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UFFICIALE- El Kaddouri, addio Napoli: il marocchino è un nuovo giocatore dell’Empoli

UFFICIALE- El Kaddouri, addio Napoli: il marocchino è un nuovo giocatore dell’Empoli

Ne avevamo parlato giorni scorsi, ma adesso è ufficiale: Omar El Kaddouri è un nuovo giocatore dell’Empoli. I toscani hanno chiuso questa trattativa con il marocchino, che lascia il Napoli sei mesi prima della scadenza del contratto. La società azzurra rende nota la notizia attraverso un comunicato ufficiale, scrivendo:“Il Napoli ufficializza la cessione a titolo definitivo di Omar El Kaddouri all’Empoli”.

Hamsik, l’agente: “Legame unico con la città. Offerte dalla Cina? Ci sono, ma…”

Hamsik, l’agente: “Legame unico con la città. Offerte dalla Cina? Ci sono, ma…”

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto l’entourage di Marek Hamsik, Martin Petras, il quale ha dichiarato: “Siamo stati compagni in nazionale e da quei tempi abbiamo legato, c’è grande amicizia tra noi, lui è un bravissimo ragazzo come tutti sanno. Lavoro insieme al suo agente, Juraj Venglos, che mi ha dato una grande mano e lo ringrazio perchè non è un mondo facile. Record di Maradona a 9 gol? E’ un suo obiettivo, ce l’ha nella testa. Fa di tutto per raggiungerlo ed aiutare la sua squadra con i gol. Si sta godendo il campo, con Sarri s’è visto già il cambiamento dall’anno scorso e nonostante tutti i rumors è sempre rimasto a Napoli per raggiungere obiettivi personali e di squadra. Restare a vita? Dopo Totti e De Rossi, andato via Del Piero, è una delle poche leggende del calcio italiano. Lui si sente napoletano, i figli sono napoletani e sono cresciuti qui, è un legame troppo forte e continuerà qui. I soldi non sono importanti se non sei felice altrove, poi ha tanti obiettivi da raggiungere. Campionato? S’è visto che la Juventus può perdere qualche partita, è già capitato, gli anni scorsi invece era più difficile. E’ chiaro che c’è delusione per non vincere col Palermo, ma alcune partite si mettono male dall’inizio con un solo tiro in porta. Hanno fatto bene a gennaio, ma un passo falso può capitare. E’ giusto credere negli obiettivi più importanti. Il cammino è buono, Hamsik sta giocando il calcio che gli piace, è contento, gioca quasi tutte le partite e ieri parlavamo di questo periodo con le gare decisive, saranno tutte sfide con squadre di prima fascia, ma è sereno. Cina? Arrivano offerte per tutti, ma non ci facciamo neanche più caso. Poteva già essere lì, guadagnando quello che voleva, ma lui ama Napoli ed ha tanti obiettivi in testa dopo che De Laurentiis gli ha rinnovato il contratto”. 

Juve Stabia, ultima entrata: ecco Manari

Ultima entrata, un po’ a sorpresa, di questo calciomercato per la Juve Stabia. Le vespe hanno arricchito la batteria di esterni con un giovane prospetto del calcio italiano. Manuel Manari, esterno adattabile come mezz’ala dell’Ascoli, arriverà alle vespe in prestito secco. Operazione a sorpresa delle vespe, che chiudono questo mercato in maniera inaspettata. Il giovane centrocampista abruzzese ha fatto molto bene nel settore giovanile dell’Ascoli e questa sarà la sua prima esperienza tra i grandi. Di lui si dice un gran bene e si spera possa percorrere la stessa strada di Riccardo Orsolini, scuola Ascoli come lui, appena acquistato dalla Juventus. In comune con Orsolini, per ora, ha le caratteristiche e l’agente, Donato Di Campli, lo stesso di Verratti, il quale ha annunciato sul suo profilo Facebook la chiusura della trattativa.

Cromosomi ‘Orfani’ della Y (Lo Piano Saint Red)

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La  scienziata Monika Ward, dell’Universita’ di Honolulu, Hawaii; e’ riuscita a generare topi maschi in assenza del cromosoma Y.
 
Premessa : 
 
Il cromosoma Y è uno dei due cromosomi umani determinanti il sesso, l’altro cromosoma sessuale è il cromosoma X. Ci si riferisce a X e Y come cromosomi sessuali o eterosomi, per distinguerli dagli altri 44, definiti autosomi, che sono presenti sia negli individui di sesso maschile che in quelli di sesso femminile. 
 
Partiamo dal concetto che i topi hanno lo stesso sistema di differenziazione sessuale dell’essere umano per cui 2 cromosomi X determinano il genere femminile, mentre un x e y determinano il genere maschile.
 
La scoperta della Genetista consiste nell’aver dimostrato (sia pure in vitro) che il cromosoma Y non e’ determinante nella definizione del sesso.
 
Precisazione 
I topi maschi creati dalla Ward, nell’Istituto di Ricerca e Biogenesi dell’Universita’ di Honolulu nelle Hawai, non possono riprodursi in natura, perche’ la natura non dispone di cliniche di riproduzione assistita per topi. 
 
Cio’ nonostante I topi maschi della Ward sono perfettamente riproducibili e producono cellule sessuali maschili, che devono necessariamente essere iniettate in vitro nell’ovulo femminile.
 
Quindi, considerato che i topi hanno lo stesso sistema di differenziazione sessuale dell’essere umano, per la transitiva noi potremmo scegliere se avere un erede uomo o donna, senza l’apporto del ”terzo incomodo” cromosoma Y.
 
I risultati della Ward e colleghi dell’Universita’ di Honolulu, sono stati pubblicati sulla  prestigiosa rivista scientifica “Science”.
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Sky – Nuovo colpo in prospettiva per Giuntoli: vicino Delly, terzino ’98 del Prato

Potrebbe presto definirsi l’operazione tra Andrew Delly Marie-Sainte e il Napoli. In queste ore gli agenti del calciatore sono in contatto con la società azzurra per definire l’acquisto dal Prato e firmare l’accordo tra le società. Terzino destro classe ’98 nativo della Martinica, verrà aggregato alla Primavera di Giampaolo Saurini. Operazione in prestito con diritto di riscatto. Un acquisto in prospettiva, da far crescere con i più giovani. Lo riferisce Gianluca Di Marzio, esperto mercato Sky, tramite il proprio sito ufficiale.

 

Da gianlucadimarzio.com

Rai – Caos El Kaddouri, pre-contratto col Trabzonspor ma c’è l’Empoli

Rai – Caos El Kaddouri, pre-contratto col Trabzonspor ma c’è l’Empoli

A Si Gonfia La Rete, in diretta su Radio Crc, è intervenuto Ciro Venerato, collega Rai che ha fatto il punto sulla clamorosa situazione di El Kaddouri che ha firmato nelle ultime ore un pre-contratto col Trabzonspor: “Nel tardo pomeriggio Giuntoli vedrà Carli dell’Empoli per cercare di definire la cessione di El Kaddouri. L’Empoli ha già un accordo sulla base di 1.5 mln subito al Napoli più un premio di rendimento legato al numero di presenze ed al premio salvezza, più il 40% di un’eventuale futura rivendita. Ad El Kaddouri l’Empoli ha proposto tre anni e sei mesi di contratto. Giuntoli ha avuto una lunga telefonata con Raiola cercando di dirgli che ad Empoli c’è un progetto importante. Il contratto che l’Empoli è disposto a sottoscrivere potrebbe far capire a Raiola che la piazza è importante. E’ una partita aperta, si deciderà nel tardo pomeriggio, ma Empoli e Napoli sono ottimisti. Poi c’è un’opzione morale, ma non scritta, del Napoli su alcuni giovani dell’Empoli. Un nome caldo è quello di Dioussè, diciannovenne dell’Empoli, che potrebbe arrivare non nel prossimo anno, ma tra due anni. Ci sono altri talenti della Primavera dell’Empoli che piacciono al Napoli”. 

Sei ore di trattativa tra De Laurentiis e l’agente di Gabbiadini

Sei ore di trattativa tra De Laurentiis e l’agente di Gabbiadini

Secondo La Repubblica, ha salutato Napoli con lo stile che lo ha contraddistinto sempre in questi due anni. Quello di un ragazzo semplice che ha sempre badato alla sostanza. Manolo Gabbiadini è lontano anni luce dagli eccessi del calcio moderno e il congedo prima della nuova avventura al Southampton non poteva certo discostarsi troppo da questa immagine: lui, la compagna Martina e il figlioletto Tommaso tranquillamente a passeggio sul lungomare ieri mattina con Emanuele Giaccherini, non certo soddisfatto dell’impiego ridotto nell’ultimo periodo, e la moglie Dania (poi tutti a pranzo con Maggio). Gabbiadini si è concesso con gentilezza e disponibilità ai tifosi, con i quali la passione non è mai veramente esplosa. Il carattere riservato è stato interpretato come un ostentato distacco e una freddezza eccessiva. Le motivazioni dell’addio, però, sono altre. Il feeling tattico con Sarri non è mai decollato in un anno e mezzo. «Lo vedo come punta centrale nel nostro 4-3-3». E così Gabbiadini si è ritrovato alternativa di Gonzalo Higuain nell’annata record del Pipita (36 reti). Lui, a dire il vero, si sarebbe disimpegnato volentieri come attaccante esterno nel tridente ma l’esperimento è stato archiviato dall’allenatore che lo ha proposto solo in pochissime circostanze. La storia non è cambiata neanche dopo l’addio di Higuain. Gabbiadini è stato protagonista solo per una notte (quella del poker rifilata in amichevole al Monaco), troppo poco per ipotizzare un colpo di scena. Milik lo ha scalzato a suon di gol (7 in 9 partite) e neanche l’infortunio del polacco è riuscito a cambiare un finale già scritto. Gabbiadini si è sempre sentito sulla graticola (la sostituzione contro la Roma nella prima gara nel post Milik è l’esempio più eclatante) e ha poi dimostrato di gestire male la pressione. Il rosso di Crotone, le prestazioni negative da prima punta e l’esplosione di Mertens nel ruolo che doveva essere il suo hanno di fatto chiuso la sua avventura. Gabbiadini l’ha onorata con grande professionalità. Il rigore trasformato a Firenze, le prodezze contro Sampdoria e Spezia hanno confermato le qualità di un talento che si è acceso soltanto a sprazzi collezionando comunque 25 reti (uno ogni 124 minuti). Il presidente De Laurentiis lo ha mollato soltanto ieri alle 17.45 dopo una full immersion di sei ore con Silvio Pagliari, procuratore del giocatore, che con pazienza ha rimesso in piedi i cocci di una trattativa, diventata complicata domenica sera dopo l’1-1 col Palermo. Il Napoli ha accettato l’offerta solo nel pomeriggio, quando ha capito che alternative non ce n’erano anche perché Gabbiadini spingeva per l’addio. Il Southampton, dal canto suo, ha cambiato l’offerta alzando la parte fissa da 16 a 17 milioni (più 3 milioni di bonus). De Laurentiis, che lo aveva pagato 13 milioni nel 2015, si è riservato pure una percentuale sulla futura rivendita. Gabbiadini è partito ieri sera alle 21,20 per l’Inghilterra. Lo aspetta una nuova sfida. Quella col Napoli si è conclusa col sapore dell’incompiuta.

Sky – Giaccherini non si muoverà da Napoli: decisione definitiva della società

Diverse le voci che sono circolate in questi ultimi giorni di mercato riguardo un possibile addio di Emanuele Giaccherini. La società partenopea ha deciso di trattenerlo almeno in questa sessione di mercato, ecco quanto si legge sul portale Gianlucadimarzio.com:

 

“Poteva essere uno dei nomi caldi delle ultime ore di calciomercato. Ma per questa sessione Emanuele Giaccherini non si muoverà dal Napoli. Terminati ogni tipo di contatti per il centrocampista, che chiuderà la stagione agli ordini di Sarri. Parola fine per la Roma che aveva mostrato l’interesse maggiore per il centrocampista, provandolo a prendere prima di virare su Grenier. Giaccherini che quindi proverà a convincere l’allenatore del Napoli ad avere maggior spazio con le stesse motivazioni e voglia di fare di inizio stagione”.

La Lega Calcio non riesce ad accontentare il Napoli sul calendario: rabbia Sarri!

Lo riporta Il Corriere della Sera

Il Napoli si gioca tanto, quasi tutto, tra il 28 febbraio e il 7 marzo. Tre partite da paura in otto giorni, da martedì a martedì: si comincia con la semifinale di andata di Coppa Italia allo Stadium contro la Juventus alle 20.45; si prosegue con lo scontro con la Roma, sabato 4 alle 15 all’Olimpico, si chiude al San Paolo con Napoli-Real Madrid, ritorno degli ottavi di finale della Champions. La Lega, che ieri sera ha comunicato date e orari delle semifinali di coppa e anticipi e posticipi di campionato tra la settima e la decima giornata, ha cercato di assecondare i desideri degli azzurri. Ma i margini di manovra erano limitati. Il Napoli voleva lo spostamento della semifinale di Coppa Italia, che invece è stata messa in calendario il martedì, guadagnando un giorno. In pratica 4 partite in 11 giorni considerando anche l’anticipo con l’Atalanta di sabato 25 alle ore 18. Sarri non l’ha presa bene, il malcontento resta.

Nicholas Allievi: ” Il Siracusa è una buona squadra ma noi dobbiamo vincere”

Nicholas Allievi, il neo acquisto della Juve Stabia arrivato nel corso dello scambio con la Feralpi Salò tra lui e Daniele Liotti, ha parlato con noi delle sue aspettative con la maglia gialloblù e della prossima partita con il Siracusa.

Questi sono i passaggi del suo intervento:

Nicholas Allievi arrivi nello scambio che ha portato Liotti alla Ferlpisalò. Quale è il tuo obbiettivo per questa nuova avventura?

Il mio obbiettivo senza dubbio è quello di dimostrare il mio valore. La società mi ha voluto e non ho avuto tentennamenti perché è una società importante, ma soprattutto è un grande trampolino di lancio per me, per la mia carriera. Sono arrivato per dimostrare il mio vero valore provando a confermarmi ad alti livelli.

Puoi spiegarci dove ti piace giocare di più? Dove ti trovi più a tuo agio?

Io sono un difensore mancino sia centrale che terzino, soprattutto nell’ultimo anno mi sono confermato come terzino sinistro, però posso ricoprire egregiamente entrambi i ruoli.

Puoi essere considerato un giovane?

Nonostante la mia giovane età credo di aver acquisito molto esperienza nel corso dei vari campionati disputati in Lega Pro.

Hai seguito un pò il campionato della Juve Stabia, cosa ne pensi?

La classifica parla molto bene di questa società, so che è una squadra importante, una grande piazza so che è ambiziosa come lo sono io quindi conosco bene questa realtà.

Hai avuto modo di incontrare il gruppo?

Non ancora purtroppo, sono appena arrivato. Il mio è stato un viaggio molto lungo, ma sicuramente nel pomeriggio avrò occasione di presentarmi al resto della squadra.

Gara con il Siracusa molto importante, obbiettivo vincere anche se il Siracusa è una squadra che nelle ultime cinque partite non ha subito gol tra le “mura amiche”.

Sicuramente bisogna vincere, sicuramente sarà una gara difficile ma andiamo in Sicilia con la determinazione giusta e con la voglia di portare a casa i 3 punti.

A cura di Andrea Alfano

Sportitalia – El Kaddouri vicinissimo all’ Empoli: trattativa ai dettagli

Omar El Kaddouri all’Empoli, siamo ai dettagli. Un epilogo annunciato diversi giorni fa, poco fa incontro proficuo, il via libera del Napoli. E così i toscani si preparano ad annunciare il sostituto di Saponara. Lo riferisce Alfredo Pedullà, giornalista di Sportitalia ed esperto di calciomercato, tramite il proprio portale ufficiale.

 
Da alfredopedulla.com

Maxime Giron: “A Siracusa per vincere a prescindere dalla fratellanza tra le due tifoserie” (VIDEO)

Nel corso della conferenza stampa della vigilia del match “della fratellanza” tra il Siracusa e la Juve Stabia si è presentato in sala stampa il neo acquisto Maxime Giron. Il terzino sinistro di origini francesi ha parlato con noi della sua esperienza alla Reggiana, ma soprattutto delle sue aspettative con la maglia gialloblù.

Queste che seguono sono state le sue parole:

Maxime Giron arrivi alla Juve Stabia dopo un lungo corteggiamento, cosa ti ha convinto a scegliere la nostra squadra?

La Juve Stabia è stata la società che mi ha cercato di più, mi ha fatto molto piacere ed è per questo che ho preso questa destinazione.

Un campionato molto difficile quello della Reggiana, fino a poche giornate fa stavate nelle prime posizioni, poi cosa è successo?

Guarda, non ti so rispondere, secondo me abbiamo avuto difficoltà in qualche partita che purtroppo ci ha fatto perdere posizioni in classifica, pero in verità non ne conosco veramente il motivo.

Esperienza all’Avellino, esperienza alla Reggiana adesso la Juve Stabia, che cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?

Sinceramente, mi aspetto di crescere tanto perché ho tanto bisogno sia di crescere sia di giocare.

In passato hai già incontrato la Juve Stabia quando indossavi la maglia del  Melfi, dacci un tuo parere sulla tifoseria di Castellammare?

Ho un ottimo ricordo della tifoseria di Castellammare, ebbi un’ottima impressione anche se in quella partita non scesi in campo ma mi accomodai in tribuna.

Il tuo ruolo è terzino sinistro dovrai essere il vice Liviero, alle prese con un infortunio. Ti pesa questa posizione?

No assolutamente, perché a Reggio mi trovai in una situazione molto simile, poi sono riuscito sul campo a guadagnarmi un posto da titolare.

La prossima sfida col Siracusa è una partita particolare, come credo che tu sappia le due tifoserie sono unite da un legame di fratellanza. La Juve Stabia ha l’obbligo di vincere perché le prime iniziano a scappare in classifica.

Noi andremo li per vincere a prescindere da tutto, anche se a dir la verità questa cosa delle tifoserie non la sapevo.

Com’è la tua condizione fisica?

Ovviamente deciderà il mister se schierarmi in campo o meno, io fisicamente sono pronto infatti sabato scorso ho giocato con la Reggiana.

Puoi fare solo il terzino sinistro o puoi ricoprire anche qualche altro ruolo?

Finora in Italia ho sempre giocato come terzino sinistro, ho fatto anche il quinto ma ho sempre giocato da esterno.

A cura di Andrea Alfano

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Roma-Cesena, Spalletti: “Dimostreremo che la Samp è solo un episodio. Contento se Paredes rimane, Gerson in stand by”

NOTIZIE AS ROMA – Dopo la sfortunata sconfitta maturata sul campo della Sampdoria nell’ultimo turno di campionato, la Roma si concentra sulla Coppa Italia. Domani sera alle 21 andrà in scena allo stadio Olimpico l’ultimo quarto di finale di qesto torneo ed i giallorossi ospitano il Cesena di Camplone, squadra che milita nella serie cadetta e che ha inaspettatamente eliminato Empoli prima e Sassuolo poi. In palio c’è una prestigiosa semifinale da giocare contro la vincentr tra Inter e Lazio, che si sfideranno stasera.
Spalletti ha incontrato i giornalisti nella consueta confeenza stampa della vigilia. Queste le dichiarazioni del mister sulla sfid di domani e, soprattutto, sulle trattative di questa finestra di mercato, sul quale stasera stessa calerà il sipario:

“Florenzi si allena da oggi con la Primavera, poi tutti a disposizione”.

Domani il Cesena. I romagnoli non stanno vvando un buon momento. Quali sono gli elementi da non sottovalutare visto che il Cesena ha eliminato Empoli e Sassuolo?
“Hanno eliminato l’Empoli ai supplementari ad Empoli. Camplone già da giocatore era uno tosto, sa fare bene la fase difensiva, passando questi due turni fa vedere di essere uno che dà sostanza alla squadra e che si affida alle ripartenze dei giocatori forti che ha a disposizione. È una squadra che fa blocco tra difesa e centrocampo e sfrutta l’imprevedibilità degli uomini offensivi. Se alla squadra dai il segnale che fai delle cose nuove perché pensi sia più facile questa partita qui, fai l’errore che hanno fatto glia altri. Troveremo undici calciatori che triplicheranno le loro forze giocando contro di noi ed è giusto così. Se non la sapremo preparare bene, faremo come gli altri perché non c’è differenza con le altre partite”

Come si avvicina la Roma alla partita di domani sera?
“Quando si parla di ossessione non è un modo di pensare, è un modo di fare sempre e più l’obiettivo si allontana e più ti ci attacchi perché è tutto quello che vuoi con tutte le tue forze e con tutto il tuo cuore. Mi aspetto che ci sia la reazione giusta. Voi avete scritto tutto giusto, soprattutto di me avete scritto giustissimo però si crea poi nel modo di scrivere quelli che vincono e quelli che perdono. Dentro la squadra, nessuno prende le distanze da quello che è avvenuto. Voi ogni tanto le fate prendere, create quelli che dentro la sconfitta hanno vinto, ma con me non funziona così mai. Domani sera si fa vedere che quello è stato un episodio punto e basta”.

Grenier giocherà come mezzala o trequartista e come sta?
È un calciatore tecnico, che ha fatto tutti i ruoli del centrocampo. Non è quello che si butta in bandierina, non ha questa grandissima velocità, non è quello che sfora dietro le punte, ha destrezza nello stretto per qualità ed intuizione per cui li può fare tutti i ruoli di centrocampo nel recinto centrale. Lì ha fatto bene ance Pjanic, che sa muovere la palla e dare qualità al gioco. È uno dei due trequartisti, dipende tutto da quella che può essere la caratteristica della squadra avversaria”.

Come ha vissuto questi giorni Vermaelen? La partita di domani può servirgli a mettere altri minuti nelle gambe?
“Lui non è il colpevole di questa sconfitta, per noi un’azione da cui prendiamo gol comincia dal portiere avversario, non comincia dove uno colpisce male la palla. Muriel non salta solo lui, salta tutti perché i numeri dicono questo.  Come gli è stata fatta passare la palla a Muriel, come è stato fatto passare il difensore della squadra avversaria, se si è marcata bene la palla dentro l’area, questo è importante. Per voi Dzeko era fuori dalla Roma, invece è ancora qui e ci farà ancora del bene. Lo avevate fatto smettere di giocare per la Roma. Jesus aveva smesso, Emerson non era buono, Fazio all’inizio era il marito della Littizzetto però ora può giocare perché serve. È giusto quello che avete scritto, tutto. Però Vermaelen non è di sotto di un centimetro della qualità di quelli che vi piace di più mettere tra i titolari. Per me c’è un gruppo di calciatori e questo fatto secondo voi di buttare il cappello per l’aria, per me è un dare forza dicendo che ho bisogno di tutti e che tutti devono farsi trovare pronti”.

Il mercato della Roma è da considerarsi già concluso? Cosa è successo con Gerson? Lui ha chiesto di andare via?
“Il mercato spero sia chiuso perché è quel che mi sono sempre augurato dal momento che ci stavamo avvicinando al mercato. Mi premeva far sapere il mio pensiero ai calciatori prima che lo leggessero. Cerchi di anticipare e gli vai a parlare, anche perché un po’ di energie ce le ha tolte. Io vado in fondo con questa squadra, che è quella che mi sono scelto. Se poi ci sono forze maggiori dettate da necessità della società e del ragazzo è un discorso, ma a me sta bene così. Sono estremamente convinto che questa sia una squadra fortissima, la mia ossessione finisce quando raggiungo il traguardo dell’ossessione. Sono contento se la squadra rimane questa. Su Gerson è stata fatta una valutazione in cui essendogli capitata l’opportunità di far vedere il suo valore con più continuità, la società giustamente ha trovato un accordo. Poi ci sono le situazioni personali del ragazzo e non so cosa sia successo lì. Ora è un po’ in stand by,ma ci sta che possa ritornare. Già da quando è arrivato l’ho visto molto migliorato. Se capita una situazione migliore per Seck lo mandiamo a giocare. Paredes son contento se rimane”.

Facendo il bilancio anche in paragone con le altre squadre, la Roma perde qualcosa visto che gi altri hanno messo dentro qualche giocatore in più?
“Io mi rinforzavo se riuscivo a mantenere la mia squadra, che è rimasta quindi non abbiamo perso nulla nei confronti delle altre, siamo rimasti fortissimi. La differenza peggiore, più cattiva sono i 3 punti persi a Genova”

Ha parlato con Paredes? Le ha confermato se rimarrà? Che settimana ha passato?
“Ieri l’altro quando ci parlavo, perché poi succede che abitando nello stesso appartamento possa dirsi qualcosa gli ho chiesto: ‘Ah, vuoi andare via?’ E lui: ‘No, non voglio andare da nessuna parte, però se succede qualcosa…’. Il fatto che lui a fine partita abbia detto che resta qui, rafforza quella ricerca e quella chiusura che era importante che avesse il mio spogliatoio e la mia squadra. Noi non abbiamo cercato di dar via nessuno e mi sta bene che non sia stato preso nessuno. Grenier è arrivato perché è partito un giocatore ed abbiamo sfruttato quest’occasione. Lui ci farà vedere la qualità che aveva dimostrato a Lione prima dell’infortunio”.

Le ultime voci danno Manolas in partenza. Fa parte del gruppo di giocatori scontenti insieme ad El Shaarawy?
“Se la Roma è una squadra forte e si valuta al livello della Juventus, è per questi calciatori qui di cui stiamo parlando. Quando ci si dice che la Roma deve lottare alla pari con la Juve, è per i Nainggolan, per gli Strootman, per i Manolas. Se uno non gioca una partita la reazione non deve essere quella che voglio andar via. Si devono fare delle scelte quando si fa la formazione, e ci sono sempre tre soluzioni: la mia, la tua e quella giusta. I giocatori devono essere abituati a sapere che possono essere scelti per giocare oppure no e a Manolas resta la fiducia che ha. Mentre alla partita di domenica si può recuperare, a quella di domani sera non si può recuperare. La semifinale andata e ritorno sarà bellissima e importantissima, con la possibilità di giocare la finale a Roma. Se Manolas prende le distanze da quello che è successo non mi sta bene, se domani sera va in campo e comanda la difesa in maniera corretta fa vedere di essere un leader dentro la squadra e che quando c’è un problema come ora, si prende la responsabilità di pulire quel problema lì. È un leader come altri ce ne devono essere e ce ne sono. Manolas è un giocatore forte, che la società reputa forte. Se gli si dà un valore importante e una squadra viene a pagarlo una certa cifra, è un giocatore forte uguale. Poi c’è da fare una valutazione a 360 gradi. Mi ci vogliono in questi 40 giorni diversi giocatori, quelle che si vanno ad incontrare sono squadre ancora più forti delle precedenti e rimani penalizzato se non sei pronto. Si fanno le cose per la crescita di gruppo e classifica, per andare avanti in coppa però di me è giusto quello che avete scritto”.

Claudia Demenica copyright-vivicentro

Berretti, Siracusa-Juve Stabia: grande gesto della dirigenza sicula

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Berretti, Siracusa-Juve Stabia: grande gesto della dirigenza sicula

Arriva il comunicato del settore giovanile delle Vespette che saranno di scena sabato a Siracusa per sottolineare il grande gesto arrivato dalla dirigenza di casa: “Il Settore giovanile della Juve Stabia sente il dovere di ringraziare la società del Siracusa Calcio per l’invito rivolto a tutti i componenti della squadra Berretti che prenderanno parte alla gara Siracusa – Juve Stabia del relativo campionato, per assistere alla gara Siracusa – Juve Stabia di Lega Pro in programma Sabato 4 febbraio alle ore 14.30 allo stadio Nicola De Simone di Siracusa”.

a cura di Ciro Novellino

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L’allarme dello smog da Legambiente

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Le nostre città sono più inquinate: a gennaio nove capoluoghi italiani, tra cui Torino, hanno registrato 15 o più superamenti della soglia della media giornaliera di polvere sottili (smog). Luca Mercalli spiega che la situazione migliorerà grazie alle perturbazioni atlantiche, ma non c’è una soluzione strutturale all’orizzonte.

Ancora smog sulle nostre città, ancora superamenti delle soglie di sicurezza. Problema annoso, se già nel 1958 Calvino gli dedicava il racconto «La nuvola di smog», immaginando l’Epauci, un ambiguo e poco efficace «Ente per la Purificazione dell’Atmosfera Urbana dei Centri Industriali». Oggi le Agenzie regionali per l’Ambiente non si stancano di misurare dati e stimolare l’adozione di misure contro l’inquinamento, ma poi ogni inverno la situazione si ripropone, anche a causa degli anticicloni che inibiscono le precipitazioni, e soprattutto in pianura Padana riducono la ventosità provocando ristagni d’aria. L’ultimo rapporto di Legambiente «Mal d’aria 2017» parla chiaro: complice proprio la recente scarsità di pioggia e neve al Nord e sul versante tirrenico, solo in questo primo mese dell’anno nove città italiane – e in particolare Cremona, Torino e Frosinone – hanno già registrato 15 o più superamenti della soglia media giornaliera di 50 microgrammi di polveri (Pm10) al metro cubo d’aria, limite che non andrebbe oltrepassato per più di 35 giorni in un anno intero. Una situazione che conferma la tendenza negativa del 2016, che ha visto un capoluogo di provincia su tre superare i 35 giorni con particolato fuori limite. Torino l’anno scorso è stata la città italiana con la peggiore qualità dell’aria, con ben 89 superamenti in periferia Nord, primato che non stupisce se si considera la posizione della città subalpina, collocata in una delle pianure più urbanizzate e meno ventilate d’Europa, chiusa tra Alpi e Appennino settentrionale.

Tuttavia non dimentichiamo che queste classifiche sono solo indicative: ci sono anche città dove semplicemente il dato o non è significativo o addirittura non esiste. Ma quali sono le maggiori fonti di emissioni di particolato? Tra i principali imputati c’è il traffico veicolare, soprattutto i vecchi diesel, ma negli ultimi anni è aumentato anche il ruolo della combustione di biomasse come legna e pellet, soprattutto nelle zone rurali, ma non trascurabile nemmeno nelle grandi città. A Milano, stufe e caminetti contribuiscono per il 18% alle polveri fini (Pm2,5) rilevate nell’aria. Del resto un solo fuoco di foglie umide e sterpaglie può inquinare come centinaia di caldaie a metano, mentre i caminetti aperti fumano molto più di quelli moderni con inserto chiuso da vetro: anche per stufe e camini si va infatti facendo strada la certificazione. Infine ci sono le fonti industriali, gli inceneritori e le centrali elettriche, che sono comunque più controllate. Insomma, la miscela delle emissioni è varia e complessa, cambia a seconda delle zone e dei giorni, proprio come la fluttuante nuvola di smog di Calvino. Nei prossimi giorni la situazione migliorerà grazie alle perturbazioni atlantiche che da giovedì porteranno piogge e nevicate sopra i 1000 metri – non solo al Nord-Ovest, ma anche tra Lombardia e Nord-Est. Come sempre si tratterà di un aiuto temporaneo: in assenza di rimedi strutturali, l’aria tornerà malsana al primo anticiclone.

Le liste di Grillo: buoni – cativvi

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Beppe Grillo prepara una nuova scure sul dissenso interno: gli autoconvocati per l’assemblea segreta romana sono stati diffidati da un post del blog. Ora si pensa a una lista di buoni e cattivi per le ricandidature.

Grillo, nuova scure sul dissenso M5S

A Roma gli autoconvocati vengono diffidati con un post. Deferito un consigliere della Liguria che aveva difeso un fuoriuscito. E ora si pensa a una lista di buoni e cattivi per le ricandidature

ROMA – Era da settembre che negli ambienti dei 5 Stelle romani c’era chi chiedeva un’assemblea plenaria per discutere la brutta partenza della giunta di Virginia Raggi e lo scollamento con la militanza di base. Ora si farà, ma sotto lo sguardo attento e l’indice puntato di Beppe Grillo che appena una settimana fa aveva provato a fermare iniziative del genere.

Bisogna fare un piccolo salto indietro, al 23 gennaio. Sul blog appare un lungo post sul reddito di cittadinanza e alla fine il solito “P.s.”: «Non esistono assemblee di coordinamento fisico tra eletti o sedicenti attivisti, né a Roma né altrove». Due righe, sfuggite a molti, ma non ai diretti interessati. Come Claudio Sperandio, storico militante, tra i fondatori dei Grilli romani, il seme originario del M5S a Roma di cui fa parte Roberta Lombardi. Sperandio però, nella geografia della faida capitolina, è oggi considerato vicino a Daniele Frongia, ex vicesindaco, silurato da Grillo dopo l’arresto di Raffaele Marra, con lui, la sindaca e l’ex capo della segreteria Salvatore Romeo, parte del cosiddetto «raggio magico».

A Roma il M5S è balcanizzato. Le divisioni, storiche, si sono acuite in questi mesi di pasticciata amministrazione. Al momento ci sarebbero qualcosa come 15 meet-up che non parlano tra di loro e litigano tra chi insiste a difendere Raggi e chi, guardando a Lombardi, vuole liquidare la sindaca. Nelle scorse settimane sono stati almeno tre i diversi tentativi di organizzare un’assemblea dopo mesi di tira e molla e di dibattito interno. Ci ha provato anche Francesca De Vito, sorella di Marcello, presidente dell’assemblea capitolina, tra le prime a sfogarsi pubblicamente contro Raggi.

Alla fine ha prevalso Sperandio che ha tirato dritto nonostante il diktat di Grillo e nonostante qualcuno, nel forum di discussione del meet up, ha provato anche a porgli dubbi sull’opportunità di procedere con l’assemblea visto il post di Beppe: «Anche noi ci siamo preoccupati e abbiamo cominciato a chiedere se fosse rivolto a noi – ha risposto – Abbiamo feedback da Casaleggio Jr e ci hanno detto che il ps non era per noi». In realtà però le regole sull’assemblea vengono cambiate in corso di organizzazione: «Sarà un’assemblea No Logo, senza votazioni, o atti d’indirizzo» scrive. Ci saranno tavoli di lavoro sui municipi e non sono previsti interventi dal palco. Ma soprattutto non dovrebbero partecipare, a differenza di come era inizialmente previsto, i portavoce, cioè, i grillini eletti, locali e nazionali, proprio per evitare scontri tra fazioni opposte. Grillo non vuole che l’assemblea si trasformi in un processo contro Raggi proprio nei delicati giorni dell’interrogatorio di fronte ai pm di Roma che si dovrebbe tenere entro la settimana e proprio mentre i sondaggisti di Ipr e Tecné registrano che, se si andasse a votare oggi, la sindaca prenderebbe meno del 50%. Un crollo.

Mai come in questa fase il controllo di Grillo sta diventando capillare, spietato verso le voci più critiche e le pulsioni correntizie. In Parlamento si parla addirittura di una lista di buoni e cattivi, tra deputati e senatori uscenti, con cui verranno selezionate le future ricandidature. Ieri, invece, in un altro “P.s.” il leader ha deciso di imperio di mettere sotto procedura il consigliere regionale ligure Francesco Battistini, affidando il giudizio sulla sua condotta ai probiviri, come previsto dal codice. La colpa di Battistini? Aver pubblicamente difeso Paolo Putti, ex candidato alla guida di Genova, uscito, assieme ad altri due consiglieri comunali, dal Movimento in polemica con la gestione di Grillo. Ed è proprio contro questi ultimi addii che si deve leggere il post di ieri sull’«effetto cadrega»: un attacco a chi ha lasciato il M5S senza essersi dimesso e un nuovo inno al vincolo di mandato.

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vivicentro/Le liste di Grillo: buoni – cativvi
lastampa/Grillo, nuova scure sul dissenso M5S – ILARIO LOMBARDO

Il piano Ue per i migranti: niente navi europee nei pattugliamenti in acque libiche

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La bozza del vertice Ue sui flussi migratori in agenda per venerdì non prevede navi europee nelle acque libiche: sarà la Guardia Costiera di Tripoli a intercettare i migranti diretti in Europa e riportarli a terra, ovvero attuare i cosiddetti respingimenti. La strada verso una soluzione che garantisca anche il rispetto dei diritti umani è però ancora intricata.

Il piano della Ue per i migranti. “La Libia farà i respingimenti”

La bozza del vertice sui flussi: niente navi europee nei pattugliamenti. I 28 divisi su rimpatri e campi. L’ambasciata tedesca in Niger: sono lager

BRUXELLES – «Stiamo camminando sul filo del rasoio». Tra i diplomatici al lavoro sul documento finale del prossimo summit Ue, in programma venerdì a Malta, c’è questa convinzione. Il vertice dei capi di Stato e di governo sarà dedicato ai flussi migratori nella rotta centro-mediterranea, con un focus sulla Libia. «L’urgenza della situazione – si legge nell’ultima bozza circolata ieri tra gli sherpa – richiede ulteriori misure operative». Per questo bisogna agire «rapidamente e in modo determinato». Con un dettaglio da non sottovalutare: l’Ue darà il suo «sostegno agli sforzi e alle iniziative dei singoli Stati membri che si stanno impegnando in Libia». Il riferimento è al piano del governo italiano promosso dal ministro Marco Minniti: l’Italia è stata il primo Paese occidentale ad aver riaperto la sua ambasciata. Ieri anche la Turchia ha seguito la stessa strada.

Ma il dossier su Libia e migranti si gioca su due diversi terreni, altrettanto scivolosi: quello legato al rispetto dei diritti umani – per le condizioni in cui vivono i migranti nei centri sulla terraferma – e quello, più geopolitico, che ha a che fare con i rapporti con la Russia di Vladimir Putin, sostenitrice del generale Haftar. Per questo, si legge nel documento di tre pagine diviso in 7 punti, «gli sforzi per stabilizzare la Libia sono ora più importanti che mai». Giovedì la visita ufficiale di Fayez al-Sarraj a Bruxelles sarà un momento-chiave in questo percorso. Salvo colpi di mano dell’ultimo minuto (qualche delegazione ci sta provando), i governi ribadiranno il «pieno supporto» al Governo di Accordo Nazionale di Tripoli.

Nella «dichiarazione» che sarà approvata venerdì dai leader non verrà nemmeno menzionata l’ipotesi di far entrare le navi europee nelle acque libiche (la fase 2B dell’Operazione Sophia). Non ci sono le condizioni. L’Ue continuerà ad affidare il pattugliamento delle acque libiche alla Guardia Costiera di Tripoli, che intensificherà la sua attività. In cambio di addestramento, forniture e interventi economici per favorire lo «sviluppo socio-economico delle comunità locali». I libici avranno il compito di intercettare tutte le navi e riportare a terra i migranti. Tecnicamente non si potrebbe parlare di respingimenti, ma nella pratica lo sono.

Qui però sorge il problema a cui i 28 non hanno ancora trovato una soluzione: che fine faranno quei migranti? Commissione e governi sono d’accordo nel «promuovere i rimpatri volontari» per i migranti economici. La proposta firmata da Mogherini e Avramopoulos parla anche di reinsediare in Europa chi ha diritto all’asilo e fa un appello agli Stati. Ma il fatto che di questa ipotesi non ci sia traccia nella bozza del Consiglio la dice lunga sulla volontà delle Capitali di collaborare. E poi c’è il problema delle condizioni di «detenzione».

Ieri la Guardia Costiera libica ha fatto sapere di aver intercettato due imbarcazioni al largo di Sabratha. A bordo c’erano 700 persone, che poi sono state trasferite in un centro per migranti. Per la Commissione le condizioni in quei centri sono «inaccettabili e lontani dagli standard di rispetto dei diritti umani». Un documento riservato dell’ambasciata tedesca in Niger parla addirittura di «condizioni peggiori di quelle dei campi di concentramento», con «esecuzioni, torture e stupri».

L’obiettivo è di garantire l’accesso alle agenzie dell’Onu, ma il problema è che la stragrande maggioranza dei centri è fuori dalle aree controllate da Sarraj. Che per ora resta l’unico interlocutore. A questo si aggiunge il rischio che, nel caso in cui i pattugliamenti dovessero funzionare, i trafficanti potrebbero spostarsi ad Est. Alcune cancellerie temono che i flussi possano finire sotto il controllo del generale Haftar e del suo principale sponsor Putin.

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lastampa/Il piano della Ue per i migranti. “La Libia farà i respingimenti” MARCO BRESOLIN – INVIATO A BRUXELLES

Batti e ribatti, ora anche i centri islamici sono diventati obiettivi

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Alexandre Bissonette, giovane canadese, apre il fuoco sui fedeli in preghiera nella moschea di Quebec City, in Canada. In attesa di conoscere i motivi del suo gesto ciò che colpisce – come scrive Lorenzo Vidino de La Stampa – è che si è trattato di un attacco terroristico contro una moschea in Occidente, con molte vittime. E ciò impone all’anti-terrorismo di più Paesi di iniziare a considerare anche i centri islamici come obiettivi da proteggere.

Se le vittime diventano i musulmani

Al di là del fatto che sei fedeli sono stati uccisi, al momento esistono solo poche certezze in merito all’attentato contro la moschea di Quebec City. Le ultime notizie fanno pensare che il sospettato principale, lo studente ventisettenne Alexandre Bissonette, abbia agito da solo e, come si evince dall’analisi dei suoi profili social, avesse simpatie di destra.

Non si può ancora escludere che sia stato mosso da qualche motivo personale. Ma è invece molto più probabile che ci si trovi davanti, pur restando al momento il dubbio sulla matrice ideologica, al primo attentato di dimensioni significative contro una moschea in un Paese occidentale. Sin dall’11 settembre si sono registrati sia in Nord America sia in Europa vari attacchi a luoghi di culto islamici, spesso meri atti di vandalismo ma in certi casi veri e propri atti di terrorismo. Il più drammatico era stato in Inghilterra, dove nel 2013 uno studente ucraino aveva piazzato degli ordigni esplosivi in varie moschee.

Prima aveva ucciso a coltellate un ottuagenario di origine asiatiche che usciva da una piccola moschea di Birmingham. Al processo l’uomo dichiarò che il suo obiettivo era quello di scatenare una guerra razziale nel Paese e nel resto d’Europa.

Episodi meno drammatici si sono verificati con crescente frequenza negli ultimi anni. Spesso si tratta di graffiti o vetri rotti. In altri casi di rudimentali ordigni esplosivi piazzati davanti a moschee, spesso in orari notturni e senza pertanto colpire persone. Era successo così a Milano nel 2007, quando l’ex militante di Prima Linea Roberto Sandalo, a nome del sedicente Fronte Cristiano Combattente, aveva perpetrato due attentati incendiari contro due moschee locali (Segrate e via Quaranta).

Quebec City stupisce quindi per la drammaticità ma non totalmente per l’obiettivo. La maggior parte delle azioni violente contro moschee europee o nord americane sono state compiute da militanti di destra o comunque da soggetti mossi da motivazioni xenofobe. In certi casi però motivi settari interni alle comunità islamiche, spesso trasposizioni di conflitti visti in Paesi mediorientali, erano le cause degli attacchi. Da quando è emerso sulla scena lo Stato Islamico, infatti, sono stati registrati vari attacchi contro moschee sciite o di varie sette minoritarie, come gli ahmadiyya, perpetrate da militanti sunniti.

Sono dinamiche ben note alle comunità islamiche e alle forze anti-terrorismo occidentali. Infatti, nel nostro Paese come in altri, molte moschee hanno spesso adottato vari sistemi di sicurezza e quelle più importanti sono protette dalla vigilanza delle forze dell’ordine. La stessa semi-militarizzazione che soffrono da decenni i luoghi di culto ebraici, che sempre più spesso, in particolare dopo lo sgozzamento di un prete in Francia quest’estate e l’attacco al mercatino di Natale di Berlino, tocca a quelli cristiani, affligge e, dopo l’attacco di ieri, affliggerà ancora di più anche quelli islamici.

Nelle prossime ore si saprà di più su cosa è successo, anche se nel mondo sempre più parcellizzato e dominato da teorie complottistiche dei social media e delle «fake news» molti non arriveranno mai a sapere le vere dinamiche sull’attacco anche dopo che verranno scoperte e ufficialmente diffuse, seguendo invece teoremi infondati ma che rimbalzeranno con insistenza in vari angoli del web. In piccole comunità virtuali legate all’estremismo di destra si parlerà in ogni caso, anche se la teoria fosse totalmente smontata dai fatti, di atto compiuto da estremisti islamici, come si diceva dopo che era stato riportato che uno dei soggetti arrestati era di origine marocchina. Lo stesso avverrebbe, mutatis mutandis, in ambienti islamisti o dell’estrema sinistra. Quello che è certo è che, qualunque siano i motivi dell’attentatore, gli eventi di Quebec City contribuiranno ad accrescere la tensione e la polarizzazione che turbano le nostre società in misura sempre crescente.

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lastampa/Se le vittime diventano i musulmani LORENZO VIDINO

L’attacco del nerd emarginato alla moschea in Canada

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Un giovane canadese apre il fuoco sui fedeli in preghiera nella moschea di Quebec City, in Canada. È un attacco che colpisce i musulmani e lascia a terra sei vittime, compreso l’imam, e sei feriti. Il premier canadese Justin Trudeau rassicura le comunità musulmane: «Questa è casa vostra, vi difenderemo». Paolo Mastrolilli, inviato de La Stampa, descrive il profilo del ragazzo di 27 anni che è stato fermato per l’attentato.

Alex, nerd emarginato, fan di Trump e Le Pen “Odia sinistra e immigrati”

Secondo i compagni era attratto dai suprematisti. Gli altri universitari: stava soltanto con il fratello

WASHINGTON – Ammira Donald Trump, Marine Le Pen e le forze armate israeliane, ma anche il senatore McCain, George Bush, il New Democratic Party del Canada, e viene descritto dai compagni di classe come un «nerd» solitario ed emarginato. Il profilo di Alexandre Bissonnette, lo studente di 27 anni incriminato per la strage nella moschea di Quebec City, corre lungo il confine tra l’estremismo xenofobo e l’instabilità caratteriale.

Bissonnette è un canadese francofono, nato a Cap-Rouge e iscritto alla Université Laval, dove seguiva i corsi di Scienze politiche. La sua pagina su Facebook, cancellata dopo l’arresto, pubblicava foto personali non particolarmente significative, tranne quella che lo ritraeva come cadetto della Royal Canadian Army, ma anche alcune indicazioni delle sue opinioni. I «like» erano dedicati al nuovo presidente degli Stati Uniti, alla candidata della destra francese all’Eliseo, e alle forze armate israeliane, ma anche al senatore McCain, che sta emergendo come uno degli oppositori repubblicani più determinati del capo della Casa Bianca, e al New Democratic Party del Canada, cioè una formazione di sinistra.

Davanti alla domanda se Bissonnette sia stato motivato dalle dichiarazioni di Trump sugli immigrati, dalle polemiche suscitate dal suo decreto che bandisce i cittadini di sette Paesi islamici, o dalla decisione del primo ministro Justin Trudeau di offrire ospitalità ai rifugiati rdagli Stati Uniti, il premier della regione del Quebec Phillippe Couillard ha risposto così: «Viviamo in un mondo dove le persone tendono a dividersi, invece di unirsi. Il nostro Paese, il Canada e il Quebec, deve rimanere un faro di tolleranza».

Per capire meglio la personalità di Alexandre, i media locali si sono rivolti a chi lo conosce, in particolare ai suoi compagni di studi. Mikael Labrecque Berger ha detto a «Le Journal de Quebec» che Bissonnette ha un fratello gemello con cui passava quasi tutto il suo tempo: «A parte lui, non lo vedevo mai con altra gente». Secondo Labrecque, il killer era «un nerd non popolare, e gli altri ragazzi non lo prendevano sul serio. Rispondeva agli insulti che riceveva, ma non usava mai la violenza fisica. Lui e il fratello non erano integrati con i compagni». In altre parole un emarginato, con un profilo che ricorda quello dei giovani introversi e isolati, che in altre occasioni sono esplosi soprattutto nelle scuole americane, sfogando la loro frustrazione con stragi tipo quella avvenuta a Columbine.

Altri compagni, però, intravedono una forte motivazione politica nel suo attacco. Secondo Eric Debroise, che ha contattato la polizia per offrire informazioni, Alexandre «ha opinioni politiche molto a destra, vicine agli ultra nazionalisti e ai suprematisti bianchi». Quindi ha aggiunto: «Amava molto Trump e aveva un malcontento permanente contro la sinistra».

Un altro studente citato dal «Journal de Quebec», Jean-Michel Allard-Prus, ha raccontato che era in contatto con Bissonnette e spesso discuteva con lui di politica: «Aveva idee di destra, pro Israele, e anti immigrazione. Ho avuto diversi dibattiti con lui riguardo Trump, era evidentemente in suo favore».

Il gruppo Bienvenue aux Réfugiés ha scritto che il killer «era noto a diversi militanti del Quebec, per le sue prese di posizione identitarie pro Le Pen e antifemministe all’Université Laval». L’inchiesta è appena cominciata, e il fatto che Alexandre è stato catturato vivo aiuterà a capire le sue motivazioni. Nel frattempo il sindaco di New York de Blasio ha deciso di rafforzare la sicurezza davanti alle moschee della città, temendo il contagio delle violenze contro i musulmani.

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lastampa/Alex, nerd emarginato, fan di Trump e Le Pen “Odia sinistra e immigrati” PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A WASHINGTON

ESCLUSIVA – Luigi Pavarese: ”I ragazzi della curva sono straordinari. Manniello e i tifosi meritano il ritorno in serie B”

L’intervento dell’ex D.S: Luigi Pavarese al Pungiglione Stabiese

Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”, programma radiofonico a cura della nostra redazione di ViviRadioWeb abbiamo avuto come ospite telefonico l’ex D.S. gialloblè Luigi Pavarese. Con lui abbiamo fatto un’analisi di questo momento negativo delle Vespe, e ascoltato anche le sue considerazioni su questo mercato di riparazione con le trattative portate a termine dalla società stabiese.

Questi sono alcuni frammenti della lunga intervista concessaci:

Direttore lei ha vinto un campionato di serie C2 con la Juve Stabia con mister Rastelli in panchina. Poi dopo le strade si sono divise, via Rastelli e via anche Pavarese. Qual’è stato il motivo del suo abbandono?

Ebbi la fortuna di arrivare l’anno successivo la brutta retrocessione in serie C2 e di far parte di quella Juve Stabia che ritornò in serie C1 per poi fare la splendida cavalcata in serie B. Inutile guardare al passato, altrimenti non si ha futuro. Io guardo avanti e adesso devo pensare al mio Modena. Conservo sempre un ricordo graditissimo della città di Castellammare. Sono legato alla piazza perché li è nata una forte amicizia con una persona a cui ci tengo tantissimo: mi riferisco ad Alberico Turi responsabile del settore giovanile. Forse in quell’anno non ci capimmo, ma comunque mi reputo fortunato ad averlo conosciuto in quell’annata. Nei fatti è nata una forte amicizia. Al di la di tale amicizia conservo un grandissimo ricordo soprattutto dei ragazzi della curva che sono veramente il dodicesimo uomo in campo.

In futuro potrebbe avvenire un suo ritorno a Castellammare?

Sarebbe bello, magari! Possiamo dire che sono affezionato ai colori gialloblù, infatti a Modena abbiamo gli stessi colori (ride n.d.a.). In Emilia sarà però difficile sperare in una promozione come avvenne a Castellammare; ottenere la salvezza significherebbe tanto e speriamo di riuscirci. Tra l’altro la squadra è stata affidata a Ezio Capuano che davvero sta facendo bene.

Lei conosce bene mister Fontana, dai tempi sciagurati con la Nocerina, si aspettava che lottasse per il vertice?

Ho avuto la gioia di lanciare come allenatori Moriero e Rastelli, due ex calciatori a cui gli avevo tolto la serie A, però li ho lanciati da allenatore. A Nocera è stata la prima esperienza tra i professionisti per Gaetano. Ho avuto modo di apprezzare le qualità prima come uomo e poi nelle vesti del tecnico professionista, è molto preparato, e non mi meraviglio di ciò che sta facendo alla Juve Stabia. Già sapevo del suo valore, e quando lo dicevo, in molti sorridevano credendo che parlassi solo per affetto della Juve Stabia e nei confronti di Gaetano.

Direttore questo è stato finora un mercato un po’ particolare per la Juve Stabia. L’obiettivo era, ed è stato nell’intento, di migliorare la rosa che però in queste due partite ha steccato sotto il profilo dei risultati:

Si, purtroppo un pari in casa dopo aver dominato, e una sconfitta in trasferta su un campo oserei dire “inimmaginabile” dove la squadra ha lottato fino al termine costruendo tante occasioni. Adesso mi trovo a Milano, ho incontrato Polito e gli ho detto che se quella partita fosse durata 3 giorni, la Juve Stabia comunque non avrebbe fatto gol. Sono partite che nascono storte, speriamo che il periodo negativo per la Juve Stabia sia finito a Messina, che possano rimettersi in marcia sperando in un passo falso degli altri. Finora alle concorrenti è andata sempre tutto per il verso giusto, un passo falso dovranno pur commetterlo e sono certo che per la qualità dei calciatori, soprattutto per la qualità tecnica e societaria, la Juve Stabia lotterà fino alla fine e gli auguro veramente di ritornare in serie B, perché la città e i tifosi lo meritano.

La Juve Stabia anche con Braglia riuscì ad arrivare ai play-off, quest’anno ci auguriamo di vincere direttamente il campionato. Pizzico di sfortuna o inesperienza di mister Fontana?

Il campionato è ancora lungo e ci sono ancora gli scontri diretti. Assolutamente no, nessuna inesperienza dell’allenatore ci mancherebbe, credo sia solo un fatto di sfortuna, da quello che mi risulta comunque la squadra ha lottato fino alla fine. Sono episodi negativi, le altre volte gli avversari facevano gol alla terza occasione che gli veniva concessa, adesso gli avversari hanno fatto goal alla prima occasione capitata. Questo non è demerito dei calciatori o dell’allenatore assolutamente. La squadra ha lottato con il Monopoli, ha raggiunto il risultato di parità e poi ha mancato il colpo decisivo. A Messina purtroppo tra tanti occasione create non è arrivato il pari. Purtroppo vuoi la sfortuna e vuoi anche un po’ il terreno di gioco e pervenuta la sconfitta.

Dalle sue parole si capisce che lei segue ancora con passione la Juve Stabia:

Seguo le vespe con grande attenzione e posso assicurarvi che dopo il risultato del Modena e del Napoli c’è subito la Juve Stabia. Quindi sotto questo punto di vista non dico bugie, sono molto sincero.

Dopo le due vittorie consecutive del suo Modena che di fatto è uscito fuori dalla zona playout, si pensa eventualmente a puntare al decimo posto e quindi accedere ai play-off?: Guardi a differenza del girone C e del girone A, il girone del Modena è molto difficile e lo dimostra soprattutto il numero di squadre raggruppate in pochi punti. Dovessimo noi riuscire in un filotto positivo di partite, potremmo comunque incominciare anche a pensare a sognare un eventuale arrivo ai play-off. Credo che bisogna stare con i piedi per terra, domenica contro il Teramo abbiamo avuto una grandissima reazione dopo un primo tempo dove ci ha visto soccombere non solo da un punto di vista del risultato ma soprattutto sul piano del gioco. Nel secondo tempo c’è stata la reazione della squadra, vuoi anche per la strigliata che ha fatto Capuano negli spogliatoi e vuoi per il cambio di modulo adottato dal Mister. Questo dimostra che abbiamo un organico duttile e non camaleontico e dei calciatori che sono pronti a sacrificarsi e a buttare il proprio spirito oltre l’ostacolo. Sono qualità che cercavamo soprattutto per uscire da questa brutta situazione. Dobbiamo vivere alla giornata è solo così pian piano possono arrivare dei risultati che prima potevano sembrare insormontabili.

Direttore, lei ha parlato di questa forte amicizia con Alberico Turi responsabile del settore giovanile ormai da anni, da quando Manniello è qui a Castellammare. Noi di Vivicentro che seguiamo in esclusiva tutto il settore giovanile possiamo dire che il direttore insieme ai suoi collaboratori ha fatto un ottimo lavoro, in tutte le categorie, la Juve Stabia si è piazzata nei primissimi posti. Qual’è secondo lei il segreto del direttore Turi nella gestione di questo settore giovanile?

È facile giudicare i calciatori per quanto riguarda la prima squadra, è difficile poi individuare tra i giovani quelli che hanno potenzialità per il futuro. Alberico è uno di quelli che ha “l’occhio lungo”, sa il fatto suo, oltre ad essere un bravo organizzatore, soprattutto uno di quelli che sa vedere i giovani e i calciatori. Questa è una grande forza che ha Manniello e la Juve Stabia, è un capitale che assolutamente bisogna custodire e mai e poi mai perdere.

Per quanto riguarda il rapporto con Manniello, lei cosa ci può dire in merito:

Con Manniello resto in buoni rapporti, è stato il mio presidente e quindi figuriamoci. Mantengo buoni rapporti con tutti, ci siamo sentiti anche pochi giorni fa per scambiarci un po’ di impressioni sul calciomercato, lo facciamo spesso, a sottolineare i buoni rapporti che abbiamo ancora.

In chiusura, un messaggio che vuole fare alla città di Castellammare e ai tifosi? Ribadisco, la curva mi è rimasta nel cuore. Spero di non venire mai a Castellammare da avversario, il mio cuore sarebbe diviso. Un saluto a loro e sempre forza Juve Stabia.

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