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Telecom, Mediobanca, Mediaset: Vincent Bollorè detta legge

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Il patron di Vivendi, Vincent Bollorè , gioca due partite che potrebbero incrociarsi: quella delle tlc e quella delle tv. Assicurazioni a Renzi sugli investimenti

Vincent Bollorè  sta diventando l’uomo più potente d’Italia. Finanziere e industriale bretone, 65 anni il primo aprile, a capo di un gruppo famigliare che spazia dall’energia all’agroalimentare, ai trasporti e alla logistica, quartier generale a Parigi, ha cominciato la sua avventura italiana nel 2001 quando ha ereditato da Lazard un piccolo pacchetto di azioni Mediobanca. Da questa postazione ha preso parte a tutti i riassetti importanti della finanza italiana, tra cui i numerosi avvicendamenti al vertice di Generali. Nel libro soci di Telecom entra nell’estate 2014 con un colpo da maestro vendendo la brasiliana Gvt agli spagnoli di Telefonica per 7,6 miliardi e ricevendo come parte del prezzo un pacchetto dell’8% di azioni della società telefonica italiana. Poi rimpolpa la partecipazione con acquisti sul mercato fino ad arrivare al 24,9% di oggi. Il tutto attraverso Vivendi, di cui è arrivato a possedere il 15,6%, società di media con una dotazione di cassa di 8 miliardi da investire nel Sud Europa. Ecco le partite italiane in cui Bolloré è diventato ago della bilancia.

Corteggiato da Orange. Il colosso delle tlc francesi controllato dallo Stato sta concludendo l’acquisizione di Bouygues Telecom e poi vorrebbe fare un ulteriore passo inglobando Telecom Italia. Ma per realizzare questo sogno Stéphane Richard, ad di Orange, deve convincere Bolloré a conferire il suo pacchetto di azioni Telecom. In cambio Vivendi riceverebbe azioni del nuovo gruppo e probabilmente ne diventerebbe il primo socio con una quota tra il 10 e il 15%. In alternativa Bollorè può mantenere Telecom indipendente dai grandi gruppi telefonici europei cercando di costruire intorno a essa un conglomerato di società fornitrici di contenuti da veicolare attraverso la rete a banda larga. Sembra invece irrealistico un accordo tra Bolloré e l’altro francese potenziale azionista di Telecom, Xavier Niel, che vorrebbe far diventare la società italiana polo aggregante di medie aziende europee.

Piu’ investimenti. Con Metroweb Bolloré ha assicurato a Matteo Renzi di spingere sugli investimenti nella rete a banda larga e per far ciò è favorevole a un accordo tra Telecom e Metroweb, società controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti. E’ invece difficile che il finanziere acconsenta a scorporare la rete di Telecom Italia aprendola anche agli altri operatori. Ma non si può escludere essendo il debito di Telecom ancora su livelli molto alti, oltre 27 miliardi di euro.

La convergenza con Mediaset. Da tempo si parla di una possibile alleanza tra Vivendi, Telecom e la Mediaset di Silvio Berlusconi. L’accordo è allo studio da mesi e — grazie ai buoni uffici del comune alleato Tarak Ben Ammar — potrebbe concretizzarsi in tempi stretti. I dettagli finanziari sono ancora da definire. L’obiettivo dell’ex-Cavaliere però è chiaro: mettere in sicurezza grazie a Vivendi i conti di Premium — provata dal salasso per strappare la Champions League a Sky — e agganciare Cologno a una realtà continentale con la massa critica necessaria per contrastare l’arrivo di Netflix e trattare al meglio i diritti di sport, serie tv e film. Una sorta di operazione salva-Mediaset che — dicono le malelingue — sarebbe stata parte integrante del vecchio patto del Nazareno. Il bastone del comando di questo network europeo sarebbe in mano ai francesi con produzione di contenuti da veicolare attraverso Telecom Italia e Telefonica (azionista all’11% Premium e partecipata da Bolloré).

Il risiko delle torri. Un cambio al vertice di Telecom Italia in chiave filo-francese potrebbe dare una mano importante per sistemare un altro tassello del risiko di Arcore. Ei Towers, la società di torri tv e tlc del Biscione, è in corsa contro Cellnex e F2I per una quota vicina al 30% di Inwit, la scatola che controlla gli 11mila ripetitori di casa Telecom. La controllata di Mediaset ha assoluta necessità di trovare un partner per liberare strategie in un settore maturo come quello in cui opera. E le torri di Telecom rischiano di essere l’ultimo treno che passa in Italia in questo settore e per assicurarsi un rendimento stabile nel tempo che farebbe comodo alla famiglia Berlusconi.

L’influenza su Generali. Philippe Donnet è il manager francese, ex Axa, appena nominato group ceo di Generali al posto di Mario Greco. Donnet siede dal 2008 nel consiglio di sorveglianza di Vivendi ed è stato confermato in questa posizione da Bolloré nel 2013. Donnet giura di non essere uomo di Bolloré e sta riflettendo sulle sue dimissioni dal consiglio di Vivendi. Fatto sta che nel cda Generali siede anche un altro francese, Jean-René Fourtou, ex presidente di Vivendi e indicato per quel posto proprio da Bollorè quando nel 2013 prese in mano le redini del conglomerato francese.

Gli equilibri di Mediobanca. Dopo aver assistito alla cacciata di Maranghi e all’uscita di scena di Cesare Geronzi, e all’estromissione di Alessandro Profumo da Unicredit, Bolloré nel 2011 ha cercato di accrescere il proprio peso in piazzetta Cuccia attraverso la scalata alla Premafin di Salvatore Ligresti. Ma ha fallito mantenendo però la partecipazione all’8% alla pari con quella di Unicredit, con un ruolo di garante nel patto di sindacato che racchiude poco più del 30% del capitale.

larepubblica / Telecom, Mediobanca, Mediaset: Vincent Bolloré detta legge in Italia di GIOVANNI PONS e ETTORE LIVINI

Napoli, non guardare alla Juve: serve prudenza

Mai guardare alla Juventus

Sarri va avanti con prudenza e coerenza sapendo probabilmente di non avere possibilità, in un duello mediatico con i bianconeri. La Repubblica scrive: “Andreotti diceva anche che il potere logora chi non ce l’ha e non mettere pressione su Allegri e i suoi giocatori, in questo senso, potrebbe rivelarsi a gioco lungo un ingenuo errore di valutazione, per il Napoli. La tentazione di alzare un po’ la posta, però, non sembra sfiorare neppure il tecnico toscano. Testa bassa e pedalare, insomma. Se ti senti Thevenet, non t’azzardi a provocare Merckx. L’unica concessione è per i sogni”. 

Il Podio Gialloblù di Juve Stabia – Matera 1 – 1

La rete di Lisi regala alla Juve Stabia il pareggio casalingo contro il Matera, passato in vantaggio con il gol di Infantino. Al Menti finisce 1 – 1.

Campionato Lega Pro, girone C, 19/03/16, Juve Stabia – Matera 1 – 1

PODIO

Medaglia d’oro: a Francesco Lisi, che non smette più di stupire. Ancora una prestazione sontuosa per l’esterno ex Rimini, che evita la sconfitta alle Vespe quasi al fotofinish. La rasoiata mancina con cui il numero 11 gialloblè regala il pareggio alla Juve Stabia vale doppio, perché permette di continuare la mini striscia positiva, dando morale in vista del match contro il Benevento. Come sempre, da un mese a questa parte, è Lisi il più pimpante tra le Vespe ed è dai suoi piedi che passano tutte le azioni principali degli uomini di Zavettieri; nel primo tempo Lisi sforna cross a ripetizione per le punte ma nell’area di rigore avversaria, orfana dell’infortunato Del Sante, non c’è nessuno in grado di capitalizzare al meglio le giocate dell’esterno. La ripresa vede la Juve Stabia attaccare con maggior vigore ma il Matera si chiude a riccio, rendendo innocuo ogni tentativo degli stabiesi. La partita è bloccata e solo un lampo può risolverla, lampo che arriva con il sinistro diagonale improvviso di Lisi, che brucia le mani di Bifulco e fa impazzire di gioia la squadra gialloblù. Emblematica, circa la voglia di fare bene e la fame di Lisi, sono le giocate fatte di sola forza e pura caparbietà con le quali l’esterno, stremato dopo il pareggio, tiene palla cercando addirittura di ripartire alla ricerca del raddoppio.

Medaglia d’argento: a Kenneth Obodo, determinante in entrambe le fasi di gioco. La partita con il Matera non è di certo un match spettacolare in cui usare il fioretto, condizioni  dunque ideali per il Capitano delle Vespe, che a centrocampo domina gli avversari per fisicità e lucidità. Nonostante l’impostazione del gioco non sia la specialità della casa, Obodo mostra un’ottima tecnica individuale, uscendo più volte palla al piede dalla sua area di rigore e saltando gli avversari, tentando giocate rischiose ma ben eseguite. Nel momento di maggiore difficoltà delle Vespe, Obodo carica la squadra alzando fisicamente, con i suoi movimenti, il baricentro della squadra. Da apprezzare sono anche un paio di “sciabolate”, come direbbe qualcuno, con le quali il nigeriano apre il gioco in direzione Lisi. Proprio l’assist all’esterno è la ciliegina sulla partita di Obodo, che entra in area bruciando gli avversari sul tempo e scarica la palla alla sua sinistra, dove Lisi è pronto ad insaccare in rete. Azione di stampo cestistico o rugbistico che porta al pareggio strameritato delle Vespe.

Medaglia di bronzo: a Samuele Romeo, impeccabile nel ruolo di terzino destro. Scegliamo di premiare uno dei leader dello spogliatoio stabiese alla luce di una prestazione gagliarda e positiva. Il numero 2 non è forse appariscente o elegante nelle sue giocate difensive, ma nel primo tempo sono almeno due le chiusure decisive del difensore siciliano, che evita ai lucani il raddoppio che probabilmente avrebbe tagliato le gambe alla Juve Stabia. Aiutato anche da Cancellotti in posizione di esterno alto, Romeo si sente sicuro di sé e si spinge anche in fase offensiva, offrendo traversoni per gli avanti gialloblè. Nel complesso prova senza dubbio positiva per il difensore, che spesso incappa in qualche leggerezza di troppo ma che mette sempre il cuore per la maglia stabiese, ormai sua seconda pelle.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Stefano Maiorano, autore di una prova opaca. Il mediano stabiese incappa nella prima prova insufficiente da quando è tornato in campo, e non riesce a brillare per precisione e lucidità. A compromettere la prestazione del centrocampista ex Catanzaro, non è la fase di interdizione, ma quella di costruzione, nella quale Maiorano sbaglia più volte tempi e scelte di gioco. Il numero 8 nel primo tempo orchestra bene due ripartenze pericolose palla al piede, ma sbaglia la misura del passaggio, non vedendo compagni meglio posizionati e facendo perdere un decisivo tempo di gioco alla Juve Stabia. Ieri un po’ in affanno ma assolutamente indispensabile per le sorti della squadra.

Medaglia d’argento: a Sergio Contessa, ancora sottotono rispetto al Contessa che conosciamo. La stagione di alti e bassi della Juve Stabia trova il suo emblema in quella del terzino sinistro, che non riesce a trovare la continuità nelle prestazioni che ci si aspetta da un giocatore come lui. Contro i lucani, si contano sulle dita di una mano le volte in cui Contessa si sgancia per andare al cross, rimanendo invece spesso bloccato in zona difensiva, dove tra l’altro soffre il 4-3-3 veloce del Matera. Si spera in un rilancio contro il Benevento, avversario contro cui il terzino ha sempre fatto benissimo.

Medaglia di bronzo: Puntuale, come sempre, alla mala sorte. Incredibilmente anche la partita contro il Matera vede un punto fermo della Juve Stabia fermarsi a causa dei soliti guai fisici che sembrano non finire mai. Stavolta ad alzare bandiera bianca è stato Nicastro, costretto al cambio ed all’uscita in barella. Le prime indiscrezioni che parlavano di una forte distorsione alla caviglia sono state in parte ridimensionate da Lisi, a cui proprio Nicastro, ha detto di aver preso una semplice botta. A questo punto sarà fondamentale recuperare Del Sante in vista del derby con il Benevento; con Nicastro probabilmente fuori uso e Gomez che è incappato in un’ammonizione ingenua che lo porterà alla squalifica, al momento nel reparto offensivo c’è il solo Diop disponibile per la partita di mercoledì contro i sanniti.

Raffaele Izzo

L’ambizioso mosaico di Putin MAURIZIO MOLINARI *

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L’ambizioso mosaico di Putin MAURIZIO MOLINARI *

MAURIZIO MOLINARI – Abile e spietato, Vladimir Putin in sei mesi ha cambiato le sorti della guerra in Siria ed ora punta a guidare la transizione a Damasco assicurando alla Russia il ruolo di potenza leader nei nuovi equilibri in una regione segnata dalla decomposizione degli Stati-nazione arabo-musulmani.

Il 1° settembre scorso il capo del Cremlino diede inizio al ponte aereo che ha portato nelle basi di Tartus e Hmeimim aerei, mezzi blindati, droni, artiglieria e truppe a sufficienza per consentire al regime di Bashar Assad di rovesciare l’andamento di un conflitto che lo vedeva in affanno. Allora Assad rischiava di perdere Latakia, isolando Damasco dalla costa alawita, ovvero di essere strangolato mentre adesso i suoi reparti incalzano i ribelli islamici ad Aleppo, hanno ripreso il controllo dei confini con la Giordania e tentano la riconquista di Palmira. Ciò è stato possibile grazie al massiccio impegno militare russo – fino a 800 raid a settimana – con un bilancio pesante in termini di vittime e profughi. A febbraio i comandi del Cremlino hanno fatto sapere a Putin che era stato raggiunto l’obiettivo prioritario: impedire la caduta di Assad garantendosi il controllo delle basi lungo la costa alawita per gli anni a venire.

lastampa / L’ambizioso mosaico di Putin MAURIZIO MOLINARI *

I valori di Francesco e il socialismo dell’Europa unificata di SCALFARI

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I valori di Francesco e il socialismo dell’Europa unificata di EUGENIO SCALFARI

SCALFARI – PARLARE di problemi è ormai un esercizio quotidiano. Necessario come notizie e analisi delle medesime. I media, giornali, televisioni, rete Internet, adempiono egregiamente a questo scopo e appagano un bisogno vivamente sentito da tutte le persone consapevoli, quale che sia la nazione in cui vivono, il loro linguaggio e la loro condizione sociale. Le persone consapevoli però non sono la maggioranza. La maggioranza è indifferente, si occupa di se stessa, del suo presente e del suo futuro prossimo. Le notizie che la riguardano direttamente interessano, ma tutte le altre no. I problemi generali sono dunque seguiti da una minoranza e il sistema mediatico cerca appunto di soddisfare questa loro curiosità.

Perciò non parlerò di problemi ma piuttosto di personaggi, quelli che oggi contano di più per un europeo e italiano, per noi che viviamo e apparteniamo alla civiltà occidentale, per noi cittadini del mondo in una società sempre più globale che ormai riguarda l’intero pianeta. I personaggi più attuali in questo momento di passaggio sono Mario Draghi e l’Europa, Angela Merkel e l’Europa, Matteo Renzi e Italia ed Europa, papa Francesco e il mondo. Questi, ciascuno con il suo peso specifico, giocano una partita molto importante e, almeno per alcuni, decisiva sulla sorte dei valori dei quali sono o dovrebbero essere portatori. Forse i lettori si stupiranno perché in questo mio elenco c’è Renzi il cui peso specifico non è paragonabile a quello degli altri ed anche perché non c’è il nome di Barack Obama.

La spiegazione è semplice: il peso di Obama diminuisce di giorno in giorno man mano che si avvicina il prossimo novembre che segna la sua uscita dal ruolo di presidente degli Stati Uniti d’America. Quanto a Renzi, nell’elenco c’è perché rappresenta l’Italia ed io scrivo da europeo italiano. Fornite queste spiegazioni vediamo come i personaggi sopra indicati stanno giocando la loro partita.

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Mario Draghi e la Banca centrale europea da lui guidata.
Il 10 marzo scorso la Bce adottò una serie di provvedimenti riguardanti la politica economica dell’eurozona, con ripercussioni in tutti i Paesi dell’Unione europea ed anche, sia pure alla lontana, le economie del mondo intero nei limiti di una Banca centrale che incide direttamente sui 19 Paesi la cui popolazione è a dir poco di 300 milioni di persone. Ho detto che i provvedimenti presi da Draghi incidono sulla politica economica dell’eurozona. Mi si potrebbe obiettare che si tratta di politica monetaria. Questa è certamente la loro forma, ma è una politica monetaria pensata in funzione delle ripercussioni sulla produttività, sulle banche, sugli investimenti, sul commercio con l’estero, sul prodotto interno lordo, sui consumi, sull’occupazione e quindi sulla politica economica dell’intera Europa.

Dopo le indicazioni dei provvedimenti che entreranno in vigore tra pochi giorni, lo stesso Draghi ed alcuni dei suoi più stretti collaboratori hanno dichiarato che i provvedimenti annunciati sono soltanto una prima tranche di interventi; altri ne seguiranno, soprattutto sull’Unione bancaria che dev’essere assolutamente realizzata e che non mancherà d’influire sulla politica del credito e sulle garanzie dei depositi bancari. È previsto l’acquisto diretto della Bce di titoli emessi da imprese pubbliche e private. E infine (sia pure come estrema ipotesi che ci si augura non necessaria) un finanziamento diretto ai cittadini provvisti di redditi insufficienti a sostenere la loro domanda di beni e servizi indispensabili. Ho scritto domenica scorsa che Draghi, con l’insieme di questi interventi in parte già decisi e in parte preannunciati, ha assunto di fatto quel ruolo di ministro delle Finanze dell’eurozona del quale lui stesso aveva chiesto la nomination ma che poi aveva trovato ferma opposizione da parte della Germania.

Ebbene, la soluzione di questo dilemma è in gran parte risolta: quel ministro avrebbe dovuto fare ciò che Draghi sta facendo e farà, pur restando nei limiti del suo mandato statutario, quel mandato prevede due punti base: stabilità dei prezzi nell’area dell’euro, mantenimento d’un tasso d’inflazione appena al di sotto del 2 per cento. Se adeguatamente interpretati, questi due obiettivi statutari offrono un amplissimo terreno sul quale la Bce gioca la sua partita. Draghi, con l’appoggio e la collaborazione di tutto il Consiglio direttivo della Banca salvo due sole eccezioni dei rappresentanti della Bundesbank, la partita la sta giocando con una finalità esplicita ed una implicita.

Quella esplicita è una politica di crescita economica; quella implicita (della quale forse Draghi non è neppure consapevole) è l’inizio concreto d’un rafforzamento dell’Unione europea con finalità d’arrivare agli Stati Uniti d’Europa. Percorso lungo e molto accidentato, ma inevitabile in una società globale dove gli Stati con dimensioni continentali sono i soli che determinano la politica multipolare dell’intero pianeta. Se gli Stati nazionali europei non capiranno la necessità di federare il nostro continente, essi non avranno voce alcuna nel mondo globale e saranno popoli subalterni e privi di futuro.
La Bce può avviare e (lo sappia o non lo sappia) sta avviando questo percorso, ma il salto politico e l’acquisizione della consapevolezza spettano alla Merkel che guida il Paese obiettivamente egemone dell’Europa. È lei che deve decidere se condividere oppure no la creazione dello Stato federale.

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La Merkel è perfettamente consapevole del problema europeo e del dilemma che esso le pone. Ricordo ancora una volta Abramo Lincoln e la guerra di secessione americana che oppose nordisti e sudisti fino alla vittoria dei primi al prezzo di 600mila morti. Lincoln fu ucciso poche settimane dopo la fine della guerra che portò all’abolizione della schiavitù e all’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Oltre a questi due risultati, il messaggio finale di Lincoln fu che gli Stati del Nord, vittoriosi, dovevano dedicare le loro risorse per sollevare gli Stati del Sud dallo stato di miseria in cui buona parte di loro si trovava, di modo che il benessere e l’etica pubblica tendessero ad esser conformi in tutto quel continente che era l’America del Nord.
Questo fu il suo lascito e questo è il compito che incombe ora sulla Merkel, Cancelliera della Germania. È a lei che tocca la scelta perché è lei che guida la potenza egemone. Ma in un regime di democrazia, la Merkel ha bisogno del supporto pieno dei cittadini del suo Paese, i quali sono attualmente percorsi da fremiti di populismo che ne porta alcuni addirittura a ridosso d’un nazismo di nuovo conio ma di notevole pericolosità se dovesse espandersi ulteriormente.

Perciò la Merkel attende l’appuntamento elettorale che avrà luogo tra pochi mesi. Poi, sperando che la tabe populista non si espanda e non degeneri nel peggio dovrà scegliere: se affiancare politicamente la politica economica della Bce oppure no. Noi, italiani europeisti, ci auguriamo che la Germania si ponga alla testa del corteo.

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Qui spunta il ruolo di Renzi. L’ha assunto da poco; prima era in tutt’altre faccende affaccendato, soprattutto quella di trasformare la sua presidenza del Consiglio in un Cancellierato italiano.
È democratico il Cancellierato? Può esserlo, ma soltanto se ci sono dei contropoteri che abbiano il compito di assicurare il valore della libertà e quello dell’eguaglianza. E quindi un potere di controllo del Parlamento e soprattutto della magistratura e di una Corte costituzionale che tuteli diritti e doveri.

La premiership inglese è un Cancellierato democratico, la presidenza francese è un potere esecutivo democratico, il Cancelliere tedesco anche, ma non sempre lo è stato: Hitler fu Cancelliere all’inizio del suo percorso dittatoriale ed anche a suo tempo Bismarck fu un Cancelliere piuttosto autoritario. L’Italia non ha tradizioni di quel genere, ma la tendenza del popolo italiano ad innamorarsi di tanto in tanto di un “Regime” fa parte purtroppo della nostra storia nazionale.

Spero che Renzi non abbia tentazioni del genere. Ora sembra avere abbracciato l’idea di rafforzare l’Europa e sostiene nel documento inviato a tutte le Autorità europee (del quale abbiamo già riferito domenica scorsa) la creazione d’un ministro delle Finanze unico nell’eurozona, esattamente quello voluto da Draghi. Quel documento lo ha già illustrato nella riunione del Partito socialista europeo svoltasi qualche giorno fa a Parigi su sua convocazione e che si concluderà prossimamente a Roma. La sua nuova figura politica è caratterizzata dall’avere impugnato esplicitamente il manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli. A questo punto è la sinistra italiana che si schiera in Europa per la Federazione insieme ai socialisti europei. Questo è il vero compito della sinistra moderna: puntare sull’Europa federata, un Parlamento federale ed una presidenza federale eletta dai cittadini europei. Ci vorranno anni, ma occorre partire subito. L’obiettivo d’una Federazione, oltre a rappresentare uno degli Stati continentali tra i più importanti del mondo, dev’essere quello ereditato dal lascito di Lincoln: i Paesi più ricchi aiutino i più poveri sia all’interno del proprio continente sia all’esterno di esso. Questo dovrebbe essere il futuro dell’Europa. Sempre che il popolo tedesco e chi lo guida comprendano qual è la loro missione.

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Il motto e il valore spirituale oltreché materiale che esso contiene lo ricorda quasi tutti i giorni un personaggio che è ormai dominante sulla scena dell’intero mondo. Parlo di papa Francesco. Il suo insegnamento, al tempo stesso religioso per i credenti e civile per tutte le genti, è imperniato su due valori: l’amore verso il prossimo e la misericordia. Sono valori che hanno millenni di storia alle spalle. Ma quasi sempre venivano sventolati come bandiera ma contraddetti nei fatti dagli stessi che a parole li sostenevano. Francesco li sostiene come bandiera e lotta ogni giorno affinché siano attuati. Misericordia l’ha usata verso tutti. Non è il perdono dei peccati o dei reati commessi; è un dono di affetto che si sposa con l’amore del prossimo. Questi sono i pilastri della predicazione di Francesco che negli ultimi tempi sono stati ancor più rafforzati. Adesso infatti l’amore verso il prossimo deve essere “Ama il prossimo più di te stesso”. Mi permetto di dire: questo dovrebbe essere il nocciolo politico della sinistra, europea ed italiana, e noi di questo giornale vorremmo che lo fosse.

*larepubblica / I valori di Francesco e il socialismo dell’Europa unificata di EUGENIO SCALFARI

Rinnovo Sarri, De Laurentiis ha già fatto la sua scelta

I dettagli

Maurizio Sarri non parla del contratto: il suo accordo con il Napoli può essere allungato unilateralmente, tramite una opzione da esercitare ogni trenta di aprile, per altri cinque anni. Eppure, come si legge sull’edizione odierna di Repubblica, pare che il futuro dell’ex allenatore dell’Empoli sia ancora a tinte azzurre perchè, secondo il quotidiano, “De Laurentiis ha già fatto la sua scelta e presto passerà ai fatti, prolungando il contratto a don Maurizio”. Attualmente l’accordo che lega Maurizio Sarri al Napoli vale circa 700mila euro all’anno, con premi legati ai piazzamenti a fine stagione.

Le pagelle di Salvatore Sorrentino per Juve Stabia-Matera

Juve Stabia-Matera: le pagelle di Salvatore Sorrentino

Le pagelle – Punto importante per la Juve Stabia di mister Zavettieri. Le vespe, con la bella rete di Lisi, hanno riacciuffato il pari contro un Matera discreto, passato in vantaggio grazie ad Infantino. Ecco le nostre pagelle delle vespe: RUSSO 6: Il Matera, a parte il gol, non crea grandissimi grattacapi alla Juve Stabia. Incerto in occasione del gol, l’unica occasione in cui è stato seriamente chiamato in causa. ROMEO 6: Qualche sbavatura in fase di disimpegno, ma tutto sommato prova sufficiente. POLAK 5.5: Si distrae in alcune situazioni, su tutte quella del gol. Per il resto tiene a bada Infantino. CARILLO 6: Non era facile fare bene con un attacco atomico come quello materano, buona prova per il giovane proveniente dal vivaio delle vespe. CONTESSA 5.5: Spinge pochissimo e l’attacco ne risente, in fase difensiva però tiene bene Carretta. OBODO- MAIORANO 6: Prova positiva per la diga di centrocampo. Iniziano sottotono ma alla lunga il controllo del centrocampo è di marca gialloblù. CANCELLOTTI 6: Impiegato nel ruolo di esterno offensivo, prova qualche sortita offensiva senza successo, aiuta però Romeo in fase difensiva. LISI 6.5: Sicuramente non è stata la sua miglior prestazione da quando indossa la casacca delle vespe, ma ha il merito di trovare il gol del pari. NICASTRO 6: Per poco non trova un gol da cineteca con una deliziosa sforbiciata, purtroppo si fa male e deve abbandonare il campo. DIOP 6.5: Tiene tutto il peso dell’attacco sulle spalle, lotta come un leone e nella ripresa solo Bifulco gli impedisce la gioia del gol. LIOTTI: SV CARROTTA 5: Entra male in partita, troppi errori in fase di disimpegno per lui. GOMEZ 5: Cerca il gol con un bel tiro dalla distanza, ma purtroppo colpisce la traversa. A parte questo episodio, rallenta il gioco e non si fa mai sentire sotto porta.

Roma Inter 1-1|Pareggio inaspettato, tutto resta allo status quo

Roma Inter 1-1|Pareggio inaspettato, tutto resta allo status quo

Roma- All’Olimpico, nell’anticipo serale valido per la 30esima giornata di campionato, arriva lo spareggio Champions tra Roma Inter, con i nerazzurri a soli 5 punti dai giallorossi. Chi si aspettava lo show delle meraviglie, sarà rimasto deluso.

Roma 1 Inter 1
Roma 1 Inter 1

La gara si chiude con un “innocuo” pareggio mascherando un equilibrio che in realtà non c’è stato. Infatti nel primo tempo la Roma inizia a spingere fin dai primi minuti mostrandosi da subito padrona del campo. Colleziona tante occasioni gol sfiorando il vantaggio (alla mezz’ora le viene annullato un gol di Salah pescato in fuorigioco) ma l’Inter, asserragliata in difesa, si copre bene impedendo di fatto ai padroni di casa di andare in gol. Dopo 20 minuti la squadra di Mancini si rivela: inizia a scoprirsi e azzarda le ripartenze puntando alla porta di Szczesny.

Bisogna attendere tuttavia la ripresa per sbloccare il risultato e, in barba alle ghiotte occasioni create dalla Roma, è l’Inter a passare in vantaggio con un gol di Perisic al 53’. I giallorossi accusano il colpo e l’Inter sembra avere il sopravvento, ma solo per poco. Fatta eccezione per Salah e qualche azione sporadica di El Shaarawy, il resto della ciurma di Spalletti sembra non pervenuto in attacco e allora il tecnico giallorosso si decide ad effettuare la prima sostituzione. L’ingresso di Dzeko al 57’ apre a nuove speranze: Handanovic è costretto a superarsi per parare un  suo tiro su colpo di testa (e spunta perfino lo spettro di un rigore per un tocco di braccio di Miranda) ma poi il bosniaco al 68’ si divora un gol praticamente fatto: a tu per tu con il portiere,  spara la palla clamorosamente alta sopra la traversa!!! El Shaaarawy al 75’ dona l’illusione del gol ma la palla svirgola fuori dalla porta e allora ci pensa Nainggolan a pareggiare i conti all’83’ con un tiro in scivolata su assist grottesco di Dzeko.

L’Inter rimane congelata a -5 punti dalla Roma e con la Fiorentina a -1 (che potrebbe tentare il fatidico sorpasso sui nerazzurri nella gara di domani contro il Frosinone), mentre per la Roma non cambia sostanzialmente niente, rimane ferma al terzo posto ma nel big match dell’Olimpico sono emersi 2 particolari inquietanti: Dzeko sembra essere ancora lontano dal campione ammirato nei primi tempi, oggi spreca troppe palle gol ed è difficile affidarsi a lui con questi presupposti; inoltre con la gara di stasera, la Roma interrompe il filotto di vittorie innescate dall’era Spalletti. Sarà un segnale d’allarme? Il tecnico di Certaldo non sembra preoccupato, il pareggio ha favorito sicuramente la Roma che ha così contenuto i danni, ma una cosa è certo:, con la mente sono tutti già al derby con la determinazione e la voglia di vincerlo.

Maria D’Auria

Aprile : “Arbitraggio scandaloso” (VIDEO)

Al termine del match pareggiato al Menti tra Juve Stabia e Matera per effetto delle reti di Infantino e Lisi, si è presentato in sala stampa il tecnico degli ospiti Luca Aprile.

Aprile Luca, ecco le sue dichiarazioni:

“Abbiamo disputato un buon primo tempo, nella ripresa siamo calati e abbiamo subito il gol. L’arbitro ci ha negato un rigore netto, non riesco a capire il perché dell’ammonizione per simulazione quando il fallo su Rolando era netto. Sono insoddisfatto dell’arbitraggio, ha penalizzato entrambe le squadre ma il rigore su Rolando era proprio solare. La Juve Stabia? Ottima squadra che non merita questa classifica, non mi capacito del perché sia così giù. Il Menti è un campo molto difficile e stavamo per espugnarlo, purtroppo il pari ci scontenta. I play off? Ci crediamo fortemente, le altre sopra hanno vinto ma possiamo ancora agguantare gli spareggi promozione.”

Salvatore Sorrentino

 

Lisi : “Qui mi trovo benissimo e …” (VIDEO)

 Al termine del pareggio per 1-1 contro il Matera, abbiamo ascoltato Francesco Lisi, autore del gol del pareggio stabiese.

Lisi Francesco, ecco le sue dichiarazioni:

Oggi abbiamo giocato contro un avversario forte che sta facendo un campionato di vertice. Siamo stati disattenti sul gol preso, su un calcio d’angolo che non c’era assolutamente, ma poi abbiamo avuto una reazione da grande squadra. Nella ripresa non c’è stata partita e con tanto cuore abbiamo recuperato il risultato. Abbiamo dimostrato di essere un grande gruppo e di dare l’anima per questa maglia. Come già detto, la Juve Stabia è una piazza importante, mi trovo benissimo e spero di rimanere a lungo qui. Adesso pensiamo al Benevento, altro avversario bdi valore assoluto; sono ovviamente disponibile a giocare da punta se servirá. Sono a disposizione della squadra e del Mister ma spero che Ciccio (Nicastro) si riprenda quanto prima.

Raffaele Izzo

 

Carillo: “Sento mia questa maglia. Felice della prestazione”

 Al termine del pareggio per 1-1 contro il Matera, abbiamo ascoltato il difensore della Juve Stabia Luigi Carillo

Carillo – Ecco le sue dichiarazioni:

Sapevamo che sarebbe stata durissima, ce l’abbiamo messa tutta e abbiamo pareggiato in modo meritatissimo. Il gol del Matera è arrivato su un corner molto dubbio; nella ripresa abbiamo messo in campo tutta la voglia di pareggiare e ci siamo riusciti. Avremmo meritato qualcosa in più per quello che abbiamo prodotto; dispiace per la traversa di Gomez, sarebbe stato un gran gol, importante per lui e per la squadra. Personalmente sono felice per la fiducia che sento intorno a me; sono cresciuto qui e spero di continuare a fare bene. Questa maglia la sento mia e voglio ripagare la fiducia datami. Ora pensiamo al Benevento, consapevoli che sarà un match molto difficile ma anche che siamo una squadra con qualità ed attributi. Non ci faremo abbattere dalle tante assenze. Raffaele Izzo

Raffaele Izzo

Zavettieri : “Pareggio in condizioni difficilissime..” (VIDEO)

Al termine del pareggio per 1-1 contro il Matera, abbiamo ascoltato il tecnico della Juve Stabia, Nunzio Zavettieri.

Zavettieri  ha parlato al termine della gara, queste sono le sue dichiarazioni:

 Abbiamo guadagnato un punto d’oro e credo strameritato. Dispiace per come abbiamo preso il gol, su un calcio d’angolo su cui non siamo d’accordo ma dove siamo stati disattenti. Il secondo tempo è stato invece davvero importante e ne vado fiero. Adesso facciamo la conta per mercoledì perché non ci saranno Nicastro, con tutta probabilità indisponibile, e Gomez squalificato. Sono soddisfatto perché i ragazzi hanno dimostrato un cuore enorme, recuperando una partita contro un avversario forte in condizioni estreme. Dispiace anche per la sfortuna in occasione della traversa di Gomez, ma dobbiamo pensare solo a migliorare perché non dovevamo prendere gol in quel modo. La squadra sta mostrando di avere duttilità ed è passata senza affanni al 4-3-3, soluzione su cui possiamo lavorare. Lisi è un calciatore determinante in questa categoria, ringrazio la Società per averlo preso assecondando la mia richiesta. Adesso ci prepariamo in pochi giorni per il difficile match con il Benevento sperando di nom ricevere notizie del tutto negative circa gli infortunati.
Raffaele Izzo 

JuveStabia vs Matera 1-1 : la cronaca minuto per minuto (Foto)

Il LIVE testuale dell’incontro JuveStabia vs Matera  terminato con il risultato di 1-1

JuveStabia vs Matera  1-1  – Le Vespe cercano la terza vittoria consecutiva in casa contro il Matera degli ex Diego Albadoro ed Antonio  Gammone, che invece punta forte ai play off. Zavettieri opta per l’ormai collaudato 4-4-2 mentre gli ospiti  rispondono con un 4-3-3. In tribuna al Menti si rivede l’ex Presidente onorario gialloblè, Gianni Improta, arrivato in occasione dei 109 anni di storia della Juve Stabia.

Juve Stabia: Russo, Romeo, Contessa, Obodo, Polak, Carillo, Cancellotti, Maiorano, Diop, Nicastro, Lisi.

A disposizione di Mister Zavettieri: Polito, Navratil, Atanasov, Rosania, Liotti, Carrotta, Mauro, Grifoni, Gatto, Gomez, Mascolo.

Matera: Bifulco, Di Lorenzo, Tomi, De Rose, Ingrosso, Piccinni, Rolando, Iannini, Infantino, Armellino, Carretta.

A disposizione di Mister Padalino: Biscarini, De Franco, Zanchi, Zaffagnini, Scognamillo, D’Angelo, Pagliarini, Albadoro, Casoli, Gammone.

Ammoniti: Romeo (JS), Cancellotti (JS), Gomez (JS), Di Lorenzo (M), Carrotta (JS)

Spettatori: 695PRIMO TEMPO

Minuto 12: GOL MATERA. Buco della difesa stabiese su calcio d’angolo di De Rose; Infantino sotto porta insacca in rete.

Minuto 14: Cross dalla sinistra per Nicastro che tenta una splendida rovesciata mancina, palla a lato di pochissimo.

Minuto 16: Le Vespe spingono; tentativo coraggioso di Romeo, che prova il sinistro dalla distanza ma la palla termina alta.

Minuto 31: Occasione mancata per la Juve Stabia e sul capovolgimento di fronte contropiede pericoloso del Matera, provvidenziale l’uscita di Russo.

Minuto 34: Tegola per la Juve Stabia. Nicastro si fa male in uno scontro di gioco ed è costretto a lasciare il campo in barella. Al suo posto entra Gomez.

SECONDO TEMPO

Minuto 10: Spunto di Cancellotti sull’out destro e cross per Diop, il cui colpo di testa finisce oltre la traversa.

Minuto 17: Zavettieri richiama in panchina Romeo per fare posto a Carrotta. Si passa al 4-3-3.

Minuto 21: Ingenuo tuffo in area di Gomez, che spreca una buona triangolazione e si becca il giallo per simulazione.

Minuto 25: Grande occasione per Diop, che calcia in scivolata la palla messa in mezzo da Contessa. Palla troppo debole e bloccata da Bifulco.

Minuto 27: Clamorosa palla gol per Gomez, il cui destro improvviso dai trenta metri centra in pieno la traversa.

Minuto 29: Liotti prende il posto di Contessa.

Minuto 38: GOOOOOOOL JUVE STABIAAA!!! Pareggio delle Vespe con il sinistro in diagonale di Lisi, che chiude al meglio la grande penetrazione di Obodo.

Minuto 40: Rosso per il calciatore del Matera, Rolando, reo di aver provocato i tifosi stabiesi dopo essere stato sostituito e di aver scalciato la panchina.

Finisce qui. La Juve Stabia riesce ad acciuffare un pareggio in condizioni difficili visti i tanti infortuni. Per il Matera la beffa di vedersi riprendere ormai sul finale.

Raffaele Izzo / JuveStabia vs Matera  0-1 : il live dell’incontro (Foto)

JuveStabia vs Matera 1-1 Combi
JuveStabia vs Matera 1-1 Combi

Ischia:punita nel finale,il Foggia vince 4-2

Foggia-Ischia Isolaverde 4-2
Foggia-Ischia Isolaverde 4-2

Si apre con una sconfitta la nuova avventura di mister Porta. L’Ischia cade nei minuti di recupero allo “Zaccheria” di Foggia sotto i colpi di Iemmello. Una partita giocata con spirito di sacrificio da tutti gli isolani e decisa da alcune decisioni arbitrali abbastanza controverse…

Il tecnico originario di Procida, privo dei squalificati Bruno e Moracci e degli indisponibili Blasi e Moreira, schiera i gialloblù con un 4-3-3: linea difensiva composta da Florio e Pistola laterali con Savi e Filosa centrali, in mediana Di Vicino, Spezzani e Palma, in avanti Armeno e Kanoute a supporto del rientrante Gomes.

Il Foggia, sin dai primi minuti, prende in mano le redini della partita, ma l’Ischia dopo solo centoventi secondi si rende pericolosa con una conclusione dai venti metri di Di Vicino che sfiora la traversa della porta difesa da Micale. Al 7’, arriva la risposta dei dauni che sfiorano la marcatura sugli sviluppi di un calcio d’angolo con capitan Agnelli. La rete dei pugliesi arriva all’11’ con il capocannoniere del girone Iemmello bravo bruciare sul primo palo la difesa isolana. Veementi le proteste dei gialloblù per un presunto tocco di mano di Chiricò ad inizio azione. La squadra di De Zerbi continua a spingere e rischia di trovare il raddoppio con Floriano che in pochi minuti si deve arrendere prima al palo e poi a Iuliano. Alla mezz’ora, il Foggia trova la seconda rete con Iemmello: la linea difensiva isolana respinge malamente, la palla arriva ad Angelo, l’esperto terzino brasiliano serve in area Iemmello, la prima conclusione dell’attaccante pugliese viene respinta da Iuliano che non può far nulla sulla seconda conclusione del numero nove. Mister Porta corre subito ai ripari, inserendo Pepe che prende il posto di Pistola. I gialloblù non cambiano modulo ma Armeno si sposta sulla linea dei difensori con Pepe alto sulla sinistra. Il neo entrato cambia immediatamente il volto alla partita: al 36’, Kanoute se ne va facilmente a Di Chiara, il cross del senegalese viene rintuzzato da Micale che favorisce il colpo di testa di Pepe che trova la rete del 2-1.

Ad inizio secondo tempo, mister Porta inserisce Acampora per Palma. Nonostante il possesso di palla, il Foggia non si rende pericoloso dalle parti di Iuliano. Al 60’, ultimo cambio nell’Ischia con D’Angelo che sostituisce Gomes. Al 73’ contropiede dell’Ischia con Kanoute che viene atterrato in area, per Di Martino è rigore. Dal dischetto, Kanoute spiazza Micale. La partita si incattivisce con l’arbitro che fatica a far tornare la calma. I dauni si riversano in avanti ma sbattono contro il muro eretto da Iuliano che è miracoloso sulle conclusioni dalla distanza di Vacca, Gerbo e Arcidiacono. Nei minuti di recupero l’Ischia crolla: al 91’,Iemmello, in posizione sospetta, mette la palla alle spalle di Iuliano. Passano solo 2’ e ancora l’attaccante di origine calabrese approfitta delle praterie concesse dalla formazione isolana e buca per la quarta volta l’incolpevole Iuliano. Prossimo impegno, mercoledì 23 Marzo alle ore 15.00 al “Mazzella” contro la Paganese.

FOGGIA-ISCHIA ISOLAVERDE 4-2

FOGGIA: Micale, De Almeida Angelo, Di Chiara, Agnelli, Loiacono, Gigliotti, Gerbo, Riverola (28’st Vacca), Iemmello, Chiricò (28’st Arcidiacono), Floriano (20’st Sarno). A disp. De Gennaro, Agostinone, Coletti, Quinto, Lodesani, Sainz-Maza, Lauriola. All. De Zerbi.

ISCHIA ISOLAVERDE: Iuliano, Florio, Pistola (32’pt Pepe), Savi, Filosa, Spezzani, Kanoute, Di Vicino, Gomes (15’st D’Angelo), Palma (1’st Acampora), Armeno. A disp. Modesti, Guarino, De Palma, Porcino, Passariello, Manna, De Clemente. All. Porta.

ARBITRO: Antonio Di Martino di Teramo (Ass.Pierluigi Mazzei di Brindisi e Michele Falco di Bari)

MARCATORI: 11’pt, 30’pt, 46’st, 48’st Iemmello, 36’pt Pepe, 29’st rig. Kanoute.

NOTE: Spettatori 6000 circa. Ammonito: Gomes (I), Iuliano (I), Sarno (F). Angoli: 11-0 per il Foggia. Recupero: 1’pt-5’st.

De Laurentiis: “Higuain? Se c’è un pazzo che si vuole sparare e pagare 95 milioni”

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni – riportate dai colleghi de Il Napolista – alla presentazione del libro dell’amico gourmet Maurizio Cortese «Tre meno meno» all’Hotel Parkers al Corso Vittorio Emanuele: “Alla vigilia non possiamo mai parlare del calcio Napoli. Mi ha fatto piacere il collegamento tra il Napoli di Vinicio e quello di Sarri, due squadre che riescono a divertire.

Purtroppo mi accorgo che in tanti non sono informati su quel che avviene nel Napoli. Dalle domande dell’uomo della strada, capisco che si sanno poche cose. Il lunedì sera le tv napoletane dicono le più grandi stronzate. Ma questa storia finirà: da giugno avrete la vera televisione del Napoli che farò io.

La gente non sa che questo fesso, o non fesso, ha rinunciato a 95 milioni durante il mercato estivo. E mi riferisco a tutte le offerte che ho ricevuto, tra cui quella di 30 milioni della Juventus per Hamsik. Qualcuno ha persino bussato per Higuain, perciò ho messo quella clausola, poi se c’è qualcuno disposto a pagarla, vedremo; la madre degli stupidi è sempre incinta. Non ho messo in vendita nessuno perché avendo un nuovo allenatore non potevo permettermi di fare una squadra. Gli ingredienti per fare una buona ricetta c’erano tutti.

Il Napoli fa quello che può. I nostri 120 milioni di fatturato contro i 380 della Juve, era complicato far rimanere i calciatori che siamo riusciti a far rimanere. Io sono un teorico dei bilanci. Non ho mai rimesso una lira nel cinema. E trovo scorretto rimettere soldi nel calcio, perché vorrebbe dire che le cose non funzionano.

Adesso vedo che anche altri sono venuti sulle mie idee. Rummenigge a Agnelli parlano di campionato europeo, come dicevo io. Tutte contro tutte, non per estrazione e per fortuna. Così ridurremo anche le squadre dei campionati nazionali. Che bello parlare di campionato delle cinque nazioni: Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Italia. Un torneo da dieci miliardi di fatturato e a quel punto non ce ne sarà più per nessuno. 

Ho scelto Sarri perché legge, perché è di sinistra e perché ha lavorato in altri settori come quello dei cambi. Anche io giocavo con i cambi, devi avere una mente elastica, devi prendere decisioni al volo”.

L’edizione online de Il Mattino aggiunge un’altra dichiarazione di De Laurentiis: “Higuain? Se c’è un pazzo che si vuole sparare e pagare 95 milioni…”

No Salernitana, così non puoi metterci alla porta!

E no, così non va. Noi meritiamo rispetto per il lavoro che facciamo.

E no, così non va. Noi meritiamo rispetto per il lavoro che facciamo. Quello che è accaduto allo Stadio Rocco di Campagna, in provincia di Salerno, ha dell’incredibile, nel rispetto mancato e totale delle nostre persone e della nostra professione. In quanto voce della Berretti della Juve Stabia, nella giornata precedente al match, mi sono prontamente messo all’opera per l’invio dell’accredito per la gara di campionato, Berretti, tra Salernitana e Juve Stabia. Dopo un contatto telefonico molteplice, mi è stato riferito, da chi era al telefono in quel momento e che rappresentava il settore giovanile granata, che non c’era bisogno di alcun accredito per i giornalisti Ciro Novellino e Mario Vollono e l’operatore video Gennaro Novellino, in quanto non ci sarebbe stato alcun problema per la realizzazione della radiocronaca del match e delle interviste di rito. Al termine del match, invece, è accaduto, forse anche complice il risultato finale di 1-4 per le Vespette non andato giù, l’esatto opposto e, dopo averci chiuso un cancello ma apertocene un altro, siamo stati messi alla porta con tanto di arroganza nei modi da chi, in maniera scortese e sgarbata non ci ha lasciato fare il nostro lavoro. No, così non va! Noi meritiamo RISPETTO, anche perchè al Menti sono tutti rispettati!

Ciro Novellino e Mario Vollono

VIDEO ViViCentro – Liguori: “Buona intensità, ma no al calo”

“Siamo felici per Mauro, gratificazione per tutti noi”

Un derby sempre sentito, la Berretti della Juve Stabia si presenta in provincia di Salerno per conquistare i tre punti e sin da subito detta la sua legge: alla fine del match sarà 4-1 per i ragazzi di mister Nicola Liguori, che abbiamo intervistato nel post partita ed è sembrato soddisfatto, a parte il gol subito, della prova dei suoi. Menzione per Natale, Viscusi e soprattutto Mauro che è stato convocato in prima squadra.

dai nostri inviati a Campagna, Ciro Novellino, Mario Vollono e Gennaro Novellino

VIDEO ViViCentro – Natale: “Grazie al mister giochiamo un grande calcio”

“Dieci gol in campionato, che traguardo!”

Un derby sempre sentito, la Berretti della Juve Stabia si presenta in provincia di Salerno per conquistare i tre punti e sin da subito detta la sua legge: alla fine del match sarà 4-1 per i ragazzi di mister Nicola Liguori, una partita bella sul piano del gioco e dei gol. Nel post partita abbiamo intervistato Luca Natale e queste sono le sue dichiarazioni.

dai nostri inviati a Campagna, Ciro Novellino, Mario Vollono e Gennaro Novellino

VIDEO ViViCentro – Ioio: “Con Borrelli che coppia: non molliamo niente”

Le sue parole dopo il match…

Un derby sempre sentito, la Berretti della Juve Stabia si presenta in provincia di Salerno per conquistare i tre punti e sin da subito detta la sua legge: alla fine del match sarà 4-1 per i ragazzi di mister Nicola Liguori, una partita bella sul piano del gioco e dei gol. Nel post partita abbiamo intervistato Cristian Ioio e queste sono le sue dichiarazioni.

dai nostri inviati a Campagna, Ciro Novellino, Mario Vollono e Gennaro Novellino

 

VIDEO ViViCentro – Contieri: “Tutti con il capitano: andiamo ai playoff”

Le sue parole dopo il match…

Un derby sempre sentito, la Berretti della Juve Stabia si presenta in provincia di Salerno per conquistare i tre punti e sin da subito detta la sua legge: alla fine del match sarà 4-1 per i ragazzi di mister Nicola Liguori, una partita bella sul piano del gioco e dei gol. Nel post partita abbiamo intervistato Pasquale Contieri e queste sono le sue dichiarazioni.

dai nostri inviati a Campagna, Ciro Novellino, Mario Vollono e Gennaro Novellino