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Stadio della Roma, il Campidoglio dà parere negativo

NOTIZIE AS ROMA – Il Comune di Roma ha da poco bocciato ufficialmente il progetto definitivo dello Stadio di Tor di Valle. A comunicarlo è la Regione Lazio tramite una nota sul proprio sito ufficiale, in cui vengono elencate alcune condizioni per «addivenire a un parere favorevole», tra cui : «assicurare adeguati livelli di sicurezza stradale, veicolare e pedonale; assicurare adeguati livelli «di esercizio» delle infrastrutture stradali; completare la documentazione progettuale con le elaborazioni mancanti; colmare le carenze di contenuti rilevate; nonché dalla ridefinizione del perimetro delle zone, che interessano le aree di sedime dell’intervento in questione, già soggette a rischio per eventi idraulici “R3” e “R4” del Pai, nonché delle fasce fluviali “A” “B” e “C” e conseguente declassificazione». Inoltre affinché la proposta non tramonti definitivamente sono necessari: «adeguati “livelli di servizio” delle infrastrutture stradali», il completamento della documentazione progettuale con le elaborazioni mancanti ed infine la «ridefinizione delle zone già soggette a rischio per eventi idraulici».
Ancora nessun commento dalla società giallorossa, che nelle scorse settimane aveva tentato di abbattere il “muro” di ostilità nei confronti di questo progetto alzato dalla giunta Raggi ed in particolare dall’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini, che si è sempre detto contrario a quella che reputa una speculazione edilizia.

Claudia Demenica

GIUDICE SPORTIVO- Hysaj salterà la Juventus in coppa Italia

GIUDICE SPORTIVO- Hysaj salterà la Juventus in coppa Italia

Il giudice sportivo ha appena diramato la lista di coloro che salteranno per squalifica la semifinale di andata di Coppa  Italia. Lunga la lista degli espulsi, che include anche un tesserato azzurro, Elseid Hysaj.

LA LISTA

Maxi Olivera (Fiorentina), Hysaj (Napoli), Locatelli (Milan), Miranda (Inter), Radu (Lazio) per espulsione dal campo. Salteranno per diffida: D’Ambrosio (Inter), Patric e Lulic (Lazio), Tomovic (Fiorentina).

Preziosi su Pavoletti: “Leonardo è un grande giocatore, più bravo di Toni”

Preziosi su Pavoletti: “Leonardo è un grande giocatore, più bravo di Toni”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto il presidente del Genoa Preziosi, dichiarando:  “Pavoletti è un grandissimo giocatore, ma ha bisogno di cross, non che la squadra vada in porta col pallone. In questo caso non serve. E’ un classico centravanti italiano, come pochi ce ne sono. E’ più bravo di Toni, fa più movimento. Ama stare in area o nei suoi pressi. Va servito, ma non palla a terra. E’ un giocatore straordinario, ma ha bisogno di capire un attimo i nuovi schemi. Questi devono variare un po’, perché Pavoletti è un tipo di attaccante diverso rispetto agli altri azzurri. Dobbiamo aspettare ancora qualche mese per giudicarlo. Simeone? E’ un giocatore straordinario. E’ un Inzaghi molto più volitivo, più tecnico pure. Domenica ha fatto due gol e un assist, ha numeri che hanno solo giocatori importanti. Meglio alla Juve o al Napoli? Lo vedrei bene con entrambe le squadre. Con Sarri si troverebbe bene, perché gioca bene palla a terra”.

El Kaddouri: “Tiferò sempre Napoli, col Madrid crediamo nell’impresa”

El Kaddouri: “Tiferò sempre Napoli, col Madrid crediamo nell’impresa”

Ai microfoni di Marte Sport Live, è intervenuto Omar El Kaddouri, ex giocatore del Napoli, il quale ha dichiarato: “Ho capito subito che all’Empoli mi volevano fortemente e questo è stato determinante nella mia scelta. Sono felice di stare qua. Rimpianto azzurro? Direi di no. Con la città mi sono trovato benissimo. E’ ovvio quando non giochi per un calciatore è difficile. Sono un gruppo straordinario, auguro il meglio a tutti. Ringrazio i tifosi per il grande affetto, anche se non ho potuto dimostrare quanto volevo. L’anno scorso ci abbiamo creduto, prima della partita con la Juve. Se non perdevamo a Torino potevamo vincere, era l’anno giusto. Da quel gol all’ultimo minuto abbiamo perso qualche punto, peccato. Quest’anno è un po’ più difficile, la Juve è più distante. L’anno scorso c’erano più possibilità di fare qualcosa di importante.  Trabzonspor? Era un semplice pre-contratto, che io non volevo firmare. Me lo hanno fatto firmare, ma loro non hanno trovato l’accordo con il Napoli. Offrivano tanti soldi, ma io volevo restare in un campionato importante e dimostrare di cosa sono capac. Partita del Real Madrid? Quando abbiamo saputo del sorteggio eravamo contenti perché sono partite che ogni calciatore vuole giocare. Sono fiducioso, penso che il Napoli possa fare questo mezzo miracolo. Guarderò la partita e tiferò Napoli”. 
Chi ti ha sorpreso quest’anno? “Diawara e Zielsinski mi hanno sorpreso. Hanno dimostrato subito di essere giocatori di spessore”.

Juve Stabia, il programma gare del settore giovanile: due dirette radiofoniche!

Juve Stabia, il programma gare del settore giovanile: due dirette radiofoniche!

Sarà un altro fine settimana a tinte giallo e ble, in campo c’è l’intero settore giovanile della Juve Stabia. Questo il programma gare e le dirette radiofoniche:

Berretti: Siracusa-J.Stabia sabato 4 ore 11 stadio scrofani-salustro (Palazzolo Acreide)

Under 17: J.Stabia-Sambenedettese domenica 5 ore 15 stadio Menti  (diretta su ViViRadioWeb dalle ore 14:45)

Under 15: J.Stabia-Sambenedettese domenica 5 ore 12 stadio Menti (diretta su ViViRadioWeb dalle ore 11:45)

Under 16: San Giorgio – Juve Stabia si gioca domenica ore 13 stadio Paudice

2003: Juve Stabia – Arci Scampia sabato 4 ore 16 stadio Menti

2004: S.Aniello-J.Stabia domenica 5 ore 10.30 campo San Michele di Gragnano

a cura di Ciro Novellino

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Berretti, la Juve Stabia a Siracusa: i convocati di Panico

Berretti, la Juve Stabia a Siracusa: i convocati di Panico

La Berretti della Juve Stabia allenata da mister Panico è tornata in testa alla classifica, dopo il pari con l’Akragas del Catania. Si torna in Sicilia, c’è già giocare sabato contro il Siracusa alle ore 11.

Questi i convocati di Panico:

Borrelli F, Riccio, Rubino, Borrelli E, Bisceglia, Strianese, Elefante, Sorrentino F, Vecchione, Spavone, Scognamiglio, Langella, Del Prete, Procida, Chirullo, Matassa

a cura di Ciro Novellino

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Fontana: E’ un periodo che ci gira tutto male. A Siracusa per vincere

Per la conferenza stampa alla vigilia della partita tra il Siracusa e la Juve Stabia, si è presentato in sala stampa il tecnico delle vespe Gaetano Fontana.

Queste sono state le sue parole:

“E’ un periodo che ci gira tutto male. A Messina abbiamo perso subendo un tiro in porta che si è tramutato in gol. Nardini ha trovato l’unico varco possibile per fare gol e abbiamo perso una partita immeritatamente. Abbiamo messo in campo tanta qualità ma non abbiamo finalizzato e questo è dovuto sia alla scarsa cattiveria sotto porta sia alle condizioni del manto erboso.

Sono sicuro, però, che a Siracusa sfodereremo una grande prova e ci rifaremo. Abbiamo capito i nostri errori e non li commetteremo di nuovo. Siamo ancora in emergenza ma la squadra ha dimostrato che sa fare bene anche in condizioni non ottimali.

Sui nuovi arrivati posso dire che non si deve, però, chiedergli la luna, non hanno la bacchetta magica.

Sono felice del nostro mercato, abbiamo preso giocatori funzionali e sono partiti giocatori che non ci servivano.

Dobbiamo essere forti e rialzarci da questo duro momento caratterizzato da due scivoloni che ci hanno allontanato dalla vetta. Non siamo assolutamente in crisi perchè nessuno ci sovrasta, anzi siamo noi che creiamo tanto.

Sulla squadra del Siracusa posso dire che non è quella che abbiamo affrontato all’andata, hanno trovato la giusta quadratura e saranno un avversario difficile, noi andremo li per vincere assolutamente.

Sappiamo che dovremo vincere, sono abituato a subire pressione  e penso che anche la squadra non ne risentirà più di tanto, perchè si sono abituati a pensare partita per partita.

Sugli indisponibili per sabato, oltre a Cancellotti che sarà fuori per squalifica, mancheranno i soliti Kanoute, Liviero, Atanasov e Ripa che sta attraversando un brutto periodo e va aspettato. So, però, che chi giocherà darà tutto per vincere.

Dobbiamo lavorare e non fare chiacchiere, dobbiamo dimostrare con i fatti di essere una grande squadra.”

Premi partecipazione all’Europeo: il Napoli ha incassato 1.4 milioni dai suoi giocatori

Lo riporta ilmattino.it

Per la partecipazione dei suoi giocatori agli Europei (Insigne, Hamsik, Mertens, Strinic e Hysaj) il Napoli ha ricevuto dall’Uefa un contributo di 1.466.426,97 euro. Complessivamente sono stati 641 i club di 54 Paesi che hanno avuto diritto a questo rimborso, previsto nell’accordo tra Uefa ed Eca, l’associazione dei club europei presieduta da Kalle Rummenigge, di cui la società di De Laurentiis fa parte. Il club che ha ricevuto l’indennizzo più alto è la Juventus: 3.484.875,38.

“La squadra deve adeguarsi a Pavoletti” vs “E’ Gabbiadini che deve adeguarsi alla squadra”, il Sarri pensiero

“La squadra deve adeguarsi a Pavoletti” vs “E’ Gabbiadini che deve adeguarsi alla squadra”, il Sarri pensiero

Napoli Nessun saluto a Sarri e non poteva essere altrimenti. Manolo Gabbiadini, nella sua lettera di commiato dopo il trasferimento al Southampton, ha ringraziato tutti, tranne il tecnico azzurro reo di non averlo impiegato abbastanza.

Ad onor del vero, come riporta l’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno, Sarri gli ha dato fiducia ad inizio stagione, dopo l’infortunio di Milik, senza aver avuto le necessarie risposte. Di base c’è stato un equivoco tattico: far giocare nel 4-3-3 il calciatore bergamasco come punta centrale, lui che centravanti classico non lo è mai stato. Da esterno avrebbe forse reso meglio, ma Sarri non lo ha mai visto in quel ruolo e tra l’altro a destra c’è Callejon, lo stakanovista azzurro capace di coprire tutta la fascia. Il futuro al centro dell’attacco, nell’attesa di Milik, si chiama Leonardo Pavoletti, uno degli acquisti «top» della finestra di mercato di riparazione, pagato dal Napoli 18 milioni di euro. Scampoli di partita finora per l’attaccante livornese, ma la consapevolezza di essere una scelta primaria di Sarri: «La squadra deve adeguarsi a Pavoletti» sono state le parole del tecnico toscano dopo il pareggio col Palermo. Mentre a Gabbiadini ha sempre ribadito: «È lui che deve mettersi al servizio dei compagni». Tutto ciò spiega il Sarri-pensiero che ora ha la possibilità, se la squadra segue le indicazioni, di avere una risorsa in più in attacco. Di certo le prime uscite dell’attaccante prelevato dal Genoa non hanno entusiasmato i tifosi che, come capita spesso in una città umorale, hanno iniziato ad avere dei dubbi sulla cessione di Gabbiadini. Non si può pretendere che l’attaccante toscano possa aver imparato in poco tempo i movimenti del nuovo allenatore. Contro il Palermo si sono viste, però, le solite giocate con palla bassa che non favoriscono di certo un calciatore come Pavoletti, che se vuole tornare «Pavoloso» deve mettere al bando la sua frenesia.

La squadra si è adattata con il tridente leggero con Mertens terminale offensivo: movimenti diversi senza punti di riferimento per gli avversari. Ora deve ricalibrarsi e con Pavoletti ha questa possibilità, per mettere in campo anche un po’ di fisicità, con sponde e gioco aereo. L’attaccante livornese dovrà essere paziente, attendere il suo momento. Potrà capitare ancora in Coppa Italia, magari in qualche partita di campionato per preservare anche Mertens, meno brillante nelle ultime uscite, ma che dovrà essere al top per la Champions e nelle gare cruciali di un calendario che non ammette pause. La concorrenza è spietata ma starà a lui giocarsi le sue chances, un po’ come lo era per Gabbiadini. La fiducia di Sarri non gli manca e il rapporto con il tecnico toscano sembra poggiato su buone basi. A Pavoletti basterebbe un gol, il primo in azzurro, per sbloccarsi. Sembra quasi un assillo: in campo si arrabbia e lotta, ma è ancora avulso dal gioco. Vuole scalare le gerarchie e magari mettere per un po’ in naftalina il falso nove. Lui si sente un attaccante vero, vuole dimostrarlo anche a Napoli con un alleato in più: Maurizio Sarri, il tecnico che è sempre riuscito a far esaltare i suoi attaccanti, meno Gabbiadini che ora però è solo un ricordo.

Diawara, l’agente: “Giuntoli mi disse: è inutile che tratti con gli altri, tanto lo prendiamo noi”

Le sue parole

Daniele Piraino, agente di Amadou Diawara, ha rilasciato una lunga intervista all’edizione bolognese de La Repubblica:

Piraino, col senno del poi, è valsa la pena quella quaresima di comunicati e contrapposizioni? E soprattutto, Diawara rifarebbe le stesse scelte?
“Oggi è difficile dire cosa si sarebbe potuto fare. Certo, la forzatura fu notevole, ma all’epoca sembrava necessaria. Preferisco guardare il risultato finale: il ragazzo ora gioca in un top club; il Bologna ha fatto una plusvalenza epocale (da 800.000 euro a 15 milioni in dieci mesi, ndr); il Napoli si è assicurato un prospetto europeo adocchiato da tutte le grandi d’Italia. Ne è valsa la pena? Di sicuro ci han guadagnato tutti. Da questa guerra, se così la vogliamo chiamare, sono usciti solo vincitori”.

Chi ha voluto di più il giocatore? C’erano altri pretendenti?
“All’inizio il Valencia ci puntava molto. Poi, quando mi misi a trattare col Napoli, il ds Giuntoli mi disse: è inutile che parli con altri, tanto lo piglieremo noi. E così è stato. In quel periodo molte squadre avevano chiesto informazioni, dalla Juve alla Roma. E pure il Milan s’era spinto avanti”.

A Napoli come si trova?
“Si è acclimatato benissimo. Vive a Posillipo, con lo stesso basso profilo di Bologna. Esce poco, lavora tanto. Sarri lo stima”

Sabato teme contestazioni?
“Mi auguro di no e sto con chi, in queste ore, non se le è augurate. C’è solo da esser orgogliosi di aver dato la possibilità a un ragazzo di esprimere il suo valore. Bisogna esser fieri di aver lanciato Amadou, che presto potrebbe giocare in Champions col Real. È il calcio di oggi: a quelle cifre era impossibile trattenerlo”.

A Bologna potrebbe esserci Milik in panchina

A Bologna potrebbe esserci Milik in panchina

Come riporta la Gazzetta dello Sport per il match di sabato sera allo stadio Dall’Ara di Bologna, in panchina potrebbe rivedersi il polacco Arek Milik. Sarebbe un rientro importante a distanza di quasi quattro mesi dall’operazione ai legamenti del ginocchio sinistro. Molto probabilmente Milik, qualora dovessere andare in panchina in Emilia, sarebbe una pura passerella dall’importante valore psicologico per il ragazzo dopo mesi di duro lavoro e riabilitazione.

Lettera Gabbiadini e bordate Raiola, arriva la reazione di Sarri

Lettera Gabbiadini e bordate Raiola, arriva la reazione di Sarri

La Gazzetta dello Sport scrive sugli addii di Gabbiadini e El Kaddouri: “Maurizio Sarri, come tutti gli allenatori, racconta spesso una amabile bugia: «Non leggo i giornali e non guardo le trasmissioni televisive. Al massimo seguo il televideo», disse in una conferenza stampa. Ieri però l’eco delle critiche che gli ha mosso Mino Raiola ed il «rumore del silenzio» di Gabbiadini nei suoi confronti saranno arrivati in tempo reale all’orecchio del tecnico del Napoli, che di certo non si scomporrà e starà pensando solo alla trasferta di sabato a Bologna. Il feeling tra i due non è mai scattato nonostante Gabbiadini sia partito spesso titolare ad inizio campionato. Successe tra l’altro proprio col Bologna, nella gara di andata ma poi fu sostituito da Milik”.

I POMERIGGI AL CTB: IL VECCHIO E IL MARE

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POMERIGGI al CTB: Coordinamento scientifico della prof.ssa Lucia Mor

Venerdì 3 febbraio alle ore 17.45 è in programma il primo appuntamento de” I POMERIGGI al CTB ”, ciclo di incontri promossi dal CTB Centro Teatrale Bresciano, a cura della prof.ssa Lucia Mor, docente di Letteratura tedesca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che vogliono offrire al pubblico un’occasione di riflessione e approfondimento con la guida di specialisti, attori e registi, legati ad alcuni degli spettacoli che verranno rappresentati nella stagione di prosa 2016/2017.

Due incontri, correlati a “IL VECCHIO E IL MARE”, spettacolo prodotto dal CTB Centro Teatrale Bresciano per la stagione di prosa 2016/17 che è in scena al Teatro Sociale di Brescia fino al 12 febbraio 2017.

“Distrutto ma non sconfitto” L’uomo e la natura ne Il vecchio e il mare è il titolo dell’argomento di questo primo incontro, condotto dal prof. Franco Lonati, Docente di Letteratura inglese Università Cattolica del Sacro Cuore – Brescia. A seguire una conversazione con la Compagnia de “IL VECCHIO E IL MARE”.

Nel prossimo appuntamento, venerdì 10 febbraio 2017, sempre alle ore 17.45 al Foyer del Teatro Sociale, “Arte e natura nel XIX e XX secolo: da C.D. Friedrich alla Land Art e all’Arte ambientale” è il titolo dell’argomento di questo secondo incontro, condotto dal Prof. Paolo Bolpagni, Docente di Storia dell’Arte Università degli Studi E-Campus.

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI

CidneON, Festival Internazionale delle luci, dall’11 al 15 febbraio 2017 a Brescia, in Castello (VIDEO)

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Dall’11 al 15 febbraio 2017 a Brescia, in Castello si terrà CidneON, il Festival Internazionale delle luci promosso dal Comitato Amici del Cidneo Onlus, con accesso gratuito dalle 18.30 alle 24.00 (ultimo ingresso alle 22.30).

Il Festival si chiama CIDNEON perchè “accenderà” il Cidneo, colle sul quale sorge la nostra amata fortezza.

Il Festival, che ha la Direzione artistica dell’Associazione Cieli Vibranti, nasce dalla consapevolezza storica dell’unicità del Castello di Brescia – la cui origine risale al periodo celtico e il cui splendore è stato raggiunto con le fortificazioni quattrocentesche della Repubblica di Venezia che lo circondano – e si fonde con la concezione della luce quale veicolo di rinnovamento. Il Festival vuole essere un evento trasversale tra spettacolo, arte e storia per far divertire lo spettatore e allo stesso tempo fargli riscoprire l’importante patrimonio nel quale si troverà ad essere e che non nota, pur avendolo sempre “sotto al naso”.

Un Festival moderno che parla la lingua della storia del Castello e della città, dalle origine celtiche, fino ad oggi: un itinerario tra installazioni luminose, proiezioni e performance live che condurrà il pubblico attraverso la storia del Castello e della città.

Il percorso infatti muoverà dalle origini celtiche – il primo edificio nato sulla collina del Cidneo era un tempio del dio della natura Bergimus – per proseguire con il periodo romano, medievale e giungere al Risorgimento e al presente.

Simbolo del percorso sarà il fuoco: il fuoco dei falò delle tribù celtiche, il fuoco dello Spirito che anima i santi Patroni Faustino e Giovita che apparvero sulle mura per salvare il Castello e la città nel 1438, il fuoco del Sacco di Brescia del 1512, quello delle armi nell’eroica resistenza delle Dieci Giornate del 1849, il fuoco della rivoluzione industriale.

L’itinerario si concluderà con i fiori luminosi piantati dai bambini nel prato del Castello, aprendo così una finestra sul futuro della città.

Sullo spunto delle grandi esperienze europee, CIDNEON permetterà all’Italia di essere inserita nel circolo Europeo dei Festival Internazionali della Luce che raggruppa molte città importanti (Lione, Praga, Montreal, Eidhoven ed altre ancora)

Matteo Renzi, leader del partito del voto, dice la sua sui vitalizi

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A Roma è battaglia sul voto anticipato, tra i leader del partito del voto c’è Matteo Renzi, protagonista con una sua dichiarazione sui vitalizi del Buongiorno di Mattia Feltri.

Un Grillo per la testa

La marmorea denuncia dell’altra sera di Matteo Renzi («Per me votare nel 2017 o nel 2018 è lo stesso. L’unica cosa è evitare che scattino i vitalizi perché sarebbe molto ingiusto verso i cittadini») ci ha colti di sorpresa. Siamo un po’ confusi, dal momento che un mese e mezzo fa (18 dicembre) Renzi aveva allertato i compagni del Pd dal pericolo di «farsi fregare dal dibattito autoreferenziale su quando scatta il problema dei vitalizi: in questa trappola non dobbiamo cascare».

Ecco, se non dovevano cascare nella trappola allora, perché Renzi ci casca proprio adesso? Ma, soprattutto, perché ci era cascato da solo appena sei giorni prima, il 12 dicembre («I parlamentari faranno melina nella speranza di arrivare a settembre in modo da incassare i vitalizi. Una vergogna, lo so, ma non mi aspetto niente di diverso»)? Dunque: cascare nella trappola o non cascare nelle trappola? E ancora, in che senso cascare nella trappola del dibattito sui vitalizi se, meno di un anno fa, Renzi aveva comunicato con orgoglio che «grazie a noi non ci sono più i vitalizi dei parlamentari»? E anche «i vitalizi li abbiamo già aboliti». Ma se sono aboliti grazie a Renzi, che significa evitare che scattino? E se non sono aboliti, perché Renzi non li abolisce adesso, con la sua bella maggioranza?

Infine: poiché i vitalizi in realtà non ci sono più, sono stati aboliti nella scorsa legislatura quando Renzi era sindaco di Firenze, che è questo Grillo per la testa?

vivicentro.it/editoriale
vivicentro/
lastampa/Un Grillo per la testa MATTEO FELTRI

Strane alleanze sul voto anticipato

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A Roma è battaglia sul voto anticipato. Come spiega Marcello Sorgi, «sul palcoscenico della politica si è venuta a creare una strana alleanza per il voto subito che mette nuova pressione sulle decisioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella».

La strana alleanza per le urne

Le elezioni anticipate rappresentano sempre un trauma nella vita politico-istituzionale, ed è comprensibile che il presidente Mattarella, a cui spetta costituzionalmente firmare o no lo scioglimento delle Camere, si accosti a questa decisione con la serietà e la preoccupazione che si richiedono in questi casi. Sotto i suoi occhi, infatti, nel giro di due giorni, sono venuti allo scoperto i due partiti trasversali pro e contro il voto, che da settimane si fronteggiavano in un lungo braccio di ferro.

Il primo è il partito Renzi-Grillo-Salvini-Meloni, che ha ottenuto di cominciare al più presto, già il 27, la discussione parlamentare sulle modifiche da apportare alle leggi elettorali uscite dalle due sentenze della Corte costituzionale che hanno cassato il Porcellum e l’Italicum, per concluderla in tempi brevissimi, e in caso di accordo anche a colpi di fiducia, e andare alle urne a giugno. L’ipotesi su cui questa strana alleanza tra l’ex premier battuto nel referendum e tre dei maggiori responsabili della sua sconfitta potrebbe stringere un patto temporaneo sarebbe di esportare anche al Senato l’ex Italicum, che la Consulta ha trasformato in legge a un solo turno, con il premio di maggioranza molto eventuale riservato alla lista che riesce a superare il 40%.

E con i cento capilista bloccati ma privati del potere (sostituito con il sorteggio) di scegliere il collegio dove essere eletti, per determinare con la propria rinuncia l’ascesa dei numeri due. Reggerà o no l’intesa? Nel Parlamento esausto, sopravvissuto a una legislatura fallimentare, che ha visto un’intera stagione riformatrice cancellata dai risultati referendari, qualsiasi previsione è azzardata: limitiamoci a dire che per il momento il partito del voto a giugno può contare su due terzi dei deputati e senatori, ma è consapevole della fragilità degli accordi tra avversari che restano tali e di qui a poco si contenderanno la guida del Paese con opposti argomenti e senza esclusione di colpi.

Il secondo partito, che punta alla conclusione naturale della legislatura nel febbraio 2018, ha trovato ieri a sorpresa un autorevole portavoce nell’ex capo dello Stato Napolitano: il quale, alleato fino a ieri con Renzi nella partita delle riforme, adesso è diventato, non suo nemico, ma avversario del modo in cui il leader del Pd sta cercando di andare al voto a rotta di collo. Accanto al Presidente emerito della Repubblica sono schierati i due presidenti delle Camere Grasso e Boldrini, il leader della minoranza Pd Bersani – che in un’intervista all’Huffington Post ha rotto gli indugi, minacciando anche lui di uscire dal Pd per formare «un nuovo Ulivo» e chiedendo che il governo sia lasciato governare e la legislatura durare fino a scadenza -, Sinistra italiana, il ministro degli Esteri Alfano, il leader centrista Casini, e un Berlusconi voglioso, sì, di allungare i tempi, ma renitente a stare in questa compagnia. Inoltre, dietro la facciata ufficiale del partito del 2018, si muovono quelli che di tanto in tanto ci si ostina ancora a definire «poteri forti»: una parte del Vaticano, le ambasciate di importanti partners europei, Bankitalia e i vertici dei principali istituti di credito italiani inquieti per la risalita dello spread, gli osservatori delle banche d’affari straniere, la Confindustria. I dubbi di questo largo fronte sono emersi la sera del 4 dicembre, di fronte alla clamorosa vittoria del «No» e al rischio, per l’Italia, di andare indietro tutta rispetto al percorso virtuoso delle riforme degli ultimi anni. Un timore che la piega che stanno prendendo le cose non contribuirà certo a fugare.

È difficile dire a questo punto cosa farà Mattarella. Stretto tra questi due partiti trasversali, il Presidente ascolterà tutti e alla fine deciderà in solitudine: com’è suo dovere in una circostanza così delicata.

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lastampa/La strana alleanza per le urne MARCELLO SORGI

Bruxelles a Padoan: ”Ci aspettavamo ben altro”

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La lettera del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan viene ricevuta con freddezza a Bruxelles: «Ci aspettavamo ben altro».

Bruxelles: “Non è quello che ci aspettavamo, avevamo chiesto dettagli precisi”

La mossa italiana percepita come un tentativo di allungare i tempi

BRUXELLES – Non è esattamente quello che ci aspettavamo». Le prime impressioni raccolte a Bruxelles alle nove di sera («Ben tre ore prima della scadenza-limite», ironizzava un funzionario puntando il dito sul «solito, ma prevedibilissimo, ritardo all’italiana») non sono certo di piena soddisfazione. A prima vista, la lettera inviata da Padoan al commissario Pierre Moscovici e al vicepresidente Valdis Dombrovskis non contiene quello che i due avevano richiesto con la loro missiva del 17 gennaio scorso.

La lettera di Bruxelles sollecitava l’invio di «un elenco sufficientemente dettagliato di impegni specifici e un chiaro calendario per la loro adozione». Più volte, nei giorni scorsi, diverse fonti avevano avvertito: «Non ci accontenteremo di impegni generici». E le due pagine e mezza scritte dal Tesoro sembrano invece rientrare in questa categoria. Le fonti assicurano che il documento dedicato ai “Fattori rilevanti” «verrà analizzato nei dettagli», ma le aspettative erano altre.

È ancora presto per prevedere l’esito finale di questa partita. Il mantra che risuonava negli uffici in questi giorni è che «arrivati a questo punto i numeri non lasciano molti spazi per orientamenti alternativi». Ma è anche vero che Jean-Claude Juncker rimarca sempre con orgoglio di guidare una “Commissione politica”. Per questo c’è la possibilità che, alla fine, il giudizio non sia frutto di un mero calcolo contabile. Quindi cosa potrebbe succedere ora?

Non è prevista una lettera di risposta da parte della Commissione, ma un segnale arriverà sicuramente il 13 febbraio. Quel giorno l’esecutivo Ue pubblicherà le sue previsioni economiche invernali per la zona euro. Dalle cifre che indicherà nella tabella per l’Italia, in particolar modo nelle righe riservate al debito pubblico e al deficit strutturale, si capirà se le promesse contenute nella lettera inviata ieri dal Tesoro saranno ritenute credibili o meno. Dopodiché ci sarà l’atteso report sul debito e il rapporto-Paese, atteso verso la fine di febbraio. Se la Commissione non dovesse essere soddisfatta, e dunque ritenesse il bilancio italiano “non conforme” alle regole di finanza pubblica, l’apertura di una procedura sarebbe inevitabile.

La mossa italiana è percepita come un tentativo di allungare i tempi della trattativa, alla quale però Bruxelles aveva fissato una data di scadenza ben definita: ieri. Dalla Commissione non perdono l’occasione per ricordare che la richiesta di «uno sforzo strutturale dello 0,2% del Pil per evitare una procedura», come scritto nella lettera inviata da Bruxelles il 17 febbraio scorso, è già frutto di un compromesso. Al ribasso, secondo l’ala più intransigente della Commissione. Lo scarto rilevato a novembre era maggiore, pari a uno 0,3% del Pil che equivale a oltre 5,1 miliardi ed erano state accolte tutte le richieste sulle spese eccezionali per migranti e terremoto. Poi c’è stato il referendum, le dimissioni di Renzi, le vacanze natalizie e per un po’ la questione e finita sottotraccia, almeno mediaticamente.

Nel frattempo sono continuati i contatti tra Pier Carlo Padoan e la Commissione, in particolare con Pierre Moscovici. La distanza sembrava quasi azzerata. La settimana scorsa, però, il ministro del Tesoro è arrivato a Bruxelles per la riunione dell’Eurogruppo e ha lasciato capire che gli effetti della sentenza della Consulta sulla legge elettorale avrebbero potuto riversarsi anche sulla trattativa per la manovra. In caso di ritorno alle urne prima dell’estate, nel Pd si era fatta largo l’ipotesi di ribaltare il tavolo e sfidare una procedura di infrazione. Strategia a cui Padoan si era detto nettamente contrario, definendola “una inversione a U”. Alla fine si è scelta una via intermedia. Chissà se anche questa volta l’Europa chiuderà entrambi gli occhi.

vivicentro.it/economia
vivicentro/Bruxelles a Padoan: ”Ci aspettavamo ben altro”
lastampa/Bruxelles: “Non è quello che ci aspettavamo, avevamo chiesto dettagli precisi” MARCO BRESOLIN – INVIATO A BRUXELLES

La risposta italiana a Bruxelles sui conti

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Il governo risponde alle osservazioni della Commissione europea sulla manovra spiegando le mosse per correggere i conti senza però ricorrere a una misura correttiva e aumentare le tasse.

L’Italia manda il suo piano all’Ue: “Lotta all’evasione e meno spesa”

Padoan insiste sulla crescita: il Pil quest’anno salirà più dello 0,8% previsto

ROMA – Un cordiale «Dear Valdis, dear Pierre» scritto a penna, un lungo perché l’Italia non riesce mai a rispettare fino in fondo le regole, infine gli impegni per il futuro. Ormai gli scambi di lettere fra Tesoro italiano e Commissione europea sono un genere letterario. Un rituale forse inevitabile perché le forme sono forme, di certo un po’ stanco. L’oggetto del contendere fra Roma e Bruxelles è anche questa volta una cifra piuttosto contenuta: 3,4 miliardi. Uno spillo nell’enorme fienile del bilancio italiano (oltre 850 miliardi), abbastanza per costringere il ministro Padoan ad una lunga trattativa con i commissari europei.

Nonostante i numeri, questa volta la faccenda si è rivelata più complicata del solito. Vuoi perché l’esito del referendum ha trascinato con sé il governo Renzi, vuoi perché non è ancora chiaro quando e come si voterà. Nel frattempo i problemi del Monte dei Paschi e di alcune altre banche hanno costretto il governo a caricare sul debito pubblico venti miliardi di euro. Nonostante Trump, la Brexit, i messaggi ripetuti di Renzi contro il doppio standard verso i tedeschi (ieri sul suo blog ha ricordato il surplus commerciale di Berlino) e il tentativo di Jean Claude Juncker di cambiare ricetta, dentro la Commissione europea le ragioni dell’austerità hanno ripreso fiato.

Il governo Gentiloni cerca di resistere: in due capoversi si impegna a rispettare le richieste dell’Europa, spiega anche nel dettaglio come lo farebbe, ma non prende ancora impegni precisi sui tempi. L’entità della correzione chiesta dall’Ue (3,4 miliardi) non viene mai citata, perché il governo spera di trovare la strada per minimizzare i costi. Non c’è solo il problema del cosiddetto «ouput gap» (una complicata diatriba tecnica per la quale all’Italia verrebbe imposto un aggiustamento superiore al dovuto) ma il 15 febbraio arriva la prima stima definitiva dell’Istat sulla crescita del 2016. Ebbene, al Tesoro scommettono in un ritocco all’insù dello 0,8 fin qui indicato.

La lettera lo scrive esplicitamente: «Il Pil sarà probabilmente superiore». Padoan insiste poi sulla necessità di tenere nuovamente conto delle spese per la gestione del sisma nel centro-Italia: «Non possiamo stimare con esattezza l’impatto sulle finanze pubbliche, ma sarà probabilmente molto superiore a un miliardo già nel 2017. Per mobilitare risorse a questo fine sarà creato un apposito Fondo».

In ogni caso: se si trattasse di 3,4 miliardi, i tagli di spesa varranno fino a 850 milioni. Di questi solo un decimo (appena 85 milioni) verrebbero reperiti da un taglio delle agevolazioni fiscali. Gli altri due miliardi e mezzo saranno garantiti da nuove entrate. Qui la lettera si fa ancora più generica: si promette un aumento della «tassazione indiretta», delle «accise» e un rafforzamento delle politiche antievasione fin qui adottate. Quando il governo deciderà tutto questo? La lettera scrive che «le misure sono parte di una strategia che verrà dettagliata nel Programma di stabilità ed entro l’approvazione del Documento di economia e finanza». In teoria ciò dovrebbe avvenire fra il 10 aprile (data entro la quale va presentato il Def) e l’approvazione delle due Camere in maggio. Ma che accadrebbe se nel frattempo il presidente della Repubblica indicesse nuove elezioni? In quel caso l’approvazione del documento passerebbe al nuovo Parlamento e addio scadenze. L’Italia si può permettere di traccheggiare? Le cifre in ballo non sono enormi. E la sensazione è che a Bruxelles abbia compreso le condizioni politiche in cui Padoan ha dovuto scrivere il documento. Il problema sono semmai i mercati, sui quali il rischio Italia è percepito come non accadeva da anni: lo testimoniamo i rendimenti sui titoli di Stato risaliti oltre il 2 per cento.

Twitter @alexbarbera

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Roma-Cesena 2-1 (67′ Dzeko, 72′ Garritano, 95′ rig. Totti) – I giallorossi accedono alle semifinali di Coppa Italia, ma che fatica!

CRONACA SECONDO TEMPO:

96′ Termina il match con il risultato di 2-1

95′ CALCIO DI RIGORE PER LA ROMA! Fallo di Agliardi su Strootman, che lo aveva anticipato. Sul dischetto si presenta Totti che non sbaglia e regala alla Roma la semifinale di Coppa Italia contro la Lazio.

92′ Corner per il Cesena, battuto da Vitale, viene fischiao fuorigioco

91′ Cartellino giallo per Manolas, che stende irregolarmente un avversario

90′ Assegnati 5 minuti di recupero

84′ Ammonito Rodriguez per fallo su Ruediger. Al suo posto, un minuto dopo, entra Panico

81′ Ultimo cambio per la Roma: El Shaarawy passa il testimone ad Emerson Palmieri

75′ Dzeko rimedia una punizione al limite dell’area di rigore. Sul pallone va Totti, che tira una sassata. Agliardi si distende alla grande e compie un miracolo

72′ GOL DEL CESENA! Errore pazzesco di Alisson che si scontra con Manolas, perdendo il pallone. Arriva il neoentrato Garritano che butta la palla in rete. Il pallone era passato tra le gambe del greco

72′ Sostituzione per il Cesena: Cocco rileva Ciano

68’ Garritano ammonito per simulazione nell’area di rigore giallorossa

67’ GOL DELLA ROMA! Totti per Strootman che passa ad El Shaarawy, che confeziona l’assist perfetto per Dzeko. Il bosniaco segna la sua ventuduesima rete stagionale

60′ Totti prova una conclusione diretta verso la porta difesa da Agliardi su punizione, ma il portiere si fa trovare pronto

59′ Grandissima occasione per Dzeko, che confeziona un tiro a giro perfetto sul secondo palo. La palla esce di un soffio

57′ Prima sostituzione tra le fila del Cesena: entra Garritano

54′ Nainggolan tira una sassata dalla lunga distanza ma sulla respinta di Agliardi non c’è nessun compagno pronto ad approfittarne

52′ Punizione dai 25 metri, batte Totti che prova la botta di potenza. Il tiro si infrange sulla barriera

50′ La Roma palleggia a centrocampo ma per il momento la manovra è sterile

Sostituzione per la Roma durante l’intervallo: entra Nainggolan, esce Jesus. Spalletti cerca dunque di rinforzare il centrocampo che ha versato in grosse difficoltà nel primo tempo

CRONACA PRIMO TEMPO:

47′ Termina il primo tempo con il risultato di 0-0

45′ Maresca assegna due minuti di recupero

44′ Gran palla di Totti che con il tacco cerca di servire Dzeko. Il bosniaco, però, non se l’aspettava e ad arrivare per primo è il portiere avversario

44′ Brutta entrata di Laribi su Ruediger, rimedia il giallo

43′ Punizione magnificamente battuta da Totti sul versante sinistro offensivo, il lancio è magnifico, ma nessuno si fa trovare pronto per approfittarne

38′ Altra grande occasione per il Cesena con Rodriguez, che nell’uno contro uno con Manolas, riesce ad avere la meglio sul difensore greco e a far compiere un altro miracolo ad Alisson

30′ Tiro ben indirizzato di Balzano, che viene murato di schiena da Jesus. Giallorossi in difficoltà

28′ Fischiato fuorigioco ad El Shaarawy che si era involato verso la porta

27′ Miracolo di Alisson su un colpo di testa di Rodriguez, lasciato troppo solo al centro dell’area di rigore

26′ Tentativo di Dzeko: Strootman passa al capitano che poi imbecca il bosniaco. La palla si alza leggermente, stava per insaccarsi.

22′ La Roma soffre la pressione degli ospiti, che si affacciano in avanti con un paio di spunti. Alisson è estremamente reattivo su un tentativo di tiro verso la porta

20′ Gioco fermo per un problema al flessore destro di Perotti. Prima sostituzione (obbligata) per la Roma, entra Dzeko. Trentunesima presenza per il calciatore bosniaco

15′ Roma che aziona una ripartenza veloce sull’asse Perotti-Totti, ma non riesce a pungere

13′ Primo tiro verso la porta da parte della Roma, con Manolas che tenta di sorprendere l’estremo difensore avversario sugli sviluppi di un corner

12′ Totti regala spettacolo con un colpo di tacco che avvia una buona manovra offensiva: la palla finisce ad El Shaarawy che tenta un ponte per Bruno Peres ma l’azione non ha sviluppi

9′ Manolas si perde Rodriguez che si smarca e si invola verso la porta. Poi il greco rimedia in corner, non aiutato da Alisson che non esce dai pali. Occasione per il Cesena

7′ La Roma tenta di stanare gli ospiti: uno-due prolungato di Mario Rui con Totti, ma il terzino vanifica l’azione offensiva tentando un passaggio difficile per El Shaarawy

6′ Manolas si prende un rischio con un retropassaggio azzardato ad Alisson. Il greco non si era acccorto che l’estremo difensore si trovava fuori dai pali

2′ Il Cesena è propositivo, gli unici spunti della Roma provengono dalla manovra di Totti, che prova a distribuire palloni ad El Shaarawy e Perotti

FORMAZIONI UFFICIALI:

ROMA (3-4-2-1): Alisson; Rüdiger, Manolas, Jesus; Peres, Paredes, Strootman, Mario Rui; Perotti, El Shaarawy; Totti.
A disp.: Szczesny, Lobont, Fazio, Vermaelen, Emerson Palmieri, De Rossi, Gerson, Nainggolan, Dzeko.​
All. Luciano Spalletti

CESENA (3-5-2): Agliardi; Rigione, Perticone, Ligi; Balzano, Koné, Laribi, Vitale, Renzetti; Ciano, Rodriguez.
A disp.: ​Bardini, Pompei, Setola, Schiavone, Panico, Cinelli, Gasperi, Rodriguez, Garritano, Di Roberto.​
All. Andrea Camplone

Arbitro: Fabio Maresca della sezione di Napoli
Assistenti: Fiorito – Longo
IV uomo: Calvarese

Pompei, Marrone: stop a guerriglia su Scavi, danno enorme per l’Italia

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Il presidente Confapi jr, Marrone: «Sì a diritti dei lavoratori, ma sindacati si calmino»

NAPOLI – «Gli Scavi di Pompei, i turisti, Napoli e l’Italia non possono pagare il prezzo dello scontro tra i sindacati e la Sopritendenza. C’è bisogno di una presa di coscienza collettiva».

A dirlo è Raffaele Marrone, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli.

«Le denunce e i cancelli chiusi non aiutano il dialogo – aggiunge Marrone –. I sindacati hanno il diritto di tutelare i lavoratori ma hanno anche il dovere di non cadere nel facile errore di confondere la rivendicazione con la contrapposizione».

«Gli Scavi di Pompei sono uno degli asset turistico-culturali più importanti al mondo e portatori di benessere e occupazione per un intero comprensorio: migliaia di persone vivono, direttamente o grazie all’indotto, per il tramite del sito archeologico. I sindacati – sostiene Marrone – non possono considerarlo una “proprietà” di cui disporre liberamente».

«La Sopritendenza, i lavoratori e le stesse sigle sindacali depongano le armi e trovino un punto d’intesa – conclude il numero uno della Confapi jr – perché lo spettacolo offerto, in questi giorni, è assai poco commendevole».