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Maxi-multa per Maksimovic dal Collegio Arbitrale: i dettagli

Maxi-multa per Maksimovic dal Collegio Arbitrale: i dettagli

Nikola Maksimovic è a Torino con il Napoli, ma non è rientrato nella lista dei convocati di Maurizio Sarri a causa di un problema fisico che gli impedirà di essere del match.

Tuttavia la partita contro la sua ex squadra lo ha visto uscire sconfitto, come riporta La Stampa: “Dall’altra parte rimane a casa l’ufo Maksimovic, che una sfida con il Toro l’ha già persa: il Collegio Arbitrale ha deciso che dovrà pagare una maxi multa (circa 60 mila euro) per aver disertato la Coppa Italia la scorsa estate”.

Gazzetta attacca Sarri: “Pensasse alla partita, altro che solito piagnisteo”

Gazzetta attacca Sarri: “Pensasse alla partita, altro che solito piagnisteo”

“Con il calcio non mi sono arricchito e con il prossimo contratto voglio farlo. È un dovere nei confronti della mia famiglia. Per due anni da allenatore non ho preso neanche lo stipendio”. Queste parole di Maurizio Sarri in conferenza stampa hanno scatenato una reazione da parte un po’ di tutti, a partire dal presidente Aurelio De Laurentiis che gli ha risposto piccatamente.

La Gazzetta dello Sport critica aspramente l’uscita del mister del Napoli: “Sarebbe stato meglio se le parti ne avessero discusso in privato evitando, magari, di turbare l’ambiente alla vigilia della gara col Torino che potrebbe essere decisiva per il secondo posto. Avrebbe fatto meglio, Sarri, a pensare alla partita, lasciando perdere la polemica, il solito piagnisteo sugli orari delle partite e sui fatturati: ci vorrebbe una maggiore responsabilità da parte sua”.

Rinnovo Mertens, è fatta!

Rinnovo Mertens, è fatta!

A che punto è il rinnovo contrattuale dell’attaccante belga del Napoli Dries Mertens? Ci siamo, effettivamente. Almeno stando a ciò che ha detto il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis (“Con Mertens dipende tutto da lui, dovrebbero venire in Italia nei prossimi giorni i suoi rappresentanti. Ci siamo”).

Il Corriere dello Sport scrive: “La firma è un dettaglio da affidare alle cure dei propri legali, convocati d’urgenza al San Paolo da De Laurentiis il 15 aprile scorso e ormai convinti a stringere un (nuovo) patto fresco d’annata”.

Francia, Macron: il neo presidente all’Eliseo per il passaggio di consegne

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Riunione a porte chiuse: Hollande tramette al suo successore i segreti di Stato, in particolare quelli sulle operazioni del Paese all’estero e i codici nucleari

Emmanuel Macron sale all’Eliseo: è in corso a Parigi la cerimonia del passaggio di consegne tra il presidente uscente François Hollande e il neoeletto capo dello Stato, che è stato accolto all’Eliseo dal suo predecessore. La moglie di Macron, Brigitte, lo ha atteso all’interno. Hollande ha ricevuto Macron nell’ufficio del presidente, dove i due rimarranno a colloquio per circa 20/30 minuti e discuteranno, secondo quanto riferisce il sito di ‘Le Figaro’, sui principali procedimenti in corso, su eventuali trattative per la liberazione di ostaggi, sulla negoziazione dei contratti strategici o la preparazione di grandi eventi internazionali.

Tra le prime informazioni trasmesse dal presidente uscente al suo successore ci sono i codici nucleari. Una scena, scrive ‘Le Figaro’, che accende molte fantasie ma che in realtà è abbastanza complessa e delicata e che avviene alla presenza del Capo di Stato Maggiore. “Il codice segreto delle armi nucleari non è un Pin di quattro cifre scritto su un foglio di carta, ma una combinazione più complessa, che assicura che solo il presidente possa dare l’ordine”, ha spiegato al quotidiano francese un ricercatore presso la Fondazione per la ricerca strategica.

Ma il vero passaggio di consegne viene poi fatto tra il Capo di Stato Maggiore e il nuovo presidente, nella centrale di comando ‘Jupiter’, che si trova sotto il palazzo presidenziale, deve è posizionato il sistema di comando centrale. Successivamente, Emmanuel Macron, come François Hollande e altri presidenti prima di lui, avrà a disposizione un sistema per dare l’eventuale ordine di ricorrere alle armi nucleari anche trovandosi lontano dall’Eliseo.

Dopo la firma del documento e la consegna delle insegne di Gran Maestro dell’Ordine della Legione d’Onore, Macron dovrebbe pronunciare un discorso di investitura. Quindi percorrerà gli Champs-Elysées per recarsi sulla Tomba del Milite Ignoto prima di raggiungere la sede del municipio di Parigi.

Il momento più seguito – oltre a quello dell’arrivo all’Eliseo del nuovo inquilino – è quello in cui il presidente uscente lascia il cortile a bordo dell’auto: l’accoglienza riservata al successore e la cortesia usata da quest’ultimo nei confronti dell’interlocutore al momento in cui questo lascia il Palazzo vengono guardati con attenzione perché riflettono il clima politico più o meno armonioso in cui avviene il passaggio di poteri.

Non è passata ad esempio inosservata la scelta di François Hollande di non riaccompagnare Nicolas Sarkozy e Carla Bruni alla loro auto, quando cinque anni fa l’attuale capo dello stato uscente ha assunto i poteri di presidente, tanto che lo stesso Hollande ha poi dovuto presentare le sue scuse spiegando di non aver voluto in alcun modo essere scortese con il suo successore. Sarkozy aveva invece addirittura applaudito Jacques Chirac accomiatandosi da lui vicino all’auto che lo avrebbe portato fuori dall’Eliseo e Chirac aveva riaccompagnato François Mitterrand alla sua auto.

Non ci sono comunque dubbi sul fatto che questo passaggio avvenga all’insegna della massima cortesia: Hollande e Macron sono già stati fianco a fianco in occasione dei due cerimonie pubbliche, lunedì e mercoledì scorso e il clima tra i due è apparso più che cordiale.

Altro dettaglio importante riguarda la presenza della famiglia accanto al presidente. In occasione dell’investitura di Nicola Sarkozy la moglie Cécilia e i figli erano presenti. Quando Hollande è arrivato all’Eliseo la sua compagna di allora, Valérie Trierweiler, era presente ma in modo discreto: la giornalista era arrivata un pò prima di Hollande che era salito da solo lungo i gradini di ingresso del Palazzo, quindi la compagna del presidente era riapparsa accanto a lui e il momento del commiato tra i due capi dello stato si erano svolti alla presenza di Trierweiler e di Carla Bruni.

Oggi Brigitte Trogneux non salirà le scale di ingresso dell’Eliseo al fianco del marito. Macron si è attenuto alle scelte di Hollande, che non ha voluto al suo fianco la compagna Julie Gayet: in merito alla relazione con l’attrice il presidente uscente ha tenuto un atteggiamento di totale riserbo da quando le rivelazioni di Closer hanno esposto pubblicamente la loro storia. La relazione tra i due non è mai stata ufficializzata da Hollande che oggi non avrà la compagna accanto. La squadra di Macron ha quindi deciso di fare la stessa scelta, e Brigitte attenderà Emmanuel all’interno del Palazzo.

redazione/adnkronos/repubblica

A fine anno Sarri chiederà un robusto aumento a De Laurentiis

A fine anno Sarri chiederà un robusto aumento a De Laurentiis

Sono chiare le intenzioni di Sarri, che nella giornata di ieri ha dichiarato in conferenza stampa di volersi arricchire con il prossimo contratto che andrà a firmare. Con De Laurentiis? Chissà, viste anche le parole del presidente azzurro che ha risposto in modo abbastanza diretto al proprio allenatore. Come riporta la Gazzetta delo Sport, al termine del campionato Sarri chiederà un incontro a De Laurentiis per parlare di programmazione e di adeguamento economico. Quest’anno ha avuto uno stipendio di 1,3 milioni ma già dalla prossima stagione chiederà un robusto aumento. Anche perché le offerte non gli mancano: c’è la Roma, e soprattutto l’Inter. Il patron arrivò ad offrire a Mazzarri e Benitez circa 4 mln più bonus, Sarri che crede di aver valorizzato il parco giocatori, si aspetterebbe almeno il doppio dell’attuale ingaggio.

L’Europa che verrà e i cavalli di razza dell’Italia EUGENIO SCALFARI

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EUROPA – La società globale comporta la necessità di costruzione di Stati di dimensioni continentali. L’Ue ha bisogno di un ministro unico per le Finanze e un dicastero che coordini l’immigrazione. L’Italia invece ha bisogno di un sistema elettorale bipolare

IL giorno dopo la riunione del G7 di Taormina del 26 e 27 maggio prossimi presieduta dal premier italiano Paolo Gentiloni, presente anche Donald Trump, dovremo occuparci dei problemi economici e sociali di una società globalizzata. Intanto, l’Italia registra una serie di altri casi, l’uno più fragoroso dell’altro: le rivelazioni di de Bortoli su Boschi; le polemiche sulle dichiarazioni di Debora Serracchiani sugli strupri commessi da immigrati; la riforma della legge elettorale; i rapporti tra Renzi e il governo sostenuto dal suo partito; partito che — almeno in questi ultimi tempi — il segretario guarda con occhio sempre più critico. Infine ci sarebbe da commentare un’ampia intervista a Renzi di Claudio Cerasa, direttore del Foglio, che di per sé è già una notizia: è un giornale che vende poche migliaia di copie e non ha una rappresentanza culturale di assoluto rilievo. Non è il solo nel panorama della stampa italiana. C’è Libero, c’è La Verità, ed altri giornali che non sto a nominare. Si dirà che anche Il Mondo ai tempi di Mario Pannunzio negli anni Cinquanta è passato alla storia del giornalismo nonostante la scarsità delle vendite. È evidente la ragione: Il Mondo aveva una visione culturale della società italiana. Forse ce l’ha anche Il Foglio ma almeno per ora ce ne accorgiamo piuttosto raramente. È chiaro che interviste con Renzi giovano alla bisogna e perciò, caro Cerasa, datti da fare.

A me viene voglia, prima di affrontare i problemi che contano, di fare una breve pausa culturale che ricavo dai miei pensieri ed anche da alcuni fatti — sempre culturali — verificatisi nei giorni scorsi. Dei miei pensieri, proprio in questi giorni, m’è tornato in mente un libro assai strano, scritto da un ancor più strano autore: Joseph de Maistre col titolo Le serate di Pietroburgo. L’autore era un reazionario al cento per cento e questa sua posizione rende ancora più anomala una frase che ricordo d’aver letto in quel libro molti anni fa. Diceva all’incirca così: per vivere meglio che posso mi piace restare molto a lungo da solo nella mia stanza e con i libri che la abitano. Debbo dire: da quella stanza uscì il suo libro nell’anno 1821. Le sue idee sono repulsive ma quella sopraccitata apre una finestra non disprezzabile sull’anima sua e, a ricordarla, anche nella mia.

Ma ci sono stati, come ho già detto, alcuni fatti culturali molto importanti in questa settimana. Il primo è un film di Walter Veltroni che sarà visibile tra pochi giorni, dal titolo Indizi di felicità. Sono quelli che vengono presi da chi vive una vita che sente infelice e spera di modificarla rendendo vivibile un sofferto presente con la speranza che quel futuro sia sempre migliore. Si direbbe come commento che i brevi riposi di felicità dipendono da un’infelicità semipermanente. Per molti casi è una triste verità e questo è il modo di sopportarla mirando sempre al meglio.

L’altro tema culturale è l’articolo di Bernardo Valli pubblicato questa settimana sull’Espresso. Valli esamina il problema per certi aspetti non molto diverso da quello di Veltroni ma ancora più icastico. Lo desume dal libro più recente di José Saramago con il titolo Le intermittenze della morte. Il tema è di esaminare che cosa avverrebbe se ad un certo punto la morte diventasse immediata per tutti gli umani viventi. Cioè l’umanità scompare, almeno per un lungo periodo e magari poi rinascerà ma questo non è detto esplicitamente. È detto invece che per esempio un Dio, comunque lo si pensi, su un pianeta deserto di uomini e donne viventi non avrebbe senso alcuno. Credo che il significato che Valli ha voluto dare ai suoi lettori utilizzando un Saramago che è sempre un autore di estremo interesse, sia quello di stimolare i nostri simili ad amare sempre di più e sempre più produttivamente i nostri figli, i nostri nipoti e il nostro prossimo.

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Veniamo alle cose meno serie ma più importanti per migliorare la vita politica, economica, sociale. Il primo tema da affrontare è quello della legge elettorale, tenendo ovviamente conto delle direttive della Corte costituzionale, ma anche della storia del nostro sistema democratico il quale è afflitto da un peso intollerabile: non è un sistema bipolare ma tripolare.
La tripolarità equivale a ingovernabilità, quindi è necessario tornare a due schieramenti che si fronteggiano: conservatori contro progressisti, oppure moderati contro radicali, oppure destra contro sinistra. Insomma, chiamateli come vi pare, ma occorre che siano due che si affrontano affinché il sistema funzioni: chi vince governa, chi perde critica, infine sistemi diversi e contrastanti ma in un modo che anima il governante a dare il meglio di sé e gli oppositori a intravedere e operare per un futuro ancora migliore.

Resta tuttavia una realtà: le opinioni dei cittadini sono più variegate di due soltanto. Due sono il fondamento, ma i dettagli di quel fondamento si dividono su tre o quattro varianti. Possono convivere tra loro ed anzi alimentarsi reciprocamente al meglio, purché di quelle varianti si tenga conto. Se vogliamo un esempio usiamo la musica che è la più adatta a farci capire di che si tratta: la chiave musicale non può che esser comune a uno dei due schieramenti e l’altro avrà una chiave diversa; ma le tonalità sono diverse anche in ciascuna delle chiavi che governano la melodia. Vi ricordate certamente che i cantanti di un’opera lirica vanno dal basso al baritono e al tenore. Ciascuno dei tre canta nella stessa chiave ma con tonalità molto diverse l’uno dall’altro. Queste sono le varianti anche in un sistema politico bipolare.

Per realizzare questo che consente a ciascuno dei due schieramenti contrapposti di suonare in chiave unica con tonalità diverse e quindi più attraenti per gli elettori, si ottiene autorizzando le liste di coalizione al voto. Realizzare le alleanze ad elezioni avvenute rischia di rendere il sistema non bipolare ma nemmeno tripolare, arrivando addirittura al quadripolare o al quintipolare. Il Paese in queste condizioni diventerebbe ingovernabile con la democrazia e scivolerebbe inevitabilmente verso la dittatura. È avvenuto molte volte e suggerirei di non rischiarlo proprio in un momento dove oltre ai problemi della nostra democrazia esiste il problema dell’Europa. Mi auguro comunque che Renzi capisca questi problemi relativi alle coalizioni e/o alle alleanze postelettorali e si comporti di conseguenza.

Il G7 economico e finanziario concluso ieri a Bari ha parlato limitatamente dell’Europa ma il tema è di estrema importanza, e per esempio mi pare si sia parlato poco della Francia di Macron, anche se questo è il tema principale che si pone dopo la vittoria di quel Movimento.

La Francia di Macron è europeista ma non per questo diminuisce il peso politico francese anzi lo aumenta. Non a caso infatti la prima telefonata del nuovo presidente della Repubblica è stata per Angela Merkel. L’obiettivo di Macron è evidentemente quello di resuscitare il tandem franco-tedesco che ha guidato l’Europa per molti anni ma da tre o quattro, cioè da quando Hollande non era più palatabile, era stato del tutto cancellato. È ovvio che dopo la vittoria il nuovo Presidente voglia ricostituirlo e anche la Merkel è favorevole: un Paese al centro dell’Europa da solo comporterebbe un coinvolgimento non soltanto di politica economica e sociale ma di politica estera, di politica dell’immigrazione e persino della necessità di prepararsi a guerre in vari scacchieri dove già si combatte in vario modo. Dunque si sta per riformare il binomio franco-tedesco il che naturalmente aumenta l’importanza della Francia, fermo restando che quel Paese e la sua storia alle spalle influiranno sul rafforzamento dell’Europa e delle sue istituzioni che vanno appositamente riformate. La società globale comporta la necessità di costruzione di Stati di dimensioni continentali.

L’Europa qualche passo nella giusta direzione l’ha fatto, ma soltanto in parte. Ha creato, ad esempio, una moneta comune alla quale solo 19 Paesi per ora partecipano. Gli altri però, sono insieme nella guerra col Califfato. È una guerra che coinvolge l’intero Medio Oriente, diretta, per interposte forze o diplomatica, con ripercussioni in tutto il mondo occidentale.
L’Italia in questo contesto non è marginale. Non fummo marginali fino agli anni Novanta, cioè quando al Quirinale c’era ancora Carlo Azeglio Ciampi. Ma quando scadde il suo mandato e il berlusconismo prese la guida del Paese la nostra presenza in Europa di fatto scomparve. Sono passati da allora circa vent’anni e adesso la situazione può decisamente cambiare. Renzi questo problema l’ha capito ed ha fatto anche dei passi importanti verso non dirò la sua soluzione ma il suo progresso verso gli Stati Uniti d’Europa. La prima mossa riguarda il ministro unico delle Finanze per l’eurozona. Che dipenda esclusivamente dall’eurozona e sia l’interlocutore principale della Banca centrale europea. La seconda mossa è quella di un ministro dell’Interno europeo che coordini i problemi dell’immigrazione in tutti i suoi vari aspetti, estremamente complessi sia per la gestione in Europa delle emigrazioni autorizzate e sia per il loro contenimento nei Paesi d’origine discutendo con quei governi e finanziando a spese dell’intera comunità quello che ne deriva.

C’è poi il tema della crescita economica che non è soltanto il discorso sulla flessibilità ma riguarda la politica economica europea vista unitariamente, come Draghi predica da tempo e come anche Renzi ha cercato di portare avanti con il suo “Migration Compact”. C’è dell’altro però. Macron dovrà ancora dirci in che modo intende far funzionare economicamente il binomio Francia-Germania. Deve però prendere atto che il tema che affligge l’intera Europa e l’intero Occidente è quello delle diseguaglianze, come ha perfino ripetuto quasi ogni giorno papa Francesco. Le diseguaglianze hanno pochi mezzi tecnici per essere diminuite, il primo dei quali è rappresentato da quello che in Italia si chiama cuneo fiscale, che opera appunto nella diminuzione delle diseguaglianze di redditi e di patrimoni attraverso la nazionalizzazione dei contributi di lavoro. Ci sono naturalmente anche altri metodi ma quello è un tema non solo di giustizia sociale ma anche di produttività che è quella politica keynesiana che anche Draghi suggerisce.

Da notare l’intervista che il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha concesso in esclusiva al nostro giornale pochi giorni fa. Non è quel personaggio che sembrava essere almeno fino a poco tempo fa. È un ministro che accetta anzi suggerisce di incrementare la politica di sviluppo, di investimenti, di europeismo nella politica economica. Francamente non ci aspettavamo uno Schäuble di questa tempra e non credo che volesse limitarsi a fare buona figura col pubblico e i lettori di un grande giornale italiano. Penso che abbia preso atto della lealtà e ne stia tenendo conto.

Infine Renzi ha lanciato l’idea di un presidente dell’Europa eletto direttamente dal popolo sovrano europeo, senza distinzione tra nazione e nazione. Un presidente insieme al quale il popolo europeo voterebbe anche i componenti di una Costituente incaricata nello spazio di non più che due o tre anni di redigere una Costituzione che si attaglia ad un continente federato. L’attuale presidente Tusk aveva già lanciato un’idea consimile. Renzi la faccia interamente propria e la porti finché può fino in fondo. Macron appoggerà una politica di questo genere? Speriamo di sì perché senza la Francia non si arriva all’Europa. Ma se ci si arriva la Francia avrà il peso che la sua storia e la sua presente realtà consentono, peso molto alto ma non certo molto superiore a quello della Germania e a quello dell’Italia e di tutti gli altri Paesi, i ventisette che diventano uno solo: questo è l’obiettivo che dobbiamo proporci. Aggiungo per Renzi che avrebbe dovuto e dovrebbe mettere nella sua squadra, insieme ai giovani da formare e ai suoi attuali collaboratori, anche i cosiddetti cavalli di razza che hanno notevole effetto sull’opinione pubblica del Paese. Penso a Romano Prodi, a Walter Veltroni, a Enrico Letta, a Giuliano Pisapia e a quanti hanno operato nel corso degli anni per accrescere la qualità della vita e della cultura di questo Paese. Quanto a me, ho tanti pensieri con i quali mi passa il tempo. Quando posso darò qualche suggerimento come fanno i nonni ai giovani nipoti.

/larepubblica

 

Lite fra Sarri e De Laurentiis, l’Inter osserva interessata

Lite fra Sarri e De Laurentiis, l’Inter osserva interessata

Quella tra Maurizio Sarri ed Aurelio De Laurentiis sullo stipendio da arricchire o meno potrebbe scatenare qualcosa? Secondo la Gazzetta dello Sport è una lite, con l’Inter alle spalle: “Finora i nerazzurri non si sono mai mossi solo per rispetto del Napoli e di De Laurentiis. Ma questi ultimi sviluppi potrebbero davvero mettere concretamente in moto gli uomini mercato di Suning: antenne alte in corso Vittorio Emanuele, e tutti pronti a intervenire nel caso in cui la «rottura» fra De Laurentiis e Sarri diventasse insanabile; sul tavolo lo stesso progetto proposto a Conte”.

FOTO ViViCentro – Primavera, Spal-Lazio 4-3: che spettacolo!

FOTO ViViCentro – Primavera, Spal-Lazio 4-3: che spettacolo!
Nell’ultima apparizione della regular season la Spal travolge la Lazio già qualificata per le Final Eight. Nonostante le due formazioni non avessero più niente da dire abbiamo assistito ad un bel match, frizzante ed intenso. Da subito la formazione di Mister Rossi fa vedere che vuole chiudere bene il campionato davanti al suo pubblico ed al minuto 6 Strefezza con un azione personale impensierisce Borrelli con un tiro dalla distanza che finisce alto di poco. La Lazio nn attende molto a rispondere e con AL-Hassan che in contropiede serve Bizzicheri prende il palo al 12’. Poco dopo è sempre la Lazio a farsi sentire sempre Bizzicheri ma Thiam blocca il tiro. La partita è letteralmente un ping pong, ad un’azione dei padroni di casa rispondono gli ospiti e così scorrono i minuti fino al minuto 42’ quando, nonostante la supremazia del possesso palla della Lazio è proprio la squadra di casa a passare in vantaggio con un gran tiro di Strefezza. Il Colpo viene accusato dai ragazzi di Bonatti che, due minuti più tardi, subiscono la seconda rete grazie ad un tiro secco di Ubaldi. Solo il Tempo di festeggiare e l’azione successiva, la Spal trova la via del terzo goal grazie ad un bellissimo tiro a giro da fuori area di Di Pardo. Il primo tempo si chiude così, con un passivo troppo severo per quanto visto in campo. Nella ripresa la Lazio entra con un piglio diverso, cerca di riprendersi la partita e la Spal riparte in contropiede creando nn pochi problemi alle retrovie Laziali. Ma come nel primo tempo, proprio nel momento migliore di una squadra è l’altra a passare, ed in questo caso è la Lazio ad accorciare le distante con Bezzicheri dopo gli sviluppi di un corner.
La partita decolla nuovamente prima Ubaldi impensierisce Borrelli e subito dopo è Cardoselli ad impegnare Thiam con un bel tiro da fuori. Ma gli estensi vogliono chiuderla e al minuto 77’ su assist di Strefezza è il neo entrato Parolin a calare il poker chiudendo definitivamente il Match. Nei minuti finali un Autogol di Ferrari e la rete di Sarac sembrano riaprire la partita ma ormai nn c’è più tempo e la partita si chiude così.

SPAL (3-5-2): Thiam; Cannistrà, Ferrari, Cigognini; Boccafoglia, Di Pardo, Maranzino, Artioli, Righetti; Ubaldi, Strefezza. A disp. Balboni, Granziera, Equizi, Scarparo, Picozzi, Foschini, Eklu, Cantelli, Boreggio, Parolin, Vago. All.Roberto Rossi.

LAZIO (4-3-3): Borrelli; Spizzichino, Baxevanos, Petro, Ceka; Rezzi, Cardoselli, Folorunsho; Javorcic; Al-Hassan, Bezziccheri. A disp. Noto, Portanova, Sarac, Spurio, Bari, Muzzi, Rossi. All. Andrea Bonatti.

Arbitro: Davide Andreini (sez. Forlì) Ass.: Colinucci-Salvatori

MARCATORI: 41’pt Strefezza (Sp), 44’pt Ubaldi (Sp), 46’pt Di Pardo (Sp), 17’st Bezziccheri (La), 32’st Parolin (Sp), 45’st Ferrari (Aut.) (La), 47’st Sarac (La)

NOTE: Ammoniti: Thiam, Ceka e Petro.

dal nostro inviato Christian Mastalli

Nordcorea lancia nuovo missile verso il Mar del Giappone: “Più pericoloso dei precedenti”

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Nordcorea – Il test arriva mentre in Cina si apre il meeting con cento nazioni e dopo l’apertura sulla possibile trattativa con Trump. Il presidente Usa: “Putin non sarà contento”. Il lancio ha raggiunto il mar del Giappone percorrendo settecento chilometri. Seul: “Violate risoluzioni Onu”

La Corea del Nord ha lanciato un nuovo missile balistico intorno alle 5.27 del mattino, il settimo dall’inizio dell’anno e a meno di una settimana dall’elezione del presidente sudcoreano Moon Jae-in. Il missile ha viaggiato per 700-800 chilometri, per poi finire nelle acque del mar del Giappone, come ha riferito l’agenzia di stampa Yonhap. Non si tratta tuttavia di “un missile balistico intercontinentale” fa sapere in un comunicato il Comando Usa nel Pacifico e il suo lancio “non ha rappresentato alcun tipo di minaccia per il Nord America”.

Sempre secondo l’agenzia Yonhap, Moon Jae-in ha convocato una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza nazionale della Corea del Sud dopo il lancio del missile. Le tensioni sulla penisola coreana sono aumentate nelle ultime settimane a causa del programma nucleare di Pyongyang e dei test missilistici, e il lancio del nuovo missile balistico arriva nel giorno in cui la Cina inaugura la ‘Belt and Road Iniziative’, il summit sulla via della Seta, che vedrà arrivare a Pechino leader e rappresentanti da tutto il mondo. Tra i partecipanti al summit ci sarà anche una delegazione Usa.

Proprio ieri Choe Son-hui, direttore del ministero degli Esteri nordcoreano responsabile per agli affari americani aveva detto che Pyongyang sarebbe stata pronta “a dialogare con Washington, sotto le giuste condizioni“. Stesso discorso fatto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che qualche settimana fa aveva affermato che sarebbe stato “onorato” di incontrare “a certe condizioni” il leader nordcoreano Kim Jong-un.

Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha condannato la mossa di Pyongyang, definendola “assolutamente inaccettabile”. I ripetuti test missilistici da parte della Nordcorea hanno rappresentato “una grave minaccia per il nostro Paese” e una chiara violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite, ha quindi aggiunto.

Intanto, un portavoce del governo ha fatto sapere che il razzo è volato per 30 minuti percorrendo circa 800 chilometri prima di atterrare nel mare del Giappone, 400 chilometri a est della Corea del Nord. L’agenzia di stampa Kyodo ha invece reso noto che il vettore ha raggiunto un’altezza massima di 1.000 chilometri e che il governo giapponese sta cercando di capire se per il test Pyongyang abbia utilizzato un nuovo tipo di missile.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump non crede che la Russia sia contenta dopo il recente lancio di un missile da parte della Corea del Nord. Lo riferisce una nota della Casa Bianca. “Con un missile che colpisce un punto così vicino al territorio russo, più vicino, infatti, alla Russia che al Giappone, il presidente non può immaginare che la Russia sia contenta”, si legge nella nota.

La Corea del Nord è una minaccia palese da troppo tempo“, aggiunge il comunicato, spiegando che gli Stati Uniti mantengono il proprio “impegno ferreo” al fianco dei loro alleati nell’affrontare la minaccia della Corea del Nord. “Che questa ultima provocazione serva come un invito a tutti i Paesi ad applicare sanzioni molto più forti contro la Corea del Nord”, conclude la nota.

Redazione/adnkronos/repubblica

Guardia Costiera: salvati 484 migranti. Trovati 7 morti

Sono 484 i migranti tratti in salvo nella giornata di ieri nel Mediterraneo Centrale durante 4 operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma, del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

I migranti, che si trovavano a bordo di quattro gommoni, sono stati recuperati da Nave Diciotti CP941 e dalle motovedette CP 312 e 319 della Guardia Costiera Italina, da Nave Sirio della Marina Militare Italiana nonché dalla Nave Sea Eye  e dal Rimorchiatore Gagliardo inoltre, ha partecipato alle operazioni il mercatile OHIO.

Durante le operazioni sono stati altresì recuperati 7 corpi senza vita tutti di sesso maschile.

Maria Antonia Muccio presenta “In cammino….riflessioni pronte per l’uso” (VIDEO)

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Ha avuto luogo oggi all’Hotel Elisabetta di Pozzano la presentazione del libro di Maria Antonia Muccio “In cammino…riflessioni pronte per l’uso”, edito da Terra del Sole.

L’evento si è svolto nella sala adiacente al giardino della struttura alberghiera, moderato da Francesco Cervino (Ciccio C’è) con la partecipazione della dottoressa Angela Gaeta, psicologa psicoterapeuta S.I.P.I, e di Claudio Ferro, regista teatrale amatoriale e pensionato dell’aeronautica.

Un incontro culturale realizzato dall’Associazione Stabia Amore e fortemente voluto da Francesco Cervino, nuovo membro del direttivo.

Maria Antonia ha parlato del suo libro, ne ha spiegato la realizzazione, le tematiche, i messaggi. La curiosità dei presenti è stata sollecitata ancor di più dagli interventi della dottoressa Gaeta, che ha dimostrato come i pensieri dell’autrice, nella loro semplicità, siano utili per acquisire quella consapevolezza fondamentale per conoscere se stessi e avere un rapporto sano con gli altri. Non a caso ha proposto di portare “In cammino…” nelle scuole, in quanto, sostiene, sarebbe proficua una lettura di questo genere per i ragazzi dai 13 anni in su.

La presenza di Claudio Ferro ha portato una ventata di allegria al pomeriggio. Ha ricordato che oggi sono trascorsi 100 anni da quando quel 13 maggio 1917 fece la sua apparizione la Madonna di Fatima. Ha letto anche una corrispondenza epistolare tra Eduardo De Filippo e suo fratello Peppino, spunto per parlare dei rapporti familiari citati nel libro.

L’evento si è concluso sulla terrazza dell’Hotel con un rinfresco offerto ai presenti.

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Lutto nel giornalismo, è morto Oliviero Beha, voce controcorrente del giornalismo italiano

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E’ morto Oliviero Beha. Il giornalista e scrittore, nato a Firenze, è scomparso all’età di 68 anni. La figlia Germana: “Se n’è andato abbracciato da tutta la sua grande famiglia allargata di parenti e amici”

E’ morto il giornalista Oliviero Beha. La notizia della sua scomparsa è diffusa dal sito on line del “Fatto Quotidiano”, giornale con il quale collaborava e che riporta le parole dell’annuncio dato dalla figlia Germana: “E’ stato un male molto veloce. Papà – scrive germana – se n’è andato abbracciato da tutta la sua grande famiglia allargata di parenti e amici”. Beha era nato a Firenze 68 anni fa, il 14 gennaio 1949. La sua carriera è costellata di tante esperienze diverse: giornalista, scrittore, saggista, conduttore televisivo e radiofonico.

Beha aveva cominciato a scrivere a “Tuttosport” e a “Paese Sera” per poi approdare, nel 1976, alla “Repubblica”. Giornalista d’inchiesta (famosa quella condotta insieme a Roberto Chiodi sulla presunta combine nella partita Italia-Camerun dei mondiali di calcio del 1982), è stato anche corsivista e commentatore per “Il Messaggero” e “Il Mattino”. Esce dalla carta stampata per entrare nel video. Nel 1987 collabora con Andrea Barbato in “Va’ Pensiero”, un contenitore culturale in onda su RaiTre tutte le domeniche.

Nel 1992 apre ‘Radio Zorro2′, una trasmissione molto seguita dal pubblico nel palinsesto radiofonico della Rai più premiato e che dopo tre stagioni di programmazione breve – venti minuti tutte le mattine sulle frequenze di Radiouno – nell’ottobre 1995 si fonde con “3131″. Radio Zorro 3131 diventa il caso radiofonico dell’anno. E’ stato autore di testi teatrali rappresentati, in stagione e festival, di numerosi saggi e di raccolte di poesie, che hanno vinto diversi premi. Ha scritto per l’Unità tra il 2005 e il 2008 mentre nel 2009 ha avviato una collaborazione come editorialista del “Fatto Quotidiano”, di cui è cofondatore.

IL RICORDO DELLA FIGLIA – ”Buon viaggio papà, continua, come sempre hai fatto a camminare e pensare veloce…”. E’ il ricordo della figlia di Oliviero Beha, ”giornalista libero”, in un post pubblicato sul profilo Facebook del padre.

”E ahimè oggi, mi presento… sono una delle figlie – scrive -. Nelle ultime settimane mi è capitato di essere le mani di papà che hanno trasferito in parole scritte su un monitor quello che lui velocemente mi dettava. Si perché, gli articoli lui, li aveva in testa, non seguiva appunti, non doveva cambiare o correggere delle frasi… lui parlava ed io scrivevo perché animare, vibrare e far venire vere le parole, Lui, l’aveva come dono”.

”Scrivo queste righe perché con grande orgoglio, sono convinta che papà lascerà un vuoto profondo nel mondo dell’informazione perché a dispetto del suo carattere burrascoso, a volte irriverente, spesso ironico, dispotico e a tratti per alcuni arrogante, è stato, è, e rimarrà un giornalista libero. La “libertà è un lusso di pochi” mi ripeteva…”.

”Era fiero di essere chiamato giornalista e di potersi definire tale. Mi diceva spesso che il compito di un giornalista è raccontare la verità perché è un diritto di chi legge sapere i fatti per poter elaborare una propria opinione basata sul vero e non “indirizzata” o “deviata”. Certamente, alla descrizione della realtà, papà non ha mai negato anche la sua opinione che è risultata spesso scomoda, ma si è sempre assunto, credetemi, sempre, la responsabilità di ciò che pensava e credeva… Inutile dirvi il vuoto che lascia nelle persone che lo amano, in mia madre, donna incredibile con cui ha costruito una famiglia meravigliosamente complicata, allargata e colorata, in tutti i suoi figli, nei tanti amici che sono parte integrante di “questo grande gruppo vacanze””.

”Permettetemi, a nome di un piccolo bimbo di due anni che oggi perde un nonno che lo adorava in maniera assoluta, di dirvi, affinché arrivi a chi legge, che si è dimostrato un nonno semplicemente straordinario. A nome di tutti noi, scrivo che essere “veri” a dispetto di tutto e di tutti in questo mondo, è un grande atto di coraggio, una straordinaria forma di libertà. Questa eredità, noi, la teniamo stretta perché è parte di ciò che siamo ed è quello che cercheremo di trasmettere ai figli, agli amici che ci sono ecco saranno…”.

Questa battaglia – conclude – purtroppo per noi tutti lui l’ha persa, ma i suoi occhi verdi diventati grigi, i suoi gesti a tratti goffi, le sue parole complicate ma chiare, tutta la sua vita, restano e resteranno… Buon viaggio papà, continua, come sempre hai fatto a camminare e pensare veloce… noi continueremo a parlare di te e con te. Michele continuerà a guardarsi le due linee sul palmo della mano e dirà “nonno” e noi, ti ritroveremo li…”.

Alla famiglia di Oliviero Beha le condoglianze della redazione di ViViCentr.it

redazione/adnkronos/repubblica

Juve Stabia vs Catania, la presentazione del match

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Primo turno play off per la Juve Stabia di mister Carboni. Le vespe, domani alle ore 15.00 al Menti, affronteranno forse la squadra più dura tra quelle possibili al primo turno: il Catania di Pulvirenti.

Il match sarà in gara secca e nei 90′ dovrà essere decretato il vincitore che affronterà, la domenica successiva, la vincente di Reggiana- Feralpisalò.

Il vantaggio per le squadra che giocano in casa, per il primo turno, è di avere due risultati su tre per passare il turno.

Questo è uno dei “problemi” più grandi di mister Carboni, come ammesso da lui ieri in conferenza e dallo stesso patron Manniello in settimana, perché potrebbe far rilassare troppo la squadra.

Pulvirenti, invece, è parso sereno in conferenza. Non avendo nulla da perdere, il Catania dovrà solo vincere per passare il turno e sa che servirà una partita perfetta nonostante le assenze importanti di giocatori come Fornito, Biagianti, Bergamelli e Di Cecco. Le assenze ci sono, è vero, ma in rosa ci sono giocatori molto importanti come l’ex Pisseri, Marchese, Pozzebon, Russotto e Mazzarani, solo per citarne alcuni. Mentre le vespe si sono qualificate ai play off arrivano quarte in classifica, gli etnei sono stati “ripescati” per gli spareggi nonostante avessero finito la stagione all’undicesimo posto e quindi fuori dalla griglia play off. Il Catania è rientrato nei play off grazie all’arrivo in finale di Coppa Italia del Matera, che entrerà nella competizione al secondo turno.

Momento positivo per entrambe le squadre:

la Juve Stabia ha vinto le ultime tre partite (2-1 Andria, 1-3 Akragas e 1-0 Taranto) mentre il Catania, dopo un periodo no, ha battuto 3-1 il Siracusa e ha pareggiato 0-0 a Caserta di fatto aggiudicandosi un posto nei play off.

C’è entusiasmo sia a Castellammare che a Catania, con la speranza che sia la prima di tante gare che possono portare al paradiso chiamato Serie B.

Non potranno giungere alle Falde del Faito i tifosi catanesi, stop alla trasferta per loro. Tante le polemiche in seguito a questa decisione, ingiusta dal lato sportivo perché mancherà lo spettacolo sugli spalti, ma giusta dal lato del buon senso alla luce dei cattivi rapporti tra le tifoserie e dei precedenti tra le due.

Nelle ultime due stagioni il bilancio dei risultati è di 2 vittorie stabiesi al Menti (2-1 l’anno scorso e 4-0 quest’anno) e di un pareggio e una vittoria del Catania al Massimino (1-1 l’anno scorso e 3-1 quest’anno).

Carboni dovrà fare a meno di Allievi infortunato, ma ritroverà Atanasov dopo tanto tempo. Pulvirenti, invece, avrà out Bergamelli, Biagianti, Di Cecco, Sessa e Fornito. Ex della partita sono Matteo Pisseri, ora al Catania mentre ha vestito la maglia della Juve Stabia nel 2014-2015 e Ivano Baldanzeddu, arrivato al Catania a gennaio dal Venezia e protagonista della Juve Stabia in serie B tra il 2011 e il 2013.

Ecco le probabili formazioni:

JUVE STABIA (4-3-3): Russo, Cancellotti, Morero, Camigliano, Liviero, Mastalli, Capodaglio, Izzillo, Lisi, Ripa, Kanoute.

CATANIA (4-3-3): Pisseri, Baldanzeddu, Marchese, Gil, Djordjevic, Bucolo, Scoppa, Mazzarani, Russotto, Pozzebon, Di Grazia.

Torino-Napoli, le probabili scelte di Sarri: rientra Koulibaly, due ballottaggi a centrocampo

Trentaseiesima giornata di Serie A che vede il Napoli impegnato in trasferta contro il Torino. Match in programma domani, ore 15:00, allo stadio Olimpico Grande Torino .
Sfida importantissima per il Napoli a caccia della dodicesima vittoria in trasferta per proseguire la sua corsa al secondo posto. Non sarà un compito facile, tra le mura amiche il Toro è uscito sconfitto solo nel derby contro la Juve. Gli azzurri non possono permettersi passi falsi a sole tre giornate dal termine, si profila una sfida spettacolare. Questo turno di campionato potrebbe rivelarsi cruciale visto che la Roma sarà impegnata nel posticipo contro la Juventus.

LE ULTIME SULLA FORMAZIONE AZZURRA – Maurizio Sarri può contare su tutti gli effetivi in quella che si preannuncia una trasferta delicata. Scontato il turno di squalifica, rientra Kalidou Koulibaly. Sarà lui insieme ad Albiol, Hysaj e Ghoulam a completare il quartetto difensivo. In mediana Jorginho in vantaggio su Diawara, cosi come Allan su Zielinski sul centro destra. Marek Hamsik inamovibile sul centro sinistra. Il tridente d’attacco sarà formato, ancora una volta, da Callejon, Insigne e Mertens.

Napoli (4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne. All. Maurizio Sarri

 

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De Laurentiis risponde a Sarri: “Vuole arricchirsi? Vedremo quanti scudetti avrà vinto”

De Laurentiis risponde a Sarri: “Vuole arricchirsi? Vedremo quanti scudetti avrà vinto”

Dopo aver partecipato all’incontro, presso Città della Scienza, con il consorzio della pasta di Gragnano nell’ambito del museo interattivo ‘Corporea’, Aurelio De Laurentiis ha rilasciato queste dichiarazioni, riportate dall’edizione online de Il Mattino: “Bagnoli? Ho sempre detto che se lo Stato dovesse bonificare nei prossimi due anni per me questa è la casa ideale del Napoli.

Torino-Napoli? Non è l’ultima partita, ce ne sono tre. Giocando prima della Juve dobbiamo assolutamente vincere con i granata.

Sarri vuole arricchirsi? Già l’anno scorso ha avuto uno scatto molto elevato da lui richiesto e concordato con me. Per il prossimo contratto, quando sarà scaduto quello in essere, assolutamente verificheremo quanti scudetti avrà vinto, quante volte saremo arrivati in finale e se avremo vinto qualcosa in Europa, e sarà giusto dargli quel che merita.

Mertens? Dipende solo da lui, siamo alla fase finale, nei prossimi giorni dovrebbero arrivare in Italia i suoi rappresentanti e dovremo firmare questo prosieguo”.

Juve Stabia Vs Catania: I convocati di Mister Guido Carboni

Al termine dell’allenamento di rifinitura, svolto questo pomeriggio presso lo Stadio “Romeo Menti”, il tecnico Guido Carboni ha reso nota la lista dei nr.24 calciatori convocati per il match Juve Stabia vs Catania,  valevole per il Primo Turno dei Play Off del campionato di Lega Pro Unica, in programma domani, domenica 14 maggio 2017, con inizio alle ore 15,00 presso lo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

Portieri: Bacci, Russo e Tabaglio

Difensori: Atanasov, Camigliano, Cancellotti, Giron, Liviero, Morero e Santacroce
Centrocampisti: Capodaglio, Esposito, Izzillo, Mastalli, Matute e Salvi
Attaccanti: Cutolo, Kanoute’, Lisi, Manari, Marotta, Paponi, Ripa e Rosafio

Indisponibili: Allievi e Montalto S.S. Juve Stabia

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Lega Pro Play Off 2016-17
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UFFICIALE: Play off, ecco tutti gli orari

Le vespe, quarte, affronteranno il Catania piazzatosi undicesimo ma rientrato in griglia play off grazie all’arrivo in finale di Coppa Italia Lega Pro…

Bambina di 8 anni rapita a Mestre, è caccia all’uomo. Richiesto riscatto

Bandito in fuga in macchina con a bordo la piccola, ricerche in città con posti di blocco in tutta Mestre, ma anche in tutto il Veneto fino alla Croazia. Il padre si è rivolto alla polizia, gli sarebbe stato chiesto un riscatto

Posti di blocco in tutta Mestre, ma anche in tutto il Veneto fino alla Croazia, per rintracciare l’uomo che potrebbe aver rapito una bambina di 8 anni la cui sparizione è stata denunciata questa mattina dal padre. A quanto riferito dal papà della piccola agli agenti, la bimba sarebbe infatti stata portata via da un uomo.

La segnalazione oggi, sabato, a Mestre da parte del padre, che ha contattato il 113 spiegando che la piccola di 8 anni gli era stata sottratta da un altro uomo in un momento di distrazione. Secondo la versione riferita agli agenti, l’uomo, croato, sarebbe arrivato questa mattina in auto a Mestre da Zagabria con la figlia e un amico, anche lui croato. Fermata la vettura in piazza Barche, sarebbe entrato pochi minuti in un negozio: all’uscita, però, la macchina con l’amico e la figlia era scomparsa. Poco dopo sarebbe arrivata anche una richiesta di riscatto per riavere la bambina sana e salva, ma la notizia non trova ancora conferma ufficiale.

Sul caso indaga la squadra mobile di Venezia.

redazione/adnkonos/veneziatoday/

FOTO ViViCentro – Under 15, Juve Stabia – Parma 0-1: il racconto in scatti del match

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Under 15, Juve Stabia – Parma 0-1: il racconto in scatti del match

E’ finita con una sconfitta interna, allo stadio Menti, contro il Parma, il cammino ai playoff dei ragazzi guidati dal mister Belmonte della Juve Stabia. Una gara ben giocata da tutti, con diverse occasioni da gol da una parte e dall’altra, ma sbloccata nel primo tempo da Rastelli abile a farsi trovare pronto di testa sotto misura. Ai quarti di finale accede il Parma.

a cura di Ciro Novellino, foto di Antonio Gargiulo

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Roma-Juve, Spalletti: “Per colpa dell’allenatore persa qualche partita di troppo. Lavorare con Sabatini? Perché no”

NOTIZIE AS ROMA – Come di consueto mister Spalletti ha risposto alle domande dei cronisti presenti oggi nella sala stampa di Trigoria, alla vigilia della trentaseiesima giornata di campionato che verà lo scontro diretto tra Roma e Juventus. Questa gara dirà tanto sulla reale possibilità della Roma di accaparrarsi la seconda posizione in classifica. Agli uomini di Allegri, invece, basterà totalizzare un punto per laurearsi ufficialmente campioni d’Italia per la sesta volta di fila. Queste le parole del tecnico toscano:

Da Juve Roma ad oggi la Roma e la Juve hanno fatto lo stesso numero di punti, 43. Cha valore dà a questa cavalcata?
“Significa che tutte e 2 le squadre hanno lavorato in maniera seria, cercando di dare il massimo. C’è da tener presente il fatto che loro all’inizio erano davanti. Se avessero avuto una squadra che gli avesse insidiato questa posizione sarebbero diventati ancora più forti. Hanno potuto scegliere di gestire una partita senza andare obbligatoriamente a metterci tutta la forza che aveva: ci sono partite che vanno motivate in maniera completa ed altre in cui è meglio se stai zitto perché i calciatori si motivano da soli. Sarà successo anche a loro che sono bravi a mettere uno spirito di squadra dentro partite di livello altissimo. Quando hai qualcuno che ti va ad insidiare la posizione spingi di più ma loro hanno disinnescato qualsiasi tentativo di inserimento. I punti son tanti, abbiamo fatto un buon lavoro”.

Sarri ha detto che sarebbe stato giusto giocare in contemporanea…
“Per togliere qualsiasi dubbio sarebbe stato giusto così, ma vale anche per quella precedente e per quella ancora prima. È una considerazione giusta ma anche quando loro hanno giocato contro il Cagliari prima e noi a Milano dopo andava fatta…”

Nainggolan e Perotti sono pronti per giocare?
“È una considerazione che va fatta in maniera profonda, ci vuole la certezza che uno dei due ce la faccia a fare tutta la partita. Sono giocatori forti e data la mancanza di altri giocatori forte ne fai malvolentieri a meno. Un giocatore come Radja lo vorrei sempre, un calciatore come Diego serve per cui lo andremo a valutare bene in questo allenamento, lo staff medico gli starà addosso da qui all’inizio della partita”.

Conte ha vinto la Premier…
“È stato bravo ad andare lì e a ribaltare la situazione, ha fatto funzionare squadra e calciatori, ha cambiato spesso modulo. Bravo, complimenti, gli vanno dati i meriti di aver vinto un campionato che è un incoronamento”.

Domani sera mancherà Dzeko che oltre a fare gol ha abituato la Roma a giocare in un certo modo…
“Ci dispiace perché Edin ormai era il nostro terminale offensivo e la squadra aveva iniziato a riconoscere il modo giusto di servirlo, era il finalizzatore della Roma. Il fatto che ci venga a mancare qualcosa ci toglie però questa squadra ha fatto vedere di funzionare anche con altre possibilità che si vanno a rispolverare nel tentativo di vincere la partita senza nessuna scusante o piagnisteo, dritti verso questa gara che ci deve vedere lucidi nel senso che qualsiasi sforzo fisico o mentale vada fatto per tentare di vincere, perché la vittoria ti darebbe la possibilità di arrivare secondi in classifica. Dobbiamo avere la visuale libera per quell’obiettivo lì”.

Da dopo San Siro tutta Italia ha dato la sua opinione riguardo la vicenda Totti, persino Salvini…
“Ne abbiamo già parlato. Ho scelto di fare così anche perché quando l’ho fatto entrare 5 minuti non sono cambiate le valutazioni di chi commentava la gestione. Per quanto riguarda Salvini menomale che è contro, sarebbe stato un problema averlo avuto a favore, preferirei avere dalla mia parte uno come Marc Tarabella quindi lo ringrazio di aver detto così”.

Al netto della differenza di fatturato tra i due club quali sono gli altri punti di distanza tra Roma e Juve?
“Quest’anno più di ogni altro anno la Juve ha fatto vedere di trovarsi dove e come aveva pianificato di essere, senza mai intoppi e ritardi. Mi sembra difficile identificare qualcosa che ti possa permettere di stare al suo passo. Questa Juve ha fatto vedere in alcuni momenti di poter dare qualcosa in più e invece ha gestito alcune situazioni. Io penso che per il momento la distanza ci sia, ma la Roma ha tentato di andare a vedere che mondo fosse quello lì più da vicino con tutte le proprie forze e non ci è riuscita sia per il disinnescamento della Juve sia perché per colpa dell’allenatore della Roma ha perso qualche partita di troppo. C’è da dare seguito ad un modo di lavorare importante e di scelte a volte anche difficili o dolorose per andare avanti e migliorare sempre. Anche se i punti in un girone sono gli stessi, anche se abbiamo giocato delle grandi partite la Juve per ora fa vedere che è un po’ avanti al di là dei soldi che non considero di primaria importanza. Andrebbero considerate tante altre cose. Ci sono dei calciatori importamti che da una parte non funzionano e devi essere bravo ad individuarli. Per Edin Dzeko l’anno scorso se fossimo andati dietro allo scorrimento del campionato avremmo fatto a meno di lui e lui sarebbe stato costretto ad andare via. Il secondo anno a fare il giocatore che arriva in un posto come giocatore fondamentale e poi deve sfruttare gli spazi per inserirsi non può rendere ancora. Sono tutte considerazioni che se uno fosse dalla parte di qua terrebbe in conto. Bisogna che gli altri siano bravissimi per andare a creare problemi alla Juve”.

Domani c’è Roma Juve ma l’Olimpico è esaurito in poche ore per Roma-Genoa perché c’è l’addio di totti…
“A me fa piacere, la possibilità che Totti possa dare il suo contributo alla squadra esiste. Mi fa piacere avere tanto pubblico allo stadio che possa dare un contributo. Quando i calciatori sono venuti qua gli è stato detto della partecipazione emotiva del pubblico, ma quest’anno e l’anno scorso l’hanno vista poche volte. L’aver ritrovato la squadra è la priorità che mi è stata richiesta quando sono arrivato qui al di là del punto in più o in meno che può fare la differenza. Io cerco di fare il meglio per la Roma con serenità, cerco di non togliere niente a Francesco perché nel dizionario c’è scritto che l’allenatore è quello che può scegliere la formazione nel tentativo della vittoria, ‘cuore’ è un qualcosa dove dentro c’è quello che è racchiuso in una situazione, il capitano indica il comportamento ai compagni all’interno dello spogliatoio. Lo dice il dizionario della lingua italiana che può essere usato bene o male. Cerco di tenere di conto tutto, per prima cosa la Roma”.

L’ha sorpresa l’approdo di Sabatini da Suning? Andrebbe a lavorare con lui?
“È un personaggio da squadre forti, da club che vuol tentare di riproporsi per quanto riguarda le vittorie per cui non mi sorprende che abbiano chiamato Sabatini. Io con Sabatini ho avuto dei punti di vista contrari ma sono stato d’accordo su tante cose. Come con tutti poi nel mio lavoro, se avvenisse la possibilità perché non farlo?”

Diretta testuale di Claudia Demenica copyright-vivicentro

Analizzando l’ avversario – Sul campo del Torino per sperare nel sorpasso decisivo

L’ultima sfida ha visto trionfare il Napoli con il Cagliari, gli azzurri non hanno avuto difficoltà nel superare i Sardi sul piano del gioco. Il Torino però è una squadra insidiosa già capace di intralciare il cammino degli azzurri negli anni passati. Anche se reduci da un campionato anonimo sanno esprimere un bel gioco è il Napoli dovrà essere cinico cercando di esprimere il miglior gioco possibile. Il Napoli cercherà senz’altro i tre punti con un occhio alla sfida della sera tra Roma e Juventus sperando paradossalmente in una vittoria dei bianconeri per completare il sorpasso. Andrea Belotti è sicuramente l’uomo più pericoloso i suoi 25 gol lo confermano. La retroguardia partenopea dovrà fare attenzione ai suoi movimenti da punta e alla sua fisicità.

Il Toro scenderà in campo con il seguente 4-2-3-1: Hart; Zappacosta, Castan, Rossettini, Molinaro; Obi, Baselli; Iago Falque, Ljalic, Boyè; Belotti.

Il Napoli delle ultime otto sfide con i granata ne ha vinte sette perdendone una a Torino nel 2015. L’anno scorso la partita si concluse con il risultato di 1-2.

 

a cura di Andrea Bosco

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