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Eccellenza- Portici-Procida,si gioca ad Ercolano domenica mattina alle 11:00

La gara tra Portici e Procida Calcio si doveva giocare sabato pomeriggio alle ore 15:00, allo stadio Vallefuoco di di Mugnano. La capolista del campionato di Eccellenza,è stata invece costretta a cambiare luogo,data e orario. E’ da inizio stagione che la società azzurra,ha questo tipo di problema,che si trova a cambiare ogni partita che disputa in casa e trovare un campo in provincia,data l’inagibilità dello stadio “San Ciro ” di Portici. La società azzurra aveva infatti pensato di anticipare la gara contro la squadra dell’isola di Graziella,sabato pomeriggio. Lo stadio di Vallefuoco di Mugnano,però sabato pomeriggio è già occupato in virtù di altre gare. Nella mattinata di ieri la squadra di mister Pasquale Borrelli,è stata costretta a trovare una soluzione in breve tempo. Si giocherà quindi domenica mattina alle ore 11:00,allo Stadio Solaro di Ercolano. Il costo del biglietto sarà di 5 euro,inoltre la società azzurra comunica che: al botteghino dello stadio si potrà acquistare anche la sciarpa del Portici,chi ne compra una al costo di 15 euro avrà diritto di entrare gratis allo stadio.

 

Real Madrid, scelta una location da sogno a Napoli

Real Madrid, scelta una location da sogno a Napoli

Il Real Madrid ha scelto la sede del ritiro a Napoli. Secondo Il Mattino, la squadra di Florentino Perez, in occasione della gara di ritorno degli ottavi di Champions League in programma il 7 marzo allo stadio San Paolo, alloggera’ a Palazzo Caracciolo, all’hotel di San Giovanni a Carbonara nel quale e’ stata chiesta l’intera disponibilita’ delle camere.

Callejon: “Adoro questa città, mi sento napoletano! Sognavo la sfida al Real”

Le sue parole

Josè Maria Callejon ha rilasciato una lunga intervista al giornale spagnolo AS:

Real Madrid-Napoli era la partita che sognavi? “Sinceramente sì. Sognavo di ritornare a giocare al Bernabeu un giorno, ma non mi aspettavo potesse accadere già adesso. Il Real Madrid ci è uscito subito nel sorteggio, speravo di prenderlo più in avanti degli ottavi, ma è andata così”

Come ha reagito la squadra al sorteggio?
“Molto bene, è una sfida per tutti noi. Fino a sabato però non possiamo parlarne nello spogliatoio altrimenti il mister si arrabbia (ride,ndr”.

Cosa temi del Real? “Tutto. Dovremo stare attenti a tutto perchè il Real è la migliore squadra al mondo”

Hai parlato con i tuoi ex compagni?Ho fatto i complimenti a Cristiano per il Pallone d’oro e mi sento con Morata e Pepe”.

Che tipo di compagno è Cristiano? “Ronaldo è una persona assolutamente normale, semplice. Un gran lavoratore: arriva per primo e va via per ultimo. Quando lavoravo con lui cercavo sempre di apprendere. Non si lavora tutti i giorni col migliore al mondo”

Il tuo allenatore in blanco fu Mourinho. Hai parlato con lui della sfida al Napoli? “Ho un gran rapporto con lui, ma della gara non abbiamo parlato”.

Come giudichi il Zidane allenatore? “Sta facendo benissimo, ma non mi ha sorpreso. È stato un calciatore spettacolare e come tecnico non poteva esserlo altrettanto”

Quando capisti che era il momento giusto per lasciare Madrid? “Ero felice, ma sentivo che dovevo fare un passo avanti nella mia carriera. Mi chiamò Benitez, mi disse che a Napoli sarei stato felice. Non ho dubitato nemmeno un secondo nella scelta”

Rafa disse: “Callejon segnerà 20 gol”…“Devo dire che quella frase mi mi se un po’ di pressione, ma alla fine ha funzionato!  Con lui sono stato felice, mi ha insegnato tanto, abbiamo vinto due titoli e ho conquistato la mia prima convocazione in Nazionale. Posso solo che  ringraziarlo.

Hai parlato con lui di Napoli-Real? “Non ho parlato della sfida contro il Real con Rafa, ma l’altro giorno mi ha mandato un sms dove si era rammaricato per non aver visto la gara contro il Bologna ed anche per la mia espulsione augurandosi che la squalifica fosse solo di una giornata. Mi ha portato fortuna.

Perchè non è riuscito ad imporsi al Real? “Non lo so per me lui resta un grande allenatore e sono contento stia facendo bene in Premier. Se lo merita”

Colpo di fulmine con Sarri…
“Nessuna, aspettavo di conoscere Sarri. Lui ha avuto un impatto stupendo con il gruppo e il suo calcio ci piacque subito. Mi disse che contava molto su di me. I risultati poi parlano chiaro. Il mister nel faccia a faccia è unpo che trasmette tanto. Il suo calcio ci piace e lo adoriamo: vuole sempre il possesso palla, che giochiamo all’attacco, vuole vederci divertire. E ci riesce: si diverte anche Pepe in porta. Mentalmente ci siamo convinti di essere un’ottima squadra e che stiamo lavorando benissimo. Gli elogi ci danno fiducia e determinazione per continuare così”.

Higuain? “Era un giocatore importante per noi, ovvio non possa far piacere vederlo alla Juve. Siamo però migliorati anche senza dfi lui. Con Dries e Lorenzo ci intendiamo bene, speriamo di continuare a segnare ancora così tanto”

Come ci arriva il Napoli a questa sfida di Madrid?
“Stiamo in un buon momento e veniamo da una serie di risultati positivi. In più avremo il ritorno al San Paolo: sarà uno spettacolo. I napoletani meritano una grande gioia. Adoro la gente di questo posto, mi sento già napoletano. Sono affettuosi, ti danno il cuore subito, come nel Sud della Spagna”

Siete i vice-campioni d’Italia cosa vi manca per lo scudetto? “Bisogna avere maggior maturità nel gestire certe gare e magari avere un po’ più di fortuna. Ma credo che stiamo crescendo ancora”

Ora il Napoli veste solo di bianco… “E’ una scelta che mi piace molto. L’ha deciso il club e da quando abbiamo cambiato  sono arrivati risultati positivi. Dobbiamo continuare in questo modo (ride)”

Così come te, anche Reina e Albiol adorano Napoli
“Pepe addirittura ci manda anche messaggi audio in napoletano. Raul anche lui è contento di stare qui, fa piacere a tutti che abbia rinnovato. E’ molto importante per noi”

Le tue figlie sono nate qui, ma c’è chi dice a Napoli i giocatori sono troppo oppressi dalla passione dei tifosi?

“Adoro la gente di questo posto, mi sento già napoletano. Sono affettuosi, ti danno il cuore subito, come nel Sud della Spagna. Bisogna adattarsi bene. Sono venuto da Madrid dove i calciatori girano inosservati. Ora però mi godo tutto di Napoli, i paesaggi e sono felicissimo”

Chiuderai la tua carriera a Napoli o in Spagna?
“E’ una cosa ancora molto lontana da me. Ho rinnovato con il Napoli ed è l’unica cosa che mi interessa. La mia felicità è solo Napoli”

Maradona?
“E’ stato speciale incontrarlo. Ci ha promesso di essere al Bernabeu per sostenerci, sarà un’arma in più: l’ultima nostra partita che ha visto al San Paolo è stata con la Roma, in semifinale di Coppa Italia, e vincemmo 3-0. Speriamo accada la stessa cosa”.

Da piccolo quale giocatore amavi?
“Luis Figo. Non sono arrivato ai suoi livelli, ma è sempre stato un mio punto di riferimento. Non cambierei mai il mio ruolo in campo”

Ti vedi al Mondiale?
“Sarebbe un sogno per me. L’entusiasmo e la voglia di certo non mi mancano, sto cercando di fare il massimo per esserci”

Morata può essere il 9 del Real? “E’ una grande punta, se lo merita davvero”

Con il rosso a Bologna erano 113 partite consecutive che scendevi in campo. Quale è il tuo segreto

“Cerco di curarmi molto e dare il massimo negli allenamenti. Una mano me l’ha data anche la genetica sotto questo punto di vista. Sto molto attento anche all’alimentazione”

Vero che in questa settimana vi hanno vietato la pizza?
“Di solito la mangiamo anche se non è consigliabile farlo a due giorni da una gara. Adoro le pizze napoletane anche se cerco di non esagerare troppo”

Cade l’illusione che l’incompetenza al potere possa portare qualcosa di buono

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Sull’ultimo caso scoppiato in casa Cinque Stelle in merito alle dimissioni dell’assessore Berdini dopo i pesanti giudizi espressi sulla sindaca Francesco Bei, nel suo commento odierno su La Stampa, scrive: “l’ultima puntata del caso fa cadere l’illusione che l’ incompetenza al potere possa portare qualcosa di buono”.

L’eretico che svela la banda

L’ultima puntata del caso Roma, con le inevitabili dimissioni dell’assessore Paolo Berdini, fa cadere l’illusione che l’ incompetenza al potere possa portare qualcosa di buono. I fatti hanno la testa dura, diceva Lenin. E in una città disastrata come Roma, affidarsi a una giovane ragazza senza esperienze amministrative e, diciamo la verità, senza un vero programma che non fossero slogan o proclami di trasparenza, si è rivelato per quel che era: nient’altro che il frutto della rabbia, un gigantesco vaffa dei romani di ogni condizione e credo politico verso i precedenti amministratori, di destra e di sinistra. Come il malato incurabile che pensa di non aver più niente da perdere e si affida al Di Bella di turno per essere salvato.

E tuttavia il colloquio di Berdini con il nostro collega Federico Capurso – non rubato, senza trappole o manipolazioni, solo vecchi ferri del mestiere – ci fa fare un passo avanti nella comprensione di quanto è accaduto. Come nella fiaba di Andersen il bambino ha gridato quello che tutti sapevano e non volevano dire: il re è nudo. Al di là dei post di Grillo sui presunti 43 successi della giunta, sbriciolati di fronte a un puntuale fact-checking, oltre la cortina di propaganda, oltre gli attacchi ai giornalisti, gli insulti rabbiosi dei militanti, la cortina di silenzio imposta ai pochi disobbedienti come Roberta Lombardi, la verità l’ha detta l’assessore eretico.

Al Campidoglio c’è un sindaco incompetente (e non per la sua giovane età, ha precisato) circondato da «una banda». A volte la storia è strana, si affida a questi personaggi ai margini per illuminare il corso degli eventi. Berdini con la sua confessione ci fa entrare in quei corridoi finora rimasti chiusi al pubblico, a dispetto delle giaculatorie sullo streaming e la trasparenza. Porta al disvelamento dell’anomalia grillina, ancora ieri rivendicata da Luigi Di Maio, il prodotto migliore della scuderia. All’incontro con i sindaci a cinque stelle, Di Maio si è spinto a proclamare con orgoglio: «A questo tavolo non c’è una classe dirigente, classe dirigente è un termine da abolire». Purtroppo per Di Maio e per il Mago di Oz che ogni tanto spara dal blog i suoi oracoli numinosi, essere classe dirigente è un peso e un dovere per chi vuole governare. E proprio il gruppo dirigente raccogliticcio messo insieme da Raggi si è dimostrato non solo incapace di imprimere una svolta all’amministrazione, ma soprattutto ha mostrato la sua caratteristica più preoccupante: la permeabilità a gruppi di interesse opachi. Come quello, stando all’accusa, rappresentato dai fratelli Marra, che ha colonizzato il Campidoglio come «un virus», per usare un’espressione efficace di Lombardi.

Sarebbe troppo speculare ora sul passaggio dal Movimento alla «Banda» di cui parla Berdini. Ma è chiaro che a Roma tutto quello che poteva andare storto c’è andato. E davanti ai cittadini resta uno spettacolo di macerie fumanti. Avrà Virginia Raggi la forza di ripartire un’altra volta?

PS: nell’era delle fake-news e delle post-verità, a vincere questa volta è il giornalismo di una volta, nella mani di un giovane professionista che è andato in periferia a seguire un incontro di un assessore. Si è avvicinato, si è presentato per quel che era, ha fatto delle domande e ha portato a casa la notizia. Senza trucchi. 

Raggi furiosa, via l’assessore Berdini

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Cinque Stelle senza pace a Roma. L’assessore Berdini si dimette dopo il colloquio con La Stampa in cui esprime pesanti giudizi sulla sindaca. Il rapporto di fiducia è finito, lei vorrebbe sostituirlo ma ora è caos sul successore. E la situazione, al momento, appare congelata.

Resa di Berdini, rottura con Raggi

L’assessore si dimette dopo il colloquio con La Stampa in cui esprime pesanti giudizi. La sindaca le respinge “con riserva”, ma il rapporto di fiducia è finito. Caos sul successore

ROMA – La pazienza è finita. La già traballante e originale formula delle «dimissioni respinte con riserva», con cui la sindaca Virginia Raggi aveva congedato l’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini nel pomeriggio, tenendolo appeso a un filo, non regge l’urto della pubblicazione dell’audio del colloquio avuto dallo stesso assessore con La Stampa. L’addio a Berdini non può essere rimandato.

La «riserva» sulle dimissioni, così, dura solo qualche ora.

La più breve, forse, della storia politica italiana. È l’epilogo di una giornata iniziata con le reazioni di Berdini ad alcune emittenti radiofoniche, dopo aver letto il colloquio, pubblicato ieri da questo giornale, che lo vede protagonista di alcune frasi poco lusinghiere nei confronti della Raggi e dell’amministrazione capitolina.

Poco dopo, però, arriva il momento delle spiegazioni da dare alla diretta interessata, in Campidoglio. Berdini viene chiamato per una riunione a porte chiuse che durerà alcune ore. Lo accolgono il vicesindaco Luca Bergamo e la Raggi. Nelle ore precedenti, mentre Berdini rilasciava le sue interviste, la sindaca ha avuto modo di sfogarsi. La riunione di emergenza convocata a Palazzo Senatorio con alcuni consiglieri di maggioranza e il resto degli assessori si è tramutata ben presto in un processo in contumacia. I più infuriati, per l’ennesimo inciampo, sono i consiglieri. All’assessore si imputa una distanza mai colmata con la linea politica del Movimento e con le pratiche, interne ai Cinque stelle, di condivisione delle scelte. Ora però, terminata la riunione, la Raggi ha di fronte l’uomo che l’ha definita «impreparata strutturalmente» e invece di irritarsi, si mostra gelida. Lui, racconterà più tardi la stessa Raggi ai cronisti, «si è presentato con la cenere in capo e i ceci sotto le ginocchia».

Alla prima riunione assiste anche il vicesindaco Bergamo, per avere il quadro della situazione. Ben presto, però, i due rimangono da soli. E Berdini è mortificato: «Ti chiedo scusa, sono stato un co…ne», ha ripetuto – riferiscono dal Campidoglio – più volte alla sindaca. Poi, messo alle strette, avrebbe ammesso tutto ciò che aveva smentito pubblicamente in mattinata. «Sai come sono i giornalisti. Mi ha preso così e io mi sono prestato alle sue domande per dare soddisfazione all’interlocutore». Lei, dopo essersi consultata con Beppe Grillo, ha la soluzione già pronta, senza trattative. «Non voglio che dai le dimissioni perché ci sono troppe cose importanti per la città – avrebbe spiegato Raggi a Berdini. – E poi sembrerebbe una vendetta». La «riserva» sulle dimissioni, come spiegano fonti interne alla giunta, si sarebbe tradotta in un addio trascinato nel tempo e comunque ineluttabile. I rapporti ormai deteriorati con i consiglieri capitolini e con gli altri assessorati non hanno aiutato e, anzi, svelano la formula usata per tenerlo in piedi: «Tutti in giunta dicono che non collabori. D’ora in poi, voglio essere informata anche sui piani di zona e sui lavori pubblici, non solo sullo stadio della Roma», avrebbe imposto Raggi a Berdini. Questo è il colpo più duro, prima del Ko definitivo, per l’assessore che sulla sua autonomia aveva costruito una roccaforte, gestendo liberamente numerosi dossier delicati.

Ma il patto, che segue la resa di Berdini, è sancito. Quando i due escono, a distanza di qualche minuto l’uno dall’altra, i volti sono segnati dalla stanchezza. E per un attimo, nella capitale d’Italia già commissariata politicamente dai vertici del Movimento, si è assistito ad un sotto-commissariamento dell’assessorato di Berdini. Un’operazione matrioska che, alla fine della tarantella, portava allora e porta anche adesso sempre a Genova. Prima nella decisione misericordiosa di salvarlo, poi nella volontà di staccare la spina. La ricerca del prossimo assessore, a Milano, è già iniziata.

vivicentro.it/politica
vivicentro/Raggi furiosa, via l’assessore Berdini
lastampa/Resa di Berdini, rottura con Raggi FEDERICO CAPURSO

Castel Volturno, allenamento pomeridiano per gli azzurri: il report della seduta

Allenamento pomeridiano per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri preparano la partita contro il Genoa di venerdì sera (20,45) per l’anticipo della 24esima giornata di serie A.

La squadra ha svolto attivazione in avvio e poi partitina a campo ridotto.

Chiusura con seduta tecnico tattica.

Differenziato per Tonelli. Domani allenamento pomeridiano.

Da sscnapoli.it

Venerato: “Rinnovo Insigne? Previsto un nuovo incontro ma c’è distanza. Problemi anche sui diritti di immagine”

Ciro Venerato, giornalista di Rai Sport ed esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc soffermandosi sul rinnovo di Lorenzo Insigne. Ecco quanto evidenziato:

 
“La prossima settimana potrebbe esserci un nuovo incontro, resta da capire se prima o dopo il big match con il Real Madrid. C’è la volontà della società di proseguire ma la distanza tra le parti è ancora grande. L’ ultima grana è legata ai diritti di immagine che permetterebbero all’ attaccante di guadagnare circa un milione e mezzo. La richiesta del giocatore oscilla intorno ai 4,5 milioni, il Napoli è disposto ad arrivare a 3.
Le richieste sono frutto del fatto che diverse squadre seguono il giocatore. Il Milan sarebbe disposto a garantirgli la totalità dei diritti di immagine”.

Uefa, #AskCallejon: “C. Ronaldo il migliore al mondo. Il mio idolo? Figo”

Josè Callejon ha risposto alle curiosità di alcuni followers attraverso i canali social della Uefa Champions League tramite l’ hatshtag #AskCallejon.
Quale musica ascolti prima delle partite? “Personalmente ascolto un po’ di flamenco o nel bus e negli spogliatoi. Così come Reina, Ghoulam e Koulibaly.

Il miglior giocatore al mondo?Per me Cristiano Ronaldo perché lo ritengo il giocatore più completo

Cosa hai provato quando il Napoli ha pescato il Real Madrid al sorteggio?Un po’ di sentimenti contrastanti. Allegria perché torno a casa, ma non volevo incontrare la squadra campione in carica così presto. Sarà sicuramente una partita speciale”.

Il miglior ricordo in Champions League? “Ho un buon ricordo di quando giocavo la competizione con la maglia del Real Madrid. Anche di quando il club vinse la coppa”.
E quello di infanzia? “Quando io e mio fratello gemello eravamo seduti insieme per vedere le partite”
Da bambino chi era il tuo idolo?Luis Figo perché giochiamo nella stessa posizione. Sono sempre stato un suo fan”

WSBVII 1° Giornata Italia Thunder vs British Lionhearts

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I PESI UFFICIALI, DOMANI LA SFIDA #WSBVII

Manca solo un giorno al debutto dell’Italia Thunder nella VII Stagione delle World Series of Boxing. Domani (giovedì 9 febbraio – h 20.30 Diretta SportItalia) domani a Roma: Italia Thunder vs British Lionhearts, sul ring del Palazzetto delle Sport di Via Vertumno, dove la compagine tricolore sfiderà i British Lionhearts, match valido per la prima giornata del Gruppo Europeo-Africano. Questo pomeriggio presso la sede del Corriere dello Sport Stadio, Media Partner della Thunder nell’avventura WSB, si è tenuto il primo atto ufficiale del confronto italo-britannico: la Cerimonia del Peso (dettaglio in allegato), officiata dal Supervisor Helmut Ranze insieme al Team Manager IT Claudio Ballor. Tutti e 10 i boxer, pronti a dare sfoggio delle loro abilità pugilistiche, hanno brillantemente superato la prova delle bilancia, risultando “abili e arruolati” per la serata di domani. Presenti alle operazioni di peso: Emanuele Renzini, Head Coach Italia Boxing Team, Lee Pulen, Head Coach British Lionhearts, Paolo Casserà, DG Italia Thunder. Altro incontro del Girone quello che vedrà in sfida il 10 febbraio in Marocco i Morocco Atlas e i French FIghting Roosters. Il prossimo appuntamento con l’Italia Thunder sarà il 23 febbraio a Roma, sempre sul quadrato del PalaSport di Via Vertumno, per il match contro i Morocco Atlas.

L’ITALIA THUNDER ALL’ESORDIO NELLA NUOVA AVVENTURA DELLE WSB -SEASON VII-

Thunder vs British Lionhearts, schedaSi alza il sipario sulla settima stagione delle World Series of Boxing, il campionato mondiale a squadre di pugilato. Dopo una stagione di stop, torna a partecipare anche l’Italia Thunder. La franchigia italiana punta ad ottenere grandi risultati grazie al giusto mix tra esperienza e gioventù, con atleti tutti provenienti dalle migliori palestre dello Stivale.

Il primo appuntamento per il team capitanato dal rientrante Clemente Russo è previsto per giovedì 9 gennaio a Roma. Per l’esordio sbarcheranno da oltremanica i British Lionhearts, altro team di grande tradizione nelle WSB.

A salire sul ring del Pala Vespucci saranno gli esordienti Federico Serra (49 kg), Paolo di Lernia (64 kg) e Francesco Maietta (56 kg), che affiancheranno i più esperti Salvatore Cavallaro (75 kg) e Clemente Russo (91 kg) nel quintetto dell’Italia Thunder. I Cuor di Leone schiereranno i britannici Galal Yafai (49 kg), Jack Bateson (56 kg) e Dalton Smith (64 kg), ai quali si aggiungeranno i croati Luka Plantic (75 kg) e Josip – Bepo Filipi (91 kg).

Federico Serra è uno dei talenti più cristallini della scena pugilistica azzurra. Il sardo classe ’94 ha fatto incetta di premi, vincendo “Guanto d’oro” e campionati italiani Elite negli anni 2015 e 2016. L’esperienza delle WSB gli permetterà di maturare ulteriormente, perfezionandosi per un futuro sicuramente brillante nel mondo della boxe. Il primo sfidante sarà Galal Yafai, inglese di Birmigham con 2 vittore ed una sconfitta nelle World Series of Boxing.

Il casertano si conferma terra fertile per la boxe italiana. Dopo talenti quali Clemente Russo e Vincenzo  Mangiacapre, anche Paolo di Lernia e Francesco Maietta provano a scrivere la storia sportiva di una  provincia particolarmente cara non solo all’Italia Thunder, ma a tutto il movimento pugilistico nostrano.

Francesco Maietta prova a sorprendere anche nelle WSB dopo essersi aggiudicato l’oro sia negli ultimi campionati Elite di Bergamo, che nella manifestazione “Guanto d’oro” tenutasi a Gorizia l’anno scorso.

L’appartenenza al gruppo sportivo dell’esercito è solo un elemento in più nel suo curriculum, che invita a tenere d’occhio il giovanissimo pugile classe ’96. Il primo banco di prova si chiama Jack Bateson, proveniente da Leeds con il record WSB di 1 vittoria ed 1 sconfitta.

Solo qualche mese in più per Paolo di Lernia che, dopo aver collezionato due ori consecutivi (2015- 2016, ndr) nei campionati Elite e un primo posto al “Guanto d’Oro” di Gorizia (2016), ha accettato la sfida delle WSB. Come per gli altri esordienti tra le fila dell’Italia Thunder, i match e gli allenamenti disputati con la franchigia saettata permetteranno al classe ’95 di sottoporsi a sfide che ne forgeranno il carattere e ne miglioreranno le qualità. Da non prendere sottogamba l’avversario Dalton Smith, malgrado la sconfitta a referto sui ring delle World Series of Boxing.

Salvatore Cavallaro ha già sei incontri alle spalle con i colori dell’Italia Thunder (2 vittorie e 4 sconfitte). Il boxeur etneo, però, è solo un classe ’95, e il proprio record risulta bugiardo se si pensa al talento ed ai margini di crescita di un ragazzo con il pugilato nel sangue. Il siciliano incrocerà i guantoni con il croato Luka Plantic, che proprio al PalaVespucci esordirà nella manifestazione.

Infine, Clemente Russo non ha certo bisogno di presentazioni. Il capitano dell’Italia Thunder ha accumulato diversi premi nella sua lunga carriera, tra cui un campionato WSB nella stagione 2011/12, ovviamente con i colori dell’Italia Thunder. Il casertano, dopo l’esperienza sfortunata nelle olimpiadi di Rio, ha grande voglia di rilanciarsi, e per farlo ha scelto di misurarsi nuovamente con una competizione di alto livello come le World Series of Boxing. L’obbiettivo dichiarato è l’olimpiade di Tokyo 2020, per tentare di mettere al collo quella medaglia d’oro solo sfiorata a Londra 2012 e Pechino 2008 (in entrambe le occasioni Russo si dovette accontentare dell’argento, ndr). Nell’attesa, tutti i suoi pensieri saranno rivolti al successo della franchigia italiana, magari mettendo la sua esperienza anche al servizio dei colleghi più giovani. Russo si presenta alla sfida con il croato Josip – Bepo Filipi, fratello dell’atleta olimpico Toni, con 19 vittorie e 3 sconfitte.

Il match Italia Thunder vs British Lionhearts verrà trasmesso in diretta su Sportitalia, con il collegamento dal Pala Vespucci di Roma a partire dalle ore 20.30. Per chi non riuscirà a seguire la diretta di giovedì 9, a partire dalle 21.30 di sabato 11 potrà gustarsi un’ampia sintesi della serata, con il match Pro tra Michael Azzarà (anche lui componente del roster degli Italia Thunder, ndr) e il rumeno Andrei Boghici.

E’ possibile acquistare i biglietti dell’esordio dell’ItaliaThunder sia sul sito www.boxofficelazio.it , che direttamente al botteghino del PalaVespucci.

Thunder vs British Lionhearts, scheda

Juve Stabia vs Unicusano Fondi, inizia la prevendita

Juve Stabia vs Unicusano Fondi deve essere l’opportunità per ricominciare a fare punti pesanti per scacciare gli spettri della crisi. Dopo la doppia trasferta in terra siciliana, che ha regalato solo amarezze e nessun punto in classifica, la Juve Stabia si appresta ad ospitare tra le mura amiche la Unicusano Fondi di Mister Pochesci. All’andata fu un pareggio in rimonta tra le polemiche del “Purificato”.

La partita, come tutte quelle che saranno disputate dalle vespe in queste ultime 14 partite sarà importante e difficile.

Questo è il comunicato per la prevendita dei tagliandi di ingresso:

S.S. Juve Stabia rende noto che sono disponibili in prevendita, fino alle ore 20,30 dell’11 febbraio, i tagliandi di ingresso per assistere alla gara Juve Stabia-Unicusano Fondi, che si disputerà sabato 11 febbraio alle ore 20,30 presso lo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, valevole per la 25a giornata del Girone C della Lega Pro Divisione Unica 2016/2017. In occasione di questa gara, resterà chiusa la Tribuna Varano (distinti).

Inoltre, S.S. Juve Stabia rende noto che per la gara Juve Stabia-Unicusano Fondi NON saranno rilasciati accrediti.

Di seguito i prezzi dei tagliandi:

Curva San Marco € 14 compresi diritti di prevendita

Tribuna Quisisana (scoperta) € 20 compresi diritti di prevendita

Tribuna Monte Faito (coperta) € 25 compresi diritti di prevendita

Tribuna Panoramica VIP € 100 compresi diritti di prevendita

I tagliandi potranno essere acquistati esclusivamente presso i punti vendita abilitati  che qui di seguito riepiloghiamo:

Bar Dolci Momenti – Via Cosenza

Bar Gialloblù – Viale Europa

Light Break – Corso Vittorio Emanuele

Centro Ricreativo Juve Stabia – Via Bonito

Agenzia B2875 Via Tavernola 113

Asa Gaetano Musella Via G.Cosenza 293

Per la gara Juve Stabia – Unicusano Fondi, saranno messi in vendita, in numero limitato, tagliandi RIDOTTI per bambini di età compresa da 0-12 anni al costo simbolico di 5€ comprensivi di diritti di prevendita.

Daniele De Rossi in mixed zone nel post Roma-Fiorentina (VIDEO)

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Tre domande per Daniele De Rossi, in mixed zone nel post Roma-Fiorentina

Roma- Nel post partita, dopo l’undicesima vittoria della Roma all’Olimpico, dove travolge la Fiorentina per 4 a 0, abbiamo incontrato Daniele De Rossi, soddisfatto di questa vittoria e di questa Roma: “Siamo contenti di aver fatto una bella partita, voglio rivederla, ma a me sembra che sia stata veramente molto bella”. E aggiunge: “Non credo che siamo da meno rispetto alla Juventus, abbiamo purtroppo perso dei punti importanti nel girone di andata… ma non era ancora questa Roma”.

(VIDEO di Maria D’Auria)

TRE DOMANDE…

Stasera abbiamo visto una grande Roma. Pensavate di ottenere questo risultato? (ndr Roma Fiorentina 4-0)

“No, proprio questo risultato non lo immaginavamo, con una squadra così forte è sempre sperato ma non sempre succede. Siamo contenti di aver fatto una bella partita, voglio rivederla, ma a me sembra che sia stata veramente molto bella. Con Paredes e anche il nuovo arrivato, Greniet, l’assetto è migliorato, sono giocatori fortissimi che secondo me farebbero i titolari in qualsiasi squadra, anche quelle più blasonate”.

Secondo te chi merita lo scudetto?

“Parlare di chi lo merita avendo avanti una squadra con 4 punti che potrebbero essere 7, è limitativo. Una squadra che vince per 5 anni e che rimane con questa continuità al comando anche quest’anno, non può non avere una menzione speciale. Credo che anche noi siamo al loro livello ma abbiamo perso dei punti importanti al girone di andata e questo ci fa ancora male, ma non era ancora questa Roma”.

Due assist con un gol partito dai tuoi piedi… il rinnovo è alle porte?

“Non è collegato agli assist il rinnovo, ma sono contento della prestazione e del presente. Sono contento di star bene fisicamente e della carriera portata avanti fino ad oggi: a 34 anni sono felice di una carriera importante anche senza tanti trofei, senza sapere quello che sarà domani”.

La caviglia come va?

“Sto bene, ero un po’ spaventato: la caviglia destra era un pochino più debole ma è andato tutto per il verso giusto, sono stato anche molto fortunato, ringrazio Riccardo del Vescovo che con la copertura dolorifica è stato bravo, ha fatto un buon lavoro”.

Maria D’Auria

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Milik: “Il Napoli ha tanta qualità per giocare bene anche in Champions e su Dolberg…”

Le sue parole

Arek Milik ha parlato alla rivista mensile ufficiale dell’Ajax: “Il Napoli ha tanta qualità per continuare a giocare così bene anche in Champions League. Questa è la differenza che ho riscontrato rispetto a quando ero all’Ajax: lì eravamo tutti giovani e ci mancavano quei tre o quattro giocatori esperti per avere la continuità nei risultati. Oggi vedo ancora la mia ex squadra, ha una qualità incredibile negli ultimi 40 metri. Dolberg? Ha grandi qualità e un grande destro. Sono convinto che l’Ajax potrà ricavare una bella somma come fatto con me dalla sua vendita”.

Schillaci: “Il Napoli ha un paradosso: pareggia col Palermo ma può battere il Real”

Le sue parole

Totò Schillaci ha rilasciato una lunga intervista a Il Mattino: “Il Real gioca d’attacco ma rischia sempre qualcosa in fase difensiva. Il Napoli ha le caratteristiche giuste per mettere in difficoltà gli spagnoli”

Il tridente leggero ha fatto la differenza: può succedere anche a Madrid? “Il merito è innanzitutto dell’allenatore: Sarri riesce a dare l’entusiasmo giusto a tutti gli attaccanti. Il Napoli diverte e segna molti gol. Paradossalmente può trovare più difficoltà contro squadre che si chiudono come il Palermo e invece può esaltare le sue qualità contro il Real Madrid”

Ma come si fa a colpire al Bernabeu? “Il Napoli deve andare lì senza paura, altrimenti tanto vale restare a casa. A Madrid deve presentarsi con la consapevolezza della propria forza e giocarsi le proprie carte: il Real è favorito ma il Napoli può passare e soprattutto deve ricordarsi che si gioca su due round e che il ritorno al San Paolo rappresenta un vantaggio”

Insigne da napoletano potrà essere il valore aggiunto? “Per me è un grande rifinitore, fa assist straordinari e mette i compagni in condizione di segnare, oltre a realizzare bei gol. E poi è napoletano, quindi, il simbolo della squadra: sono convinto che troverà spazio anche nell’Italia”.

Milik potrebbe giocare contro il Genoa

Milik potrebbe giocare contro il Genoa

Contro il Genoa potrebbe rivedersi in campo anche Arek Milik. A lanciare questa ipotesi è Il Mattino che parla di un possibile ritorno in campo nei minuti finali della sfida di venerdì sera contro i liguri. Per il polacco sarebbe un’iniezione di fiducia importante sia sul piano morale che fisico dopo il grave infortunio. Ovviamente l’ultima decisione spetterà a Maurizio Sarri.

Cavani: “Napoli spregiudicato, non ha bisogno di me”

Le sue parole

Edinson Cavani  ha rilasciato alcune dichiarazioniai microfoni del Corriere del Mezzogiorno:

Cavani, le piace Mertens?
“Un grande calciatore, molto forte. Intelligente e furbo. Ma secondo me non è un centravanti”

Infatti, è un esterno. Come lo era lei quando arrivò a Napoli. E come lei è diventato centravanti.
“Non abbiamo le stesse caratteristiche, lui fa anche gol da punta centrale ma secondo me non lo è. È una questione di centimetri”

Sarri gli ha cambiato ruolo, un po’ come fece Mazzarri con lei.
“Da ragazzino giocavo a centrocampo, ma i gol li ho sempre avuti nel sangue. Nella mia testa c’era il centravanti. Ho lavorato tanto e poi a Napoli ho avuto tanta fiducia, Mazzarri mi motivava molto, gli sono molto grato. Il mister mi aveva voluto e credeva nelle mie capacità. Sapeva che dovevo migliorare, ma mi diceva sempre che mi ammirava e credeva in me. Mertens probabilmente ha la stessa fiducia del suo allenatore, ma i suoi movimenti restano da esterno”

Vede il Napoli in tv?
“Quando posso non perdo una partita. Mi piace molto il gioco che sta proponendo, è una squadra forte che gioca in maniera spregiudicata”

La Juve è avanti. Vincerà ancora il campionato?
“Non lo so, ci sono tante partite da giocare. Ma poi io guardo soltanto il Napoli, sulle altre squadre non posso dare giudizi”

Una città che le è rimasta nel cuore?
“Ho avuto la fiducia dei tifosi e dei miei compagni. I miei figli vivono ancora lì e si trovano benissimo”

Ogni sessione di mercato, c’è almeno una voce che parla di un suo ritorno. Le piacerebbe?
“Sto molto bene qui al Psg, ma il futuro può riservare qualsiasi cosa. Oggi sono così forti, non hanno bisogno di me!”

Forti al punto da poter competere con il Real Madrid in Champions?
“Perché no? Io immagino cosa sarà il San Paolo nella partita di ritorno. Mamita! Da brividi”.

Non solo assist-man, ma anche talismano: dato impressionante per Zielinski

Non solo assist-man, ma anche talismano: dato impressionante per Zielinski

La Gazzetta dello Sport scrive su Piotr Zielinski: “Il suo score da titolare ne racconta l’importanza, racchiusa in quei numeri che Piotr Zielinski potrà far valere nel momento delle scelte. E tra una settimana, Maurizio Sarri non potrà sbagliarle, perché a Madrid ci sarà bisogno del miglior Napoli per poter sfidare i campioni in carica del Real. La Champions League è una bell’avventura, che l’ambiente sta vivendo con esaltazione e, dunque, si aspetta quel qualcosa in più che possa tenere in piedi il sogno della grande impresa. Con Zielinski in campo, dal primo minuto, il Napoli ha vinto 9 volte, ne pareggiate 2 e persa 1, per un totale di 29 punti. Cifre per niente casuali, che evidenziano le caratteristiche di una squadra che abbina qualità a determinazione, doti che distinguono, appunto, il centrocampista della nazionale polacca che Maurizio Sarri continua ad alternare con Allan. Un mini turnover a centrocampo, dove l’allenatore si affida al gioco delle coppie”

El Kaddouri: “Sarri? La scelta di farmi fuori dalla lista Champions non l’ho presa bene”

Le sue parole

Omar El Kaddouri ha rilasciato una lunga intervista al Il Mattino:

Pochi giorni fa ha scelto l’Empoli: come mai? “Avevo bisogno di riprendere un po’ di fiducia dopo questo tempo trascorso senza giocare e qui mi hanno fatto capire che mi volevano davvero”.

Quando è andato via, il suo procuratore Mino Raiola si è beccato con Sarri. “Raiola ha un carattere diverso dal mio: è più caldo e dice sempre tutto quello che pensa. Per questo ha avuto questo screzio con Sarri, sono cose che capitano nel calcio”

E invece con Sarri che rapporto ha avuto? “Sempre corretto, forse quest’anno un pochino meno…”

In che senso? “Credo che avrei potuto meritare più spazio e se poi avessi fatto male sarei stato in panchina. Ma invece non ho fatto una partita da titolare in campionato in un anno e mezzo e mi sembra pochissimo”.

Altro? “La cosa che mi ha deluso di più è stato non essere inserito nella lista Champions. Ci tenevo molto perché l’anno scorso ho dato un contributo anche io per arrivarci. La scelta di avermi fatto fuori non l’ho presa bene».

Litigi? “Mai, perché ho sempre rispettato le sue scelte”.

Ci racconti la sua Napoli. “Una città bellissima con dei tifosi straordinari che ti danno tantissimo affetto”.

Nello spogliatoio? “Ho un buonissimo rapporto con Jorginho, Mertens, Reina, Koulibaly e Ghoulam. Stavamo spesso insieme. Dopo le triplette di sabato sera ho mandato un messaggio a Marek e Dries. Avevamo un grande gruppo e sono legatissimo a tutti”.

Roma Fiorentina 4-0|Roma aggressiva, poker giallorosso con doppietta di Dzeko, Fazio e Nainggolan

Roma Fiorentina 4-0. Roma brillante nella ripresa, affonda la Fiorentina all’Olimpico con un poker calato da  Dzeko (doppietta), Fazio e Naiggolan

Roma- Allo stadio Olimpico la Roma affronta i viola di Paulo Sousa. L’imperativo per i giallorossi, in questo posticipo valido per la 23esima giornata di campionato, era vincere per riappropriarsi del secondo posto in classifica temporaneamente occupato dal Napoli dopo la goleada di domenica scorsa contro il Bologna. La Roma non è stata da meno: obiettivo centrato, secondo posto riconquistato e chiude la serata con 4 gol all’attivo senza subire reti in questo stadio magico in cui continua a rimanere imbattibile. Dopo la gara di stasera, gli uomini di Spalletti hanno dimostrato di essere una squadra brillante e competitiva, in grado di guardare avanti con ottimismo e di meritare i posti alti della classifica.

Primo Tempo

Dopo una partenza aggressiva della Roma, il primo passo falso arriva al 13’: i viola in contropiede arrivano in area e Chiesa prova la conclusione con un pallonetto che scavalca il portiere, il prodigioso Fazio salva il risultato  spazzando via la palla del possibile vantaggio.

Al 16’ El Shaarawy guadagna il primo calcio d’angolo dopo una bella giocata. Il faraone viene fermato da Tastarusanu che allontana la sua conclusione con un piede.

Al 20’ brivido per la difesa viola: Bruno Peres, con un  tiro a giro, sfiora il palo. È una Roma abbastanza aggressiva che domina la metà campo avversaria ma non riesce a trovare la conclusione.

Al 29’ Bruno Peres si divora il gol del vantaggio lanciando all’aria un prezioso tiro filtrante di Nainggolan dal centro. Ma l’azione continua e un minuto dopo è Dzeko a colpire una velenosa palla a distanza ravvicinata che però viene intercettata e bloccata dal portiere. Continua il pressing in area viola ma il risultato rimane fermo sullo 0-0.

Bisogna atttendere il 39′ per ottenere il “sorpasso”: Dzeko, servito brillantemente da De Rossi, stoppa di petto e scarica il suo destro in rete, alle spalle dell’incolpevole Tatarusanu. Roma in vantaggio!

Roma Fiofrentina 1-0.

Finisce così il primo tempo, con la Roma in attacco e uno scatenato Nainggolan

Secondo Tempo

Nella ripresa la Roma tiene alta la guardia rendendosi sempre pericolosa.

Al 56’ giallo per De Rossi, un minuto dopo Rodriguez  pareggia i conti facendosi ammonire anche lui.

Al 59’ arriva il raddoppio giallorosso sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da De Rossi: Fazio stacca più in alto di tutti e la sua zuccata finisce prima sul palo e poi in rete!!!

Roma Fiorentina 2-0.

Al 70’ la Roma sfiora il terzo gol con Rudiger che, servito da Emerson, colpisce a giro la palla che finisce di poco fuori a lato. Ma l’appuntamento è solo “rimandato” al 74’, quando Radja Nainggolan insacca la formidabile rete del 3 a 0! Strootman, su passaggio di De Rossi, fa filtrare la palla dalla fascia sinistra per il Ninja che con un controllo perfetto, la piazza in rete.

 Roma 3-Fiorentina 0

All’80’ El Shaarawy cede il posto a Capitan Totti.

All’84’ Dzeko trova il gol del 4 a 0. Fiorentina affondata con un destro impeccabile del bosniaco che riesce a infilare la palla nell’angolino della porta.

Roma 4- Fiorentina 0

C’è spazio anche per Paredes che sostituisce De Rossi all’85’. La gara si chiude con una straripante vittoria dei giallorossi su una Fiofrentina piuttiosto dimmessa nella ripresa.

TOTALE SPETTATORI: 25.394

TOTALE INCASSO: 829.362,00

FORMAZIONI UFFICIALI

ROMA (3-4-3-1): Szczesny; Manolas, Fazio, Rudiger; Bruno Perers, DE Rossi, Strootman, Emerson; El Shaarawy, Nainggolan; Dzeko.

 A disp.: Alisson, Lobont, Juan Jesus, Mario Rui, Paredes, Gerson, Grenier, Totti, Perotti, Salah.

Allenatore: Spalletti

Fiorentina: Tatarusanu; G. Rodriguez, Astori, Sanchez; Maxi Oliveira, Badelj, Vecino, Bernardeschi; Chiesa, Babacar, Borja Valero.
A disp.: Sportiello, Satalino, Tomovic, De Maio, Salcedo, Milic, Cristoforo, Maistro, Hagi, Toledo, Mlakar, Ilicic, Tello.
Allenatore: Paulo Sousa

Arbitro: Irrati di Poistoia

Maria D’Auria

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L’occhiolino al populismo di: Michele Emiliano (Pd), Matteo Salvini (LN) e Mara Carfagna (FI)

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Trump, la Brexit, Marine Le Pen: il mondo e l’Europa fanno i conti con una massiccia ondata di proteste. In Italia i partiti provano a intercettare la richiesta di cambiamento rispondendo al populismo.

Nelle interviste che pubblichiamo Michele Emiliano (Pd) spiega che “con banche e finanza ci siamo dimenticati di chi è rimasto escluso”, Matteo Salvini (Lega Nord) assicura che “con noi famiglie e lavoro tornerebbero prioritari” e Mara Carfagna (Forza Italia) aggiunge: “Ignorare il malessere è l’aiuto migliore a chi cavalca la rabbia”.

Emiliano: “Con banche e finanza ci siamo dimenticati di chi è rimasto escluso”

Il governatore della Puglia: l’Europa non è la causa di tutti i mali

ROMA – Michele Emiliano ritiene possibile scrivere una programma di sinistra che riesca a contrastare e battere i populisti. «È doveroso. È arrivato il momento farlo. Non possiamo lasciare chi soffre, chi è stato impoverito dalla crisi economica e dalle tasse alla mercé degli oratori di piazza, degli arruffapopoli. Dobbiamo essere vicini alle persone, difendere chi non conta nulla, dedicarci ai luoghi di sofferenza».

Il rischio non è di contrapporre un populismo di sinistra a quello di destra?  

«Esiste pure un populismo intelligente, concreto, non velleitario che una volta esprimevano partiti come il Pci e la Dc. Le loro sezioni erano luoghi dove non si facevano solo le liste elettorali. Si studiava, si insegnava a leggere a scrivere a chi non poteva andare a scuola, si discuteva e si faceva solidarietà. È ovvio che questo mondo non può tornare, ma è necessario ricostruire il senso di una comunità politica».

Comunità che il Pd non è più?  

«Peggio: è diventato il partito dei banchieri, dei finanzieri, dell’establishment. Un partito interessato solo ai potenti e non al popolo. Il governo Renzi ha usufruito di una grande flessibilità dall’Europa ma non ha saputo utilizzarla per invertire il ciclo economico».

Ci dica cosa farebbe concretamente. Sul lavoro.

«Intanto bisognerebbe riagganciare la formazione scolastica ad un percorso che porti alla certezza del lavoro. Lo Stato dovrebbe stringere accordi con le imprese affinché queste assumano almeno i più meritevoli. È quello che fanno le università private con le aziende».

Riduzione della pressione fiscale: cavallo di battaglia della destra e dei populismi di oggi. Anche la sinistra deve cavalcare questo tema?  

«Non c’è dubbio. Chi lo ha detto che sia un tema dei populisti e della destra? Attenzione però agli slogan e far finta che non ci sia un problema di debito pubblico. Si può abbassare la pressione fiscale riducendo i costi della Pubblica amministrazione. Vanno garantiti i diritti essenziali come la salute, la giustizia, la formazione, la sicurezza, ma se una multinazionale deve dirimere una complessa procedura, ad esempio di verifica ambientale, perché non dovrebbe pagare di tasca propria il servizio che gli offre la Pubblica amministrazione? Sarebbe stato possibile trovare molte risorse per ridurre l’Irpef e le tasse alle imprese, se Cottarelli con la sua coraggiosa spending review non fosse stato impacchettato e spedito a casa».

Le piace il reddito di cittadinanza dei 5 Stelle?  

«Sono d’accordo con il reddito di cittadinanza solo per i casi di povertà assoluta. Semmai bisognerebbe evitare che le famiglie cadano in stato di povertà o di precarietà a causa di una situazione debitoria. Ad esempio, di fronte a chi è in difficoltà a pagare il mutuo e non ce la fa più, il Comune, la Regione o lo Stato dovrebbero subentrare nel rapporto debitorio con la banca, diventare proprietario della casa dove quella famiglia in difficoltà potrà continuare a vivere. E magari in futuro riscattarla. Il Pd invece ha fatto una legge che accelera la procedura di vendita dell’immobile per chi è moroso».

Lei presuppone uno Stato pieno di soldi.  

«No, penso ad uno Stato che non faccia pagare le tasse solo ai lavoratori dipendenti e che compri beni e servizi agli stessi costi di un privato».

Immagino che lei ritornerebbe all’articolo 18 sui licenziamenti modificato dal Jobs act?  

«Sarebbe cosa sacrosanta ripristinarlo ed estenderlo a tutte le aziende. Non si può distruggere la vita di una persona, licenziandola senza giusta causa e dandole una manciata di soldi».

L’Europa è il focus di tutti i populismi. Hanno ragione a criticarla?  

«L’Europa, da meravigliosa costruzione di pace e benessere, sembra diventata origine di ogni nefandezza. Si rischia il sonno della ragione che in passato ha portato ai totalitarismi e alle guerre. Ecco perché deve tornare a parlare e difendere i popoli e non le banche e i finanzieri».

Salvini: “Ma quale voto di paura. Con noi famiglie e lavoro tornerebbero prioritari”

Il segretario della Lega: l’euro non è irreversibile
MILANO – L’esordio è da populista: «Parliamo di Milan…». Ma ci vuole niente, davanti a Palazzo Marino e a telecamere spianate, a riportare Matteo Salvini al tema politico mondiale. Quello che passa da Donald J. Trump negli Usa a Marine Le Pen in Francia, alla Lega che i sondaggi danno in crescita in Italia.

Segretario dicono che con voi vince la paura? Pure Romano Prodi dice che i populismi alla Trump e alla Le Pen sono pericolosi…  

«Quell’uomo è una sciagura. Il padre dell’euro, il tifoso dell’Unione europea ha ancora la faccia tosta di parlare. Se loro sono quelli pericolosi lui cos’è?».

Torniamo alla paura: la crisi economica, gli immigrati, tutto concorre a scegliere chi dice di avere le ricette pronte. Non crede?  

«Chi ha votato Trump negli Stati Uniti o Le Pen in Francia non si è fatto condizionare dalla paura. Ha fatto una scelta di speranza. Di chi vuole che cambino le cose sulla famiglia, sul lavoro, per la tranquillità economica. E lo stesso sta accadendo in Italia con noi. È un voto di speranza contro la conservazione espressa dal Pd, dalla Merkel, da Hollande e dalla Clinton. Si tratta del popolo che in prima persona decide di contrastare i poteri forti».

Marine Le Pen ha detto che quando salirà al potere farà uscire il Paese dalla Nato e dall’Europa. È pronto a fare la stessa cosa?

«Se io fossi presidente del Consiglio chiederei un tavolo a tutti i primi ministri d’Europa per rivedere tutti i trattati internazionali. Se il tavolo non ci fosse ce ne andremmo. Il ruolo della Nato va ridiscusso. La Nato nasce come alleanza difensiva ma non ci difende da niente. Litiga con la Russia invece di occuparsi di terrorismo e immigrazione che sono le due vere emergenze. O queste istituzioni cambiano, e ci metto dentro pure l’Onu che costa miliardi e anziché aiutare chi dovrebbe aiuta i propri dirigenti, oppure non ha più senso parteciparvi».

Sarebbe pronto a seguire Trump? Negli Stati Uniti e in Europa le sue scelte sull’immigrazione sono molto contestate…  

«Se fossi ministro dell’Interno in 6 mesi cambierei molte cose. A partire soprattutto da sicurezza e immigrazione. Dopo 500 mila sbarchi e 10 mila morti non si può sentire Angelino Alfano dire che “abbiamo salvato migliaia di vite e difeso l’Italia”. Trump dice “pensiamo agli americani”. Marine Le Pen dice “pensiamo alla Francia” e per lei contano solo i cittadini e non i banchieri. Io dico pensiamo a casa nostra».

Uscire dall’euro nel senso della moneta è il ritornello di tutti i populisti europei. Il presidente della Bce Mario Draghi dice la moneta unica è una scelta irreversibile. Allora come si fa?  

«Non è vero che è irreversibile: spiace che sia proprio un italiano complice della Ue che sta massacrando gli italiani e la nostra economia. Al centro della nostra politica ci sono i cittadini. L’economia e la moneta devono essere al servizio dei cittadini non il contrario. Chiunque voglia allearsi con noi deve da partire da questo: dal controllo della moneta, dei confini e delle banche. Un’Europa a due velocità come dice la Merkel? Non mi sento di serie B ma non è pensabile che i tedeschi abbiano incassato tutto l’incassabile e ora salutino e ringrazino».

Pronto per andare a votare?  

«Come negli Usa con Trump e in Francia con Marine Le Pen siamo di fronte a un voto di speranza. Si tratta del popolo che si muove contro i poteri forti. La mia preoccupazione è che i poteri forti, da noi tengano in ostaggio il Parlamento e gli italiani per un altro anno senza fare nulla».

Carfagna: “Ignorare il malessere è l’aiuto migliore a chi cavalca la rabbia”

La deputata di Forza Italia: l’Europa si salva solo con veri leader
ROMA – «Ridurre il populismo a un insulto è quanto di più sbagliato», avverte Mara Carfagna, ministro nell’ultimo governo Berlusconi, esponente «azzurro» di prima fila.

È un fenomeno che approva?  

«Chiariamoci su cosa si intende per populismo. È un modo spregiudicato di cavalcare le paure collettive con soluzioni semplicistiche, o consiste invece nel dare ascolto a quelle ansie per fornire risposte vere? È il falso antagonismo tra un popolo depositario di tutte le virtù e le oligarchie ricettacolo di ogni vizio, o populismo significa prendere atto di una frustrazione diffusa nei confronti di élite sempre più chiuse e autoreferenziali?».

C’è una certa differenza.  

«Infatti siamo di fronte a un fenomeno complesso e sfuggente. Un conto, per esempio, è additare l’immigrato come causa di tutti i mali, e questo io lo considero populismo d’accatto. Altra cosa è proteggerci contro l’annacquamento della nostra identità di fronte a culture poco rispettose dei valori altrui. O tutelare dalla concorrenza un posto di lavoro che 4 giovani su 10 si sognano (nel Sud sono 6 su 10). Non considero populista farsi carico del milione e mezzo di famiglie sotto la soglia di povertà assoluta e dell’insicurezza che comporta la crescita delle diseguaglianze nella cosiddetta economia globale. O dare risposte alla paura di un terrorismo asimmetrico, molecolare, penetrato in Occidente e in Europa».

La discriminante qual è?  

«Tra chi grossolanamente specula sul malessere e chi indica soluzioni capaci di creare più posti di lavoro, di aggiornare il modello del welfare, di dare protezione sociale e sicurezza ai cittadini. Se non vuole alimentare le forme più rozze del populismo, la politica deve affrontare i problemi nuovi con metodi nuovi».

Quelli incarnati negli Stati Uniti da Donald Trump?

«Il neo presidente usa spesso toni che non aiutano. Ma quando accusa l’Europa di essere a rimorchio della Germania, mette il dito su una piaga vera. Idem quando sostiene che la Nato è obsoleta, e invece di farsi ossessionare da Putin dovrebbe occuparsi maggiormente del fronte Sud».

Marine Le Pen promette ai francesi che, se vincerà le elezioni, lasceranno l’Ue. Anche Salvini la pensa allo stesso modo. Voi di Forza Italia?  

«Se Bruxelles continua a intralciare la vita dei cittadini con regole assurde, e a soffocare le imprese con una burocrazia asfissiante, è chiaro che di un’Unione così si può, anzi si deve fare a meno. Basti dire che fino al 2020 l’intera Europa ha pianificato di destinare alla sicurezza la cifra irrisoria di 2 miliardi e mezzo l’anno, meno di quanto noi da soli spendiamo per l’emergenza sbarchi».

Quindi siete d’accordo con la Le Pen?  

«No, perché saremmo i primi a voler lasciare l’Unione se aiutasse a risolvere i nostri problemi. Ma temo che l’Italia si troverebbe più isolata di fronte alle crisi globali. Quando piuttosto si tratta di costringere l’Europa a occuparsi di tutto quanto non sta facendo. Servono nuovi Trattati e ci vogliono nuove leadership, statisti in grado di negoziare nelle sedi opportune. Come Berlusconi nel 2005, quando riuscì a introdurre una flessibilità per i tempi di crisi. Non come Renzi che nei vertici Ue stava allineato e coperto, salvo alzare la voce nelle conferenze stampa successive per strappare qualche voto in più. Oppure usava quella stessa flessibilità per distribuire mance come gli 80 euro. E’ così che si alimenta il populismo, quello peggiore».

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Ugolini: “Sostituto Callejon contro il Genoa? La soluzione più logica sarebbe Giaccherini ma…”

Massimo Ugolini, giornalista di Sky Sport, è intervenuto ai microfoni di ‘Radio Gol’ in onda su Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato:
“Contro il Genoa gli azzurri non avranno le stesse difficoltà riscontrate nella gara contro il Palermo. E’ un avversario che ti lascia giocare ma nulla toglie che si tratti di una sfida complicata. Dovrebbe giocare Maggio al posto dello squalificato Hysaj. Ma chi prenderà il posto di Callejon? La logica sarebbe Giaccherini ma lo stesso Pavoletti ha buone chance di partire dall’ inizio. Considerato il match contro il Real Madrid, uno tra Insigne e Mertens dovrebbe rifiatare. Ecco perché se non giocasse Giaccherini, diventerebbe un problema”.