Home Blog Pagina 683

Cecilia Sala liberata, il compagno Daniele Raineri: “Un gran lavoro italiano”

0

(Adnkronos) –
Cecilia Sala è libera e sta tornando in Italia.Tra le persone che esprimono gioia e sollievo per la notizia c'è anche il compagno della donna, il giornalista de Il Post Daniele Raineri. "Un gran lavoro italiano.

Grazie a tutti", scrive su Instagram.E per spiegare il sentimento che prova aggiunge un breve video, dai mondiali di calcio del 2006: il gol di Fabio Grosso in Germania, contro i padroni di casa.  Subito dopo l'annuncio dell'arresto di Cecilia Sala, il compagno aveva pubblicato una sua foto su Instagram, dove aveva spiegato l'accaduto: "Cecilia Sala è andata a lavorare in Iran con un visto giornalistico.

Al penultimo giorno è stata arrestata dalle autorità iraniane e rinchiusa in una cella d’isolamento nella prigione di Evin, a Teheran.La prima visita in carcere è stata autorizzata soltanto dopo otto giorni in isolamento".

E aveva promesso: "Arrivano moltissimi messaggi di solidarietà indirizzati a Cecilia.Appena sarà possibile, saprà di tutto questo affetto".  Anche la madre della giornalista detenuta dal 19 dicembre nel carcere di Evin ha commentato con poche parole la liberazione di Sala. "Sto andando a Roma, sono felicissima", ha detto Elisabetta Vernoni, contattata da L'Aria che tira su La7.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cecilia Sala liberata dopo 20 giorni, tutte le tappe della vicenda

0

(Adnkronos) –
Torna in Italia Cecilia Sala: la giornalista è stata liberata dopo 20 giorni di reclusione nel famigerato carcere iraniano di Evin, in cui si trovano anche i detenuti per reati politici.Il suo arresto risale al 19 dicembre, come venne comunicato dalla Farnesina otto giorni più tardi.  E' il 27 dicembre, infatti, quando il caso della giornalista del Foglio e di Chora Media, che si trovava in Iran dal 12 dicembre con regolare visto giornalistico, diventa di dominio pubblico.

Quello stesso giorno l'ambasciatrice d'Italia a Teheran, Paola Amadei, effettua una visita consolare per verificare le condizioni della reporter, che si trovava in isolamento.   Quella visita rappresenta l'inizio di un intenso lavoro del governo italiano, che si spende a ogni livello per la liberazione di Sala, detenuta in un carcere dove torture fisiche e psicologiche e abusi sono all'ordine del giorno.  
Il caso della giornalista viene immediatamente collegato dalla stampa italiana a quello di Mohammad Abedini Najafabadi, cittadino iraniano fermato il 16 dicembre – tre giorni quindi prima dell'arresto di Sala a Teheran – all'aeroporto di Malpensa dalla Digos su richiesta degli Stati Uniti che ne vogliono l'estradizione.Abedini, che si trova ancora in carcere in Italia, è accusato di aver contrabbandato componenti di droni a favore dei Guardiani della Rivoluzione.  Il 30 dicembre vengono formalizzate le accuse contro Sala.

L'Ershad, il ministero della Cultura iraniano che si occupa dei media, spiega genericamente che la giornalista ha violato "le leggi della Repubblica islamica". A inizio anno, il 2 gennaio, la Farnesina convoca l'ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri.Nelle ore successive la madre di Sala, Elisabetta Vernoni, incontra a Palazzo Chigi Giorgia Meloni.

Il caso è al centro di un vertice che vede al tavolo la premier, i ministri Antonio Tajani e Carlo Nordio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e i servizi di intelligence.  Il 3 gennaio l'ambasciatrice Amadei viene convocata dal ministero degli Esteri iraniano, che per voce del direttore generale per l'Europa, Majid Nili Ahmadabadi, critica l'arresto di Abedini definendolo "un atto illegale, che danneggia i rapporti" tra Roma e Teheran.  La questione, sulla quale i genitori di Sala chiedono il silenzio stampa, assume una dimensione internazionale con il viaggio di Giorgia Meloni a Mar-a-Lago per incontrare il presidente eletto, Donald Trump.Fonti informate spiegano infatti all'Adnkronos che sarebbe stato proprio il caso di Cecilia Sala "il vero motore" della visita lampo in Florida. Negli ultimi giorni si assiste a un cambio di linea del governo iraniano, mentre secondo la stampa italiana sembrano migliorare le condizioni di detenzione di Sala, che non sarebbe più in isolamento.

Il 6 gennaio il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, sostiene che l'arresto della giornalista non abbia nulla a che fare con quello di Abedini.  Concetto ribadito con ancora più convinzione ieri dalla portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, la quale durante un punto stampa esclude un nesso tra le due vicende, spiegando che "non è in alcun modo una ritorsione" e auspicando che "la questione della giornalista venga risolta rapidamente". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morosini: “Impegnarci tutti per processo penale telematico”

0

(Adnkronos) – "Dobbiamo impegnarci tutti per far decollare il processo penale telematico.Sto verificando in concreto se sia necessario un provvedimento sulla falsa riga dei provvedimenti dei colleghi degli altri Tribunali, con un doppio binario: quello principale, del processo penale telematico, e laddove riscontriamo delle difficoltà faremo delle deroghe con il deposito cartaceo di atti".

A parlare in una intervista all'Adnkronos è il presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini, commentando la falsa partenza per il processo telematico penale entrato in vigore da pochi giorni.Alcuni Tribunali, tra cui Milano e Napoli, hanno sospeso fino al 31 marzo il sistema App del ministero della Giustizia che avrebbe dovuto rendere obbligatorio il binario unico digitale degli atti introdotto dal governo a partire dall’inizio dell’anno.

Una scelta imposta dalle "evidenti e molteplici criticità che, di fatto, impediscono il proficuo e pieno utilizzo delle potenzialità dell’applicativo", hanno detto i vertici dell’ufficio del Centro direzionale di Napoli nella circolare diramata alla vigilia della ripresa a pieno regime delle udienze dopo la pausa festiva.Le nuove disposizioni fissano due parametri: per i procedimenti conclusi con un dispositivo letto entro il 31 dicembre, il provvedimento definitivo sarà acquisito in forma analogica. "Sto cercando di verificare in concreto la funzionalità di questo processo penale telematico – spiega ancora Morosini – La prospettiva di questa decisione del Ministero è certamente condivisibile, cioè di fare decollare finalmente anche nel sistema penale il processo telematico.

Naturalmente abbiamo avuto pochissimo tempo per poterci adeguare e ora sperimentiamo, giorno per giorno, la funzionalità di questo nuovo sistema.Qualche problema è emerso, ad esempio non tutto il personale amministrativo è munito di firma digitale, da remoto, e stiamo cercando di ovviare a questi problemi, anche perché il Ministero ha messo delle persone che fanno assistenza e possono aiutarci nel risolvere questi problemi".  "A volte l'applicativo può creare delle difficoltà- aggiunge il Presidente Morosini -Allora lì dobbiamo prendere atto di questa situazione, certificarla e poi procedere con cartaceo laddove c'è il blocco dell'udienza che ci farebbe perdere troppo tempo e cerchiamo di adeguare le nostre soluzioni". "Ma la nostra volontà è quella di mandare avanti da subito questa novità e di farla decollare perché siamo tutti convinti che la modernizzazione del sistema penale sia qualcosa di molto importante", aggiunge.

E ribadisce: "Ci sono delle difficoltà operative, le abbiamo riscontrate.Non tutti gli addetti interni sono stati profilati, stiamo cercando di fare fronte a questa situazione e qualche volta l'applicativo si inceppa e lì bisogna adottare, caso per caso, delle soluzioni che sono di deposito di atti in cartaceo e non in telematico".

Ecco perché il Presidente del Tribunale fa sapere all'Adnkronos che "laddove era stata fatta un minimo di sperimentazione, ad esempio al gip, c'erano state delle difficoltà che erano state segnalate anche in un parere del Csm del dicembre scorso.Erano cose che erano state evidenziate ufficialmente dal Csm, noi adesso siamo in questa situazione.

Stiamo sperimentando questa fase.Dobbiamo testare una serie di aspetti di questa novità". "Quindi è possibile che entro oggi anche io faccia un provvedimento", ribadisce Morosini.

Nel pomeriggio si terrà una riunione per discuterne. Morosini avverte: "Io vorrei evitare l'approccio disfattista". "La novità è importante, prevista anche dagli impegni che abbiamo preso anche a livello europeo.E' chiaro- aggiunge – ci sono difficoltà applicative.

Anche il Csm aveva messo in guardia.Insomma, bisogna attrezzarsi per superarle, vedremo…". (di Elvira Terranova) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bere biossido di cloro, l’ultima follia no-vax. Bassetti: “Danni permanenti”

0

(Adnkronos) – L'ultima follia no-vax che circola sui social è 'ripulire' il corpo dai vaccini con una soluzione minerale miracolosa o soluzione di biossido di cloro, che – secondo alcuni pseudo esperti – sarebbe in grado di trattare numerose malattie fra cui Hiv, tubercolosi, malaria, epatite, cancro, autismo, Dengue e Chikungunya.Ma soprattutto di 'purificare' il corpo di chi ha fatto il vaccino anti-Covid.   "Siamo ormai al delirio e alla follia pura da parte del mondo no-vax – scrive su X l'infettivologo Matteo Bassetti -.

Questo è quello che consigliano per purificarsi. 'bevendo 1 litro di acqua al giorno con 10 ml di biossido di Cloro, diossido di Cloro o Cds farete un gran piacere al vostro corpo.Con la sua formula sperimentata andrà a pulire/ossigenare tutte le nostre cellule singolarmente.

Ideale per chi si è iniettato il siero genico sperimentale: 'neutralizza la proteina Spike e non ha controindicazioni'.C’è gente che ha avuto danni permanenti per averlo bevuto.

Il ciarlatanesimo dei no-vax ha davvero toccato il fondo".    Di questa bufala se ne era occupato anche il ministero della Salute con un circolare del 2019, quindi prima della pandemia Covid, "gli effetti segnalati più frequentemente consistono in vomito e diarrea persistenti, che talvolta portano a disidratazione, dolori addominali e dolori brucianti alla gola" se si beve la soluzione a base di biossido di cloro. "Inoltre, c’è stata una segnalazione di metaemoglobinemia e anuria, due segnalazioni di anemia emolitica e una segnalazione di linfadenite istiolitica necrotizzante probabilmente associate con l’uso della soluzione miracolosa – si legge nella circolare -.Non in tutti i casi era conosciuta la dose di soluzione assunta, tuttavia un caso di anemia emolitica era associato all’assunzione di 15 gocce di soluzione.

I media hanno riportato un decesso associato all’uso del prodotto, tuttavia quest’informazione non è stata confermata".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cecilia Sala liberata, l’applauso del Senato – Video

0

(Adnkronos) – Cecilia Sala è stata liberata e l'aula del Senato accoglie con un applauso bipartisan le ultime notizie relative alla giornalista. "Con grande gioia annuncio che la giornalista Cecilia Sala è stata liberata ed è in viaggio verso l'Italia", ha detto la presidente di turno, Mariolina Castellone. Per il governo è intervenuta la sottosegretaria agli Esteri, Maria Tripodi "Grazie alla nostra diplomazia, alla nostra intelligence e alla leadership esercitata dalla nostra presidente del Consiglio", ha detto l'esponente dell'esecutivo —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Adamello, morto uno degli alpinisti scomparsi: trovato il corpo

0

(Adnkronos) – E' morto uno dei due alpinisti dispersi sul monte Adamello.Il corpo è stato ritrovato oggi, 8 gennaio 2025.

Le squadre di terra del Soccorso Alpino, trasportate in elicottero in mattinata nei pressi del passo di Conca a una quota di circa 2.600 di quota per effettuare le ricerche via terra attraverso dei sondaggi nella neve, si sono concentrati sulla zona identificata come prioritaria grazie a una traccia registrata dal telefono di uno dei due alpinisti scomparsi dal primo gennaio. I soccorritori hanno trovato uno dei corpi, purtroppo senza vita, sepolto sotto la neve.La dinamica dell'incidente è in fase di valutazione.

Continuano le ricerche via terra per trovare il secondo alpinista, con l'attivazione delle unità cinofile del Soccorso Alpino, specializzate nella ricerca in valanga.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Abedini resta in carcere dopo liberazione Sala, possibili sviluppi a ore

0

(Adnkronos) – Mohammad Abedini Najafabadi, l'iraniano arrestato a Milano lo scorso 16 dicembre, resta nel carcere di Opera dopo la liberazione della giornalista Cecilia Sala.La scarcerazione della freelance apre nuove strade diplomatiche per l'ingegnere reclamato dagli Usa e nelle prossime ore la corte d'Appello di Milano potrebbe ricevere indicazioni che potrebbero accelerare la soluzione.

Al momento non ci sono provvedimenti che cambiano la situazione detentiva dell'iraniano.   Se alcuni esponenti iraniani non hanno mai legato l'arresto di Cecilia Sala alla richiesta di estradizione di Abedini, altri elementi sembrano tenere insieme le due vicende e non si esclude che nelle prossime ore il ministro della Giustizia Carlo Nordio possa 'sfruttare' un articolo del codice di procedura penale, il 718, che al comma 2 prevede che, in caso di arresto con richiesta di estradizione, "la revoca è sempre disposta se il ministro della Giustizia ne fa richiesta".Significa che se oggi Nordio lo chiedesse, trasmettendo il provvedimento alla corte d'Appello di Milano, l'ingegnere iraniano sarebbe libero. Per il 38enne di Teheran è prevista, il prossimo 15 gennaio, l'udienza in corte d'Appello per discutere la richiesta dei domiciliari, avanzata dal difensore Alfredo De Francesco, su cui la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni si era espressa in modo negativo ritenendo che "le circostanze rappresentate nella richiesta, in particolare la messa a disposizione di un appartamento e il sostegno economico da parte del consolato dell'Iran" insieme ad "eventuali divieto di espatrio e obbligo di firma, non costituiscano una idonea garanzia contrastare il pericolo di fuga del cittadino iraniano di cui gli Usa hanno chiesto l'estradizione".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cecilia Sala liberata, le opposizioni: “Grazie al governo per l’ottimo lavoro”

0

(Adnkronos) – È stato accolta con un lungo applauso bipartisan nell'Aula del Senato la notizia della liberazione di Cecilia Sala, oggi 8 gennaio 2025. "Con grande gioia annuncio che la giornalista Cecilia Sala è stata liberata ed è in viaggio verso l'Italia", ha detto la presidente di turno, Mariolina Castellone.Per il governo è intervenuta la sottosegretaria agli Esteri, Maria Tripodi: "Grazie alla nostra diplomazia, alla nostra intelligence e alla leadership esercitata dalla nostra presidente del Consiglio", ha detto l'esponente dell'esecutivo. Molti gli esponenti dell'opposizione che hanno commentato la notizia, ringraziando il governo e chi ha lavorato perché la giornalista tornasse in Italia.

A partire dalla segretaria del Pd, Elly Schlein: "La notizia che stavamo aspettando, che speravamo di ricevere il prima possibile.La liberazione di Cecilia Sala è un sollievo, e saperla presto in Italia ci riempie di gioia.

Un ringraziamento al governo, al corpo diplomatico, ai servizi e a chi ha lavorato incessantemente in questi 20 giorni di apprensione e angoscia per questo risultato.Ti aspettiamo, Cecilia!". "Una bella notizia dopo giorni di tensioni.

Cecilia Sala torna finalmente a casa – scrive il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, sui social – e potrà riabbracciare i suoi familiari.Un plauso a tutta la nostra filiera: dal governo, alla diplomazia, ai servizi che hanno reso possibile questo risultato". Anche Carlo Calenda, leader di Azione, e Matteo Renzi, presidente di Italia Viva, hanno commentato la notizia sui social. "La notizia del rilascio di Cecilia Sala è un enorme sollievo per tutti.

Ed è doveroso riconoscere al governo il merito per l’ottimo lavoro svolto in questo difficile caso", scrive il primo. "Il rientro a casa di Cecilia Sala è la notizia più bella.Grazie al Governo, ai servizi, alla famiglia.

Siamo commossi e felici: oggi festeggia tutto il Paese senza distinzioni e polemiche.Evviva": sono invece le parole di Matteo Renzi.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bper Bene Comune, tutti i progetti bando ‘Il futuro a portata di mano’ saranno realizzati

0

(Adnkronos) – Obiettivo raggiunto per i 5 progetti selezionati nell’ambito del bando di crowdfunding 'Il futuro a portata di mano', lanciato da Bper Bene Comune e relativo a progetti culturali innovativi, creativi e artistici che prevedono il coinvolgimento attivo dei giovani, promuovendo la loro partecipazione e incentivando il loro sviluppo intellettuale e sociale.  Tutte le campagne attive su Produzioni dal Basso, prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation, sono riuscite, infatti, a raccogliere il 40% dei fondi necessari a sviluppare i progetti grazie alla generosità dei sostenitori, e riceveranno così il cofinanziamento da parte di Bper Banca per il restante 60%.  Le progettualità saranno attivate in modo capillare su tutto il territorio nazionale: “Storie di Viaggi: Itinerari-incroci di vita” dell’Atelier Mobile APS di Torino, è un laboratorio multidisciplinare per favorire la comprensione, l'integrazione e la crescita reciproca, dedicato a bambini e ragazzi suddivisi in tre gruppi per fasce; 'Rivivere il Parco di Turona – Un’oasi naturale da scoprire e proteggere' ideato dall'Agesci (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani) Regione Lazio Aps, è invece un’iniziativa volta a diffondere la cultura della tutela ambientale e a creare un luogo sicuro e accogliente per visitatori, turisti e pellegrini, in vista del Giubileo 2025. E ancora: a Napoli, la Cooperativa Sociale Dedalus con 'Tutto il mondo è paese' prevede un percorso teatrale rivolto principalmente a giovani e adolescenti italiani e stranieri, con l’obiettivo di creare una compagnia teatrale multietnica e interculturale; il progetto 'InCanto: cantare insieme per la pace' della Fondazione Mus-e Italia Ets, mira a promuovere l'inclusione sociale e il dialogo interculturale in otto scuole primarie pubbliche a Torino, Milano, Reggio Emilia, Firenze, Bologna, Copertino (LE), Genova, Fermo per contrastare la povertà educativa in queste città; 'Apollo con lo smartphone o Persefone influencer?Cambiamo il presente con l’intelligenza digitale!!', di Fare x Bene Ets, è un’iniziativa realizzata in collaborazione con il Museo Archeologico di Reggio Calabria e il Corecom Regione Calabria.

Si focalizza sull'educazione digitale, la prevenzione della violenza di genere e la valorizzazione culturale, allineandosi agli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.Bper Bene Comune affiancherà le cinque realtà per supportarle nella realizzazione dei progetti e nella generazione di impatto sociale per i territori. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gb, principe Andrea denunciato: “Registrò azienda con nome falso”

0

(Adnkronos) –
Il principe Andrea è stato denunciato alla polizia con l'accusa di aver utilizzato un nome falso per registrare un'azienda.Lo scrive il New York Post, secondo cui il terzogenito della regina Elisabetta utilizzò lo pseudonimo di Andrew Inverness nel 2003, quando assieme al magnate della vendita al dettaglio di articoli sportivi Johan Eliasch fondò una società chiamata Naples Gold Limited.

Andrew, che possedeva quattro società collegate a quelle registrate con lo stesso nome presso la Companies House (l'agenzia del governo britannico che tiene il pubblico registro delle imprese), è stato descritto come un "consulente" sui moduli ufficiali, come mostrano i documenti ottenuti dal Post.  Ora, il gruppo anti-monarchico Republic ha accusato l'ex membro della famiglia reale di aver falsificato documenti ufficiali.Graham Smith, amministratore delegato dell'organizzazione, ha presentato una denuncia ufficiale a Scotland Yard.

La polizia metropolitana di Londra sta al momento valutando se siano necessarie ulteriori azioni nei confronti del duca. "I reali sembrano credere di poter agire impunemente, un'impressione rafforzata dalla mancanza di azioni della polizia sulle gravi accuse di corruzione e reati sessuali", ha detto Smith al Telegraph.  Ad Andrew fu conferito il titolo di conte di Inverness dalla sua defunta madre, la regina Elisabetta II, dopo le nozze con Sarah Ferguson nel 1986.Tuttavia – precisa il New York Post – utilizzando il nome Andrew Inverness nei documenti ufficiali, il fratello minore di re Carlo si è cacciato nei guai, poiché deve affrontare accuse di utilizzo di un falso nome per scopi commerciali.

Tutto questo avviene subito dopo la clamorosa chiusura della società finanziaria che gestiva gli investimenti privati di Andrew.  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Paolo Bonolis lascia l’agenzia di Lucio Presta dopo 35 anni. La replica

0

(Adnkronos) –
Paolo Bonolis ha comunicato via social la decisione di chiudere il rapporto professionale con l'agenzia di spettacolo di Lucio Presta dopo una collaborazione durata 35 anni.  "Dopo trentacinque anni di intensa collaborazione si interrompe da oggi il rapporto professionale con la 'Arcobaleno Tre'.Ringrazio di cuore tutte le persone con cui ho lavorato e quelle che ancora vi operano".

Questo il post condiviso dal conduttore televisivo, Paolo Bonolis, sul suo profilo Instagram.    Il manager italiano senza mezzi termini ha commentato la decisione di Paolo Bonolis: "Anche le persone perbene come te possono aver la sfortuna di incontrare la donna sbagliata e pagarne le conseguenze", scrive Presta in un commento al post di annuncio di Bonolis, che sembra far riferimento, senza citarla, a Sonia Bruganelli. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Infortunio per Kyrgios, Australian Open a rischio: “Farò di tutto per esserci”

0

(Adnkronos) –
Australian Open 2025 in dubbio per Nick Kyrgios.Il tennista australiano ha comunicato nella notte, sui suoi canali social, l'ipotesi di dover rinunciare al primo Slam stagionale per un problema muscolare agli addominali.

Gli Australian Open iniziano domenica 12 gennaio.Kyrgios, negli ultimi giorni al centro delle discussioni per gli attacchi a Sinner sul caso doping, ha scritto su Instagram di "aver riportato uno strappo addominale di primo grado".

Con l'obiettivo però di "volersi riposare e fare di tutto per essere in campo agli Australian Open".  Potrebbe dunque slittare il ritorno in campo di Kyrgios in uno Slam.Dopo il tentativo poco fortunato a Brisbane la settimana scorsa, con eliminazione nel singolare e nel doppio con Djokovic, l'australiano potrebbe dunque fermarsi di nuovo.

Prima del rientro in Australia, la sua ultima partita risaliva al torneo di Stoccarda del 2023.Quasi due anni di stop, dunque.

Agli Australian Open, il suo ultimo match risale invece al 2022 (sconfitta ai quarti contro Karen Khachanov).Kyrgios, al momento senza punti nel ranking Atp, è nel tabellone degli Australian Open grazie al ranking protetto (da numero 21 della classifica mondiale).

Solo ieri, la federazione australiana aveva annunciato la sua convocazione per il prossimo impegno in

Coppa Davis
contro la Svezia.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cecilia Sala è libera, giornalista sta tornando in Italia

0

(Adnkronos) –
Cecilia Sala sta tornando in Italia dall'Iran: l'aereo con a bordo la giornalista, arrestata il 20 dicembre scorso e detenuta in isolamento nel carcere di Evin, è già decollato da Teheran.  Sala era accusata di aver violato "le leggi della Repubblica islamica dell'Iran". "Grazie a un intenso lavoro sui canali diplomatici e di intelligence, la nostra connazionale è stata rilasciata dalle autorità iraniane e sta rientrando in Italia", si legge in una nota della presidenza del Consiglio. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal canto suo ha espresso "gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile il ritorno di Cecilia Sala, permettendole di riabbracciare i suoi familiari e colleghi", si legge ancora nella nota di Palazzo Chigi in cui si sottolinea che la premier "ha informato personalmente i genitori della giornalista nel corso di una telefonata avvenuta pochi minuti fa". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Groenlandia, Francia contro Trump: “Ue non permette attacco ai suoi confini”

0

(Adnkronos) – Donald Trump continua a ribadirlo: gli Usa devono ottenere il controllo della Groenlandia per motivi di "sicurezza nazionale" e non esclude la possibilità di utilizzare "la forza militare o la coercizione economica" per raggiungere il suo obiettivo.Ecco perché il capo della diplomazia francese Jean-Noël Barrot oggi è intervenuto dichiarando che "è fuori discussione" che l'Unione Europea consenta a degli stati "di attaccare i suoi confini sovrani".

La Groenlandia è "un territorio dell'Unione Europea.Non è possibile che l'Ue permetta ad altre nazioni del mondo, chiunque esse siano, di attaccare i suoi confini sovrani", ha dichiarato alla radio France Inter. Intanto Donald Trump jr è atterrato ieri sull'isola artica. "Non sto comprando la Groenlandia, vado per una lunga gita privata di un giorno", ha dichiarato il figlio del presidente eletto in un podcast. Dopo aver definito a dicembre "la proprietà e il controllo della Groenlandia un'assoluta necessità", Trump nell'annunciare la visita del figlio "con vari rappresentanti per visitare quei posti magnifici", ha detto che il popolo della Groenlandia è "Maga" ribandendo che "avrebbe enormi benefici diventando parte della nostra nazione". "La Groenlandia è un luogo incredibile e la popolazione ne trarrà enormi benefici se e quando diventerà parte della nostra nazione.

Noi la proteggeremo e la custodiremo da un mondo esterno molto feroce.RENDIAMO LA GROENLANDIA DI NUOVO GRANDE!", ha scritto Trump, applicando il suo slogan 'MAGA' al territorio danese autonomo. Da parte sua, il ministro degli Esteri della Groenlandia, Mininnguaq Kleist, ha dichiarato che "il nostro è un Paese aperto e accogliamo i visitatori", e poi ha aggiunto che il governo non è stato informato della natura del programma del figlio del presidente eletto e che quindi non ci sono incontri ufficiali in programma per quella, si ribadisce, è una visita privata. L'idea, o il sogno, di Trump di comprare la Groenlandia non è nuova, l'aveva già lanciata durante il primo mandato, arrivando a cancellare una visita di due giorni in Danimarca nel 2019 dopo che la premier Metter Frederiksen aveva definito l'idea "assurda".

Ma ora Trump appare in una posizione, interna e internazionale, molto più forte, senza contare che l'idea appare rientrare in un piano più ampio di espansione territoriale e di controllo, che coinvolge la minaccia di riprendere il controllo del canale di Panama e di annettere il Canada come 51esimo stato. Senza contare che ora può contare con sul sostegno potente e influente del suo benefattore e praticamente braccio destro Elon Musk che ieri su X ha subito scritto: "il popolo della Groenlandia deve decidere del proprio futuro e credo che voglia essere parte dell'America". Intanto, Múte Egede, primo ministro dell'isola che è territorio danese, pur essendosi dotata di un proprio parlamento nel 1979, su cui Copenaghen detta ancora la linea di politica estera e difesa, nei giorni scorsi ha invocato l’indipendenza dalla Danimarca, parlando di un possibile referendum in concomitanza alle elezioni di aprile 2025. "È giunto il momento di compiere il prossimo passo per il nostro Paese – ha detto nel suo discorso di fine anno – Come altri Paesi del mondo, dobbiamo lavorare per rimuovere gli ostacoli alla cooperazione, che possiamo descrivere come le catene dell'era coloniale, e andare avanti".Nel suo discorso Edege ha comunque rimbrottato Trump, sottolineando che la Groenlandia "non è in vendita".

In Groenlandia, che ha ha 57mila abitanti ed è ricca di minerali, petrolio e gas naturali, esiste una grande base militare Usa e c'e' chi osserva che la sua capitale Nuuk è più vicina a New York che a Copenhagen. La concomitanza tra le esternazioni di Trump, e ora la visita del figlio, con le nuove rivendicazioni di indipendenza potrebbe non essere del tutto casuale. "Qualcosa probabilmente succederà in Groenlandia nei prossimi 10-15 anni, potrebbero diventare indipendenti ed è per questo gli Stati Uniti si preparano a ogni tipo di futuro", ha spiegato recentemente al Washington Post un ex diplomatico danese che si è occupato della questione durante la prima amministrazione Trump. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Oh Canada!’, Trump rilancia e pubblica mappa con Paese sotto bandiera Usa

0

(Adnkronos) – "Oh Canada!".Su Truth Donald Trump rilancia.

Il presidente eletto degli Stati Uniti ha pubblicato nelle ultime ore una mappa con la bandiera degli Stati Uniti che copre anche il territorio canadese dopo aver minacciato ieri l'uso della "forza economica". ''Non c'è la minima possibilità che il Canada diventi parte degli Stati Uniti'', gli ha presto riposto via X Justin Trudeau. Le parole di Trump arrivano mentre il Canada vive una fase istituzionale complessa.Trudeau ha annunciato le dimissioni dalla carica e dalla leadership del partito liberale in vista delle elezioni che, secondo i sondaggi, potrebbero consegnare la guida del paese ai conservatori.

Tutto questo, a Trump, pare interessare poco.   Ieri, in una conferenza stampa a Mar-a-Lago Trump ha illustrato progetti e ambizioni che puntano a ridisegnare la cartina geopolitica degli Stati Uniti e che comprendono anche Groenlandia e canale di Panama. "Noi proteggiamo il Canada, il problema è che spendiamo centinaia di miliardi di dollari per occuparcene.Ogni anno abbiamo un deficit commerciale di 200 miliardi di dollari.

Compriamo auto, legname, prodotti caseari: non ci serve nulla di tutto questo.Se smettessimo di sostenere finanziariamente il Canada, il paese si dissolverebbe", dice. "Perché dobbiamo sostenere un altro paese?

Il nostro esercito è a loro disposizione: dovrebbero essere uno stato" all'interno degli Usa. "Ci mandano un sacco di prodotti che non ci servono: li compriamo per abitudine e perché siamo buoni vicini, ma non potrà andare avanti all'infinito.Va bene se si tratta di uno stato dell'unione, non se è un altro paese", dice Trump.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parkinson, Bentivoglio (Gemelli): “Tante possibilità di terapie personalizzate’

0

(Adnkronos) – “Nella storia del paziente con malattia di Parkinson ci sono veramente tante possibilità per una personalizzazione del trattamento: dalla terapia per bocca, all’infusionale, fino agli interventi chirurgici”.Così Anna Rita Bentivoglio, professore associato di Neurologia, Istituto di Neurologia Facoltà di Medicina Università Cattolica di Roma e responsabile Uos Disturbi del movimento, Policlinico Gemelli, all’Adnkronos Salute, chiarisce come si tratti “di una patologia complessa che non si esaurisce solo nel tremore a riposo, che è il sintomo conosciuto un po' da tutti, ma comprende altri disturbi, soprattutto non motori”. (
VIDEO
) Nei primi anni di malattia “le persone, nella maggior parte dei casi, prendendo poche pillole al giorno, riescono a guadagnare una condizione motoria e non motoria molto soddisfacente – spiega Bentivoglio – Considerando che ogni storia di malattia è diversa, dopo un certo numero di anni la giornata di chi soffre di Parkinson tende a complicarsi e iniziano a comparire delle fluttuazioni, sia motorie che non motorie.

Ci sono quindi delle ore del giorno, subito dopo l'assunzione delle pillole, in cui il paziente si sente bene, il tremore scompare o diventa molto meno evidente, è meno rigido e, se è rallentato nei movimenti, diventa quasi normale nella loro esecuzione.Poi, man mano che si riduce l’effetto dei farmaci, il paziente ripresenta i disturbi anche di notte: si fatica a dormire perché, per esempio, si fatica a girarsi nel letto.

Grazie all’infusione dei farmaci, nel paziente con malattia complicata, il sonno torna a essere ristoratore”. Quando la strategia di primo livello, dove si prendono le pillole per bocca, non è più sufficiente, è necessario passare al secondo che prevede l’iniezione “dei farmaci sottocute oppure li possiamo inserire direttamente nell'apparato digerente attraverso una piccola cannula che si mette nella parete dello stomaco e che si collega a una pompa che eroga piccolissime dosi di farmaco in maniera continua.Questo approccio – illustra la professoressa – cerca di rendere continua la stimolazione cerebrale rimpiazzando la dopamina, il neurotrasmettitore che è carente nel sistema nervoso centrale del paziente.

La prima strategia è stata con dei farmaci dopaminoagonisti, ancora oggi è in uso la pompa con apomorfina.Da diversi anni ormai però siamo in grado di iniettare direttamente la levodopa, anche se in una forma modificata, nel sistema digerente o sottocute.

In questo modo viene assorbita molto più facilmente.L'ultima frontiera della terapia infusionale è l’impiego della foslevodopa/foscarbidopa sottocute attraverso una pompa di facile gestione da parte dello stesso paziente o dal familiare, il caregiver.

La terapia può essere addirittura continuativa nelle 24 ore”.Il paziente può ricevere “dosi diverse, programmate dal neurologo di riferimento, in modo personalizzato: un po' più alte durante il giorno, quando le richieste sono maggiori e un po' più basse durante le ore notturne”. Un secondo gruppo “di strategie di secondo livello per la gestione del Parkinson sono quelle chirurgiche che permettono, da circa 30 anni, di stimolare dei nuclei cerebrali, non solo chimicamente come fanno i farmaci, ma anche attraverso l'erogazione di piccole scariche elettriche.

La possibilità di fornire a un paziente che ha delle fluttuazioni sia motorie che non, una terapia infusionale – chiarisce Bentivoglio – è particolarmente preziosa per tutti coloro che non sono disposti ad andare incontro a un intervento chirurgico”, o è controindicato per varie ragioni, non ultima l’età – dopo i 70 anni “ci sono infatti troppi rischi” – oppure in attesa dell’intervento.  Al di là della questione chirurgica, “l'indicazione al trattamento è per il paziente fluttuante che, con la terapia, non ha più una qualità di vita adeguata”.Si deve considerare che è necessario anche assumere le “medicine 5-6 volte al giorno, tutti i giorni”, magari trovandosi con il “problema irrisolto e con uno stigma lavorativo e sociale”.

Questa terapia infusionale, “nella nostra esperienza – aggiunge – dà una svolta radicale alla qualità di vita, non solo della persona che ha la malattia ma anche dei suoi familiari e dei suoi caregiver naturalmente.Questo si può misurare a livello clinico, ma anche con le scale di qualità di vita che misurano tutta la difficoltà o il miglioramento nell'affrontare realtà quotidiane che vanno dall'allacciarsi i bottoni della camicia, a potersi nutrire senza imbarazzo quando si porta un cucchiaio alla bocca, dal guidare l'automobile, all'affrontare una giornata lavorativa.

Quando le fluttuazioni sono importanti, si vede che la terapia infusionale determina una vera svolta nel miglioramento”.Tale aspetto, valutato negli studi registrativi, viene misurato anche dal clinico, nella valutazione periodica del paziente. Il bisogno che spesso rimane non soddisfatto del paziente in fase complicata di malattia è però il riposo notturno.

Il paziente che è in terapia con farmaci per bocca, la sera prende una dose molto inferiore rispetto a quella del giorno e la notte, dopo un certo numero di ore, quando si esaurisce l’effetto, comincia ad avere difficoltà, si sente rigido, ha difficoltà se si deve alzare per recarsi in bagno, ma anche girarsi nel letto.Il paziente quindi si sveglia continuamente, compromettendo la qualità del sonno che può veramente avere una svolta e tornare a essere ristoratore quando il paziente invece durante la notte riceve la giusta quantità di farmaco che – ricorda – gli permette di riposare”. Prima dell’avvento della terapia infusionale sottocute, “lo stesso tipo di farmaco veniva somministrato all'interno del sistema nervoso digerente – conclude Bentivoglio – e questo richiedeva necessariamente di fare un piccolo foro sulla parete addominale, che pure se mini-invasivo, significa sempre un tramite che condizionava anche la possibilità di svolgere alcune attività.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Ramy, Ilaria Cucchi a comandante Carabinieri: “C’è chi non merita indossare divisa”

0

(Adnkronos) – "C’è chi non merita di indossare la divisa".Così Ilaria Cucchi in un alettera inviata al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, dopo la diffusione delle immagini dell’incidente che ha portato alla morte, lo scorso 24 novembre nel quartiere Corvetto di Milano, di Ramy Elgam. “Carissimo Generale Salvatore Luongo, Le scrivo come privata cittadina – si legge – voglio subito metterlo in chiaro affinché non vi siano dubbi di sorta.

Sono Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ucciso da un violentissimo pestaggio la notte tra il 15 e 16 ottobre del 2009 dopo il suo arresto.I responsabili sono stati condannati con sentenza definitiva a 12 anni di reclusione.

Lei sa perfettamente di cosa sto parlando perché si è occupato delle indagini sui depistaggi che fin da subito vennero architettati ed attuati dalla oramai tristemente nota ‘scala gerarchica’.Lo sa perché lei stesso si occupò di una parte delle indagini e venne sentito come testimone in udienza rendendo peraltro una tormentata deposizione”. “Caro Generale, come dice sempre l’avvocato Fabio Anselmo, ‘la Giustizia è degli uomini’ e gli uomini cambiano. È così che, dopo che tutti gli alti ufficiali accusati di essere responsabili di falsi e depistaggi sistematici sono stati condannati dal Tribunale di Roma, oggi si parla di prescrizione di tutti i reati ed, addirittura, la Procura Generale, discostandosi per la prima volta dai pm, chiede l’assoluzione di alcuni.

Ma non le scrivo per questo – prosegue Cucchi – Le scrivo perché mi ostino ad avere fiducia nell’Arma dei Carabinieri ed in Lei.Le scrivo per la morte di un giovanissimo ragazzo di soli 19 anni avvenuta nel quartiere Crovetto il 24 novembre scorso a Milano.

Si chiamava Ramy El Gami”. “Oggi ho visto le terribili immagini trasmesse dal tg che documentano gli ultimi istanti della folle corsa dello scooter da lui condotto verso la morte.Di fronte ad esse io non posso e non voglio trarre sentenza perché ritengo che questo sia compito della Magistratura e certo non mio.

Lo lascio fare ad altri che, pur essendo Ministri della Repubblica, cedono alle lusinghe di una facile ed ‘ignorante’ propaganda – scrive la senatrice di Avs – Io Le chiedo scusa se mi permetto, ma, come cittadina, Le chiedo la sospensione e conseguente destituzione dei carabinieri che hanno messo negli atti ufficiali una ricostruzione dell’accaduto che mi pare proprio incompatibile con quanto documentato dalle immagini”. “Sono ben lontana, mi creda, dall’invocare la condanna dell’autista della gazzella coinvolta direttamente nell’incidente.Ritengo tuttavia, che, fin da ora, chi ha ricostruito i fatti in modo così diverso dalla realtà e chi avrebbe ordinato ad un testimone di cancellare il filmato dell’incidente girato col suo cellulare, non meriti più di indossare la vostra onoratissima divisa.

Mi piacerebbe incontrarla per raccontarle di persona quanto fanno male quei comportamenti alla credibilità dell’Istituzione che Lei oggi rappresenta – sottolinea Cucchi – Vorrei farle capire quanto hanno reso difficile la vita della mia famiglia che ne è rimasta irrimediabilmente logorata.Vorrei farla parlare con i medici che hanno curato mia madre fino alla sua morte prematura avvenuta non prima di aver ottenuto giustizia.

Vorrei farla parlare con i medici che hanno in cura mio padre ma forse sarebbe sufficiente che lo incontrasse”. “14 anni di processi (ora 16).Oltre 160 udienze. 5 anni con imputati ingiustamente accusati: gli agenti della Polizia Penitenziaria.

Vorrei tanto incontrarla per raccontarle quanto male facciano alle persone ed all’Arma quelle ricostruzioni addomesticate, quelle verità nascoste, quei depistaggi.Peggio dei fatti dai quali ci si vuole difendere in modo così terribilmente sbagliato – scrive ancora Ilaria Cucchi- Sono una solo una normale cittadina ferita che ha un disperato bisogno di poter continuare a credere in quella divisa che per me è sacra.

Qualcuno che ha perso il senso della realtà mi considera un’eroina.Ma eroi sono tutti i carabinieri, suoi sottoposti, che ogni giorno si sacrificano per la collettività.

Li tuteli, per favore.Faccia in modo che tutti noi li possiamo portare nel cuore, sempre, senza ombre – conclude la senatrice di Avs – Lo faccia, la prego”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

I fratelli Esposito: stelle dello Spezia ma dal cuore stabiese e tifosi della Juve Stabia

0

Il 10 novembre del 2024 è una data che i Fratelli Esposito forse non dimenticheranno mai.Non solo la sfida contro la Juve Stabia allo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare Di Stabia ma anche tantissime emozioni post gara.Una sorte di poster da tenere appeso nella cameretta per sempre.La Juve Stabia sarà impegnata allo Stadio “Picco” contro lo Spezia e ritroverà nuovamente sulla strada i temibili Fratelli Esposito o meglio solo Francesco Pio perchè Salvatore sarà out per squalifica.Le due stelline dello Spezia fecero benissimo nella partita giocata a Castellammare.Nella gara di andata fu vittoria della squadra ligure.Fu sicuramente per Salvatore e Francesco Pio un weekend che difficilmente dimenticheranno.Gli applausi prima e dopo gara da parte dei loro concittadini, la targa ricevuta dalla Curva Sud e poi l’inaugurazione del campetto al “Rione Cicerone” insieme al Fratello Sebastiano che era presente in tribuna con la famiglia per quello che fu un evento importante.

Nel mezzo il calcio giocato con Francesco Pio che realizzava il goal del vantaggio dopo pochi minuti e poi Salvatore che chiudeva la partita nonostante il rigore parato da Thiam.Sebastiano sta facendo vedere cose bellissime nel massimo campionato.Francesco Pio e Salvatore oramai sono diventati due top del torneo cadetto e stanno dimostrando di potersi giocare le carte anche nell’ Olimpio dei giganti.Resta anche da dire che molti appassionati e tifosi non solo della Juve Stabia stanno lodando le gesta dei Fratelli Esposito compreso il campionato importante che sta disputando Sebastiano ma la storia del campetto rionale è un qualcosa che va oltre il calcio giocato, un gesto d’amore verso la città come nelle storie più romantiche.

Farmaceutica, Giancarlo Benelli è il nuovo Head of Europe di BeiGe

0

(Adnkronos) –
Giancarlo Benelli è stato nominato Senior Vice President e Head of Europe di BeiGene Ltd, azienda oncologica globale che intende cambiare il suo nome in BeOne Medicines Ltd.Effettiva dal 1 gennaio, la nomina – si legge in una nota – rafforzerà l’impegno dell'azienda a portare farmaci di grande impatto a un maggior numero di pazienti in tutta Europa. “Siamo lieti di dare a Giancarlo il nostro benvenuto in BeiGene e nel nostro percorso di trasformazione che consoliderà il nostro posizionamento globale di innovazione in oncologia – afferma John V.

Oyler, Co-fondatore, presidente e Ceo di BeiGene – Giancarlo porta con sé una vasta esperienza e un curriculum comprovato nell’industria farmaceutica che saranno fondamentali per continuare a far crescere la nostra presenza in Europa guidata dal nostro ufficio di Basilea, in Svizzera.La sua leadership e la sua visione si adattano perfettamente a BeiGene, in linea con il nostro impegno di espandere la nostra presenza globale e migliorare le nostre capacità in questo settore.

Siamo impazienti di osservare l’impatto positivo che la sua esperienza porterà al nostro team e al nostro lavoro”. 
Benelli è un dirigente a livello mondiale con più di 20 anni di esperienza nell’industria farmaceutica in aziende come Novartis e AstraZeneca.Più recentemente è stato Vice President e Head Radioligand Therapy International Markets di Novartis. “Sono onorato e orgoglioso di unirmi a BeiGene in questa fase fondamentale della crescita dell’azienda – commenta Benelli – L'impegno di BeiGene nella scoperta e nello sviluppo di trattamenti innovativi che siano al tempo stesso accessibili è perfettamente in linea con i miei valori personali e professionali.

Sono impaziente di entrare in contatto con più di 800 colleghi in tutta Europa per contribuire all’ambizione comune di trasformare la vita dei pazienti oncologici.Insieme, cercheremo di espandere la nostra presenza e il nostro impatto in Europa, portando speranza e guarigione a coloro che ne hanno grande necessità”. 
Prima di diventare Head Radioligand Therapy International Markets a Novartis, Benelli ha ricoperto il ruolo di General Manager di Advanced Accelerators Applications, con responsabilità nella ristrutturazione dell’organizzazione della produzione, di R&D, e del settore commerciale di Saint Genis Poully in seguito all’acquisizione da parte di Novartis, garantendo la continuità aziendale e lanciando con successo 177lutezio oxodotreotide sia in Francia che in Italia nelle sfide successive alla fusione.

Benelli ha conseguito un dottorato in medicina e un diploma post-laurea in chirurgia toracica, entrambi all’Università di Genova, e un diploma in economia sanitaria all’Università di York (Regno Unito). —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

È morto Rino Tommasi, maestro del giornalismo sportivo: aveva 90 anni

0

(Adnkronos) – Lutto nel mondo dello sport e del giornalismo sportivo.A 90 anni è morto Rino Tommasi, noto giornalista, conduttore tv, telecronista e organizzatore di eventi di boxe.

Nato a Verona il 23 febbraio 1934, Tommasi ha fatto la storia della sua professione raccontando soprattutto il tennis e il pugilato.Un maestro di giornalismo, a lungo alla Gazzetta dello Sport (ma anche firma di Tuttosport, del Messaggero e del Mattino).  Rino Tommasi è stato un punto di riferimento nel mondo dello sport e del giornalismo.

Giornalista, poi telecronista televisivo e organizzatore di eventi di pugilato, ha iniziato nel 1953 nell’agenzia “Sportinformazioni”, dedicata allo sport, che svolgeva anche la funzione di ufficio di corrispondenza milanese per il Corriere dello Sport.Firma di punta per il tennis della Gazzetta dello Sport, ha lavorato anche per il Messaggero, il Gazzettino di Venezia e il Mattino di Napoli.

Ha anche fondato un settimanale all'inizio degli anni Settanta, “Tennis Club”. Nel 1981 viene scelto come primo direttore dei servizi sportivi di Canale 5.Inizia così la sua carriera di telecronista, come riporta Supertennis, che si incrocia con quella di Gianni Clerici, a cui è intitolata la sala stampa del Foro Italico.

Insieme hanno commentato i principali avvenimenti tennistici per le reti per le quali i hanno lavorato fino al 2010, a partire da TV Koper Capodistria, passando per Tele+ e Sky Sport.Per lui, Clerici ha coniato il soprannome di "ComputeRino", per la sua maniacalità nel registrare record e statistiche.

Per Clerici, Tommasi aveva inventato l'altrettanto celebre etichetta di "Dottor Divago".L'altra sua grande passione era il pugilato, di cui è stato primo impresario italiano in particolare al Palazzo dello Sport di Roma con la sua ITOS (Italiana Organizzazioni Sportive).

Premiato nel 1982 e nel 1991 dall'ATP come Tennis Writer of the Year, Giornalista sportivo dell'anno, ha vinto anche il prestigioso Ron Bookman Media Excellence Award (1993).  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)