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Grassi corre verso il Milan!

Come riferisce l’edizione odierna del Corriere dello Sport, Alberto Grassi corre verso il Milan. A Castel Volturno il centrocampista già lavora col gruppo, non per l’intera seduta di allenamento ma ha comunque iniziato a nutrire la speranza di tornare a disposizione per la prossima gara di campionato. L’obiettivo, sebbene non ancora certificato, è di certo possibile. Nonostante l’operazione al menisco del solo 28 gennaio scorso, con oggi e domani dove continuerà a svolgere terapie in sede per completare la tabella personalizzata. L’ex Atalanta ha già cominciato a calciare, sta decisamente meglio. Di certo però non sarà disponibile per il doppio match col Villareal, poiché non inserito nella lista Uefa. 

Pavia, rubavano il cibo dalle cucine dell’ospedale: 13 dipendenti arrestati. Sono accusati di 222 furti

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L’ospedale San Matteo

La polizia al Policlinico San Matteo grazie alla denuncia di un ex dipendente di una cooperativa che non voleva partecipare “all’andazzo di ruberie”

Sono 222 gli episodi che la polizia di Pavia dice di aver documentato a partire dal 2013. 222 furti messi a segno nei locali cucina della mensa del Policlinico da una cinquantina di persone. L’indagine, portata avanti dalla squadra mobile, si è conclusa con 13 arresti domiciliari e 48 persone indagate per peculato e furto aggravato.

Tutto è partito dalla denuncia sporta da un ex dipendente della cooperativa per i servizi ausiliari di  pulizia nell’ospale, costretto a licenziarsi perché, hanno ricostruito gli investigatori, “non incline ad adeguarsi all’andazzo di ruberie di cibo all’interno dei locali della mensa-cucina”

Così le “stupide” armi russe fanno strage di civili. GIANLUCA DI FEO*

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LA PRECISIONE è un optional. Perché gli stormi russi che colpiscono in Siria seguono la vecchia dottrina della guerra totale: conta solo la potenza di fuoco. Tonnellate e tonnellate di esplosivo, fino a sbriciolare le città. Non ci sono scrupoli. E non si usano quasi mai armi “intelligenti”: i caccia seminano centinaia di bombe “stupide”. Sganciano ordigni “a caduta libera” con quintali di tritolo come si faceva nella seconda guerra mondiale, sparano raffiche di razzi che spazzano via interi condomini, seminano micidiali cluster bomb che disperdono grappoli di mine tra le macerie. “Un solo mese di raid russi ha causato lo stesso numero di morti civili provocato dalla campagna aerea statunitense in Iraq e Siria in un anno e mezzo”, stima Chris Wood, uno degli animatori dell’ong Airwars che analizza gli effetti delle operazioni militari americane: “Nell’ottobre 2015 i caccia di Mosca hanno ucciso tra i 345 e i 501 civili in Siria, mentre il bilancio attribuito alla coalizione occidentale in 18 mesi è compreso tra 520 e 586 vittime”. È dal 1999 che le aeronautiche della Nato non usano più bombe “stupide”. Gli aerei americani, europei e persino quelli dei loro alleati arabi utilizzano ordigni con sistemi di guida – tramite coordinate satellitari, puntatori laser o monitor televisivi – che cercano di ridurre i margini di errore negli attacchi. Sono state addirittura progettate armi a misura di “missioni di pace” – l’eufemismo che caratterizza gli interventi occidentali dell’ultimo ventennio – come le bombe di piccolo diametro che non si frantumano in schegge, utilizzate anche dai Tornado italiani in Libia. Gli ufficiali che pianificano le incursioni sono obbligati a redigere valutazioni preventive del rischio: in Iraq nel 2003 il Pentagono riteneva accettabile il pericolo di uccidere 30 civili in un singolo attacco. Poi il limite di questa cinica contabilità è stato ridotto a 7 vittime “non combattenti” nel 2007 e a una soltanto nei blitz afghani. I russi invece hanno altre priorità. E in Siria oggi vogliono solo chiudere la partita il prima possibile. Qualunque sia il costo per la popolazione.

*larepubblica

“È il momento di dimostrare a tutti che siamo una squadra vera”, Reina parla da leader

La Repubblica sul confronto avvenuto ieri a Castel Volturno: “Dirà il tempo se dal confronto di ieri scaturirà un’altra svolta: anche in questa occasione con Pepe Reina protagonista. «È il momento di dimostrare a tutti che siamo una squadra vera»,è il concetto ribadito ad alta voce nello spogliatoio: spalleggiato dal connazionale Albiol. I due spagnoli sono i leader del Napoli e il trait d’union con Sarri: già al lavoro per ripartire di slancio e trasformare in una parentesi negativa la sconfitta con la Juventus. I presupposti ci sono tutti: dalla voglia di rivalsa che anima la squadra alla forza di un gruppo al gran completo, a cui da ieri s’è aggregato pure il nuovo acquisto Grassi”.

Discorso-dibattito tra Sarri e squadra a Castel Volturno

La Gazzetta dello Sport parla del day after a Castel Volturno dopo la sconfitta contro la Juventus nei minuti finali: “Reagire è il verbo che è stato più utilizzato ieri nella riunione fiume di Castel Volturno alla ripresa degli allenamenti. Un discorso-dibattito quello tra Sarri e la squadra durato 45’: mai prima d’ora c’era stato un confronto così lungo al martedì. Albiol, Hamsik, Higuain e proprio Reina (il più arrabbiato per lo spazio concesso a Zaza) sono i primi che vogliono trascinare i compagni. Nello spogliatoio si è parlato di come rialzare la testa e dal modo in cui il gruppo si è allenato la sensazione è di una squadra caricata a pallettoni. Sarri e i calciatori sono convinti che dallo Stadium il Napoli non sia uscito ridimensionato, risultato a parte, e che si debba ripartire credendo ancor di più nella filosofia di gioco impostata”.

Se il colore tradisce il pittore ELENA PONTIGGIA*

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Ma le opere d’arte vere sono anche un po’ false? I colori che vediamo nei quadri del passato (quelli autentici, per carità!) possono essere artefatti, o comunque non essere più quelli che avevano pensato e dipinto i loro autori? A volte sì. Può capitare che un colore invecchiando cambi, come la capigliatura di chi ha superato una certa età. Solo che in quel caso non c’è tintura che tenga, o comunque i procedimenti sono difficili. 

Pensiamo naturalmente alla Camera ad Arles di Van Gogh, di cui riferisce nel giornale Vittorio Sabadin. Montagne di esegesi, di critiche, di riflessioni azzerate in un attimo, annullate dalla scoperta che il celeste vangoghiano era in realtà un viola. Ma non è l’unico caso. Prendiamo la Cappella Sistina. Un grande pittore come Burri si indignava di fronte al restauro che aveva rivelato le gradazioni chiare usate da Michelangelo: “Il gelato! Viene fuori il gelato!”. Eppure il restauro aveva ragione. La dominante scura era un falso dovuto a polvere e sporco. Si sarà rivoltato nella tomba Picasso che, quando nel 1917 aveva visitato i musei vaticani, era passato davanti a Raffaello dicendo spavaldamente: “Beh, questo si può fare”, ma poi davanti ai blu del maestro toscano era rimasto sgomento. “Questo è più difficile” aveva ammesso. E invece quel blu non era mai esistito. Michelangelo era, per così dire, vissuto nell’età del manierismo e aveva cercato i colori più ambigui, cangianti, iridescenti, non il tono mentale che aveva incantato il padre del cubismo.  

E Seurat e Signac? Una vita trascorsa a calibrare la scala dei colori, a calcolare i complementari come fossero tabelline, a misurare le gradazioni di timbri e toni e a teorizzarle. E invece tutta quella loro arte-scienza oggi è spesso inservibile, perché se si guardano certi loro quadri (per non dire tutti) i colori si sono modificati e i conti non tornano più. Per fortuna che un dipinto non è soltanto cromatismo, e la magia della Grande-Jatte, quel pigro pomeriggio in cui non succede niente tranne l’arte, rimane intatta. 

A voler cercare l’autentico e l’inalterato, comunque, c’è da disperarsi. Dieci anni fa usciva a Milano il catalogo generale di Piero Marussig, protagonista triestino del «Novecento» di Sironi. I colori esibivano una dominante dorata, una sorta di verde-oro particolarmente accattivante e non mancarono acute riflessioni sulla sapienza dei pittori mitteleuropei. Peccato che l’artista non avesse mai usato quella suggestiva cromia e quel verde-oro fosse il risultato di vecchi fotocolor uniti al precoce invecchiamento di alcune tele.  

Ma ben più illustri esempi si potrebbero citare. A cominciare dalla scultura greca, che tutti, sulla scorta di Winckelmann, amiamo per il candore immacolato. E invece le statue erano colorate di azzurro, di ocra, di rosa, di carminio. Se i Greci rinascessero oggi quel bianco candeggiato non lo riconoscerebbero più.  

Insomma, è come per le traduzioni: l’importante è che siano valide. Ma non pretendiamo a tutti i costi la fedeltà. 

 

*lastampa

 
Alcuni diritti riservati.

Pecchia: “Sarri lavora tanto, ma è partito dalle nostre basi”

Fabio Pecchia, ex vice allenatore del Napoli e del real Madrid sotto la gestione Rafa Benitez, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport:

Villarreal-Napoli?

“Molto più aperta. Dipenderà dalla capacità di ripresa psicologica del Napoli dopo Torino. I segnali sono positivi: il Napoli vive in simbiosi con la città e il fatto che ci fosse tanta gente ad attendere la squadra sabato notte fa ben sperare. Il Napoli a livello di singoli è superiore, però dovrà fare attenzione perché il Villarreal gioca con grande intensità, ha un ottimo collettivo, un tecnico che lavora molto bene, discreta esperienza europea e zero pressioni”.

Il Napoli è molto migliorato rispetto a un anno fa.

“Perché Sarri ha lavorato benissimo. Però partiva da una buona base, questa è una squadra che aveva vinto 2 titoli e si era abituata a competere in un certo modo. E gli innesti di Reina e Allan sono importanti”.

Higuain sembra trasformato.

“Ha imparato a prendersi responsabilità. Come il Napoli ha completato il processo di crescita iniziato con noi”.

Rimpianti azzurri?

“Sicuramente abbiamo commesso degli errori. Nell’ultimo mese abbiamo perso tutto, l’Europa col Dnipro, la semifinale di Coppa Italia, il terzo posto. Siamo scivolati su una grossa buccia di banana”.

Febbraio di fuoco, quattro sfide che diranno a cosa può ambire il Napoli. (Pasquale Ammora)

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Dopo lo scivolone di Torino il Napoli deve ripartire subito; un febbraio che si prospetta “rovente” dato che Sarri e i suoi uomini saranno impegnati da qui alla fine del mese in ben quattro partite. Non c’ è tempo per alcun rimpianto, testa subito al campo.

Si riparte subito giovedì 18 con l’ andata dei sedicesimi di finale di Europa League. Gli azzurri hanno archiviato facilmente la fase a gironi totalizzando 6 vittorie su altrettante partite, segnando qualcosa come 22 gol e subendone solo 3. Ora si entra nel vivo nel vivo della manifestazione; contro il Villareal, quarto nel campionato spagnolo, avversario molto ostico che già in passato ha dato filo da torcere.

Lunedì 22 sarà la volta del campionato, ospite il Milan al San Paolo; una squadra in risalita visti gli ultimi risultati e a caccia di punti importanti per la zona europea. Occhio puntati soprattutto su Bacca e Niang in ottimo stato di forma in questo periodo.Giovedì 29 sempre al San Paolo ritorno dei sedicesimi di Europa League.

Infine trasferta complicatissima a Firenze lunedì 29, contro una Fiorentina che vuole difendere a ogni costo il terzo posto che varrebbe i preliminari di Champions.

Quattro sfide sicuramente decisive che ci diranno dove potrà realmente arrivare questo Napoli.

Insigne, parla l’ agente: “Sabato Lorenzo si è impegnato molto, non ha giocato male”. (Pasquale Ammora)

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Antonio Ottaiano, procuratore di Insigne, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma.

Ecco le sue dichiarazioni:

“ Rammaricato per una sconfitta maturata in questo modo, il Napoli ha mostrato di tenere testa alla Juventus e ciò gli da la consapevolezza di essere una grande squadra. La prestazione di Insigne è stata molto dispendiosa; si è visto molto in copertura, mi viene in mente l’ episodio in cui di testa ha anticipato Cuadrado quasi sulla linea di fondo. Questo è un lavoro atipico per un attaccante e bisogna apprezzarne lo spirito di sacrificio. Forse non ha fatto la solita partita come del resto l’ intera squadra.”

 

Napoli, ripresa degli allenamenti e buone notizie.

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Dopo il riposo in seguito alla trasferta di Torino gli azzurri si sono ritrovati nel pomeriggio a Castelvolturno per la ripresa degli allenamenti.

La notizia migliore è sicuramente il ritorno in gruppo di Alberto Grassi, il centrocampista acquistato nel mercato invernale dall’ Atalanta che si era subito infortunato nel primo allenamento.

Ecco quanto riportato sul sito ufficiale:

“Il Napoli ha ripreso oggi gli allenamenti a Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match contro il Villarreal al Madrigal per l’andata dei sedicesimi di Europa League di giovedì alle ore 19. Seduta pomeridiana divisa con la squadra divida in due gruppi. Lavoro di scarico per chi ha giocato a Torino sabato, mentre per gli altri uomini della rosa esercizi di attivazione e serie di partitine 6 contro 6. Grassi ha svolo allenamento col gruppo. Domani allenamento ancora di pomeriggio.”

Da sscnapoli.it

“Il Sindaco del rione sanità ” Recensione di Francesco Cecoro

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Questa grande opera, scritta e rappresentata per la prima volta nel 1960 dall’indimenticabile Eduardo De Filippo, è la rappresentazione di una realtà che tutt’oggi si vive nei rioni Napoletani. Dove il capo camorrista Eros Pagni in arte Don Antonio Barracano fa da paciere e risolve controversie di chi chiede udienza e si rivolge a lui per un consulto. 
 
Eros Pagni interpreta con maestria Don Antonio Barracano, camorrista del rione sanità , dando una lezione magistrale di legalità e maturità sul codice d’onore senza ricorrere alla giustizia né ai giudici che devono attuarla. ” «La legge è fatta bene, sono gli uomini che si mangiano fra di loro»..Infatti le leggi sono giuste, sono gli uomini che non lo sono …”. Conosce ,come un vero giurista, tutto il codice penale, ma non è possibile affidarsi alla giustizia, perché i testimoni si comprano e la verità non è garanzia di assoluzione. Assistiamo ad una recita che rispecchia integralmente le abitudini , i rituali che un uomo ,oramai stanco della vita, attua durante la sua giornata, non un uomo qualunque ma Don Barracano Sindaco del rione sanità. Un capo clan, un uomo rispettato ,un uomo d’onore. A costo della propria vita Don Antonio ha voluto riconciliare due persone , un padre ed un figlio che per incompatibilità di carattere nessuno dei due voleva soccombere al ruolo dell’altro. 
 
La scenografia è minimale . Gli attori si susseguono sul palco recitando con naturalezza quasi fosse un momento di vita reale. Il pubblico viene emozionalmente coinvolto per tutta la durata dello spettacolo. Quasi tre ore in tre atti che ha tenuto gli astanti intenti e attenti, gli applausi a scena aperta testimoniano la bravura degli attori e il successo di questo importante capolavoro.

ISCHIA, DI COSTANZO: ”L’AKRAGAS E’ STATA BRAVA A SFRUTTARE LE OCCASIONI. IN CLASSIFICA? NON E’ CAMBIATO NULLA”

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AGRIGENTO. Brutta sconfitta per l’Ischia Isolaverde che perde per 2-0 contro l’Akragas. La squadra gialloblu costruisce e crea azioni di gioco e i padroni di casa segnano. Nel primo tempo partita già in salita per gli uomini di mister Di Costanzo. Ad aprire le marcature è Di Piazza e poi Madonia firma il raddoppio con un calcio di rigore.

Il tecnico della squadra isolana arrivato in sala stampa, analizza così la partita:

”Abbiamo avuto più occasioni dei nostri avversari,ma mi rendo conto che a quest’Akragas basta poco per vincere le partite. Le ultime quattro le ha vinte così,chiudendosi bene e giocando in maniera molto attenta,sfruttando le pochissime occasioni che capitano. Poi è dura da perforare. Nonostante,noi sull’1-0 abbiamo colpito un palo con Kanoute,nella ripresa il portiere Vono è stato autore di due super interventi,che forse potevano riaccendere la partita. Poi il campo era talmente pesante che ci ha impedito di fare qualcosa in più. Complessivamente la squadra ha giocato,anche sotto di due gol,non posso rimproverare niente ai miei giocatori”. Un’Ischia che esce sconfitta da uno scontro diretto per la salvezza diretta,che però allontana la formazione agrigentina e lascia la squadra isolana in piena zona play out. “In classifica a parte l’allungo dell’Akragas,non si è mosso molto. Per il resto il Martina ha recuperato qualche punto,poi siamo siamo tutti lì. La lotta è ancora aperta,siamo qui senza illudere nessuno,stiamo crescendo al di là del risultato di oggi. La squadra gioca,ci sono state piccole incertezze in occasione dei due gol ma complessivamente la squadra è viva e non posso rimproverare niente. Noi dovremo sgomitare fino all’ultima partita,con la vittoria sul Catanai non volevamo illudere nessuno. Seguiamo un percorso di crescita,con grande fatica e siamo consapevoli di essere questi e di dover lottare su ogni campo. Oggi poteva andare meglio ma l’Akragas è stata più brava di noi a finalizzare e complimenti a loro per la vittoria. Domenica abbiamo un altro impegno importante,dove andremo a Melfi e speriamo di raccogliere qualcosa in più,rispetto ad oggi”.

L’ISCHIA CREA E L’AKRAGAS SEGNA

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Dolorosa sconfitta per l’Ischia Isolaverde di mister Di Costanzo che cade nello scontro diretto contro l’Akragas. Partita decisa dagli episodi che hanno penalizzato oltremodo la squadra campana e disputata su un terreno di gioco a limite della praticabilità. A causa delle copiose precipitazioni cadute sulla valle dei Templi, la fascia sotto al settore dei distinti era zuppa di pozzanghere che non hanno permesso, inizialmente, la tracciabilità delle linee. Per questo motivo, il fischio d’inizio del match è stato posticipato di un’ora. Mister Di Costanzo conferma dieci/undicesimi della formazione scesa otto giorni fa in campo contro il Catania: difesa composta da Bruno e Porcino laterali con Moracci e Filosa centrali, in mediana Spezzani e Blasi, al suo debutto, con sugli esterni Di Vicino e Armeno. In avanti, confermati Kanoute e Gomes. Partita che indubbiamente risente del terreno di gioco pesante. La prima emozione è di marca siciliana: Di Piazza, lanciato in profondità, da posizione defilata fa partire una conclusione che termina alta. Regna l’equilibrio, all’11’ cross di Di Vicino dalla sinistra, sul primo palo Gomes ci prova con un colpo di testa che termina docile tra i guantoni di Vono. Passano tre minuti e Di Grazia sguscia sulla destra, l’esterno in prestito dal Catania serve una palla invitante a Madonia che però non riesce a centrare la porta. I gialloblù fanno la partita, ma sbagliano spesso l’ultimo passaggio. Alla prima occasione, i padroni di casa sbloccano il match: combinazione Zibert-Di Piazza, l’attaccante riesce a smarcarsi da Filosa e spiazza Iuliano. L’Akragas spinge sull’acceleratore, al 30’ Madonia cerca di beffare l’estremo difensore isolano con un pallonetto, Iuliano para in due tempi. Sulla ripartenza, Kanoute con un diagonale colpisce in pieno il palo. I campani si gettano in avanti alla ricerca della rete del pareggio: al 37’combinazione Di Vicino-Kanoute, il senegalese da posizione defilata fa partire una conclusione che termina sull’esterno della rete. A pochi secondi dal termine della prima frazione, Massimi di Termoli concede un calcio di rigore all’Akragas. Dal dischetto, Madonia beffa Iuliano che aveva intuito. 

Ad inizio ripresa, mister Di Costanzo, getta nella mischia Pepe che prende il posto di Porcino, con Armeno che scala sulla linea dei difensori. Nei primi dieci minuti, i gialloblù vanno vicino alla rete in due circostanze: prima con un colpo di testa di Gomes che sfiora la traversa, poi Vono si supera su una conclusione da limite dell’area di Di Vicino. Con il passare dei minuti, il forcing degli isolani scema. Mister Di Costanzo tenta in tutti i modi di cambiare il match inserendo Manna e Acampora per i stanchissimi Di Vicino e Blasi. Prima del triplice fischio finale, altra occasione per i gialloblù con un diagonale di Pepe che viene respinto in angolo da Vono. L’Ischia Isolaverde, domenica prossima sarà di scena a Melfi, per un altro delicatissimo scontro salvezza.

AKRAGAS-ISCHIA ISOLAVERDE 2-0

AKRAGAS: Vono, Salandria, Grea, Vicente, Muscat, Marino, Dyulgerov, Zibert, Di Piazza (23’st Cristaldi), Madonia (14’st Aloi), Di Grazia. A disp. Maurantonio, Cappello, Mauri, Candiano, Leonetti, Fiore, Lo Monaco. All. Rigoli.

ISCHIA ISOLAVERDE: Iuliano, Bruno, Porcino (1’st Pepe), Filosa, Moracci, Spezzani, Armeno, Blasi (35’st Acampora), Gomes Aladaje, Di Vicino (22’st Manna), Kanoute. A disp. Modesti, Savi, Guarino, Florio, Moreira, Palma. All. Di Costanzo.

ARBITRO: Luca Massimi di Termoli (Ass. Pietro Guglielmi di Albano Laziale e Daniele Colizzi di Albano Laziale)

MARCATORI: 28’pt Di Piazza (A), 45’pt rig. Madonia (A).

NOTE: Spettatori 900 circa con una decina ospiti . Ammoniti: Moracci (I), Blasi (I), Cristaldi (A), Dyulgerov (A), Pepe (I). Angoli: 0-6 per l’Ischia. Recupero: 0’pt-4’st.

SCAFATI (SA) Scandalo e appalti sui rifiuti: arrestati i titolari delle ditte Helios e L’Igiene Urbana

Il Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Roma sta eseguendo, coadiuvato dal Noe di Napoli, nonché dai Comandi Provinciali Carabinieri capitolino e partenopeo, cinque ordinanze di arresti domiciliari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Velletri, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di cinque persone ritenute responsabili dei reati di frode nelle pubbliche forniture, induzione indebita a dare o promettere utilità, falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico. Si tratta di D.M., A.A, entrambi soci e gestori di fatto delle imprese ”L’Igiene Urbana S.r.l. ” e ”Helios S.r.l.” aventi sede legale a Scafati , M.A e A.S entrambi responsabili della sede di Ardea de ”L’Igiene Urbana”, e A.M. geometra presso il comune di Ardea.

L’indagine, avviata nel marzo 2014 dal Noe e coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri, ha permesso di accertare come la società ”L’Igiene Urbana”, aggiudicataria nel 2010 dell’appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel comune di Ardea, tuttora in essere, avesse frodato quest’ultimo Ente, addebitandogli costi non dovuti per i rifiuti speciali, con la compiacenza del geometra M., funzionario comunale impiegato presso l’ufficio tecnico, Responsabile del procedimento e Direttore dei lavori nell’ambito del suddetto appalto. In particolare, mediante intercettazioni telefoniche e telematiche, nonché videosorveglianza e servizi di osservazione, l’attività investigativa ha documentato come, tra aprile e settembre 2014, la società avesse asportato, in violazione alla normativa ambientale, che prevede l’avvio presso appositi centri di trattamento autorizzati, le parti metalliche da apparecchiature elettriche ed elettroniche depositate come rifiuti, miscelando i resti di queste ultime con quelli ingombranti portati dai cittadini presso le isole ecologiche mobili ubicate sulla pubblica via per sopperire all’assenza di un centro fisso di raccolta comunale. Successivamente, gli scarti miscelati venivano trasportati all’impianto di trattamento rifiuti gestito dalla Helios S.r.l., così garantendo consistenti guadagni sui costi di gestione e smaltimento a danno del comune. Nello stesso periodo sono state documentate 21 operazioni illegali di miscelazione, trasporto e smaltimento di rifiuti pericolosi e non, per un totale di 710 tonnellate.

E’ stato inoltre accertato come ”L’Igiene Urbana” avesse mischiato in sette episodi i rifiuti ingombranti prelevati nell’ardeatino con quelli della Gesam S.r.l., azienda che svolge analogo servizio di raccolta pubblica per conto di due comuni dell’hinterland romano, per complessive 110 tonnellate, che portava sempre alla Helios, incassando i relativi costi di gestione e smaltimento dal comune di Ardea.

L’inchiesta ha scoperto anche come le operazioni di pulizia e sanificazione dei mezzi usati per la raccolta dei rifiuti, con oneri a carico dell’appaltatore scafatese, non venissero eseguite secondo quanto prescritto nel Capitolato Speciale d’Appalto.

E ancora è stato scoperto come uno degli amministratori di fatto della società indagata, M., fosse stato indotto dal geometra comunale a prorogare il contratto con contestuale incremento del livello retributivo nei confronti di un dipendente, risultato essere suo parente, prospettando, in caso contrario, la risoluzione del contratto d’appalto. Peraltro, il funzionario pubblico ha attestato falsamente di aver svolto le verifiche nei confronti della società ”L’Igiene Urbana”, in concorso con i responsabili di quest’ultima, i quali ne sollecitavano le emissioni, e che le prestazioni erano state regolarmente svolte, consentendo così la liquidazione delle fatture relative all’esecuzione del contratto d’appalto per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani.

L’Igiene Urbana gestisce il servizio del ciclo integrato dei rifiuti con più o meno servizi, nella maggior parte dei comuni che vanno da Scafati fino a Casola di Napoli ma anche nell’area Vesuviana. Di concerto, la ditta Helios ha un sito di stoccaggio che ospita rifiuti da ogni parte della Campania.

puntoagronews

METEO: Lunedì-Mercoledì tanta pioggia al Centro-Nord, Neve a 800 m, poi assaggio di Primavera

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Oggi maltempo dalla Sardegna e Centro verso il Nord, Martedì maltempo al Centro-Nord, intenso su Triveneto, Mercoledì ultime piogge sparse.  Weekend 20-21 con sole e aria di Primavera! 
Situazione ed evoluzione generale

SITUAZIONE – A partire da Domenica 7 febbraio il flusso perturbato atlantico ha iniziato a scendere di latitudine, sfiorando e talvolta investendo il Mediterraneo. Questa manovra sta inviando correnti instabili (Panta Rei, ndr) capaci di creare una serie di centri di depressionari che interesseranno la Penisola per molti giorni e a fasi alterne.
 
CONSEGUENZE – La seconda settimana di Febbraio e anche la prima parte della terza, sarà interessata da un treno di perturbazioni che riporteranno la pioggia sulla nostra Penisola, ma soprattutto la neve su Alpi e Appennini. Tra lunedì 15 e mercoledì 17 ancora tanta pioggia al Centro-Nord con fase di maltempo sul Triveneto nella giornata di martedì 16. 
 
PIOGGE INTENSE – Le piogge interesseranno soprattutto le regioni tirreniche, quindi Toscana, Lazio, Campania, Calabria tirrenica, ma anche la Sardegna occidentale e il Nord, specie Lombardia, Emilia Romagna e Triveneto, altrove saranno più intermittenti o addirittura assenti.
 
LA NEVE – I fiocchi cadranno a più riprese sopra gli 800/1000 delle Alpi e sopra i 1400 metri degli Appennini.
 
IL RITORNO DELL’ALTA PRESSIONE? – Per quanto riguarda l’anticiclone, questo dovrebbe pian piano ritornare a conquistare il Paese verso il 19 Febbraio, facendo così assaporare i primi segnali della Primavera nel weekend 20-21 Febbraio.
Lunedì 15 Febbraio 2016
Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia piene di sole e con clima mite. Le piogge e temporali dalla Sardegna, Lazio, Umbria, Toscana e Marche si portano verso gran parte del Nord entro sera, con precipitazioni forti sul Veneto e in nottata su basso Piemonte, Lombardia ed Emilia. Neve sulle Alpi a 800 m, in calo la notte fino a 400/500 m.

NORD

Da condizioni di cielo parzialmente nuvoloso con qualche nebbia mattutina ad aumento delle nuvolosità dal tardo pomeriggio e sera con piogge in arrivo dall’Emilia Romagna verso tutto il Nord. Precipitazioni forti su Veneto, Piemonte e Lombardia meridionali ed Emilia. Neve dagli 800 metri fino a 500 metri in nottata.

Temperature

In leggera diminuzione.

CENTRO e SARDEGNA

Piogge o anche temporali su Sardegna, Lazio, Toscana, Umbria e Marche. Precipitazioni anche intense. In nottata migliora. Neve in Appennino a 1000/1300 metri.

Temperature

Senza particolari variazioni.

SUD e SICILIA

Qualche temporale in Campania, piogge sparse in Puglia ma migliora. Tempo più soleggiato altrove.

Temperature

In leggero aumento.

Martedì 16 Febbraio 2016
Piogge diffuse al Nordovest e Alpi del Triveneto. Piogge sul Lazio e Marche. Nel pomeriggio/sera peggiora ulteriormente al Centro e al Nord, specie sul Triveneto con piogge diffuse e maltempo su Veneto e Friuli Venezia Giulia.

NORD

Tempo instabile su tutte le regioni con precipitazioni diffuse. Dal pomeriggio/sera peggiora ulteriormente con piogge intense sul Triveneto.

Temperature

In aumento nei valori massimi

CENTRO e SARDEGNA

Piogge su Toscana, Lazio, Marche. Neve in appennino sopra i 1300 metri.

Temperature

In leggero aumento le massime.

SUD e SICILIA

Giornata quasi primaverile, poche nubi e tanto sole su gran parte delle regioni meridionali

Temperature

In aumento

Mercoledì 17 Febbraio 2016
Pioggia e neve a 700 m al Nordest. Qualche temporale sul Lazio e Sassarese. Nel pomeriggio precipitazioni soltanto sull’arco alpino. Tempo più asciutto e soleggiato altrove.

NORD

Al mattino piogge diffuse al Nordest con neve sulle Alpi a bassa quota. Nel pomeriggio precipitazioni soltanto sull’arco alpino.

Temperature

Stazionarie

CENTRO e SARDEGNA

Poche piogge, e generalmente sparse e alternate a schiarite. Isolati temporali su Lazio e Sassarese.

Temperature

Senza particolari variazioni.

SUD e SICILIA

Bel tempo generale con sole prevalente, salvo locali addensamenti, peraltro innocui.

Temperature

Stazionarie.

Giovedì 18 Febbraio 2016
Precipitazioni più probabili sull’arco alpino e prealpini centro-occidentale e in Liguria. Altrove saranno scarse o isolate.
Venerdì 19 Febbraio 2016
Precipitazioni deboli sull’arco alpino. Isolati piovaschi su Toscana, Umbria e Marche. Soleggiato altrove.
Sabato 20 Febbraio 2016
Sole prevalente, salvo qualche isolato piovaschi sulle coste del basso Tirreno e deboli nevicate sull’arco alpino.
Domenica 21 Febbraio 2016
Tutto sole, salvo nubi e occasionali piovaschi lungo le coste tirreniche. Clima quasi primaverile.

APPROFONDIMENTO anche per singole Regioni e Città su:

Nord

Valle d’Aosta

Piemonte

Liguria

Lombardia

Trentino Alto Adige

Veneto

Friuli Venezia Giulia

Emilia Romagna

Centro

Toscana

Marche

Umbria

Abruzzo

Lazio

Molise

Sud e isole

Puglia

Campania

Basilicata

Calabria

Sicilia

Sardegna

Il Pungiglione Stabiese: Segnali di risveglio…

DIRETTA

“Il Pungiglione Stabiese” programma webradio condotto da Mario Vollono andrà in onda oggi 15 febbraio alle ore 20:15.

In studio ci saranno Gianluca Apicella (Magazine Pragma) e Salvatore Sorrentino (ViViCentro.)

Parleremo dell’ottimo pareggio della Juve Stabia a Caserta, con le Vespe che avrebbero potuto anche conquistare l’intera posta in palio.

Avremo come ospiti telefonici Marco Capparella e Amedeo Petrazzuolo ex calciatori della Juve Stabia.

Parleremo della prossima partita con il Martina Franca.

Chiuderemo la puntata come di conseutudine parlando del settore giovanile della Juve Stabia.

Ci collegheremo telefonicamente con Alberico Turi direttore responsabile delle giovanili della Juve Stabia.

Avvisiamo i radioascoltatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.048.73.45 oppure inviando un messaggio Whatsapp al 338.94.05.888.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sul profilo facebook “Pungiglione Stabiese” per lasciare i loro messaggi e le loro domande.

“Il pungiglione stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti! 

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nel precedente campionato e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.

Corbo: “Dieci punti per spiegare il ko di Torino: non è solo sfortuna”

Dopo la partita dell’anno è Sarri che detta il tema. «Juve fortunata», chiude in due parole. Poche per raccontare una sfida vista nel pianeta da un miliardo di spettatori attraverso 25 stazioni. Pochissime per capire un verdetto ingrato: dopo 85’ di equilibrio decide troppe cose. Promuove al primo posto la Juve, arretra il Napoli al secondo, sconvolge il vertice della classifica. Fortuna anomala perché stavolta non aiuta gli audaci, ma i prudenti. Premia il tatticismo del flemmatico Allegri piuttosto che Sarri, la grazia e l’irruenza del suo gioco, il migliore congegno offensivo degli ultimi mesi. Ma la verità è dentro la partita: come fanno i bambini con i giocattoli, bisogna mandarla in pezzi e studiarli. Sono almeno dieci gli elementi di una analisi che non può fermarsi a quelle due parole, «Juve fortunata ». Allegri controcorrente. Gioca la partita che nessuno si aspetta. Ha una opportunità: giocare in casa la sfida scudetto, battere il Napoli e scavalcarlo. Immagini quindi una Juve d’assalto, con il Napoli che difende il vantaggio di due punti. Allegri invece smonta la Juve dopo 14 vittorie consecutive, allinea una difesa 4 e non più a 3, rimedia ad assenze importanti come Mandzukic, Chiellini, Caceres. Si preoccupa non di battere il Napoli, ma solo di bloccarne le energie vitali. La squadra manovrabile. Allegri manda in tilt il congegno offensivo del Napoli, bloccandone le linee di collegamento. Higuain rimane isolato tra due lupi come Bonucci e Barzagli, sono curati da vicino gli altri tre della cricca: Khedira va su Hamsik e lo esclude dalla partita, Callejon è costretto a coprire piuttosto che a proporre, Insigne mostra il cuore nei ritorni difensivi ma in copertura è leggero se perfino Marchisio il Principino lo manda gambe all’aria in un contrasto. La Juve si preoccupa della fascia sinistra del Napoli: spende Cuadrado per infastidire Ghoulam. Tutta la famosa catena di sinistra (Ghoulam, Hamsik, Insigne) si spezza. Restano ingranaggi sparsi. L’ingenuità. Ci si mette Koulibaly dopo una partita formidabile. Dimentica che Zaza è mancino. Gli consente di girarsi sul piede migliore. Sfortuna, inesperienza o ingenuità? Sottoritmo. Sarri rivela che aveva chiesto di osare di più. Ma vi riesce la squadra se impone un ritmo alto, con i migliori che vincono i rispettivi confronti. Hamsik soccombe a Khedira, Callejon non sfonda a destra dove incrocia anche Pogba, Insigne va di rado in profondità a sinistra. La Juve portando la gara sottoritmo non ferisce il Napoli, ma accetta di abbassare la velocità. Gli spazi stretti. Combattendo furiosamente in spazi limitati, con contatti ravvicinati, ci si affatica molto per nulla. Lo sanno Allan e Jorginho. Ma nessuno prende il largo. Sono infatti rarissisme le conclusioni. La mossa mancata. Sarri crede nel suo 4-3-3. Il modulo di una stagione fantastica. Ma la Juve sabato sera lo ha deformato e svilito in un 4-5-1. L’infortunio di Bonucci forse ispirava una mossa. Infilare la seconda punta: Gabbiadini al posto di Insigne. Rugani non è Bonucci. Ponendosi a specchio in un inconsueto 4-4-2 il Napoli avrebbe avuto una forza d’urto maggiore, Gabbiadini accanto a Higuain, mediana con Callejon a destra, Allan e Jorginho al centro, Hamsik quarto a sinistra come sul versante opposto Pogba. Il caso Gabbiadini. Una risorsa dev’essere se non è stato venduto a gennaio. Consente la variante tattica. Rischia la depressione. Prevedibile. Il Napoli merita tonnellate di elogi, ma è privo di alternative. Se gioca sempre allo stesso modo, rischia di essere prevedibile in alcune gare. Non può imporre sempre e solo la maggiore velocità. A Torino non gli è riuscito. Il calendario. Non è finita a Torino. Lo scudetto si decide il 24 aprile, 35esemimo turno, con Fiorentina-Juve e Roma-Napoli. Il mercato avaro. La Juventus infila un giocatore nuovo dopo l’altro. Zaza è la prova. Con almeno uno tra André Gomes, Herrera o Kramer, annunciati e mai presi, il Napoli sarebbe più competitivo. Vi fu troppa euforia: è stato il consiglio di un amico al presidente. L’ha detto De Laurentiis anche in tv. Un giorno scoprirà che quell’amico è juventino.

Antonio Corbo – La Repubblica

Villarreal e Milan, due gare spinose attendono il Napoli

Tuttosport scrive sui prossimi impegni del Napoli: “Perché il Napoli giovedì è atteso dalla trasferta di Europa League contro il Villarreal, un buco nero per energie fisiche e mentali che presenta a Sarri il dilemma dei dilemmi: chi schierare? Se manda in campo i titolari corre il rischio di ritrovarli meno brillanti nel posticipo di lunedì contro il Milan al San Paolo (altra scomodissima partita). Se manda in campo le alternative rischia di perdere contro una squadra tutt’altro che arrendevole (e nella bolgia del Madrigal) e compromettere la condizione psicologica del gruppo, che ha appena attutito la botta della sconfitta di Torino. Insomma, comunque la si giri, per il Napoli il post Juventus Stadium è da prendere con le molle”

Come si fa a superare la dipendenza da Higuain?

Raffaele Auriemma scrive su Tuttosport: “I tifosi chiedono di non mollare e di credere ancora in quello scudetto per il quale Sarri continua a ripetere che il Napoli “non ha alcun obbligo di battersi per il tricolore”. Tra verità e scaramanzia, il tecnico tosco-partenopeo sta già preparando la gara di giovedì a Villarreal, senza trascurare la delicata sfida di campionato, in programma lunedì al San Paolo, con il Milan reduce da una striscia di 9 partite senza sconfitte, 2 in Coppa Italia. Riuscirà Sarri a far ritrovare il sorriso a Higuain, uscito dallo Stadium senza gol e senza lo straccio di un tiro verso la porta di Buffon? Anche se non a tutti va giù, ma il dato resta significativo: quando il Pipita non segna, i risultati sono scadenti. Solo 7 punti nelle 7 partite in cui il capocannoniere della serie A non ha timbrato il cartellino, cioè all’andata con Sassuolo, Empoli, Carpi, Genoa, Roma, Torino e sabato con la Juventus, per un rendiconto di una vittoria, 4 pareggi e 2 sconfitte. Come si fa a superare la dipendenza dal Pipita? Il problema è stato messo a nudo dalla Juventus che ha creato una gabbia intorno al bomber, servito pochissimo anche perché i suoi partner, Insigne e Callejon, avevano il problema non da poco di seguire Cuadrado e Pogba nelle loro scorribande in attacco. Probabilmente tutti hanno ormai imparato il modo di giocare del Napoli e, chi può, riesce a creare un corto circuito nei meccanismi, tanto da far vivere a Higuain serate da sbadiglio come quella dello Stadium. Cambiare il modulo a gara in corso, come ha fatto anche Allegri che ha vinto la gara con la panchina, magari con l’inserimento di Gabbiadini al fianco di Higuain, potrebbe essere utile per aiutarlo quando i difensori sono troppi per permettergli di liberarsi al tiro”

Alberto Airola: “Sulle unioni civili i cattodem sono insaziabili, dietro c’è Bagnasco”. ANNALISA CUZZOCREA*

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Il senatore grillino: “È vergognoso che in questo Paese non si possano dare diritti ai gay e ai bambini. Si è creata una polemica ad arte che ha spaventato parte dei nostri elettori”.

ROMA – All’appello del leader Ncd Angelino Alfano per fermare la stepchild adoption, l’adozione del figlio del partner nelle coppie omosessuali, il senatore Alberto Airola – che ha seguito la legge per i 5 stelle – risponde con una risata. “È vergognoso che in questo Paese non si possano dare diritti ai gay e ai bambini. Si è creata una polemica ad arte che ha spaventato parte dei nostri elettori”.

Senatore, il Movimento 5 Stelle tiene?
“Il mio gruppo è solido. Anche dopo la scelta di dare libertà di coscienza sulla stepchild mancheranno al massimo tre voti. Chi finora non ha detto un sì convinto vuole solo evitare di fare da stampella a Renzi”.

Ci sono state prese di posizioni importanti.
“Sia Roberto Fico che Paola Taverna hanno detto di appoggiare la legge nella sua interezza. Adesso aspettiamo domani: se ci sarà un emendamento canguro che consentirà di saltare migliaia di emendamenti decideremo come agire. Certo sono insaziabili”.

Chi?
“I cattodem. Quelli che continuano a chiedere mediazioni dopo averne ottenute moltissime”.

Fa bene il Pd a non fidarsi di voi?
“Al Pd dico: chiaritevi e portiamo a casa diritti e uguaglianza per tutti i cittadini”.

Ma allora perché la libertà di coscienza?
“Se non si fidano di noi per la libertà di coscienza sull’articolo 5 non possono fidarsi neanche di se stessi, visto che l’hanno data anche loro. Noi abbiamo due o tre casi, il Pd molti di più. Ho sentito Giorgio Tonini dire cose progressiste, ha capito che si tratta di una legge per tutelare i bambini, ha fatto un percorso. Mentre ci sono senatori, come Lepri, congelati nel loro no”.

Perché secondo lei?
“Il problema è la Chiesa. Un pezzetto di Chiesa. Quella che ho visto quando andavo a girare documentari in Darfur non è quella del capo dei vescovi Bagnasco”.

*larepubblica