
Due giovani pakistani e un turco sono stati condannati dal Tribunale di Crotone con l'accusa di essere stati gli scafisti del caicco naufragato nella notte del 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro, causando la morte di 94 persone tra cui 35 minorenni e diversi dispersi.Condannato a 16 anni Hasab Hussain, di 22 anni, pakistano; undici anni per Khalid Arslan di 26 anni, pakistano, e 16 anni per il turco Sami Fuat di 51 anni.

Rispondono di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e morte in conseguenza del favoreggiamento, assolti dall'accusa di naufragio colposo.Al momento della sentenza i due giovani pakistani hanno pianto.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mulè (Fi): “Gestione diabete 1 è anche una questione culturale”

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(Adnkronos) – "Accanto alla prevenzione medica c'è un altro tipo di prevenzione, non meno importante, che è quella di tipo culturale.Per questo è fondamentale la campagna 'Un passo avanti' nella gestione del diabete di tipo 1.

Lo fa nel luogo dove questa genetica culturale deve partire: la scuola.Ed è fondamentale che, a farsi promotrice di questa iniziativa, sia un'azienda impegnata sul fronte della salute che fa della prevenzione un fattore fondamentale".

Così Giorgio Mulè, vice-presidente della Camera dei deputati, alla presentazione – oggi a Roma – della campagna di sensibilizzazione di Sanofi 'Un passo avanti' sul diabete autoimmune di tipo 1 e la diagnosi precoce.La campagna accende i riflettori su una patologia complessa e sull'importanza di riconoscerne precocemente segni e sintomi, anticiparne la diagnosi ed evitarne le complicazioni.  Lo specifico progetto pensato per le scuole 'Elio e il giorno del coraggio' prende il via nelle scuole primarie delle 4 regioni italiane (Lombardia, Marche, Campania e Sardegna) dove è stato avviato il progetto propedeutico di screening per il diabete di tipo 1 attivato dalla legge n. 130 del 15 settembre 2023.

Con la "legge 130 del 2023 ci siamo posti un obiettivo – ricorda Mulè – ovvero prevenire l'insorgenza di chetoacidosi in soggetti affetti da diabete di tipo 1 e rallentare la progressione della malattia mediante l'impiego delle terapie disponibili, nonché di effettuare la diagnosi precoce della celiachia".La "politica si è messa intorno al tavolo e in maniera intelligente, secondo me, per scrivere la legge ha fatto il passo indietro affidandosi a cattedratici, accademici, associazioni dei pazienti, familiari e al mondo delle aziende farmaceutiche.

Non a caso la legge è stata approvata all'unanimità e ha avuto un percorso velocissimo rispetto ai normali tempi di una legge e la cosa ancora più bella è che, grazie alla collaborazione fondamentale con il ministero della Salute e l'Istituto superiore di sanità, è stato già realizzato e concluso lo screening pilota".  Un altro tassello altrettanto fondamentale "è l'informazione.Molte volte si pensa che il diabete di tipo 1 e soprattutto il diabete in generale appartenga a una fascia di popolazione avanti con gli anni – rimarca Mulè – sopra i 50 e i 60 anni, che lo zucchero sia associato al diabete.

Insomma, ci sono ancora falsi miti da sfatare e tanta ignoranza intorno alla malattia.Per questo motivo la campagna 'Un passo avanti' è davvero straordinaria perché con la leggerezza di un racconto a fumetti riesce a trasmettere concetti profondi e basilari per i ragazzi che convivono con il diabete di tipo 1, aiuta a superare luoghi comuni, ma soprattutto a capire cos'è la patologia e come gestirla", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, il tifoso che ha perso la memoria in visita a Trigoria: “Chi è Totti?”

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(Adnkronos) – La storia di Luciano D'Adamo ha scosso i tifosi romanisti e non solo.Entrato in coma dopo un incidente stradale nel 2019, al risveglio D'Adamo pensava di trovarsi nel 1980.

Il trauma gli ha causato una perdita di memoria degli ultimi 40 anni.Luciano è un grande tifoso della Roma e oggi la società giallorossa lo ha accolto a Trigoria per un tour tra i cimeli della storia romanista. A fargli da Cicerone c'era Ruggiero Rizzitelli, ex attaccante della Roma tra il 1998 e il 1994. "Allora non mi posso ricordare di te", gli ha detto D'Adamo con un sorriso, "fino al 20 marzo del 1980.

Sono un tifoso della Roma". "Di Bartolomei è stato il mio primo capitano, quando giocavo nel Cesena", gli racconta Rizzitelli indicando una foto dell'ex storico capitano giallorosso, "quando lasciò la Roma andò al Milan, e poi negli ultimi anni venne a Cesena".La notizia però coglie di sorpresa Luciano: "Di Bartolomei è andato via dalla Roma?

Io ricordo che la squadra stava andando benino, stavamo al quinto o sesto posto, ma non so come è finito il campionato". Rizzitelli poi gli indica De Rossi e Totti, descritto come "un giocatore e un 10 unico. È stato il re di Roma", ma D'Adamo risponde "non so chi sia.Appena mi sono svegliato e hanno scoperto che ero tifoso della Roma mi hanno detto 'che ti sei perso, abbiamo vinto due scudetti'".

La visita continua per i campi del centro sportivo, tra cui quello in cui gioca la Primavera, dedicato alla memoria di Di Bartolomei, e i trofei vinti in questi anni, tra cui la Conference League vinta nel 2022: "Quella finale me la ricordo, l'ho vista in tv", ha commentato con un sorriso Luciano. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Barbaro: “Agli Stati generali delle aree protette ascolteremo tutti”

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(Adnkronos) – "Un evento che non ha precedenti nella storia del ministero dell'Ambiente e del Paese. È il primo evento articolato su due giorni che prevede la partecipazione di tutti coloro che operano all'interno delle aree protette.Abbiamo deciso di ascoltare tutti, nessuno escluso".

Così il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica, con delega anche alle Aree protette, Claudio Barbaro, in occasione della presentazione degli Stati Generali delle Aree protette italiane.Organizzati dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in collaborazione con Federparchi-Europarc Italia, la due giorni vedrà la presenza di organizzazioni ambientaliste, enti parco, enti locali, operatori turistici, mondo della ricerca e delle università, corpi militari, rappresentanti governativi e politici.

L’evento, organizzato a distanza di dieci anni dall’ultima volta, avrà luogo alla Biblioteca Nazionale di Roma.   "Gli obiettivi sono tre essenzialmente: cercare di capire come andare a consolidare gli aspetti che riguardano la tutela della biodiversità su una parte importante del nostro territorio", cercando anche "di coniugarla con uno sviluppo sostenibile del territorio".Barbaro ricorda la legge 394 "che oggi governa la vita delle aree protette, del 1991, una legge molto ben fatta ma che deve essere aggiornata e quindi sfrutteremo questa circostanza per capire attraverso quale forma e, soprattutto, attraverso quale sostanza".  Il secondo aspetto è "la dignità delle aree protette, una dignità che noi vogliamo possa emergere ulteriormente sotto il profilo politico, sociale, amministrativo, mediatico ed educativo-ambientale".

Infine, "il terzo obiettivo che noi ci siamo dati è quello di cercare di ottenere un contributo da tutti coloro che interverranno ma senza proporre soluzioni".  Barbaro cita in particolare tre criticità da affrontare: "C'è una complessità degli organi di governance che dovrebbero essere messi in condizione di governare in maniera più facile; la mancanza di un indirizzo da parte del ministero, perché noi ad oggi ci limitiamo a vigilare; la mancanza di un organo intermedio tra noi e le aree protette che ci permetta di acquisire nel minor tempo possibile le indicazioni che possono arrivare".  "Questi gli obiettivi che ci siamo dati e tutti corrispondono a un indirizzo particolare che è quello di fare rete", sottolinea Barbaro, ricordando i numeri delle aree protette in Italia.Si contano circa 1049 aree protette: 24 Parchi nazionali; 30 Aree Marine Protette; 149 Riserve naturali statali; 149 Parchi regionali; 450 Riserve regionali; 5 Parchi geominerari.

A questi vanno aggiunte altre aree protette nazionali e regionali, i siti Natura 2000, i siti Ramsar, le riserve Mab Unesco, le zone Zsc.  Numeri che "devono essere in rete" perché "non esiste uno strumento di concertazione tra di loro e non esiste uno strumento di concertazione tra parchi regionali e parchi nazionali.C'è la necessità quindi di coordinare tutto quello che accade nelle aree protette.

Ma soprattutto c'è la necessità di dare una funzione di protagonismo al ministero", conclude.Quindi "non proporremo soluzioni, ci aspettiamo che da questa due giorni arrivino le indicazioni, per poterle poi traferire all'interno di un disegno di legge". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

MasterChef Italia, al via la nuova stagione: “Può succedere di tutto”, tutte le novità

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(Adnkronos) –
MasterChef Italia sta per tornare.Lo show culinario più amato della televisione, dove aspiranti chef sono pronti a mettersi in gioco e a dimostrare le loro abilità tra i fornelli, sta affilando i coltelli per dare il via alla 14esima edizione.

E questa volta, con tantissime novità. Da giovedì 12 dicembre, le cucine del cooking show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy si riaccendono con la nuova stagione in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.Una nuova stagione ricca di cambiamenti, che hanno messo in discussione anche il magico e inarrestabile trio in giuria formato dagli chef stellati Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli.

I tre giudici tornano insieme per il sesto anno consecutivo a giudicare i piatti dei cuochi amatoriali che aspirano a diventare il nuovo MasterChef Italiano.  I giudici ribalteranno regole e schemi, prove e meccanismi, perché per arrivare al titolo più ambito i concorrenti dovranno essere creativi, ordinati, rigorosi, ma anche farsi trovare sempre pronti ad affrontare ogni sfida. “Il cambiamento è stato fondamentale per dare una svolta al programma: abbiamo rivoluzionato quasi tutto e questo ha colto di sorpresa anche noi giudici che abbiamo scoperto all’ultimo momento le invenzioni del regolamento”, così Bruno Barbieri ha presentato le novità di questa edizione all’evento di presentazione di MasterChef Italia, che si è tenuto a Milano presso Casa Tobago. "Ha fatto bene a noi e ai concorrenti cambiare le carte in tavola", ha aggiunto Giorgio Locatelli. Un po’ di pepe in questa nuova stagione: nei primi due episodi ci saranno i Live Cooking, dove gli aspiranti componenti della classe dovranno farsi conoscere e con 3 sì andranno direttamente in Masterclass, con 2 verranno messi “in stand-by”, se invece convinceranno solo un giudice (o, ovviamente, nessuno dei tre) torneranno a casa.  Quando gli aspiranti concorrenti arriveranno per la prima volta al cospetto di Bruno, Antonino e Giorgio potranno scegliere se fare “all-in”: in cambio di 5 minuti in più per chiudere il piatto, per un totale quindi di 10 minuti, saranno costretti a convincere necessariamente tutti e tre i giudici.In questo caso, per loro due sole possibilità: o ottengono l’unanimità, e con essa il grembiule bianco, oppure abbandonano il sogno di entrare in Masterclass.  I tre giudici saranno affiancati da un ingresso speciale, una figura che potrebbe avere un ruolo importante per alcuni degli aspiranti chef e che aiuterà i tre a prendere le proprie decisioni.  I concorrenti messi in stand-by che non avranno convinto tutti e tre i giudici affronteranno una nuova sfida, il Blind Test.

I cuochi dovranno assaggiare i piatti senza conoscerne l’autore, da bendati.Una prova al buio, appunto, in cui tutto il giudizio sarà affidato al gusto dei tre chef.  Non mancheranno le prove più amate dal pubblico di MasterChef: le enigmatiche Mystery Box, gli Invention Test, i Pressure Test, gli Skill Test.

Settimana dopo settimana, gli aspiranti chef incontreranno tanti ospiti italiani e internazionali.Ma “può succedere di tutto”, è il mantra di questa stagione e lo sentiremo ripetere spesso. Al vincitore andranno 100mila euro in gettoni d’oro, la pubblicazione del proprio primo libro di ricette, edito da Baldini+Castoldi, e l’accesso a un prestigioso corso di alta formazione presso ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana.  Nel 2017 MasterChef è stato incoronato dal Guinness World Records come “Format TV culinario più di successo al mondo”: sono più di 700 le edizioni prodotte dal reboot nel 2005, in 70 versioni locali, con oltre 300 milioni di spettatori e più di 16.000 episodi in onda nel mondo fino ad oggi.

Il successo del format è anche da ricercare nella chimica che si è creata nel corso di questi 6 anni tra i tre giudici: “Siamo veri, siamo uniti, non c’è competizione tra di noi, abbiamo tre caratteri diversi”, ha detto Antonino Cannavacciuolo durante la presentazione della 14esima edizione di Masterchef.  “La nostra forza è sentirci anche fuori da MasterChef. È una sinergia fondata sul rispetto”, ha aggiunto Bruno Barbieri che conserva con i due giudici un rapporto molto stretto rispetto alle collaborazioni precedenti: “Il rapporto che ho con loro non è lo stesso che conservo con Carlo Cracco e Joe Bastianich”, ha tuonato. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ex calciatore Ambrosini: “Mio figlio con diabete 1, diagnosi è stata uno shock”

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(Adnkronos) – "Mio figlio ha il diabete di tipo 1.La diagnosi, quando aveva solo 2 anni e mezzo, per noi genitori è stata uno shock.

Mia moglie per giorni rifiutava la sentenza di una malattia inguaribile, poi insieme l'abbiamo accettata.Ma non è stato un percorso facile né banale.

All'inizio ci siamo sentiti soli, io stesso ho avuto un crollo".Così Massimo Ambrosini, ex calciatore del Milan con il quale ha collezionato 489 presenze e 12 trofei, racconta la patologia del terzo figlio che oggi ha 4 anni e mezzo, in occasione della presentazione – oggi a Roma – della campagna ' Un passo avanti' per la sensibilizzazione sul diabete autoimmune di tipo 1 e la diagnosi precoce.

Un'iniziativa promossa da Sanofi per accendere i riflettori su una patologia complessa e sull'importanza di riconoscerne precocemente segni e sintomi, anticiparne la diagnosi e evitarne complicazioni.  "Ho passato in ospedale un periodo in cui avvertivo un forte senso di solitudine e di oppressione perché la malattia purtroppo ti catapulta in un secondo in una realtà che non pensavi potesse essere – ricorda l'ex numero 23 rossonero – Con il tempo io e mia moglie abbiamo appreso più conoscenze possibili per quello che riguarda la malattia e ci siamo dedicati a curare, a gestire la salute di nostro figlio.Abbiamo sentito il peso di una responsabilità enorme dal momento della diagnosi".

Poi la condivisione della stessa esperienza con altri genitori nella stessa condizione e con le associazioni dei pazienti. "Quello che salva un genitore dal punto di vista psicologico – testimonia Ambrosini – è la condivisione.Il fatto di sentire e parlare con persone che prima di te lo hanno passato, capire e condividere come loro ci sono riusciti e sentire dalla loro voce che si può fare, è una modalità che ti tira su dall'abisso dove sprofondi nel momento in cui entri all'ospedale".

Il ruolo delle associazioni dei pazienti "è stato fondamentale.Oltre a sostenere la mia famiglia, hanno fatto una cosa fondamentale che è quella di informare.

La conoscenza è fondamentale e le associazioni ti danno la possibilità di avere più informazioni possibile per poter andare avanti e affrontare un lungo cammino", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juventus, Motta: “City non in crisi, possiamo fargli male. Guardiola? Fortissimo”

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(Adnkronos) – Big match in Champions League per la Juventus.Nella sesta giornata i bianconeri ospitano all'Allianz Stadium il Manchester City in una sfida importante anche per la classifica, con entrambe le squadre appaiate a quota 8 punti. "Guardiola è fortissimo, lo dimostrano i fatti.

Ha vinto tutto e con continuità, che è la cosa più difficile", ha detto l'allenatore della Juventus Thiago Motta in conferenza stampa, "non posso giudicare quello che succede a casa degli altri ma solo ammirare quello che hanno fatto negli ultimi anni, vincendo tutto e dimostrando un valore gigante. È relativo parlare di un momento di crisi". Sul Manchester City ha aggiunto: "È una bella opportunità per noi affrontare un grande club come il Manchester City.L'abbiamo preparata bene e daremo il massimo, concentrati e determinati.

Sappiamo anche cosa dobbiamo evitare.La loro caratteristica ben precisa è tenere tanto la palla, noi dovremo essere pronti a difendere bene da squadra e quando avremo la palla giocare con qualità.

Se la giochiamo bene possiamo metterli in difficoltà". Motta non ha voluto parlare dei tanti infortuni che stanno colpendo la Juventus, ultimo quello di Cambiaso: "Non userò mai l'alibi degli infortuni.Ogni squadra passa momenti difficili ma dipende da come li affronti.

Noi li abbiamo sempre affrontati combattendo e provando a giocare meglio degli avversari.Finora abbiamo una sola sconfitta in Champions e nelle altre partite un altro tipo di risultato.

Abbiamo il potenziale per migliorare". Motta ritroverà Douglas Luiz, al rientro dall'infortunio: "Sta bene, ha lavorato col gruppo.La sua ultima partita è stata con la Lazio, ora sta rientrando in gruppo e vediamo la sua evoluzione negli allenamenti per poter contare su di lui pienamente".

Torna anche Weston McKennie: "Sono felice e contento per loro che sono i primi che vogliono giocare e partecipare.Già da domani possono aiutare giocando dall'inizio o a partita in corso".

Il tecnico bianconero ha poi parlato della visita a sorpresa di John Elkann: "È piacevole che sia venuto a trovarci, ma quello che ha detto resta tra noi". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)