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EDITORIALE – Juve Stabia, non finisce qui..

La sconfitta del Mapei Stadium contro la Reggiana è, per la Juve Stabia, un pugno nello stomaco, sia per come si era messa la partita e sia per come effettivamente gli emiliani hanno siglato le reti della vittoria. I tempi stretti del calendario impongono al gruppo di Carboni di archiviare immediatamente la partita di ieri e di proiettarsi a mercoledì sera, non permettendo alle reti di Cesarini e Ghiringhelli di intaccare le proprie certezze. Alla Juve Stabia basterà una vittoria al Menti per ribaltare il risultato; senza dubbio non sarà facile ma, probabilmente, nemmeno impossibile.

Gli elementi che consentono ai gialloblù di crederci certamente non mancano. Va preliminarmente detto che la vittoria della Reggiana “porta la firma”, in realtà, della stessa Juve Stabia che, con errori grossolani dei propri calciatori, ha spalancato le porte alle reti degli emiliani. Gli uomini di Carboni si sono giocati il jolly dell’errore appena ieri e c’è da scommettere che, proprio alla luce di quanto accaduto al Mapei Stadium, la soglia di attenzione mercoledì sera sarà altissima. Senza gli assist gialloblù per la Reggiana di Menichini sarà molto più difficile fare risultato.

Ancora, l’obbligo alla vittoria, se affrontato nel giusto modo dal gruppo di Carboni, può innescare la scintilla giusta nell’ambiente caldo del Menti. Domenica scorsa, contro il Catania, la Juve Stabia, pur puntando alla vittoria, ha in alcuni tratti della gara gestito il doppio vantaggio in termini di risultato, accontentandosi nel finale dello 0 – 0; questo non potrà accadere nel return match di mercoledì, con le Vespe che dovranno spingere subito per scardinare la difesa emiliana. La vittoria obbligata, con il sostegno del Menti ed affrontando la gara con il coltello tra i denti, non appare così difficile da centrare.

La squalifica di Cancellotti offre, inoltre, un assist a Carboni circa l’impronta più offensiva da dare alla squadra. La logica vorrebbe Lisi abbassato nel ruolo di terzino destro, soluzione già collaudata, con Marotta e uno tra Cutolo e Rosafio ai lati di Ripa. Non mancano le soluzioni alternative, con il 4-2-3-1 già testato da Carboni o, ancora, il doppio centravanti: così Paponi potrebbe essere schierato sia al fianco di Ripa e sia più lontano dalla porta, vista la sua bravura bel gioco sporco, un po’ stile Mandzukic nella Juventus.

Altro elemento chiave sarà il fattore ambientale: servirà un Menti che ribolla di passione e voglia di vincere. Menichini, che conosce bene la carica che può dare l’impianto stabiese, ha già cercato di “smontare” la pericolosità del Romeo Menti, dicendo che “le partite le vincono i calciatori, non il pubblico”. Carboni, dal canto suo, ha confessato come, da avversario, fosse sempre estremamente difficile (“una scocciatura” per usare le sue parole) giocare in un Menti pieno. Sarà quindi fondamentale che i tifosi stabiesi facciano la loro parte, prendendo esempio dai 300 eroi che solo in queste ore stanno arrivando a casa dopo la lunghissima trasferta di Reggio Emilia.

I presupposti per ribaltare il risultato ci sono, ma servirà massimo impegno da parte di tutti ed unione di intenti: un gruppo di persone (calciatori, tifosi, staff) che condivide un obiettivo comune, può arrivare ovunque.

Raffaele Izzo

Visite fiscali 2017: orari, fasce di reperibilità e regole Inps

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Dal 1 settembre arriva il polo unico Inps per le visite fiscali. La competenza in materia di accertamenti medico-legali sulle assenze dal lavoro per malattia dei dipendenti pubblici passa all’Istituto nazionale della previdenza sociale. E’ questa una delle principali novità introdotte dal nuovo testo unico del pubblico impiego, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, che attua la riforma Madia in due corposi decreti legislativi.

Il polo unico in capo all’Inps gestirà le visite fiscali, sia nel pubblico sia nel privato, attraverso il trasferimento all’Istituto delle competenze e delle risorse sulle visite fiscali dei dipendenti pubblici oggi affidate anche alle Asl. Più nel dettaglio, si dispone l’attribuzione, sul territorio nazionale, in via esclusiva all’Inps, del compito di effettuare gli accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia. La misura mira a garantire l’effettività del controllo.

Ecco tutto quello che bisogna sapere sulla visita fiscale 2017 punto per punto.

Visite fiscali 2017: regole Inps

I lavoratori che si assentano da lavoro per malattia, sia nel caso di dipendenti pubblici che privati possono essere sottoposti a visita fiscale dall’Inps. Ci sono regole diverse relative a orari e fasce di reperibilità e nell’articolo vedremo caso per caso come cambiano in base alla tipologia di lavoro.

Durante gli orari visite fiscali il lavoratore può essere sottoposto, dopo l’invio del certificato medico all’Inps, a controllo da parte del medico fiscale; infatti le visite di controllo sono fissate soltanto in determinate fasce orarie che obbligano il lavoratore a rimanere a casa, pena l’applicazione di sanzioni, eccetto che nei casi in cui è prevista l’esenzione.

Tra le prime regole in caso di malattia, c’è l’obbligo per il lavoratore dipendente pubblico o privato che si assenta da lavoro per malattia di richiedere il certificato al proprio medico di base, nel quale indicare l’indirizzo presso il quale si rende reperibile per l’eventuale visita fiscale.

L’invio della copia del certificato medico all’Inps è di competenza del proprio medico curante e il lavoratore può richiedere la copia elettronica dello stesso nella propria casella di posta elettronica certificata. Il dipendente, entro due giorni dal verificarsi della malattia, dovrà inviare copia del certificato al datore di lavoro.

Con l’invio del certificato medico vengono avviate dall’Inps le procedure relative alle visite fiscali. Ma quali sono gli orari per i controlli medici, quali le fasce di reperibilità per dipendenti pubblici o privati, quali le sanzioni in caso di assenza dall’indirizzo di residenza e quali sono i casi in cui il lavoratore è esonerato dalle visite fiscali?

Visite fiscali 2017: orari e fasce di reperibilità

Il lavoratore in caso di malattia e presentazione del certificato medico a lavoro potrà essere sottoposto alle visite fiscali ma soltanto in determinati orari e in quelle che sono definite le fasce di reperibilità.

Innanzitutto è opportuno specificare che le regole relative alle visite fiscali 2017 non obbligano il dipendente a rimanere a casa per tutto il giorno ma bisognerà risultare reperibile all’indirizzo indicato nel certificato medico nel caso di controlli per accertare lo stato di malattia.

 

I controlli medici possono infatti essere effettuati in particolari fasce orarie che sono diverse nel caso di dipendenti pubblici e privati.

Fasce di reperibilità dipendenti privati

Gli orari visite fiscali 2017, ovvero le fasce di reperibilità per i dipendenti privati sono:

Lavoratore Settore Privato Fasce di reperibilità (7 gg su 7 compresi weekend e festivi)
Mattina 10:00/12:00
Pomeriggio 17:00/19:00

 

Fasce di reperibilità dipendenti pubblici

Per quanto riguarda invece l’orario delle visite fiscali 2017, per i dipendenti pubblici sono fissate le seguenti fasce di reperibilità:

Lavoratore Settore Pubblico Fasce di reperibilità (7 gg su 7 compresi weekend e festivi)
Mattina 9:00/13:00
Pomeriggio 15:00/18:00

Le fasce di reperibilità dei dipendenti pubblici e quindi gli orari delle visite fiscali riguardano i dipendenti statali, gli insegnanti, i lavoratori della Pubblica Amministrazione, i lavoratori degli Enti locali, i vigili del fuoco, la Polizia di Stato, le Asl, i militari e in generale le forze armate.

 

Per quanto riguarda gli orari delle visite fiscali 2017 insegnanti, la visita medica può essere richiesta dal Dirigente già a partire dal primo giorno soltanto in casi specifici, ovvero per le assenze che si verificano immediatamente dopo o prima dei periodi non lavorativi, ovvero in occasione di pause festive o weekend.

Visite fiscali 2017: sanzioni

Per il lavoratore che si assenta da lavoro in caso di malattia e che non risultasse reperibile presso l’indirizzo indicato nel caso di visita fiscale durante le fasce di reperibilità è prevista l’applicazione di sanzione per assenza ingiustificata.

In caso di assenza e di non reperibilità durante le fasce orarie previste per le visite fiscali, secondo regole diverse per dipendenti pubblici o privati, o nel caso di impossibilità per il medico di accesso o di controllo, al lavoratore viene decurtata una parte dello stipendio.

Le sanzioni per assenza durante gli orari visite fiscali sono le seguenti:

  • 100% della decurtazione della retribuzione per i primi 10 giorni di patologia;
  • 50% per le successive giornate.

I lavoratori assenti dall’indirizzo indicato per le visite fiscali possono comunque presentare, entro 15 giorni dalla notificata sanzione, una giustificazione valida per l’assenza immotivata.

 Infatti, nonostante sia stabilito l’obbligo di reperibilità per il lavoratore nelle fasce orarie precedentemente indicate, sono previsti alcuni casi di esenzione. Vediamo quali.

Visite fiscali 2017: esenzioni

Le regole Inps sulle visite fiscali 2017 prevedono casi di esenzione dall’obbligo di reperibilità. In alcuni casi, al lavoratore è concesso allontanarsi da casa anche durante le fasce di reperibilità.

L’assenza deve però essere comunicata al datore di lavoro, giustificata e non deve compromettere lo stato di salute e la guarigione del lavoratore.

Per i dipendenti del settore pubblico o privato sono previste esenzioni dalle visite fiscali nei seguenti casi:

  • assenza dovuta a forza maggiore;
  • situazioni che hanno reso necessaria l’immediata presenza del lavoratore altrove;
  • visite, prestazioni e accertamenti specialistici contemporanei alla visita fiscale.

Alcuni esempi, confermati da prassi e giurisprudenza, di giustificata assenza dal proprio domicilio durante le fasce di reperibilità per le visite fiscali 2016/2017 sono:

  • visite mediche presso il proprio medito curante, quando risulti impossibile effettuarle fuori dalle fasce di reperibilità;
  • necessità di iniezioni per trattamenti legati alla causa di presentazione del certificato medico a lavoro;
  • ritiro di radiografie collegate al certificato medico;
  • cure dentistiche urgenti;
  • necessità di recarsi in farmacia.

Ma in base alla legge è possibile assentarsi da casa dopo aver presentato il certificato medico anche in casi non strettamente legati alla malattia:

  • attività di volontariato che non pregiudichino lo stato di salute indicato nel certificato medico presentato a lavoro;
  • visita a parenti in ospedale, se l’orario di visita coincide con le fasce di reperibilità per le visite fiscali.

In casi di gravi patologie è previsto l’esonero dalle visite fiscali per chi presenta certificato medico di lavoro. Sarà il medico di fiducia del lavoratore a stabilire l’esonero, indicando nel certificato medico di lavoro il codice E.

Visite fiscali 2016/2017, circolare INPS 95 del 2016 con tutte le regole:

PDF - 240.6 Kb
Visite fiscali 2016 e 2017: circolare INPS 95/2016 con le regole attualmente previste
Clicca sull’icona per eseguire il download della circolare INPS 95/2016 contenente le regole attualmente previste per le visite fiscali 2016 e 2017. Sarà cura della redazione di Informazionefiscale.it tenerti aggiornato su eventuali modifiche e/o aggiornamenti delle regole attualmente previste in materia di visite fiscali INPS 2016 e 2017.

redazione/adnkronos/informazionefiscale

Qualche idea per Renzi da mettere nell’Europa di Macron (Eugenio SCALFARI)

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EDITORIALE – NEL nostro mondo attuale ci sono due centri operativi che poco hanno a che fare col passato prossimo. Forse qualche rapporto con quello remoto, ma questo tuttalpiù è storia, non analisi politica.

Di questi due centri uno è negativo e fa capo a Donald Trump; riguarda il mondo intero perché Trump è il presidente degli Stati Uniti d’America che sono ancora il più grande impero politico e militare dell’intero pianeta, anche dal punto di vista dell’economia con il dollaro che consente e facilita gli scambi mondiali.

L’altro centro, questo positivo, ci conduce ad Emmanuel Macron, presidente della Francia da pochi giorni ma già operativo con stupefacente velocità e con conseguenze largamente positive per la Francia ma anche in generale per l’Europa.

Noi italiani registriamo gli effetti negativi del primo e quelli positivi del secondo e cerchiamo (dovremmo cercare) di limitare le conseguenze negative di Trump e di utilizzare quelle positive di Macron.

Paolo Gentiloni, capo del governo in carica, oltre ad essere preso dai problemi interni riguardanti il lavoro, i ceti più poveri e derelitti, le zone economiche devastate dai terremoti, il Mezzogiorno, i populismi di vario genere, si occupa anche di conoscere e farsi conoscere dai vari capi di governo in Europa e nel mondo, ha già incontrato Merkel, Macron, Trump, Putin, i capi delle istituzioni europee, il rais egiziano, la leader dell’Inghilterra, i leader cinesi e insomma mezzo mondo.

Occorre ricordare che Gentiloni ha dimostrato di essere un lavoratore indefesso. Il suo governo da questo punto di vista è uno dei migliori che l’Italia abbia avuto dopo quello di Prodi del 1996. Purtroppo l’Italia che Gentiloni sta governando da pochi mesi è ancora pervasa dalle conseguenze della lunga crisi economica iniziata nel 2006 e tuttora in corso visto che si è trattato d’un disastro economico altrettanto grave come quello americano e poi europeo entrato ormai nella storia e iniziato nel 1929. Non bastano certo pochi mesi per uscire da quella situazione anche se alcuni rimedi e riforme furono effettuati dai governi di Monti, di Enrico Letta e poi da Renzi prima della sconfitta referendaria del 4 dicembre dell’anno scorso. Gentiloni potrà fare molto di più se gli verrà assicurata, come si spera, la continuità del suo operato fino alla fine della legislatura nel 2018.

Non dimentichiamo che uno dei punti della massima importanza che il governo italiano dovrà risolvere al più presto riguarda il contenimento dell’immigrazione. A questo proposito ci risulta che ci siano stati effetti positivi nell’incontro tra Gentiloni e Trump per quanto riguarda l’eventuale dislocazione di un contingente militare italiano nei Paesi del Centro Africa da dove proviene gran parte dell’immigrazione. Naturalmente Trump si guarda bene da assumere impegni di tipo militare che non sarebbero comunque consoni alla posizione americana verso l’Africa, ma sembra abbia prospettato la possibilità di aiutare lo sforzo italo-europeo con investimenti che finanzino almeno in parte quell’operazione.

E veniamo all’Europa dopo la vittoria di Macron.
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Il primo effetto, che oltre alla Francia riguarda anche noi, è stata la secca sconfitta di Le Pen; una sconfitta bruciante che equivale ad un 3 a 0 di un confronto calcistico. Lei aveva detto che in questo caso avrebbe abbandonato la politica lasciando il suo partito nelle mani di sua nipote. Come si vede si tratta di un partito di tipo monarchico dove le successioni vengono stabilite attraverso le parentele, ma la nipote non ha accettato ed è lei che se n’è andata a fare la bella vita al di fuori della politica. Le Pen non pare che ne sia stata particolarmente addolorata, anzi vuole riprendere il suo lavoro politico e cambiare profondamente il partito che è stato sconfitto. Quale tipo di cambiamento voglia fare è assolutamente ignoto e praticamente difficile da prevedere. Ce lo diranno i fatti.

Nel frattempo Macron ha nominato il primo ministro del suo governo nella persona di Philippe che proviene dalla destra francese. La scelta degli altri ministri, avvenuta d’accordo con Philippe, ha seguito alcune linee molto chiare. I problemi dell’economia sono stati affidati a ministri esperti di quelle materie o addirittura operativi in privato e quindi provenienti da fondi di investimento, banche, imprese industriali e capacità finanziarie.
Affidata l’economia francese alla destra liberal- liberista, Macron ha affrontato il problema dei poveri e degli esclusi ed anche lì ha fatto delle ragionevoli scelte utilizzando la cultura social-riformista di persone esperte di questa materia e della cultura sociale che l’accompagna, e quindi educatori, insegnanti delle Scuole dello Stato e insegnanti di varie e prestigiose università. Poi c’erano da designare i candidati del movimento di Macron per le future elezioni parlamentari ed anche lì si è fatta varia cernita delle provenienze politiche, ideologiche, culturali dei vari prescelti. Macron si augura di ottenere un’ampia maggioranza e probabilmente sarà così.

Nel frattempo però, oltre che a mettere in moto problemi che riguardano la governance macroniana, il nuovo personaggio europeo doveva occuparsi immediatamente di ricostruire quello che è stato per molti anni il motore dell’Unione: il tacito ma ben noto accordo franco-tedesco che di fatto guida la politica europea per quel tanto che essa è concentrata nelle istituzioni dell’Unione ed anche ben presente nelle aule parlamentari. Merkel ha accolto la visita di Macron e la ricostruzione del tandem tra le due nazioni più importanti del nostro continente, per la storia e per l’attuale potere di ciascuna delle due. Naturalmente quello della Germania è, almeno dal punto di vista economico, ben più elevato di quello della Francia, ma in ogni caso una Germania isolata non può far molto e quindi il tandem è stato ricostituito immediatamente e ne sentiremo le ripercussioni al più presto. Non possono che essere positive per Paesi come l’Italia perché, a parte l’europeismo sperabilmente sincero ed intenso di Macron, la Francia chiede ed anzi finirà con l’imporre la politica di crescita economica. Del resto Merkel è disposta a consentire la crescita, ne ha parlato varie volte anche col suo ministro delle Finanze il quale mette qualche limite ma non si oppone purché sia una crescita ben diretta e in proporzioni accettabili, ferme restando comunque le regole della Commissione di Bruxelles.

Naturalmente il motore franco-tedesco serve ma ha poco a che vedere con un europeismo che voglia arrivare in un tempo relativamente breve al rafforzamento dell’Unione europea, ad una diminuzione graduale del sovranismo dei 27 Paesi ed alla formazione di istituzioni che puntano agli Stati uniti d’Europa. La prima riguarda la politica dell’immigrazione, la seconda l’istituzione di un unico ministro delle Finanze dell’eurozona di cui si parla da tempo e sembra essere stato finalmente accettato ma le cui pratiche fondative non sono ancora pronte; la terza è la fondazione di una Fbi e di un ministro dell’Interno europeo che coordini tutto ciò che riguarda problemi dell’ordine pubblico connessi ancora una volta con le periferie dei singoli Stati e il trattamento delle accoglienze ai rifugiati.

Infine c’è un tema che Renzi a suo tempo sollevò e che dovrebbe riprendere proprio adesso dopo la vittoria di Macron. È l’idea di un referendum popolare di tutti i cittadini europei indipendentemente dalle nazioni cui appartengono per la scelta di un Presidente che non sia un semplice portavoce dei 27 Stati confederati. La sua elezione dovrebbe essere accompagnata da quella di un gruppo di una settantina di membri di una costituente che abbia il compito di presentare entro un paio d’anni una nuova Costituzione che diventi la fondazione ufficiale dello Stato Europa.

Personalmente non so se questa idea piacerà a Macron ma Renzi l’ha lanciata, se ne faccia dunque non voglio dire un’arma ma uno strumento che lo distingua e dia all’Italia una funzione conducente che può provocare dissensi ma certamente va nella strada dell’europeismo di cui Macron ha fatto la sua bandiera e che non può certo rifiutarsi di esaminare positivamente.

Di questioni in ballo, come si vede, ce ne sono già molte e per quanto ci riguarda le abbiamo più volte indicate. Ora, dopo la vittoria di Macron, tutte hanno acquistato una attualità che in qualche modo si era perduta. Per quanto riguarda l’Italia ed anche l’Europa abbiamo due nomi che possono contare molto in questa dinamica europeista. Non parliamo di Gentiloni perché di lui abbiamo già detto e riconfermiamo che il suo buon governo deve poter durare per tutta la legislatura affinché abbia il tempo di fare quel che può e deve fare. Gli altri nomi sono Renzi e Draghi. Secondo me il secondo è ancora più importante del primo, sebbene lavori in un ambito molto specifico anche se fondamentale per quanto riguarda l’economia, anzi la politica economica e monetaria di tutta l’Europa che ha adottato la moneta unica. La prima questione che dobbiamo tener ben presente è che un’Europa federale, quando si realizzerà e nella speranza che prima o poi questo avvenga, non può che avere un’unica moneta. Attualmente 19 sono i Paesi dell’euro e 8 sono i Paesi che hanno la propria moneta. È evidente che in uno Stato federale non esiste altro che una moneta e perciò gli 8 se vogliono restare nell’Unione debbono accettare l’euro altrimenti resteranno fuori anche se legati all’Unione da patti di libero scambio e di unità bancaria e potranno, se vorranno, optare anche in un secondo tempo per la moneta dell’euro. Questo tema dobbiamo però averlo ben presente perché sarebbe assurdo pensare che la Virginia ha una moneta, la California un’altra e la Florida un’altra ancora e così via, tante monete diverse in uno Stato come quello americano? È evidente. Su questo bisogna lavorare e Draghi lo sa molto bene. Infatti ormai parla quasi sempre in chiave europeista. C’è solo un punto che ci permettiamo di raccomandargli: la sua politica monetaria espansiva terminerà con tutta probabilità l’anno venturo ma per quanto riguarda l’Italia gli suggeriamo molta attenzione: la diminuzione del sostegno monetario la faccia anche per noi naturalmente ma con la necessaria gradualità perché l’Italia è ancora economicamente molto fragile e sarà bene tenerne conto gradualizzando quel minore sostegno monetario che è nell’ordine dei fatti.

Infine ancora una parola per quanto riguarda Renzi e la legge elettorale. Tutti i progetti fin qui apparsi dalle varie forze politiche, Partito democratico compreso, mi sembrano incongruenti e comunque su quella base non si arriverà a nessun accordo. Ho più volte ricordato quale fu la storia elettorale della Democrazia cristiana. Durò quarant’anni e fu basata esclusivamente sulla proporzionale ma anche sulle alleanze, queste alleanze spesso venivano effettuate con la presentazione di liste di coalizione specie quando i partiti con i quali si alleava erano abbastanza forti da non aver bisogno di liste comuni.

La situazione attuale italiana è tripolare: una destra, un centrosinistra e il Movimento 5 Stelle che non può allearsi con nessuno, in parte perché non lo vuole ma soprattutto perché se si alleasse il primo risultato sarebbe quello di sfasciarsi. Per gli altri due però non vale questo problema e quindi Berlusconi ha come alleati naturali Salvini e Meloni e Renzi ha come alleati naturali la sinistra democratica che è uscita dal partito e si raccoglie, almeno in parte, attorno a Pisapia. Un’alleanza con Pisapia sarebbe estremamente opportuna ma non l’inclusione in un’unica lista bensì la coalizione tra le due liste che incoraggerebbe di molto una sinistra popolare che ancora vive nell’astensione e nell’incertezza. Avrebbe probabilmente un risultato molto importante. Così pure lo avrebbe (e sarebbe perfettamente compatibile con l’alleanza a sinistra) un’alleanza al centro con un movimento come quello di Parisi, un partito come quello di Alfano, e molti altri centristi che stanno sia alla Camera che in Senato. Dopo di che un impianto del genere consente un proporzionale senza sbavature e una probabilità notevole di vittoria per quanto riguarda il Pd visto che Grillo non può allearsi con nessuno e Berlusconi dovrebbe digerire un osso duro come quello di Salvini che, specie dopo la disfatta di Le Pen, finisce a ridosso di Putin. Vi sembra possibile un Berlusconi alleato con l’alleato di Putin? Sarebbe lo sfascio di Forza Italia.

Renzi si dia dunque da fare, di lavoro ne ha un bel po’ e speriamo che ci metta la forza e l’entusiasmo necessari. Nel mio precedente intervento la settimana scorsa gli avevo anche indicato alcuni “cavalli di razza” che avrebbero dato al partito una visibilità culturale di primissimo ordine. Avevo fatto anche alcuni nomi e non desidero ripeterli ma Renzi sa benissimo quali sono. Se riesce a non cedere al suo caratteraccio di capobastone, tenga conto che quei nomi avrebbero un effetto estremamente interessante sulla pubblica opinione ancora in gran parte indecisa tra il voto e l’astensione. E buona fatica per chi se la merita.

 /repubblica

Secondo turno dei Playoff di Lega Pro. Queste le parole di Davide Narduzzo (VIDEO)

Secondo turno dei Playoff di Lega Pro. Queste parole di Davide Narduzzo

Complimenti per l’ottima prestazione e per le grandi parate

Grazie, sono molto contento di aver giocato perché il mister me l’ha comunicato solo un ora prima della partita, inoltre sono davvero felice per l’ottimo risultato conquistato

Si avverte l’inerzia del doppio confronto ?

Noi andiamo lì per fare la partita e giocarci le nostre carte

Vi aspettavate una Juve Stabia così ?

Si una Juve Stabia molto forte che ci ha messo in difficoltà, ma siamo stati bravi anche noi riuscendo a fare due gol.

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Secondo turno dei Playoff di Lega Pro: le parole di mister Leonardo Menichini (VIDEO)

Secondo turno dei Playoff di Lega Pro dove si affrontano al MAPEI STADIUM di Reggio Emilia Reggiana e Juve Stabia, dopo l’iniziale vantaggio della formazione stabiese la partita termina con il risultato di 2 a 1 a favore della squadra di casa che a causa di molte ingenuità della formazione stabiese riesce a conquistare la vittoria

Queste le parole di mister Leonardo Menichini

Mister Menichini 2 a 1 il risultato finale, ora è la Reggiana ad essere in vantaggio per la partita di ritorno

Si è un piccolo vantaggio anche se giocate a Castellammare è molto difficile è un campo che conosco bene e dovremmo prepararci al meglio per affrontare una grande squadra

Ha iniziato meglio la Juve Stabia oggi poi cosa è cambiato nei suoi ragazzi ?

La Juve Stabia è partita molto forte poi il secondo tempo siamo passati al 433 e direi che siamo andati molto meglio

Una vittoria del genere può dare entusiasmo alla sua squadra?

Saranno 90 minuti difficili ma il risultato di oggi ci da grande fiducia

Potrà essere una difficoltà il sintetico del Menti ?

Credo sia il problema minore in quanto dobbiamo affrontare una squadra molto forte ma soprattutto con una grande tifoseria.

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Reggiana – Juve Stabia, le pagelle

Esce sconfitta 2-1 la Juve Stabia dal match d’andata del secondo turno play off contro la Reggiana. Al Mapei Stadium le vespe vengono illuse dal gol di Mastalli in apertura, prima del ribaltone granata firmato Cesarini e l’ex Ghiringhelli.

Ecco le pagelle delle vespe:

RUSSO 6.5: Ci mette una pezza quando può. Sul rigore intuisce ma non riesce a parare. Non può nulla sul secondo gol.

CANCELLOTTI 4.5: Gara negativa per lui. Sbaglia tanto e causa il rigore per la Reggiana. Ammonito, salterà la gara di ritorno per squalifica.

MORERO 7: Solido. L’unico positivo della retroguardia stabiese in una serata che poteva essere trionfale ma che è diventata da incubo.

CAMIGLIANO 6.5: Stesso discorso fatto per Morero, bene la coppia centrale difensiva.

LIVIERO 5.5: Se i centrali hanno fatto bene, i terzini hanno steccato la gara. Avrà modo di rifarsi.

MATUTE 6: Ottimo, come al solito, il lavoro in fase di copertura e di recupero palloni.

CAPODAGLIO 5.5: Così così la sua partita. Sbaglia tanti palloni, una rarità per lui.

MASTALLI 6.5: Oltre al gol, fa tanto movimento e cerca di rendersi pericoloso in fase offensiva. Aiuta come può la retroguardia in fase di non possesso.

LISI 6.5: Tanta corsa, come spesso ci ha abituati nell’ultimo periodo. Attualmente è uno degli uomini più pericolosi della sua squadra. La sua velocità potrà essere decisiva nel match di ritorno.

RIPA 5: Inizia abbastanza bene ma poi cala nel corso del tempo. I centrali avversari lo chiudono nella loro morsa e lui si eclissa. Al Menti servirà il miglior Ripa per rimontare il risultato.

CUTOLO 6: Prova qualche spunto interessante ma non concretizza. La maggior parte dei palloni pericolosi partono dai suoi piedi.

PAPONI: SV

IZZILLO: SV

MAROTTA : SV

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Il Podio Gialloblù di Reggiana – Juve Stabia 2 – 1

Il primo round del play off tra Reggiana e Juve Stabia va agli emiliani che, grazie alle reti di Cesarini e Ghiringhelli, rispondono al vantaggio iniziale di Mastalli

PODIO

Medaglia d’oro: ad Alessandro Mastalli, che festeggia con un gol pesante il premio come miglior giovane della Lega Pro. Buona la prova del centrocampista scuola Milan, che dopo un quarto d’ora porta in vantaggio le Vespe sfruttando un triangolo fortunoso con Ripa e Cutolo: la conclusione murata proprio di Cutolo diventa un assist perfetto per Mastalli, bravo ad anticipare anche Ripa pur di insaccare in rete. Il numero 24 mette in campo tanta corsa e dinamismo, calando alla distanza ma offrendo comunque una prestazione solida e concreta; nella ripresa è sempre Mastalli ad andare vicino al secondo gol personale, ma Narduzzo gli chiude bene lo specchio della porta in uscita.

Medaglia d’argento: a Francesco Lisi, tutto cuore, grinta e polmoni al servizio della squadra. Solita partita gagliarda per l’esterno ex Rimini, che soprattutto nella prima mezz’ora di gioco è una spina nel fianco per la difesa della Reggiana. Sgroppate a ripetizioni per il numero 23 stabiese, che si divide bene tra i doveri difensivi e quelli invece di spinta; emblematica nella gara di Lisi è la copertura difensiva con cui l’esterno, a tempo quasi scaduto, abbandona la sua posizione per affiancare Liviero in netta difficoltà. Alla luce della squalifica di Cancellotti, per Lisi mercoledì potrebbero aprirsi le porte del ruolo di terzino destro,  in cui il romano ha sempre fatto bene.

Medaglia di bronzo: a Mario Marotta, che con il suo ingresso dà tanta vivacità alle Vespe. Ancora panchina per Marotta, che viene mandato in campo solo a dieci minuti dal termine della gara al posto di Cutolo; l’ex Frattese si rivela subito propositivo facendo soffrire non poco l’ex gialloblù Contessa. In poco meno di dieci minuti sono almeno tre le volte in cui Marotta va sul fondo, offrendo traversoni ai compagni; il numero 10 sfiora poi l’eurogol con una giocata sontuosa: le finte dell’esterno disorientano Contessa ma il mancino a giro esce di pochissimo, illudendo soltanto i tifosi stabiesi. Calciatore concreto, essenziale, da cui ripartire.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Tommaso Cancellotti, ed al suo ingenuo fallo da rigore. Il terzino destro gialloblù si rende protagonista di quello che è forse il suo primo errore in tutta la stagione ma che costa molto caro alla Juve Stabia. L’entrata di Cancellotti su Cesarini più che ingenua è vistosa e costringe il direttore di gara a decretare un penalty netto; oltre al danno la beffa per il numero 2 gialloblù, che nel tentativo di giustificarsi, sfiora l’arbitro che, con eccessiva severità, lo ammonisce. Cartellino giallo pesante per Cancellotti, diffidato, che sarà costretto a saltare la gara di ritorno di mercoledì. L’errore condiziona un po’ la gara di Cancellotti, che nella ripresa è meno intraprendente del solito nel proporsi al cross.

Medaglia d’argento: a Matteo Liviero, goffo ed in ritardo in occasione della rete di Ghiringhelli. Prestazione priva di personalità per il terzino sinistro della Juve Stabia, che si fa vedere pochissimo in avanti e che in difesa non offre la giusta copertura. Passi la pochezza offensiva, che in alcune partite ci può stare, ma l’errore di Liviero sulla seconda rete della Reggiana è da matita blu: il cross di Carlini è indirizzato proprio a Liviero più che a Ghiringhelli; il numero 3 gialloblù, però, liscia o sfiora il pallone quanto basta per allungarlo a Ghiringhelli, che può trafiggere Russo da posizione ultra favorevole. Errori del genere, per un calciatore con le qualità di Liviero, non possono che essere dettati da carenze di personalità ed attenzione, elementi non nuovi nelle prove dell’ex Lecce.

Medaglia di bronzo: ad Aniello Cutolo, che gioca ad intermittenza. Prestazione a fiammate quella dell’esterno ex Entella che, pur giocando con vivacità, ancora non convince pienamente. Spiccano nella prestazione di Cutolo alcuni cross non precisi, pur se comodi, le solite giocate fatte di eccessiva testardaggine e poco senso di squadra e, soprattutto, la punizione dai 20 metri della seconda frazione di gioco. Il calcio piazzato, va detto, da lui stesso conquistato, rappresenta l’occasione più grande della ripresa per la Juve Stabia, ma Cutolo spara la palla quasi in tribuna, senza nemmeno incappare in una deviazione della barriera. A gennaio Cutolo è stato preso per fare una cosa: la differenza; le partite in cui fare la differenza sono arrivate e non ci sono mezze misure, o la si fa o no.

Raffaele Izzo

Albiol a Kiss Kiss: “Siamo scesi in campo per vincere. Il nostro è un gruppo unito”

Raul Albiol ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato:

“Siamo scesi in campo per portare a casa la vittoria. Viviamo un buon momento, abbiamo fatto una grande gara contro un avversario che palleggia bene. Contenti per la prestazione, alla fine è un risultato giusto. Abbiamo battuto il record di punti e possiamo crescere ancora. Dobbiamo pensare di poter migliorare, l’anno prossimo potrebbe arrivare qualcosa di buono. Il nostro è un gruppo unito, questo è importante per continuare”.

Sarri: “Campionato strepitoso, senza errori. Mertens stagione straordinaria, oltre le mie previsioni”

Sarri: “Campionato strepitoso, senza errori. Mertens stagione straordinaria, oltre le mie previsioni”

Ai microfoni di Premium Sport, è intervenuto Maurizio Sarri, tecnico del Napoli, il quale ha dichiarato: “Abbiamo fatto un campionato strepitoso, non abbiamo commesso alcun errore. Con 83 punti, ci si vinceva il campionato. Quello che abbiamo fatto è motivo d’orgoglio. E’ evidente anche per la nostra gente, che è contenta per quello che abbiamo fatto. Merito dei ragazzi, che oggi hanno fatto una partita di grande determinazione, nonostante il rischio di mollare. Noi dobbiamo pensare a noi stessi, abbiamo la sensazione di essere vicini, abbiamo un sogno, e il sogno deve rimanere il nostro e del nostri tifosi. La squadra ha fatto più punti dell’anno scorso in una stagione difficile, guardarsi all’infortunio di Milik. Abbiamo fatto la Champions, poi, che è diversa dall’Europa League. Cosa manca? Abbiamo fatto il record di punti, cosa dovrebbe mancare? Il nostro pubblico è stato straordinario in una partita di fine stagione, e in cui c’erano 0 possibilità di agganciare la Roma. E’ un pubblico straordinario non solo nei momenti positivi. Sono sempre grato a questi tifosi e alla città. La Fiorentina è una squadra che ti toglie palleggio, e noi soffriamo. Era una partita che temevo tanto. Dopo 7-8 minuti abbiamo avuto la fortuna di passare in vantaggio. Fino a quando abbiamo avuto la forza di fare pressione, abbiamo creato grandi difficoltà. Al di là del risultato, la Fiorentina ha fatto una buona partita. Ci hanno fatto sbagliare più del solito, ho visto una squadra che quando si distende è pericolosa. Noi abbiamo fatto bene, ma anche la Fiorentina ha fatto bene. Mertens? Avevo parlato con lui, non è che possono privilegiare un obiettivo individuale ai nostri collettivi. Mertens ha fatto 27 gol in campionato, e fino ad ottobre non faceva il centravanti. Ha fatto una stagione eccezionale, ma mi sembrava giusto dare un opportunità a Pavoletti. Mertens davanti ad Higuain? Glielo dissi, avrebbe potuto fare 20 gol benissimo, ma è andato oltre le mie previsioni”. 

Adani a Sky: “Tutto il mondo osserva il calcio di Sarri, certe azioni prima si vedevano solo al Camp Nou”

Daniele Adani, ex difensore ed attuale opinionista Sky, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di Sky Calcio Show:

“La scorsa stagione ho commentato l’ultima gara al San Paolo del Napoli. Ho visto la gente celebrare un solo giocatore, ora lo stadio celebra un gruppo intero. Tutto il mondo osserva il calcio di Sarri, persino in Sud America lo studiano. Il Napoli gioca come il Barcellona, l’ultima azione la si osserva al Camp Nou. Questo Napoli è attrazione pura”.

Ssc Napoli: “Gli azzurri battono la Fiorentina e scavalcano il record di punti in campionato della storia del club”

Napoli-fiorentina termina sul 4 a 1, questo il commento della società sul proprio sito ufficiale:

“Il Napoli supera se stesso. Gli azzurri battono la Fiorentina e scavalcano il record di punti in campionato della nostra storia: 83. L’anno passato il primato fu di 82 e c’è ancora una partita per migliorarlo. Mertens infila il 27esimo gol in Serie A ed il 33esimo stagionale, Insigne segna la sua 17esima rete in campionato e la 19esima stagionale, Koulibaly apre la serata segnando il suo secondo gol quest’anno. In tutto fa poker alla Viola e quota 111 reti in stagione. E’ una festa di gol continua, irrefrenabile, che legittima il lungo applauso del San Paolo che saluta i suoi Guerrieri come in un romanzo, struggente di passione e intriso d’amore. L’ultimo capitolo si scriverà a Genova contro la Sampdoria. E’ comunque vada, sarà nostra la storia. Gol, spettacolo, emozioni, brividi e meravigliose suggestioni. Tutti in piedi, questi sono i nostri Campioni”.

Da sscnapoli.it

Juve Stabia – Mastalli: C’è rammarico per il risultato; servirà grande prova al Menti (VIDEO)

Nella sala stampa del Mapei Stadium ha parlato l’uomo del match in casa Juve Stabia: Alessandro Mastalli

Queste le parole del centrocampista gialloblù:

C’è tanto rammarico perché il risultato poteva essere decisamente diverso, ma abbiamo commesso degli errori. Personalmente il gol fa piacere ma la priorità è il risultato di squadra quindi stasera sono un po’ deluso.

Mi trovo molto bene nel nuovo ruolo affidatomi dal Mister; giocando più vicino alla porta o più modo di fare male all’avversario. Sono stato fortunato a trovarmi la palla proprio sotto porta e sono riuscito a superare Narduzzo.

Ora ci tocca giocare solo per la vittoria e questo obbligo, se ben sfruttato, può essere una grande spinta per noi; giocheremo al Menti, dove l’atmosfera è sempre fantastica, e faremo di tutto per ribaltare il risultato.

Ci crediamo e siamo consapevoli di potercela fare con il sostegno dei nostri tifosi.

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Sousa: “Complimenti al Napoli, una delle squadre più forti che ho incontrato nella mia carriera”

Sousa: “Complimenti al Napoli, una delle squadre più forti che ho incontrato nella mia carriera”

Sousa, tecnico dei viola, al termine di Napoli-Fiorentina, ai microfoni di Premium Sport, ha dichiarato: “Credo che in queste ultime partite Bernardeschi sia cresciuto molto, sono contento. Complimenti al Napoli, sono una squadra fortissima, giocano molto bene e sono motivati. Giocano ad altissime intensità, la mia squadra ha subito. Abbiamo cercato di cambiare nel secondo tempo, di attaccare ed essere più veloci, abbiamo creato, ma anche subito. Gli azzurri giocano molto bene. Il mio pensiero è lavorare in settimana, e finire bene il campionato. Il Napoli ha una capacità individuale, di creazione e possesso molto alta. Come allenatore, gli azzurri sono state una delle squadre più forti che ho affrontato in tutta la mia carriera. Futuro? Spero di continuare questo mestiere. Parlerò di calcio, che è quello che mi piace di più. Il Napoli è una squadra completa in tutti i reparti, ha tanta qualità. Anche a livello difensivo, i due esterni lavorano bene. E’ sempre difficile affrontare questa squadra. Noi abbiamo creato nel secondo tempo, Reina ha fatto buone parate. Per me è importante avere una critica costruttiva. Mi piace il calcio e devo ammettere che mi sono divertito a vedere le partite del Napoli di Sarri. Roma? Io penso solo al prossimo allenamento con la Fiorentina.”

Hamsik a Sky: “Stiamo facendo un grande campionato, sentiamo di meritare il secondo posto”

Marek Hamsik ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport al termine del match:

“Abbiamo fatto un grande partita stasera e un grandissimo campionato in totale. Sarà un peccato arrivare terzi dopo questa grande stagione, sicuramente sentiamo di meritare il secondo posto. Ancora non è finita, vediamo cosa succederà. Oggi c’è stata una grande risposta con una grande vittoria davanti ad un grande pubblico. Dobbiamo pensare al futuro, dobbiamo lavorare su questi risultati per vincere qualcosa il prossimo anno. La società deve essere brava a mantenere questa squadra intatta. Questo gruppo è molto forte e completo. Questa deve essere la base per l’anno prossimo, di sicuro proveremo a vincere lo scudetto”.

Juve Stabia – Carboni: Siamo stati ingenui ma possiamo ribaltare il risultato (VIDEO)

Al termine della gara tra Reggiana e Juve Stabia, il tecnico delle Vespe, Guido Carboni, ha parlato con i nostri inviati presenti al Mapei Stadium

Questa l’analisi della gara dell’allenatore gialloblù:

E’ stata una partita a tratti giocata molto bene; dispiace per un risultato che ci penalizza oltre i nostri effettivi demeriti. Sapevamo che sarebbe stata dura, anche perché siamo in un momento dove tanti giocatori importanti non sono al top; dobbiamo prepararci alla battaglia di mercoledì perché ci sarà di combattere.

Siamo stati ingenui a subire un rigore da polli e da lì abbiamo perso certezze quando la partita era nelle nostre mani. La gara è diventata difficile e l’inerzia è passata alla Reggiana ed abbiamo preso poi il secondo gol in modo balordo. Avremmo dovuto e potuto gestire meglio la gara.
I cambi sono stati condizionati dalle condizioni fisiche della squadra; avevo tanti calciatori stanchi quindi ho dovuto valutare bene chi poteva farcela a restare in campo e chi invece proprio non ne aveva più. Mercoledì avremo fuori Cancellotti per squalifica e Liviero e Ripa non al meglio e da recuperare quanto prima.

Non credo che la partita sia stata persa sugli esterni, quanto piuttosto in mezzo; ci siamo abbassati troppo a centrocampo, lasciando troppo spazio a Genevier ed agli altri centrocampisti emiliani. In più Ripa ha avuto un paio di palloni per pareggiare la gara, quindi la prestazione non è da buttare.

Non dobbiamo lasciarci abbattere e pensare a come ribaltare il risultato perché abbiamo tutte le carte in regola per farlo.
Ringrazio i tifosi giunti fin qui, sono stati degli eroi ad affrontare una trasferta così lunga e spero che mercoledì al Menti possa esserci una bolgia

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JUVESTABIA – NEWS

Juve Stabia – Mastalli: C’è rammarico per il risultato; servirà una grande prova al Menti

Nella sala stampa del Mapei Stadium ha parlato l’uomo del match in casa Juve Stabia: Alessandro Mastalli Queste le parole del centrocampista gialloblù:…

Hamsik: “Insieme per vincere qualcosa, guardiamo al futuro”

Hamsik: “Insieme per vincere qualcosa, guardiamo al futuro”

Ai microfoni di Premium Sport, al termine di Napoli-Fiorentina, è intervenuto Marek Hamsik, il quale ha dichiarato: “Stagione positiva. Lo stadio è straordinario. Peccato per la classifica, meritavano qualcosa di più. Abbiamo perso qualche punto che non dovevamo perdere, ma stiamo costruendo un grande futuro. Non vediamo l’ora di iniziare una nuova stagione e vincere qualcosa. Al Napoli non manca nulla per lo scudetto. Guardando la squadra, siamo completi. Siamo tutti compatti insieme per vincere qualcosa, ed è importante che rimangano i più forti, per vincere qualcosa. La speranza per il secondo posto c’è, non dobbiamo farlo. Abbiamo fatto record dei punti della storia del club, ma il campionato ancora non è finito”. 

FOTO CLASSIFICA – Il Napoli risponde alla Roma, il secondo posto si decide all’ultima giornata

Il Napoli abbatte le Fiorentina con un sonoro 4-1. Gli azzurri ritornano a meno uno dalla Roma in classifica che aveva battuto il Chievo per 5-3 alle 18:00. Corsa al secondo posto ancora aperta, si deciderà tutto all’ultima di campionato.

 

Playoff 2017 Reggiana vs Juve Stabia: Le Vespe escono sconfitte con il minimo scarto dal Mapei Stadium

Gara di andata del secondo turno dei play off di Lega Pro 2016-2017 tra la Reggiana e la Juve Stabia.

In questo secondo turno la formula prevede gare di andata e ritorno al termine della quale in caso di parità di reti (non valgono doppio i gol in trasferta n.d.a) si qualifica alle Final Eight la miglior classificata al termine della stagione regolare. Le Vespe possono sfruttare questa eventualità perché hanno chiuso la stagione regolare al quarto posto che le permette tra l’altro di disputare la gara di ritorno in casa.

Nella Juve Stabia assenti Allievi e Kanoutè, mentre nella Reggiana Rozzio, mentre Perilli non al meglio si accomoda in panchina.

Entrambe le formazioni hanno avuto una netta flessione in questo 2017 anche se è arrivata la qualificazione ai play off per entrambe.

Nella Juve Stabia ex di serata è Giron, mentre nella Reggiana ci sono Contess, Ghiringhelli e Genevier.

Serata molto fresca con una temperatura tipicamente autunnale e un leggero vento che non infastidisce i calciatori. Terrena in erba naturale in perfette condizioni.

Juve Stabia 4 – 3 – 3 : Russo, Cancellotti, Morero, Camigliano, Liviero, Mastalli, Capodaglio Matute, Lisi Ripa, Cutolo.

A disposizione: Bacci, Tabaglio, Santacroce, Atanasov, Marotta, Manari, Giron, Izzillo, Salvi, Esposito, Rosafio, Paponi.

Allenatore: Guido Carboni.

Reggiana 4-4- 2: Narduzzo, Sapnò, Trevisan, Sabotic, Contessa, Ghiringhelli, Bovo, Genevier, Carlini, Guidone, Cesarini.

A disposizione: Perilli, Sbaffo, Maltese, Marchi, Riverola, Lombardo, Calvano, Panizzi.

Allenatore: Leonardo Menichini

Arbitro: Pierantonio Perotti di Legnano

Assistenti: Lombardi di Brescia e Trinchieri di Milano

Ammoniti: Cancellotti, Capodaglio (JS) Spanò, Narduzzo (RE)

Marcatori: 15’ Mastalli (JS), 34’ Cesarini (RE) 58’ Ghiringhelli (RE)

Inizia il primo tempo.

Al 1’ la Juve Stabia va vicina al vantaggio con Cutolo che crossa in mezzo e Trevisan nel tentativo di liberare per poco non la mette nella propria rete con la palla che colpisce il palo.

Al 2’ ancora Juve Stabia con Ripa che non riesce a schiacciare di testa il pallone in piena area di rigore.

La Juve Stabia sembra più in palla mentre la Reggiana soffre l’aggressività degli uomini di Carboni che non vogliono fare calcoli e cercano di chiudere la doppia contesa già in questa partita d’andata.

GOOOOLLLLL JUVE STABIA: Al 15’ le vespe passano in vantaggio con Mastalli che dopo una serie di contrasti in cui Cutolo, Lisi e Ripa contendono la palla agli avversari, arriva come un treno e infila la palla sotto le gambe del portiere avversario, per la gioia dei 500 stabiesi presenti al Mapei Stadium.

Al 18’ la Reggiana va vicina al pareggio con l’ex Contessa che nel tentativo di mettere la palla in mezzo, non è preciso ma la palla assume un traiettoria strana e si stampa sul palo.

Al 27’ Azione della Reggiana: Sugli sviluppi di una punizione di Genevier la palla arriva a Carlini che colpisce di testa ma Russo è bravo a deviare la palla in angolo.

31’ ancora Reggiana con una bellissima triangolazione che libera Carlini in area ma Russo scegli ottimamente l’intervento e soffia la palla all’avversario.

33’ rigore per la Reggiana con Cancellotti che segue Cesarini in area che però è bravo a nascondergli la palla. Il terzino della Juve Stabia commette fallo in area. L’arbitro decreta la massima punizione e l’ammonizione per Cancellotti che diffidato salterà il ritorno.

34’ Sul dischetto va lo stesso Cesarini che realizza la rete del pareggio.

46’ La Reggiana parte in contropiede con la palla che arriva a Guidone che defilato sulla sinistra non può essere pericoloso e Russo blocca la palla.

Dopo un minuto di recupero termina il primo tempo con il risultato di parità. Meglio la Juve Stabia nella prima metà del primo tempo, meglio la Reggiana nella seconda metà.

Inizia il secondo tempo con gli stessi uomini in campo.

Al 54’ Capodaglio trattiene Cesarini in maniera plateale e si guadagna l’ammonizione.

Partita in questa seconda frazione di gioco molto veloce con belle giocate a centrocampo

Al 58’ Reggiana in vantaggio con l’ex Ghiringhelli che su cross di Carlini si apposta sul secondo palo e a porta  praticamente vuota indisturbato batte l’incolpevole Russo. Nell’occasione grave errore di Liviero che non chiude su Ghiringhelli.

64’ La Juve Stabia va vicina al pari: sugli sviluppi di una punizione battuta da Liviero, Narduzzo nel tentativo di liberare di pugno la propria area serve Ripa che di testa non riesce ad indirizzare la palla in rete.

66’ Ghiringhelli scende sulla fascia e crossa rasoterra per Carlini dalla parte opposta, ma è bravo Cancellotti ad anticipare l’attaccante della Reggiana.

69’ Ammonito Sapnò per fallo su Cutolo al limite dell’area. Sulla palla va lo stesso Cutolo che spedisce la stessa in curva.

72’ La Reggiana sostituisce Guidone con Marchi

83’ Per la Reggiana entra Sbaffo ed esce Cesarini mentre nella Juve Stabia Marotta prende il posto di Cutolo mentre Izzillo quello di Capodaglio.

86’ La Juve Stabia sostituisce Mastalli con Paponi. Matute da fuori area prova la via della rete ma il suo bellissimo tiro viene smorzato dai difensori avversari.

88’ Ammonito Narduzzo per perdita di tempo.

90’ Lancio lungo per Marotta che mette palla a terra entra in area e mira al secondo palo ma la conclusione non è precisa e l’azione sfuma.

L’arbitro concede 4 minuti di recupero.

Finisce la gara d’andata con la vittoria della Reggiana per 2 a 1 con la Juve Stabia che dopo il gol del vantaggio piano piano sparisce dal campo e si “accontenta” di perdere con un gol di scarto. Le Vespe ora nella gara di ritorno di mercoledì alle ore 20:30 devono vincere e non possono gestire il doppio risultato.

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JUVESTABIA – NEWS

Juve Stabia – Mastalli: C’è rammarico per il risultato; servirà una grande prova al Menti

Nella sala stampa del Mapei Stadium ha parlato l’uomo del match in casa Juve Stabia: Alessandro Mastalli Queste le parole del centrocampista gialloblù:…

Napoli-Fiorentina(4-1): apre le marcature Koulibaly, poi Insigne, Mertens e Ilicic

Napoli-Fiorentina(4-1): apre le marcature Koulibaly, poi Insigne, Mertens e Ilicic

Il Napoli supera la Fiorentina 3-1 nella penultima giornata di Serie A: gli azzurri rispondono ai giallorossi che vincono 5-3 con il Chievo. Il secondo posto si deciderà all’ultimissima giornata.

IL TABELLINO

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Zieliński, Jorginho(68′ Diawara), Hamšík(66′ Rog); Callejón, Mertens(78′ Pavoletti), Insigne. A disp.: Rafael, Sepe, Strinić, Giaccherini, Maggio, Leandrinho, Chiricheș, Rog, Pavoletti, Diawara, Tonelli, Milik.All.: Sarri.

Fiorentina (3-4-2-1): Tătărușanu; De Maio, Rodríguez, Tomović; Olivera, Vecino, Badelj, Cristóforo(54′ Babacar); Bernardeschi, Iličić(54′ Tello); Kalinić(81′ Saponara). A disp.: Sportiello, Dragowski, Tello, Salcedo, Saponara, Hagi, Chiesa, Maistro, Babacar, Milić, Mlakar, Reymao. All.: Sousa.

Arbitro: Tagliavento di Terni.

Marcatori: Koulibaly(N), Insigne(N), Mertens(N), Mertens(N), Ilicic(F)

Ammoniti: Koulibaly(N), Albiol(N), Vecino(F)

Espulsi: nessuno.

Reggiana – Juve Stabia: un tifoso speciale al Mapei Stadium per sostenere le Vespe

Massimo Rastelli al Mapei Stadium per assistere alla gara tra Reggiana e Juve Stabia

Lo sciame di tifosi stabiesi giunti al Mapei Stadium per sostenere la Juve Stabia nel difficile match di andata contro la Reggiana è stato numeroso e massiccio. Ad assistere alla gara, però, sugli spalti dell’impianto di Reggio Emilia c’è anche in piccolo pezzo di storia della Juve Stabia.

Stiamo parlando di Massimo Rastelli, allenatore del Cagliari. Rastelli ha vestito la maglia della Juve Stabia nella stagione 2008/09, la sua ultima da calciatore e, in quella successiva, si è subito accomodato in panchina, iniziando la sua carriera da allenatore proprio alla guida della Juve Stabia.

Alle Vespe Rastelli ha centrato la sua prima vittoria da tecnico, riportando la Juve Stabia in Lega Pro nella stagione 2009/10, dopo appunto la drammatica retrocessione del campionato precedente. Come molte volte sottolineato da tanti ex gialloblù, fu proprio la vittoria di quel campionato ad inaugurare il ciclo vincente durato anni di Giglio e Manniello e poi solo di Manniello.

Rastelli domani alle 15 affronterà il Sassuolo con il suo Cagliari, tranquillamente salvo da mesi ormai; l’allenatore dei sardi ha preferito quindi assistere alla gara della sua ex squadra piuttosto che vivere una tranquilla vigilia in hotel.

Non c’è che dire: dopo Vacca e Di Somma, presenti al Menti per la gara contro il Catania, la Juve Stabia potrà contare sul supporto di un altro tifoso speciale

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