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Torino-Napoli: passivo pesante, ma i tifosi applaudono i granata

Torino-Napoli: passivo pesante, ma i tifosi applaudono i granata

Il Napoli supera il Torino 5-0: i tifosi granata, tuttavia, applaudono i loro giocatori. Nonostante un risultato molto pesante, i supporter allo stadio hanno sostenuto i loro beniamini riconoscendo la forza della squadra di Maurizio Sarri.

Torino-Napoli, i voti di ViViCentro: straripanti!

Torino-Napoli, i voti di ViViCentro: straripanti!

Il Napoli travolge il Torino con 5 gol e si porta al secondo posto in attesa del posticipo tra Roma e Juventus. Questi i voti di ViViCentro.it:

25 Reina 6.5; 2 Hysaj 6.5, 33 Albiol 6.5, 26 Koulibaly 7, 31 Ghoulam 6.5; 5 Allan 6 (20 Zielinski 6.5, dal 18° s.t.), 8 Jorginho 6.5, 17 Hamsik 6.5 (30 Rog 6, dal 21° s.t.); 7 Callejon 7.5 (99 Milik 6, dal 36° s.t.), 14 Mertens 7, 24 Insigne 7.5. A disp. 1 Rafael, 22 Sepe, 3 Strinic, 11 Maggio, 62 Tonelli, 21 Chiriches, 42 Diawara, 4 Giaccherini, 32 Pavoletti. All. Sarri 7

a cura di Ciro Novellino

Callejon: “Vincerle tutte per arrivare secondi. Roma? Speriamo lasci qualche punto”

Callejon: “Vincerle tutte per arrivare secondi. Roma? Speriamo lasci qualche punto”

Ai microfoni di Premium Sport, al termine di Torino-Napoli, è intervenuto Callejon, il quale ha dichiarato: “Siamo contenti, l’obiettivo è vincere tutte le partite fino alla fine e provare ad arrivare secondi. Abbiamo avuto la giusta mentalità, un bel gioco e siamo riusciti a fare tanti gol. Speriamo di continuare così fino alla fine, dobbiamo continuare a lavorare. Nel primo tempo è mancato il secondo gol per stare più tranquilli, ma nella ripresa abbiamo mostrato più cattiveria. Roma? Stasera sarà una bellissima partita, speriamo che ci lasci qualche punto”.

Il Napoli come la Juve in trasferta: 46 i gol siglati

Il Napoli come la Juve in trasferta: 46 i gol siglati

Il Napoli raggiunge il secondo posto, aspettando la Roma. Gli azzurri hanno siglato il 46esimo gol in trasferta, con la rete di Zielinski, che sigla il quinto gol della giornata dei partenopei. I ragazzi di Sarri hanno, così facendo, eguagliato il record della Juventus.

FOTO CLASSIFICA – Napoli a valanga, secondo posto momentaneo in attesa del big match

Il Napoli travolge il Torino con un secco 0-5, reti di Callejon, Insigne, Mertens e Zielinski. Gli azzurri raggiungono il secondo posto in classifica in attesa della Roma. I giallorossi saranno impegnati nel posticipo contro la Juventus.

 

Torino-Napoli 0-5: il tabellino del match

Torino-Napoli 0-5: il tabellino del match
Torino e Napoli si sono affrontate allo stadio Grande Torino nel 36° turno del campionato di serie A. Azzurri straripanti contro una squadra spenta come quella di Mihajlovic. Azzurri al secondo posto in attesa del posticipo serale che vedrà la Roma giocare contro la Juventus. Reti di Callejon al 6° p.t. e al 31° s.t., Insigne al 14° s.t., Mertens al 27° s.t., Zielinski al 32° s.t.
TORINO (4-2-3-1) – 21 Hart; 7 Zappacosta, 13 Rossettini, 5 Carlao, 3 Molinaro; 15 Benassi (16 Gustafson, dal 6° s.t.), 8 Baselli (22 Obi, dal 30° s.t.); 14 Iago Falque, 10 Ljajic, 31 Boyè (19 Iturbe, dal 13° s.t.); 9 Belotti. A disp. 1 Padelli, 90 Cucchietti, 4 Castan, 23 Barreca, 26 Avelar, 29 De Silvestri, 18 Valdifiori, 25 Lukic, 11 Maxi Lopez. All. Lombardo (squalificato Mihajlovic)
NAPOLI (4-3-3) – 25 Reina; 2 Hysaj, 33 Albiol, 26 Koulibaly, 31 Ghoulam; 5 Allan (20 Zielinski, dal 18° s.t.), 8 Jorginho, 17 Hamsik (30 Rog, dal 21° s.t.); 7 Callejon (99 Milik, dal 36° s.t.), 14 Mertens, 24 Insigne. A disp. 1 Rafael, 22 Sepe, 3 Strinic, 11 Maggio, 62 Tonelli, 21 Chiriches, 42 Diawara, 4 Giaccherini, 32 Pavoletti. All. Sarri
ARBITRO Massimiliano IRRATI di Pistoia (Assistenti: Tegoni-Vuoto. IV uomo: Di Fiore. Arbitri di porta: Tagliavento-Di Bello)

FOTO – Playoff, Juve Stabia-Catania: anche Gigio Donnarumma tifa Vespe!

FOTO – Playoff, Juve Stabia-Catania: anche Gigio Donnarumma tifa Vespe!

Ha giocato ieri contro l’Atalanta a Bergamo, ha pareggiato per 1-1 il suo Milan, ma oggi si gode un po’ di relax dalla sua casa milanese. Anche Gigio Donnarumma guarda la Juve Stabia che sta giocando la gara dei playoff contro il Catania allo stadio Menti di Castellammare di Stabia. Clicca sulla foto che lo stesso portiere ha pubblicato sui social.

FOTO ViViCentro – Playoff, Juve Stabia-Catania: al Menti chi non ti aspetti…

FOTO ViViCentro – Playoff, Juve Stabia-Catania: al Menti chi non ti aspetti…

E’ stato promosso in serie B con il suo Foggia, oggi ha deciso di godersi un altro po’ di calcio allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia. Antonio Vacca, importante centrocampista di Benevento, ma ormai pianta stabile dei Satanelli, è in tribuna coperta per godersi il match dei playoff tra Juve Stabia e Catania.

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FOTO ViViCentro – Playoff, Juve Stabia-Catania: al Menti anche l’ex ds Di Somma

FOTO ViViCentro – Playoff, Juve Stabia-Catania: al Menti anche l’ex ds Di Somma

Dopo la vittoria interna del suo Benevento, il direttore sportivo, ex della Juve Stabia, colui che contribuì alla promozione delle Vespe e alla risalita alla serie B, Salvatore Di Somma, è oggi presente allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia per assistere al match dei playoff tra la Juve Stabia e il Catania. Vi proponiamo alcuni scatti che lo ritraggono prima del fischio di inizio del match.

F1, Gp Spagna 2017: Hamilton, poi Vettel. L’ordine d’arrivo e la classifica finale

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Formula 1, Gp Spagna: vince la Mercedes di Hamilton (55esima vittoria in carriera, secondo successo stagionale), seconda la Ferrari di Vettel dopo un duello memorabile tra i due. Sul podio anche la Red Bull di Ricciardo, terzo. Ritirati Raikkonen e Bott. Ritiri per gli altri due piloti di Mercedes e Ferrari, Valtteri Bottas e Kimi Raikkonen.

Finisce a trenta giri dalla fine il Gran Premio di Spagna per la Mercedes di Valtteri Bottas. La vettura del pilota finlandese è costretto a ritirarsi per la rottura del motore.

”Sono stato colpito al posteriore destro, credo da Bottas, ho avuto un sobbalzo e sono finito addosso a Verstappen”. Kimi Raikkonen spiega così la collisione tra la sua Ferrari e la Red Bull del giovane pilota olandese avuta subito dopo il via del Gran Premio di Spagna. Ora addio al sogno di vincere il secondo Mondiale? ”in questo momento non è il primo pensiero”, conclude Raikkonen tornato al paddock poco dopo il suo ritiro.

ORDINE D’ARRIVO (TOP10) GP SPAGNA 2017

1. Lewis Hamilton (GBR) Mercedes
2. Sebastian Vettel (GER) Ferrari
3. Daniel Ricciardo (AUS) Red Bull
4. Sergio Perez (MEX) Force India
5. Esteban Ocon (FRA) Force India
6. Nico Hulkenberg (GER) Renault
7. Pascal Wehrlein (GER) Sauber (5 secondi di penalità)
8. Carlos Sainz (SPA) Toro Rosso
9.  Daniil Kvyat (Rus) Toro Rosso
10. Kevin Magnussen (DAN) Haas

Nuova Ischia,Mister Isidoro Di Meglio:”Abbiamo un solo risultato utile a disposizione “

Di Simone Vicidomini

Manca davvero poco al big-match che deciderà la stagione tra Mons Prochyta e Nuova Ischia. La compagine isolana ha un solo risultato utile a disposizione,la vittoria. L’attesa è finita oggi pomeriggio alle 16:00 allo stadio “Vezzuto Marasco” si conoscerà la vincete dei play-off del girone B di Promozione. Alla vigila del match abbiamo intervistato ai nostri microfoni l’allenatore dei gialloblu,Isidoro Di Meglio, che insieme a tutto il suo staff e l’intera squadra hanno vissuto una settimana molto delicata,come ci dichiara il tecnico. ” Dal punto di vista emotivo è stata una settimana difficile,per tutti gli eventi che si sono verificati. Purtroppo a livello emotivo abbiamo subito tanto e adesso dobbiamo cercare in queste 24 ore che ci rimangono di preparare la gara nel miglior modo possibile”. I tempi supplementari disputati contro l’Afro Napoli potrebbe incidere sulla gara di oggi ? “Non credo che possano incidere più di tanto-commenta Isidoro-perchè comunque abbiamo fatto un lavoro per fare in modo di arrivare in forma alla partita”. Il trainer gialloblu dovrà sopperire alle assenze per squalifica di Chiariello in difesa ed Oratore in attacco,ma di fronte di certo non avrà un’avversario facile sulla carta da affrontare. Che partita si aspetta? ” Mi aspetto quello che il Monte Di Procida ha dimostrato tutto l’arco del campionato,cioè di essere una squadra organizzata, con degli attaccanti in grado di poterti far gol in qualsiasi momento della partita su qualsiasi episodio”. Isidoro Di Meglio si riserva la formazione da mandare in campo e quindi di voler aspettare fino all’ultimo minuto per scegliere gli undici che scenderanno in campo. ” Per tutto il campionato mi sono sempre preso fino all’ultimo momento buono per valutare. Naturalmente dovremo fare una partita diversa da quella che abbiamo fatto domenica,visto che  che avremo un solo risultato a disposizione. Dobbiamo andare lì per cercare di vincere,ma questo non vuol dire buttarsi in avanti in maniera sconsiderata. Dobbiamo cercare di fare la stessa partita che abbiamo fatto nel girone di ritorno lì”. Potrebbe essere un’idea di non lanciare dal primo minuto entrambi gli attaccanti Arcobelli e Saurino e preservarsene uno dei due da mandare in campo a partita in corso.” E’ una possibilità e tutto ancora da valutare. Naturalmente  se la partita dovesse mettersi n un certo modo,può darsi che avremo bisogno di entrami  gli attaccanti”.  La Nuova Ischia dovrà fare a meno anche del suo allenatore in panchina oggi,perchè Isidoro Di Meglio è stato squalificato fino a 6 di luglio. Il tecnico commenta così la sua squalifica:”Sicuramente c’è uno stato scambio di persona. Non voglio pensare che sia una cosa mirata. Dire che sostavo nell’area antistante gli spogliatoi quando appena sono stato espulso sono andato in tribuna è curioso. Ad ogni modo mi sono sentito anche offeso da  quello che hanno riportato ne comunicato. Si faceva riferimento al mio ruolo e mi sono sentito toccato nel personale. Ho parlato con un avvocato per la possibilità di fare ricorso e poi regolerò di conseguenza”. Discorso diverso per quando riguarda la squalifica di Chiariello,squalificato per due turni dopo l’espulsione diretta in campo, e secondo il regolamento è il minimo due giornate. “Io non ho avuto modo di parlarne con la società,ma credo che tra di loro si siano parlati e abbiamo valutato il da farsi. Anche lì,però per quanto Pasquale possa aver sbagliato,va considerato il finale concitato come è stato quello,un avversario che arriva in area e cade senza che nessuno lo tocchi e lui che gli dice soltanto di rialzarsi. Poi ne è nato un parapiglia e alla fine ha danneggiato soltanto noi. Penso che siamo l’unica squadra in tutte le categorie che ha preso due espulsioni per bestemmia e avrei voluto farvi assistere alla gara di domenica dalla panchina,da dove avevo modo di ascoltare. Per questo dico che vengono usati due pesi e due misure,ma è tutto l’anno che va così”.

Beni Culturali: Politici contro la memoria dell’uomo

Finalmente è arrivato il mese che porta turismo e incassi nell’Italia ricca d’arte. Il “Bel Paese” può mettere in mostra ciò che ci è stato, consapevolmente e non, lasciato dagli antichi.

Come un fulmine a ciel sereno, però, molte autorità competenti stanno creando una politica assurda contro la fruizione dei beni culturali italiani.

È di qualche giorno fa l’affermazione della sindaca Virginia Raggi durante il programma di Bruno Vespa “Porta a Porta”, che è in atto un provvedimento che creerebbe un percorso alla Fontana di Trevi (Roma) senza consentire al turista di fermarsi ad ammirare l’opera d’arte.

La sindaca si difende dicendo che non vi sono i mezzi per sostenere il personale. La domanda però sorge spontanea: e il fatturato dei siti con ingresso a pagamento dove convogliano se nulla viene restaurato? Infatti secondo le statistiche del MIBACT, la regione Lazio nel 2016, avrebbe incassato solo con i musei ben 67.616.298 euro.

Anche il ministro Franceschini sembra essere rivolto ad una politica che chiude il bene artistico al pubblico. È dell’idea che siano necessarie delle barriere per evitare l’introduzione del pubblico all’interno della fontana stessa.

Per proteggere un bene non è necessario ingabbiarlo, ma di dispiegare in campo forze di vigilanza che aiuterebbero non solo un nuovo mercato di lavoro, ma non impedirebbe al pubblico di ammirare le bellezze artistiche e archeologiche.

La stessa ministra Valeria Fedeli, con l’influenza del presidente del Parlamento regionale degli studenti della Toscana Bernard Dika, starebbe creando una riforma scolastica a discapito della storia antica. Il nuovo slogan legato al programma scolastico sarebbe: “Meno Babilonesi, più attualità”, prevede l’eliminazione della storia antica per far spazio a notizie di attualità.

Forse la ministra proprio perché non è avvezza del mondo universitario, non potrà comprendere il percorso di uno storico o un archeologo. Quindi quanto sia importante la storia del passato per capire quella attuale, perché come si è soliti dire: “Il passato insegna”.

Essendo solo un’idea, ci si augura che venga dimenticata come le tante promesse che i politici fanno di solito ai propri cittadini.

L’Art. 105. Diritti di uso e godimento pubblico del Codice dei Beni Culturali cita: “1. Il Ministero e le regioni vigilano, nell’ambito delle rispettive competenze, affinché siano rispettati i diritti di uso e godimento che il pubblico abbia acquisito sulle cose e i beni soggetti alle disposizioni della presente Parte.”.

Vigilare non vuol dire rinchiudere, impedire, non fruire il bene al pubblico, ma tutelarlo rendendolo visibile.

La storia antica spiega il perché di molti eventi attuali, collega l’uomo alla sua memoria, al passato e questo è un bene e un diritto inalienabile.

Torino-Napoli, le formazioni ufficiali: spazio a Jorginho e Allan

Torino e Napoli pronte a scendere in campo per la trentaseiesima giornata di Serie A. Diramate le formazioni ufficiali con Maurizio Sarri che si affida nuovamente a Jorginho e Allan in mezzo al campo. In avanti il solito tridente leggero. Nel Torino torna titolare  Benassi al fianco di Baselli, in attacco c’è sempre il ‘gallo’ Andrea Belotti.

FORMAZIONI UFFICIALI
TORINO (4-2-3-1): Hart; Zappacosta, Rossettini, Carlao, Molinaro; Baselli, Benassi; Iago Falqué, Ljajic, Boyé; Belotti.
NAPOLI(4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Insigne, Callejon, Mertens.

Maxi-multa per Maksimovic dal Collegio Arbitrale: i dettagli

Maxi-multa per Maksimovic dal Collegio Arbitrale: i dettagli

Nikola Maksimovic è a Torino con il Napoli, ma non è rientrato nella lista dei convocati di Maurizio Sarri a causa di un problema fisico che gli impedirà di essere del match.

Tuttavia la partita contro la sua ex squadra lo ha visto uscire sconfitto, come riporta La Stampa: “Dall’altra parte rimane a casa l’ufo Maksimovic, che una sfida con il Toro l’ha già persa: il Collegio Arbitrale ha deciso che dovrà pagare una maxi multa (circa 60 mila euro) per aver disertato la Coppa Italia la scorsa estate”.

Gazzetta attacca Sarri: “Pensasse alla partita, altro che solito piagnisteo”

Gazzetta attacca Sarri: “Pensasse alla partita, altro che solito piagnisteo”

“Con il calcio non mi sono arricchito e con il prossimo contratto voglio farlo. È un dovere nei confronti della mia famiglia. Per due anni da allenatore non ho preso neanche lo stipendio”. Queste parole di Maurizio Sarri in conferenza stampa hanno scatenato una reazione da parte un po’ di tutti, a partire dal presidente Aurelio De Laurentiis che gli ha risposto piccatamente.

La Gazzetta dello Sport critica aspramente l’uscita del mister del Napoli: “Sarebbe stato meglio se le parti ne avessero discusso in privato evitando, magari, di turbare l’ambiente alla vigilia della gara col Torino che potrebbe essere decisiva per il secondo posto. Avrebbe fatto meglio, Sarri, a pensare alla partita, lasciando perdere la polemica, il solito piagnisteo sugli orari delle partite e sui fatturati: ci vorrebbe una maggiore responsabilità da parte sua”.

Rinnovo Mertens, è fatta!

Rinnovo Mertens, è fatta!

A che punto è il rinnovo contrattuale dell’attaccante belga del Napoli Dries Mertens? Ci siamo, effettivamente. Almeno stando a ciò che ha detto il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis (“Con Mertens dipende tutto da lui, dovrebbero venire in Italia nei prossimi giorni i suoi rappresentanti. Ci siamo”).

Il Corriere dello Sport scrive: “La firma è un dettaglio da affidare alle cure dei propri legali, convocati d’urgenza al San Paolo da De Laurentiis il 15 aprile scorso e ormai convinti a stringere un (nuovo) patto fresco d’annata”.

Francia, Macron: il neo presidente all’Eliseo per il passaggio di consegne

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Riunione a porte chiuse: Hollande tramette al suo successore i segreti di Stato, in particolare quelli sulle operazioni del Paese all’estero e i codici nucleari

Emmanuel Macron sale all’Eliseo: è in corso a Parigi la cerimonia del passaggio di consegne tra il presidente uscente François Hollande e il neoeletto capo dello Stato, che è stato accolto all’Eliseo dal suo predecessore. La moglie di Macron, Brigitte, lo ha atteso all’interno. Hollande ha ricevuto Macron nell’ufficio del presidente, dove i due rimarranno a colloquio per circa 20/30 minuti e discuteranno, secondo quanto riferisce il sito di ‘Le Figaro’, sui principali procedimenti in corso, su eventuali trattative per la liberazione di ostaggi, sulla negoziazione dei contratti strategici o la preparazione di grandi eventi internazionali.

Tra le prime informazioni trasmesse dal presidente uscente al suo successore ci sono i codici nucleari. Una scena, scrive ‘Le Figaro’, che accende molte fantasie ma che in realtà è abbastanza complessa e delicata e che avviene alla presenza del Capo di Stato Maggiore. “Il codice segreto delle armi nucleari non è un Pin di quattro cifre scritto su un foglio di carta, ma una combinazione più complessa, che assicura che solo il presidente possa dare l’ordine”, ha spiegato al quotidiano francese un ricercatore presso la Fondazione per la ricerca strategica.

Ma il vero passaggio di consegne viene poi fatto tra il Capo di Stato Maggiore e il nuovo presidente, nella centrale di comando ‘Jupiter’, che si trova sotto il palazzo presidenziale, deve è posizionato il sistema di comando centrale. Successivamente, Emmanuel Macron, come François Hollande e altri presidenti prima di lui, avrà a disposizione un sistema per dare l’eventuale ordine di ricorrere alle armi nucleari anche trovandosi lontano dall’Eliseo.

Dopo la firma del documento e la consegna delle insegne di Gran Maestro dell’Ordine della Legione d’Onore, Macron dovrebbe pronunciare un discorso di investitura. Quindi percorrerà gli Champs-Elysées per recarsi sulla Tomba del Milite Ignoto prima di raggiungere la sede del municipio di Parigi.

Il momento più seguito – oltre a quello dell’arrivo all’Eliseo del nuovo inquilino – è quello in cui il presidente uscente lascia il cortile a bordo dell’auto: l’accoglienza riservata al successore e la cortesia usata da quest’ultimo nei confronti dell’interlocutore al momento in cui questo lascia il Palazzo vengono guardati con attenzione perché riflettono il clima politico più o meno armonioso in cui avviene il passaggio di poteri.

Non è passata ad esempio inosservata la scelta di François Hollande di non riaccompagnare Nicolas Sarkozy e Carla Bruni alla loro auto, quando cinque anni fa l’attuale capo dello stato uscente ha assunto i poteri di presidente, tanto che lo stesso Hollande ha poi dovuto presentare le sue scuse spiegando di non aver voluto in alcun modo essere scortese con il suo successore. Sarkozy aveva invece addirittura applaudito Jacques Chirac accomiatandosi da lui vicino all’auto che lo avrebbe portato fuori dall’Eliseo e Chirac aveva riaccompagnato François Mitterrand alla sua auto.

Non ci sono comunque dubbi sul fatto che questo passaggio avvenga all’insegna della massima cortesia: Hollande e Macron sono già stati fianco a fianco in occasione dei due cerimonie pubbliche, lunedì e mercoledì scorso e il clima tra i due è apparso più che cordiale.

Altro dettaglio importante riguarda la presenza della famiglia accanto al presidente. In occasione dell’investitura di Nicola Sarkozy la moglie Cécilia e i figli erano presenti. Quando Hollande è arrivato all’Eliseo la sua compagna di allora, Valérie Trierweiler, era presente ma in modo discreto: la giornalista era arrivata un pò prima di Hollande che era salito da solo lungo i gradini di ingresso del Palazzo, quindi la compagna del presidente era riapparsa accanto a lui e il momento del commiato tra i due capi dello stato si erano svolti alla presenza di Trierweiler e di Carla Bruni.

Oggi Brigitte Trogneux non salirà le scale di ingresso dell’Eliseo al fianco del marito. Macron si è attenuto alle scelte di Hollande, che non ha voluto al suo fianco la compagna Julie Gayet: in merito alla relazione con l’attrice il presidente uscente ha tenuto un atteggiamento di totale riserbo da quando le rivelazioni di Closer hanno esposto pubblicamente la loro storia. La relazione tra i due non è mai stata ufficializzata da Hollande che oggi non avrà la compagna accanto. La squadra di Macron ha quindi deciso di fare la stessa scelta, e Brigitte attenderà Emmanuel all’interno del Palazzo.

redazione/adnkronos/repubblica

A fine anno Sarri chiederà un robusto aumento a De Laurentiis

A fine anno Sarri chiederà un robusto aumento a De Laurentiis

Sono chiare le intenzioni di Sarri, che nella giornata di ieri ha dichiarato in conferenza stampa di volersi arricchire con il prossimo contratto che andrà a firmare. Con De Laurentiis? Chissà, viste anche le parole del presidente azzurro che ha risposto in modo abbastanza diretto al proprio allenatore. Come riporta la Gazzetta delo Sport, al termine del campionato Sarri chiederà un incontro a De Laurentiis per parlare di programmazione e di adeguamento economico. Quest’anno ha avuto uno stipendio di 1,3 milioni ma già dalla prossima stagione chiederà un robusto aumento. Anche perché le offerte non gli mancano: c’è la Roma, e soprattutto l’Inter. Il patron arrivò ad offrire a Mazzarri e Benitez circa 4 mln più bonus, Sarri che crede di aver valorizzato il parco giocatori, si aspetterebbe almeno il doppio dell’attuale ingaggio.

L’Europa che verrà e i cavalli di razza dell’Italia EUGENIO SCALFARI

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EUROPA – La società globale comporta la necessità di costruzione di Stati di dimensioni continentali. L’Ue ha bisogno di un ministro unico per le Finanze e un dicastero che coordini l’immigrazione. L’Italia invece ha bisogno di un sistema elettorale bipolare

IL giorno dopo la riunione del G7 di Taormina del 26 e 27 maggio prossimi presieduta dal premier italiano Paolo Gentiloni, presente anche Donald Trump, dovremo occuparci dei problemi economici e sociali di una società globalizzata. Intanto, l’Italia registra una serie di altri casi, l’uno più fragoroso dell’altro: le rivelazioni di de Bortoli su Boschi; le polemiche sulle dichiarazioni di Debora Serracchiani sugli strupri commessi da immigrati; la riforma della legge elettorale; i rapporti tra Renzi e il governo sostenuto dal suo partito; partito che — almeno in questi ultimi tempi — il segretario guarda con occhio sempre più critico. Infine ci sarebbe da commentare un’ampia intervista a Renzi di Claudio Cerasa, direttore del Foglio, che di per sé è già una notizia: è un giornale che vende poche migliaia di copie e non ha una rappresentanza culturale di assoluto rilievo. Non è il solo nel panorama della stampa italiana. C’è Libero, c’è La Verità, ed altri giornali che non sto a nominare. Si dirà che anche Il Mondo ai tempi di Mario Pannunzio negli anni Cinquanta è passato alla storia del giornalismo nonostante la scarsità delle vendite. È evidente la ragione: Il Mondo aveva una visione culturale della società italiana. Forse ce l’ha anche Il Foglio ma almeno per ora ce ne accorgiamo piuttosto raramente. È chiaro che interviste con Renzi giovano alla bisogna e perciò, caro Cerasa, datti da fare.

A me viene voglia, prima di affrontare i problemi che contano, di fare una breve pausa culturale che ricavo dai miei pensieri ed anche da alcuni fatti — sempre culturali — verificatisi nei giorni scorsi. Dei miei pensieri, proprio in questi giorni, m’è tornato in mente un libro assai strano, scritto da un ancor più strano autore: Joseph de Maistre col titolo Le serate di Pietroburgo. L’autore era un reazionario al cento per cento e questa sua posizione rende ancora più anomala una frase che ricordo d’aver letto in quel libro molti anni fa. Diceva all’incirca così: per vivere meglio che posso mi piace restare molto a lungo da solo nella mia stanza e con i libri che la abitano. Debbo dire: da quella stanza uscì il suo libro nell’anno 1821. Le sue idee sono repulsive ma quella sopraccitata apre una finestra non disprezzabile sull’anima sua e, a ricordarla, anche nella mia.

Ma ci sono stati, come ho già detto, alcuni fatti culturali molto importanti in questa settimana. Il primo è un film di Walter Veltroni che sarà visibile tra pochi giorni, dal titolo Indizi di felicità. Sono quelli che vengono presi da chi vive una vita che sente infelice e spera di modificarla rendendo vivibile un sofferto presente con la speranza che quel futuro sia sempre migliore. Si direbbe come commento che i brevi riposi di felicità dipendono da un’infelicità semipermanente. Per molti casi è una triste verità e questo è il modo di sopportarla mirando sempre al meglio.

L’altro tema culturale è l’articolo di Bernardo Valli pubblicato questa settimana sull’Espresso. Valli esamina il problema per certi aspetti non molto diverso da quello di Veltroni ma ancora più icastico. Lo desume dal libro più recente di José Saramago con il titolo Le intermittenze della morte. Il tema è di esaminare che cosa avverrebbe se ad un certo punto la morte diventasse immediata per tutti gli umani viventi. Cioè l’umanità scompare, almeno per un lungo periodo e magari poi rinascerà ma questo non è detto esplicitamente. È detto invece che per esempio un Dio, comunque lo si pensi, su un pianeta deserto di uomini e donne viventi non avrebbe senso alcuno. Credo che il significato che Valli ha voluto dare ai suoi lettori utilizzando un Saramago che è sempre un autore di estremo interesse, sia quello di stimolare i nostri simili ad amare sempre di più e sempre più produttivamente i nostri figli, i nostri nipoti e il nostro prossimo.

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Veniamo alle cose meno serie ma più importanti per migliorare la vita politica, economica, sociale. Il primo tema da affrontare è quello della legge elettorale, tenendo ovviamente conto delle direttive della Corte costituzionale, ma anche della storia del nostro sistema democratico il quale è afflitto da un peso intollerabile: non è un sistema bipolare ma tripolare.
La tripolarità equivale a ingovernabilità, quindi è necessario tornare a due schieramenti che si fronteggiano: conservatori contro progressisti, oppure moderati contro radicali, oppure destra contro sinistra. Insomma, chiamateli come vi pare, ma occorre che siano due che si affrontano affinché il sistema funzioni: chi vince governa, chi perde critica, infine sistemi diversi e contrastanti ma in un modo che anima il governante a dare il meglio di sé e gli oppositori a intravedere e operare per un futuro ancora migliore.

Resta tuttavia una realtà: le opinioni dei cittadini sono più variegate di due soltanto. Due sono il fondamento, ma i dettagli di quel fondamento si dividono su tre o quattro varianti. Possono convivere tra loro ed anzi alimentarsi reciprocamente al meglio, purché di quelle varianti si tenga conto. Se vogliamo un esempio usiamo la musica che è la più adatta a farci capire di che si tratta: la chiave musicale non può che esser comune a uno dei due schieramenti e l’altro avrà una chiave diversa; ma le tonalità sono diverse anche in ciascuna delle chiavi che governano la melodia. Vi ricordate certamente che i cantanti di un’opera lirica vanno dal basso al baritono e al tenore. Ciascuno dei tre canta nella stessa chiave ma con tonalità molto diverse l’uno dall’altro. Queste sono le varianti anche in un sistema politico bipolare.

Per realizzare questo che consente a ciascuno dei due schieramenti contrapposti di suonare in chiave unica con tonalità diverse e quindi più attraenti per gli elettori, si ottiene autorizzando le liste di coalizione al voto. Realizzare le alleanze ad elezioni avvenute rischia di rendere il sistema non bipolare ma nemmeno tripolare, arrivando addirittura al quadripolare o al quintipolare. Il Paese in queste condizioni diventerebbe ingovernabile con la democrazia e scivolerebbe inevitabilmente verso la dittatura. È avvenuto molte volte e suggerirei di non rischiarlo proprio in un momento dove oltre ai problemi della nostra democrazia esiste il problema dell’Europa. Mi auguro comunque che Renzi capisca questi problemi relativi alle coalizioni e/o alle alleanze postelettorali e si comporti di conseguenza.

Il G7 economico e finanziario concluso ieri a Bari ha parlato limitatamente dell’Europa ma il tema è di estrema importanza, e per esempio mi pare si sia parlato poco della Francia di Macron, anche se questo è il tema principale che si pone dopo la vittoria di quel Movimento.

La Francia di Macron è europeista ma non per questo diminuisce il peso politico francese anzi lo aumenta. Non a caso infatti la prima telefonata del nuovo presidente della Repubblica è stata per Angela Merkel. L’obiettivo di Macron è evidentemente quello di resuscitare il tandem franco-tedesco che ha guidato l’Europa per molti anni ma da tre o quattro, cioè da quando Hollande non era più palatabile, era stato del tutto cancellato. È ovvio che dopo la vittoria il nuovo Presidente voglia ricostituirlo e anche la Merkel è favorevole: un Paese al centro dell’Europa da solo comporterebbe un coinvolgimento non soltanto di politica economica e sociale ma di politica estera, di politica dell’immigrazione e persino della necessità di prepararsi a guerre in vari scacchieri dove già si combatte in vario modo. Dunque si sta per riformare il binomio franco-tedesco il che naturalmente aumenta l’importanza della Francia, fermo restando che quel Paese e la sua storia alle spalle influiranno sul rafforzamento dell’Europa e delle sue istituzioni che vanno appositamente riformate. La società globale comporta la necessità di costruzione di Stati di dimensioni continentali.

L’Europa qualche passo nella giusta direzione l’ha fatto, ma soltanto in parte. Ha creato, ad esempio, una moneta comune alla quale solo 19 Paesi per ora partecipano. Gli altri però, sono insieme nella guerra col Califfato. È una guerra che coinvolge l’intero Medio Oriente, diretta, per interposte forze o diplomatica, con ripercussioni in tutto il mondo occidentale.
L’Italia in questo contesto non è marginale. Non fummo marginali fino agli anni Novanta, cioè quando al Quirinale c’era ancora Carlo Azeglio Ciampi. Ma quando scadde il suo mandato e il berlusconismo prese la guida del Paese la nostra presenza in Europa di fatto scomparve. Sono passati da allora circa vent’anni e adesso la situazione può decisamente cambiare. Renzi questo problema l’ha capito ed ha fatto anche dei passi importanti verso non dirò la sua soluzione ma il suo progresso verso gli Stati Uniti d’Europa. La prima mossa riguarda il ministro unico delle Finanze per l’eurozona. Che dipenda esclusivamente dall’eurozona e sia l’interlocutore principale della Banca centrale europea. La seconda mossa è quella di un ministro dell’Interno europeo che coordini i problemi dell’immigrazione in tutti i suoi vari aspetti, estremamente complessi sia per la gestione in Europa delle emigrazioni autorizzate e sia per il loro contenimento nei Paesi d’origine discutendo con quei governi e finanziando a spese dell’intera comunità quello che ne deriva.

C’è poi il tema della crescita economica che non è soltanto il discorso sulla flessibilità ma riguarda la politica economica europea vista unitariamente, come Draghi predica da tempo e come anche Renzi ha cercato di portare avanti con il suo “Migration Compact”. C’è dell’altro però. Macron dovrà ancora dirci in che modo intende far funzionare economicamente il binomio Francia-Germania. Deve però prendere atto che il tema che affligge l’intera Europa e l’intero Occidente è quello delle diseguaglianze, come ha perfino ripetuto quasi ogni giorno papa Francesco. Le diseguaglianze hanno pochi mezzi tecnici per essere diminuite, il primo dei quali è rappresentato da quello che in Italia si chiama cuneo fiscale, che opera appunto nella diminuzione delle diseguaglianze di redditi e di patrimoni attraverso la nazionalizzazione dei contributi di lavoro. Ci sono naturalmente anche altri metodi ma quello è un tema non solo di giustizia sociale ma anche di produttività che è quella politica keynesiana che anche Draghi suggerisce.

Da notare l’intervista che il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha concesso in esclusiva al nostro giornale pochi giorni fa. Non è quel personaggio che sembrava essere almeno fino a poco tempo fa. È un ministro che accetta anzi suggerisce di incrementare la politica di sviluppo, di investimenti, di europeismo nella politica economica. Francamente non ci aspettavamo uno Schäuble di questa tempra e non credo che volesse limitarsi a fare buona figura col pubblico e i lettori di un grande giornale italiano. Penso che abbia preso atto della lealtà e ne stia tenendo conto.

Infine Renzi ha lanciato l’idea di un presidente dell’Europa eletto direttamente dal popolo sovrano europeo, senza distinzione tra nazione e nazione. Un presidente insieme al quale il popolo europeo voterebbe anche i componenti di una Costituente incaricata nello spazio di non più che due o tre anni di redigere una Costituzione che si attaglia ad un continente federato. L’attuale presidente Tusk aveva già lanciato un’idea consimile. Renzi la faccia interamente propria e la porti finché può fino in fondo. Macron appoggerà una politica di questo genere? Speriamo di sì perché senza la Francia non si arriva all’Europa. Ma se ci si arriva la Francia avrà il peso che la sua storia e la sua presente realtà consentono, peso molto alto ma non certo molto superiore a quello della Germania e a quello dell’Italia e di tutti gli altri Paesi, i ventisette che diventano uno solo: questo è l’obiettivo che dobbiamo proporci. Aggiungo per Renzi che avrebbe dovuto e dovrebbe mettere nella sua squadra, insieme ai giovani da formare e ai suoi attuali collaboratori, anche i cosiddetti cavalli di razza che hanno notevole effetto sull’opinione pubblica del Paese. Penso a Romano Prodi, a Walter Veltroni, a Enrico Letta, a Giuliano Pisapia e a quanti hanno operato nel corso degli anni per accrescere la qualità della vita e della cultura di questo Paese. Quanto a me, ho tanti pensieri con i quali mi passa il tempo. Quando posso darò qualche suggerimento come fanno i nonni ai giovani nipoti.

/larepubblica

 

Lite fra Sarri e De Laurentiis, l’Inter osserva interessata

Lite fra Sarri e De Laurentiis, l’Inter osserva interessata

Quella tra Maurizio Sarri ed Aurelio De Laurentiis sullo stipendio da arricchire o meno potrebbe scatenare qualcosa? Secondo la Gazzetta dello Sport è una lite, con l’Inter alle spalle: “Finora i nerazzurri non si sono mai mossi solo per rispetto del Napoli e di De Laurentiis. Ma questi ultimi sviluppi potrebbero davvero mettere concretamente in moto gli uomini mercato di Suning: antenne alte in corso Vittorio Emanuele, e tutti pronti a intervenire nel caso in cui la «rottura» fra De Laurentiis e Sarri diventasse insanabile; sul tavolo lo stesso progetto proposto a Conte”.