Home Blog Pagina 5855

Turi a Il Pungiglione: “Mauro ha tanta personalità, ma va lasciato tranquillo. Strianese? Un jolly. Playoff? Meglio affrontare il Catania con la prima squadra”

In esclusiva le dichiarazioni di Alberico Turi

Nel corso della trasmissione di ViViRadioWeb, Il Pungiglione Stabiese, abbiamo ascoltato il Direttore Responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, Alberico Turi.

“Carboni ha fatto giocare anche chi ha giocato poco. Ha dato minutaggio a tutta la rosa, è stata una partita di preparazione per i playoff. E’ normale che avere Ripa al centro dell’attacco è una garanzia. E’ un calciatore che va sempre in doppia cifra e diventa importante averlo in rosa”.

Alfonso Todisco?

“Un dirigente del settore giovanile, ma anche un amico tifoso della Juve Stabia, anche se non più residente a Castellammare di Stabia, ma a Sorrento”.

Il Catania ai playoff per la Juve Stabia?

“Bisogna raggiungere il traguardo finale, prima o dopo non fa differenza, devi affrontare tutti. Meglio affrontare una squadra blasonata, si sta in tensione e lo si può preparare al meglio”.

Prezzo dei biglietti?

“Il vero tifoso non guarderà a questo, sarà al Menti per incitare la squadra. L’appello è che tutti i tifosi stabiesi possano assistere al match per raggiungere insieme il traguardo finale. Un peccato non poter riempire il settore distinti con ragazzi di scuola calcio o di scuole. Manniello conosce le sfaccettature di una richiesta, sarà sicuramente dispiaciuto della non possibilità. Si parla tanto di portare il pubblico allo stadio, ma con i sacrifici che fanno le società, vengono negate possibilità di introiti per queste gare e l’orario delle 15 non gioverà per la concomitanza con altri campionati. Bisogna essere compatti, tutti insieme”.

Firenze?

“Pensiamo giornata dopo giornata, si vedrà!”

Incasso diviso tra i due club?

“Il mio è un invito a cercare di riempire lo stadio con tanti ragazzi, sia di scuole calcio, ma anche con i ragazzi del settore”.

Pronostico?

“Mi basterebbe anche 1-0 al 90° con autogol di Pozzebon, sarei felicissimo”.

Pulvirenti?

“E’ un allenatore che provoca, vuole gestire la gara in maniera particolare. Parla tanto e servirà attenzione con il guardalinee che sarà nella sua zona. Attenzione tra i ragazzi e sotto gli spogliatoi. Se capisce che in rosa c’è un ragazzo influenzabile, lo stuzzicherà. Con la Berretti portò all’espulsione 2 suoi ragazzi e uno nostro”.

Lo Monaco?

“Conosce personaggi stabiesi, bisogna fare attenzione alle palazzine intorno al Menti, si rischia di essere spiati: è il gioco delle parti”.

“La Juve Stabia non aveva l’obbligo di vincere il campionato, altre come Parma e Alessandria oltre al Lecce arriveranno ai playoff con distrazione”.

Cutolo a disposizione della squadra, sarà determinante?

“All’inizio della sua avventura stabiese, si è voluto forzare il suo inserimento. Doveva essere gestito meglio, veniva da un periodo di inattività. Può dare ora una grande mano alla Juve Stabia. Non credo che smentirà le attese: credo che in questo momento sia un punto di forza della squadra. Prenderà per mano i suoi”.

Cutolo come Pizzi?

“Ha le doti tecniche e balistiche per risolvere qualsiasi gara: lo dice la storia”.

Il settore giovanile si gioca i playoff con Berretti, Under 17 e Under 15. I ragazzi di Belmonte hanno pareggiato in trasferta contro il Parma

“Voglio ringraziare tutti gli sportivi, addetti ai lavori, il presidente Manniello, i calciatori, i dirigenti e l’allenatore che sabato scorso erano al Menti e sono stati vicini ai ragazzi che hanno apprezzato la loro presenza. Doveroso farlo, anche se ho sempre ritenuto che esiste una sola società. I colori vanno difesi dalla prima squadra all’attività di base. Tornando agli Under 15, i playoff sono una lotteria. Serve giocarsi le gare con intensità e stare sempre sulla corda. Alla lunga, il lavoro ti premia. Per quello che è successo a Parma, spero di poter andare avanti. Arrivati qui, non si può più parlare solo di crescita e gioco. Ora vogliamo vincere e questi ragazzi meritano. Sono venuti meno due pilastri in formazione, ma chi li sostituisce non fa sentire la loro mancanza. L’Under 15 ha le carte in regola per poter ben figurare al Menti sabato. Molti ragazzi non sono di Castellammare ma sudano per questa maglia. Se c’è un ragazzo di Castellammare che merita, allora è giusto che vesta la maglia, ma se le scuole calcio a cui chiedi un ragazzo, si rifiutano, allora possiamo farci poco. C’è un ragazzo di Castellammare di Stabia, bocciato dal Napoli, che 15 giorni fa è stato tra noi e gli abbiamo messo la maglia della Juve Stabia addosso. Ha giocato con i nostri con le autorizzazioni del caso a Frattamaggiore, ma non dirò mai il nome”.

Under 17, una sconfitta con il Feralpisalò

“I ragazzi erano contratti nel primo tempo. Forse hanno sentito troppo la gara, poi siamo venuti fuori alla lunga e colpito un legno con Casella. Il loro portiere ci ha negato alcuni gol importanti. Ma la cosa che mi lascia perplesso è il gol loro che, come visto dalle immagini di ViViCentro, non era valido in quanto la palla non è entrata del tutto. Dobbiamo andare a vincere a Salò e non dispero, possiamo farlo”.

Grande attesa per la Berretti che ha superato il Fondi. Regolamento?

“Il regolamento è stato fatto ad inizio stagione, sbagliato, ma viene realizzato da tempo. Non sono contento dalla prova della Berretti: sono stati fatti 30 minuti alla grande ma poi hanno avuto paura di vincere. Ci siamo abbassati troppo, quella è una squadra che deve solo e sa solo giocare a calcio. Non ha paura dell’avversario, sabato è stata timorosa. Trovarsi una squadra con tre fuoriquota, forse, ha creato qualche timore. Calandra, il portiere, è molto forte. Meno male che non è stato espulso. Mauro? Ha tanta personalità. Un ragazzo che va lasciato tranquillo, non me ne voglia nessuno: per il suo bene lo dico, è un ragazzo di grossa prospettiva. Strianese? Un jolly importante che può fare di tutto in campo. E’ intelligente e sa sempre dare una mano, buttandosi dentro e recuperando. E’ calciatore intelligente, che parte senza palla e riesce a creare pericoli. Panico, con il suo staff ha preparato al meglio la gara, è uno meticoloso che sa diventare maniacale”.

Come ha vissuto il presidente De Lucia le gare?

“Lui è ansioso come Manniello, sull’1-0 è scappato via, ma chiedeva in continuazione il risultato. E’ attaccato a questi colori e a questi ragazzi”.

Mario Turi?

“Non credo tornerà in panchina. Fare in tre anni tre sconfitte e non raccogliere i frutti è dura. E’ nauseato dal discorso prima squadra”.

“Non esportiamo solo le cose brutte della città, ma quando eravamo in B, mostravamo il nostro lato migliore. Eravamo osannati e meritavamo complimenti da tutti. Chi verrà allo stadio domenica, merita di assaporare la serie B, ma la merita soprattutto Franco Manniello”.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Patrizia Esposito

I nostri sponsor:




FOTO ViViCentro – Maradona si scatena con Ronaldinho in Bahréin

FOTO ViViCentro – Maradona si scatena con Ronaldinho in Bahréin

Diego Armando Maradona scatenato a Manama, in Bahréin, nel corso di un evento in cui ha incontrato tantissimo appassionati di calcio. Il Pibe de oro, nonché neo allenatore del Fujairah Sports Club negli Emirati Arabi, ha incontrato anche Ronaldinho. Il Pibe per questo motivo sarà oggi assente alla festa scudetto.

Clicca sulle foto per ingrandirle.

Siracusa calcio:” Impossibile fermare i sognatori”

0

Siracusa: in campionato beneficenza, ai Play Off predatori.

Il Siracusa termina il campionato con un brutto risultato, perdendo 1- 0 con la Virtus Francavilla. Risultato impensato per i ragazzi di Sottil che non si aspettavano certo di lottare ancora una volta anche contro un giudizio arbitrale non consono.

In campo alcune incertezze da parte di qualche giocatore, ma il gioco si velocizza quando entrano Catania, Valente e Dezai. Quest’ultimo dopo un lungo infortunio ritorna a combattere insieme ai compagni sul campo Siracusano. Il loro intervento però non è riuscito a servire la vittoria ai tifosi.

Nuovamente Sottil, come successe con l’Akragas, non potrà sostenere in campo i propri ragazzi. Infatti, per un’incomprensione con l’arbitro è stato espulso per ben due giornate. Riusciranno i suoi ragazzi a giostrarsi senza il supporto della struttura portante della squadra?

Nelle ultime partite, in cui il Siracusa si è esibito, sembra che abbia giocato quasi a fare beneficenza alle squadre che avevano difficoltà date dalla loro posizione in classifica. Ci si augura quindi che questa volta gli 11 leoni si destino dal torpore in cui sono caduti e iniziano a mostrare le loro reali capacità.

La squadra aretusea più volte ha mostrato agli avversari la grande forza e tecnica che possiede in campo, in 7 mesi è passata da penultima in classifica a giocare i play off.

Domenica, 14 Maggio, i siracusani affronteranno il primo girone dei play off ad esclusione immediata contro la Casertana. Squadra con cui ha perso fuori casa, ma ha ottenuto una splendida vittoria in campo proprio con 2-1. La partita sarà giocata in notturna, alle ore 20:30, allo Stadio “Nicola De Simone”. Chi fra le due squadre troverà la vittoria, dovrà fronteggiare l’Alessandria in due scontri (andata/ritorno)

Più volte il Siracusa si è trovato ai play off riuscendo ad essere ammesso, in serie B, a tavolino nella stagione 1946-1948, rimanendo in categoria fino al 1953.

C’è un libro di Gianluca Apicella intitolato “Impossibile fermare i sognatori”, i tifosi Siracusani potrebbero essere i protagonisti adatti di quel libro. Sognatori che non vogliono essere destati dalla visione onirica che stanno vivendo. Perché malgrado tutto grandi emozioni sono state regalate e segno di ciò è stato il ringraziamento dei tifosi nonostante la sconfitta con la Virtus Francavilla.

La fiaba del Siracusa non è ancora terminata, altre pagine devono ancora emozionarci.

Accoppiamenti Play Off:data/orari

Domenica 14 maggio

Siracusa Vs Casertana: h 20:30

Juve Stabia Vs Catania:  h 15:00

Virtus Francavilla Vs Fondi: h 17:30

Cosenza Vs Paganese: h 20:30

 

10 maggio 1987, il ricordo della SSC Napoli: “Le 10 partite più significative!”

Lo riporta il sito del calcio Napoli sscnapoli.it

Il 10 maggio del 1987 il Napoli vinse il suo primo scudetto. Per celebrare il trentennale dell’evento abbiamo voluto raccontare quella splendida stagione con le 10 partite più significative del campionato. 10 come quel giorno di maggio, 10 come la maglia mitica di Maradona, 10 come un numero legato a doppio filo col destino.

Queste le 10 tappe di quella esaltante cavalcata:

Prima giornata – 14 settembre 1986: Brescia-Napoli 0-1
Brescia: Aliboni, Giorgi, Gentilini, Occhipinti, Chiodini, Branco, Turchetta, Bonometti, De Giorgis, Zoratto, de Martino (70’ Piovani). All. Giorgi

Napoli: Garella, Bruscolotti (76’ Marino), Ferrara (82’ Volpecina), Bagni, Ferrario, Renica, Caffarelli, De Napoli, Giordano, Maradona, Carnevale. All. Bianchi
Marcatore: 41’ Maradona

E’ l’esordio in campionato ma anche una sfida in cui c’è il biglietto da visita della stagione. Poco prima che finisse il primo tempo, Maradona prende palla ai 25 metri, salta tre uomini e segna in diagonale. E’ il prolungamento del Diego Mondiale, che ha appena trionfato in Messico trascinando l’Argentina campione del Mondo. E’ l’immagine manifesto che farà da prima copertina ad un anno magico.

Quarta giornata – 5 ottobre 1986: Napoli-Torino 3-1

Napoli: Garella, Marino, Ferrara, Bagni, Ferrario, Renica, Caffarelli (46’ Sola), De Napoli, Giordano, Maradona, Carnevale. All. Bianchi

Torino: Lorieri, Corradini, Francini, Zaccarelli, Junior (79’ Cravero), Ferri, Beruatto (67’ Lerda), Sabato, Kieft, Dossena, Comi. All. Radice
Marcatori: 10’ Sabato, 15’ Bagni, 60’ Ferrara, 76’ Giordano

Il primo successo al San Paolo per un Napoli che non parte fortissimo, ma che da questa vittoria in poi diventa un ciclone. Segna prima il Toro con Sabato, poi la rimonta azzurra con Bagni, Ferrara e Giordano, tre assoluti protagonisti di quello scudetto.

Settima giornata – 26 ottobre 1986: Roma-Napoli 0-1

Roma: Tancredi, Gerolin, Baroni, Boniek, Nela (46’ Oddi), Righetti, Bergreen (71’ Agostini), Giannini, Pruzzo, Desideri, Conti. All. Eriksson

Napoli: Garella, Bruscolotti, Ferrara, Bagni, Ferrario (51’ Volpecina), Renica, Sola, De Napoli, Giordano, Maradona (81’ Carnevale), Romano. All. Bianchi
Marcatore: 46’ Maradona

E’ il primo big match dell’anno. Il Napoli non vince all’Olimpico romanista da tempo immemorabile. Quel giorno di ottobre ci riesce. Il talento di Giordano, la prodezza di Maradona. Lancio al bacio del centravanti azzurro, stop di tacco e tiro al volo di Diego, giusto nell’angolo. L’Olimpico si illumina d’immenso.

Nona giornata – 9 novembre 1986: Juventus-Napoli 1-3

Juventus: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini (78’ Bonetti), Brio, Caricola, Mauro (56’ Pioli), Manfredonia, Serena, Platini, Laudrup. All. Marchesi

Napoli: Garella, Bruscolotti, Ferrara, Bagni, Ferrario, Renica, Sola (53’ Carnevale), De Napoli, Giordano, Maradona, Romano (78’ Volpecina). All. Bianchi
Marcatori: 50’ Laudrup, 73’ Ferrario, 74’ Giordano, 90’ Volpecina

Non è una partita, è LA PARTITA. A caratteri cubitali, perché quel pomeriggio il Napoli si attacca in petto mezzo scudetto. La Juve campione d’Italia segna con Laudrup. Poi succede l’inferno. In un quarto d’ora, dal 73’ al 90’, il Napoli si prende Casa Savoia. Ferrario firma il suo gol più bello, raro e prezioso come un “Gronchi rosa”. Poi Bruno Giordano al volo di destro fa esplodere la Curva Maratona. Chiude la festa Beppe Volpecina. Il Napoli scavalca la Signora e va in testa da sola. Siamo appena all’inizio di novembre, ma nell’aria si sente già un meraviglioso profumo di gloria.

15esima giornata – 11 gennaio 1987: Napoli-Ascoli 3-0

Napoli: Garella, Bruscolotti, Volpecina (56’ Muro), Bagni, Ferrara, Ferrario, Carnevale (76’ Caffarelli), De Napoli, Giordano, Maradona, Romano. All. Bianchi

Ascoli: Pazzagli, Destro, Cimmino, Iachini, Perrone, Dell’Oglio, Bonomi, Carillo, Vincenzi, Brady, Trifunovic. All. Castagner
Marcatori: 58’ Muro, 67’ Romano, 86’ Bagni

E’ l’ultima giornata del girone di andata. Al San Paolo piove a dirotto ma è come se ci fosse il sole. Dopo un’ora Ciro Muro rompe il muro ascolano. Poi segna Romano, il regista arrivato nel mercato autunnale, e chiude Bagni. Il Napoli è campione d’inverno. Da gennaio a maggio, saranno quattro mesi da urlo…

19esima giornata – 22 febbraio 1987: Torino-Napoli 0-1

Torino: Lorieri, Rossi, Francini, Zaccarelli, Junior, Ferri, Beruatto, Cravero, Kieft, Dossena, Comi. All. Radice

Napoli: Garella, Bruscolotti, Ferrara, Bagni, Ferrario, Renica, Caffarelli (81’ Giordano), De Napoli, Carnevale (89’ Volpecina), Maradona, Romano. All. Bianchi
Marcatore: 84’ Giordano

E’ una freddissima e grigia domenica di febbraio. Per 80 minuti in campo è battaglia di lotta e di governo. Tutto bloccato finché non entra Bruno Giordano. Maradona crossa con una piroetta dalla linea di fondo, Giordano in drop al volo di sinistro gira un pallone micidiale sotto la traversa e poi corre nel boato della Curva Filadelfia, completamente azzurra. E’ l’immagine splendente di una vittoria fondamentale che sancisce la prima vera fuga.

24 esima giornata – 29 marzo 1987: Napoli-Juventus 2-1

Napoli: Garella, Volpecina, Ferrara, Bagni, Ferrario, Renica, Caffarelli (51’ Carnevale), De Napoli, Giordano (68’ Bruscolotti), Maradona, Romano. All. Bianchi

Juventus: Tacconi, Favero, Pioli, Bonini (65’ Vignola), Caricola, Scirea, Mauro, Manfredonia, Serena, Platini, Buso (61’ Briaschi). All. Marchesi
Marcatori: 14’ Renica, 50’ Serena, 58’ Romano

Nell’ultima domenica di marzo va di scena la madre di tutte le sfide. La Juve viene al San Paolo in cerca di riscatto. Segna prima Renica che scava un fosso sotto le gambe di Tacconi. Poi pareggia Serena di testa. Il resto è da brividi. L’assalto del Napoli è dirompente come il tuffo di Ciccio Romano che sotto la Curva B infila in spaccata la palla del 2-1. Il Napoli saluta la Juventus e si stacca dal gruppone. Manca poco più di un mese, un mese emozionante ed interminabile.

27esima giornata – 26 aprile 1987: Napoli-Milan 2-1

Napoli: Garella, Bruscolotti (73’ Sola), Ferrara, Bagni, Ferrario, Renica, Carnevale, De Napoli, Giordano (82’ Caffarelli), Maradona, Romano. All. Bianchi

Milan: Nuciari, Maldini, Evani, Baresi, Galli, Manzo, Wilkins, Di Bartolomei (82’ Massaro), Hateley, Donadoni (46’ Zanoncelli), Virdis. All. Capello
Marcatori: 33’ Carnevale, 43’ Maradona, 79’ Virdis

Sulla strada del trionfo ci si mette il Diavolo. Ma non c’è il veleno nella coda, c’è il balsamo della gioia. Segna prima Carnevale di testa. Poi si fermano gli orologi. Maradona si inventa uno dei gioielli più splendenti della sua collezione. Lancio di Giordano e doppio dribbling al volo di Diego che senza far mai toccare la palla a terra salta difensore e portiere per disegnare un capolavoro assoluto. Vince il Napoli, è l’ultima decisiva sterzata, prima del rettilineo della gloria.

28esima giornata – 3 maggio 1987: Como-Napoli 1-1

Como: Paradisi, Tempestilli, Bruno, Centi, Maccoppi, Albiero, Mattei, Invernizzi, Borgonovo, Notaristefano (81’ Casagrande), Tedesco (59’ Giunta). All. Mondonico

Napoli: Garella, Bruscolotti (68’ Muro), Ferrara, Bagni, Ferrario, Renica, Carnevale, Sola (62’ Volpecina), Giordano, Maradona, Romano. All. Bianchi
Marcatori: 63’ Giunta, 76’ Carnevale

E’ un pareggio che vale più di una vittoria. Il Napoli rimonta il Como con un gol di Carnevale ad un quarto d’ora dalla fine che vale oro. Agli azzurri adesso basta un punto per vincere il campionato. Quel ramo del Lago di Como che volge al trionfo.

29esima giornata – 10 maggio 1987: Napoli-Fiorentina 1-1

Napoli: Garella, Bruscolotti, Volpecina (87’ Ferrara), Bagni, Ferrario, Renica, Carnevale (89’ Caffarelli), De Napoli, Giordano, Maradona, Romano. All. Bianchi

Fiorentina: Landucci, Contratto, Maldera, Oriali, Pin, Gentile, Onorati, Gelsi, Diaz, Antognoni (64’ Di Chiara), Baggio (72’ Berti). All. Bersellini
Marcatori: 29’ Carnevale, 39’ Baggio

E’ il 10 maggio 1987. Una data che diventerà una epigrafe. Ed il riverbero è ancora struggente. Il San Paolo è stracolmo che non entra manco uno spillo. Segna Carnevale, lanciato di tacco da Giordano. Pareggia Baggio. Va bene così, perché ci serve un punto per arrivare primi. C’è solo il tempo della festa a Fuorigrotta. La gente urla, si abbraccia e piange di felicità. Il Napoli è campione d’Italia tra migliaia di bandiere azzurre che riempiono il cielo. La prima volta di una immensa storia d’amore. Era il 10 maggio 1987. Il meraviglioso ricordo di un fantastico scudetto.

Carnevale: “Vi racconto il gol che regalò lo scudetto”

Carnevale: “Vi racconto il gol che regalò lo scudetto”

Quel 10 maggio 1987 fu festa grande al San Paolo. Andrea Carnevale ando’ in gol alle 16:29 contro la Fiorentina. Fu il gol-scudetto. A Il Mattino ha rilasciato una lunga intervista, questi i passaggi più significativi: “Stavamo attaccando a tutto spiano. Diego era quello che tirava di piu’. Venne avanti anche Ferrario. Tiro’ una botta De Napoli, poi alla mezz’ora, Diego mi dette la palla nella metà campo della Fiorentina, io la detti a Giordano che con un colpo di tacco me la restitui’ mentre entravo in area di rigore e la’ anticipai l’uscita di Landucci colpendo di esterno destro. Il San Paolo esplose. Fu una liberazione. A due giornate dalla fine avevamo l’Inter a tre punti e la Juventus a quattro. Dovevamo respingere l’ultimo assalto dell’Inter che giocava a Bergamo. Dopo il mio gol arrivo’ la notizia che l’Inter era sotto sul campo dell’Atalanta. Quando la Fiorentina pareggio’ con la punizione di Baggio, noi eravamo avanti di quattro punti sui nerazzurri. Era scudetto. Non fu una annata facile per me. Partii titolare con la maglia numero 11. Dopo sei giornate arrivo’ Ciccio Romano che Pierpaolo Marino scovo’ nella Triestina. Entro’ in squadra a Roma, dove vincemmo con un gol di Maradona, e non ne usci’ più. Ero arrabbiatissimo col mister. Lui giocava con Caffarelli all’ala destra e Romano col numero 11. Ero praticamente fuori”.

Nessuno come il Napoli di Sarri dal dopoguerra

Nessuno come il Napoli di Sarri dal dopoguerra

La Gazzetta dello Sport riporta un dato molto interessante sul Napoli: “Maurizio Sarri, in attesa che il suo prezioso lavoro venga premiato da qualche trofeo, può vantare eccellenze statistiche. Insieme ai complimenti per il gioco, il suo Napoli ha numeri pazzeschi, che rendono meglio l’idea di quanto sia diventata competitiva la squadra e, soprattutto, descrivono la vera identità tattica. L’ultimo dato racconta di un record strappato al Grande Torino: per il quarto anno consecutivo il Napoli arriverà in tripla cifra nella casella dei gol realizzati in stagione. Mai prima d’oggi altre squadre italiane avevano insidiato il glorioso club granata che dopo la metà degli Anni 40, dunque nell’immediato Dopoguerra, stabilì questo primato superando quota 100 in tre campionati consecutivi. Nella stagione 47-48, addirittura, chiuse con 125 reti all’attivo e in quegli anni non erano ancora state istituite le competizioni europee per club”.

Il Napoli ha visionato due Under 20 da affiancare a Reina: i dettagli

Il Napoli ha visionato due Under 20 da affiancare a Reina: i dettagli

Anche se si attende l’agente di Pepe Reina per discutere il possibile prolungamentodi un altro anno del contratto, il Napoli comunque sta visionando altri portieri. Il primo obiettivo resta Meret che è stato nuovamente visionato dallo scouting di Giuntoli nell’ultimo match contro la Pro Vercelli come si legge sul Corriere dello Sport. L’altro nome è il 19enne Rok Vodisek, portiere sloveno. Anche qui le relazioni sono piuttosto positive.

De Laurentiis: “Valutiamo 50 nomi, abbiamo in mente colpi irripetibili! Mertens resta, Sarri come Ferguson”

Le sue parole

Il presidente Aurelio De Laurentiis ha ricevuto all’Hotel Vesuvio un riconoscimento dal Rotary Napoli Est e ha dichiarato a Il Mattino: “Il Napoli e’ la casa di Maurizio Sarri. E questa casa per lui e’ aperta a vita: qui puo’ rimanere a fare quello che vuole anche quando il contratto scadra’. Se vuole potra’ anche avere un ruolo alla Ferguson”.

Presidente, sta per arrivare la domenica probabilmente decisiva nella corsa per la Champions diretta?

“Non credo. Questo e’ un campionato in cui le sorprese sono arrivate in ogni giornata, dove sia il Napoli che la Roma hanno perso punti contro le piu’ piccole spesso. E tutto puo’ ancora accadere fino alla fine.

Terzo posto? Io non ho paura del preliminare. E’ diverso da quando abbiamo affrontato l’Athletic Bilbao: perche’ quest’anno abbiamo una squadra gia’ strutturata e completa, che sta dimostrando la propria forza. Il fatto che avro’ la rosa a disposizione a luglio per svolgere la preparazione estiva al completo mi rende tranquillo”.

Neppure il mercato ne risentira’?

“No, gli unici problemi sono di ordine organizzativo. Poi ovvio, sotto il profilo finanziario qualche operazione puo’ essere piu’ programmabile avendo la certezza della Champions. Ci sono per esempio degli acquisti irripetibili che abbiamo in mente. In questo momento lavoriamo su una lista di cinquanta nomi: io sto pensando di prendere qualcuno magari in Belgio o in Olanda e lasciarlo crescere nella propria squadra per un altro anno ancora”.

A proposito del tecnico spagnolo, dice che Higuain era uno dei cinque nomi che le suggerì quell’estate?

“E ci credo, chi non avrebbe voluto prendere Higuain? Lo volevano tutti. Solo che lui insisteva per Leandro Damiao, incontrai pure i suoi agenti proprio qui al Vesuvio. A proposito, dove gioca Damiao adesso? Higuain fu un blitz mio e di Chiavelli”.

Rinnovi?

“Con Mertens ci siamo. La firma arrivera’ a breve, la prossima settimana arriveranno i suoi agenti e definiremo le cose che ci siamo detti. E Ghoulam? Lui e Strinic a me piacciono tanto e non e’ facile trovare dei sostituti del ‘92 o del ‘93 ai loro livelli. Anche perche’ arrivano e prima di essere inseriti nei meccanismi di Sarri ci vuole tempo. Ogni operazione di rinnovo ha bisogno del suo tempo. Vediamo quello che succede”.

E’ un monte ingaggi lievitato in maniera esponenziale negli ultimi anni?

“Sì, piu’ del 150 per cento. Siamo passati dai 40 milioni di stipendio con Mazzarri ai circa 100 milioni attuali. Un grande salto… mi fa ridere chi chiede sempre “chi compriamo, chi compriamo?”. Come se fosse facile migliorare questa squadra. E poi l’estate scorsa abbiamo investito per 163 milioni di euro”.

Dzeko out, salta la Juve. In dubbio anche Nainggolan

NOTIZIE AS ROMA – Piove sul bagnato. Non bastavano le polemiche dai lunghissimi strascichi mediatici tra Totti e Spalletti e la squalifica per 2 giornate di Kevin Strootman che costringerà l’olandese ad essere fuori in occasione di Roma-Juve. Guai anche per Edin Dzeko: il pennellone bosniaco sarà infatti costretto a dare forfait a causa di una «lesione muscolare di primo grado del gemello mediale del polpaccio sinistro». La prognosi è di circa 10 giorni, a partire dalla data dell’infortunio. Dunque, il bomber da 37 reti stagionali complessive tra campionato e coppe non ci sarà domenica sera. In forte dubbio anche la presenza di Radja Nainggolan, vittima di una «quota di edema muscolare del muscolo gemello mediale del polpaccio sinistro». Le sue condizioni saranno monitorate giorno dopo giorno nella speranza che possa stringere i denti e giocare questa fondamentale gara. LO riporta Il Corriere della Sera.

Claudia Demenica

La battaglia Pd-5Stelle continua: rifiuti, finanziamenti, fondi

0
Il filling che sembrava esserci ieri tra il M5S ed il PD per la legge elettorale è durato giusto il tempo del pensarlo. Poi subito il ritorno allo scontro diretto con una raffica di colpi bassi  nella battaglia che promette di portare alle urne.

A Roma lo scontro è sui rifiuti: i democratici accusano la sindaca Virginia Raggi «di incapacità» e rilanciano: «Puliremo noi la città». Beppe Grillo replica: l’emergenza causata da voi e Mafia Capitale. Nel fuoco incrociato anche Maria Elena Boschi, che secondo una rivelazione di De Bortoli «chiese a Unicredit di comprare Etruria». La sottosegretaria annuncia querele, ma i grillini insistono: si dimetta. Infine il caso di Palermo, dove spunta un audio che inguaia il candidato sindaco M5S sui fondi di Addiopizzo.

La guerra dei rifiuti

Renzi chiama a raccolta i volontari del Pd: “Comune incapace, domenica puliremo noi la città”. Raggi: porti la spazzatura a Zingaretti, pronta task force. Grillo: dem complici di Mafia capitale

ROMA – La guerra della monnezza è un assaggio di campagna elettorale. Grillini contro formiche. Sì, avete letto bene: il secondo animale sarà il simbolo stampato sulle t-shirt gialle che indosseranno i leader dem, da Matteo Renzi a Matteo Orfini fino ai dirigenti locali, domenica, quando scenderanno in strada a Roma con scope e sacchetti: «Puliremo noi la città» promette l’ex premier. Un gesto dimostrativo ad alto tasso mediatico annunciato da Renzi dal palco dell’assemblea Pd. Un’operazione in stile 5 Stelle che dà l’idea di come il segretario rieletto vuole condurre la sfida a Beppe Grillo e a Luigi Di Maio. Renzi parla di «incapacità del Comune» nella gestione die rifiuti, Beppe Grillo gli risponde rievocando le colpe e le complicità del Pd con Mafia Capitale.

LEGGI ANCHE – SOS rifiuti a Roma: senza discariche ne biogas non si sa che farne ne dove metterli

Roma è una cartolina sfregiata da cumuli di rifiuti lasciati per le vie del centro e della periferia, una metropoli che boccheggia tra gli olezzi resi insostenibili dalle temperature più elevate. La situazione ha raggiunto livelli di emergenza piena. Difficile controbattere all’eloquenza delle foto ma il M5S ci prova lo stesso. Con ben quattro post sul blog di Grillo, il primo di suo pugno contro il Pd, il secondo che parla di «piano 5 Stelle sui rifiuti di Roma rivoluzionario», il terzo firmato dall’assessora Pinuccia Montanari che addirittura si intitola «nessuna emergenza rifiuti» e il quarto firmato dalla sindaca Raggi che ha così chiaro il peso politico di questo scontro da aver scelto il più istituzionale palcoscenico su cui difendersi, in Rai, a Porta a Porta.

Il duello che si trascina da giorni nasce dalle reciproche accuse tra Regione Lazio, guidata dal Pd, e Campidoglio, tormentato regno dei 5 Stelle. «Raggi e il Comune di Roma non hanno voluto l’autorizzazione all’eco distretto di Rocca Cencia, un sito destinato allo smaltimento di rifiuti organici, quando la Regione Lazio stava per autorizzarlo, al grido: “Non servono impianti”» attacca l’assessore ai Rifiuti del Lazio Mauro Buschini che aggiunge: «Roma ha bisogno di impianti: dicano dove e li autorizziamo». Il governatore Luca Zingaretti e la sua giunta non hanno digerito la scaricabarile di Raggi che su Twitter lunedì aveva scritto che «sui rifiuti il Lazio è sottodimensionato e l’impiantistica è competenza della Regione». «Una fake news» replica Zingaretti che fa partire una campagna lampo sul web per smontare le tesi grilline: «La Regione ha competenza solo sulle autorizzazioni, verifica cioè se il posto è giusto, ma non ha voce sulla costruzione di nuovi impianti. Il Comune non ha mai fatto nessuna proposta per i nuovi impianti a Roma» e la Regione, «per evitare l’emergenza, ha autorizzato Roma a smaltire i suoi rifiuti in tutti gli impianti del Lazio, in Abruzzo e in Austria». Anche se, fanno sapere dalla Regione, dall’Austria starebbe sorgendo qualche problema tecnico.

Raggi però non ci sta e fornisce un’altra versione dei fatti su numero di impianti insufficienti e scarsa capienza, le due ragioni principali della crisi. Lo fa dopo aver assicurato che la situazione tornerà alla normalità «entro il fine settimana» grazie all’apertura h24 degli impianti Ama. «Dal 2012 la Regione non ha ancora adottato un nuovo Piano Rifiuti Regionale. Noi i rifiuti li raccogliamo ma non ci permettono di portarli via dalle strade». La sindaca ribadisce il no a Rocca Cencia e svela l’esistenza di tre siti per l’umido «che abbiamo individuato» e «che la Regione conosce». Non indica i luoghi, però, e preferisce ribattere a Renzi: «Dov’era quando il suo partito ha chiuso Malagrotta di un certo Manlio Cerroni senza proporre un’alternativa». Il sogno dei 5 Stelle è rifiuti zero e differenziata al 70%, spiega l’assessora Montanari che accusa il Pd di manovrare «uno spot elettorale» per «realizzare una nuova discarica e un inceneritore».

vivicentro.it/politica
vivicentro/La battaglia Pd-5Stelle continua: rifiuti, finanziamenti, fondi
lastampa/La guerra dei rifiuti ILARIO LOMBARDO

SOS rifiuti a Roma: senza discariche ne biogas non si sa che farne ne dove metterli

0

La capitale produce 1,7 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno, come durante l’era Marino. La differenziata è poca, il resto viene spedito agli insufficienti 4 centri. Quindi all’estero, pagando

Né discariche né biogas: Roma scoppia

ROMA – I numeri sono spaventosi. E l’emergenza rischia di durare a lungo. Ogni anno la Capitale a Cinque Stelle produce 1,7 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. Solo il 43%, ovvero 700.000 tonnellate, riesce a passare per il circuito della raccolta differenziata (stessa identica percentuale raggiunta da Ignazio Marino, nonostante le promesse).

Il restante milione di tonnellate di immondizia deve passare (a fatica) per i quattro impianti di Tmb o trattamento meccanico-biologico (sminuzzamento, compostaggio, vagliatura e così via) esistenti in città. Due, quelli più vecchi e mal progettati, sono di proprietà dell’Ama, l’azienda pubblica della nettezza urbana di Roma, a Rocca Cencia e in via Salaria vicino al Raccordo. Gli altri due, più moderni, potenti ed efficienti, sono di proprietà del consorzio Colari dell’ex-re della «mondezza» romana, Manlio Cerroni, il proprietario della (ormai chiusa, dal 2013) discarica di Malagrotta, dove pure sono collocati i due Tmb. Per adoperarli il Comune ha dovuto nominare un commissario, perché Colari era stata colpita da un’interdizione antimafia.

LEGGI ANCHE: La battaglia Pd-5Stelle continua: rifiuti, finanziamenti, fondi

I quattro impianti Tmb esistenti sarebbero bastati appena appena se fosse aumentata la fetta di spazzatura «differenziata». Così non è stato durante il primo anno di Virginia Raggi (con l’assessora Paola Muraro all’Ambiente), in cui si decise di abbandonare il piano dell’era Marino. Il «marziano» voleva creare degli «ecodistretti» con impianti anaerobici dove i rifiuti si sarebbero trasformati in biogas; più in là avrebbe dovuto realizzare una nuova discarica. Raggi e Muraro non vollero sapere né della discarica né del biogas, contro cui M5S (incomprensibilmente, visto che è un processo super ecologico e sicuro) ha sempre mobilitato i cittadini. Risultato, i quattro Tmb romani non ce la fanno. Scoppiano letteralmente. Ogni tanto si fermano. C’è anche qualche temporaneo, ma ininfluente, sabotaggio. Si è chiesto aiuto ai Comuni vicini, ma non basta. Conseguenza: non sapendo dove mettere i rifiuti non si possono svuotare nel modo giusto i 68.000 cassonetti.

Ma torniamo al milione di tonnellate di immondizia trattate nei Tmb. Una volta lavorate, 700mila tonnellate vengono bruciate come combustibile nei «termovalorizzatori» (inceneritori, in questo caso indispensabili anche se non certo «ecologici») di Colleferro e San Vittore nel Lazio; a Ravenna e Pavia; nei cementifici, come combustibile; oppure spedite all’estero per essere bruciate. Trasformare l’immondizia in gas creerebbe una grande ricchezza; in teoria, anche bruciarla come carburante porterebbe un guadagno. Roma però paga, e salatamente, per esportarla ad esempio via treno all’estero a Vienna, in Austria: invece di guadagnarci, sborsa 136 euro a tonnellata.

Restano 300mila tonnellate di spazzatura che, una volta trattata, deve finire in discarica. Ma Roma una discarica non ce l’ha. Per adesso chiede aiuto ad alcuni siti del Lazio, oppure manda a caro prezzo in altre regioni (Abruzzo) o all’estero (Austria, ma anche via nave in Portogallo). La legge dice che i rifiuti vanno smaltiti dove sono prodotti: cioè a Roma o nella Città Metropolitana. La Regione Lazio ogni tre mesi scrive a Virginia Raggi («sindaco metropolitano») invitandola a realizzare una discarica da 500mila tonnellate l’anno.

Ovviamente Virginia Raggi non vuole fare la discarica, né altre città vogliono farla al posto suo. Forse preferirebbe farsi commissariare. La sua assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari ha presentato un piano per portare la differenziata al 70% entro il 2021 e ridurre attraverso la «tariffa puntuale» la produzione di rifiuti. E creare – senza discariche né inceneritori – impianti di compostaggio aerobico (cioè all’aperto e senza biogas). Ma non ha mai detto dove vuole farli. Ci vorranno molti anni. E intanto è l’emergenza.

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/SOS rifiuti a Roma: senza discariche ne biogas non si sa che farne ne dove metterli
lastampa/Né discariche né biogas: Roma scoppia ROBERTO GIOVANNINI

Maradona: “Messi mi è sembrato più un peluche che un giocatore di calcio. Jorge Cyterszpiler? Non potevo crederci”

Maradona: “Messi mi è sembrato più un peluche che un giocatore di calcio. Jorge Cyterszpiler? Non potevo crederci”

Diego Armando Maradona torna parlare ai microfoni di Olé. Ecco quanto dichiarato dal pibe de oro: “Squalifica Messi? Gli hanno ridotto la squalifica per la storia di sempre con i grandi, è incoerente. Leo meritava una giornata di squalifica in più, lo dico con il cuore in mano. Sono contento come argentino e per Messi, e perché torniamo a credere nel sogno mondiale. Messi non è da aggredire, l’ho allenato un anno e mi è sembrato più un peluche che un giocatore di calcio.”

SULLA MORTE DEL SUO PRIMO PROCURATORE, JORGE CYTERSZPILER- “Mi hanno fatto vedere le foto, non potevo crederci, era una persona forte di testa. Stava passando un momento familiare difficile, ma non mi è mai passato per la testa che si potesse suicidare. Non credo che una donna possa ucciderti, ti può far soffrire ma non ucciderti. Aveva i suoi figli per vivere”. 

FOTO, da Torino- Ripresa degli allenamenti per i granata: le ultime

Da Torino- Ripresa degli allenamenti per i granata: le ultime

Ripresa della preparazione per il Torino con una sessione tecnico-tattica alla Sisport, a porte aperte. L’allenatore Mihajlovic, a lungo applaudito assieme alla squadra dopo il derby di sabato sera, ha dapprima fatto svolgere alcuni esercizi a tema e poi ha diretto una partita a ranghi misti con tempo e campo ridotti. A causa di un fortuito scontro di gioco, testa a testa con un compagno, Carlao ha abbandonato anzitempo la seduta, a scopo precauzionale; De Silvestri ha svolto un programma personalizzato, sul campo, mentre Baselli e Moretti hanno eseguito un lavoro specifico in piscina. Domani in calendario doppio allenamento, a porte chiuse.

Fonte: Torinofc.it

dal sito ufficiale del Torino

Di Marzio: “Parole Cavani? I giocatori vogliono provare nuove emozioni ma non sanno cosa lasciano”

Di Marzio: “Parole Cavani? I giocatori vogliono provare nuove emozioni ma non sanno cosa lasciano”

Ai microfoni di Radio Marte, è intervenuto Gianluca Di Marzio, giornalista Sky, il quale ha dichiarato: “Cavani? Ha appena rinnovato. Fa piacere che tanti giocatori, che quando erano a Napoli aspettavano la grande chiamata o aveva dei pruriti, come anche il pocho che voleva tornare. Evidentemente quando vanno via vogliono provare nuove emozioni ma non sanno cosa lasciano, tornano in mente momenti ed emozioni che solo Napoli sa regalare ai proprio giocatori”. 

SSC Napoli, report da Castelvolturno: allenamento tecnico tattico e partitina a campo ridotto

SSC Napoli, report da Castelvolturno: allenamento tecnico tattico e partitina a campo ridotto

Gli azzurri preparano il match contro il Torino per la 36esima giornata di Serie A, in programma domenica allo Stadio Olimpico. La squadra ha svolto attivazione in avvio e di seguito lavoro tecnico. Seconda fase dedicata all’allenamento tecnico tattico e chiusura con partitina a campo ridotto. Domani doppia seduta.

Fonte: SSC NAPOLI

Pià: “Lascio il calcio giocato per un problema al ginocchio. Momenti più belli? L’esordio, il gol in A e col Napoli…”

Pià: “Lascio il calcio giocato per un problema al ginocchio. Momenti più belli? L’esordio, il gol in A e col Napoli…”

Inaciò Pià, ex attaccante azzurro, lascia il calcio giocato all’età di 35 anni. Ai microfoni di Tuttomercatoweb, il ragazzo dichiara: “E’ una decisione che ho preso da tempo, ho peraltro iniziato già da qualche mese il mio percorso di agente, anche se per il momento cerco solo di capire il mestiere. Fare il calciatore e assisterlo sono cose diverse, per il momento cerco di vedere tante partite e imparare il più possibile. Da settembre aiuterò il Nuova Usmate, assumendo l’incarico di direttore tecnico, è un academy di Gaetano Fedele. La decisione è esclusivamente dovuta a una questione fisica, il ginocchio non riusciva a farmi allenare al 100% e stava diventando un peso andare in campo. Tanti momenti, mi viene in mente l’esordio e il gol in Serie A, i campionati vinti a Napoli, vincere lo Scudetto in Argentina. Con chi ho stretto di più? Montervino e Paolo Cannavaro, senza dubbio: alla lunga sono questi i giocatori che ho vissuto di più le emozioni dello spogliatoio, la gioia delle vittorie e il peso delle sconfitte. Aggiungo anche Memushaj, siamo diventati subito amici”.

UFFICIALE- Torino-Napoli: squalificato Mihajolivc, non ci sarà contro gli azzurri

UFFICIALE- Torino-Napoli: squalificato Mihajolivc, non ci sarà contro gli azzurri

Non ci sarà Mihajlovic domenica prossima contro il Napoli: il tecnico del Torino è stato squalificato per due giornate, dopo le proteste in Juventus-Torino. Il giudice sportivo spiega: “Due giornate di squalifica e ammenda di 10.000€ per il tecnico del Torino Sinisa Mihajlovic per avere, al 12° del secondo tempo, contestato una decisione arbitrale affrontando in maniera minacciosa il Quarto Ufficiale venendo a contatto con il medesimo e rivolgendogli epiteti insultanti e gravemente ingiuriosi; e per essere, successivamente, entrato sul terreno di giuoco, rivolgendo all’Arbitro espressioni insultanti ed ingiuriose”. 

Il pensiero di Renzi su Obama, Macron e le nuove generazioni

0

Sono stato felice di incontrare ieri a Milano Barack Obama. Sapete tutti quello che penso di lui: lo considero un grande leader e un punto di riferimento per molti di noi. Non credo ci sia stato meeting internazionale dalla Nato al G20, dal G7 ai vertici bilaterali in cui non mi abbia dato consigli, suggestioni, spunti. Fino ovviamente alla visita di stato ufficiale, l’ultima della sua amministrazione, che ha voluto dedicare all’Italia con un gesto di amicizia davvero impressionante.

Ma quello che mi ha colpito è il progetto che Obama ha per i prossimi anni. Non solo la Biblioteca Presidenziale, o il libro, o le conferenze: tutte attività “tradizionali” per un Presidente emerito, ma soprattutto un lavoro strutturato e capillare di formazione di giovani leader in tutto il mondo. Perché questo è il punto chiave per il futuro: nel mondo della post-verità e delle fake news educare all’approfondimento, alla leadership, allo studio una generazione di persone che sono già interconnesse e che insieme possono cambiare la società globale. La nuova generazione, insomma, è quella che può sconfiggere il populismo con il proprio impegno. I ragazzi come i depositari della sfida più intrigante del nostro tempo: persone su cui scommettere, facendo leva sull’ottimismo e sulla tenacia. Yes, we can.
Ieri il Presidente Obama mi ha illustrato i dettagli di questa grande sfida. Sarà affascinante collaborare anche dall’Europa a questo progetto che avrà sede in Chicago. E sarà affascinante farlo con i giovani italiani che vogliamo coinvolgere nella cosa pubblica perché questo è e sarà una delle chiavi del mio mandato come leader dei democratici italiani.
Chiacchierando in albergo e in macchina prima della cena ho visto Obama in ottima forma, meravigliato dalla bellezza di Milano (era la prima volta per lui mentre Agnese aveva accolto Michelle e le figlie all’Expo due anni fa) e pronto a ripartire alla grande. Insieme abbiamo telefonato al neo Presidente francese Emmanuel Macron, che ha vinto domenica le Presidenziali ed è chiamato oggi a una sfida difficile ma cruciale: cambiare l’Europa iniziando dal cambiare la Francia. Il cambiamento dell’Europa – perché l’Europa così com’è non va bene e chi vuol bene all’ideale europeo lo sa – è uno dei grandi temi dei prossimi mesi, come ci siamo detti a Bruxelles chiudendo la campagna per le primarie. Facciamo il tifo come tutti per il Presidente Macron e per il suo tentativo coraggioso. In cammino, en marche!

ESCLUSIVA – Colombi: La vittoria di Nocera, le lacrime del Flaminio, il rapporto con Braglia..alla Juve Stabia momenti indimenticabili!

Pubblichiamo l’intervista esclusiva realizzata a Simone Colombi, portiere della Juve Stabia di Braglia tra Lega Pro e Serie B. L’estremo difensore ora in forza al Carpi ha ripercorso tutta la sua avvenura alle Vespe

Ciao Simone, prima di concentrarci sulle Vespe, come valuti la stagione del tuo Carpi? Fino a dicembre la nostra stagione è stata davvero buona, siamo stati a ridosso delle prime posizioni ed in linea con l’obiettivo stagionale. Nei mesi scorsi invece c’è stata una piccola flessione che ci ha portato a trovarci a metà classifica, con il rischio di guardarci più indietro che avanti. Adesso siamo in ripresa e puntiamo alla promozione tramite i play off.

Segui ancora la Juve Stabia? Certo, seguo sempre la Juve Stabia; l’esperienza che ho avuto a Castellammare è stata importate per me e per tutta la squadra. Ho tutt’ora un ricordo bellissimo di tutte le persone che ho incontrato in quell’anno e mezzo, dal Presidente, allo staff, ai miei ex compagni quindi ancora oggi cerco ogni settimana di guardare, se non la gara della squadra, almeno il risultato delle Vespe.

C’è una istantanea, un ricordo in particolare che racchiude il tuo anno e mezzo a Castellammare? Inevitabilmente la mente va alla gara del Flaminio: ricordo con lucidità assoluta il fischio finale dell’arbitro, con la nostra gioia che esplose sotto il settore stracolmo di tifosi stabiesi; anzi io già al secondo gol, quello di Corona, mi inginocchiai a terra e scoppiai in lacrime per la gioia. Fu un risultato eccezionale per tutti, per la piazza che cercava quella gioia da 60 anni e per ogni calciatore, dal più esperto al più giovane, che ambiva a centrare la promozione in una piazza bella, difficile, entusiasmante come Castellammare. Quel risultato fu figlio di un gruppo eccezionale e di una città in grado come poche di farti sentire un calciatore importante.

Arrivasti a gennaio 2011, scalzando subito Fumagalli che stava facendo comunque bene; che ricordo hai del tuo arrivo alla Juve Stabia? Per me la fiducia immediata della società e di Braglia fu fondamentale. Arrivavo dall’Alessandria, dove avevo trovato poco spazio; avevo quindi bisogno di una piazza che avesse voglia di puntare su di me e, fortunatamente, arrivò la Juve Stabia. Trovai una squadra forte, che già stava disputando un campionato importante e che mi permise di fare un’esperienza incredibile, soprattutto alla luce dei miei 19 anni. Fu importante poi l’aiuto di Fumagalli, un grande portiere che seguo ancora oggi.

L’estate successiva ricordo ci fu quasi un braccio di ferro tra l’allora D.S. Di Somma e l’Atalanta per riportarti in gialloblù; come vivesti quel periodo? Fu un estate movimentata in effetti. Volevo fortemente tornare alla Juve Stabia, anche perché a Bergamo avrei passato la stagione in panchina o addirittura in tribuna. Anche la Juve Stabia voleva riportarmi in gialloblù, quindi io ed il Direttore Di Somma spingemmo tantissimo per convincere l’Atalanta a rimandarmi a Castellammare. Sentivo che il ciclo vincente della Juve Stabia era appena iniziato e volevo viverlo da protagonista; fortunatamente tutte le componenti si accordarono per farmi vestire di nuovo la maglia delle Vespe.

Alla Juve Stabia hai fatto vedere cose eccezionali..c’è una parata che ti porti dentro più di altre per bellezza o importanza? Come parata vera e propria, ricordo come un intervento importante quello nella finale di andata dei play off contro l’Atletico Roma; giocavamo al Menti e lo 0 – 0 ci costringeva all’impresa al Flaminio; se avessimo perso, il ritorno sarebbe stato durissimo. Come partita, invece, porto ancora dentro il derby di Lega Pro con la Nocerina: loro erano ad un punto della promozione diretta, infatti passammo col bus in una città tappezzata di striscioni con la scritta “Serie B”, e puntavano a festeggiare contro di noi. Con una prestazione eccezionale riuscimmo non solo a conquistare tre punti importanti, ma anche a rovinargli la festa, quindi è una partita che ricordo ancora con tanto piacere.

Artefice di quei successi fu Piero Braglia. Come era il rapporto con lui? Col Mister ho avuto sempre un rapporto molto buono. Nei primi sei mesi, in Lega Pro, il nostro rapporto fu davvero ottimo; in Serie B invece ci fu qualche piccola incomprensione tra noi a causa delle mie convocazioni in Under 21. Al Mister non andava giù che andassi via per restare in panchina in Nazionale, ma per me era motivo d’orgoglio la convocazione, quindi non avrei mai potuto rifiutare. Alla fine trovammo un compromesso nel senso che mi teneva fuori per le due partite successive alla convocazione in Nazionale, nonostante fossi disponibile, insomma..me la faceva scontare bene! (ride n.d.r.). Questi episodi comunque non hanno intaccato il nostro rapporto; anzi, ripeto che la fiducia di Braglia è stata fondamentale per la mia carriera.

Nella stagione 2012/13 incontrasti la Juve Stabia vestendo la maglia del Modena e forse una tua esultanza al gol della tua squadra fece arrabbiare i tifosi stabiesi e non mancò qualche polemica. Che cosa accadde in quella circostanza? Era la gara di Modena, decisa da Ardemagni con un gol all’ultimo istante. In effetti io, dalla porta, esultai in modo forse eccessivo, visto che avevamo di fronte la Juve Stabia, i cui tifosi, giustamente, si arrabbiarono un po’. C’è da dire che quello per noi era un periodo difficile, fino a poche settimane prima eravamo quarti in classifica ed in breve avevamo perso molte posizioni, tanto che il Mister era finito in discussione. L’esultanza “vistosa”, non solo mia ma di tutto il Modena, fu dettata soltanto dal gol che appariva come una liberazione da un momento difficile. Nelle settimane successive spiegai i motivi di quell’esultanza tramite la stampa locale, proprio perché volevo fosse chiaro che non era stato un comportamento “contro” la Juve Stabia, ma solo di gioia per il periodo complesso che stavamo superando.

Al Carpi hai ritrovato Mbakogu, come te uno dei ragazzi terribili di quella Juve Stabia. Con chi dei tuoi ex compagni è rimasto un rapporto costante di amicizia? Certo, come detto prima, il gruppo unito fu un fattore decisivo per i risultati che raggiungemmo. Io, arrivando a gennaio, temevo di trovare un gruppo “chiuso”, invece ho avuto modo di conoscere ragazzi stupendi. Sento in modo praticamente quotidiano Guido Davì; ho avuto modo pochi mesi fa di incontrare causalmente Fabbro, mentre ho giocato di recente contro Scognamiglio. La cosa che fa piacere è che con tutti loro poi si finisce per ricordare insieme i bei momenti vissuti insieme, rivivendoli in un certo senso. Anche con chi sento meno, quando capita di vedersi, il rapporto è rimasto ottimo.

Dopo il tuo addio alla Juve Stabia sei mai stato vicino ad un ritorno? E se in futuro le Vespe dovessero cercarti, potresti essere interessato solo in caso di Serie B o anche in Lega Pro? Ad oggi non sono stato vicino ad un ritorno a Castellammare. Sono legatissimo a tutto l’ambiente, quindi se in futuro la Juve Stabia dovesse cercarmi ne sarei felicissimo; nel calcio devono valutarsi cento cose prima di firmare un contratto, ma posso già dirti che se fosse la Juve Stabia a cercarmi, impiegherei un attimo a dire sì. E’ una piazza che porto nel cuore e se le nostre strade dovessero incrociarsi di nuovo, per me sarebbe solo un piacere.

Hai vissuto tre stagioni in Serie A con Cagliari, Palermo e Carpi appunto. C’è un avversario, in qualsiasi ruolo, che ti ha colpito particolarmente per qualità o temperamento? La Serie A è inevitabilmente diversa dalla Serie B e dalla Lega Pro. La cosa che salta immediatamente all’occhio è la differenza tra le squadre di vertice e quelle di metà o bassa classifica: mentre le altre categorie sono più equilibrate, la Serie A vede una netta supremazia delle squadre più attrezzate. Per quanto riguarda i calciatori che mi hanno entusiasmato ti faccio due nomi che ho incrociato a Palermo: Vazquez e Gilardino. Vazquez è tecnicamente meraviglioso, anche in allenamento lo osservavamo a bocca aperta, anzi mi spiace molto che abbia lasciato il campionato italiano. Di Gilardino invece mi ha colpito l’umiltà; è un ragazzo che pur avendo vinto tutto, si mette a disposizione dei compagni ed è sempre pronto ad aiutarli. Poi, ovviamente, anche Sorrentino, da cui ho imparato tantissimo sempre a Palermo.

Un tuo saluto ai tifosi stabiesi. Saluto davvero con piacere tutta la piazza e tutti i tifosi della Juve Stabia, che meritano soddisfazioni ben maggiori della Lega Pro. Siete una tifoseria capace come poche di far fare il salto di qualità alla vostra squadra; continuate sempre ad incitare e spingere i ragazzi perché con il vostro sostegno diventa tutto più semplice. A presto!

Raffaele Izzo

© foto www.imagephotoagency.it

Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo totale e/o parziale del presente contenuto senza citazione della fonte

Pescara: la Polizia arresta una donna di origini marchigiane per rapina

0

Gli agenti dellaPolizia di Pescara, hanno arrestato, nella mattinata di ieri, M. J, nata a San Benedetto del Tronto (AP), classe’81, pregiudicata,  per rapina, nonché denunciata per il reato di ricettazione. Gli agenti sono stati inviati in via Nazionale Adriatica Nord, dopo una segnalazione arrivata al 113. Sul posto gli operanti notavano la presenza di un cittadino di nazionalità asiatica che a fatica tratteneva una donna che versava in un evidente stato di agitazione, e che cercava di divincolarsi scalciando all’indirizzo dell’uomo.

Quest’ultimo, socio dell’esercizio commerciale denominato “JOLIE”, riferiva di essere stato allertato da una sua dipendente, la quale si era accorta della presenza di una donna che aveva in mano delle banconote e si trovava nei pressi del registratore di cassa, dal quale veniva subito verificato l’ammanco di 100,00 euro. Prontamente la dipendente cercava di fermare la donna, ma questa si divincolava graffiandola alla mano; a questo punto interveniva il richiedente che cercava di trattenerla sino all’arrivo degli operatori della Volante. Gli Agenti effettuavano una perquisizione personale nella quale si rinveniva all’interno di un capo di biancheria intima, una banconota da 50,00 euro; anche la borsa dell’arrestata veniva perquisita, e all’interno gli Agenti trovavano due ricettari del servizio Sanitario Nazionale-Regione Abruzzo e due timbri della locale USL, risultati oggetto di furto all’interno dell’ospedale e, precedentemente, denunciati come rubati presso il posto fisso di Polizia in data 8.05.2017. L’arrestata, dopo le formalità di rito, veniva accompagnata presso la  Casa Circondariale di Chieti in attesa dell’odierna udienza di convalida.