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Il piano del Viminale per i migranti

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Il Viminale ragiona su un piano per redistribuire l’accoglienza dei migranti sul territorio e arrivare a 2,5 richiedenti asilo ogni mille residenti. C’è però un ostacolo: la politica. Laddove c’è un’amministrazione di destra, a livello comunale o regionale, i prefetti incassano solo rifiuti.

“Due profughi per 1000 abitanti”. Ma i sindaci di destra frenano il piano del Viminale

E la Lega insorge contro gli incentivi a chi accoglie

Il piano del Viminale per redistribuire l’accoglienza risponde a una logica semplice: dato che le migrazioni sono in corso, e bisogna attrezzarsi, non è meglio sforzarsi un po’ tutti piuttosto che creare concentrazioni indigeste e pericolose? È stata prevista pure una formula aritmetica: 2,5 richiedenti asilo ogni mille residenti, con una correzione per le grandi città, e l’impegno del ministero a non mandare nuovi profughi in quei Comuni che finora sono stati disponibili e rischiano di restare da soli. Il piano, però, ha trovato un formidabile ostacolo: la politica. Non è un caso, infatti, che laddove ci sia una amministrazione di destra, sia a livello comunale, sia regionale, i prefetti incassino solo rifiuti. E dicono al ministero dell’Interno: «Se presto matureranno le elezioni, è scontato che ci saranno ulteriori irrigidimenti».

Questo è lo scenario, dunque. La redistribuzione dei migranti al momento non decolla perché nessuno ha voluto forzare la mano e quindi si procede con la “moral suasion”. I prefetti sono stati incaricati di incontrare tutti i sindaci della loro area e tentare opera di convincimento. Possono mostrare la buona volontà del Viminale che ha appena distribuito 100 milioni di euro (era una sorta di premio: 500 euro per ogni migrante ospitato) come incentivo eccezionale a favore dei Comuni che finora hanno collaborato. Ma è presto per dire se l’offensiva del sorriso funzionerà.

Al Viminale stanno con il fiato sospeso. Il momento della verità sarà quando, entro il 31 marzo, i Comuni dovranno presentare la loro adesione alla rete Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) che è il punto di congiunzione tra enti locali e governo centrale. «Finché i sindaci non vengono allo scoperto, non possiamo dire nulla», si ragiona ai piani alti del palazzo dove è Marco Minniti.

Oltre i prefetti, la speranza segreta del ministero è l’Anci, associazione nazionale dei Comuni. In questi giorni è in viaggio una lettera indirizzata a ciascuno degli 8000 sindaci per invitarli ad aderire al Piano di Ripartizione Nazionale. Li si invita a seguire dei corsi via web per conoscere i vantaggi che possono derivare a un Comune se aderisce alla rete Sprar.

Siccome la lettera è arrivata anche ai sindaci leghisti, l’altro giorno è insorto Paolo Grimoldi, Segretario Nazionale della Lega Lombarda, deputato leghista. «L’Anci – dice – di fatto è diventato il braccio operativo del Pd e quindi del suo governo. I seminari via web servono a indottrinarli…». La Lega ha capito che molti potrebbero essere tentati dal sistema degli incentivi. E quindi è partita la controffensiva: «È imbarazzante – sostiene ancora Grimoldi – che l’Anci si spinga al punto da chiedere carattere strutturale alla misura dei bonus».

La partita, insomma, è squisitamente politica. E la prospettiva di elezioni, come sanno bene al Viminale, non aiuta i ragionamenti a mente fredda. C’è un cartello di Governatori di centrodestra – Toti, Maroni e Zaia – che promettevano di mettersi di traverso a ogni piano di Angelino Alfano. Ora al suo posto c’è Marco Minniti, che convince anche a destra in quanto cerca di coniugare espulsione per gli illegali ed accoglienza per i regolari; e a questi Governatori, per dire, è piaciuto l’annunciata riapertura dei Cie. Ad un incontro con Minniti sul piano migranti, la settimana scorsa, i tre non hanno sollevato obiezioni. Ma la questione elettorale è sempre dietro l’angolo…

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lastampa/“Due profughi per 1000 abitanti”. Ma i sindaci di destra frenano il piano del Viminale FRANCESCO GRIGNETTI

La Casa Bianca attacca la Merkel: “Sfrutta l’euro contro Ue e Usa”

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Sul fronte europeo, il numero uno del Consiglio per gli scambi commerciali della Casa Bianca attacca le politiche di Angela Merkel, dicendo che con l’euro debole Berlino approfitta degli Stati Uniti e dei partner europei. La risposta di Merkel è immediata, a difesa dell’indipendenza della Bce. La polemica apre un’inedita fase di tensioni Usa-Ue.

Trump all’attacco della Germania: “Sfrutta l’euro contro Ue e Usa”

Navarro: “Merkel usa a suo vantaggio una moneta sottovalutata. Il Ttip è morto”. Licenziato il segretario alla Giustizia che si è opposto al decreto sugli immigrati

L’amministrazione Trump colpisce diritto al cuore dell’Europa con un attacco alla Germania di Angela Merkel e alle sue strategie commerciali «egemoniche». L’affondo arriva per voce di Peter Navarro, numero uno del Consiglio nazionale per il commercio, la nuova cabina di regia sulla politica degli scambi voluta da Donald Trump.

La Germania sta usando un euro «esageratamente sottovalutato» per «approfittarsi» degli Stati Uniti e dei suoi partner europei, dice il «trader-in-chief» in un’intervista al «Financial Times». Lo zar del commercio Usa va oltre definendo Berlino «tra i maggiori ostacoli a considerare il Ttip un accordo bilaterale, perché la Germania sfrutta gli altri Paesi Ue e gli Usa con un implicito Deutsche Mark» sottostimato. La conclusione è lapidaria: «Il Ttip è morto». La cancelliera Merkel liquida da parte sua le accuse di Navarro in appena tre frasi. La Germania ha sempre chiesto che la Banca centrale europea seguisse una politica indipendente, «così come ha fatto la Bundesbank quando non c’era ancora l’euro», ha chiarito la cancelliera da Stoccolma. «Pertanto non eserciteremo nessuna influenza sul comportamento della Bce e per questo non posso, né voglio cambiare nulla della situazione così com’è». Per il resto ci impegniamo per stare sul mercato mondiale «con prodotti competitivi e nell’ambito di una concorrenza equa».

Gli attacchi di Navarro arrivano però neanche 24 ore dopo la diffusione, da parte dell’istituto economico Ifo, di nuovi dati secondo cui nel 2016 la Germania è tornata ad essere il Paese col più alto avanzo delle partite correnti al mondo, scavalcando la Cina. Il surplus di Berlino ammonta a 297 miliardi di dollari, quello di Pechino a 245. Gli Stati Uniti mostrano invece il più alto deficit delle partite correnti al mondo, con 478 miliardi di dollari. Il governo tedesco, aveva spiegato lunedì una portavoce del ministero federale dell’Economia, condivide la posizione della Commissione europea secondo cui l’avanzo delle partite correnti è da considerarsi «elevato», tuttavia ritiene che ciò «non rappresenti uno squilibrio eccessivo». Elementi questi che tuttavia sembrano suffragare le accuse di Navarro e conferiscono forza agli attacchi da Ovest nei confronti della Germania.

Trump nel frattempo è impegnato sul fronte interno a contrastare l’azione di protesta contro i suoi decreti in materia di migranti e rifugiati. Proteste che sono costate la poltrona al segretario alla Giustizia Sally Yates dopo il suo rifiuto di attuare le disposizioni contenute nei decreti esecutivi su rifugiati e immigrati. Yates, ministro superstite di Obama designata a guidare il dicastero sino alla conferma da parte del Senato del designato Jeff Session, aveva annunciato lunedì sera il boicottaggio: «Fino a quando sarò alla guida di questo dipartimento, il decreto non sarà difeso», avverte Yates. I legali del dipartimento così non avrebbero difeso nelle aule di tribunale il decreto di Trump.

Per il Presidente si è trattato di un tradimento in piena regola, meritevole di licenziamento. «Yates ha tradito il dipartimento di Giustizia rifiutando di attuare un ordine messo a punto per difendere i cittadini americani», ha replicato la Casa Bianca. E dopo il licenziamento (in stile «The Apprentice» afferma qualcuno), Trump ha nominato ministro ad interim Dana Boente, procuratore della Virginia, che ha subito affermato di essere pronto a «fare il proprio dovere» e a difendere l’ordine esecutivo del presidente. Il quale sembra godere di un sostegno interno (almeno sulla questione dei decreti) maggiore di quello che lo ha trascinato alla Casa Bianca. A suggerirlo è un sondaggio Rasmussen Reports secondo cui il 57% degli aventi diritto al voto sostiene le misure adottate da Trump in materia di rifugiati e migranti, a fronte di un 33% di contrari e il 10% di indecisi.

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vivicentro/La Casa Bianca attacca la Merkel: “Sfrutta l’euro contro Ue e Usa”
lastampa/Trump all’attacco della Germania: “Sfrutta l’euro contro Ue e Usa” ALESSANDRO ALVIANI, FRANCESCO SEMPRINI

Trump, per favorire la distensione con il Cremlino, gioca la carta di Kissinger

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Il presidente americano Donald Trump, per favorire la distensione con la russia, “sponsorizza” il ritorno di Henry Kissinger che ipotizza anche un compromesso sull’Ucraina.

Il ritorno di Kissinger per favorire la distensione con il Cremlino

Pronti a un compromesso sull’Ucraina e sul futuro della Siria,ma nell’amministrazione Usa in molti non si fidano di Putin

NEW YORK – Anche Henry Kissinger sta aiutando Donald Trump a mediare con Vladimir Putin, per riaprire il dialogo con il Cremlino, ma nella cerchia dei collaboratori più stretti del capo della Casa Bianca resta molto scetticismo sulle vere intenzioni di Mosca. Lo rivelano fonti vicine all’amministrazione, che hanno lavorato nel Transition team e continuano a consigliare il governo. Gli ostacoli infatti restano evidenti, come ad esempio ha confermato l’arresto di quattro membri dei servizi segreti russi accusati di spiare per la Cia.

Durante la campagna elettorale Trump aveva detto di favorire un riavvicinamento a Putin, perché tornare alla Guerra fredda non conveniva a nessuno. Queste intenzioni si erano poi scontrare con i rapporti dell’intelligence, che avevano denunciato l’ingerenza degli hacker russi nelle presidenziali, confermando il sospetto che il Cremlino aveva interesse a favorire la vittoria del candidato repubblicano perché lo considerava più vicino e malleabile di Hillary Clinton. Durante la conferenza stampa tenuta con la premier britannica May, il nuovo capo della Casa Bianca ha confermato di voler tentare il dialogo con Putin, senza però scommettere sui risultati.

Un consigliere che lo sta aiutando a trovare l’intesa è Kissinger, che dopo aver costruito l’apertura alla Cina durante l’amministrazione Nixon, sarebbe felice di passare alla storia come la persona che ha anche evitato la nuova guerra fredda. Il punto di partenza è che l’ex segretario di Stato e il nuovo presidente sono uniti da una vecchia amicizia. Chi li conosce li ha visti frequentarsi anche fuori dal lavoro, in situazioni sociali, dove hanno un rapporto molto confidenziale. Dopo le elezioni Kissinger ha visitato in varie occasioni la Trump Tower, proponendosi come mediatore, e poi ha viaggiato anche in Europa. La sua idea è che il capo della Casa Bianca dovrebbe accettare la sovranità russa sulla Crimea, in cambio di un accordo complessivo per favorire la stabilità globale. La linea rossa invalicabile da parte di Mosca sarebbero i confini dei Paesi baltici e la Polonia. Russia e Usa potrebbero collaborare anche per fermare la guerra in Siria, con un compromesso che divida il Paese in sfere di influenza, e consenta di eliminare l’Isis. Mosca vuole conservare le basi navali nel Paese, cosa che otterrebbe, e, in un primo momento, anche la permanenza di Assad, ma sarebbe disposta a sacrificare il dittatore sull’altare di un’intesa di più ampio respiro. Anche in Libia si potrebbe garantire un ruolo ad Haftar, sostenuto dai russi, senza però lasciarlo marciare su Tripoli, in cambio della lotta comune al terrorismo nel sud del Paese.

Il segretario di Stato Tillerson viene percepito come una persona vicina a Kissinger, e quindi potrebbe aiutare questo processo, ma il consigliere per la sicurezza nazionale Flynn è ancora scettico. È vero che aveva visitato in varie occasioni Mosca, e aveva dato rassicurazioni all’ambasciatore russo a Washington quando Obama aveva espulso i 35 diplomatici, ma nel libro «Field of Fight» scritto con Michael Ledeen aveva detto di considerare il Cremlino un membro dell’alleanza globale determinata ad abbattere gli Stati Uniti, insieme all’Iran e al jihadismo che Teheran controlla. Nei giorni scorsi le autorità russe hanno confermato le difficoltà arrestando quattro persone, tra cui i membri del servizio segreto Fsb Sergei Mikhailov e Dmitry Dokuchaev, accusandole di tradimento perché passavano informazioni alla Cia. Flynn non è certo che si possa ristabilire il rapporto con Mosca, e togliere le sanzioni per l’Ucraina, ma Trump e Kissinger vogliono almeno andare a vedere le carte di Putin.

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lastampa/Il ritorno di Kissinger per favorire la distensione con il Cremlino PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A NEW YORK

Così non va…

Così non va…

Se si trattava di un esame di maturità, dispiace dirlo, ma il Napoli è stato quantomeno rimandato. Aggancio alla Roma fallito, nella giornata casalinga che sembrava perfetta. Quello che distingue le squadre di vertice dalle altre, è la capacità di comprendere appieno l’importanza di certe sfide, ìnfide sotto il profilo psicologico, più che dal punto di vista del gioco o dei valori in campo. Il Palermo, con il neo allenatore Lopez, è venuto al San Paolo con l’aura di vittima sacrificale. L’antipasto pomeridiano poi, aveva regalato un insperato quanto rocambolesco stop della Roma, vittima di una Sampdoria mai doma, che ha creduto fino in fondo al bottino pieno. All’opposto l’atteggiamento del Napoli, che dopo pochi minuti è già ad inseguire, colpa della gran zuccata di Ilija Nestorovski. Il colosso macedone non si fa pregare sul preciso cross dalla destra e infila Reina. Inutile dire che chi vuole aspirare al vertice non può pensare di prendere gol su distrazione, eppure sta capitando sistematicamente. Sta mancando molto la duttilità e la sicurezza dello statuario Koulibaly, ma questo non basta a giustificare certi atteggiamenti di sufficienza. A certi livelli gli errori si pagano caro. Infatti la squadra di Sarri si getta in avanti con rabbia, ma la sfortuna fa sì che il pallone si calamiti due volte sui sostegni della porta di Posavec, e più volte lo stesso estremo difensore rosanero compie autentici miracoli sulle sortite offensive dei partenopei. Le trame, solitamente fluide e veloci, soffrono stavolta delle imprecisioni ormai croniche di Jorginho, che sembra aver lasciato nello spogliatoio il piedino vellutato.

Il primo tempo si chiude in un batter d’occhio, con tanti tentativi e pochi risultati. La consueta sfuriata del Komandante Sarri non sortisce grandi effetti nei primi minuti della ripresa, eppure il Palermo cala vistosamente nei ritmi. Ci pensa il solito Mertens, con ottima collaborazione della dea bendata: stavolta il portiere avversario paga tutto in una volta la fortuna che lo aveva assistito fino a quel momento, e il pallone passa sotto i suoi piedi nella più disastrosa delle papere.  Ecco che lo stadio si infiamma, si crede possibile una rimonta che porterebbe tutto nello stato naturale delle cose. Il bello del calcio però, talvolta ha un retrogusto amaro; a nulla servono i cambi nei ruoli chiave, né la palese arrendevolezza dei rosanero, ormai allo stremo. L’ultima occasione la brucia Insigne, a due passi dalla porta mette a lato, quando tutto lo stadio aveva già gridato al gol. Questione di centimetri, ma anche di testa: sarebbe il momento di smettere di pensare alla pur affascinante sfida di Champions, che si avvicina a grandi falcate. Qui c’è un campionato da portare a termine, una posizione da consolidare, un secondo posto da agguantare. E’ tempo di diventare grandi.

a cura di Fabiano Malacario

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Troppo smog in Italia e il governo rischia la multa

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Lo smog non dà tregua alle nostre città e ora l’Italia rischia una maxi multa dall’Unione europea: Bruxelles sta preparando una sanzione da un miliardo di euro, come anticipa Marco Zatterin.

Troppo smog, l’Italia rischia una multa da un miliardo di euro

Il Nord è soffocato e scatta l’emergenza in molte città, Bruxelles procede con le infrazioni sulle polveri sottili

Ha già un nome in codice, la chiamano «madre di tutte le sanzioni», stimata in diverse centinaia di milioni, «potenzialmente sino a un miliardo». L’Italia rischia per la continua violazione delle norme sulla qualità dell’aria, ora che l’Ue rilancia le due procedure aperte da tempo contro Roma.

Quando arriverà – alla fine del lungo iter che hanno le procedure di infrazione europee e salvo colpi di scena non previsti – dover pagare la multa sembrerà però la migliore delle peggiori notizie, potrà parere quasi un’inezia rispetto al pedaggio di vite umane imposto dalla polveri sottili, alle 66 mila morti premature attribuite allo smog ogni anno, ai 695 mila anni di vita bruciati dall’ossigeno avariato e logorato dalla vita moderna.

La Commissione Ue, garante del rispetto delle norme che gli Stati si sono attribuite, sta per muoversi. Fonti concordanti rivelano che, per metà febbraio, è atteso il parere motivato (secondo stadio della procedura avviata nel 2015) che inviterà Roma a correggere lo sforamento dei limiti minimi di biossido di azoto contenuti nell’atmosfera, inquinante che scaturisce per il 40 per cento dal traffico stradale. Per marzo, secondo la tabella di marcia dell’esecutivo, c’è in canna un secondo parere per una seconda variazione sul tema dell’irregolarità, stavolta per le «Pm10», le polveri sottili, killer invisibile che uccide anzitempo da noi come in nessun altro Paese dell’Unione.

 

Qui l’Italia è in mora da anni. L’allarme di questi giorni, l’attesa spasmodica della pioggia che dovrebbe tornare domani nel Nord, rivela che il livello di allerta è alto. Siamo già stati condannati dalla Corte di Giustizia europea per la violazione dei limiti «Pm10» in 55 aree geografiche della penisola nel 2006 e 2007. Dall’anno successivo, ci siamo mantenuti regolarmente sopra i tetti di sicurezza. Il risultato di questa performance è che l’Italia è il terzo Paese per violazioni quanto a giorni vissuti oltre la soglia massima, ci superano solo Polonia e Bulgaria.

Nel 2015, nove zone hanno scardinato sistematicamente sia i limiti quotidiani che quelli annuali. Fra queste, eccellono nella disgrazia Piemonte e Lombardia. Dopo un lieve miglioramento nel 2013 e 2014, dovuto per lo più alle vicende climatiche, a Milano e Torino un giorno su tre è stato nel 2015 a rischio intossicazione.

Polveri e biossido di azoto, riferisce l’Agenzia europea dell’Ambiente, hanno provocato nel 2013 la morte prematura per 87.670 esseri umani che, sempre a leggere i numeri, avrebbero potuto vivere una decina di anni in più. Il legame di causa-effetto fra l’alta concentrazione d polveri sottili e le morti premature è riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità. C’è chi lo contesta, ma a Bruxelles non sono d’accordo.

«La verità è che ci sono oltre 400 mila morti premature in Europa per colpa della pessima qualità dell’aria – ha ammesso Karmenu Vella, commissario Ue all’Ambiente -. Sono milioni quelli che soffrono di malattie cardiovascolari e in Italia i morti anzitempo per il diossido di carbonio sono stimati a quota ventimila». «Bisognerebbe innalzare un monumento alle vittime ignote dell’inquinamento – suggerisce Monica Frassoni, copresidente dei Verdi europei -. Servirebbe a far capire che è una guerra».

Il maltese Vella giura che «abbiamo la normativa che occorre» e che «esistono le leggi per migliorare la qualità dell’aria», però «ventitré Paesi su ventotto non le rispettano». L’Italia ad esempio. Certo il governo Renzi ha compiuto un grande sforzo nel ridurre il numero di contenziosi sul cattivo o mancato recepimento delle norme Ue che ha contribuito a scrivere. Il taglio è stato netto. I dossier aperti sono tuttavia difficili. I depuratori, le discariche, i rifiuti. «Serve uno sforzo corale che investa capitale politico», suggerisce un tecnico della squadra del premier Gentiloni. Mica facile.

La difficoltà di ottenere un risultato virtuoso dipende anche dalla suddivisione di competenze fra Stato e Regioni. Dire che non funzionano come dovrebbero è un eufemismo. «Oltretutto l’Italia ha accettato oltre dieci anni fa limiti che non potevano essere davvero centrati», aggiunge una voce governativa.

Ora arrivano le conseguenze. Le due procedure di infrazione – biossido di azoto e Pm10 – passano dallo stadio di messa in mora a quello di parere motivato. L’Italia avrà due mesi per rispondere. In genere sono estesi, quindi si scivolerà all’autunno. Se non convinceremo la Commissione della capacità di ridurre le emissioni nocive finiremo alla Corte Ue entro l’anno. Per mondarci dovremmo rinnovare il parco macchine e applicare come si deve le norme antinquinamento per abitazioni (quasi metà del totale emissioni sottili) e industrie: è una questione normativa, amministrativa e di cultura. Una volta al tribunale di Lussemburgo, la condanna (la seconda nel caso delle polveri) porterebbe alla multa, da calcolare in “tot” migliaia di euro per ogni giorno di sforamento dal 2008 a oggi. Si farebbe presto ad arrivare a cifre con molti zero. Nel solo 2016 abbiamo pagato 300 milioni di sanzioni per il mancato rispetto del diritto comunitario. Con il pacchetto Ambiente potrebbe essere facile volare a un miliardo di euro, argomentano gli esperti. Destino inquinato davvero.

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lastampa/Troppo smog, l’Italia rischia una multa da un miliardo di euro MARCO ZATTERIN

Castel Volturno, doppia seduta per gli azzurri: ancora differenziato per Tonelli

Doppia seduta oggi per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match contro il Bologna al Dall’Ara di sabato 4 febbraio alle ore 20,45 per il posticipo della 23esima giornata di Serie A.

Al mattino la squadra ha svolto una prima fase atletica con circuito di forza.

Successivamente ha proseguito l’allenamento sul campo 2 solo il gruppo dei difensori. Che è stato impegnato in un lavoro tecnico tattico specifico.

Alessio Zerbin, neo acquisto azzurro, ha svolto test fisici.
Nel pomeriggio il gruppo dopo l’attivazione ha disputato una serie di partitine a calcetto con quattro squadre da 5 che si sono affrontate prima con le porte grandi e poi con le porte piccoline.

Di seguito fase di lavoro finalizzato al possesso palla.

In chiusura il gruppo di centrocampisti ed attaccanti hanno completato la seduta con allenamento tecnico tattico specifico.

Differenziato per Tonelli. Domani allenamento pomeridiano.

Da sscnapoli.it

Comunicato Trabzonspor su El Kaddouri: “Trattativa abbandonata perché cambiate le condizioni”

Uno dei tanti intrighi dell’ultimo giorno di mercato, di quelli che fanno aumentare le pulsazioni e che creano quell’atmosfera davvero unica. Omar El Kaddouri, grande protagonista delle ultime ore di trattative. Il suo futuro, ormai è ufficiale, è l’Empoli, che ha pagato al Napoli 1.5 milioni di euro più 500 mila euro di bonus e il 30% sulla futura rivendita. Un affare che ha soddisfatto entrambe le parti. Il Napoli, che per un giocatore in scadenza ha incassato una buona cifra, oltre alla possibilità di ricevere un’ulteriore somma eventualmente in futuro nel caso in cui El Kaddouri dovesse poi trasferirsi in un’altra squadra. L’ Empoli che ha aggiunto alla rosa di Martusciello un giocatore di grandi qualità tecniche e in grado di fornire nuove soluzioni all’allenatore.

El Kaddouri era stato trattato con insistenza anche dal Trabzonspor. A un certo punto sembrava quasi che il giocatore stesse per partire per la Turchia e iniziare una nuova avventura lontano dall’Italia. Un accordo che sembrava a un passo, e invece poi l’ha spuntata l’Empoli. Addirittura, il club turco ha diramato un comunicato pubblicato sul proprio sito ufficiale in cui è specificato come la società abbia deciso di abbandonare la trattativa dato che “il suo club (il Napoli, ndr) aveva cambiato più volte le condizioni del trasferimento“. Possibile anche, a questo punto, una risposta dell’Empoli. Staremo a vedere. Intanto, Martusciello si gode il suo nuovo rinforzo. El Kaddouri, il regalo dell’ultimo giorno di mercato.

 

Da gianlucadimarzio.com

El Kaddouri, l’ agente: “Sarri unico colpevole del suo addio. Mai stato chiaro con lui, un bene essercene liberati”

Mino Raiola, agente tra gli altri di Omar El Kaddouri, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

 
“Non siamo riusciti a metterci d’accordo col Napoli. Era in scadenza e la soluzione Empoli ci ha convinti con un progetto interessante. Se Omar ha giocato poco non è certo per le sue qualità. L’ unico colpevole è Sarri che non è stato proprio un signore nei suoi riguardi. Non è mai stato chiaro con lui, poi lo ha escluso dalla lista Champions ed il rapporto si era rotto. Siamo contenti di esserci liberati da Sarri, non dal Napoli.

Rinnovo? Diverse volte abbiamo provato a raggiungere un’ intesa, ma tecnicamente non ci hanno dato quello che dovevano darci. Omar è stato uomo: ha preferito giocare a Empoli rinunciando ai soldi. Se Sarri si fosse comportato così con Ibrahimovic, è meglio che prendeva una barca e andava a pesca!”.

Gabbiadini, l’ agente: “Porterà sempre nel cuore la città. ADL non voleva cederlo, alla fine si è fatto il bene di tutti”

Silvio Pagliari, agente di Manolo Gabbiadini, ha rilasciato alcune dichiarazioni a ‘Radio Gol’, in onda su Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato:

 
“Manolo porterà sempre nel cuore questa città in cui è stato benissimo. I napoletani sanno apprezzare le persone vere e i buoni calciatori. I primi sei mesi lasciavano presagire una grande avventura, a questi sono seguiti 18 di chiaro-scuro.
De Laurentiis non avrebbe mai voluto cederlo. Alla fine si è dimostrato un signore accettando cifre più basse rispetto al reale valore del ragazzo. Si è fatto il bene di tutti, Manolo avrebbe avuto poco spazio da qui a giugno. Abbiamo lavorato giorno e notte con Giuntoli per far andare in porto questo trasferimento. Hanno parlato a vanvera tanti mediatori che non ci sono mai stati, è stata una trattativa lunga ma portata avanti con la società. Cosa è successo domenica sera? Mi aspettavo che dopo il pari con il Palermo il presidente avrebbe bloccato tutto e così è stato per un paio di ore”.

Empoli, il pres. Corsi su El Kaddouri: “Accordo con De Laurentiis trovato domenica”

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Le sue parole

Fabrizio Corsi, presidente dell’Empoli che ha appena acquistato Omar El Kaddouri, è intervenuto ai microfoni di Si Gonfia la Rete, sulle frequenze di Radio Crc: “Negli ultimi giorni era venuta un po’ meno la convinzione. Di fatto ho raggiunto l’accordo con De Laurentiis domenica sera, siamo entrambi uomini d’onore. Eravamo forti dell’accordo anche su altre situazioni straniere che volevano speculare e giocare sul giocatore. Noi abbiamo preso la strada più corretta contattando il Napoli di persona e nona girando la società come altri hanno fatto. E’ uno stipendio importante per Omar, spero ci dia una grossa mano. Va ricoprire il ruolo di Saponara, ci era venuto anche l’idea di cambiare modulo. Ma adesso abbiamo lui, diventerà un leader tecnico. Con la sua personalità potrà dare un apporto importante alla squadra.

Pensavo di utilizzare El Kaddouri come attaccante, poi però Saponara è andato via. Abbiamo dovuto cederlo. Ma non erano esattamente questi i piani. Saponara ci ha chiesto ad essere ceduto perchè aveva difficoltà e pressioni in questo club. 

Su Dioussé e l’interesse del Napoli: è un giocatore importante, sta crescendo di domenica in domenica. Ha 19 anni e 35 partite in serie A. Se questo club a cui è destinato sarà il Napoli allora saremmo felici. Maurizio Sarri era innamorato già due anni fa dicome recepiva il lavoro tattico. 

Turi al Pungiglione: “Ringrazio Pavarese per le sue parole. Sul Viareggio ci possono essere novità”

In esclusiva le dichiarazioni di Alberico Turi

Nel corso della trasmissione di ViViRadioWeb, Il Pungiglione Stabiese, abbiamo ascoltato il Direttore Responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, Alberico Turi.

Parliamo subito delle parole importanti che ha speso il direttore Pavarese nei tuoi riguardi. Grande stima e grande affetto dopo un periodo di incomprensione iniziale, ma alla fine dice che il tuo segreto è avere l’occhio lungo, cioè scovare il calciatore già dalla tenera età: Ringrazio Gigi per le parole che ha espresso nei miei confronti. Sono molto molto lusingato perché le parole dette da un direttore come Gigi Pavarese, che ha un curriculum di certo non lo scopro io, ti può solo riempire di orgoglio e di soddisfazioni personali proprio da un punto di vista umano. Vi dico che mi sono commosso in merito alle parole di Gigi perché ha fatto un passaggio molto importante: dire che c’è stato uno scontro tra me e lui a Castellammare che ha portato a conoscere l’essere persone per bene sia da parte mia che da parte sua. È nata poi un’amicizia così forte e importante, e adesso con Gigi mi sento quasi tutti i giorni.

Voglio fare una puntualizzazione su quanto si diceva prima in trasmissione: penso e credo che non si sia mancato di rispetto a nessuno perchè gli accordi del settore giovanile Juve Stabia sono stati rispettati, non c’era nessuna mancanza di rispetto nei confronti di nessuno. Ma ci tengo a precisare che dopo la nota dei consiglieri comunali, riguardo il Viareggio, il presidente Manniello postò sui social alcune frasi e poco dopo fu chiamato da Andrea De Lucia. Questo dire mancanza di rispetto, non mi sta bene. Io e gli altri, siamo delle persone perbene e sappiamo cosa vuol dire rispettare. Non voglio fare polemica, penso che ci sia stato solo un malinteso. Forse il presidente Manniello la pensa al mio stesso modo. Poi se le persone intorno vogliono un capo espiatorio, allora credo che sia un grosso errore. La polemica non fa bene alla città di Castellammare. Per me è un argomento chiuso. Non abbiamo destabilizzato nessuno, abbiamo fatto tutto in buona fede. Anzi aggiungo una cosa, teniamo le dita incrociate, il girone a Castellammare era per poter partecipare al torneo di Viareggio. Sembra che forse qualche società possa non partecipare e noi potremmo dare una vetrina importante a questi ragazzi.

La Berretti vince contro l’Akragas per 3-1 si continua ancora in questa striscia di risultati positivi: Come dicevo la settimana scorsa questo è un gruppo forte, fatto da ragazzi che hanno delle qualità. Purtroppo in Italia si arriva ad un’eta’ di contratto troppo presto e questo fa sì che le finanze delle società non possano far crescere negli ultimi step questi ragazzi. Se pensiamo che un ’98 l’anno prossimo deve avere un pre-contratto e noi ne abbiamo in Berretti 5/6 importanti, parliamo di un investimento per la società che si aggira intorno ai 100000/ €150000. Per una società professionistica che parla annualmente di un bilancio che si gira intorno ad un milione di €, si capisce l’effettiva incidenza è tanta, poi se lasci in rosa 6/7 ragazzi significa che c’è bisogno di un organico molto più ampio rispetto a quello che si va ad allestire.

Mister Panico dopo la vittoria ha evidenziato i tre punti importanti e soprattutto anche i problemi derivanti dall’orario. Ecco questa difficoltà del settore giovanile di cambiare sempre orari, è davvero una difficoltà? Sì, indubbiamente è una difficoltà perché la squadra comunque abituata a determinati orari di allenamento, di colazione e un pasto pre-gara, cambi tutto nell’ultimo giorno pre gara e questo incide su tutti i ragazzi. Mister Panico è un tecnico meticoloso che va a curare i particolari e quindi lui ne risente più degli altri.

Mario Elefante ritorna dopo la squalifica e subito diventa l’uomo della partita, pur giocando in ruolo non suo fa vedere tutte le sue qualità: Mario è un ragazzo di qualità che viene da quel ruolo, noi con il tempo gli abbiamo inculcato un attimino il senso del lavoro di copertura, di marcatura e spostato a sinistra. Se sta caratterialmente calmo, secondo me è un ragazzo che fa la differenza.

Il mister dell’Akragas ha dichiarato a fine gara che loro sono venuti a Castellammare a giocare contro una grande squadra. Tu cosa ne pensi?: Ne sono enormemente fiero e rallegrato, penso che non siano frasi di circostanza ma dette da un tecnico preparato che nel settore giovanile è da tanto e viene da una preparazione importante. Sabato prossimo andremo a Siracusa in concomitanza con la prima squadra, ci hanno chiesto l’anticipo di mattina in quel di Palazzolo perché poi gli addetti ai lavori del Siracusa vogliono raggiungere il campo per poter assistere a questa festa di fratellanza. Noi dal canto nostro abbiamo accettato senza battere ciglio che si giocasse a quell’ora pur venendo da un viaggio preparato per bene, ma un conto è giocare di pomeriggio e un conto è giocare alle 11:00 di mattina.

I giovanissimi regionali purtroppo perdono contro la Promotion, stiamo parlando comunque di una realtà importante del calcio qui in Campania: Una grossa realtà importante guidata da Carmine Cascone. Non lo scopro di certo io, con i suoi 80 anni dimostra ancora di essere un ragazzino in mezzo al campo, con un entusiasmo che sprigiona da tutti i pori, lui è un conoscitore di talenti.

Continuando con i Regionali, gli Allievi purtroppo perdono per 2-0: Purtroppo il calcio è fatto anche di questo, i ragazzi hanno perso con due tiri in porta subiti. Fa niente, servirà ai ragazzi da un punto di vista della crescita. La vittoria sicuramente da morale e ti fa fare passi da giganti, ma il gioco e la convinzione dei propri mezzi, è fondamentale per la crescita.

Abbiamo detto della Berretti, gli Under 15 e Under 17 cosa faranno?: Domenica gli Under 15 e gli Under 17 affronteranno la Sambenedettese. Domenica scorsa per le avverse condizioni che hanno colpito le Marche, non abbiamo raggiunto Teramo ma la gara era stata già rinviata come tra comune accordo delle due società. Quindi ci sarà questo impegno importante dopo una domenica di sosta contro la Sambenedettese che ci può proiettare nella parte alta classifica.

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Giaccherini, l’agente: “Juve e Roma l’hanno cercato. Giuntoli mi ha trattato male”

Le sue parole

Furio Valcareggi, agente di Emanuele Giaccherini, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Marte: “Emanuele resta a Napoli. Juve e Roma ci hanno fatto delle lusinghe ed ho allertato Giuntoli che mi ha trattato male dicendomi che non cedeva Emanuele. Il tutto poi è rientrato anche perchè io e Giuntoli siamo due toscanacci, ma non potevo non ascoltare queste due richieste che ho avuto. Io ho fatto il mio lavoro e di fronte ad offerte di Juve e Roma mi ha fatto piaciere, ma la cosa che mi ha reso orgoglioso è che il Napoli non l’ha voluto dare via. Questo vuol dire che il Napoli crede nel ragazzo, Emanuele resta senza problemi in azzurro. La storia continua e siamo tutti contenti, con il Napoli ci siamo chiariti. Le parole di Sarri non mi hanno offeso, tra l’altro ci siamo sentiti. Il procuratore fa un lavoro simpatico da un lato e antipatico dall’altro. Quando portai Emanuele a Napoli mi abbracciò a Dimaro ringraziandomi per la disponibilità Tra me e Sarri non c’è nessun problema”.

Giaccherini resta a malincuore fino a giugno

Giaccherini resta a malincuore fino a giugno

La Gazzetta dello Sport scrive su Emanuele Giaccherini che alla fine è restato a Napoli nonostante le avances della Roma: “Giaccherini resterà a Napoli almeno fino al termine della stagione. Il d.s. Cristiano Giuntoli ha respinto le offerte della Roma che l’avrebbe ingaggiato volentieri. «Allora, datemi El Shaarawy», è stata la risposta del direttore sportivo napoletano al club giallorosso. Il Napoli non ha voluto cedere un proprio giocatore ad una diretta concorrente per la zona Champions League. Tra l’altro l’ex pupillo di Antonio Conte non rientra nei programmi tecnici di Maurizio Sarri che, dopo averlo voluto a luglio, gli ha concesso soltanto manciate di minuti: troppo pochi per non indurre il procuratore del giocatore a chiederne la cessione. Ma l’opposizione del Napoli è stata decisa. Dunque, seppur a malincuore, Giaccherini sarà costretto ad aspettare la fine della stagione per definire la propria posizione. Molto dipenderà dalla considerazione dell’allenatore: se da qui al termine del campionato avrà le stesse opportunità avute finora, allora sarà scontata la sua partenza. A quel punto, avendo più tempo di sostituirlo, il Napoli lo lascerà andare”.

Il Napoli merita un bel 7: ha acquistato il giocatore più costoso d’inverno

Il Napoli merita un bel 7: ha acquistato il giocatore più costoso d’inverno

La Gazzetta dello Sport promuove ampiamente il mercato del Napoli con un bel 7: “Il Napoli ha fatto la sua parte. Preso per tempo Pavoletti (l’acquisto più caro in termini di bilancio: 15 milioni), ha venduto bene Gabbiadini (17 milioni) e completato l’interessante lavoro avviato in estate”. Nel dettaglio gli azzurri chiudono il mercato invernale con un saldo in attivo di 2.5 milioni. Infatti le uscite sono state di 15,66 milioni mentre le entrare 18,2. Un buon risultato dunque anche in termini di bilancio per De Laurentiis.

Juve Stabia, i movimenti del settore giovanile: Montella a Campobasso, Contieri alla Turris

Juve Stabia, i movimenti del settore giovanile: Montella a Campobasso, Contieri alla Turris

Sono arrivati a gennaio diversi calciatori nuovi nelle fila delle varie compagini del settore, tra tutti Dan Berci e Salvatore Spavone che vanno a rinforzare la Berretti di mister Panico. A lasciare, però, la formazione attualmente in testa alla classifica, è Pasquale Contieri. Il bomber è andato alla Turris in serie D. Cambia maglia, prima all’Agropoli, anche Giampaolo Montella, finito al Campobasso. Mentre per Carlo Mascolo c’è il passaggio dalla Frattese alla compagine di Ercolano.

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Juve Stabia, quando i sogni diventano realtà. La storia di Carillo, M.Turi: “Il suo punto di forza? Il suo essere atleta”

Juve Stabia, quando i sogni diventano realtà

Il calcio è fatto di sogni e, al di là di tutto, qualche volta sono sogni che si realizzano. Lavoro duro e spirito di sacrificio, condito da aspetti che rendono forte un ragazzo come la famiglia alle spalle e la voglia, tanta, di arrivare. Qualche uscita in meno con gli amici, ma qualche allenamento in più nelle gambe. I sogni, quel qualcosa che la notte ti illuminano, che ti spingono a dare di più, come nel caso di Luigi Carillo, oggi alla Paganese in Lega Pro girone C, ma di proprietà del Pescara in serie A.

Difensore centrale, mancino, e si sa in Italia con una struttura fisica del genere (1,87m di altezza) ce ne sono pochi, classe 1996, 8 agosto, appena 20 anni e una carriera lunga davanti a se. Prodotto del settore giovanile della Juve Stabia, ma in precedenza prelevato dalla scuola calcio Saint Joseph di San Giuseppe Vesuviano dei fratelli Antonio e Gianfranco Annunziata, club vicino al settore stabiese e che spesso ha consegnato nelle mani dei tecnici della Juve Stabia i propri ragazzi: Langella e Rubino oltre ai fratelli Ranieri e Boccia per citare qualche nome, oggi ancora alle Vespette. Dal Viareggio alla Primavera e al debutto, il passaggio al Catania e ancora presenze in B. Il ritorno e l’avvio dell’esperienza in Lega Pro poi l’Akragas in questa stagione nell’affare Zibert e ora il salto definito in A, anche se c’è prima la Paganese.

Chi lo conosce bene, suo ex allenatore, è Mario Turi e noi l’abbiamo ascoltato in esclusiva: “Come tutti i ragazzi arrivati a Castellammare, si è cominciato con i giovanissimi. Siamo cresciuti insieme, poi siamo passati agli allievi dove lui giocava sotto età fino alla Primavera. Lo conosco da piccolo: non aveva un ruolo definito, giocava alla sucola calcio da terzino sinistro, poi decisi, per la struttura di fargli ricoprire il ruolo di difensore centrale. E’ tutto merito suo. Ragazzo eccezionale dal punto di vista dell’intelligenza e dell’applicazione. Viene da una famiglia incredibile, e segue alla lettera ogni consiglio che gli si viene dato. Merita tutto quello che si sta costruendo. Ha già diverse presenze tra Lega Pro e serie B, anche a Catania, oltre alla Primavera ha fatto qualche presenza. Il suo punto di forza è la fisicità e l’attenzione della quotidianità. Poi è mancino e della sua forza ce ne sono in pochi in quel ruolo in Italia. Un prospetto da seguire, classe ’96, ha solo 20 anni e una lunga carriera. E’ bravo nel gioco aereo, ha un sinistro pulito ed è molto tattico”.

a cura di Ciro Novellino

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Siracusa-Juve Stabia arbitra Luca Candeo della sezione di Este

Fischietto padovano per la gara tra vespe ed aretusei

Per la quinta giornata di ritorno del campionato di Lega Pro girone C che si disputerà sabato 4 febbraio alle ore 14 e 30 allo stadio “Nicola De Simone” di Siracusa è stato designato Luca CANDEO della sezione di Este a dirigere la gara tra Siracusa e Juve Stabia.

Luca CANDEO di Este

Candeo, nato a Monselice in provincia di Padova il 24 marzo 1983, è al suo quarto campionato in Lega Pro, in passato ha diretto in una sola occasione la Juve Stabia, lo scorso campionato alla quindicesima giornata di ritorno le vespe affrontarono al Menti la Lupa Castelli vincendo per quattro reti a due dopo un primo tempo terminato col vantaggio dei laziali. Questa la sequenza di reti: pronti via e vantaggio gialloblù di Francesco NICASTRO, ribaltone dei romani con Prutsch e Morbidelli; nella ripresa, le vespe ribaltarono il risultato con Kenneth OBODO, Abou DIOP e Francesco NICASTRO.

L’assistente numero uno sarà: Valerio VECCHI  della sezione di Lamezia Terme;

l’assistente numero due Agostino MAIORANO della sezione di Rossano.

Giovanni MATRONE

UFFICIALE – Manolo Gabbiadini è un nuovo calciatore del Southampton

Dopo diverse ore di attesa è finalmente arrivata l’ ufficialità  del trasferimento di Manolo Gabbiadini  al Southampton. Questo il comunicato della Ssc Napoli tramite il proprio sito ufficiale:

“Il Napoli ufficializza la cessione di Manolo Gabbiadini al Southampton a titolo definitivo”.

 

Da sscnapoli.it

Ufficiale, la Juve Stabia chiude due operazioni

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S.S. Juve Stabia rende noto di aver perfezionato l’accordo con l’A.C.D Castelvetro per l’acquisizione, a titolo temporaneo, del diritto a ricevere le prestazioni sportive del portiere Mattia Tabaglio, classe ’97 e di aver acquisito dall’Ascoli Picchio F.C, con la formula del prestito, il diritto a ricevere le prestazioni sportive del centrocampista esterno d’attacco Manuel Francesco Manari, classe ’97.

 

Report Castelvolturno: ritorna dalla coppa d’Africa Koulibaly

Report Castelvolturno: ritorna dalla coppa d’Africa Koulibaly

Seduta pomeridiana per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri prepareranno il match contro il Bologna al Dall’Ara di sabato 4 febbraio alle ore 20,45 per il posticipo della 23esima giornata di Serie A.

La squadra si è divisa in due gruppi. Coloro che hanno giocato titolari contro il Palermo hanno fatto corsa, lavoro di attivazione, lavoro aerobico e chiusura con partitina di calcetto.

Gli altri uomini della rosa sono stati impegnati in una prima fase di corsa, successivamente attivazione e lavoro aerobico e chiusura con partita a campo ridotto.

E’ rientrato Koulibaly dalla Coppa d’Africa. Il difensore azzurro ha svolto lavoro in palestra.

Strinic si è allenato col gruppo, differenziato per Tonelli.

Domani doppia seduta.

Fonte: Ssc Napoli.