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Nuova Ischia, mister Di Meglio: “Siamo riusciti a centrare l’obiettivo” (Video)

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Mister Isidoro Di Meglio
Mister Isidoro Di Meglio

Al termine della vittoria contro il Pro Pagani,abbiamo ascoltato ai nostri microfoni il tecnico della Nuova Ischia,Isidoro Di Meglio:”Siamo riusciti a centrare l’obiettivo che ci eravamo prefissati sin dall’inizio della stagione,e lo abbiamo fatto con tre giornate di anticipo. Le prossime partite le potremmo affrontare con molta più tranquillità,e di dare spazio a qualche giovane per permettere loro di acquisire esperienza e valutarli per un eventuale riconferma”. Un peccato aver perso dei punti importanti durante il corso della stagione,dove magari si poteva ambire a qualcosa di diverso. “Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Sono i punti che scrivono le classifiche,il campo così ha detto. L’amaro in bocca resta…”. Obiettivi per il prossimo anno? “Per adesso,l’obiettivo era quello di raggiungere la salvezza. Faremo un incontro con la società e vedremo quali saranno gli obiettivi per il prossimo anno”.

Simone Vicidomini

 

 

 

Renzi “Vinciamo e non avremo bisogno di Verdini e Alfano”

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Renzi  “vinciamo e non avremo bisogno di Verdini e Alfano”

Renzi , ha così  risposto alle polemiche interne al Pd per il sostegno di Ncd e Ala al suo esecutivo: “Conosco un metodo infallibile per non avere in maggioranza Alfano e Verdini: vincere le elezioni, cosa che nel 2013 non è accaduta”.

Intervenendo  al congresso dei Giovani democratici, Renzi ha osservato: “Sembra si siano svegliati tutti insieme, ma Alfano e Verdini hanno votato la fiducia come era accaduto col governo Letta e il governo Monti”. In ogni caso, ha sottolineato, “la prossima volta le elezioni le vinceremo e i voti del centrodestra non ci saranno”. “Mi resta l’ambizione”, ha aggiunto rivolgendosi alla minoranza dem, “di non discutere di piccole beghe ma di temi più grandi. Ma su questo facciamo i conti domani».

TRIVELLE – Renzi ha affrontato anche il temadelle trivellazioni. “Per il referendum spero ci sia la massima informazione”, ha affermato. Poi ha chiesto alla platea: “Sapete qual e’ il quesito? Non e’ volete vivere in un mondo energeticamente meraraviglioso con pale eoliche e pannelli solari o in un mondo col petrolio che vi esce dalle orecchie?. Il quesito e’ volete fermare le attivita’ quando scadono le concessioni anche se li’ c’e’ ancora gas e petrolio? Noi pensiamo che finche’ ce n’e’ si debba continuare. Si vota il 17 aprile perche’ lo prevede la legge. Perche’ la legge richiede che ci sia un quorum e siccome bisogna anche garantire la possibilita’ che il quorum non ci sia si fa in un giorno diverso dalle elezioni amministrative”. Per Renzi, “questo referendum non e’ no triv, e’ no spreco. Vogliamo buttare via 300 milioni di euro? Quando andrete a votare pensate che sono a rischio 10.000 posti di lavoro”. ​

MAFIA – In vista del voto a Roma, il premier ha lamentato che “c’e’ chi utilizza il riferimento a Mafia capitale per farci campagna elettorali. Dove c’e’ mafia una politica seria non si rinfaccia l’un l’altro le responsabilita’ ma tutti insieme si lotta. Pensare che di fronte a martiri della camorra come don Diana ci si possa tirare addosso tra partiti come ha fatto ieri il vicepresidente della Camera e’ una cosa meschina. Non consentite allo scontro politico di arrivare al punto di essere cosi’ tristemente meschina da strumentalizzare quello che dovrebbe unire”.

Renzi  “vinciamo e non avremo bisogno di Verdini e Alfano”  /  (AGI)

Le foto di Juve Stabia – Matera (1-1)

Juve Stabia – Matera gli scatti di Michele Ruocco

Guarda le foto di Juve Stabia – Matera realizzate dal nostro fotografo Michele Ruocco, che ci racconta così il pareggio in rimonta delle Vespe con i lucani.

Le Vespe cercano la terza vittoria consecutiva in casa contro il Matera degli ex Diego Albadoro ed Antonio Gammone, che invece punta forte ai play off. Zavettieri opta per l’ormai collaudato 4-4-2 mentre gli ospiti rispondono con un 4-3-3. In tribuna al Menti si rivede l’ex Presidente onorario gialloblè, Gianni Improta, arrivato in occasione dei 109 anni di storia della Juve Stabia.

Oltre a lui era presente anche l’ex D.S. Salvatore Di Somma con l’intento di spiare la Juve Stabia in vista del match di mercoledi pomeriggio tra le Vespe e il suo Benevento.

Davanti a circa 700 spettatori presenti allo stadio “Menti” di Castellammare di Stabia, le Vespe rimontano l’iniziale svantaggio ad opera di Infantino con la rete di Lisi alla quarta rete stagionale con la maglia gialloblu.

Nel primo tempo le Vespe si lasciano trafiggere da Infantino che di testa indisturbato sugli sviluppi di un calcio d’angolo (insesitente n.d.r.), spinge la palla in fondo al sacco. Primo tempo di marca lucana, nella rispresa le Vespe scendono in campo con più convinzione e nel finale, dopo una clamorosa traversa colpita da Gomez subentrato a Nicastro (per lui infortunio al ginocchio n.d.r.)

Un punto questo che permette alle Vespe di avvicinarsi a piccoli passi alla quota dei 41 punti per la matematica saòvezza. Mercoledi alle 15 al Romeo Menti arriva il Benevento di Mister Auteri, Mister Zavettieri spera di recuperare Del Sante, oggi assente, perchè mancheranno Gomez (squalificato n.d.a.) e Nicastro (infortunato n.d.a.).

Oltre alle azioni del match abbiamo fotografato il pubblico sugli spalti, cerca la tua foto e richiedici l’originale per e-mail:redazione.sportiva@vivicentro.it

Clicca qui per rivedere le foto
 

FOTO ViViCentro – Izzo dal cuore d’oro: “Il vostro sogno diventa realtà”

Uno striscione per l’ex azzurro, nativo della città partenopea

Uno striscione dell’ex azzurro, nativo della città partenopea, Armando Izzo per i propri genitori è comparso nel settore distinti durante il riscaldamento delle due squadre. Lo stesso recitava: “Anche se i colori non sono di questa città, il vostro sogno diventa realtà. Mamma e papà”.

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

Izzo
Izzo

 

Migranti: entra in vigore accordo Ue/Turchia, Atene perplessa

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Migranti: entra in vigore accordo Ue/Turchia, Atene perplessa

Atene – Entra in vigore dalla mezzanotte l’accordo tra Turchia e Unione Europea sul rinvio dei rifugiati, ma la Grecia ha già detto che sarà difficile applicarlo almeno per ora: lo ha detto una fonte del governo di Atene, il coordinatore della politica migratoria del governo di Alexis Tsipras. “L’accordo sul rinvio di nuovi arrivi sulle isole entra in vigore, come previsto dall’accordo, il 20 marzo, ma tale piano non può essere applicato in sole 24 ore”, ha detto Giorgos Kyritsis. Sabato pomeriggio si è svolta ad Atene una riunione di governo sul tema che “ha permesso di sviluppare un piano”, ha aggiunto, sottolineando che “il premier ha chiesto un’immediata attuazione dell’accordo”.

“Ma in realtà abbiamo bisogno di strutture, il personale è pronto e ci vuole un po’ più di 24 ore”. Secondo la Commissione europeo circa 4000 agenti saranno mobilitati per l’operazione, per un bilancio stimato di 280 milioni per i prossimi sei mesi. In difficoltà economica e impoverita da sei anni di austerità, la Grecia ha ottenuto dai partner europei l’impegno a un rinforzo immediato di circa 2.300 persone, tra cui 400 esperti in diritto d’asilo e 400 traduttori. Parigi e Bruxelles sono pronti a inviare fino a 600 agenti ed esperti in diritto d’asilo, hanno assicurato i ministri dell’Interno dei due Paesi in un lettera comune. Ma intanto a Lesbo, l’isola greca principale porto d’ingresso dei migranti in Europa, la confusione regnava sovrana sabato. “Non sappiamo ancora come, in pratica, si applicherà l’accordo: ci aspettiamo soprattutto il personale promesso dall’Europa per esaminare rapidamente le richieste di asilo, traduttori, esperti in diritto, agenti, perche’ da soli non siamo in grado di farvi fronte”, ha spiegato una fonte di polizia a Lesbo.

Migranti: entra in vigore accordo Ue/Turchia, Atene perplessa (agi)

Le foto di Nuova Ischia-Pro Pagani (3-0)

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Nuova Ischia-Pro Pagani 3-0
Nuova Ischia-Pro Pagani 3-0

 

 

 

 

 

 

 

La Nuova Ischia di mister Isidoro di Meglio,allo stadio “Vincenzo Rispoli” di Ischia,torna alla vittoria battendo per 3-0 la Pro Pagani conquistando così l’aritmetica salvezza con 3 giornate di anticipo. La prima parte di gara non accade praticamente nulla, gli isolani fanno un buon possesso palla ma sterile, gli ospiti chiudono gli spazi in modo ottimale senza rischiare nulla. Al minuto 30′ la sblocca Mendil con un colpo di testa su assist di Trani. Passano appena 4′ e i padroni di casa trovano il raddoppio con Trani che di tacco al volo si regala il gol del sabato. Nella ripresa il copione non cambia. Gli isolani calano il tris con Matarese,e chiudono definitivamente il match. Con la vittoria conquistata la Nuova Ischia può festeggiare la salvezza.

Juve Stabia-Benevento, parte la prevendita

Prevendita Juve Stabia – Benevento

S.S. Juve Stabia rende noto che da oggi, domenica 20 marzo, sono disponibili in prevendita, fino alle ore 15,00 del 23 marzo, i tagliandi di ingresso per assistere alla gara Juve Stabia-Benevento, che si disputerà mercoledì 23 marzo alle ore 15,00 presso lo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, valevole per la 28a giornata del Girone C della Lega Pro Divisione Unica 2015/2016.

In occasione di questa gara, resterà chiusa la Tribuna Varano (distinti)

Di seguito i prezzi relativi agli altri settori:

Curva San Marco € 8 + € 2 diritti di prevendita

Tribuna Quisisana (scoperta) € 12 + € 2 diritti di prevendita

Tribuna Monte Faito (coperta) € 18 + € 2 diritti di prevendita

Tribuna Panoramica VIP € 80

I punti vendita abilitati all’erogazione dei tagliandi d’ingresso sono:

Bar Dolci Momenti – Via Cosenza

Bar Gialloblù – Viale Europa

Light Break – Corso Vittorio Emanuele

Centro Ricreativo Juve Stabia – Via Bonito

Internet Cafè – Via Napoli

Ti Assicuriamo – Via Tavernola

I botteghini dello stadio “Romeo Menti” saranno aperti al pubblico secondo i seguenti orari:

Martedì 22 marzo dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle ore 15,30 alle 19,00

Mercoledì 23 marzo dalle ore 9,00 alle 12,00

S.S. Juve Stabia rende noto inoltre che sono disponibili in prevendita anche i BIGLIETTI ROSA e i RIDOTTI (per bambini fino a 12 anni) per assistere alla gara Juve Stabia-Benevento.

I Biglietti Rosa sono acquistabili solo ed esclusivamente presso i botteghini dello Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

Di seguito i prezzi dei Biglietti Rosa relativi ad ogni settore:

Curva San Marco € 5 + € 2 diritti di prevendita

Tribuna Quisisana (scoperta) € 7 + € 2 diritti di prevendita

Tribuna Monte Faito (coperta) € 10 + € 2 diritti di prevendita

I Ridotti per i bambini fino a 12 anni, previsti dalle nuove norme ministeriali per la sicurezza, avranno un costo simbolico di 3 € per tutti i settori dello Stadio “Romeo Menti” e saranno in vendita esclusivamente presso i botteghini dello Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

Cascia Reggello. Ritrovate in canalone nonna e bimba scomparse

Cascia Reggello. Ritrovate in canalone nonna e bimba scomparse

Cascia Reggello  – Sono state ritrovate la nonna e la bambina di 13 mesi che erano scomparse sabato pomeriggio a Cascia di Reggello, in provincia di Firenze. Dopo ricerche andate avanti per tutta la notte e che hanno impegnato centinaia di persone, i vigili del fuoco hanno individuato Morena Ghinassi, 63 anni, e la piccola in un canalone a Ponte Motrione, vicino alla frazione di Cascia.

Per recuperarle ha operato un elicottero del Reparto Volo dei vigili del fuoco di Bologna. Nonna e nipotina versano entrambe in condizioni critiche. Destano preoccupazioni soprattutto le condizioni della piccola, che è in stato di ipotermia acuta. Dopo le prime terapie rianimatorie sul posto, la bambina è stata trasferita in elicottero all’ospedale pediatrico di Firenze.

RILEGGI LIVE – Napoli-Genoa 3-1 (12′ Rincon; 51′, 81′ Higuain; 91′ El Kaddouri)

La pagina si aggiornerà ogni 60 secondi

94′ Fine partita

91′ GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL del Napoli. Assist al bacio di Gabbiadini, grande impatto per lui con il match, per El Kaddouri che non sbaglia: 3-1!

90′ Vengono concessi 4 minuti di recupero

89′ Giallo per Dzemaili per aver allontanato il pallone

88′ Fuori un sontuoso Higuain e dentro El Kaddouri per il Napoli

86′ Allan prova a giro, palla deviata ancora in corner

85′ Palla per Higuain che calcia a volo: deviata in corner, peccato avrebbe meritato il gol

81′ GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL del genio azzurro: HIguain aggancia al limite dell’area, salta un avversario e trova a giro il palo lungo: 2-1!

74′ Fuori Insigne e dentro Gabbiadini per il Napoli

70′ Cerci punta l’area, si accentra ed egoisticamente calcia non servendo Dzemaili solo sul secondo palo e così la palla viene deviata in corner

68′ Insigne per la testa di Higuain, ancora Izzo sulla linea salva e dice di no alla doppietta

65′ Koulibaly la combina grossa con Cerci che gli soffia la palla e si invola verso la porta di Reina: per fortuna il suo piazzato di sinistro finisce a lato di poco

64′ Fuori Rigoni e dentro Tachtsidis per il Genoa

60′ Tacco di Higuain per Mertens che punta l’area e calcia ma la sua conclusione si spegne sul fondo

59′ Ci prova Insigne, palla a lato. Fuori Callejon e dentro Mertens per il Napoli

57′ Fuori Pavoletti e dentro Cerci per il Genoa

52′ Hamsik pescato benissimo da Insigne serve una palla al bacio ad Higuain che solo davanti a Perin non trova il gol mettendo a lato

51′ GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL del Napoli. Pennellata per Higuain che aggancia e batte Perin: 1-1!

49′ Insigne per Higuain, ottimo l’aggancio ma Perin gli chiude lo specchio

46′ Ghoulam ci prova dal limite: palla altissima

45′ Partiti, palla al Napoli!

SECONDO TEMPO

 

47′ Fine primo tempo. Giallo per Insigne per proteste dopo il fischio finale visto che stava per calciare verso la porta di Perin

45′ Vengono concessi 2 minuti di recupero

43′ Giallo per Fiamozzi dopo un fallo su Callejon

39′ Ghoulam pesca Hamsik con un assist al bacio ma lo slovacco colpisce male e serve la palla a Perin che para facilmente

36′ Giallo per Jorginho: fallo a centrocampo su Dzemaili

31′ Dzemaili punta l’area, Koulibaly lo atterra e viene ammonito

24′ Ci prova Dzemaili da fuori area, palla alta

23′ Jorginho batte il corner e Koulibaly colpisce di testa con la sfera che si impenna e supera Perin ma De Maio salva il Grifone sulla linea

22′ Hamsiiiiiiiiiik destro basso sul primo palo: autentico miracolo di Perin che mette in calcio d’angolo

21′ Uno scatenato Higuain ne salta 5 e va al cross: Gabriel Silva salva i suoi mettendo in corner

19′ Cross di Hysaj per Higuain che colpisce di testa: Perin si supera

16′ Problema muscolare per Burdisso che è costretto a lasciare il campo: al suo posto entra Fiamozzi

15′ Ci prova Higuain, ancora Perin smanaccia

14′ Jorginho perfetto assist per Callejon, De Maio lo anticipa davanti a Perin

12′ Il Genoa passa in vantaggio con un tiro di Rincon che forse Reina poteva prendere perchè centrale anche se potente: 0-1!

8′ Ci prova Hysaj da fuori, ma para Perin respingendo lateralmente: arriva Callejon, è fuorigioco

7′ Allan per Hamsik dalla destra nel cuore dell’area: lo slovacco lascia passare per Insigne che viene anticipato in corner

4′ Higuain al volo per Callejon che calcia di prima intenzione: palla alta di non molto, che giocata!

2′ Ghoulam per Insigne…anticipato da Izzo: Napoli partito fortissimo!

1′ Partiti, palla al Genoa!

PRIMO TEMPO

 

17:51 – Tutto pronto per l’inizio…

17:46 – Genoa negli spogliatoi, gli azzurri provano a calciare

17:23 – Tra gli applausi il Napoli è in campo per il riscaldamento

17:20 – In campo il Genoa tra gli applausi dell’intero impianto di Fuorigrotta

17:13 – Ecco Reina e il San Paolo esplode

17:12 – In campo i portieri del Genoa tra gli applausi

17:05 – Le formazioni ufficiali:

NAPOLI (4-3-3) – Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Jorginho, Hamsik, Callejon, Insigne, Higuain. A disp. Gabriel, Rafael, Strinic, Valdifiori, Maggio, Mertens, Regini, David Lopez, Chiriches, Gabbiadini, El Kaddouri, Chalobah. All. Sarri

GENOA – Perin, De Maio, Izzo, Burdisso, Gabriel Silva, Dzemaili, Rigoni, Rincon, Laxalt, Pandev, Pavoletti. A disp. Lamanna, Donnarumma, Cerci, Capel, Suso, Ntcham, Lazovic, Fiamozzi, Matavz, Tachtsidis. All. Gasperini

16:56 – In campo Rafael e Gabriel per il riscaldamento

Buongiorno e benvenuti alla diretta testuale della gara di campionato che si giocherà alle ore 18 allo stadio San Paolo tra Napoli e Genoa. Vivicentro.it vi aggiornerà in tempo reale.

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

Higuain-Insigne, numeri da record!

Tutti i numeri degli attaccanti

Gonzalo Higuain proverà a segnare per superare il proprio record di marcature in un campionato (27 reti) e fare gol per la quarta volta al Genoa. Higuain che con Insigne ha già messo lo zampino nel 75% delle reti azzurre. In 59 gol in campionato, infatti, i due hanno partecipato con un gol o con un assist in 44 di essi e stasera il primo tiro verso lo specchio della porta avversaria, sarà il 100° della coppia Higuain-Insigne.

La Gazzetta contro Sarri: “I suoi lamenti…”

Questo il pensiero della rosea

Nella conferenza stampa di ieri pomeriggio a Castel Volturno, Maurizio Sarri non è sembrato molto contento dell’orario di gara delle 18. Non è il primo ‘lamento’ dell’allenatore del Napoli e la Gazzetta dello Sport li elenca tutti: “con le nazionali, ree di portargli via i giocatori; con la classe arbitrale, per alcuni errori che, secondo lui, l’avrebbero danneggiato; con la Lega, per l’utilizzo del pallone invernale, che è uguale a quello dello scorso anno, ma di colore diverso; con il terreno di gioco di Marassi, per il pareggio contro il Genoa nella gara d’andata e l’ultima con gli orari di inizio delle partite”.

RAPINE : “Io a mani nude contro quel bandito armato di pistola”

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  RAPINE  – Parla il poliziotto che ha sventato il colpo alle Poste. “Il rapinatore mi ha detto: vi ringrazio, sono nato oggi”

RAPINE   –  A mani nude ha neutralizzato un rapinatore armato di pistola. Gli è saltato addosso, lo ha bloccato e lo ha arrestato. Tutto nel giro di trentaquattro secondi. Ma non vuole essere chiamato eroe, il sovrintendente capo della squadra mobile di Napoli Giuseppe Velotti, 48 anni e una vita intera passata sulla strada a dare la caccia ai criminali. “Faccio questo lavoro da ventinove anni, ho fatto solo il mio dovere nel migliore dei modi, senza mettere a rischio altre persone. Se dicono che sono un eroe, mi fa piacere. Ma sono innanzitutto orgoglioso di essere un poliziotto”, ripete e mentre lo dice gli occhi, letteralmente, si illuminano. La sua carriera parla da sola: da un quarto di secolo è alla squadra mobile. Ha fatto parte della sezione Catturandi, dell’Antiscippo e della Narcotici, nel 1997 è passato alla sezione omicidi (“subito dopo la morte di Silvia Ruotolo”, ricorda) dove presta servizio ancora oggi. Ha un fratello in polizia e un figlio nell’esercito.
Mercoledì pomeriggio Velotti era in un ufficio postale di Casalnuovo, libero dal servizio, quando hanno fatto irruzione i due malviventi. Il video registrato dalle telecamere a circuito chiuso ha fatto il giro del web. Ma le parole del suo protagonista descrivono quegli istanti anche meglio delle immagini.

Ci racconti quei trentaquattro secondi, sovrintendente Velotti.
“Mentre aspetto di parlare con il consulente commerciale, vedo entrare queste due persone. Hanno entrambi il volto travisato con cappellino e scaldacollo. Mi accorgo subito che uno dei due impugna una pistola. L’altro salta dietro la cassa, il complice invece punta l’arma verso i clienti e il personale. “Non vi succede niente, non fate niente”, ripete. Nel frattempo, comincio a studiare la situazione. Per prima cosa mi chiedo: posso intervenire? Non ho dubbi, mi rispondo di sì. Ma come?”

Già, come?
“Quando quello con la pistola si gira, rivolgendo l’arma verso le casse, comincio a camminare lentamente. In questo momento però sto ancora valutando il da farsi. Ho un solo pensiero, un’unica preoccupazione”.

Quale?
“Devo assolutamente evitare qualsiasi pericolo per le altre persone. Quella è la priorità. Il resto viene dopo. Per questo, escludo di estrarre la pistola d’ordinanza. Troppo pericoloso. Così decido di affrontarlo fisicamente. Ed entro nella piena convinzione di poterlo fare. Me la sento e agisco di conseguenza. Mi dirigo di lato, come se volessi uscire dall’ufficio postale”.

Nel video lei sembra voler aggirare il rapinatore.
“In effetti è proprio così, una manovra di accerchiamento. Mi avvicino a lui con l’obiettivo di renderlo inefficace e disarmarlo. Solo che, qualche secondo prima, quello se ne accorge e punta l’arma”.

Non ha temuto che potesse sparare?
“È stato il momento più difficile. Ma non ho avuto paura per me. Mai. Ero preoccupato solo per gli altri. In pochi attimi, ho valutato di dover fare innanzitutto da scudo. Poi però il ragazzo è scappato. E ho capito che la pistola non poteva uccidere. Infatti era caricata a salve”.

Dopo una colluttazione, lei ha a bloccato il rapinatore a terra mentre il complice si dava alla fuga. Ciò nonostante, nessuno dei presenti è intervenuto a darle man forte. Si è sentito solo, in quel momento?
“Ero convinto di potercerla fare senza l’aiuto di nessuno. Quando il ragazzo ha tentato di fuggire, ho pensato di portare il problema fuori dall’ufficio, per tenere al riparo clienti e personale. Una volta all’esterno abbiamo avuto un’altra colluttazione. Ed è stato allora che alcune persone, invece di allontanarsi, hanno preso coraggio e sono rimaste lì. Ecco, vedere quella gente mi ha rinvigorito. Da cittadino, prima che da poliziotto, mi ha fatto piacere”.

Il rapinatore le ha detto qualcosa?
“Durante la colluttazione solo poche parole: “Mi fai male, lasciami andare””.

Dopo?
“Poche parole anche in quel caso: “Vi devo solo ringraziare: sono nato oggi””.

La gente intorno, invece?
“Direttamente non mi hanno detto nulla. Sentivo solo qualcuno come commentava, stupito: “Però, che coraggio”. Ma sono un poliziotto, orgoglioso di esserlo. Ho fatto il mio lavoro, l’importante è che nessuno si sia fatto male”.

E sua moglie, quando è tornato a casa?
Velotti sorride. “Mi volevi lasciare sola?”.

Dica la verità, sorvintendente. Dopo tanti anni di questo lavoro, non le viene voglia di andare via da Napoli?
“Mai. Anche se c’è tanta crudeltà, tanto dolore, questa città si può solo amare. E io l’amo”.

larepubblica / Napoli: “Io a mani nude contro quel bandito armato di pistola” di DARIO DEL PORTO

F1 GP Australia 2016, vince Rosberg in una gara rocambolesca!

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F1 GP Australia 2016, vince Rosberg in una gara rocambolesca!

F1 GP Australia 2016 – La prima gara del mondiale a Melbourne inizia in maniera entusiasmante. Una gara testa a testa tra Ferrari e Mercedes, un duello tiratissimo. Alla fine la casa di Maranello ne è uscita perdente in quanto la Mercedes ha conquistato la doppietta con la vittoria di Rosberg. Secondo posto per Hamilton e Vettel terzo.
Non bisogna giudicare dal risultato, almeno per il momento, i contenuti sono ben diversi.

F1 Australia Rosberg
F1 Australia 2016 Rosberg e Vettel

Al via il duello è iniziato subito tra le Ferrari e le Mercedes. Le Rosse allo START hanno sopravanzato le Mercedes con una partenza fulminea, facendo sognare i tifosi del cavallino.

Hamilton è partito lento, retrocedendo nelle posizioni delle retrovie.

Rosberg è rimasto terzo non riuscendo a sostenere il ritmo delle Ferrari. Ad un certo punto della gara colpo di scena. Alonso protagonista di uno spaventoso incidente che ferma la gara, bandiere rosse! Alonso fortunatamente è rimasto illeso.

Le Mercedes come risposta alla ripartenza, cambiano strategia, optando per una sosta in meno che alla fine li ripaga con una doppietta, primo e secondo posto.

Se non ci fosse stato il fermo gara sicuramente la strategia d’attacco della Ferrari avrebbe rivelato i suoi frutti. Vettel in seguito alle bandiere rosse è arrivato con gomme più fresche rispetto agli avversari. La terza posizione però non poteva permettergli nulla, al massimo poteva sorpassare Hamilton in seconda posizione. Tutto poi sfuggito per un errore in frenata del tedesco.

Podio GP Melbourne 2016

La quarta posizione è andata a Ricciardo su Red Bull seguito da Massa su Williams e poi Grosjean su Haas.

Settimo posto per la Force India di Hulkenberg ed ottavo per la Williams di Bottas. Nono posto per Sainz alla Toro Rosso.

Decimo posto per l’altra Toro Rosso guidata da Verstappen.

La nota più brutta di questa gara, il GP di Melbourne 2016, è sicuramente il brutto incidente di Alonso. La sua vettura si è letteralmente disintegrata, lo spagnolo al diciottesimo giro ha urtato lo pneumatico posteriore sinistro della Haas di Gutierrez forse a causa di un rallentamento improvviso. La McLaren di Alonso è decollata proiettandosi spaventosamente verso i guard-rail. Tutto questo alla velocità di 200 Km\h, ciò a dimostrazione della grande importanza nella sicurezza della cellula in carbonio.

La Ferrari, da parte sua, ha dimostrato di avere un enorme potenziale, nonostante le fiamme della vettura di Raikkonen ai box.

La rossa è molto più veloce in gara che in prova, si prospetta un campionato molto competitivo.

Anche il team Haas, ha dimostrato grandi prestazioni con un bellissimo sesto posto.

Stesso discorso per le Toro Rosso, la nuova arrivata Renault e per la Red Bull che attende il ritorno in grande stile!

APPUNTAMENTO QUINDI IL 3 APRILE PER IL GP DEL BAHRAIN.

Ordine d’arrivo

  1. Nico Rosberg (GER/Mercedes) i 302,271 km in 1 h 48:15.565 (media 167,526 km/h)
  2. Lewis Hamilton (GBR/Mercedes) a 8.060
  3. Sebastian Vettel (GER/Ferrari) a 9.643
  4. Daniel Ricciardo (AUS/Red Bull-TAG Heuer) a 24.330
  5. Felipe Massa (BRA/Williams-Mercedes) a 58.979
  6. Romain Grosjean (FRA/Haas-Ferrari) a 1:12.081
  7. Nico Hülkenberg (GER/Force India-Mercedes) a 1:14.199
  8. Valtteri Bottas (FIN/Williams-Mercedes) a 1:15.153
  9. Carlos Sainz Jr (ESP/Toro Rosso-Ferrari) a 1:15.680
  10. Max Verstappen (NED/Toro Rosso-Ferrari) a 1:16.833
  11. Jolyon Palmer (GBR/Renault) a 1:23.399
  12. Kevin Magnussen (DEN/Renault) a 1:25.606
  13. Sergio Pérez (MEX/Force India-Mercedes) a 1:31.699
  14. Jenson Button (GBR/McLaren-Honda) a 1 giro
  15. Felipe Nasr (BRA/Sauber-Ferrari) a 1 giro
  16. Pascal Wehrlein (GER/Manor-Mercedes) a 1 giro

 Classifica mondiale piloti

  1. Nico Rosberg (GER) 25 pts
  2. Lewis Hamilton (GBR) 18
  1. Sebastian Vettel (GER) 15
  2. Daniel Ricciardo (AUS) 12
  3. Felipe Massa (BRA) 10
  4. Romain Grosjean (FRA) 8
  5. Nico Hülkenberg (GER) 6
  6. Valtteri Bottas (FIN) 4
  7. Carlos Sainz Jr (ESP) 2
  8. Max Verstappen (NED)

Classifica mondiale costruttori

  1. Mercedes-AMG 43 pts
  2. Ferrari 15
  3. Williams 14
  4. Red Bull 12
  5. Haas 8
  6. Force India 6
  7. Toro Rosso 3

/ F1 GP Australia 2016 , vince Rosberg in una gara rocambolesca!

Burocrazia “stalker”: quelle vite in ostaggio

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  Burocrazia “stalker”: la musicista, il barista e il contadino, quelle vite in ostaggio di MICHELE SERRA

Burocrazia “stalker” – C’è chi perde il lavoro per una carta bollata e chi deve spostare una maniglia. La semolificazione resta un miraggio. Raccontateci le vostre esperienze

OGNUNO ha la sua goccia che fa traboccare il vaso. Per me la goccia è stato il riscatto dell’automobile che avevo preso in leasing: otto (otto!) i documenti richiesti, da spedire per raccomandata, per ribadire che io sono io a chi già mi ha come fedele cliente da cinque anni e di me sa tutto, a cominciare dall’Iban. Per la mia amica musicista la goccia è stata un lavoro saltato in aria perché il Registro provinciale di Qualcosa non aveva mai trasmesso non so quale fondamentale pratica al competente Registro regionale (“Non farmelo spiegare, ti prego: sono esausta”). Per il mio amico barista l’intimazione della Asl di spostare di dieci centimetri (!!) una maniglia non a norma, pena la mancata agibilità del locale. Per il mio amico agricoltore il disperato sforzo di pagare poche ore di lavoro stagionale con i voucher, che dovrebbero essere moneta corrente e sono invece buro-denaro riscuotibile solo dopo code agli sportelli, telefonate ai call center, decifrazione di clausole, scadenze, modifiche di legge…

Se c’è una parola che incarna gli inganni della politica (e l’impotenza della politica) questa parola è semplificazione. Una parola-beffa di fronte alla costante lievitazione dei faldoni, delle incombenze, delle compilazioni, degli iter, delle fotocopie, dei solleciti, delle intimazioni, degli ostacoli imprevisti, di quelli prevedibili, dei ritardi, dei rinvii. La supposta transustanziazione elettronica della massa cartacea non ha avuto luogo; e anzi la burocrazia elettronica (avete mai provato a compilare una Fepa, fattura elettronica per la pubblica amministrazione?) spesso si somma a quella tradizionale, è una promessa di liberazione che si rivela un nuovo vincolo, per giunta non facile da padroneggiare (“Per me è come essere obbligato a imparare una lingua straniera a sessant’anni suonati”, parola di artigiano obbligato per legge a fornirsi di Pec, posta elettronica certificata).

Non so se sia mai stato calcolato quanto costa alla comunità, in termini di ore di lavoro, mattinate perse, giornate scialate alla ricerca di un bandolo, il vero e proprio stalking burocratico al quale siamo sottoposti. Ne sono certo, si tratta di miliardi di euro. E altri miliardi di euro (e migliaia di posti di lavoro) si perdono con la rinuncia di molti aspiranti imprenditori a fronteggiare la montagna orrenda delle adempienze burocratiche: una salita che non ha mai fine, quando credi di essere arrivato in cima la vetta si allontana, conosco chi, pur di farla finita, ha mollato tutto. “Non è solo fatica – mi dice un’amica ex imprenditrice – è proprio umiliazione. È come se qualcuno volesse punirti per avere osato alzare la testa e aprire bottega”.

“Umiliazione” non è una parola che si usa con leggerezza. Non appartiene alla sfera delle convenienze economiche, del daffare tecnico-amministrativo, della prassi sociale ordinaria. Appartiene alla sensibilità profonda, alla dignità personale, appartiene all’io. Parla di adulti che si sentono trattati come bambini, rimbrottati per una marca da bollo mancante, multati per un abbaino chiuso invece che aperto o viceversa, costretti per qualunque allacciamento o contratto di servizio ad allegare, confermare, dimostrare, comprovare, rispedire, leggere contatori, rileggerli perché i contatori sono pieni di numeri e codici, chissà quali sono quelli giusti… I tagli di personale conducono a un crescente bisogno (delle aziende) di autocertificazione, ma l’autocertificazione è quasi sempre incompleta, da perfezionare e da rispedire. È come se un intero sistema (pubblico, ma anche privato) di vincoli e di accertamenti ricadesse sull’unico soggetto che non è in grado di sottrarsi: il cittadino, il cliente, che si ritrova a essere esattore di se stesso, certificatore dei consumi, lettore di contatori, dichiaratore di redditi, ascoltatore di musichette di attesa, per giunta continuamente sottoposto a un rischio di errore che ricade sempre e solo su di lui. Gli esami non finiscono mai.

L’esempio macroscopico e arcinoto è l’impossibilità di presentare la dichiarazione dei redditi senza l’ausilio di un professionista, augurandosi che almeno lui sappia orientarsi nella foresta delle leggi (e successive modifiche). Molte delle quali “da interpretare”, sperando che l’interpretazione non sia contestata innescando un nuovo diluvio di raccomandate, ingiunzioni, ricorsi, un nuovo fronte burocratico che si aggiunge ai cento già aperti. Ma ci sono poi decine di micro-esempi, di minute incombenze, di reiterate richieste che compongono una specie di fitta nube perennemente sospesa sulle nostre giornate. Lo stalking burocratico è fatto soprattutto di questa sensazione: che nessuna pratica sia mai veramente chiusa, che il dover certificare ci accompagnerà alla morte e anche oltre. Ricevo ancora oggi una bolletta intestata a mio padre, che è morto nel 2002. Ho pregato di correggere il nome del destinatario, che è stato così aggiornato: Franco Serra, presso Michele Serra. Mi tiene compagnia.

Non è per l’esborso di denaro (anche se quello, specie se non si hanno le spalle forti, conta eccome). È soprattutto per il tempo. Il tempo della vita (della nostra vita) che ci urge, ci appartiene, e invece viene sequestrato da code, telefonate, consultazioni, ricerche su internet, compilazioni, richieste di accesso. E i pin, e le password, un mazzo di chiavi virtuali che si ingrossa giorno dopo giorno. Tempo rubato al lavoro e dunque alla produzione di reddito e di idee. Oppure all’ozio, al riposo, al far niente, che sono anch’essi un diritto della persona libera.

E non sembri, la liberazione del tempo dalla prigionia burocratica, solamente una rivendicazione “filosofica”. Ha anche profonda rilevanza economica. C’è un “nero” di puro malaffare, di sottrazione alla comunità di quanto le è dovuto. Ma c’è un “nero” di pura semplificazione (semplificazione dal basso, visto che dall’alto non ce n’è traccia), che discende dall’enorme difficoltà di stare dentro la regola. Se pagare a qualcuno poche ore di lavoro “in chiaro” comporta non solamente pratiche e contropratiche, ma addirittura l’obbligo di frequentare un corso sulla sicurezza (indipendentemente dal fatto che il lavoratore sia in cima a un’impalcatura, in fondo a un pozzo oppure seduto in ufficio davanti al suo computer), la tentazione di allungargli tre o quattrocento euro brevi manu è inevitabile. Molta economia sommersa (chissà in quale percentuale: ma non piccola) non discende dalla disonestà, ma dall’esasperazione per i troppi ostacoli lungo il cammino che conduce all’onestà. Se l’onestà diventa un campo minato, c’è chi decide di tenersene alla larga. Quanti onesti potenziali sarebbero recuperabili alla causa, in presenza di un vero processo di semplificazione delle leggi e della burocrazia?

Per buttarla in politica: sappiamo tutti che le regole devono esserci, e spesso le regole sono seccature. Ma se le regole sono poche e chiare ci si adegua, e chi non si adegua è un fuorilegge e basta. Se invece le regole sono milioni, e incerte, e per essere rispettate chiedono di essere decifrate, risolte come un rebus, affrontate come un esercito nemico, e mettersi in regola diventa un traguardo continuamente spostato in avanti, allora il gioco cambia. E anche a un legalitario/statalista come me a volte capita, di notte, quando non riesco a prendere sonno perché temo di avere compilato male un modulo, o di essere in mora con un ente di bonifica, di guardare con occhi sognanti quei documentari sulle famiglie pazzoidi che fuggono in Alaska, nel profondo delle foreste, là dove non esiste catasto e non esiste anagrafe. Costruiscono una capanna di tronchi e vivono di pesca e di caccia, spariti al mondo e restituiti al mondo.

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VIDEO ViViCentro – Berretti, Salernitana-Juve Stabia 1-4 gli highlights

Le immagini e i gol del match

Una Juve Stabia, categoria Berretti, travolgente quella che ha superato agilmente la Salernitana sul terreno di gioco granata. Una gara stravinta dal primo all’ultimo minuto e un risultato imponente di 4-1 che non ammette repliche. Gara sbloccata subito, dopo soli 4 minuti di gioco e che, via via, ha portato alle altre marcature. Riviviamo le immagini del match.

dai nostri inviati a Campagna, Ciro Novellino, Mario Vollono e Gennaro Novellino

 

Jorginho convocato per la prima volta in Nazionale

Due calciatori del Napoli sono stati convocati dal ct della nazionale italiana Antonio Conte: uno è Lorenzo Insigne, che torna così nel gruppo azzurro dopo le polemiche relative al suo infortunio e l’altro è Jorginho che, invece, è stato convocato per la prima volta dalla nazionale del nostro paese.

Ecco la lista dei 28 convocati per le amichevoli con Spagna e Germania:

PORTIERI Buffon (Juventus), Perin (Genoa), Sirigu (Psg)

DIFENSORI Acerbi (Sassuolo), Antonelli (Milan), Astori (Fiorentina), Barzagli (Juventus), Bonucci (Juventus), Darmian (Manchester United), De Silvestri e Ranocchia (Sampdoria)

CENTROCAMPISTI Florenzi (Roma), Giaccherini (Bologna), Jorginho (Napoli), Montolivo (Milan), Thiago Motta e Verratti(Psg), Parolo (Lazio), Soriano (Sampdoria)

ATTACCANTI Bernardeschi (Fiorentina), Bonaventura (Milan), Candreva (Lazio), Eder (Inter), El Shaarawy (Roma), Immobile (Torino), Insigne (Napoli), Pellé (Southampton), Zaza (Juventus).

De Laurentiis conferma i contatti con Mihajlovic

I dettagli…

Il Mattino riporta altre dichiarazioni rilasciate da Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, alla presentazione del libro dell’amico gourmet Maurizio Cortese «Tre meno meno» all’Hotel Parker’s al Corso Vittorio Emanuele: “Sarri? Era una persona diversa dagli altri, con un passato particolare in un settore dove i rischi sono tanti. Tutto questo, messo in sintonia, mi ha fatto dire Sarri e non Sinisa che pure avevo incontrato tre volte”.

Napoli-André Gomes, filo diretto contro Mourinho

“Napoli-André Gomes filo diretto anti-Mourinho”

“Napoli-André Gomes filo diretto anti-Mourinho”, il Corriere dello Sport parla del centrocampista portoghese del Valencia che non è mai sparito dalla testa del Napoli. Jorge Mendes, il suo agente, vorrebbe portarlo nella squadra che sarà allenata da José Mourinho: “non è mai sparito dal block notes del ds del club partenopeo, Cristiano Giuntoli, che è rimasto impressionato dalla qualità e dalla versatilità del centrocampista portoghese ogni volta che lo ha visto”. Si parla di nuove telefonate da Castel Volturno con i 25 milioni chiesti che sembrano troppi.

Napoli si scopre: ecco perché partecipare alle giornate del Fai

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E’ una Napoli in festa quella che ha accolto migliaia di turisti, in occasione delle Giornate del Fai, giunta alla 24esima edizione, organizzata dal fondo ambiente italiano. Migliaia di persone scese in strada, ragazzi e adulti insieme: tra musei e vecchie chiese, panorami mozzafiato, ville e palazzi, ognuna con una storia particolare, da condividere e portare con sé. Luoghi noti e meno noti che si aprono: un’opportunità per stare insieme, all’insegna della gioia e della cultura. Ripartire dall’arte, in tutte le sue declinazioni: è un po’ questo il messaggio espresso da ogni singolo volontario del Fai. Si prega, dunque, si spegnere i cellulari, uscire di casa e guardarsi intorno: ogni cosa è storia, basta andare oltre, per scoprire un mondo meraviglioso, che ogni giorno diamo per scontato.

 

 

Telecom, Mediobanca, Mediaset: Vincent Bollorè detta legge

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Il patron di Vivendi, Vincent Bollorè , gioca due partite che potrebbero incrociarsi: quella delle tlc e quella delle tv. Assicurazioni a Renzi sugli investimenti

Vincent Bollorè  sta diventando l’uomo più potente d’Italia. Finanziere e industriale bretone, 65 anni il primo aprile, a capo di un gruppo famigliare che spazia dall’energia all’agroalimentare, ai trasporti e alla logistica, quartier generale a Parigi, ha cominciato la sua avventura italiana nel 2001 quando ha ereditato da Lazard un piccolo pacchetto di azioni Mediobanca. Da questa postazione ha preso parte a tutti i riassetti importanti della finanza italiana, tra cui i numerosi avvicendamenti al vertice di Generali. Nel libro soci di Telecom entra nell’estate 2014 con un colpo da maestro vendendo la brasiliana Gvt agli spagnoli di Telefonica per 7,6 miliardi e ricevendo come parte del prezzo un pacchetto dell’8% di azioni della società telefonica italiana. Poi rimpolpa la partecipazione con acquisti sul mercato fino ad arrivare al 24,9% di oggi. Il tutto attraverso Vivendi, di cui è arrivato a possedere il 15,6%, società di media con una dotazione di cassa di 8 miliardi da investire nel Sud Europa. Ecco le partite italiane in cui Bolloré è diventato ago della bilancia.

Corteggiato da Orange. Il colosso delle tlc francesi controllato dallo Stato sta concludendo l’acquisizione di Bouygues Telecom e poi vorrebbe fare un ulteriore passo inglobando Telecom Italia. Ma per realizzare questo sogno Stéphane Richard, ad di Orange, deve convincere Bolloré a conferire il suo pacchetto di azioni Telecom. In cambio Vivendi riceverebbe azioni del nuovo gruppo e probabilmente ne diventerebbe il primo socio con una quota tra il 10 e il 15%. In alternativa Bollorè può mantenere Telecom indipendente dai grandi gruppi telefonici europei cercando di costruire intorno a essa un conglomerato di società fornitrici di contenuti da veicolare attraverso la rete a banda larga. Sembra invece irrealistico un accordo tra Bolloré e l’altro francese potenziale azionista di Telecom, Xavier Niel, che vorrebbe far diventare la società italiana polo aggregante di medie aziende europee.

Piu’ investimenti. Con Metroweb Bolloré ha assicurato a Matteo Renzi di spingere sugli investimenti nella rete a banda larga e per far ciò è favorevole a un accordo tra Telecom e Metroweb, società controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti. E’ invece difficile che il finanziere acconsenta a scorporare la rete di Telecom Italia aprendola anche agli altri operatori. Ma non si può escludere essendo il debito di Telecom ancora su livelli molto alti, oltre 27 miliardi di euro.

La convergenza con Mediaset. Da tempo si parla di una possibile alleanza tra Vivendi, Telecom e la Mediaset di Silvio Berlusconi. L’accordo è allo studio da mesi e — grazie ai buoni uffici del comune alleato Tarak Ben Ammar — potrebbe concretizzarsi in tempi stretti. I dettagli finanziari sono ancora da definire. L’obiettivo dell’ex-Cavaliere però è chiaro: mettere in sicurezza grazie a Vivendi i conti di Premium — provata dal salasso per strappare la Champions League a Sky — e agganciare Cologno a una realtà continentale con la massa critica necessaria per contrastare l’arrivo di Netflix e trattare al meglio i diritti di sport, serie tv e film. Una sorta di operazione salva-Mediaset che — dicono le malelingue — sarebbe stata parte integrante del vecchio patto del Nazareno. Il bastone del comando di questo network europeo sarebbe in mano ai francesi con produzione di contenuti da veicolare attraverso Telecom Italia e Telefonica (azionista all’11% Premium e partecipata da Bolloré).

Il risiko delle torri. Un cambio al vertice di Telecom Italia in chiave filo-francese potrebbe dare una mano importante per sistemare un altro tassello del risiko di Arcore. Ei Towers, la società di torri tv e tlc del Biscione, è in corsa contro Cellnex e F2I per una quota vicina al 30% di Inwit, la scatola che controlla gli 11mila ripetitori di casa Telecom. La controllata di Mediaset ha assoluta necessità di trovare un partner per liberare strategie in un settore maturo come quello in cui opera. E le torri di Telecom rischiano di essere l’ultimo treno che passa in Italia in questo settore e per assicurarsi un rendimento stabile nel tempo che farebbe comodo alla famiglia Berlusconi.

L’influenza su Generali. Philippe Donnet è il manager francese, ex Axa, appena nominato group ceo di Generali al posto di Mario Greco. Donnet siede dal 2008 nel consiglio di sorveglianza di Vivendi ed è stato confermato in questa posizione da Bolloré nel 2013. Donnet giura di non essere uomo di Bolloré e sta riflettendo sulle sue dimissioni dal consiglio di Vivendi. Fatto sta che nel cda Generali siede anche un altro francese, Jean-René Fourtou, ex presidente di Vivendi e indicato per quel posto proprio da Bollorè quando nel 2013 prese in mano le redini del conglomerato francese.

Gli equilibri di Mediobanca. Dopo aver assistito alla cacciata di Maranghi e all’uscita di scena di Cesare Geronzi, e all’estromissione di Alessandro Profumo da Unicredit, Bolloré nel 2011 ha cercato di accrescere il proprio peso in piazzetta Cuccia attraverso la scalata alla Premafin di Salvatore Ligresti. Ma ha fallito mantenendo però la partecipazione all’8% alla pari con quella di Unicredit, con un ruolo di garante nel patto di sindacato che racchiude poco più del 30% del capitale.

larepubblica / Telecom, Mediobanca, Mediaset: Vincent Bolloré detta legge in Italia di GIOVANNI PONS e ETTORE LIVINI