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Juve Stabia, isola felice grazie alla Solmate: Indice liquidità della società in linea con i parametri FIGC

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Il panorama del calcio italiano si trova ad affrontare una nuova era di rigore finanziario. Nella giornata di ieri, la neonata Commissione Indipendente per il controllo dei conti dei club (che ha preso il posto della Covisoc) ha emesso i primi verdetti in vista della sessione invernale di calciomercato, delineando uno scenario che premia la virtuosità e mette alle strette chi non rispetta i nuovi parametri.

Serie A: Lazio Libera, Napoli e Pisa al Bivio

Il giudizio ha sorriso alla Lazio, che ha visto sbloccato il proprio mercato senza vincoli. Situazione opposta per Napoli e Pisa, che hanno ricevuto un “semaforo rosso” virtuale. Per evitare di dover operare a “saldo zero” (vendere prima di acquistare), i due club dovranno ripianare con capitali propri lo squilibrio tra il costo del lavoro allargato e i ricavi.

Il rapporto tra queste due voci, secondo le nuove norme, non deve superare la soglia dello 0.8. Un percorso di rientro che è già stato intrapreso con successo dal Como, grazie a una tempestiva ricapitalizzazione con fondi propri.

La Situazione in Serie B: Quattro Club Sotto Osservazione

Il provvedimento ha colpito duramente anche la cadetteria. Cesena, Frosinone, Padova e Venezia si trovano nella medesima situazione di partenopei e toscani. Per loro la strada è tracciata:

  1. Ricapitalizzare (passaggio che il Venezia si appresta a compiere a breve).

  2. In alternativa, muoversi sul mercato esclusivamente a saldo zero.

Si tratta di realtà molto diverse tra loro: il Padova, ad esempio, è nel pieno di una transizione societaria per il passaggio di quote dopo una lunga trattativa estiva. Per tutte, però, il vincolo finanziario rappresenta un ostacolo non da poco: se il Padova deve blindare la categoria, le altre tre lottano per il salto in Serie A e, in un campionato così equilibrato, anche un solo innesto può spostare gli equilibri.

Il Fattore Indice di Liquidità

A pesare sul futuro prossimo è l’Indice di Liquidità, il parametro FIGC che misura la capacità di un club di onorare i debiti a breve termine (entro 12 mesi).

Definizione: L’indice è calcolato come il rapporto tra (liquidità differita + liquidità immediata) e passività correnti.

Un valore sotto la soglia stabilita blocca il mercato. Il timore per molti club è che i parametri diventino ancora più stringenti in vista della sessione estiva, rendendo la gestione finanziaria il vero “top player” della stagione.

L’Eccellenza Juve Stabia: L’Era Solmate Inizia col Piede Giusto

In questo scenario d’incertezza, brilla la gestione della Juve Stabia. Il club di Castellammare ha rispettato ampiamente i parametri grazie a una campagna acquisti oculata e, soprattutto, alla solidità della nuova proprietà.

Nell’ultima riunione che ha sancito il passaggio di quote da Andrea Langella alla Solmate, la nuova compagine ha deciso di ricapitalizzare preventivamente. Una mossa strategica che ha permesso di rientrare perfettamente nei parametri FIGC senza affanni.

Perché è una notizia importante per i tifosi:

Solidità garantita: È la “prova del nove” per chi nutriva dubbi sulle intenzioni dei nuovi investitori.

Progettualità: Gli “americani” dimostrano di voler fare calcio ad alti livelli, partendo dalla salute dei conti.

Serenità sportiva: Con la società solida alle spalle, la squadra può concentrarsi esclusivamente sulla lotta nel difficile campionato di Serie B.

I tifosi delle Vespe possono dunque stare tranquilli: la società è presente, è solida e fa sul serio. Ora la parola passa al campo, con la consapevolezza che dietro le quinte il lavoro è stato svolto con la massima professionalità.

Juve Stabia, sentenza Bellich: il difensore col vizio del gol che fa sognare Castellammare

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Non chiamatela più sorpresa. Oramai, dalle parti di Castellammare, è una splendida certezza. Quando la partita si blocca, quando le linee avversarie si chiudono a riccio e la palla scotta, la Juve Stabia sa di poter calare l’asso nella manica. O meglio, la specialità della casa: il colpo di testa di Marco Bellich.

Anche nella prestigiosa cornice del Manuzzi di Cesena, il centrale difensivo ha smesso momentaneamente i panni del guardiano per indossare quelli del centravanti aggiunto, griffando il vantaggio delle Vespe con un gesto tecnico che è diventato un vero e proprio marchio di fabbrica.

L’arte dello stacco: il film del gol

Tutto accade al minuto 29. È l’istante in cui la strategia dei calci piazzati tocca la perfezione. Dalla bandierina, il piede educato di Maistro disegna una parabola invitante. In area è una tonnara, le marcature romagnole si stringono, ma Bellich legge il futuro un secondo prima degli altri.

Il suo non è solo un salto, è un dominio dello spazio aereo: Tempo di inserimento perfetto; stacco imperioso e precisione chirurgica.

La palla finisce in buca d’angolo dove Klinsmann non può arrivare. Non è solo questione di centimetri o forza fisica; è l’intuito del bomber intrappolato nel corpo di un difensore, una freddezza sotto porta che molti attaccanti di categoria invidierebbero.

Un giocatore “Totale” tra Pagliuca e Abate

Bellich si conferma l’archetipo del difensore moderno. Se nella propria area resta un baluardo difficile da superare, in quella avversaria diventa un fattore tattico capace di scompaginare i piani difensivi studiati a tavolino dagli allenatori avversari.

Quello che era stato un punto fermo nello scacchiere di Pagliuca durante la trionfale cavalcata promozione, si sta rivelando un pilastro insostituibile anche per il nuovo corso di Ignazio Abate. La continuità di rendimento dimostra che il vizio del gol non era un caso, ma una caratteristica strutturale del suo gioco.

Solidità difensiva: il duello con Shpendi

Sarebbe riduttivo, però, limitare la prova di Bellich al solo gol. Al Manuzzi, il numero 6 ha offerto una lezione di solidità. In coppia con Varnier, ha avuto il compito ingrato di arginare la verve di un cliente scomodo come Shpendi. Nei momenti di sofferenza, quando il Cesena ha provato a spingere, Bellich ha gestito la pressione con l’esperienza del leader, dimostrando che la Juve Stabia non ha paura di giocare a viso aperto su nessun palcoscenico.

Un’arma in più verso il Sudtirol

In una Serie B dove spesso sono i dettagli a decidere le sorti di un campionato, avere un centrale capace di garantire un bottino di gol “pesanti” è un lusso che le Vespe si tengono stretto.

Il messaggio inviato al campionato è chiaro: Marco Bellich continua a pungere. Il Cesena è solo l’ultima vittima, e ora lo sguardo è rivolto al prossimo avversario. Il Sudtirol è avvisato: preparare la partita contro la Juve Stabia significa dover trovare un antidoto non solo agli attaccanti, ma anche a quel difensore che, quando salta, sembra non voler scendere più.

Gli auguri di buone feste da Augusto Zuffa

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Il patron delle Cantine Zuffa, Augusto Zuffa, ha parlato a ViViCentro in un’intervista esclusiva a Carlo Ametrano. Ecco le sue dichiarazioni.

Augusto, manca pochissimo al Natale e alla fine dell’anno. Qual è il programma alle Cantine Zuffa?

“Ci riposeremo e staremo in famiglia per il Natale, mentre per il Capodanno faremo la classifica festa di fine anno per farci gli auguri di un buon 2026. Sarà tutto incentrato sul cenone di Capodanno, con una mega festa in onore del 2026”.

Ormai siamo anche alle porte del Senna Day 2026, la macchina organizzativa partirà a gennaio. Che ospiti avremo?

“Ogni anno ci sono nuovi ospiti e nuovi personaggi importanti grazie a lavoro che fa Carlo Ametrano. È sempre divertente, perché è come se fosse sempre una nuova avventura. Riusciamo a non diventare mai noiosi. Il livello è sempre molto alto, una grande avventura”.

Che 2025 è stato per le Cantine Zuffa?

“Un ottimo anno. I vini stanno crescendo e stanno conquistando un po’ tutto il mondo. I dazi degli Stati Uniti non ci hanno rallentato, la crescita è sempre costante e continua. Quest’anno siamo riusciti a continuare questa fase di crescita, stiamo investendo sul prodotto puro. Vogliamo crescere così come fa il Made in Italy”.

Quali sono gli obiettivi per il 2026?

“L’obiettivo è quello di continuare a crescere e di puntare sull’innovazione per utilizzare solo prodotti genuini e sani, senza l’utilizzo della chimica. Il prodotto deve essere sano. No al vino industriale, sì a quello biologico, artigianale e di qualità”.

Ci salutiamo con i tuoi auguri di buone feste.

“Vi aspettiamo numerosi il 31 dicembre per fare gli auguri di buon anno e per brindare insieme per l’inizio di un nuovo anno. Auguri a tutti”.

Juve Stabia, è scattata da tempo l’operazione Menti pieno: tariffe agevolate e promozioni per i tifosi

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La corsa alla salvezza passa dal “Romeo Menti”. Sabato 27 dicembre alle ore 15:00, la Juve Stabia affronterà il Südtirol in un match che vale molto più dei tre punti in palio. Per la 18ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026, la società ha deciso di abbattere i prezzi e chiamare a raccolta l’intero popolo stabiese: servono cuore, voce e passione per spingere le Vespe alla vittoria.

Prevendita attiva: ecco come acquistare

La vendita dei tagliandi è partita ufficialmente ieri, lunedì 22 dicembre, alle ore 15:00. La società ricorda che, come di consueto, non sarà attivo il botteghino dello stadio il giorno della gara. I biglietti potranno essere acquistati esclusivamente:

  1. Online sul circuito www.etes.it.

  2. Presso i punti vendita autorizzati in città (elenco in calce).

“Menti” a misura di famiglia: Under 14 gratis e ridotti

Per favorire l’afflusso delle nuove generazioni e riempire ogni ordine di posto, il club ha lanciato una promozione imperdibile per i giovanissimi.

  • L’iniziativa: I primi 100 ragazzi Under 14, accompagnati da un adulto pagante, entreranno GRATIS nello stesso settore dell’accompagnatore.

  • Come fare: I biglietti omaggio possono essere prenotati SOLO ED ESCLUSIVAMENTE presso lo Store Juve Stabia di corso Garibaldi 24.

Anche esauriti i 100 omaggi, i prezzi per gli Under 14 restano popolarissimi, partendo da soli 5 euro in Curva Sud.

Attenzione al sociale: le nuove tariffe ridotte

Novità importante anche per l’inclusività. Da questa partita è possibile usufruire di biglietti a tariffa ridotta per le persone con disabilità (previa presentazione di documento e certificazione ai punti vendita). Inoltre, le prime 10 persone con disabilità al 100% che invieranno richiesta a accrediti@ssjuvestabia.it riceveranno il biglietto omaggio.

I Prezzi dei Biglietti (Diritti di prevendita € 2,00 esclusi)

La politica dei prezzi è stata studiata per permettere a tutti di esserci in questa sfida cruciale. Ecco il dettaglio per settore:

  • Curva Sud: Intero € 13,00 | Ridotto Donna/Disabili € 10,00 | Ridotto U14 € 5,00

  • Tribuna Varano: Intero € 16,00 | Ridotto Donna/Disabili € 13,00 | Ridotto U14 € 7,00

  • Tribuna Quisisana: Intero € 20,00 | Ridotto Donna/Disabili € 16,00 | Ridotto U14 € 10,00

  • Tribuna Monte Faito (A e B): Intero € 30,00 | Ridotto Donna/Disabili € 25,00 | Ridotto U14 € 13,00

  • Tribuna Roberto Fiore (VIP): € 100,00 (Nessun ridotto)

Settore Ospiti (Curva Ferrovia)

Per i tifosi ospiti, in ottemperanza alla Determina ONMS n. 51/2025, la vendita è riservata ai soli residenti in Trentino-Alto Adige sottoscrittori del programma di fidelizzazione dell’F.C. Südtirol (sottoscritta prima del 15/12/2025). Il costo è di € 13,00 + prevendita.

Dove acquistare a Castellammare

Ecco l’elenco dei punti vendita dove assicurarsi il tagliando e spingere le Vespe verso l’impresa:

  • Store Juve Stabia (c.so Garibaldi, 24) – Unico punto per gli omaggi U14

  • Bar Dolci Momenti (Via G. Cosenza, 192)

  • Bar Gialloblu (Viale Europa, 101)

  • Tabaccheria del Corso (Corso Vittorio Emanuele, 11)

  • Anca Caffè (Strada Panoramica 1b/1c)

  • Movida Caffè (Via Napoli, 297)

  • Tabaccheria Muratori (Via Napoli, 229)

  • StanleyBet (Via Bonito, 175)

  • Agenzia Intralot (Viale Europa, 31)

Non ci sono scuse: sabato 27 dicembre il Menti deve essere il dodicesimo uomo in campo. Avanti Juve Stabia!

L’ex Prima: “Non mi piace la prevalenza della fisicità sulla tecnica. I tifosi proteggano i giovani”

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Marcello Prima, indimenticato bomber della Juve Stabia degli anni ’80, è intervenuto come ospite d’onore al talk show “Il Pungiglione Stabiese”, scatenando l’entusiasmo dei tifosi e ripercorrendo le tappe di un legame che dura da oltre quarant’anni.

Definito dai conduttori la “punta di diamante” della puntata, Prima ha condiviso ricordi indelebili e riflessioni sul calcio attuale,.

Un Legame Viscerale con Castellammare

Marcello Prima ha descritto il suo rapporto con la città come qualcosa di “incredibile” e “commovente”. Nonostante il passare dei decenni, l’affetto ricevuto dai tifosi resta per lui un motore fondamentale: ha ammesso che proprio quel calore impressionante ricevuto fin dal suo arrivo lo esaltò, trascinandolo a realizzare i numerosi gol che il pubblico chiedeva a gran voce. “Sinceramente quello che mi ha dato il pubblico di Castellammare è impresso dentro di me, è indelebile e resterà per sempre così”, ha dichiarato con emozione.

Il bomber ha ricordato con particolare affetto: Il suo primo gol contro la Reggina, un colpo di testa a “pelo d’erba” su cross di Granucci, seguito dalla celebre esultanza arrampicato sulla rete sotto la curva degli Swarm. Ha ricordato con ironia i nomignoli dell’epoca, come “cammello” o “giraffa”, affibbiatigli soprattutto in trasferta per via della sua statura elevata rispetto alla media dei calciatori di allora.

Custodisce ancora in un quadro a casa la maglia celebrativa regalatagli dalla Givova, che guarda ogni giorno con orgoglio.

Il Passaggio dal Mestre e la Profezia di Zurolo

Prima ha svelato i dettagli del suo arrivo alle falde del Faito: fu il presidente Vincenzo Zurolo a volerlo fortemente, viaggiando fino a Mestre per acquistarlo in un momento in cui la squadra faticava a segnare. Nonostante avesse ambizioni di Serie A e B, il bomber non ha rimpianti, se non quello di non aver potuto disputare la Serie B proprio con la maglia gialloblù, un traguardo che oggi vede finalmente consolidato.

Confronto tra Epoche: Tecnica vs Fisicità

Sollecitato sull’evoluzione del calcio, Prima ha espresso una critica verso la tendenza moderna che privilegia “fisico e muscoli” a discapito della tecnica individuale. Secondo l’ex attaccante, una volta venivano esaltati l’istinto, il dribbling e l’uno contro uno, doti che oggi sembrano rare. Ha notato con rammarico la scomparsa dei grandi assist-man come Baggio, Zola o Totti, figure che rendevano il gioco più imprevedibile e geniale.

L’analisi sulla Juve Stabia di oggi

Riguardo al presente, Marcello Prima ha promosso il percorso della squadra di Mister Abate, sottolineando che la Serie B è un campionato di una “difficoltà assoluta” e di grande equilibrio,. Ha esortato la piazza a restare calmi e uniti, soprattutto nei momenti di difficoltà, poiché la rosa è composta da molti giovani che hanno bisogno di fiducia.

La Serie B è un patrimonio che va difeso senza esasperazioni, con l’augurio che la Serie A possa arrivare come naturale processo di crescita.

Professionalità e Rispetto

Un passaggio significativo ha riguardato la sua sfida da ex contro la Juve Stabia quando vestiva la maglia del Giarre. In quell’occasione segnò una doppietta dopo aver ricevuto i fiori dai tifosi stabiesi. Prima ha ribadito che, nonostante l’amore per i vecchi colori, la professionalità deve venire prima di tutto: “Non tollero la mancanza di impegno non è un sacrificio correre per un compagno”, ha affermato, sottolineando che il rispetto per i nuovi tifosi impone di dare sempre il massimo in campo.

Marcello Prima rimane, per la tifoseria stabiese, come un faro che continua a brillare nel porto della memoria: un simbolo di un calcio romantico capace di unire intere generazioni sotto l’ombra del Vesuvio.

Juve Stabia, la società chiama a raccolta il futuro: Con il Sudtirol biglietti a 1 euro per le Scuole Calcio

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Il “Romeo Menti” si prepara a vestirsi a festa. Non solo per celebrare il periodo natalizio, ma per trasformarsi ancora una volta nel fortino inespugnabile delle Vespe. In vista della sfida contro il Südtirol, in programma sabato 27 dicembre alle ore 15:00 e valida per la 18ª giornata del campionato di Serie BKT, la S.S. Juve Stabia 1907 ha deciso di chiamare a raccolta il “futuro” pulsante del territorio: i giovani atleti.

Un Menti gremito per spingere le Vespe

L’obiettivo della società è chiaro e ambizioso: riempire la Tribuna Varano. Per farlo, il club ha lanciato una promozione speciale rivolta a tutte le scuole calcio del territorio. Un invito a colorare gli spalti di entusiasmo e passione, offrendo ai piccoli calciatori la possibilità di assistere al match al prezzo simbolico di 1 euro.

Non si tratta solo di una promozione, ma di una vera e propria “chiamata alle armi” sportiva: la Juve Stabia vuole che le nuove generazioni siano protagoniste, facendo sentire la propria voce e il proprio calore alla squadra in un momento cruciale della stagione.

I dettagli dell’iniziativa

La società ha diramato un comunicato ufficiale per spiegare le modalità di adesione, fissando una scadenza stretta per organizzare al meglio l’accoglienza dei gruppi.

Ecco i punti fondamentali per le società interessate:

  • Destinatari: Tutte le scuole calcio del territorio.

  • Settore: I biglietti saranno emessi esclusivamente per il settore Tribuna Varano.

  • Costo: Prezzo simbolico di € 1,00 per atleta.

  • Scadenza: Le richieste devono pervenire tassativamente entro le ore 20:00 di mercoledì 24 dicembre.

Come inviare la richiesta

Le scuole calcio che desiderano partecipare a questa giornata di festa gialloblù devono seguire una procedura molto semplice. È necessario inviare un’email all’indirizzo ufficiale: accrediti@ssjuvestabia.it

Nel corpo dell’email, oltre alla richiesta delle modalità di partecipazione, è obbligatorio inserire un recapito telefonico di un referente, che sarà contattato dalla società per definire i dettagli operativi.

La sfida contro il Südtirol non è solo una partita: è l’occasione per dimostrare che Castellammare vive di calcio e che il futuro del tifo stabiese è già qui, pronto a gridare forza Vespe.

Juve Stabia – Sudtirol: il “Maresciallo” Livio Marinelli designato per dirigere il match del Menti

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Sarà Livio Marinelli della sezione AIA di Tivoli a gestire l’ordine in campo nella sfida valida per il prossimo turno di campionato tra Juve Stabia e Sudtirol, prevista per sabato 27 dicembre alle ore 15. Il direttore di gara laziale, nato a Roma nel 1984, porterà sul prato sintetico di Castellammare di Stabia un bagaglio professionale di altissimo profilo.

Una scalata inarrestabile

Nonostante abbia iniziato l’attività arbitrale a 18 anni — un’età considerata avanzata per il settore — Marinelli ha saputo recuperare il tempo perduto con una progressione fulminea. Dopo il rodaggio nei dilettanti nel 2008, gli sono bastati pochi anni per scalare i vertici del calcio nazionale, arrivando in Lega Pro nel 2012 e conquistando la Serie B nel 2016, anno in cui fu premiato come miglior fischietto dall’AIA dopo aver diretto la finale di Coppa Italia Primavera. Il salto definitivo nel calcio che conta avviene nel 2017 con il debutto in massima serie (Atalanta-Verona) e il successivo inserimento nell’organico unico CAN nel 2020.

Oltre il fischietto: l’uomo e il soldato

Ciò che rende Marinelli una figura unica nel panorama calcistico italiano è la sua vita fuori dagli stadi. Il direttore di gara di Tivoli è infatti un Maresciallo dell’Esercito, effettivo presso il 7° Reggimento Alpini di Belluno. La sua tempra è stata forgiata non solo dagli scontri agonistici, ma anche da contesti estremi: tra il 2012 e il 2013 ha infatti preso parte a missioni operative in Afghanistan, distinguendosi per il suo impegno in ambito umanitario.

Filosofia e stile di conduzione

L’impronta militare emerge chiaramente nel suo modo di arbitrare. Marinelli non è un fautore del dialogo a oltranza con i calciatori; preferisce la disciplina, il rispetto gerarchico e l’applicazione rigorosa del regolamento. I numeri confermano un profilo autoritario: Sempre eccellente e scattante, per restare vicino allo sviluppo dell’azione; ha una media di espulsioni molto alta (un rosso ogni circa tre gare) e non teme di indicare il dischetto del rigore.

L’etica del ruolo

Per Marinelli, l’arbitraggio è prima di tutto una questione di condotta. In un incontro con i giovani colleghi, ha spesso ribadito che il comportamento di un arbitro deve essere inappuntabile non solo per credibilità personale, ma per rispetto verso l’intera categoria. Sabato al “Menti”, la Juve Stabia troverà dunque un arbitro che fa dell’integrità e della fermezza i suoi marchi di fabbrica.

Le statistiche sull’arbitro e gli altri componenti del sestetto arbitrale

Il sig. Livio Marinelli nato a Tivoli il 06/11/1984 e iscritto alla sezione AIA di Tivoli è al suo decimo anno alla CAN.

Finora ha diretto in carriera 275 gare con questo score con 84 rigori assegnati e 71 espulsioni decretate.

Quest’anno finora ha diretto 7 gare (4 in serie A, 3 in serie B) con questo bilancio: 3 vittorie interne, 1 pareggio, 3 vittorie esterne con 2 rigori assegnati e 2 espulsioni decretate.

I precedenti con la Juve Stabia sono 6 con 1 vittoria, 1 pareggio e 4 sconfitte

24/25    Serie B 04.05.2025 Brescia 0:0 Juve Stabia

19/20    Serie B 29.06.2020 Benevento 1:0 Juve Stabia

19/20    Serie B  01.12.2019 Virtus Entella 2:0 Juve Stabia

19/20    Serie B 21.09.2019  Juve Stabia 1:5 Ascoli

15/16    Serie C – Girone C 13.09.2015 Juve Stabia 0:1 Lecce

15/16    Coppa Italia 02.08.2015 Juve Stabia 2:0 Melfi

Conta 4 precedenti con il Sudtirol con questo score: 2 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta

Assistenti

Primo Assistente: sig. Marcello Rossi della sezione AIA di Biella

Secondo Assistente: sig. Marco Emmanuele della sezione AIA di Pisa

IV° ufficiale: sig. Filippo Colaninno della sezione AIA di Nola

VAR: sig. Francesco Meraviglia della sezione AIA di Pistoia

AVAR: sig. Emanuele Prenna della sezione AIA di Molfetta

Juve Stabia, il “Menti” deve ruggire: l’appello di Scarpa, Ferrara e Lovisa per il match contro il Sudtirol

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Un anno indimenticabile, un 2025 che ha riportato entusiasmo, orgoglio e grande calcio nella città delle acque, sta per calare il sipario. Ma prima dei bilanci definitivi, c’è un’ultima, fondamentale battaglia da combattere sul prato verde del Romeo Menti.

In occasione della 18ª giornata della Serie BKT 2025-2026, prevista per sabato 27 dicembre alle ore 15:00, la Juve Stabia ospiterà il Sudtirol di mister Fabrizio Castori. Un appuntamento che la società ha voluto caricare di significato, chiamando a raccolta l’intero popolo gialloblù.

L’invito della Società: “Chiudiamo insieme un anno splendido”

Gli amministratori Scarpa e Ferrara, di concerto con tutta la dirigenza della S.S. Juve Stabia 1907, hanno lanciato un messaggio d’unione rivolto non solo ai fedelissimi della curva e delle tribune, ma a tutti gli appassionati del territorio:

“Invitiamo tutti i tifosi gialloblù e tutti gli appassionati alla gara del 27 dicembre allo stadio Romeo Menti. Vogliamo chiudere insieme uno splendido anno 2025 che ha regalato tante gioie al nostro club. Riempiamo la nostra casa di gioia ed entusiasmo.”

Il DS Matteo Lovisa: “È uno scontro cruciale, Castellammare risponda presente”

Se il messaggio della proprietà punta sull’emozione e sulla celebrazione di un anno solare vincente, il Direttore Sportivo Matteo Lovisa sposta l’attenzione sull’importanza vitale dei tre punti in palio. La sfida contro gli uomini di Castori non è una partita come le altre, ma un vero e proprio spartiacque per la permanenza nella categoria.

“Quello che andiamo ad affrontare contro il Sudtirol è uno scontro cruciale per la nostra salvezza, ha dichiarato con fermezza Lovisa. “È un crocevia che intendiamo affrontare al massimo e mi aspetto che la città risponda presente. Sabato abbiamo bisogno di tutto l’appoggio e il calore che solo la vera Castellammare sa offrire ai nostri ragazzi. Venite tutti allo stadio per chiudere l’anno nel migliore dei modi”.

Un fortino per la salvezza

La Serie BKT non concede sconti e la Juve Stabia sa che il fattore campo è l’arma in più per centrare l’obiettivo stagionale. Il richiamo alla “vera Castellammare” è un invito a trasformare il Menti in una bolgia, capace di spingere la squadra oltre l’ostacolo rappresentato dall’esperta formazione altoatesina.

L’appuntamento è dunque per sabato pomeriggio: tra le mura amiche, con il cuore pulsante della tifoseria, per regalarsi l’ultimo sorriso di un 2025 da incorniciare e gettare le basi per un 2026 di grandi battaglie.

Juve Stabia, doppia vittoria per Giuseppe Leone: leader in campo e ora Dottore in Economia

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C’è chi guida la squadra con i piedi e chi lo fa con la testa. Giuseppe Leone ha dimostrato di saper fare entrambe le cose, e ad altissimo livello. Oggi non celebriamo un gol, un assist o una vittoria allo stadio “Menti”, ma un traguardo personale che vale quanto un campionato vinto: la Laurea in Economia Aziendale.

La nostra redazione si unisce con orgoglio agli auguri per il centrocampista delle Vespe, che ha discusso oggi la sua tesi presso la Scuola di Management ed Economia dell’Università degli Studi di Torino.

Un “Regista” anche nella vita

Siamo abituati a vedere Leone dettare i tempi di gioco, gestire palloni scottanti e mostrare una visione periferica fuori dal comune sul rettangolo verde. Oggi scopriamo che quella stessa visione si estende ben oltre il novantesimo minuto.

Conseguire una laurea mentre si pratica sport professionistico non è da tutti. Richiede sacrificio, organizzazione mentale e una volontà di ferro, doti che Giuseppe mette in mostra ogni domenica e che ha saputo trasferire nello studio. In un mondo, quello del calcio, che spesso vive solo del “qui e ora”, la scelta di Leone di investire sulla propria formazione culturale è un segnale fortissimo.

Una tesi che guarda al domani

Particolarmente significativo è l’argomento scelto per l’elaborato finale, sviluppato con la relatrice Prof.ssa Simona Alfiero: “Analisi sul futuro post carriera dei calciatori: aspettative, preparazione e sfide”.

Un titolo che denota una maturità rara. Leone non si è limitato a studiare, ma ha analizzato con occhio critico il proprio mondo, consapevole che la vita da atleta è solo un capitolo di un libro molto più lungo. Prepararsi al “dopo” significa essere uomini prima che calciatori, professionisti seri che non temono il futuro ma lo costruiscono mattone dopo mattone.

Le nostre congratulazioni

Al neodottore vanno i complimenti di tutta la nostra redazione. Giuseppe Leone incarna il modello di calciatore moderno che ci piace raccontare: talento in campo, intelligenza fuori.

Che questo traguardo sia solo il primo di una lunga serie di successi, sia nel rettangolo di gioco con la maglia della Juve Stabia, sia nel percorso professionale che, con lungimiranza, ha già iniziato a tracciare.

Ad maiora, Dottor Leone!

Giudice Sportivo: Nella Juve Stabia fermato un calciatore per la gara con il Sudtirol

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Il pareggio per 1-1 strappato al Dino Manuzzi Orogel Stadium contro il Cesena lascia in dote alla Juve Stabia un punto prezioso per la classifica, ma porta con sé anche strascichi disciplinari pesanti in vista del prossimo impegno di campionato.

Il Giudice Sportivo, Avv. Emilio Battaglia, assistito da Stefania Ginesio e dal rappresentante A.I.A. Moreno Frigerio, ha reso noti i provvedimenti relativi alla 17ª giornata della Serie BKT 2025-2026 nella riunione tenutasi il 22 dicembre 2025.

Il provvedimento: Mosti fermato per un turno

La notizia peggiore per il tecnico delle Vespe riguarda Nicola Mosti. Il centrocampista gialloblù ha rimediato la sua quinta sanzione stagionale per “comportamento scorretto nei confronti di un avversario”.

Essendo il calciatore già in regime di diffida, il cartellino giallo ricevuto in Romagna fa scattare automaticamente la squalifica per una giornata effettiva di gara. Mosti sarà dunque costretto a guardare dalla tribuna il prossimo match della Juve Stabia contro il Sudtirol, obbligando lo staff tecnico a soluzioni alternative.

Allarme giallo: Burnete entra in diffida

Non solo squalifiche, ma anche un campanello d’allarme per il reparto offensivo. Il Giudice Sportivo ha sanzionato anche Rares Catalin Burnete che si aggiunge a Piscopo e Leone già diffidati nelle scorse settimane

Per l’attaccante si tratta della quarta sanzione (ammonizione con diffida). Questo significa che il giocatore entra ufficialmente nella lista dei diffidati: al prossimo cartellino giallo, scatterà anche per lui la squalifica automatica. Una situazione che imporrà al calciatore maggiore attenzione nei contrasti e nelle proteste durante le prossime gare.

La squadra dovrà ora riorganizzarsi per sopperire all’assenza di un elemento tattico importante come Mosti, cercando di capitalizzare quanto di buono mostrato nella trasferta di Cesena.

L’AZZURRO PENSIERO. Effetto Conte: dopo lo Scudetto, ecco il “Double” da leggenda

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Esattamente undici anni dopo la notte magica di Doha, il Napoli scrive un’altra pagina di storia a Riyadh. Sotto il segno di Antonio Conte e nel nome di David Neres, gli azzurri conquistano la terza Supercoppa Italiana della loro storia.

C’è un filo invisibile che lega il destino del Napoli al deserto e al calendario. È un filo tinto d’azzurro che si srotola tra il 22 dicembre 2014 e il 22 dicembre 2025. Tre giorni prima di Natale, proprio come allora, il Napoli regala ai suoi tifosi il regalo più bello, trasformando la penisola arabica nel giardino di casa propria. Dalla lotteria dei rigori contro la Juve in Qatar, alla supremazia schiacciante in Arabia Saudita: la storia si ripete, ma con una consapevolezza nuova.

Il ritorno del “Double”

Non è solo un trofeo che si aggiunge in bacheca; è il sigillo su un’era. Grazie a questo successo, Antonio Conte riporta a Napoli il prestigioso “Double” Scudetto-Supercoppa, un’impresa che in riva al Golfo mancava dal 1990, quando a guidare gli azzurri c’erano Albertino Bigon in panchina e un immenso Diego Armando Maradona in campo. Un cerchio che si chiude, undici anni dopo l’ultimo trionfo nella competizione e trentacinque dopo l’ultima volta che i due trofei nazionali hanno viaggiato insieme verso il Sud.

La cavalcata: Quattro gol per la gloria

Con la nuova formula “Final Four”, il percorso è stato netto e senza appelli. Il Napoli si è “fatto in quattro”, distribuendo equamente il proprio peso offensivo:

  1. La Semifinale: Un 2-0 perentorio contro il Milan, che ha messo in chiaro le ambizioni della truppa di Conte.

  2. La Finale: Un altro 2-0, stavolta ai danni del sorprendente Bologna, che ha dovuto arrendersi allo strapotere tecnico e fisico degli azzurri.

David Neres: Lo “Sceicco” di Riyadh

Se la squadra ha mostrato una solidità granitica, il protagonista assoluto è stato lui: David Neres. Il brasiliano si è preso la scena mediorientale con la grazia e la spietatezza di un vero fuoriclasse. Dopo aver aperto le danze nella semifinale contro i rossoneri, Neres si è ripetuto nell’atto finale, siglando una doppietta d’autore contro il Bologna. Tre gol in due partite che gli valgono il titolo onorario di “Sceicco azzurro”, l’uomo capace di trasformare ogni pallone toccato in oro colato.

Una favola da “Mille e una Notte”

Mentre le luci di Riyadh si riflettono sulla coppa alzata al cielo, Napoli si prepara a un Natale di festa totale. È una fiaba che sembra scritta da un sapiente sceneggiatore: la stessa data, lo stesso clima di festa, lo stesso epilogo trionfale.

Il Napoli è tornato grande, il Napoli è di nuovo Campione. Da Doha a Riyadh, il deserto continua a parlare la lingua di Partenope.

Conte: “I ragazzi hanno fatto un torneo impeccabile”

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Il Napoli vince ancora un trofeo in questo 2025. Sotto la guida di Antonio Conte, dopo lo scudetto della passata stagione, gli azzurri vincono anche la Superocoppa dopo aver battuto il Bologna per 2-0. “Complimenti ai ragazzi che hanno fatto un torneo, considerando anche la partita in semifinale contro il Milan, impeccabile – ha detto l’allenatore del Napoli a Sport Mediaset -. C’era voglia di fare un regalo ai nostro tifosi e, soprattutto, di fare un buon Natale. Poterlo festeggiare con un trofeo in bacheca fa sicuramente piacere”. Sempre sulla vittoria: “Chi vince rimane. Sappiamo bene che è questo quello che conta nel calcio. Nessuno va a sguardare in bacheca se sei arrivato in finale, e te lo dice uno che da calciatore ne ha perse tante”

Sul Bologna: “Voglio fare i complimenti al Bologna e a Italiano per il percorso fatto”. Sulla stagione: “Puntiamo a qualificarci in Champions e sappiamo che sarà molto difficile. Non siamo ancora pronti per ‘comandare’, ma con umiltà sappiamo che possiamo toglierci tante soddisfazioni”.

Il Napoli è Super Campione d’Italia! Battuto il Bologna 2-0

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Il Napoli torna a giocarsi la finale di Supercoppa Italiana. Dopo aver battuto il Milan 2-0 in semifinale, gli Azzurri affrontano il Bologna detentore della Coppa Italia in carica.

Gli uomini di Conte inchiodano il Bologna, la verticalità offensiva del Napoli, incarta Italiano, che non trova soluzioni, e con un Napoli più offensivo ed un Ravaglia in condizione normale, avrebbe potuto perdere con un parziale molto più abbondante.

Il Napoli vince un trofeo con una forma straripante, ma è d’obbligo sottolineare la lista d’infortunati, per dare ancora più rilevanza alla vittoria. Tra i nomi più illustri ci sono        De Bruyne, Anguissa, l’appena rientrante Lukaku, Meret, Gilmour e Beukema; perso il rifinitura.

Un Neres straripante

David Neres è il protagonista indiscusso di questa Supercoppa, sta sera, dopo 40 minuti dove sembrava che la palla non volesse proprio entrare, col Napoli che ha avuto più di tre occasioni, Neres si inventa la perla.

Tiro a giro sul secondo palo, Ravaglia non può nulla ed è 1-0.

Nel secondo tempo è ancore una furia, in pressing su Lucumì, ruba palla e scavalca Ravaglia, 2-0 al cinquantottesimo. A nulla serve l’ultima mezz’ora se non ad altre numerose occasioni da gol sciupate dal Napoli.

Napoli, Giovanni Di Lorenzo, Supercoppa 2025

Di Lorenzo eguaglia Maradona

Così come El Pibe de Oro, Giovanni Di Lorenzo alza Scudetto e Supercoppa Italia nello stesso anno. Così com’era accaduto nel 1990, il Napoli vince Campionato e Supercoppa.

Nel 1990 fu il Napoli di Maradona contro la Juventus, vittoria per 5-1. Quest’anno invece c’è il Bologna, vittoria per 2-0.

In mezzo tra queste due, c’è la Supercoppa del 2014 a Doha, vinta contro la Juventus di Allegri ai rigori, un trofeo targato Benitez-Higuain.

Nel nuovo formato, il Napoli già aveva perso una finale di Supercoppa, nel 2023 contro l’Inter, dove per poco non arrivava ai supplementari in 10 uomini.

Per il Napoli è il settimo trofeo dell’era De Laurentiis, il secondo di Antonio Conte, che vince due trofei consecutivi col Napoli.

 

Intervento per la miopia e occhi secchi: come gestire il pre e post-operatorio

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La miopia è uno dei difetti visivi più diffusi e, per molti pazienti, la chirurgia refrattiva rappresenta una soluzione definitiva. Tecniche moderne come SMILE, Femto-lasik e l’impianto di lenti ICL permettono di ridurre o eliminare la dipendenza dagli occhiali o dalle lenti a contatto. Tuttavia, un aspetto importante da considerare prima di sottoporsi a un intervento è la salute della superficie oculare, in particolare la presenza di occhi secchi.

Il Gruppo Refrattivo Italiano, centro di eccellenza oftalmico che ha fatto dell’approccio orientato al singolo paziente il proprio punto di forza, dedica grande attenzione a questo aspetto, offrendo percorsi personalizzati per minimizzare rischi e ottimizzare risultati.

La preparazione preoperatoria: valutazione e cura della superficie oculare

Prima di procedere con un’operazione miopia o con l’impianto di ICL, è fondamentale una valutazione completa della salute oculare. Gli occhi secchi, se non trattati, possono influenzare la qualità visiva dopo l’operazione e rallentare il recupero.

Il percorso tipico presso centri di eccellenza oculistica come Gruppo Refrattivo Italiano prevede:

  1. Analisi della lacrimazione: test specifici valutano la quantità e la qualità delle lacrime.
  2. Trattamento di eventuali disfunzioni del film lacrimale: utilizzo di lacrime artificiali, integratori o terapie mirate per migliorare l’idratazione oculare.
  3. Valutazione delle condizioni corneali e palpebrali: eventuali infiammazioni, blefariti o irregolarità corneali vengono corrette prima dell’intervento.

Questa fase non è solo preventiva: occhi ben idratati e privi di infiammazione permettono una migliore cicatrizzazione, riducono fastidi post-operatori e migliorano la stabilità dei risultati visivi.

Il giorno dell’intervento: cosa aspettarsi

Durante l’intervento, che può essere SMILE, Femto-lasik o impianto ICL, la preparazione della superficie oculare contribuisce a una procedura più sicura e confortevole. In generale, i pazienti possono aspettarsi:

  • Massima precisione grazie a occhi correttamente lubrificati.
  • Minore irritazione e arrossamento post-operatorio.
  • Recupero visivo più rapido e stabile.

I professionisti del Gruppo Refrattivo Italiano accompagnano il paziente in ogni fase, spiegando le procedure e fornendo indicazioni chiare per ridurre ansia e dubbi.

Il post-operatorio: idratazione e protezione

Dopo l’intervento, gli occhi secchi possono manifestarsi con sensazione di sabbia, prurito o visione leggermente offuscata. Per ridurre questi sintomi e favorire una guarigione ottimale, i centri specializzati consigliano alcune semplici pratiche:

  1. Lacrime artificiali e gel lubrificanti: da utilizzare regolarmente per mantenere la cornea idratata.
  2. Evitare sfregamenti o esposizione a vento e polvere: piccoli accorgimenti che riducono irritazioni.
  3. Pause regolari dallo schermo: per prevenire affaticamento oculare e secchezza aggiuntiva.
  4. Controlli post-operatori programmati: visite periodiche assicurano che la superficie oculare guarisca correttamente e che la visione rimanga stabile.

Risultati migliori con una gestione attenta

Seguire scrupolosamente le indicazioni pre e post-operatorie permette di ottenere i migliori risultati visivi e riduce le complicanze legate agli occhi secchi. La combinazione di tecniche innovative, come SMILE e ICL, con un approccio attento alla superficie oculare garantisce comfort, sicurezza e soddisfazione del paziente.

Un intervento per la miopia non è solo una questione di tecnologia: il successo dipende anche dalla preparazione e dalla cura dell’occhio prima e dopo la procedura.

Quando la legalità non basta: il lato nascosto del gioco d’azzardo online

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Nel mondo digitale, il gioco d’azzardo online è spesso percepito come una forma di intrattenimento regolamentata e sicura, grazie a licenze ufficiali e normative che tutelano i giocatori, eppure la realtà è più complessa di quanto sembri a prima vista. Essere legale non significa automaticamente essere sicuro, perché la legalità formale, ossia la semplice osservanza delle regole e la presenza di licenze, non riesce da sola a proteggere chi accede alle piattaforme di poker, slot machine o altri giochi online. Si osserva quando un sito rispetta ogni norma prevista dagli enti di controllo, per esempio giocando su piattaforme come Sportaza: recensioni chiare, comprensione dei rischi legati al comportamento dei giocatori più vulnerabili, alla dipendenza e alle conseguenze economiche negative, rimangono concreti i rischi. La normativa fornisce strumenti di base, limiti di età e obblighi di trasparenza, ma non può sostituire la consapevolezza dei giocatori, il supporto psicologico o la capacità di autodisciplina, che restano elementi fondamentali per prevenire problemi seri.

Il paradosso della regolamentazione

Esiste un paradosso evidente: il mercato legale del gioco online è pensato per offrire protezione e trasparenza, ma spesso non riesce a fermare i danni sociali ed economici. I siti autorizzati di poker e slot operano sotto il controllo degli enti di vigilanza, eppure il mercato illegale continua a prosperare, offrendo esperienze non regolamentate e promozioni ingannevoli. La semplice presenza di licenze non riduce il rischio che persone con fragilità economiche o psicologiche si trovino in situazioni difficili, e non garantisce che strumenti come limiti di deposito, autoesclusione o avvisi informativi siano sufficientemente efficaci. In questo contesto, la legalità sostanziale diventa una misura più utile della mera legalità formale: si tratta della capacità del sistema di proteggere davvero le persone, di ridurre i rischi e di integrare misure preventive concrete, senza limitarsi al rispetto delle regole.

Dipendenza e vulnerabilità: i rischi invisibili

Uno dei punti più delicati riguarda la gestione della dipendenza e della vulnerabilità dei giocatori, perché la normativa attuale spesso si limita a definire obblighi generali senza prevedere interventi mirati e personalizzati. Anche piattaforme legali di poker online o slot machine, che operano nel pieno rispetto della legge, non possono garantire che ogni giocatore mantenga un comportamento equilibrato, soprattutto quando la comunicazione digitale continua a rendere il gioco intrigante e l’accesso è immediato e sempre a portata di mano. La presenza di strumenti di autoesclusione o limiti di spesa non sempre impedisce che un utente fragile accumuli rischi economici o psicologici, e la trasparenza informativa da sola non basta a creare consapevolezza. La protezione dei giocatori richiede una combinazione di regole, educazione, monitoraggio del comportamento e supporto sanitario, elementi che vanno ben oltre la semplice licenza.

La legalità senza responsabilità sociale

Se si osserva il fenomeno da una prospettiva più ampia, diventa chiaro che la legalità del gioco d’azzardo online rappresenta un requisito indispensabile ma insufficiente per costruire un ambiente veramente sicuro. Il rispetto delle regole da parte degli operatori deve essere integrato da politiche di responsabilità sociale concrete, come la trasparenza sui rischi reali del gioco, la formazione dei giocatori e la presenza di strumenti di prevenzione. Piattaforme di poker e slot, pur essendo legali, mostrano quanto sia importante considerare la dimensione umana e sociale del fenomeno, perché il vero rischio non è rappresentato dal mancato rispetto delle regole, ma dalla vulnerabilità dei singoli giocatori e dalla facilità con cui il gioco può diventare un problema. L’attenzione deve quindi spostarsi da un approccio meramente normativo a un ecosistema che integri controllo, educazione e prevenzione, rendendo la sicurezza dei giocatori un obiettivo reale e misurabile.

Verso una gestione responsabile del gioco online

Il messaggio che emerge chiaramente è che la legalità da sola non basta: è necessaria una combinazione di normative efficaci, strumenti di tutela reale e interventi di prevenzione per affrontare le criticità del gioco d’azzardo digitale. Solo così è possibile creare un mercato legale che non sia soltanto un insieme di operatori autorizzati, ma un contesto responsabile in grado di proteggere i giocatori, ridurre rischi e limitare danni sociali ed economici. L’esperienza dei giochi online come poker o slot evidenzia come sia fondamentale considerare l’interazione tra regolamentazione, comportamento umano e supporto sociale, perché la vera sicurezza dei giocatori si costruisce con consapevolezza, responsabilità collettiva e strumenti concreti, e non può essere garantita esclusivamente dal possesso di una licenza.

Cesena – Juve Stabia: Un pareggio firmato dai numeri uno. Klinsmann alza il muro, Confente risponde presente

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Se il tabellone del Manuzzi alla fine recita un segno “X”, il merito – o la colpa, a seconda dei punti di vista – è da attribuire quasi esclusivamente a chi vive la partita confinato tra i pali. Cesena e Juve Stabia danno vita a una sfida intensa e vibrante, che però trova la sua chiave di lettura in un duello a distanza spettacolare tra due atleti in stato di grazia: il “figlio d’arte” Jonathan Klinsmann e la certezza gialloblù Alessandro Confente.

Klinsmann, il salvatore della patria

Nella virtuale sfida ai punti tra i due estremi difensori, la medaglia d’oro di giornata va al collo di Jonathan Klinsmann. Il portiere statunitense, spesso sotto la lente d’ingrandimento per il cognome pesante che porta sulla schiena, ha offerto una prova maiuscola, strozzando più volte in gola l’urlo di gioia dei tifosi stabiesi.

Sono almeno tre gli interventi prodigiosi che finiscono nel taccuino della gara: riflessi felini sulla linea di porta e una capacità di coprire lo specchio che ha reso vani i tentativi degli ospiti, specialmente nei momenti in cui la retroguardia bianconera ha sbandato pericolosamente. In un pomeriggio di sofferenza per la difesa di casa, Klinsmann ha vestito i panni del salvatore, blindando un punto che, per il Cesena, vale oro.

Confente, volo d’angelo su Bastoni

Dall’altra parte del campo, Alessandro Confente non è certo rimasto a guardare. Il portiere delle Vespe ha ribadito ancora una volta di essere un lusso per la categoria, garantendo quella solidità necessaria per uscire indenni da stadi infuocati come quello romagnolo.

L’highlight della sua partita è una vera e propria “paratissima” su Bastoni: su una conclusione velenosa destinata a insaccarsi sotto la traversa, Confente si è disteso in un volo spettacolare, deviando il pallone quel tanto che basta per evitare il peggio. Un intervento che, nelle economie del match, ha avuto il peso specifico di un gol fatto, permettendo alla Juve Stabia di mantenere l’inerzia psicologica della gara e di non andare sotto nel momento cruciale.

Un punto che dà coraggio (ma anche qualche rimpianto)

La Juve Stabia torna in Campania con un punto prezioso e una nuova consapevolezza: quella di saper sorridere e imporre il proprio gioco anche lontano dal “Romeo Menti”. L’espulsione di Bastoni ha inevitabilmente cambiato il tema tattico del finale, offrendo alle Vespe l’opportunità del colpaccio, ma ciò che resta è la prestazione di una squadra decisamente più ordinata e coraggiosa rispetto alle ultime uscite esterne.

Se Abate torna a casa con qualche “morso sulle mani” per non aver capitalizzato la superiorità numerica, deve “accusare” solo la giornata di grazia del portiere avversario. Il pareggio muove la classifica, ma la sensazione è che la Juve Stabia abbia ritrovato la strada giusta anche in trasferta.

Juve Stabia di ferro al Manuzzi: un pari che sa di impresa contro il Cesena

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Non è solo un risultato numerico quello maturato al “Dino Manuzzi”, ma un messaggio chiaro al campionato. In uno stadio che ribolliva d’entusiasmo, la Juve Stabia strappa un pareggio (1-1) che, per modalità e intensità, profuma quasi di vittoria. È il manifesto programmatico di una squadra che sa soffrire, lottare e, soprattutto, restare unita quando il mare si fa grosso.

La mossa a sorpresa: Leone versione “incursore”

La gara è stata una vera battaglia tattica, giocata sul filo dei nervi e della corsa. Giuseppe Leone partito come di consueto in mediana, il numero 55 si è trasformato in un’arma tattica imprevista: in alcuni frangenti della gara è stata un vero e proprio “attaccante aggiunto”.

Leone si è alzato costantemente sulla linea delle punte, offrendo uno scarico sicuro per i compagni e permettendo alla squadra di non schiacciarsi sotto l’urto romagnolo. Una prova di enorme personalità, impreziosita da un paio di occasioni in cui ha persino sfiorato il gol a causa di un intervento prodigioso del portiere avversario.

Candellone e l’elmetto: sacrificio puro

Se a centrocampo si tesseva la tela, in avanti la partita è stata una guerra di trincea, pane per i denti di Leonardo Candellone. In una serata avara di palloni puliti, l’attaccante ha indossato l’elmetto iniziando a “fare legna” contro i giganti della difesa cesenate.

Il suo è stato un lavoro oscuro ma vitale: sportellate su ogni rinvio, falli guadagnati e la capacità di far salire la squadra nei momenti di massima apnea. Un sacrificio che ha tolto pressione a una mediana costantemente sollecitata.

La cronaca: botta e risposta, VAR e assedio finale

Il Cesena, spinto dalla bolgia di casa, ha provato a fare la partita, ma ha sbattuto contro l’organizzazione maniacale delle Vespe. Sono stati proprio i gialloblù a colpire con i “soliti noti”: Maistro dipinge l’assist, Bellich trasforma in rete. Il Cesena non si è disunito, trovando il pari immediato con Bastoni. Lo stesso Bastoni è stato croce e delizia: prima sfiora il raddoppio, poi rimedia il secondo giallo lasciando i suoi in dieci.

Nel finale, con l’uomo in più, la Juve Stabia ha martellato verso la porta avversaria, trovando però sulla sua strada un ottimo Jonathan Klinsmann. Da segnalare, sul finire del primo tempo, un brivido per le Vespe con un gol del Cesena cancellato dal VAR, episodio chiave in un pomeriggio dove la noia non è mai stata di casa.

Una certezza per il futuro

Questo pareggio garantisce continuità ai risultati e inietta una dose massiccia di autostima nel gruppo. La Juve Stabia torna dalla Romagna con una certezza granitica: se la difesa regge e l’attacco lavora con questa abnegazione, questo gruppo non deve avere paura di nessuno. La strada verso gli obiettivi stagionali, con questo spirito, si fa decisamente meno ripida.

Giornate Vitruviane: Gran finale della Kermesse artistico-sportiva dell’Istituto “Vitruvio” di Castellammare

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Momenti di intense emozioni alle “Giornate Vitruviane”, la bella manifestazione artistico-sportiva organizzata dall’Istituto d’Istruzione Superiore “M.P.Vitruvio” di Castellammare di Stabia, in collaborazione con le Scuole secondarie di I grado del territorio.

La bella manifestazione, giunta alla sua nona edizione, quest’anno ha superato tutte le aspettative, coinvolgendo oltre 500 alunni della scuola secondaria di II grado di dodici istituti comprensivi del territorio, che si sono sfidati in gare sportive ed esibizioni artistiche.

Le Scuole secondarie di I grado che hanno partecipato all’iniziativa, in ordine alfabetico, sono: I.C. Bonito-Cosenza, I.C. Denza, I.C. Di Capua, I.C.1 Cecchi-Stabiae e I.C. Wojtyla di Castellammare di Stabia.

Erano presenti anche: I.C. Alfieri di Torre Annunziata, I.C. Borrelli di Santa Maria La Carità, I.C. Iozzino di Casola, I.C. Forzati e I.C. Mascolo di Sant’Antonio Abate, I.C. Roncalli di Gragnano e I.C. Paride Del Pozzo di Pimonte.

Sia le gare sportive, sia quelle artistiche si sono svolte in due fasi: una riservata agli alunni del Vitruvio, l’altra agli alunni delle scuole secondarie di primo grado.

Durante diversi incontri, gli alunni si sono sfidati in giochi convenzionali come calcetto e pallavolo, ma anche in antichi giochi come sottomuro, salto alla corda, staffetta con fazzoletto e altri.

Le gare si sono svolte nella sede di Via D’Annunzio o presso il Centro Sportivo San Ciro in via Enrico De Nicola, e sono state coordinate dai docenti del Vitruvio, proff. Ciro Sorrentino, referente del progetto, e Alessandro D’Auria.

Una sfida combattutissima per i giovani atleti scesi in campo, che hanno dimostrato tanta grinta e determinazione, meritandosi i numerosi applausi del pubblico.

La fase sportiva dedicata agli alunni delle Scuole secondarie di I grado è stata vinta dall’I.C. Vittorio Alfieri di Torre Annunziata, mentre a vincere quella dedicata agli alunni del Vitruvio è stata la Classe 5BG (Costruzioni, Ambiente e Territorio).

Tutti i partecipanti sono stati molto bravi, classificandosi a pochissimi punti di distanza dai vincitori.

Dopo le sfide sportive, i giovani discenti si sono esibiti in performance artistiche di vario tipo: canto, ballo, strumento, recitazione, arte aerea.

Alle finali del “Vitruvio’s Got Talent” nella palestra dell’istituto in gara prima gli alunni degli Istituti Secondari di I grado, che, coordinati magistralmente dai loro insegnanti, il 18 dicembre hanno emozionato i presenti con le loro belle performance.

Tutti sono stati premiati per le loro esibizioni, ma a vincere la Nona Edizione del “Vitruvio’s Got Talent” sono stati gli alunni dell’I.C. Alfieri di Torre Annunziata e quelli dell’I.C. Del Pozzo di Pimonte nelle sezioni di canto, ballo e recitazione.

Inutile dire che la scelta della giuria non è stata facile, perché tutte le scuole si sono impegnate al massimo e il livello delle esecuzioni artistiche era oltre le aspettative.

Il 19 dicembre, nella giornata conclusiva del “Vitruvio’s Got Talent” dedicata agli alunni del Vitruvio, molti di loro si sono messi in gioco e, vincendo le proprie insicurezze, si sono esibiti in varie performance, evidenziando bravura, espressività, presenza scenica.

Ha coordinato gli artisti e presentato le performance con grande competenza il prof. Antonio Altruda, coadiuvato da vari docenti dell’istituto.

Con il loro indispensabile supporto organizzativo, hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione i docenti dello Staff dirigenziale del Vitruvio, proff. Giusy Agozzino, Alessandro Cascone, Vincenzo Martone e Alessandra Schiavo, e tutti i docenti e il personale Ata dell’Istituto.

Prezioso è stato anche l’aiuto dei ragazzi dello Staff delle Giornate Vitruviane 2025 che, con il servizio d’ordine, il supporto tecnico alla console o allestendo la palestra per lo spettacolo, hanno dato il loro apporto al buon esito della manifestazione.

A presiedere la giuria per la valutazione delle performance artistiche il prof. Ing. Giuseppe Odoroso, ideatore dell’evento e figura carismatica, che negli anni è riuscito a coinvolgere nell’evento un numero sempre crescente di giovani.

Ad essere premiati per la parte artistica sono stati i seguenti alunni del Vitruvio:

  • Chiara Luppi 5AT “Vincitrice delle Giornate Vitruviane 2025”.
  • Bartolomeo Milo 3AG per la categoria “Canto”;
  • Rosaria di 2BG per la categoria “Ballo”;
  • Davide D’Auria 5AG “Mister Vitruvio”;
  • Chiara Luppi 5AT “Miss Vitruvio”.

Novità di quest’anno il concorso interno di poesia a cui hanno partecipato 34 candidati dei corsi diurni e alcuni studenti dell’Istruzione per Adulti, nella sezione dedicata a questo percorso formativo.

La giuria del concorso di poesia era presieduta dalla Dirigente Scolastica, prof.ssa Angela Cioffi, ed era composta dalla prof.ssa Virginia Longobardi, referente della Biblioteca del Vitruvio, e da altri due membri esterni: la prof.ssa Tommasina La Rocca, Vicepresidente dell’associazione “Matacultura”, e il sig. Cristian Centomanni, esperto di scrittura creativa.

Il primo posto è andato a:

  • Martina Aprea 4AG per la categoria “Poesia”;
  • Giuseppina Roseo 4CS per la categoria “Poesia Adulti”.

Il secondo e il terzo posto rispettivamente agli alunni Alessio Pio D’Auria e Miriam Panariello, oltre a vari altri riconoscimenti speciali.

Durante le due mattinate del “Vitruvio’s Got Talent” sono intervenuti, per la gioia dei numerosi fan, due cantanti neomelodici molto popolari tra gli adolescenti.

Il 18 dicembre si è esibito il cantante Yoseba, nome d’arte di Giuseppe Cirillo, particolarmente seguito dai giovanissimi e il 19 il cantante Jhosef, nome d’arte di Jhosef Zampella, un artista napoletano molto attivo sui social. Entrambi hanno cantato alcune delle loro più belle canzoni, entusiasmando la platea.

La Dirigente Scolastica dell’Istituto Vitruvio di Castellammare di Stabia, Prof.ssa Angela Cioffi, nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di questa manifestazione che offre a tutti gli alunni la possibilità di esprimersi attraverso la forma che più gli è congeniale, perché: “Nessuno deve essere lasciato indietro, ciascuno deve trovare la propria dimensione”.

È questo lo spirito delle “Giornate Vitruviane”, un’occasione straordinaria di crescita, che attraverso la pratica sportiva e l’espressività artistica promuove l’autoefficacia e aiuta a costruire un’identità positiva.

Partecipare a sane competizioni in un ambiente protetto come la scuola aiuta i giovani a crescere con una mentalità aperta ed inclusiva, nel rispetto degli altri e delle loro caratteristiche.  Li stimola inoltre a riflettere su cosa gli piacerebbe fare da grandi, o semplicemente li spinge a mettersi in gioco per dire: “Ehi, ci sono anch’io!”

Le “Giornate Vitruviane” non sono solo una bella Kermesse artistico-sportiva, ma un luogo di comprensione e comunicazione di sé, una via di accesso alla realtà e ai suoi significati, che utilizza linguaggi specifici (parola, suono, voce, gesto) per connettersi con il mondo.

Cesena – Juve Stabia: Il podio e il contropodio gialloblù

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La Juve Stabia strappa un punto positivo a Cesena, interrompendo la striscia negativa in trasferta. Alla rete di Bellich risponde Bastoni, poi le vespe non capitalizzano al meglio il finale in superiorità numerica.

PODIO

Medaglia d’oro: a Marco Bellich, che rispolvera le sue doti da goleador. Colpo di testa letale per il difensore di Abate, che indirizza il match su una strada favorevole alla Juve Stabia. Rete che conferma come il periodo di flessione, dovuto in larga parte anche a costanti intoppi fisici, sia stato superato dall’ex Vicenza. Solita presenza poi anche in fase di battaglia difensiva.

Medaglia d’argento: a Fabio Maistro, nella versione più scintillante da quando veste la maglia della Juve Stabia. Altra prestazione di qualità incanalata nelle necessità della squadra per il numero 37, che mette a referto il terzo assist delle ultime tre gare. Dispensa tocchi illuminanti per i compagni, supportando la sua tecnica con lo spirito di sacrificio spesso mancato in passato. Peccato per una condizione non ancora ottimale.

Medaglia di bronzo: a Lorenzo Carissoni, solito stantuffo sulla fascia destra. Presenza costante nella metà campo avversaria come nella fase di copertura per l’ex Cittadella, protagonista della gara in tutti i momenti dei 90 minuti. Va vicino al secondo gol consecutivo che gli sfugge per pochissimo. In pochi mesi è diventato una certezza per la squadra gialloblu.

CONTROPODIO

Difficile individuare sul radar della gara elementi che non abbiano fornito una prestazione convincente, soprattutto guardando alla complessità della gara ed alla forza dell’avversario. Forse qualcosa in più era lecito aspettarselo dai subentrati, soprattutto dalla trequarti in su, non in grado di incidere nella mezz’ora finale, nella quale la superiorità numerica ha messo della Juve Stabia le carte per puntare all’atteso all-in lontano dal Menti.

IL MORSO DELLA VESPA. Lo Stabia strappa un pari con personalità a Cesena. Peccato per la superiorità numerica

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La Juve Stabia torna dalla trasferta di Cesena con un pareggio che muove la classifica e conferma la competitività del gruppo guidato da Ignazio Abate. Un 1-1 maturato in un match intenso, dove le Vespe hanno mostrato il solito cinismo sulle palle vive, ma non sono riuscite a piazzare la zampata vincente nonostante la superiorità numerica nell’ultima mezz’ora.

Il solito marchio di fabbrica: Bellich vola

Nonostante le assenze pesanti di Correia e Gabrielloni, la Juve Stabia approccia la gara con coraggio. Il vantaggio arriva al 29′ ed è una firma d’autore della casa: calcio d’angolo perfetto di Maistro dalla sinistra e stacco imperioso di Bellich. Per il difensore è il secondo centro in campionato, mentre per la squadra campana si tratta dell’ottava rete stagionale nata dagli sviluppi di un corner, a conferma di un’organizzazione sui calci piazzati fuori dal comune.

Botta e risposta prima dell’intervallo

Il Cesena, quarta forza del campionato, non resta a guardare e al 42′ trova il varco giusto. Bastoni si inserisce centralmente con i tempi giusti e batte Confente con una conclusione chirurgica che ristabilisce l’equilibrio. I romagnoli avrebbero anche trovato il raddoppio due minuti dopo con Blesa, ma la gioia del Manuzzi viene strozzata dalla segnalazione di fuorigioco che blocca l’urlo dei padroni di casa.

Superiorità numerica e assedio finale

La ripresa cambia volto al quarto d’ora: proprio l’autore del gol, Bastoni, rimedia un cartellino rosso per una sbracciata ai danni di Candellone durante un duello aereo. Con l’uomo in più, la Juve Stabia prende il comando delle operazioni e cinge d’assedio l’area bianconera.

La squadra di Abate costruisce diverse palle gol nitide: ci provano in serie Mosti, Candellone e Leone, ma la difesa del Cesena regge l’urto e il risultato non cambia più.

Il bilancio

Al triplice fischio è un pari che lascia sensazioni contrastanti. Da un lato c’è la soddisfazione per un’ottima prestazione su un campo difficile e contro una big del torneo; dall’altro rimane il rammarico per non aver capitalizzato i trenta minuti di superiorità numerica che avrebbero potuto regalare tre punti pesanti.


Il dato: La Juve Stabia si conferma “regina dei corner”: con la rete di Bellich sono 8 i gol nati dalla bandierina, un fattore che continua a fare la differenza nel percorso dei gialloblù.