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Conferenza stampa: le dichiarazioni di Sarri (Pasquale Ammora)

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Maurizio Sarri ha parlato poco fa in conferenza stampa in vista della partita di domani al San Paolo contro l’ Empoli.

Queste le sue parole:

“Mi fa piacere giocare con l’ Empoli perché ritrovo persone a cui sono molto affezionato, ma sono molto preoccupato perché sarà una partita difficilissima. E’ una squadra capace di mettere in difficoltà chiunque come confermano gli ultimi risultati e che gioca sempre e comunque indifferentemente dall’ avversario; hanno diversi giocatori di livello elevato e una società che fa un lavoro stupendo consentendo ai giovani di crescere in maniera esponenziale. I miei ragazzi sono consapevoli della difficoltà della partita visto che nelle ultime partite il Napoli ha collezionato solo due punti contro l’ Empoli. Higuain si è allenato regolarmente, è uscito dal campo in amichevole per precauzione. Non devo fare assolutamente nessun bilancio di mercato, i giocatori sono stai scelti dalla società e il mio compito è farli rendere al meglio. La Juve ha un organico fortissimo e una maggiore esperienza di noi visto che negli ultimi anni ha monopolizzato il calcio italiano, quindi non dobbiamo pensare allo scudetto ma concentrarci sulla partita di domani per cercare di portare a casa qualcosa. Sul prossimo mese non ci penso al momento,saranno valutazioni da fare al momento. Gli obbiettivi individuali contano zero, conta solo l’ obbiettivo collettivo.

Callejon è un giocatore fondamentale, sta facendo una stagione normale dal punto di vista realizzativo ma straordinaria dal punto di vista tattico; sta rendendo a livelli altissimi. A Empoli ho contribuito a creare un certo tipo di gioco e Giampaolo è stato straordinario a migliorarlo. Non parlo di Saponara, all’ andata fu devastante e disse che la carica gliel’ avevo dato io in conferenza stampa.”

Pasquale Ammora

Soccorsi in Mar Egeo: notte impegnativa per CP292 e CP322 (VIDEO)

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Notte molto impegnativa per gli equipaggi delle due motovedette della Guardia Costiera Italiana impegnati nel Mar Egeo, su richiesta di Frontex.

La motovedetta della Guardia Costiera Italiana CP 292, a Kos, ha soccorso 3 gommoni salvando 31 migranti in totale. L’altra motovedetta della Guardia Costiera Italiana CP 322, a Samos, ha salvato 15 migranti abbandonati su una scogliera . Tra loro 4 donne (una in stato di gravidanza) e 5 bambini (di età inferiore ai tre anni). Le operazioni di soccorso sono state molto difficili ed impegnative, ma grazie all’intervento dell’equipaggio della motovedetta e dei soccorritori navali (rescue swimmers) e sommozzatori della Guardia Costiera Italiana presenti a bordo della motovedetta, e’ stato possibile trarre in salvo tutti.

 

A seguire, video delle operazioni

L‘intervento dell’equipaggio della motovedetta della Guardia Costiera Italiana  ha consentito di salvare la vita delle 8 persone presenti a bordo di un piccolo gommone alla deriva.

Mister Zavettieri: Speriamo che il match di domani segni la svolta della nostra stagione..

Alla vigilia della partita casalinga contro il Catanzaro abbiamo raccolto le impressioni del tecnico delle Vespe, Nunzio Zavettieri, su campo, mercato ed infortuni.

Ecco le parole dell’allenatore:

Ci prepariamo ad affrontare un match delicato, in casa, dove la vittoria manca da troppo tempo. Al solito, purtroppo, le assenze sono tante ma non dobbiamo pensarci ed al contrario serve concentrarci solo sul campo.

Sicuramente domenica torneremo a giocare con la difesa a quattro, grazie al rientro di Cancellotti dalla squalifica; devo valutare invece le condizioni di Del Sante. A prescindere dai moduli dovremo entrare in campo determinati, affamati e vogliosi di portare a casa i tre punti.

Forse il rocambolesco pareggio con l’Ischia ha lasciato delle scorie negative nel gruppo; quel match ci ha un po’ condizionato e il morale dei ragazzi ne ha decisamente risentito. Ora però non dobbiamo guardare al passato ma, al contrario, puntare a fare bene in questa seconda parte di stagione.

Non nascondo che il mercato di gennaio ha influito sui risultati altalenati delle ultime partite perché le voci sui trasferimenti non permettono ai calciatori di concentrarsi al meglio. Sono gli ultimi giorni di trattative, poi, finalmente potremo pensare solo al calcio giocato. Gli ultimi innesti di Diop e di Lisi sono sicuramente importanti, così come quello del difensore bulgaro Navratil, e so che posso contare su di loro.

Dispiace tanto per i punti che mancano. Prima o poi la striscia positiva sarebbe finita; è avvenuto contro una grandissima squadra che pare abbia fatto contro la Juve Stabia la miglior partita del proprio campionato. Sono consapevole delle mie responsabilità ma so altrettanto bene che poche volte capita in una stagione tanta sfortuna come quella che ci ha afflitto. Prendete Del Sante ad esempio, il suo arrivo doveva rappresentare la svolta offensiva della nostra stagione ma il ragazzo si è subito infortunato..incredibile. Adesso speriamo che il periodo negativo sia alle spalle e che si possano recuperare i punti persi.

Il Catanzaro con l’arrivo nel nuovo tecnico ha dato una svolta alla propria stagione. Sono convinto che i calabresi verranno qui per puntare alla vittoria giocando a viso aperto. Noi dovremo essere bravi a sfruttare al massimo il fattore casalingo e a prendere tre punti che sono fondamentali per il nostro campionato.

Raffaele Izzo

 

Voglia di Calciomercato? Lunedi 01 febbraio 2016 alle ore 22:30

 

Il calciomercato in Italia è alle battute finali e, come in ogni sessione, sono tantissimi i rumors e le voci di mercato che riguardano le squadre campane e non solo.

I tifosi sono in balìa di queste notizie che spesso non trovano fondamento alcuno. Per far chiarezza sul mercato in entrata e in uscita delle squadre campane, la redazione sportiva di Vivicentro.it ha pensato di regalare ai propri lettori e radioascoltatori un appuntamento radiofonico riservato esclusivamente al calciomercato.

Collegamenti telefonici insieme a contatti diretti e costanti, sono solo alcuni dei metodi utilizzati dalla nostra redazione per rendervi aggiornati su queste battute finali del calciomercato.

Alla conduzione della puntata, con la sua solita professionalità, ci sarà Mario Vollono

In studio saranno presenti tanti colleghi e collaboratori per una puntata ricca di notizia

Vi aspettiamo dalle ore 22:30 non resta che sintonizzarvi su ViViRadioWEB la web radio di ViViCentro.it

DIRETTA

Il compromesso possibile e necessario MARTA DASSÙ*

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L’incontro di Berlino è andato come si poteva prevedere: una versione italo-tedesca del britannico «agree to disagree». Renzi ha ottenuto dalla donna più potente d’Europa quello che poteva realisticamente ottenere: un appoggio alle riforme già fatte (Jobs Act) e a quelle ancora da fare. Questo riconoscimento politico è vitale per un giovane premier che sostiene da mesi un punto centrale: l’Italia, in Europa, è ormai parte della soluzione e non del problema. E quindi ha il diritto di parlare apertamente, di non essere considerata un «osservato speciale» e di sedersi a pieno titolo nella prima fila del club.  

Angela Merkel ha accettato il primo tratto del teorema Renzi: l’Italia è certamente parte della soluzione alle crisi molteplici cui l’Europa si trova di fronte. È più difficile, per la Cancelliera, accettarne anche il secondo tratto: vista dalla Germania – e cioè da un Paese influenzato da una cultura «ordoliberale» che vede nella stabilità finanziaria la condizione per stare insieme in Europa – l’Italia è comunque anche una parte del problema. Lo è ancora, visto il peso del debito pubblico. Era scontato, quindi, che la Merkel non potesse concedere quasi nulla – al di là di una dichiarata neutralità tedesca – sul dossier economico centrale in discussione fra Roma e la Commissione europea: la flessibilità di cui potrà avvalersi l’Italia con la Legge di stabilità.  

Ottenere margini su questo punto, decisivo per Roma, era una classica mission impossible in una Berlino con la testa già rivolta alle elezioni del 2017.  

Incoraggiante sul piano politico, elusivo su quello economico (non vi sono accenni, nelle dichiarazioni pubbliche, a una discussione sui problemi della crescita in Europa o del rafforzamento del piano Juncker e tantomeno della delicata questione bancaria) e interlocutorio sui problemi dell’emigrazione. Su questo ultimo dossier era la Germania a chiedere qualcosa all’Italia. L’obiettivo di Angela Merkel è infatti quello di sbloccare l’erogazione dei famosi 3 miliardi di euro destinati alla Turchia per gestire l’afflusso di rifugiati, decisione che incontra da parte di Roma una serie di obiezioni (alcune legittime, altre meno). In questo caso, è stato il premier italiano a tenere in mano le sue carte, in attesa – ha dichiarato a Berlino – di chiarimenti ulteriori da parte della Commissione. E’ probabile che l’Italia sarà spinta a superare il proprio veto entro la Conferenza dei donatori («Supporting Syria and the region») che si terrà il 4 febbraio a Londra. Ma Roma tenterà anche di guadagnarsi, nel farlo, alcuni margini di bilancio: la tesi, come noto, è che i costi eccezionali della gestione dei problemi dell’immigrazione vadano scomputati dal calcolo del deficit. 

Dietro al problema dei fondi da erogare alla Turchia, esiste anche, in materia di politica migratoria, un disaccordo sulle priorità. Per l’Italia, la priorità è di ottenere una revisione del regolamento di Dublino, che fa pesare oneri sproporzionati sui Paesi di primo approdo. E’ una riforma che Berlino considera accettabile ma che resta per ora sulla carta. Per la Germania, la priorità è aumentare la serietà dei controlli nei Paesi più esposti (Grecia e Italia, appunto) così da rafforzare le frontiere esterne dell’Unione. Un compromesso, io credo, è possibile e necessario. In assenza di un compromesso, del resto, Italia e Germania rischiano parecchio entrambe. L’Italia teme di restare imbottigliata fra la frontiera liquida a Sud e frontiere sigillate a Nord dalla sospensione del sistema di Schengen; Angela Merkel rischia – anzi, sta già soffrendo – una perdita progressiva di consenso politico. Gli incentivi per un accordo esistono, insomma, da entrambe le parti; ed un accordo fra Berlino e Roma è senza dubbio una delle condizioni indispensabili per evitare che la crisi migratoria finisca per disgregare l’Unione europea.  

E’ sempre ingenuo pensare – così insegna la realtà della politica internazionale – che vertici bilaterali di questo tipo producano risultati concreti immediati. L’incontro di Berlino è nato, essenzialmente, dall’esigenza di superare un eccesso polemico nei rapporti bilaterali: l’esito, per definizione intangibile, riguarda la relazione personale fra Renzi e Merkel. Entrambi sono condizionati fortemente dai rispettivi problemi domestici; ma scaricarli all’esterno non è mai una soluzione ideale. Entrambi hanno bisogno di condizionare l’Ue per tutelare le priorità nazionali. Se la Germania ha molte più leve per riuscirvi dell’Italia, né Berlino né Roma possono in realtà trarre vantaggi reali, e a lungo termine, da soluzioni unilaterali. Per la Germania, ragionare in chiave europea segna tutta la differenza fra l’essere il Paese dominante ed esercitare un’egemonia (benevola); per l’Italia, la differenza consiste nell’essere parte stabilmente della soluzione (e di eventuali «nuclei duri» futuri, in un’Europa a integrazione differenziata) e non solo del problema.  

Se l’incontro di Berlino sarà servito a rassicurare Merkel e Renzi sulle intenzioni reciproche, le differenze di approccio non si dissolveranno di certo. Ma esisterà quella base di fiducia indispensabile per cooperare in un’Europa che appare ormai largamente dominata dalla logica inter-governativa. 

 

*lastampa

 
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Pedullà: “Regini-Napoli, sembra la storia della volpe e l’uva”

Alfredo Pedullà scrive: La parabola della volpe e l’uva. Molto spesso attuale anche quando parliamo di calciomercato. Perché c’è chi se dà una notizia non di grande rilievo la battezza come se fosse la news dell’anno. Per tutte le notizie ci dovrebbe essere rispetto, noi pensiamo che abbiano lo stesso spessore. Invece c’è chi quando arriva tardi o lungo su una notizia si arrampica sugli specchi. Tipo: il mercato del Napoli? Colpi di basso profilo, i big arriveranno a luglio. Speriamo che non sia come per Calleri al Bologna e poi sicuramente all’Inter da luglio. La storia della volpe e l’uva si adatta perfettamente alla vicenda di Vasco Regini, fresco acquisto del Napoli. Una pista che vi raccontiamo addirittura dallo scorso ottobre quando dicemmo che le possibilità di un approdo in azzurro, anche a parametro zero, sarebbe stato probabile. Ora che il Napoli ha anticipato crediamo che sia stata un’operazione intelligente, stiamo parlando di un centrale difensivo che Sarri conosce a memoria e che vorrebbe valorizzare sempre più. Se ne facciano una ragione gli amici (?) che arrivano tardi e che si arrampicano sugli specchi…

Il Carpi ritorna al passato grazie ai suggerimenti di Giuntoli

La Gazzetta dello Sport scrive sul Carpi e l’ex Giuntoli: “A gennaio la scelta è stata quella di tornare al passato. Con i suggerimenti di un consigliere illustre: l’ex d.s. Giuntoli che ha prodotto la sinergia di mercato con il Napoli (De Guzman e Gnahorè). Dieci, compreso Simone Verdi che firmerà oggi, i volti nuovi per rincorrere l’impresa salvezza. Cavalli di ritorno che già conoscevano l’ambiente carpigiano come i difensori Suagher e Poli, miscelati a elementi che la Serie A l’avevano solo assaggiata (Mancosu, Crimi e Sabelli). Fra i nuovi sono sopravvissuti solo Cofie e Belec. Con la vecchia guardia tornata così al centro del progetto. Pasciuti, Gagliolo, Romagnoli, Lollo e Mbakogu sono tornati a essere titolari fissi. Una rivoluzione gattopardesca per cercare di restare in A”.

216 migranti salvati nella notte da navi Dattilo e Fiorillo (VIDEO)

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La scorsa notte le navi Dattilo (121 persone) e Fiorillo (95 persone) della Guardia Costiera hanno tratto in salvo 216 migranti a bordo di due gommoni alla deriva nel canale di sicilia.

La richiesta di aiuto era giunta, attraverso telefoni satellitari, nella tarda serata di ieri alla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che ha coordinato le operazioni di soccorso. Tra i migranti tratti in salvo dalla Guardia Costiera, tutti di origine sub sahariana , anche una donna in stato di gravidanza.

Video delle operazioni di soccorso condotte nella giornata di ieri, 30 gennaio 2016, dalle navi Dattilo (239 persone salvate) e Fiorillo (95 persone salvate) della Guardia Costiera, che hanno consentito di trarre in salvo complessivamente 334 migranti, a bordo di tre gommoni, nel canale di Sicilia.

Barba, l’agente aveva avuto rassicurazioni che avrebbe firmato con il Napoli

Come riferisce Raffaele Auriemma su Tuttosport sulla trattativa che avrebbe dovuto portare Federico Barba in maglia azzurra. Il manager del calciatore aveva avuto l’assicurazione che il Napoli avrebbe preso il suo assistito, per il quale si era anche raccomandato di sciogliere l’attuale contratto con uno sponsor tecnico ed evitare di firmarne un altro con un altro marchio di occhiali. L’irrigidimento dell’Empoli, che non ha accettato il prestito oneroso da 500mila euro, ha fatto cambiare idea a Giuntoli che ha deciso poi di puntare su Regini.

Regini, spunta una lunga chiacchierata dopo Samp-Napoli tra lui e Sarri

La Gazzetta dello Sport racconta un retroscena recentetra Regini e Sarri: “Regini, con il quale Sarri si era fermato a lungo a chiacchierare domenica scorsa dopo Samp-Napoli, ritroverà in maglia azzurra gli ex compagni Hysaj, Valdifiori, Gabbiadini ed Insigne. Con quest’ultimo condivideva l’appartamento a Foggia in C1, nell’anno in cui c’era Zeman in panchina. Oggi il suo acquisto sarà ufficiale, domani potrebbe già sedere in panchina contro l’Empoli (Regini sarà uno dei tanti ex della partita)”

Regini è del Napoli, cifre e dettagli dell’ingaggio

La Gazzettadello Sport scrive sul nuovo acquisto del Napoli, Vasco Regini: “Tutto in poche ore. Vasco Regini ha vissuto una giornata intensa ieri. Da Genova ha raggiunto il suo agente Cattoli a Milano, poi in aereo è sbarcato a Napoli per sostenere le visite mediche con il club azzurro. L’ex difensore della Sampdoria, ingaggiato in prestito con diritto di riscatto fissato a 1,5 milioni, guadagnerà 180.000 euro netti fino a fine stagione e sarà l’ultimo innesto del mercato di gennaio Oggi il suo acquisto sarà ufficiale, domani potrebbe già sedere in panchina contro l’Empoli”

André Gomes-Napoli, il Valencia lavora al sostituto

Sull’asse Valencia-Genova-Napoli si muove un vero e proprio asse di mercato.

Gli azzurri insistono per André Gomes e il club spagnolo pensa già al sostituto. Un nome caldo, secondo Sky, sarebbe quello di Roberto Soriano, centrocampista della Sampdoria di Montella vicino al trasferimento in azzurro l’estate scorsa.

LA FATTORIA DORNA (Mauro Lo Piano)

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La storia inizia nell’anno astrale 2007, costellazione Universita’ di Firenze, quando, Edo Commisso, un ricco agricoltore calabrese, presenta Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena, attuale Ministro per le Riforme Costituzionali, al suo fraterno amico Francesco Saporito. Fu amore a prima vista?, il classico colpo di fulmine?, sembrerebbe di si, visto che a  distanza di soli pochi mesi, sarebbero ‘convogliati a giuste nozze’ con una dote patrimoniale di 7.5 milioni di euro.

 

La Grande abbuffataVengo e mi spiego.

Si trattava di un’operazione commerciale, atta ad acquistare un complesso di immobili e terreni, la “Fattoria Dorna”, la cui proprieta’ era dell’Universita’ di Firenze. 

Prezzo D’Acquisto 

Noccioline americane a basso contenuto di zuccheri, solo 6, 3 milioni di euro iniziali, che poi all’atto della vendita diventarono 7.5 per un fenomeno paranormale chiamato con poca volgarita’ “lievitazione naturale”.

All’epoca dei fatti, bisogna dirlo solo per dovere di cronaca, Pier Luigi Boschi ricopriva la carica di Presidente della Cantina di Valdarno, a cui l’Universita’ di Firenze  ne aveva affidata la  gestione . Era una immensa tenuta, immersa nei”boschi” maremmani che per alcuni maligni fu acquistata al prezzo di stracci a peso. 

Prima tappa

Venne costituita la “Societa’ Agricola” in cui Saporito aveva il  50% e il Boschi il rimanente 50%. Inizialmente Boschi in qualita’ di Presidente della Cantina, eravamo nel Febbraio 2007, aveva anticipato all Universita’ di Firenze, 800 mila euro, piccola cifra in confronto alla rimanente somma occorrente per l’acquisto dell’intera “Fattoria Dorna”.

Nel frattempo, prima del rogito, si stipularono preliminari di contratti di vendita di numerose particelle di terreno e immobili della tenuta, si ricavarono tanti bei soldini, che poi servirono per il futuro acquisto della tenuta.

Sorge un dubbio Amletico 

La Fattoria Dorna non era stata sottovalutata? Il prezzo di vendita era congruo? chi aveva stimato la tenuta? domande che dovrebbero avere una risposta chiara; Visto che questo ”cadavere” sta per essere riesumato da alcuni Magistrati inquirenti proprio in questi giorni. 

Seconda Tappa

Chi era nella disponibilita’ delle somme necessarie? nessuno dei soci, allora la soluzione secondo quanto dichiarato da Francesco Saporito, la trovo’ Pier Luigi Boschi. 

Fu costituita una seconda societa’ chiamata  ‘La fattoria di Dorna Società Agricola’, in contemporanea venne stipulata una nuova  scrittura privata fra Saporito e Boschi, dopo un versamento di 1,4 milioni all’Univerita’ di Firenze da parte del Saporito.

Il Traguardo

La rimanente somma di 3.5 milioni di euro la ricavarono, sempre secondo il racconto del Saporito, accendendo un mutuo con un Istituto di credito millenario, conosciuto fra le Banche Italiane piu’ “solide” al Mondo.

Suono di tamburi, squillo di trombe, entra nell’operazione la Monte Dei Paschi di Siena, sollecitata da un fattivo interessamento di PierLuigi Boschi. Quando si tratta di affari propri e’ giusto che ognuno sfoderi nei tempi giusti le armi migliori.

Tutte queste notizie sono venute alla luce da uno ”scavo d’interrogatorio” datato 21 Aprile 2010 in cui Francesco Saporito venne interrogato dai finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria di Arezzo.

Da questo “racconto” a lieto fine, si deduce che Pier Luigi Boschi, aveva “trattato” operazioni importanti, prima di entrare a fare parte della vice direzione della Banca Etruria, i cui scheletri sono stati ricomposti nella camera mortuaria del nostro Governo.

Null’altro da dichiarare, solo che alla fine di questa lettura restera’  l’amaro in bocca.

Avremo un’idea diversa dall’immagine finora propinataci da Renzi & Co. : di uno sprovveduto vicedirettore di Banca di provincia, coinvolto suo malgrado in situazioni piu’ grandi della sua portata.

Calenda greca. MASSIMO GRAMELLINI*

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In una lettera anticipata dall’Huffington Post, duecentotrenta giovani diplomatici esprimono a Renzi il loro «disorientamento» (traduzione: incazzatura, ma sono pur sempre diplomatici) per la nomina ad ambasciatore presso l’Unione Europea di un politico amico suo, il viceministro Calenda. Il presidente del Consiglio potrebbe liquidare la sollevazione come un rigurgito di casta e probabilmente i sondaggi gli farebbero la ola: nel luogo comune, che contiene sempre un pizzico di verità, gli inquilini della Farnesina vengono vissuti come un sinedrio di privilegiati. Oppure potrebbe chiedersi se quella lettera non gli stia ricordando qualcosa che, nell’impetuosa cavalcata attraverso le praterie del potere di un Paese sfibrato, sembra avere rimosso. Che la sua avventura politica si giustifica in nome della meritocrazia. Perché poi questo significava la fin troppo abusata epica della rottamazione: sostituire gli inamovibili, i raccomandati, gli incompetenti e qualche corrotto (tutti è impresa impossibile, specie in Italia) con i più bravi. A prescindere da conoscenze, tessere e date di nascita. 

 

Magari i contestatori hanno preso il caso sbagliato, perché adesso a Bruxelles serve più un politico che un diplomatico di carriera. Ma Renzi dà troppo spesso l’impressione di scegliere le persone in base all’amicizia e alla fedeltà. Come i suoi predecessori, sia chiaro. Solo che lui, a differenza loro, è salito al potere sull’onda di un’aspettativa prepolitica, quasi di un moto dell’animo. Se la delude, perderà il referendum decisivo. Quello con il sogno che egli stesso ha agitato.

 

*lastampa

 
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ESCLUSIVA – Croce: “Che piacere ritrovare Sarri, ma in campo sarà un’altra storia. Sorrento? La parentesi da cancellare…”

Daniele Croce, calciatore dell’Empoli, con Sarri ha un rapporto speciale. Domani ritroverà il ‘suo’ mister al San Paolo. La redazione di Vivicentro.it l’ha raggiunto in esclusiva e queste sono le sue dichiarazioni:

Hai un legame particolare con mister Sarri, lui nel tuo destino…

“Sono stato con lui per parecchi anni e lo conosco benissimo. Ci lega un rapporto importante e per noi sarà un piacere rivedersi domenica”

 

Quale la cosa che non dimenticherai mai di lui?

“Ci sono tante cose essendo stati insieme per molti anni. Abbiamo condiviso parecchie cose negative, ma anche positive come la promozione ad Empoli dalla B alla A. Il momento più importante della nostra carriera”.

Hai parlato di episodi negativi, forse quello di Sorrento è da cancellare…

“Quella non è stata una bella esperienza. Avevamo una squadra forte per provare a vincere il campionato. Dopo un inizio stentato, eravamo quarti in classifica. Lui fu esonerato e non fu una bella cose, noi poi perdemmo i play off ed è stata una parentesi brutta anche per me”.

 

Cosa gli dirai domenica quando lo vedrai?

“Spero di dargli un dispiacere, ma ci saluteremo volentieri. Qualche battuta in più la faremo a fine gara. Nel pre partita non c’è spazio per i sentimenti”.

 

Che differenze ci sono con Gianpaolo visto che il gioco è sempre spumeggiante?

“A livello calcistico sono poco. Sono due tecnici votati all’attacco e molto propositivi. Vogliono gli stessi concetti di calcio e difensivi. La cosa che li accomuna è il voler fare la partita sempre e comunque. Dal punti di vista caratteriale sono diversi, Gianpaolo è un po’ più calmo, mentre Sarri è più emotivo”.

 

Troverai contro anche Hysaj e Valdifiori…

“Due compagni che hanno scritto pagine importanti qui ad Empoli. Con Mirko ho un rapporto particolare e mi farà piacere rivederli”.

 

Verrete al San Paolo per…

“Per fare la nostra partita come abbiamo sempre fatto e per cercare di portare via punti da un campo così difficile e contro la squadra più forte del campionato al pari della Juventus”.

Ma il Napoli lo può vincere lo scudetto?

“(Ride, ndr) fate tutti gli scongiuri del caso, ma penso proprio di si, è alla vostra portata. Con la Juve, gli azzurri se la giocheranno fino alla fine”.

 

Si è parlato anche di te in chiave Napoli questa estate. C’è stato qualcosa di vero?

“Non c’è stato niente di concreto. Qualche chiacchiera così, vista la stima del mister nei miei confronti. Non ci ho mai pensato per due motivi: 1 perchè ad Empoli sono di casa e sto benissimo; 2 perchè non credo di essere un profilo da Napoli. Gli acquisti sono di un altro spessore”.

 

A giugno vai in scadenza, cosa vuoi fare da grande?

“Vado in scadenza, ma rinnoverò tra qualche giorno ad Empoli. Faccio parte di questo ambiente da diversi anni e mi sento come in una famiglia”.

a cura di Ciro Novellino

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Venezia, giù le maschere per il Carnevale: varchi e controlli in piazza San Marco

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In Piazza San Marco ci saranno appositi varchi d’accesso dove saranno eseguiti controlli su cose e persone. E le forze dell’ordine potranno chiedere di scoprirsi il volto. Vietato l’uso di droni.

VENEZIA – Giù la maschera. Sarà un carnevale diverso, quello di Venezia, per l’allarme terrorismo. In Piazza San Marco ci saranno appositi varchi d’accesso dove saranno eseguiti controlli su cose e persone facendo togliere – per eventuali riconoscimenti – la maschera che poi potrà essere reindossata. Il piano per la sicurezza è stato presentato oggi dal Questore e dal comandante della polizia locale. Controlli saranno fatti agli accessi della città, Piazzale Roma e la Ferrovia, e lungo i percorsi verso San Marco con la possibilità di modifiche per evitare ingorghi anche se i rallentamenti delle persone saranno inevitabili. Per accedere a Piazza San Marco sono stati allestiti cinque varchi attraverso le Procuratie, la Torre dell’Orologio, il ponte della Paglia e la Zecca. Altre calli saranno chiuse e utilizzate solo come via di uscita. Ai varchi ci saranno uomini delle forze dell’ordine dotati anche di metal detector così come in alcuni punti strategici della Piazza.

In Piazzetta dei Leoncini ci saranno i centri dove si concentreranno uomini e mezzi di soccorso (118 e vigili del fuoco). La basilica di San Marco e Palazzo Ducale saranno transennati e lo spazio tra Piazza ed edifici servirà da corridoio per le forze dell’ordine e di soccorso. Un sistema di transenne con varchi verrà posto anche lungo l’asse centrale di Piazza San Marco per permettere, anche nel cuore della festa, di controllare quanto accade. Due task-force specifiche, in borghese, saranno dedicate una a prevenire i reati l’altra in funzione antiterrorismo. Sarà vietato l’uso dei droni mentre a vigilare, oltre al normale personale delle forze di polizia, ci saranno gli artificieri, le unità cinofile e i tiratori scelti.

Dietro le quinte di “Memorie di Villa Pedrini” – romanzo con rimandi autobiografici di Giovanna Mulas

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“Io scrivo i sogni, signori miei. E i numeri mal si adattano ai sogni..” (tratto dai dialoghi di ‘Memorie di Villa Pedrini’)

“Memorie di Villa Pedrini”, una delle ultime opere della pluricandidata al Nobel per la letteratura, Giovanna Mulas, non ti lascia in pace finché non arrivi, senza realizzarlo, in appendice. Non ti lascia molto tempo per riflettere, la penna espertissima dell’autrice sa come intrigare il lettore e accompagnarlo fino in fondo alla strada della storia narrata.

In questo romanzo della maturità artistica, della Mulas, il lettore, in fin dei conti, ci trova la vita nelle sue camaleontiche rappresentazioni, tra sussulti e grida, attese e fughe rocambolesche dai margini di un dolore che concede ben pochi armistizi nel suo imperterrito procedere. Un dolore che brucia in apparenza discreto, tra le pieghe e i ricettacoli dell’esistenza dei personaggi, assalta con il suo impeto i giorni spalancati nelle penombre del quotidiano, quasi celandosi dietro le ombre compiacenti delle ambigue verità che si porta dietro.

‘Memorie di Villa Pedrini’ è una storia che apre i suoi cancelli all’interno di un mondo borghese, dove le scansioni del tempo, hanno valori chiusi in circuiti di convenzioni che irrigidiscono e accerchiano la spontaneità e naturalezza di un’esistenza. Il mondo sembra contrarsi dietro inferriate di costumi che, non hanno solo la pretesa di segnare linee di confine sulle supposte ascendenze di ordine elitario, ma di formare, sulla via di sottili coercizioni comportamentali, profili d’anima e di pensiero. Un veleno sottile inoculato sotto forma di perbenismo esasperato, che in definitiva rientra nel codice morale di un modo d’essere e apparire, già archetipo di una casta che difende a morsi, quando occorre, i privilegi delle sue gabbie d’oro.

Il protagonista del romanzo svolge un ruolo di riferimento nel Casato dei Pedrini, egli sente il dovere di trasmettere i valori del rango al quale appartiene, e non ostenta nemmeno dubbi o flessibilità nel riconoscere i passaggi  che il tempo salda attraverso i ricambi generazionali. Niente può scalfire il suo modo t’intendere e concepire la realtà. Egli tiene a fare applicare la severità di quei regolamenti nella propria famiglia, come se, Villa Pedrini, già per il nome in sé, avesse diritto di restare con le radici fisse in un passato che ha necessità di perpetuarsi, per non perdere il vago alone di gloria fittizia affrescata nei muri della sontuosa dimora. E’ forse questo mondo ovattato e impalpabile, descritto con la sapiente penna dell’autrice, a trattenere gli ultimi rigurgiti di una nobiltà in decadenza, comunque già spodestata della presunta autorevolezza che aveva caratterizzato il suo ruolo fino alla metà del Novecento. E’ evidente lo ‘scontro’ generazionale, ma in realtà il dissidio corre prima di tutto su segmenti paralleli all’interno della famiglia.  Serpeggia, nel rapporto logorato e compromesso tra Alfiero, il rude personaggio che rappresenta per antonomasia il retaggio aristocratico dei Pedrini, e la moglie Agnese, che ha osato sfidare le convenzioni di una società alla quale si è concessa con riserva da sempre, avendo infine l’ardire di tradirlo, con la forza esplosiva di un sentimento per un altro uomo. Per Agnese è ‘colpa ed l’espiazione’, legate indissolubilmente tra loro, senza sconti di pena sul piano affettivo, familiare e sociale. Sconterà duramente il coraggio di avere reciso il filo spinato di quella fortezza che doveva essere inespugnabile, a prova di tempesta e di scasso, e per essersi inoltrata nel tunnel dell’errore e dei suoi tornanti.

Quando Alfiero Pedrini ne prenderà atto, la sua rivalsa sarà senza misericordia verso la donna che ha sposato e si è permessa un simile affronto. La rivelazione giungerà nel suo animo come la deflagrazione di un ordigno che fosse scaraventato a tradimento su tutte le sue certezze, e avvertirà che perfino le fondamenta della Villa ne saranno scosse. Comprensibile dunque la ferita che andrà a segnare l’animo e il sentire più profondo nei confronti della moglie, ma sarà anche la sfida che lei  fisserà tacitamente sul campo neutro del loro rapporto, a suscitare il suo disprezzo. La conseguenza sarà l’allontanamento di lei sul piano affettivo, fino all’’apostasia’ di un sentimento che si era illuso fosse il cardine, il muro portante della famiglia che abitava la Villa. Il frutto di quella relazione clandestina, una piccola ignara e innocente, amata fino al momento della ‘verità’ come figlia legittima; sarà poi rispettata, ma con profondo distacco, per arginare ‘il danno’, e ‘salvare il salvabile’ in quel mondo che gli è crollato addosso all’improvviso, con l’impeto di un ciclone.

Lotta per tenere la moglie nella Villa, alle sue condizioni,  brandisce l’arma del decoro; ma il disprezzo  glielo fa sentire fin nelle ossa. La vita della moglie viene blindata dietro il rigore di un isolamento in apparenza frutto del desiderio di restare appartati, in realtà è il riverbero di una condanna senza scampo. Dietro l’apparenza irreprensibile di sempre, il linguaggio misurato e accorto, il solito aplomb nei rapporti con la gente,  c’è una maschera d’odio che si fa voce estrema, con l’assenza e i cingoli di un risentimento che si porterà dietro per tutta la sua esistenza, condannando, di fatto, entrambi allo squallore più totale. In questo conflitto non dichiarato, negli spazi inermi della loro vita, ci sono due figli che percepiscono e respirano solo l’aria tossica di quelle atmosfere, nell’impotenza: la casa ha solo un padrone. Uno di loro scompare in giovanissima età, e resta Vanessa, ‘diritto di prelazione’ sugli errori della madre, che egli continuerà a proteggere e a tenere sotto controllo, perché nulla sfugga da quel cerchio d’oro che sa in realtà solo opprimere e schiacciare. Se prima il mondo giungeva in quelle stanze altissime come un estraneo, ora sembra un nemico dal quale bisognava schermirsi.

E Alfiero s’impadronirà anche dei figli di Vanessa, anzi farà in modo che non seguano la madre quando deciderà che è tempo di andare oltre le siepi severe che circondano il parco della Villa, rompere ogni argine con il protocollo di quella vita che somiglia al teatro dell’assurdo, ad una commedia di Beckett.

Alfiero non le permetterà che lei  porti via i due bambini, avuti da una relazione che il ‘padre’ non ha mai approvato; Vanessa raggiungerà così da sola una città del nord Europa, inseguendo il suo sogno, che è poi quello di realizzarsi come scrittrice, sua vocazione da sempre.

In ‘diagonale’, s’inserisce la storia di altri due personaggi: Silverio, al quale Vanessa è stata legata in passato, e Alessandra, la moglie. Nell’economia del romanzo questi due personaggi occupano una parte non indifferente; egregiamente descritta è l’affezione mentale che ha colpito Alessandra, gli esiti e gli svolgimenti della malattia all’interno della Casa di cura nella quale è stata condotta dal marito. Emerge forte il disagio di questa condizione, il tormento e il travaglio mentale e psicologico di una persona che affronta le nebbiosità di una personalità psicotica, che, per ragioni di origine traumatica, conseguenti ad un incidente nel quale ha perso la sua bambina, si ritroverà sola a gestire il buio fitto di quella condizione, nonostante l’apparente premura di un marito che ostenta soltanto la sua presenza.

Negli intendimenti dell’autrice, vi è forse il desiderio di focalizzare l’attenzione del lettore proprio sulle emergenze e l’impotenza di chi si trova di fronte allo spettro di una mente che non sa più ritrovare la via dell’equilibrio, si dibatte nei meandri oscuri di uno stato patologico, senza prospetti rassicuranti davanti a sé. Si rifugia nei rari momenti di lucidità e si aggrappa ai vaghi suoni che provengono dalla frontiera della vita, senza saperne decodificare il senso. Sono le soste di una dannazione vera e propria, perché quando quel turbine mentale le concede tregua, si rende conto di non riuscire a fuggire da se stessa e da quel male oscuro che la tiene stretta in una morsa.

Il romanzo si conclude senza risolvere il tormento che affligge i personaggi, nemmeno il rude Pedrini saprà riscattarsi dalla dura prova che ha affrontato, perché ostaggio di una sfera coatta d’immobilismo e convenzioni, che non gli daranno scampo.  Il lettore giunge così alla conclusione che è forse l’essere più fragile di tutta la storia narrata, burattinaio e burattino che permette al passato, e alle sue insulse convinzioni, di asservirlo, senza concedergli via di fuga. La storia si conclude senza risolvere le sospensioni e le rarefazioni dei climi interni alla Villa. E tale è forse il desiderio della Mulas: lasciare al lettore le direttive sull’orientamento delle vicende raccontate, perché possa dare infine il senso migliore al romanzo.

‘Villa Pedrini’ è una storia che sicuramente sa coinvolgere ed accompagna chi legge, dalla prima all’ultima riga, con una sensazione di levità accattivante e di riflessione. Potrebbe essere una storia trasposta ovunque nella società, a parte i contorni narrativi che identificano i personaggi e le vicende che li riguardano. Per questo si avverte il lungo respiro che ne universalizza il senso, rendendolo prossimo alle misure dell’animo di ognuno, per quel suo dispiegarsi in vertici di grande coerenza con le vicende umane.

(di Virginia Murru)

Higuain: “Sarri ha tirato fuori il meglio di me, questo può essere l’anno migliore della mia carriera”

Torna a parlare Gonzalo Higuain che ha rilasciato una lunga intervista al canale YouTube della Serie A: “Il mio stile di gioco? Mi piace sempre dare sempre di più, penso sia questa la cosa che ti rende migliore. Ma lascio alla gente la mia descrizione…

Sono diventato un idolo per i tifosi? Provo a fare una vita normale a Napoli, non la conosco tantissimo. Non è che non esco, però l’amore dei tifosi è tantissimo ed allora mi risulta un po’ difficile. Però provo ad uscire, altrimenti muoio.

Maradona? E’ pazzesco l’amore che c’è per lui, ma fin quando non arrivi qua non riesci a rendertene conto. Essere paragonato a lui è spettacolare.

Il tifo napoletano assomiglia a quello argentino? E’ vero, sono d’accordo: è incredibile come si sente qui il calcio, per i tifosi è tutto. Un paragone tra il San Paolo ed il Monumental? Si assomigliano tanto, è bellissimo per un calciatore.

Il coro ‘Un giorno all’improvviso’? L’ho iniziata ad ascoltare poche partite fa, mi piace molto. E’ una canzone bellissima, i tifosi la avvertono tanto e meritano il nostro affetto.

Due anni a Napoli e tantissimi gol, il migliore? Mi fanno felici tutti, però se devo sceglierne uno allora scelgo quelli che hanno fatto vincere una partita. E’ difficile sceglierlo, penso a quello fatto con la Roma al San Paolo magari.

Il rapporto con Maurizio Sarri? Cosa ha di speciale? Mi ha colpito molto la sua sincerità, quando mi ha parlato mi ha convinto in cinque minuti a restare. Devo ringraziarlo, ha tirato fuori il meglio di me

Il migliore anno della mia carriera? Sono felice, ho fiducia in me stesso. Lo diventerà se riusciremo a vincere qualcosa a fine anno.

Il record di gol? Se c’è la possibilità, perchè no? Spero di continuare a segnare ancora tanto, aiutando il Napoli a vincere.

Tagliarmi la barba se segno più di trenta gol? Non so, da quando ce l’ho sto andando bene (ride, ndr): proviamo prima ad arrivare a trenta gol…sono un po’ scaramantico”. cn24

Segui la diretta radiofonica di domani – Juve Stabia-Lupa Castelli (Berretti), i convocati di Liguori e Juve Stabia-Napoli (Under17 lega pro)

Dopo l’importante vittoria contro la Robur Siena, la Juve Stabia, categoria Berretti, di mister Nicola Liguori, chiede strada anche alla Lupa Castelli per continuare a correre e agganciare la zona play off che dista solo 3 punti. Appuntamento alle ore 14 di domani, sabato, su Vivi Radio Web la radio ufficiale di Vivicentro.it per la diretta del match.

Questi i convocati di Nicola Liguori: Montella, Borrelli F., Noto, Rubino, Lombardi, Ioio, Rossi, Borrelli, Lattuga, Elefante, Vanacore, Strianese, Servillo, Melone, Sorrentino, Natale, Langella, Matassa, Contieri, Del Prete, Grieco.

A seguire, in diretta, anche la gara tra Juve Stabia e Napoli, categoria Under 17 Lega Pro.

Poi via a tutte le interviste e le immagini della gara su Vivicentro.it

Come sempre potrete ascoltarla in diretta a questo indirizzo:

Link per ascoltare dal pc: https://37.187.93.104/start/viviradioweb/ (Link ottimizzato per Google Chrome, con altri browser tipo Mozilla Firefox, Internet Explorer, ecc. bisogna installare Java)

Link per ascoltare dai dispositivi mobili: https://lyra.shoutca.st:8212/
 
Sui cellulari e dispositivi mobili è possibile installare l’applicazione TUNEIN e cercare ViViRadioWEB

Stefano Sanderra: Dalla Juve Stabia quest’anno ci si aspettava di più considerato l’organico

Stefano SanderraNel corso della puntata de “Il pungiglione stabiese”programma radiofonico a cura della redazione di Vivicentro, in onda sulle frequenze di ViviRadioWeb, abbiamo avuto il piacere di sentire l’ex allenatore del Catanzaro, Stefano Sanderra.

Ecco le sue dichiarazioni:

– Qual’è il suo ricordo della sua esperienza in giallorosso?

Catanzaro è una piazza molto esigente e ha una curva molto calda, io mi sono trovato bene sia con la società che con la tifoseria, meritano tanto.

– Qual è il suo pensiero su Cosentino e Manniello?

Sono due presidenti forti, non è facile fare una Lega Pro da soli, ci sono tante spese e pochi ricavi. Per i sacrifici fatti da entrambi meriterebbero tantissimo.

– Chi vede come la favorita per la vittoria del campionato?

Il Foggia credo sia la favorita, gioca un ottimo calcio, si è rinforzata a gennaio e ha anche una grande piazza alle spalle che spinge. Foggia, Lecce, Benevento e Casertana se la giocheranno fino alla fine.

– Chi secondo lei ha deluso le aspettative?

Dal Catania mi aspetto di più nonostante la penalizzazione,

– Chi è la regina del mercato?

La Casertana si è rinforzata molto con Jefferson e Matute.

– L’attuale Catanzaro è diverso da quello che ha allenato Lei l’anno scorso, un suo giudizio sul prossimo turno in cui le aquile faranno visita alle vespe?

Dalla Juve Stabia quest’anno ci si aspettava di più considerato l’organico, il Catanzaro è risalito con Erra anche se ha fatto un solo punto nelle ultime tre gare, sarà una gara bella, difficile ed equilibrata per entrambe, perché sono due squadre a ridosso della zona rossa.

Il Catanzaro è una squadra molto quadrata che può contare su giocatori forti come ad esempio Razzitti.